martedì 18 aprile 2017

Io prima di te (2016)

Per chi mi conosce e qualcosa sa, saprà che vedere Io prima di te (Me Before You), film del 2016 diretto dalla sconosciuta Thea Sharrock, tratto dall'omonimo libro di Jojo Moyes, non è stato per me del tutto facile, anche se purtroppo il film seppur emozionante è davvero tanto banale quanto superficiale, per cui non mi ha del tutto scosso, anzi, mi ha pure un po' infastidito, non tanto per i luoghi comuni nei confronti dei disabili (passabili anche se abbastanza irritanti), quanto per le scelte, personalmente sbagliate, del protagonista e anche della regista nonché di tutto il film, che lascia secondo me un messaggio negativo più che positivo sulla vita. Questo perché il film che propone temi delicati, che racconta la storia di un ragazzo trentenne divenuto quadriplegico dopo esser stato investito da una moto che viene assistita per fargli compagnia (e fargli cambiare idea su di una drastica decisione) da una dolce tanto goffa quanto sensibile e piena di buona volontà ragazza, diviene man mano la classica (stucchevole) storiella d'amore tra un principe azzurro ricco (e belloccio) e la crocerossina povera, troppo prevedibile sin dall'inizio, anche se, cosa protesti mai trovare in una romantica commedia se non miriadi di cliché? sì è vero, ma non così, e soprattutto non con un finale (solo cinematograficamente parlando degno) che lascia secondo me un messaggio sull'amore abbastanza banale e non giustificato.

Certo, è cinema, ma davvero rinuncerei all'amore di una ragazza che ti ama come sei (e a tutte le possibilità finanziarie disponibili a fare qualunque cosa nonostante tutti i problemi del caso), solo perché hai perso la possibilità di tornare ad essere quello di prima, in questo caso un vanesio dongiovanni che girava il mondo a divertirsi e a liquidare società in difficoltà? Se fossi io, assolutamente no, anzi, magari accadesse davvero di trovare quella giusta (e certamente non per forza tanto stramba e sciocca) che ti ami e avessi pure tanti soldi da non fare niente e godersi (nonostante tutto) la vita, vita che mai andrebbe gettata, perché vale la pena di essere vissuta in qualsiasi circostanze, anche in quelle che io conosco benissimo purtroppo. Il film infatti ripropone il tema dell'eutanasia, anche in maniera molto forte (seppur superficiale), toccando i sentimenti a mo di fili scoperti, sentimenti insiti nella semplicità ingenua e solare di una ragazza che potrebbe essere (forse) chiunque, ma tutto è troppo semplicistico per fare breccia. Il delicatissimo tema dell'eutanasia viene difatti proposto, trattato e liquidato in modo convenzionale, i toni sono (giustamente) seri e misurati, la risoluzione però facile, superficiale. Soprattutto per quelli che sono gli (indigesti) effetti, ovvero l'immancabile edificante messaggio finale (da romanzo Harmony) sul vivere e vivere con audacia, aprirsi al mondo eccetera. Nuove prospettive per la protagonista, vecchi sermoni per lo spettatore. 

La narrazione degli eventi poi è raffazzonata e frettolosa. La storia d'amore invece è costruita con superficialità, mentre lei appare troppo caricaturale come il film stesso. Tutto un po' troppo, dato che il personaggio suscita sì risposte favorevoli come pure, a tratti, moti d'irritazione. Emilia Clarke, che la interpreta in versione "nature", mette dedizione alla causa e un bagaglio di smorfie, facce, reazioni disegnate chiaramente sul volto, e fisico lontano dall'algida perfezione di bionde modelle (alquanto insopportabile seppur dolcissima certe volte). Lodevole l'impegno (e il palese tentativo di allontanarsi dall'ingombrante ruolo che le ha dato popolarità), altalenante la resa, più per come è impostata Louisa che per demeriti propri, discreta l'intesa con Sam Claflin (comunque insopportabile come il suo Will), giusto dare tempo all'evoluzione del loro rapporto (si deve la svolta a un film francese con i sottotitoli). Attorno a loro, gli altri personaggi (familiari, conoscenti, terapisti, amici e vecchi amici, comparse) s'aggirano in maniera intuibile, convenzionale, tra cui Charles Dance, che rimane un attore carismatico ed eccezionale nonostante tutto, un Signore in tutto, e Jenna Coleman, apprezzata tantissimo recentemente in Victoria. Insomma non così coinvolgente come mi aspettavo e neanche così tanto emozionante nonché bello, solo troppo banale, poco importante e del tutto errata la scelta finale, perché seppur un po' giustificato riflette in modo negativo una realtà non del tutto vera. Non tutti potrebbero pensarla come il protagonista, vigliacco ed egoista. Comunque in mezzo a tutta la nettezza spacciata per cinema che questo film si porta dietro, si salva giusto qualche brano carino della soundtrack e la buona fotografia di Remi Adefarasin (direttore della fotografia anche del discreto Match Point di Allen) alla quale però il taglio televisivo della regia non rende giustizia. Vedibile ma dimenticabile. Voto: 6-

14 commenti:

  1. Del film, invece, ho apprezzato i rari sprazzi comici e soprattutto la scelta finale. Avere Emilia Clarke accanto e usarla come badante, anche come un improbabile amore di mezzo, significherebbe mettere da parte l'orgoglio e la dignità. Will quella, secondo me, non la perde. Fa una scelta molto realistica, in un film molto poco realistico.
    Concordo sul sei, però. :)

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    1. Dici bene sul poco realistico, perché in effetti non tanto credibile è la situazione secondo me, dato che purtroppo la realtà è molto più dura ma soprattutto più "povera", economicamente intendo, comunque sì la dignità probabilmente no, però non tutti la pensano come lui, anzi..

