Visualizzazione post con etichetta Filippo Timi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Filippo Timi. Mostra tutti i post

venerdì 24 marzo 2023

Le serie tv del mese (Marzo 2023)

Sempre seguendo la continuità delle serie Marvel, che mi sta portando ad intraprendere, seppur con alcune defezioni, un piccolo viaggio a ritroso dalle serie ex Netflix in poi, ecco ritrovatomi con un piccolissima serie, una simpatica raccolta di cortometraggi ben realizzati con cui i Marvel Studios fanno (nuovamente dopo lo speciale natalizio uscito però successivamente) centro. Cortometraggi brevissimi, di tre minuti e mezzo, quasi completamente muti ma pieni di idee sfiziose. Generi diversi, tante risate e anche qualche momento emozionante, con una CGI davvero ben realizzata. Parlo (come se non l'aveste già capito) di I am Groot, serie di cinque corti dedicati all'amato personaggio della saga dei Guardiani della Galassia, in cui la tematica comune è la crescita, riprendendo ottimamente lo stile scanzonato della saga di James Gunn. Piccole grandi storie per un piccolo grande personaggio. Sono rimasto piacevolmente colpito dalla naturalezza con cui, grazie a pochi elementi, si lasciano intendere momenti di totale tranquillità in viaggio sulla nave o in sosta su qualche pianeta. Queste piccole grandi avventure di (Baby) Groot mi hanno stampato il sorriso in faccia per tutto il tempo, facendomi genuinamente esplodere in fragorose risate di tanto in tanto. Tra l'altro, mi fa sorridere anche solo il pensiero che sia sempre Vin Diesel a doppiare il personaggio. E tra slapstick e black humor, intrattenimento assicurato per una mezz'oretta, e in questo senso l'unica pecca è proprio questa, si consuma davvero in un batter d'occhio. Ma al di là di questo una serie semplicemente deliziosa, che ha bisogno di sole tre parole per convincere: I am Groot! Ne faranno altri di questi fantastici corti, e non ne vedo l'ora, ma intanto ecco la lista delle serie viste nell'ultimissimo periodo.

I delitti del BarLume (10a stagione) - La nuova stagione si fa in tre, anzi in quattro, c'è pure uno speciale di mezz'ora sui 10 anni della serie, una serie che cambia (al posto dei classici due episodi quest'anno ne abbiamo avuti ben tre: Indovina chi?, Resort Paradiso ed E allora Zumba!) ma che riesce a non mutare la sua natura, che da 10 anni riesce a coniugare brillantemente tradizione e cambiamento, mantenendo inalterata la propria discreta qualità. E I delitti del BarLume non cambia la propria formula di commedia/gialla sempre più comica e sempre meno "gialla", cosa che può far certamente storcere il naso ai puristi dei polizieschi come me, ma che riesce ugualmente a convincere ma soprattutto divertire. Dopo il finale della nona stagione, era lecito attendersi un ciclo di episodi incentrato sul triangolo amoroso fra Massimo, Beppe e Tizi. La decima stagione sterza invece in territori inaspettati, concentrandosi sui personaggi secondari e lasciando sullo sfondo questi tre personaggi, comunque fondamentali per le dinamiche narrative dello show. Un'operazione sulla carta rischiosa, ma che risulta, almeno in parte, vincente. Ormai I delitti del BarLume racconta le disavventure di un gruppo di amici di Pineta alle prese con situazioni criminali al limite, e va bene (ma non benissimo) così. Di conseguenza, fra fallimentari raccolte differenziate, elezioni comunali che si trasformano in vere e proprie faide private e future convivenze tutte da scrivere, ma anche intuizioni registiche e temi "corretti" affrontati col necessario tatto e con il giusto garbo, I delitti del BarLume fa ancora una volta centro, lasciandoci con la voglia di tornare al più presto a Pineta per divertirsi nuovamente con uno dei prodotti televisivi italiani più efficaci e longevi. Voto: 6+

lunedì 22 febbraio 2021

Le serie tv del mese (Febbraio 2021)

