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mercoledì 30 aprile 2025

Listone del mese (Aprile 2025)

Tutto sommato non è stato male questo mese d'Aprile, tra ponti e scampagnate appena terminato, anche perché c'è stata la Pasqua e l'uovo di cioccolato (rigorosamente fondente) me lo sono goduto e mangiato, peccato solo che sia morto il Papa. Il mio Santo Padre rimane Giovanni Paolo II, ma a Francesco gli si è voluto tanto bene, per il suo essere misericordioso ed esser stato luce di speranza. Tra pochi giorni ci sarà il Conclave, quello vero, non quello cinematografico (che comunque adesso non vedo l'ora di vedere), e chissà se il nuovo Papa sarà asiatico o addirittura nero, l'importante è che sia "vero", un vero credente e persona di buon cuore sincero.

Capitolo Musica: Non ascolto più la radio da tempo, sarà che non sopporto più le "rotazioni", ma ultimamente ho sempre meno voglia. Per fortuna che c'è la 30 songs di Radio Deejay e il post mensile di Pensieri Cannabili a tenermi aggiornato sulle ultime uscite. Certo, molte canzoni sicuramente mi perderò, ma d'altronde ascoltarle tutte è impossibile, quindi mi accontento di quello che c'è, che a volte basta ed avanza. Così ho fatto anche per questo mese e continuerò a fare per i prossimi che verranno.

Capitolo Games: Ho molto apprezzato la Remastered del primo episodio di Mafia, quindi piacevolmente colpito nell'apprendere che tra i giochi riscattati (con Prime Gaming) nell'ultimo mese ci fossero sia il secondo che il terzo episodio, ma chissà quando ci giocherò, forse quest'anno probabilmente l'anno prossimo. 

Capitolo Serie Tv: Quali fattori sono determinanti nella scelta del vedere o non vedere una serie, ed anche una invece di un'altra? Tanti, l'istinto conta, ma poi ovviamente dipende dal genere, dal tema e dall'argomento, da una trama che possa coinvolgermi. In questo senso alcune serie non ho visto e non vedrò, nonostante le alte valutazioni. Quindi se ho visto queste di questo mese ci sarà un perché, anche se non sempre il risultato può compensare le attese e può soddisfare del tutto, ma è questo il bello.

Capitolo Cinema: Tutti i film visti su Sky sono ancora disponibili on demand, Sulle ali dell'onore è invece uscito dal catalogo di Prime Video il 12 Aprile, così come Caccia all'agente Freegard, ma il 19 del mese, mentre Il Signore degli Anelli - La guerra dei Rohirrim su Infinity Plus l'ho visto nella settimana tra 28 Marzo e il 3 Aprile scorsi. Discorso diverso invece per i film dello speciale cinematografico di questo mese, nuovamente incentrato a distanza di pochissimi mesi ai candidati Premi Oscar, questa volta però degli ultimi quattro anni, ecco infatti due film del 2022 (gli ultimi che mi mancavano), due del 2023 (con ancora due mancanti all'appello), due del 2024 (in questo caso a mancarne è solamente uno) ed infine uno di quest'anno 2025 (il decimo dei trenta totali), che tra l'altro è l'unico film disponibile "legalmente", dato che è Paramount Plus il distributore al momento, se aspettassi gli altri chissà quando li avrei visti, perché quando è possibile e/o necessario mi pare giusto cogliere le occasioni.

giovedì 4 luglio 2019

Il Trono di Spade (8a stagione)