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  2. Concordo... decisamente superficiale e banalotto!
    Ma purtroppo il concetto di superficialità sembra sempre più relativo.

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    1. Concetto anche troppo spesso abusato, ma in questo caso è abbastanza palese da esser notato..

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    2. tutte quelle cose (come questa) che volano sul politically-correct spesso sono intrise di superficialità.
      La realtà o anche solo una verità, come dici tu, la raggiungi scavando più giù.
      Questo é un fenomeno di cui mi dispiaccio molto, non dovremmo accontentarci.

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    3. Già, a volte confondono anche la realtà e questo non è sempre un bene, perché molti potrebbero dire che tutti siano e la pensano in quel modo (quello del protagonista) e invece non è così..

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  3. Io non concordo ma fortunatamente siamo tutti diversi.
    Anche io in famiglia ho avuto un problema "simile".
    E' giusto e doveroso secondo me che una persona decida sia come vivere sia come morire.
    Mi ha colpito molto il fatto che lui tutti i giorni fosse devastato da grandi dolori fisici , a giorni sopportabili a giorni no.
    Se uno decide che non ne può più secondo me deve essere libero di poter andare.
    Per quanto dolore possa portare una decisione del genere a chi rimane.
    Ho sperato anche io che cambiasse idea ma egoisticamente.
    L'amore non può tutto e io devo essere libero di decidere cosa fare della mia vita.
    Sicuramente ci saranno sempre opinioni diversi ma il mondo è bello perchè vario.
    Lei l'ho trovata molto dolce, belle alcune scenografie e i costumi.
    A me ha devastato il finale , le ultime scene da profana le ho trovate intense.

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    1. Ci mancherebbe, io non metto in dubbio che ognuno è libero di fare ciò che vuole e decidere autonomamente, però immedesimandomi in lui (in parte mi è stato facile farlo..) ho trovato le sue scelte personalmente parlando sbagliate, io non lo farei mai, anzi, magari succedesse davvero di trovare l'amore, avere i soldi e godersi la vita nonostante tutto, tipo come in La teoria del tutto e Quasi Amici, rinunciando a niente e nessuno. Comunque credo che il suo dolore era emotivo più che fisico, non conosco quella malattia, ma anche a me i dolori ogni giorno mi toccano, però vado sempre avanti..
      In ogni caso come dici tutti siamo diversi.

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  4. E invece a me è piaciuto e anche molto direi ^_^

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  5. A me è piaciuto molto il film, ma il finale no, avrei concluso la storia in maniera positiva! Io sono convinta che la vita malgrado tutti gli ostacoli possibili debba essere vissuta, la vita è bella anche quando non è come te l'aspetti o vorresti.

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    1. Infatti, un finale così anche se cinematografico non fa mai bene, lasciando come ho scritto un messaggio negativo più che positivo.

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  6. Premetto che non volevo proprio vederlo sto film perché non mi piace il genere ma lo avevo messo nella chiavetta per le mie coinquiline e siccome mia sorella ci teneva pure ho decido di vederlo insieme a lei.

    Non mi è piaciuto per nulla. Hai descritto tutto benissimo tu. Banale come pochissimi. Il finale terribile. Che forse dovrebbe portarti ad una svolta e farti sconvolgere, ma a me non ha lasciato nulla per niente.
    (Per farti un esempio, il finale di La La Land invece mi ha lasciato qualcosa di forte, seppur lo stesso triste e magari non quello che avrei preferito).
    Non lo consiglierei e piuttosto che rivederlo mi sparerei due ore di documentario sui calamari giganti xD

    Quello che merita, invece, è il tuo post per quello che dici a prescindere dal film. Sei una persona molto forte, è bellissimo e fa riflettere il tuo amore per la vita anche se, magari, lei non ti ha ricambiato in egual misura su certi aspetti. Per questo penso che veramente meriti di essere felice, felicissimo e ti giuro, ti giuro, ti giuro, se io fossi Dio o il destino o il karma o quello che preferisci, non avrei perso un attimo a metterti accanto una persona che ti ami come dovresti essere amato e che ti faccia semplicemente bene.
    Quindi spero che questo possa avvenire davvero e presto per te

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    1. A dir il vero neanch'io fremevo per vederlo, anzi, ma a Emilia Clarke è difficile dire di no...comunque in effetti avrei fatto meglio a vedere un documentario anch'io, anche se non sui calamari giganti, mi mettono in soggezione :D
      Il problema è trovarla una così, quella giusta, ci spero davvero che accada, e per questo ti dico grazie del tuo pensiero, ma probabilmente mai accadrà, però la speranza è l'ultima a morire ;)

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