Poco più di un anno fa, l'ultimo episodio di Euphoria, teen drama spregiudicato e a tinte forti che, pensato per un pubblico adulto, toccava diverse tematiche complesse, il risultato era disturbante, talvolta grottesco, ma alquanto efficace. Tanto che anch'io ne rimasi discretamente ammaliato, e al netto dei difetti, la promossi a buoni voti. La notizia (due mesi fa) di uno speciale "natalizio" (diviso in due parti dedicate a Rue e Jules, i due personaggi più in vista della serie) mi spiazzò, per le atipiche modalità e il momento scelto, Sam Levinson veniva a patti con le restrizioni covid, con due attori e un solo set svuotato trasformava Euphoria in un quadro di Edward Hopper, un episodio minimale negli eventi ma strabordante di parole che non mi attirava granché. Stavo insomma per rinunciarci ma alla fine ho visto il primo "Trouble don't last always" e vedrò probabilmente anche il secondo, e ho fatto bene. È un episodio toccante e la bravura di due attori che intrattengono lo spettatore per l'intera durata della visione, senza annoiare è da sottolineare e ammirare, davvero bravi (Colman Domingo è Alì, sponsor di Rue). Lo spettatore si ritrova catturato da questo profondo e sofferto dialogo che analizza nel dettaglio la situazione attuale dei due personaggi, tormentati dalla loro vita. Si sentono prigionieri e carnefici di loro stessi e della loro malattia, perché è questo che è la tossico dipendenza, una malattia. Zendaya si riconferma una brava attrice che ha dimostrato di essere maturata molto in ambito artistico tanto da aggiudicarsi un Emmy Awards proprio per il ruolo di Rue in questa serie. Perfettamente in linea con la prima stagione, il risultato di questo primo episodio è infatti più che discreto, la conferma del mio voto/giudizio dategli a suo tempo. Ecco invece, relativo a stagioni intere, e serie complete, cosa ho visto dall'ultima volta, tante belle cose, due soprattutto.

Strike Back (8a stagione) - Mai dire mai, perché nel mondo televisivo attuale tutto può succedere, come può capitare che una serie ormai data per morta, chiusa e finita, torni nuovamente in vita. E' successo con questa serie action della Cinemax, e ben due volte, poteva non mancare una terza volta (dopotutto non c'è due senza tre, anche quattro, ma quella è un'altra questione)? No, e infatti Strike Back, dopo una settima stagione che all'apparenza si mostrava quella finale, resuscita nuovamente (battute blasfeme anche no), e questa volta però per morire più degnamente, cosa per purtroppo non accade, ma questa è comunque e per davvero l'ultima stagione, il finale (la squadra, o i membri rimasti facente parte, definitivamente si scioglie) e le dichiarazioni degli autori infatti (reperire informazioni era d'obbligo stavolta), non lasciano spazio a dubbi o a possibili ripensamenti (tuttavia come da prologo preferisco non mettere la mano sul fuoco). Questioni di produzione a parte, come dicevo pocanzi, la serie che voleva probabilmente chiudere bene, purtroppo non riesce nel suo intento, anche se ancora una volta l'onestà paga, e assicurando allo spettatore uno spettacolo degno del suo nome, porta a casa la pagnotta e non fa rimpiangere il tempo passato (spiace finisca, ma forse è meglio così, tirar troppo la corda a volte è controproducente). Comunque, squadra che vince non si cambia diceva un famoso proverbio, e così è, gli attori della precedente stagione presenti all'appello. Tema che va meglio non cambiare pensava lo sceneggiatore, ma forse era meglio variare dico io, però giustamente se ti ispiri a Call of Duty e l'azione è il pane quotidiano, può non esserci il terrorismo o la vendetta al centro di tutto? No, appunto. Nella stagione 8 di Strike Back vediamo infatti la squadra della Sezione 20 combattere contro governi corrotti e prendere forma una vendetta di una famiglia criminale. Al centro della storia di Strike Back 8 c'è anche una coppia di fratelli jihadisti che si interessano ad armi di distruzione di massa. Il risultato? Decente e godibile il minimo. Voto: 5,5

giovedì 27 febbraio 2020

Le serie tv del mese (Febbraio 2020)

Cambia il genere (dal cinema alla serie) ma non cambia il metodo, anche se dalla settimana si passa al mese, ma è l'unica differenza, giacché anche in questo caso nella pagina dell'Angolo delle Serie Tv facente parte ogni serie in oggetto, troverete oltre al Trailer (che novità ho messo io senza l'ausilio di widget) una scheda tecnica di informazione antecedente alla recensione (simile a quella dei film). E quindi invito tutti, se volessero sapere tutto ma proprio tutto di ogni singola serie che d'ora in poi recensirò (soprattutto le informazioni di base, puntate e durata, ma anche altro), di consultare codesta pagina, che trovate al link dopo il voto datogli da me. Detto questo ecco le serie viste in questo ultimissimo mese.