Tema e genere: Giunge al termine la serie televisiva statunitense di genere fantastico più discussa, amata ed odiata di sempre. La serie infatti, adattamento televisivo del ciclo di romanzi Cronache del ghiaccio e del fuoco (A Song of Ice and Fire) di George R. R. Martin, finisce il suo ciclo con l'ottava stagione.
Trama: Ci eravamo lasciati (qui la recensione della settima) con il Re della Notte che attacca il forte orientale e si prepara a superare la barriera. Il Re del Nord, Jon Snow, è assieme alla Madre dei Draghi, Daenerys Targarien, a Roccia del Drago. La pace momentanea con la casata Lannister, e la regina Cersei, porta l'intero continente occidentale a preoccuparsi dell'effettiva minaccia che incombe sui Sette Regni: gli Estranei. Jaime Lannister, preoccupato dalla minaccia nell'estremo Nord, vorrebbe andare a Delta delle Acque per recuperare l'esercito dei Lannister e unirsi alla battaglia per difesa dei Regni. Cersei non sarà dello stesso parere e i due fratelli potrebbero essere per la prima volta divisi. Intanto Sam, dopo aver studiato e parlato con i maestri, scopre la vera identità di Jon Snow. Riuscirà a riunirsi al suo amico e svelerà il segreto sui suoi genitori. Ci sarà anche il duplice incontro tra Arya Stark e il Re del Nord e tra la Lady del Nord, Sansa Stark, e Daenerys Targaryen. Ma in tutto questo la domanda è: chi sarà il protettore dei Sette Regni?
Recensione: L'ultima stagione ha suscitato un'ondata di rabbia e giubilo, isteria ed euforia tali che si è arrivati addirittura a creare una petizione per fare in modo che gli sceneggiatori riscrivessero parte della trama, perché gli spettatori erano troppo scioccati e infastiditi da alcune pieghe della storia. I fan si sono scissi tra coloro che hanno approvato le scelte narrative e registiche e coloro i quali invece aspettavano l'happy ending. Ma a Westeros raramente il sole splende sui giusti e sempre più difficilmente gli eroi sopravvivono. Nonostante tutto, la storia ha avuto una conclusione. Che sia peggiore o migliore da quello che ci si aspettava è un pensiero del tutto soggettivo, l'ultima stagione possiede lati negativi e positivi, punti deboli e punti di forza. Le critiche che Il trono di spade ha ricevuto sono dovute soprattutto ad alcune incongruenze e alla mancanza di rispetto per alcune story-line concluse forse troppo in fretta. Anche aver velocizzato ed estremizzato la follia di Dany è sembrato ad alcuni una forzatura. Senza dubbio se appunto la trama e alcune sequenze di questa stagione finale sono discutibili è innegabile la tecnica e il grande lavoro del dietro le quinte. Il trono di spade non ha caso è stata una delle serie con il budget più alto mai speso. Immagini spettacolari e grandi effetti così come un cast straordinario fanno di questa serie una delle migliori degli ultimi anni. Un finale che nel bene e nel male è quello scelto dagli sceneggiatori e che dobbiamo accettare. Ognuno ha dato il suo personalissimo addio alla serie e al pubblico, concludendo in maniera coerente (ogni personaggio ha avuto ciò che doveva avere, ogni storia è andata così come doveva andare, tutti i cerchi vengono chiusi, uno su tutti il duello finale tra i fratelli Clegane sulle scale in fiamme del castello) uno show che, diciamolo, da qualche stagione a questa parte aveva perso tutto il coraggio che gli era rimasto. Non è un caso che l'ultimo episodio sappia troppo di politically correct in una serie che ha fatto dell'osare la sua parola d'ordine (anche se questo politicamente corretto ci rassicura circa il futuro di questo mondo, finalmente nelle mani di un concilio di menti perlopiù oneste e leali). Non un gran cosa inoltre, la volontà di allungare alcune scene a discapito di altre, questo durante tutta la stagione, e quella quasi inquietante di chiudere con un secondo finale più o meno aperto per dare adito ad uno, o più, spin off, il che non è proprio il massimo (anche se alta è la voglia di vedere ciò). Eppure parecchio bella, avvincente e divertente è stata questa stagione di questa incredibile serie, perché Il trono di spade ci ha restituito anche quest'anno un'esperienza visiva straordinaria e soprattutto ci ha dato una conclusione. Lacunosa, se si vuole, ma comunque ce l'ha data, ed è già tanto. Certo, sono più le perplessità che i pregi, non si può appunto negare che questa stagione conclusiva sia stata realizzata in modo frettoloso e, qualche volta, persino grossolano (si notano sicuramente alcune incongruenze nella sceneggiatura), ma tutto sommato soddisfacente è il tutto. Perché va bene che la svolta malvagia di Daenerys Targaryen è probabilmente l'esempio più calzante che si può fare per esprimere alcune perplessità, non che non potesse avvenire, era, però, una trasformazione che non poteva e che non avrebbe dovuto risolversi nell'arco di una sola puntata, la sceneggiatura (che ha sacrificato lei ma anche Cersei, l'eccezionale Lena Headey ha avuto soltanto 25 minuti di screentime in tutta la stagione) in questo caso ha affrettato un cambiamento cruciale che doveva respirare più a lungo, ma il finale (almeno personalmente) soddisfa parecchio, dopotutto, sarebbe stato probabilmente più scontato continuare a sterminare il cast solo per stupire gli spettatori, in una stagione conclusiva che doveva necessariamente chiudere le sotto-trame nelle quali abbiamo investito il nostro tempo per anni. E invece scelta coerente e giusta è stata fatta, e poi ho sempre fatto il tifo per gli Stark (a parte in certi frangenti), e quindi bene così.

