venerdì 3 gennaio 2020

Altri film visti durante le Feste (2019)

Durante le vacanze di Natale ho visto alcuni film di Natale nuovi, ma non sono di certo mancati quelli "vecchi", immancabili in tal senso la re-visione di film quali Una poltrona per due, Il Grinch (quello vero), Elf e Mamma ho perso l'aereo (il secondo però). Tuttavia non solo, ho rivisto infatti film che con il Natale c'entrano ben poco, ad esempio Independence Day (me lo sono goduto interamente), ma anche La vita è bella, GhostbustersPomi d'ottone e manici di scopa tra gli altri, ed ho, come si evince dal post in questione, visto anche film in prima visione, almeno in personale prima visione. Però prima di lasciarvi alla lettura delle recensioni delle quattro pellicole scelte in rappresentanza delle Feste (avevo infatti una piccola lista di visioni effettuate ultimamente da cui pescare), alcune importanti (due per l'esattezza) note. In primis anche quest'anno (come lo scorso anno, ora lo si può dire senza problemi giacché l'anno nuovo è già cominciato) ci saranno delle pause programmate, ma non ho ancora deciso quando di preciso effettuarle, probabile una settimana a Febbraio, due per Pasqua e Ferragosto, e poi dipende, vedrò in seguito, di sicuro ogni tanto avrò bisogno di staccare. In secondo (ed ultimo) luogo ho deciso di anticipare a martedì 7 gennaio (giorno in cui tornerò a postare) il consueto cambio trimestrale di header del blog (tuttavia sarà già visibile dal giorno prima), che come sapete sarà "prenotato" dal film vincitore del Saba Cine Awards 2019, dal migliore film che ho visto lo scorso anno, ovvero Ready Player One. Questo è tutto, buona lettura.
Teen Titans Go! Il film (Animazione, Usa 2018)
Tema e genere: Film d'animazione diretto da Aaron Horvath e Peter Rida Michail, adattamento cinematografico dell'omonima serie animata, parodia della serie animata Teen Titans a sua volta ispirata all'omonimo fumetto di DC Comics.
Trama: Il gruppo dei Teen Titans vuole un suo film, proprio come tutti gli altri supereroi. Incapacitati nel raggiungere il loro scopo, a causa della loro poca notorietà e dei loro buffi modi di combattere il crimine, il gruppo di eroi targato Dc Comics farà di tutto per ottenere ciò che vuole.
Recensione: Non avevo mai visto la serie, non avevo mai letto il fumetto di riferimento, non conoscevo i Teen Titans e il suo gruppo di supereroi (a parte il capitano di questa allegra brigata), ma ciò non mi ha impedito di godermi questa esilarante e singolare pellicola. Una pellicola che il quintetto speciale voleva con tutte le sue forze, e l'ha avuta. Giacché quasi tutti (nel mondo dei fumetti) ne hanno avuto una, tranne loro, loro giovani aiutanti dell'universo DC Comics capitanati da Robin, storica spalla di Batman, che una colpa avevano, quella di non aver una nemesi, un villain carismatico in grado di reggere il ruolo di antagonista di cui un film ha bisogno. In effetti la più grande impresa compiuta dal team di teenager finora è stata quella di trovare un ottimo posto dove mangiare burrito lungo la strada. Non esattamente una scena che si possa incastrare nei toni cupi e apocalittici dell'universo cinematografico DC. Ed è così che hanno avuto un film, un film d'animazione (ovviamente e giustamente), un film che prende in giro il proprio universo di appartenenza, le cadute rovinose dei suoi film (Lanterna Verde), le sequenze già passate alla storia delle stronzate (Batman e Superman che fanno pace perché la mamma di entrambi si chiama Martha, ma poi ricominciano a combattere perché i padri non hanno lo stesso nome), che dialoga coi rivali Marvel (la somiglianza tra Slade/Deathstroke e Deadpool, i cameo di Stan Lee) dichiarando implicitamente il complesso di inferiorità DC. Il tutto con una freschezza e una voglia di divertirsi invidiabile, con humour raffinato (i momenti "mimetici", in cui tutto diventa altro, vedasi la sequenza Il Re Leone) e sciocchezzuole infantili (le gag sulla flatulenza e quelle a matrice scatologica) che si alternano senza soluzione di continuità. Con una trama semplice e d'impatto (con un paio di colpi di scena persino meno telefonati rispetto a quelli di produzioni ben più blasonati), con un ritmo ben gestito soprattutto nella prima parte del film dove Teen Titans Go! Il Film riesce a dare il meglio di sé grazie all'umorismo nonsense e agli sfondamenti della quarta parete. La stessa cosa non si può dire per la seconda parte che, malgrado sia anch'essa molto intrattenente, si perde a volte in spiegazioni e momenti più lenti del dovuto. Ed infine con canzoni divertenti e spassose (peccato solo che all'interno del montaggio audio il mix della parte strumentale è davvero molto alto è ciò causa a volte difficoltà nel capire le parole cantate, la parte più divertente nelle sezioni musicali, con tutti i loro divertenti riferimenti), tutto però senza mai uscire (giustamente) dai binari della commedia animata per bambini, non rinunciando fortunatamente ad accontentare i più grandi. E così nel complesso, nonostante tutto, nonostante il target, film folle e divertente è questo.