The Walking Dead (10a stagione/prima parte) - Quest'anno al contrario della scorsa volta, ma già precedentemente fatto più e più volte, ho visto la nuova stagione della serie AMC in due parti. E che dire perciò del mid-season di questa decima stagione? Diciamo che come finale di metà stagione mi aspettavo molto di più, pensavo che succedessero più cose importanti ma a parte il ritrovamento dell'orda e la probabile acquisizione di più armi, non è successo nulla di concreto. La trama c'è, gli sviluppi anche, ma il finale di metà stagione è per niente esplosivo, come il resto (le rivelazioni finali non sembrano infatti essere in grado di reggere la qualità complessiva di questa decima stagione, che finora si è dimostrata altalenante). Le prime puntate sembravano partite col piglio giusto, per poi concentrarsi tuttavia su personaggi e sceneggiature un po' deboli, regalando dei veri picchi di attenzione soltanto con l'ingresso in scena di Negan (che sembra "ritornare" indietro nei propositi) e con l'inaspettata morte di una fresca "vecchia guardia". Questa stagione si sta difatti soffermando troppo sui personaggi che non è un male, ma neanche un bene. Soffermarsi sui personaggi senza bloccare la trama, questo è quello di cui si ha bisogno, sembra come che se devono far vedere le emozioni dei protagonisti non possono far vedere lo sviluppo della storia. Sarà perché non hanno molto da dire? Non lo so. L'unica cosa che so è che dalla prima puntata sono successe veramente poche cose e sono state diluite un po' troppo per otto episodi (e non parliamo poi dell'assenza di Rick, che si sente eccome, né Michonne né la piccola "spaccaculi", e tutti gli altri, riescono difatti fino in fondo a sopperire). Speriamo che con la seconda metà le cose vadano meglio. E in tal senso dico che servirà molto di più di quello fatto fino ad adesso, perché la stagione 10 possa riuscire a colpire come fu con la Stagione 9 dalla quale sembrava trasparire un cambiamento che finora (purtroppo) non si è ripetuto. Voto: 6-

mercoledì 1 novembre 2017

I peggiori film del mese (Ottobre 2017)

In quest'ultimo mese di ottobre non è successo niente di importante, tutto come al solito, anche se gli alti e bassi ci sono comunque stati, così come nella mia filmografia, a film eccezionali infatti si sono contrapposti altrettante fregature, a partire da un film, End of the World - Atto Finale (Azione, Canada, USA, 2013), che anche se c'era d'aspettarselo ha deluso leggermente (anche se salvabile tra i peggiori dell'anno), perché sapevo già di esser di fronte al classico sci-fi apocalittico di serie Z, tipo quelli ormai famosi della Asylum, se non fosse per un particolare che ha reso la visione un po' più accattivante e divertente del solito, perché si fonda sul concetto che avere una ottima conoscenza dei disaster movie può essere utile per salvarvi dall'apocalisse. E alzi la mano chi non vorrebbe che i ricordi cinematografici che più amiamo possano essere usati almeno una volta per salvare vite umane? E' quello che succede qui, dove un gruppo di appassionati di apocalissi (capitanato da Greg Grunberg) riesce ad usare tutte le conoscenze che hanno appreso dai film catastrofici (e fantascientifici) per salvare il mondo da una devastante tempesta solare, anche se purtroppo a parte qualche gustosa citazione, divertenti rimandi e momenti cinefili, e sempre la stessa solfa. La storia dopotutto segue la struttura di molti altri film dello stesso genere e soprattutto dello stesso livello, con assurdi dialoghi, scarsi attori, pessimi effetti speciali e finale prevedibile. Tuttavia è meno peggio di tanti altri, anche se forse è meglio evitare, ma se comunque vorrete vederlo non aspettatevi battute folgoranti o situazioni non banali. Io in ogni caso mi son divertito, anche di più di certi film che adesso vi presento.