martedì 30 aprile 2019

Gli altri film del mese (Aprile 2019)

Vi parlavo ieri di quella piccola (per non dire smisurata) delusione accaduta questo mese, che tuttavia non mi ha precluso un passaggio di vacanza tranquillo. Infatti a fare da contraltare a quel fatto sportivo che ormai tutto il mondo sa (che in ogni caso è stato attutito dalla vittoria di un trofeo dalla portata storica difficilmente replicabile), il fatto che è arrivata la Pasqua, anzi, sono arrivate le uova di cioccolato. Quest'anno ben 4, tutte diverse una dall'altra, purtroppo però di regali all'interno tutti ugualmente mediocri, due portachiavi e due collane, quest'ultime poi con fili davvero orrendi. Cioè non che mi aspettassi chissà cosa, però qualcosa di più originale era meglio trovare, ma mi sono dovuto accontentare, e comunque la cioccolata è stata una ricompensa gradita. Di altro di interessante non è invece successo niente, a parte in ambito cinematografico, che ha riservato alcune sorprese, alcune sono qui, altre invece ne saprete presto. Comunque prima di lasciare spazio alle recensioni, se ve lo stavate chiedendo, il nuovo banner del blog, che rimarrà lì fino a metà luglio o giù di lì, è presa da un'immagine dalla sorprendente e bella serie tv Kidding, quella con Jim Carrey, che nell'immagine tuttavia non è presente, ma è un dettaglio di poco conto.

venerdì 25 gennaio 2019

Avengers: Infinity War (2018)

Era il 2008 quando il mondo conobbe il primo film del Marvel Cinematic Universe: Iron Man. E fu subito amore a prima vista, come quello che si vede nei film in bianco e nero, un amore incondizionato e trasparente da parte mia e degli spettatori (tutti) verso il capostipite di uno sterminato universo cinematografico che non sembra essere minimamente vicino all'oblio o ad annoiare il pubblico. Ora, dopo dieci anni (ora 11), ecco arrivare lo scontro finale, la summa di un percorso produttivo ed artistico che ha cambiato per sempre il cinema, il modo di concepirlo e soprattutto il rapporto di quest'ultimo con un pubblico sempre più interattivo e interconnesso: Avengers: Infinity War. Quest'ultimo è infatti cinema allo stato puro, è spettacolo incalzante che incolla allo schermo, stupisce, diverte, fa piangere, spaventa, crea sconforto ma non dimentica mai di dare continua speranza. Diretto da fratelli Anthony e Joe Russo (quelli di Captain America: Winter Soldier, Civil War e di Ant-Man per intenderci), questo diciannovesimo film del MCU difatti, che si basa su una complicata, sfaccettata e curatissima sceneggiatura di Christopher Markus e Stephen McFeely (i cui script hanno interessato tutte le precedenti avventure di Captain America), di cui si continua ancora a parlare a distanza di mesi, che è forse il miglior cinecomics Marvel di sempre (personalmente però dopo i due Guardiani della Galassia e Deadpool), è un film davvero eccezionale. Sì, perché Avengers: Infinity War, un film che i fan dei supereroi aspettavano da tanti anni (ed anche di tutti gli estimatori de La Casa delle Idee), è davvero una gemma cinematografica, apice e scintillante apogeo (per ora) dell'Universo Cinematografico Marvel, di un percorso iniziato con un Tony Stark "spaccone" e presuntuoso che allargando le braccia sembrava volesse dirci: "Sto per offrirvi il più grande spettacolo del mondo!". Ecco, questo film del 2018 dei fratelli Russo è lo splendido risultato di un decennio di cinecomic Marvel, una pellicola epica e spettacolare che porta con sé il corredo genetico di tutto quello che l'ha preceduta, esaltandolo in un film d'insieme che nell'unione di cuori e di spiriti, piuttosto che in quella fisica, regala ai fan uno show che è quanto di più fumettoso si possa immaginare: un gruppo di valorosi, generosi ed impavidi supereroi contro una minaccia spietata e crudele dai poteri inimmaginabili, desiderosa di distruggere l'Universo e sacrificare innumerevoli vite innocenti.