Giudizio in sintesi: Probabilmente alcune scene sono troppo bambinesche, ma questa è davvero l'unica piccola pecca che si può trovare ad un cartone animato così unico ed esilarante, seppur per niente memorabile.
Consigliato: Divertente, colorato, intelligente e atipico, Teen Titans Go! Il film è decisamente consigliabile per una serata tutte risate e popcorn.
Voto: 6,5
[Qui Trailer, più info e più dettagli]
Ancora auguri per la tua morte (Fantascienza, Horror, Usa 2019)
Tema e genereAuguri per la tua morte, insieme al sequel (questo sequel), rientra nella categoria horror e thriller a tratti ironico. Il primo ha un clima più "giallo" rispetto a questo qui, il quale invece è più sul genere sarcastico che "pauroso". Il tema è comunque sempre quello, il loop temporale.
Trama: Tree Gelbman scopre che morire più volte è stato sorprendentemente più facile dei pericoli che la attendono. Intrappolata ancora una volta in un ciclo temporale, dovrà scegliere tra il suo passato e il suo futuro.
Recensione: Qualche anno fa, nel 2017, ovviamente cinematograficamente parlando (io l'ho visto solo l'anno scorso), la nota casa di produzione cinematografica Blumhouse ha colpito il segno con Auguri per la tua morte. Così tanto che un sequel era prevedibile immaginare, ed eccolo qui, ecco Ancora auguri per la tua morte (in originale Happy Death Day 2U), che come il predecessore, presenta i connotati di una commedia teen piuttosto che del classico slasher movie. Il primo film era, infatti, una gradevolissima declinazione in chiave horror dell'idea alla base di Ricomincio da Capo di Harold Ramis, dove il protagonista Bill Murray si ritrovava a rivivere all'infinito il fatidico "Giorno della Marmotta". Il franchise prosegue riprendendo questo canovaccio e sfruttando i migliori ingredienti del primo capitolo (che si si avvaleva di un dinamismo degli eventi invidiabile, capace di coinvolgere lo spettatore senza mai annoiarlo), a partire dalla cura per la crescita di Tree, cui Jessica Rothe dona una rimarchevole vis comica oltre che una bellezza pulita e un'espressività degne della miglior Cameron Diaz. Si conferma infatti come una "scream queen" ilare e animata da una forza emotiva davvero non comune, qualità che potrebbero darle soddisfazioni anche in progetti più impegnati. Intorno alla lei ruotano molteplici e divertenti comprimari, soggetti anch'essi di un'attenzione tale, in fase di casting e scrittura, da rendere agevole ricordarne le psicologie e le peculiarità. In tal senso emerge ancora la discreta prova di Israel Broussard, capace di proporre un coprotagonista maschile insolitamente misurato e delicato. Non è scontato nemmeno il peso drammaturgico che viene concesso al credibile e struggente rapporto tra Tree e i suoi genitori, potenziando un altro degli elementi forti del precedente lavoro. Ritorna anche il killer celato dalla maschera della discutibile mascotte universitaria, il creepy baby, che sottolineava il legame con Scream di Wes Craven, il capostipite degli slasher moderni (gli horror caratterizzati da assassini mascherati armati di coltellaccio). Si riparte insomma dai maggiori punti di forza del primo film per spedire il franchise verso una dimensione di fantascienza spiccia molto prossima anche alla spensieratezza delle commedie anni '80 di John Hughes (la tecnologia fai da tè presente nel film è anche affine a quella del suo La donna esplosiva). La debolezza del film (diretto nuovamente da Christopher Landon) emerge, però, proprio nell'aprire il franchise al multiverso per giustificare la riproposizione del medesimo canovaccio narrativo seppur con le carte rimescolate. Inoltre, per dare maggiore spessore fantascientifico al film, sarebbe stato utile uno sforzo creativo maggiore ma, invece, sono sfruttati pigramente i cliché del genere (si vede per l'ennesima volta la spiegazione del multiverso attraverso la matita che fora il foglietto ripiegato). Ciò nonostante, e nonostante un finale (e soprattutto un doppio finale) atto solo ad accogliere una nuova pellicola come prosecuzione delle avventure della protagonista, e nonostante non riesca a replicare una certa rimarchevole armonia (la narrazione è a volte farraginosa, non c'è equilibrio tra la parte horror, quasi del tutto assente, e quella più prettamente comedy, oltretutto la parte umoristica non riesce a soddisfare completamente le aspettative), Ancora Auguri per la tua morte (che rimescola furbescamente le stesse carte del capitolo precedente) non solo riesce a far ridere in diversi momenti, ma si rivela film (un horror comedy) sufficientemente godibile e frizzante.