xXx - Il ritorno di Xander Cage (Azione, Usa 2017): A volte ritornano...ancora, e Vin Diesel è uno specialista dei ritorni, prima con Riddick e ora con la quasi contemporaneità di Dom Toretto e Xander Cage, protagonista indiscusso del "tammarraction" diretto da D.J. Caruso, ma la prima cosa che pensi guardando sta roba è che era meglio se Xander Cage (che ritroviamo, assieme alla sua strampalata gang, nuovamente operativo per recuperare una sinistra arma, apparentemente inarrestabile, conosciuta come il vaso di Pandora) non tornava. Perché tra acrobazie varie, adrenalina a palate e azione a go-go, DJ Caruso costruisce sì una pellicola onesta che, però, non ha davvero nulla di nuovo o d'interessante. Giacché anche se gli scontri a fuoco, i duelli esplosivi conditi da lotta marziale, protagonisti cazzuti che sciorinano battutine a effetto e scambio di ruoli ci sono, come in ogni action d'intrattenimento che si rispetti (più o meno), niente è credibile o avvincente in situazioni estreme, troppo spesso assurde. Si sa che questi film sono così, ma qui si esagera. Devo soprattutto criticare il lavoro svolto dal regista e lo sceneggiatore che non hanno saputo dare nemmeno l'ombra di un qualcosa di memorabile e di poter ricordare per qualche tempo, per esempio dandoci qualche personaggio ben fatto, cosa che non è successa purtroppo. I lati positivi sono di certo i combattimenti proposti soprattutto dove vediamo in azione i due artisti marziali Tony Jaa, famoso per le saghe di Ong Bak e The Protector, e Donnie Yen famoso a tutti nelle vesti di Ip Man, mentre Vin Diesel sì in forma smagliante e robusto come un armadio, ma allo stesso tempo inverosimile in un ruolo troppo sopra le righe per la sua stazza, i tempi di Pitch Black e il primo (l'unico almeno sufficiente) xXx dove evitava le valanghe sono finiti da tempo. Il film per questo si segue senza problemi, ovviamente, ma è troppo truzzo per essere promosso. Perché sì diverte ma, ai titoli di coda, è già tutto dimenticato. Come da dimenticare è Samuel L. JacksonIce Cube e Neymar jr., che non fanno che svilire ancor di più, con ruoli insignificanti e interpretazioni mediocri, l'utilità di una pellicola inutile. Voto: 4

giovedì 20 luglio 2017

L'era glaciale: In rotta di collisione (2016)

Quinto capitolo di una saga longeva e molto amata, ma L'era glaciale: In rotta di collisione (Ice Age: Collision Course), film d'animazione del 2016 diretto da Mike Thurmeier, è probabilmente l'episodio più debole, inferiore al già non brillantissimo film precedente. Le ragioni sono fisiologiche, una delle leggi del cinema smentite raramente da poche eccezioni afferma che i sequel siano in genere molto più deboli del film capofila, lo è anche con L'era glaciale che dopo il bell'esordio del 2002 non ha saputo reinventarsi troppo tranne per l'episodio 3, quello coi dinosauri, dove gli sceneggiatori riuscivano con un escamotage mettere insieme animali vissuti in epoche diverse. In questo capitolo 5 si naviga invece un po' a vista, si accumula la scena di personaggi, tanti, praticamente tutti quelli presenti nei capitoli precedenti con il risultato di togliere tuttavia spazio alle figure storiche, decisamente più divertenti (Sid, su tutti, assai sacrificato, mattatore vero nei film del passato e ora presenza costretta quasi ai margini). In cambio, si acquista poco, solo una figura ci fa convinto in termini comici, lo scorretto Buck che ha anche le battute e le situazioni migliori, il resto è un po' poco, compresi degli antagonisti poco efficaci e praticamente inesistenti. Nel film poi, oltre a non accadere praticamente nulla, il continuo susseguirsi di gag poco divertenti mette il pubblico nella disperata attesa di qualcosa di tremendamente buffo che non arriva mai. Di buffo (anche se meno esplosivo del solito nella sua cornice narrativa) rimangono solo i battibecchi slapstick tra lo Scoiattolo Scrat e la sua ghianda, questa volta su una navicella aliena, che provocherà appunto la rotta di collisione, come suggerisce il titolo, che spingerà Sid, Manny (doppiato non benissimo dal comunque bravo Filippo Timi), Diego e il resto dei loro amici, ad intraprendere un avventuroso viaggio verso nuove terre esotiche per salvarsi.

