Ho ucciso Napoleone è una cinica, perfida e ironica commedia del 2015, diretta da
Giorgia Farina, alla sua seconda prova da regista dopo
Amiche nemiche. E come quest'ultimo lungometraggio, si tratta nuovamente di un film in cui un gruppo di donne cerca di sovvertire l'ordine del mondo degli uomini con un piano segreto (ma c'è un twist, colpo di scena). La storia è quella di una manager in carriera, Anita, autoritaria, intraprendente e ambiziosa che negli anni ha imparato a rimanere fredda, glaciale a tutto e tutti. Ciò che però ancora non sa, è che un uragano sta per travolgerla spazzando via tutte le sue certezze. Il lavoro, l'amore, il futuro, tutto in macerie nel giro di un giorno. Nell'arco di ventiquattr'ore, infatti, riceve una promozione, scopre di aspettare un bambino e viene licenziata di punto in bianco dalla società farmaceutica in cui si occupava di Risorse Umane. Abbandonata anche da Paride (sposato con figli), suo amante e capo (e padre di suo figlio), Anita, aiutata da tre donne a dir poco problematiche, e da un avvocato (della stessa sua ex-società) ansioso, timido e goffo, metterà in atto la sua vendetta (elaborando un complesso piano) contro i suoi datori di lavoro e contro chiunque provi a metterle i bastoni tra le ruote. Ma come spesso accade, anche il piano perfetto può vacillare di fronte all'imprevisto, soprattutto se l'imprevisto ha le sembianze di chi non sospetteresti mai. Niente infatti sarà come sembra, e nonostante Anita comincerà ad aprirsi al mondo e scongelare il 'sofficino' che ha messo al posto del cuore (grazie a sua figlia), per lei ci saranno molte sorprese, non tutte gradevoli. La regista, con questa ironica e pungente commedia, sorprende, grazie all'originalità della trama. Infatti il film è veramente una sorpresa, anche se non regge tantissimo, portando con quest'opera corale al femminile che si ripropone di rovesciare un sistema maschilista arcaico e non sempre funzionale, una ventata di "internazionalità", lontana dalla volgarità e dal facile sentimentalismo che imprigionano spesso la nostra cinematografia. Un film che guarda con occhio divertito al mondo manageriale, senza pretese etico-moralistiche. Una commedia sopra le righe con una misura di ferocia insolita per il nostro cinema, fortemente stilizzata e profondamente cinica. Peccato che il film assuma un aspetto grottesco e farsesco ad un certo punto, difatti sembra concludersi e diventare un film completamente diverso.