Giudizio in sintesi: I sequel non sempre sono fortunati ma in questo caso direi che l'operazione è sufficientemente riuscita. Di horror c'è poco o nulla, come nel precedente, ma quello che c'è (thriller, commedia e fantascienza) può bastare. L'attrice principale è nuovamente brava nella sua parte, la sceneggiatura a tratti un po' ingarbugliata ma intrattiene e diverte.
Consigliato: Sì, è una pellicola che consiglio di vedere a chi non piace, o comunque a chi non preferisce, la categoria thriller (oppure horror) perché agli amanti del genere potrebbe risultare un po' banale o noiosa. Nessun impedimento invece agli amanti della fantascienza ed il resto che c'è.
Voto: 6
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Escape Room (Thriller, Usa 2019)
Tema e genere: Sfruttando lo schema logico ma mai delittuoso delle Escape Room, una delle attrazioni più in voga degli ultimi anni, soprattutto tra i giovanissimi, il regista dell'ultimo (blando) capitolo della saga di Insidious, ossia Adam Robitel, ne fa un teso thriller di grande fascino ai confini dell'illegalità.
Trama: Sei sconosciuti si ritrovano in una escape room impenetrabile, costretti a dover gestire una situazione che, del tutto fuori dal loro controllo, richiede intelligenza e ingegno per trovare degli indizi e sfuggire alla morte.
Recensione: Guardando Escape Room non possono che venire alla mente predecessori più o meno noti, tra i più prestigiosi dei quali si annovera senza dubbio Saw - L'Enigmista (2004) di James Wan, di cui si ritrova la sadica meccanica narrativa del ricatto che condanna a morte i meno inclini alla sopravvivenza a tutti i costi, e il mai abbastanza celebrato Cube - Il Cubo (1997) del talentuoso Vincenzo Natali, la cui meccanica narrativa da labirinto dell'orrore si trova qui replicata quasi fedelmente. A dare però carisma all'insieme e a suscitare l'interesse dello spettatore c'è sia la tematizzazione continuamente diversa delle stanze (in certi casi veri e propri allestimenti scenografici), che garantisce infinite possibilità anche per futuri sequel, sia la grande perizia realizzativa che coinvolge un po' tutti i reparti artistici e tecnici (Adam Robitel ha puntato molto sull'estetica e il film è visivamente interessante, con inquadrature dove pulsano il rosso e il blu per una fotografia moderna e suggestiva, ogni stanza del gioco è curata nel dettaglio e la scenografia è una co-protagonista invadente ma necessaria) e che è il vero punto di forza della pellicola. Una pellicola che, pur non brillando per innovatività, funziona bene, anche grazie al regista che gioca bene le sue (poche) carte a disposizione, appunto perché la formula di base non era propriamente originale e neanche tanto nuova (non è questo l'unico). Certo, di problemi la pellicola ne ha, anche perché il gioco non appena si fa più scoperto, anche grazie all'alternanza della trama principale con alcuni flashback incentrati sul passato traumatico dei protagonisti (descritti tuttavia superficialmente e maldestramente nella loro componente psicologica), diventa inevitabilmente più prevedibile, perdendo di appeal e lasciando che i suoi meccanismi si inceppino, fino a trascinarsi con fatica verso un finale un po' raffazzonato e contorto, ma è un film (tra gli attori coinvolti, si ricordi soprattutto il giovane Logan Miller, apprezzato soprattutto per lo sferzante e divertente Manuale scout per l'apocalisse zombie, visto anche molto di recente nel piuttosto valido ma non affatto eccezionale Tuo, Simon) che intrattiene e che funziona, almeno sufficientemente per gli standard moderni. Infatti, se sarete alla ricerca del più tradizionale degli intrattenimenti scacciapensieri, condito da alcune sequenze davvero ben orchestrate e un pizzico di divertimento, potreste non rimaner delusi da questo teso ed affascinante film.
Giudizio in sintesi: Non sarà un film che spicca per l'originalità ma questo Escape Room, sagacemente realizzato nel periodo in cui queste stanze così "logicamente" enigmatiche spopolano fra gli enigmisti, ha il suo perché.