venerdì 18 gennaio 2019

Tre manifesti a Ebbing, Missouri (2017)

Sorprendente, per certi aspetti anche esilarante, questo è Tre Manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri), film del 2017 scritto e diretto da Martin McDonagh, con protagonista assoluta un'eccezionale Frances McDormand, insieme a Woody Harrelson, Sam Rockwell e Peter Dinklage, tra i tanti (di questi la ninfetta Samara Weaving, John Hawkes e il sempre più talentuoso Caleb Landry Jones). Un film, vincitore a sorpresa di ben 4 Golden Globes (tra cui miglior film drammatico) che hanno preceduto nomination e premi agli Oscar 2018 (7 nomination, poi trasformatesi in due statuette), originale e inconsueto a cominciare dal titolo. Un titolo lungo, particolarissimo, apparentemente non accattivante ma tanto da diventarlo (ovviamente anche per la storia e la qualità del film, perché altrimenti...). Con quella cittadina, inventata, citata esplicitamente accanto al nome di uno stato famoso per non aver superato il problema del razzismo. Che non è il cuore ma è una delle chiavi del film, ricco e debordante di temi e di toni (è un dramma, ma ci sono numerosi momenti tragicomici da commedia nera che possono risultare esilaranti o fuori luogo). Un film tosto, duro, difficile da commentare, con una impostazione in fondo teatrale anche se non riconoscibile immediatamente, un film insomma imperdibile se si riesce soprattutto a sopportare un certo tasso di violenza o asprezze di linguaggio (dipende, come sempre, dalla propria sensibilità), ma andiamo con ordine. La pellicola racconta di una madre che vuole giustizia dopo la morte della figlia. Per protestare in modo clamoroso contro l'inerzia della polizia (un piccolo ufficio con poche persone) la protagonista si inventa un bizzarro quanto originale ed efficace (almeno per le conseguenze che produrrà) modo per richiamare l'attenzione degli investigatori locali che a suo giudizio non si starebbero occupando del caso. Ella infatti (una donna dal carattere aggressivo e scorbutico) sulla strada che porta in città, noleggia tre grandi cartelloni pubblicitari sui quali piazza una serie di messaggi polemici e controversi, rivolti al capo della polizia William Willoughby (Woody Harrelson). Quest'ultimo (amato e rispettato, e in effetti è uomo onesto e buono) prova a far ragionare la donna, ma quando viene coinvolto anche il violento e nevrotico vice Dixon (Sam Rockwell), la campagna personale di Mildred (che non ha neanche l'appoggio della comunità) si trasforma in una battaglia senza esclusione di colpi, calci, schiaffi, morsi, insulti e frasi scurrili.

martedì 10 ottobre 2017

Il Trono di Spade (7a stagione)

C'è chi ha amato la settima stagione, conclusasi appena un mesetto fa, e chi invece l'ha odiata. E chi ancora non sa che cosa dire e pensare. Ebbene, personalmente un cambio di rotta doveva esserci (come avevo sperato al tempo della sesta stagione, qui) e c'è stato, ma è stato decisamente troppo repentino, anche se resta pur sempre ammaliante come prodotto. Anche perché ogni puntata racchiude in sé grandi momenti di televisione, difficili (se non impossibili) da trovare altrove, e al netto di tutti i difetti è pur sempre intrattenimento d'altissima qualità (a partire dalla sempre fantastica sigla, alla colonna sonora e le sontuose ambientazioni). Nella settima stagione de Il trono di Spade infatti, soprattutto le sequenze di azione e battaglia hanno tenuto lo spettatore incollato dal primo fino all'ultimo episodio, in un continuo crescendo di tensione e azioni. Ma queste nuove puntate, diverse dalle precedenti per stile, velocità (con buchi temporali perdonati solo per l'epicità delle sequenze) e numero di avvenimenti che accadono in ogni puntata, non hanno del tutto convinto. Che la serie tv sarebbe cambiata (perché per forza di cose doveva farlo dopo averla tirata un po' per le lunghe), e anche di molto, non era un segreto per nessuno. Ma forse nessuno si aspettava che avvenisse così velocemente, che procedesse lineare e senza grandi intoppi (difatti non ci sono stati più i colpi di scena cocenti delle ultime sei stagioni, i personaggi sono diventati più prevedibili e i tempi narrativi, si sono ridotti) e che si chiudesse come era prevedibile sin dall'inizio, anche se era quello che si prospettava.

