La settimana scorsa mi è rimasta così impressa la visione de Il Corvo che mi sono buttato nella visione del suo sequel questa settimana. Ebbene non è stata la stessa cosa, perché se è indubbio che tecnicamente sia un passo in avanti rispetto all'originale, The Crow 2, uscito due anni dopo, dal lato della presa e del resto sia un passo indietro. Perché va bene che l'incipit è uguale, ma né la narrazione né gli attori riescono a tenere il passo o ad raggiungere in carisma i precedenti talenti. Vincent Perez se la cava pure bene, ma il più delle volte pare un giullare che altro. Comunque il film si fa vedere (nonostante qualche inciampo), non rimane impresso come l'originale però lascia ugualmente quel senso di perdita e malinconia. Detto questo il cinema questa settimana qualcosina ha regalato.
Attenti a quelle due (Commedia 2019) - La moda del remake al femminile ha ormai preso piede da qualche anno a Hollywood. Dai Ghostbusters a Ocean's si riportano sul grande schermo film in passato campioni di incassi, e li si cambia di genere. Operazione non sempre riuscita, anche Attenti a quelle due (The Hustle) rientra in questo filone e ha come capostipite Due figli di… (1988, Frank Oz) con Steve Martin qui sostituito da Rebel Wilson, e Michael Caine il cui personaggio si è trasformato in Anne Hathaway. La pellicola degli anni ottanta non è stata praticamente toccata nella sua trama (sono sempre due truffatori che si sfidano nella truffa perfetta...forse) e a parte una maggiore grevità del personaggio della Wilson (che fa storcere un po' il naso), il rapporto tra i due personaggi, quello aristocratico e quello popolare, è rimasta invariata. Da qui nasce il motore comico del film le cui differenze tra le protagoniste sono ancora maggiormente accentuate rispetto alla pellicola originale. Rebel Wilson una delle maggiori attrici comiche americane del momento è l'antitesi della magra e algida Anne Hathaway, che rivela anch'essa buone doti comiche. D'altronde le due, insieme a Alex Sharp che interpreta l'oggetto del contendere, fanno tutto il lavoro e poco ci mette il regista Chris Addison che confeziona un prodotto abbastanza scolastico. Rimane il soggetto brillante del '88, il cui finale con il cambio di genere, perde però un po' di acume. La sufficienza perciò non la raggiunge, seppur il film, nella sua innocuità, scorra via senza troppo annoiare. Voto: 5,5




