Visualizzazione post con etichetta Doraemon. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Doraemon. Mostra tutti i post

lunedì 26 marzo 2018

Animation Weekend: Pets - Vita da animali, Rock Dog & Doraemon - Il film: Nobita e la nascita del Giappone (2016)

Dagli autori di Cattivissimo Me ed I Minions ecco Pets: Vita da animali (The Secret Life of Pets, letteralmente la vita segreta degli animali), film d'animazione del 2016 diretto da Chris Renaud e Yarrow Cheney. Questo nuovo cartone animato sugli animali domestici prodotto da Illumination Entertainment infatti, piuttosto leggero, privo di crudeltà e del tutto innocuo, ci racconta di svariati animali domestici (cani di varia razza e taglia, gatti, canarini, criceti, ecc...) i quali, non appena i loro padroni escono di casa per andare, si suppone, a lavorare, lasciati soli negli appartamenti, si scatenano nelle più strane avventure (in storie però prevedibili e banali). Poiché se vi aspettate qualcosa di originale e stupefacente, vi sbagliate di grosso. I registi, infatti, hanno realizzato un progetto prevedibile e banale, dove a farla da padrone è l'utilizzo di cliché. L'intento dei due sembra proprio quello di voler offrire al pubblico un lavoro classico, senza discostarsi troppo da altre pellicole animate. Divertente sì, ma basato su una sceneggiatura a dir poco ridicola in termini di trama. E' sempre la solita storia, da una parte abbiamo un cane domestico che si trova a dover convivere con un altro essere della sua specie (un cagnolone a metà tra Chewbecca e Boo di Monsters & Co.) e da questo evento prende forma la rivalità tra i due, come spesso accade anche nella vita reale e più in generale tra gli uomini. I due, in assenza della padrona, si troveranno a dover affrontare il cattivo di turno, unendo le forze e diventando così amici. Dall'altra parte, invece, troviamo una cagnolina innamorata di Max, che cercherà di salvarli dalle grinfie del coniglio bianco (che paura!), aiutata da un gruppo di animali. Insomma, niente di più banale, ma a sorprendere è il fatto che (nonostante la totale assenza di una sceneggiatura ben scritta) la pellicola sia in grado di far ridere con molta naturalezza. Sarà che in fondo ci sentiamo un po' tutti bambini dentro, ma certamente l'idea non è del tutto da buttare. I personaggi difatti, alcuni dei quali vengono poco approfonditi caratterialmente, sono molto diversi tra loro, ma sono tutti dotati di una certa forza espressiva.

martedì 31 maggio 2016

Gli altri film del mese (Maggio 2016)

Giovanni è un ragazzino patito del calcio brasiliano di cui condivide l'ardore della passione, del coraggio dell'attacco, convinto che nella vita si debba a tutti i costi cercare la felicità. Portiere della squadra della scuola, soprannominato Banana per la sua incapacità di tirare in porta, per la sua passione per i colori brasiliani, giallo verdi emblema di un coraggio di cui si sente portatore, si innamora di Jessica, ragazzina più grande di lui e ripetente che il goffo ragazzino cerca di salvare da una bocciatura certa secondo i dettami del calcio brasiliano da lui adorato: lotta, sacrificio e impegno. Ma Banana vive nel complicato mondo italiano che il regista, esordiente, Jublin, non ci nasconde di tratteggiare a tratti con intenti grotteschi, dove l'ardore del sogno, della conquista, della determinazione, cozza con il "De profundis" della realtà umiliante che uccide i cervelli fini costringendoli a emigrare e nel caso migliore, a "ritagliargli" delle posizioni assai inferiori alle proprie capacità. La sorella Emma bilaureata disposta a rinunciare ad un futuro di archeologa ricercatrice all'estero per stare vicino a un fidanzato "fallito bipolare", gli insegnanti di Banana come quella di lettere, annoiata, stanca, refrattaria all'emotività e alle scusanti degli alunni che ripete il suo rito di fiera "colonna" (di nome e di fatto) austeramente assuefatta a riflessi di una bellezza morente e  persino i genitori oramai quasi avvolti da un velo di mancata comunicazione ne sono i più vivi rappresentanti.