Consigliato: Sì, agli amanti del genere ma anche a chi sia alla ricerca di un thriller particolarmente teso.
Voto: 6
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Shark - Il primo squalo (Azione, Fantascienza, Usa 2018)
Tema e genere: Adattamento cinematografico in salsa prettamente action del romanzo horror fantascientifico MEG pubblicato nel 1997 da Steve Alten.
Trama: Un esperto di salvataggi subacquei (ritiratosi dopo un'incidente) viene ingaggiato da una stazione internazionale d'osservazione sottomarina per riportare in salvo una spedizione rimasta intrappolata, dopo aver subito un attacco dal Megalodonte, nelle profondità.
Recensione: Già dal titolo scelto dai titolisti italiani fuori di testa si riscontrano i primi palesi difetti di questo di certo non originale action. L'originale The Meg (che si capisce per cosa sta) diventa senza motivi validi Shark, come se si chiamasse così in inglese (ma non è vero). Poi, secondo titolo, Il primo squalo, che non si capisce che voglia dire, perché anche scientificamente è errato (caso mai, forse, il primo cugino dello squalo, ma forse). Oltre a trasmettere il messaggio che il titolista ha bisogno di ferie e psichiatri, trasmette anche false informazioni scientifiche. Comunque il film sfrutta una struttura piuttosto classica nel genere (forse troppo). Nonostante una durata forse esagerata, in cui si percepisce chiaramente come ci siano dei palesi momenti di stanca e noia, nella sua totale imperfezione, il film di Jon Turteltaub rientra nei perfetti canoni del blockbuster che punta semplicemente ad intrattenere. Intendiamoci, intrattenere non è sempre sinonimo di qualità, e andando a scavare con un po' più di acume nella pellicola, si notano infatti alcuni difetti macroscopici. Le scene di dialogo sono inefficaci e superficiali, non c'è da aspettarsi alcun riferimento scientifico ma soprattutto ci si abbandona al cliché e alle citazioni (una, ovviamente, dedicata a Lo Squalo) elementi fin troppo caratterizzanti di questo genere. Quando però si entra in acqua, e la battaglia inizia a consumarsi, Shark riesce a svolgere discretamente bene il suo lavoro. Jason Statham si conferma uomo fisico, in grado di "portare a casa" con disinvoltura moltissime scene d'azione facendole sembrare persino credibili (ma non cinematograficamente parlando il prodotto nel suo complesso). La squalo non fa paura ma riesce, grazie alle sue dimensioni, a trasmettere quantomeno un senso di minaccia reale che deve essere combattuta. Inoltre, la virata quasi "fantascientifica" verso la fine del film, dimostra la poca volontà di prendersi troppo sul serio. Quello che ne esce, a conti fatti, e dovendo essere del tutto onesti, è un film completamente sbilanciato, un film che, a parte gli ottimi effetti speciali (che forse giustificano la visione) ha ben poco. Non una trama, quest'ultima altamente prevedibile (come una vecchia barzelletta che ascoltiamo per l'ennesima volta), non una colonna sonora decente, è invece impalpabile, incapace di lasciare un segno o anche un solo motivetto, o una sparuta sequenza di note, da far rimanere in testa alla fine del film, non un qualcosa capace di dare un brivido o un'emozione. Anche perché i nostri eroi filo-cinesi (è chiaro il mercato di riferimento per questo film) e multietnico (c'è Rainn Wilson che ha "villain" scritto in fronte, c'è l'action-girl Ruby Rose, prossima Batwoman televisiva, c'è Masi Oka, il nippo-americano di Heroes, Jessica McNamee è l'ex-moglie del protagonista, donna-trofeo da salvare e riconquistare, e poi gli attori piazzati dalla metà cinese della produzione, tra cui la splendida Li Bingbing, senza dimenticare tra gli altri il neozelandese Cliff Curtis e l'islandese Ólafur Darri Ólafsson) troveranno il modo sia di schiattare in maniera cretina (una certa parte), sia di salvare la pellaccia e sistemare il furbo predatore fuori scala, malgrado i piani che escogitano siano uno più deficiente dell'altro. Insomma riuscito a metà, non delude ma è un film che si poteva forse evitare.
Giudizio in sintesi: Non che mi aspettassi chissà cosa, ma da un regista tutto sommato navigato nel genere action/adventure (suoi, ad esempio, i due Il mistero dei Templari), mi aspettavo più che un film mediocre, più che un film seppur decisamente fatto molto bene, non così lontano, lo è invece per oltre mille miglia, dalla tensione de Lo Squalo.
Consigliato: Sì, ma solo per una serata Coca-Cola e Popcorn.
Voto: 5+
[Qui Trailer, più info e più dettagli]

