sabato 21 novembre 2015

Alabama Monroe (2012) & 50 e 50 (2011)

Alabama Monroe è la storia di un amore struggente, un racconto passionale e coinvolgente, che lentamente si dipana e cresce di intensità, per arrivare a un finale che devasta il cuore. Una coppia di genitori riceve una terribile notizia: la propria bimba ha un cancro. I due genitori Elise (una tatuatrice che ama imprimere le emozioni sul suo corpo) e Didier (che suona il banjo e adora la musica country, il ritmo della sua vita) cercano di starle vicini il più possibile ma questo dramma sconvolgente finirà con il travolgere la vita della coppia. Il film (del 2012) usa un montaggio dinamico (essenziale alla riuscita del film e alla crescita del pathos), non lineare nel tempo ma un continuo salto temporale (il film infatti parte dal 2006) dove pian piano scopriamo come i due si sono conosciuti, amati e a quale meraviglioso legame univa la coppia di genitori dalla rivelazione alla coppia della tragedia che ha appena colpito la loro piccola.

Il loro amore a prima vista verrà però inghiottito dal terribile buco nero della malattia della figlia e dal modo diametralmente opposto in cui i due protagonisti decidono di vivere il dramma: la madre cerca di costruirsi un mondo illusorio ma quantomeno per lei in parte consolatorio mentre il padre si rifugia in uno stringente razionalismo, nella musica e nell'alcol. La scelta della donna di cambiare nome come segnale di svolta e il terribile sfogo del padre durante il concerto contro le religioni sono l'emblema di due mondi che ormai hanno smesso di comunicare così come testimonierà il tragico epilogo. Il bluegrass è parte integrante del film, ne costituisce il filo che lega tutte le questioni chiave: la vita, la morte, la nascita, l'America, la maternità e la paternità, la consolazione, la vita dopo la morte. Il bluegrass è ciò che unisce la coppia, per Didier è il country più puro. I brani eseguiti nel film sono stati cantati interamente dai due attori, in performance emozionanti. Le interpretazioni di entrambi i protagonisti sono veraci ed energiche, ma lei, Veerle Baetens, rapisce i sensi. Ha un viso magnetico. Un film meraviglioso, intenso e commovente che è stato giustamente insignito della nomination quale migliore film straniero.

50 e 50 è un film (del 2011) che affronta bene e con ironia e leggerezza un tema molto delicato come la malattia, alternando lacrime e risate (amare). La vita del ventisettenne Adam (interpretato splendidamente da Joseph Gordon-Levitt) scorre tranquilla, forse fin troppo, a complicare le cose arriva la peggiore delle notizie: è malato di cancro. Da quel momento entra in uno stato di passiva accettazione della malattia da cui nessuno sembra scuoterlo: non la sua ragazza che lo tradisce, non il suo migliore amico mattacchione nè la sua inesperta e volenterosa terapista, che tenta con lui un approccio umano. Cercando informazioni sulla sua malattia su internet scopre di aver un cinquanta percento di possibilità di sopravvivere. Adam continua a nascondere prima di tutto a se stesso paura, rabbia, frustrazione e tutti i sentimenti che la malattia porta con sé. Passando attraverso la chemioterapia e tutte le altre fasi della cura il ragazzo comprenderà alla fine ciò che vuole più di tutto e quali sono le persone che davvero tengono a lui. È sempre una cosa molto difficile tirare fuori una buona commedia da un soggetto drammatico come la malattia, già per il tentativo meriterebbe un applauso. Ci si aspetterebbe infatti la solita e drammatica vicenda, del povero ragazzo che fa la chemio, il film invece, è anche una commedia, dove con l'aiuto dell'amico Kyle, (interpretato da Seth Rogen, vero e proprio funambolo capace quasi da solo di alleggerire scene e situazioni dolorose) la malattia sembra quasi secondaria, o un "mezzo" per rimorchiare. Adam conosce la giovanissima terapista (interpretata da Anna Kendrik), che nonostante la sua poca dimestichezza nel mestiere, lo aiuterà a superare i suoi problemi. L'ultimo quarto d'ora del film è seriamente emozionante, colpisce al cuore in maniera forse anche prevedibile ma non per questo meno sincera. Alla fine però, seppur a tratti molto divertente, 50/50 non è un film leggero o superficiale o brutale, anzi, affronta il delicatissimo tema in modo ironico ma senza mai togliere la drammaticità al film e senza mai prendere sottogamba niente. Il film non ha la solita fine triste, che tutti si aspetterebbero e il fatto che si pianga nel finale non implica la necessità che siano per forza lacrime di dolore. Bello, divertente e fa riflettere.

10 commenti:

  1. Il primo mi ha lasciato abbastanza freddino, nonostante fosse un film che ritengo basasse la sua forza sull'impatto emotivo.

    Il mio parere sul secondo è invece riassunto dalla tua ultima frase: "Bello, divertente e fa riflettere". E mi chiedo cosa uno possa chiedere di più al cinema :)

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    1. Nel primo, si ma comunque le canzoni sono straordinarie, molto belle
      Nel secondo, si hai ragione ;)

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  2. Due film caro Pietro che mi rapiscono i sensi e sono sicura che piangerei dall'inizio alla fine di tutte e due le pellicole. Però non voglio perderle,l 'amore in tutte le sue forme mi attrae sempre e la malattia pur strappandoti la carne( so che cosa è il cancro) ti fa apprezzare maggiormente la vita. Terapeutico per me, in questo periodo!
    Un bacio grande!

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    1. Sì sono due film di grande impatto emotivo...son contento per te che nonostante siano film 'tristi' ti facciano stare meglio ;)

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  3. Alabama Monroe lo misi al primo posto nella classifica dei miei film preferiti del 2014, 50 e 50 tratta in maniera elegante una tematica difficile riuscendo persino a strappare un sorriso.
    Belli entrambi.

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    1. Si infatti, diversi ma uguali nell'effetto 'positivo' che trasmettono entrambi

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  4. We, questi due film mi mancano! Provvedo subito a segnarmeli nella mia agenda: film da vedere. :)


    Ispy

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    1. Si meglio scriverli...nella mia agenda sono ancora tanti i film da vedere..

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  5. Alabama ancora mi manca ma 50 e 50, anche per il mio amore verso Joseph Gordon Levitt e Seth Rogen, l'ho adorato: divertente, commoventissimo ma mai patetico, un gran bel film :)

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    1. Seth Rogen è veramente un mattacchione, in tanti film fa sempre la parte del 'pazzo', in questo nonostante la parte dimostra di saper recitare ;)

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