giovedì 11 febbraio 2016

I cartoni animati con cui sono cresciuto

Dopo i telefilm e i programmi tv con cui sono cresciuto è arrivato il momento dei cartoni animati. La lista è così lunga che ci vorrebbero giorni per farne un post, perché da piccolo (intorno agli anni 90) c'è stato un boom di cartoon e io ne guardavo parecchio di cartoni animati, da mattina a sera, come tutti credo, ne mandavano in onda tantissimi, di tutti i generi e tipi, quelli per ragazze e ragazzi, per entrambi e per quelli che non volevano crescere, tutti. Tanti però li vedevo ma non tutti completi, certi li vedevo ma non sapevo la puntata o stagione, solo di alcuni, pochi a dir la verità, ho visto tutti gli episodi.
Ma andiamo con ordine, innanzitutto ci sono cartoni che tutti almeno una volta tutti hanno visto, partendo da Tom & Jerry, una interminabile caccia al topo, non riusciva mai a prenderlo e quando succedeva immancabilmente sfuggiva, come a Willy il coyote e Titti & Silvestro. Difficilmente capitava di non vedere Braccio di ferro e i suoi miracolosi spinaci, Picchiarello e la sua esuberante risata, Tazmania e le sue vertiginose avventure, Snoopy e i suoi simpatici amici, Scooby-Doo e le sue 'finte' paurose avventure, Pollon e la sua miracolosa polvere bianca. Ma non solo, adoravo i Flintstones e le loro incredibili e divertenti vicissitudini all'età della pietra, le fantastiche e bellissime storie di Papà castoro e i suoi tre marmocchi (che ancora non capisco come si chiamassero veramente), come anche le storie dell'elefante Babar e il suo regno, Mignolo e prof alla conquista del mondo senza successo, senza dimenticare uno dei più belli in assoluto, Pingu, così semplice ma così educativo e divertente che è un peccato non mandino più in onda.

giovedì 28 gennaio 2016

Doraemon: il film (2014) & Minuscule: la valle delle formiche perdute (2013)

Doraemon: il film è il trentacinquesimo film d'animazione di Doraemon, il primo al cinema. Il film (del 2014) prende spunto dal primo capitolo del manga e da due delle storie più famose. Dal 1969 è uno dei personaggi manga preferiti in Giappone e in Italia rappresenta il cartone animato TV più seguito di sempre, lo vedevo anch'io. Il simpatico e protettivo gatto robot approda per la prima volta sul grande schermo con una nuova avventura, in uno spettacolare 3D stereoscopico, peccato però che non ho un televisore adatto. Protagonista è sempre Nobita, un bambino di 10 anni destinato ad un futuro di insuccessi a causa della sua natura pigra a indolente. Inetto, perdigiorno, lamentoso e vittimista Nobita riceve la visita di un suo pronipote che tramite una macchina del tempo gli consegna Doraemon, un gatto robot proveniente dalla sua epoca che ha il compito di aiutarlo a diventare una persona migliore, un adulto responsabile, a difendersi dai bulli, un ragazzino assennato, per evitare che diventi un vero e proprio perdente. Per riuscire nell'intento, Doraemon utilizza una serie di incredibili e magici gadget, i "chiusky". Dopo una prima fase in cui grazie a Doraemon e ai suoi strumenti tecnologici Nobita mette una pezza ad ogni guaio combinato (e si vendica delle angherie di amici e compagni che lo prendono in giro), arriverà un'avventura così importante da non necessitare aiuti esterni, provando a modificare una sorte che si preannuncia non proprio felice soprattutto sul lato sentimentale, riuscire a conquistare finalmente Shizuka, la dolce amica che ama da sempre.