mercoledì 18 gennaio 2017

I delitti del BarLume (4a stagione)

Dopo un'attesa lunga un anno, sono finalmente tornati su Sky Cinema gli strani casi de I delitti del BarLume, la commedia a tinte gialle tratta dai bestseller di Marco Malvaldi, con due nuovissime puntate andate in onda il 9 e il 16 Gennaio, il primo dal nome Aria di mare, liberamente tratto dal racconto di Malvaldi 'Aria di montagna', il secondo La Loggia del Cinghiale liberamente tratto dal racconto Il Capodanno del Cinghiale. Entrambe fanno parte della quarta stagione che segue la terza di cui avevo già parlato lo scorso anno, terza che trovate qui con tutte le informazioni sulla serie, serie come le storie, produzione originale Sky Cinema realizzata da Palomar, che dopo la mandata in onda sono al momento disponibili anche su Sky On Demand. Comunque queste due nuove storie sono nuovamente ambientate sullo straordinario sfondo di Marciana Marina all'Isola D'Elba. Il cast è pressoché identico a quello che ha conquistato critica e pubblico, dall'arguto "barista-detective" Massimo (Filippo Timi) al puntiglioso commissario Vittoria Fusco (Lucia Mascino), dalla fidata e prorompente (bellissima) cameriera Tiziana (Enrica Guidi) ai pensionati detective Emo, Pilade, Aldo e Gino (Alessandro Benvenuti, icona della comicità italiana e toscana, Atos Davini, Massimo Paganelli, Marcello Marziali). Confermato alla regia Roan Johnson, 4-4-2 Il gioco più bello del mondo, I primi della lista (non male), Fino a qui tutto bene (visto e recensito tempo fa, qui) e Piuma (in programmazione su Sky a febbraio). Ma insieme alla confermata produzione troviamo anche due partecipazioni speciali, nelle due nuove storie ci sono infatti due camei irresistibili. Vediamo infatti un'inedita Mara Maionchi nei panni di una simpaticissima parrucchiera che, tra una chiacchiera e uno shampoo a Massimo darà la dritta utile per risolvere il caso e Piera Degli Esposti la psicoterapeuta da cui Massimo è in terapia per dare una svolta alla sua vita e risolvere i suoi problemi di depressione.

martedì 16 febbraio 2016

I delitti del BarLume (3a stagione)

Si chiamano "Il telefono senza fili" e "Azione e reazione", i due nuovi episodi (al momento 6 in totale) de I Delitti del BarLume, la commedia a tinte gialle tratta dai bestseller di Marco Malvaldi, andata in onda a gennaio (io come sempre in ritardo) su Sky Cinema. Le due nuove storie realizzate proprio da Sky Cinema (dal 2013) in coproduzione con Palomar, sono ambientate ancora un volta sullo straordinario sfondo di Marciana Marina all'Isola D’Elba (trasformata in set televisivo per alcuni mesi e con la partecipazione della cittadinanza come comparse) e sono dirette da Roan Johnson (4-4-2 - Il gioco più bello del mondo, I primi della lista e Fino a qui tutto bene), con lo stesso cast delle precedenti stagioni, con Filippo Timi nel ruolo del protagonista. La serie ha avuto grande successo, dopo aver infatti raccolto con la seconda stagione su Sky Cinema oltre un milione di spettatori nella prima settimana di programmazione, superando gli ascolti di grandi blockbuster americani, Sky ha riportato in TV la saga giallo-comica conservando la formula narrativa che ne ha sancito il successo. Basata su un classico impianto "da giallo", I Delitti del BarLume accoglie una serie di spassosi accorgimenti narrativi che portano le storie a toccare i territori della grande commedia all'italiana e in particolare quella brillante tradizione regionale toscana che raccoglie l'eredità dei maestri del genere. Una formula maggiormente riuscita dall'aggiunta dell'elemento poliziesco, alleggerito dai toni irresistibili "da bar" di paese, che rendono il mix eccentrico e stravagante. Due nuove storie, ancora una volta ambientate nell'immaginaria cittadina di Pineta, sul litorale toscano tra Pisa e Livorno, qui, tra una bevuta e una partita a briscola, le giornate ruotano intorno al bar, centro nevralgico e strategico di qualsiasi comunità di provincia che si rispetti.