18 commenti:

  1. Ecco, di questi forse mi divertirebbe vedere il primo, con tutte le sue citazioni e prese in giro :)

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  2. Teen Titans Go! piace a Lorenzo, ma io non lo sopporto.
    Degli altri non mi colpisce nessuno.
    Ma quanto l'hai massacrato il titolista di Shark? Se passa da qui s'impicca, lo sai? Ahahah

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    1. E pensa che comunque non è il peggiore dei titolisti :D

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  3. Visti tutti tranne Teen Titans Go, coi film d'animazione non giapponesi non ce la faccio proprio.

    Ancora auguri per la tua morte: Secondo me un seguito carinissimo, che non dimentica quanto era divertente il suo predecessore e risulta a suo modo forse ancora più carino e divertente, una piacevolissima sorpresa.

    Escape Room: Un horror in cui non si vede nemmeno un po' di sangue e le morti sono solamente suggerite, di questi tempi, non fa al caso mio. Gli enigmi da risolvere mi sono parsi un po' tirati per i capelli, film piuttosto innocuo.

    Shark - Il primo squalo: Qui direi che concordiamo su tutta la linea, anche perchè, secondo me, i film seri sugli squali dopo Sharknado non hanno più senso di esistere.

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    1. E' comunque un film dallo stile paradossalmente Marvel, secondo me una possibilità dovresti dargliela, anche perché è un film sui supereroi.
      Sì, è indubbiamente il perfetto sequel, anche perché segue perfettamente e cronologicamente la fine del precedente.
      Non è assolutamente horror infatti, è un thriller, è certamente innocuo, ma non ti lascia un secondo e le stanze, seppur "tirate", sono scenograficamente geniali e ben fatte.
      Sì hai ragione, anche se Paradise Beach e 47 Metri un senso avevano eccome.

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  4. Ancora auguri per la tua morte mi è piaciuto persino più del primo, gli avrei dato almeno un mezzo voto in più. :-)

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    1. Il secondo paga il fatto che sia esattamente come il primo film, ugualmente divertente ma non più originale ;)

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  5. Le pause sono sacrosante, sempre.
    Ho sincero "orrore" per chi non si ferma mai...
    Ti abbraccio e buon 2020!

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  6. Escape Room lo voglio vedere, ma soprattutto hai citato "The Cube", un film che vidi da ragazzino e non apprezzai. Ma ero in un periodo di scarsa maturità intellettuale (cioé non che lo sia oggi, ma sicuramente meglio di quando avevo 15 anni :D), quindi devo assolutamente farne una seconda visione. Anche se l'ultimo Natali, quello di "Nell'erba alta", è stato un po'..altalenante.

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    1. Beh sì, l'età anche conta, ci si raffronta diversamente e si possono notare differenze di vedute, ma comunque The Cube in memoria rimane, Escape Room per poco tempo, però una visione è più che giusta ;)
      Non sapevo avesse fatto un film nel 2019, mi tocca prendere nota :)

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  7. Pietro, dimmi che invece segui e seguirai New Amsterdaaaaam, è troppo bello *.*

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    1. Ehm...no, lo vede però mio padre e qualcosina conosco e qualcosina vedo ;)

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  8. Non sapevo di questo nuovo film di Teen Titans Go. Il cartone è abbastanza disprezzato da una certa frangia integralista dei fan DC, perché è una parodia scema di Teen Titans. Io ogni tanto lo guardicchio, e invece lo trovo piuttosto simpatico. Tra l'altro c'è anche un film crossover delle due serie.

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    1. Io l'ho visto senza conoscere niente ma ho apprezzato, molto simpatico infatti, però non credo che approfondirò ;)

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  9. Io adoro la saga di Auguri per la tua morte e questo secondo capitolo era ancora più divertente del primo, quindi ben venga. Escape Room, molto inventivo, meglio di quanto avrei preventivato, mentre Shark è una boiata fatta e finita. Molto ma molto meglio Crawl.

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    1. Ma lo spero, perché i film con gli "animali acquatici" ormai si assomigliano tutti..
      Finalmente qualcuno che non ha disprezzato Escape Room, ora mi sento meno solo ;)
      Sì divertente, ma un terzo capitolo non so..

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