sabato 6 agosto 2016

Il Trono di Spade (6a stagione)

Finalmente dopo quasi un mese dalla fine dell'attesissima sesta stagione de Il Trono di Spade, sono riuscito a vedere le 10 puntate che conseguono questa ricchissima e intensa ultima stagione, ultima nel senso di quella mandata in onda perché ormai è risaputo che la serie si concluderà (per fortuna o per sfortuna, dipende dai casi, dipende dal finale) definitivamente dopo l'ottava stagione. Ho atteso tanto perché il mio mysky era abbastanza pieno e non avevo tantissimo spazio e quindi ho dovuto ripiegare vedendo tanti film (luglio ne è testimone) perciò solo nell'ultima settimana ho avuto il tempo di godermela tutta d'un fiato. Certamente non è stato facile aspettare sia perché l'attendevo da tanto, sia perché con i tantissimi 'spoiler' in giro per il web o fb non è stato per niente facile fare finta di niente, ma fortunatamente ho resistito e ho atteso una stagione che si preannunciava spettacolare ed effettivamente è ciò che è successo perché paragonate probabilmente alle prime tre, questa è stata una delle migliori in assoluto, anche se non mi erano dispiaciute le precedenti due, soprattutto per l'entrata in scena di spaventosi personaggi che saranno il fulcro si spera delle conclusive due stagioni, ovviamente sperando che si risolvi per il meglio per il mondo dei sette regni, anche se cominciavo a fare il tifo per gli estranei quando la situazione sembrava in stallo, ma soprattutto nessuno dei protagonisti era per niente preoccupato, tranne Jon Snow ovviamente che li ha combattuti, respinti per un po' ma per forza di cose non sconfitti, anzi, sono diventati più forti, più numerosi, più famelici e furbi, tanto furbi e spietati. Proprio partendo da questi individui la sesta stagione comincia, scopriamo infatti come e perché sono nati, ma soprattutto rivediamo dopo tempo il giovane (storpio) Stark intento a intraprendere e conoscere il potere che il vecchio corvo dai tre occhi li consegna, anche se facendo ciò mette in pericolo sia lui, sia Hodor (uno dei personaggi più amati), che purtroppo soccombe (per salvarlo) dinanzi alla forza distruttiva degli estranei. Comunque in questa mia recensione cercherò di giudicare con il mio personale pensiero sui fatti, scene e situazioni, che ormai quasi tutti i fan della serie conoscono a memoria, inutile perciò raccontare la trama (e soprattutto precisare i nomi degli attori) però vorrei soffermarmi su alcuni aspetti e sui principali protagonisti. Uno di questi è proprio Jon Snow, che alla fine della quinta ci aveva lasciato di stucco con la sua incredibile morte, infatti all'inizio di questa stagione tutto è riconducibile ad un sola domanda: è vivo o morto? beh paradossalmente entrambi i casi, perché è morto e poi dopo una magia della dama rossa (Melisandre, a proposito vediamo anche la sua orrenda e vera natura) che forse per conto del dio della luce (lei infatti, secondo le sue parole, non ha poteri) riesce incredibilmente a farlo tornare in vita. Una situazione, un elemento che diventa così importante tanto da cambiare e stravolgere gli equilibri che si erano venuti a creare, soprattutto perché anche grazie alle visioni del giovane corvo scopriamo che lui è uno Stark in piena regola, figlio di Lyanna, sorella di Ned, anche se il padre è ancora ignoto, fatto sicuramente di vitale importanza in futuro.

giovedì 10 dicembre 2015

Pixels (2015)

Anche questo film lo aspettavo da tanto, il secondo dei 4 (Primafila) che ho scelto di vedere è Pixels, un film molto atteso da tanti nerd (come me) ma non solo, di cui già avevo scritto mesi fa (prima che uscisse al cinema) in un vecchio post, uno dei primi, dove un elemento mi ha aveva 'eccitato', la presenza di Pac-Man, uno dei giochi più famosi al mondo, qui il post. La cosa caratterizzante è la riscoperta degli anni 80, mitici e ruggenti, di cui molti film oltre a questo, ne prendono spunto. I videogiochi di quegli anni erano tutt'altra cosa rispetto a quelli di oggi, prima, come si vede anche nel film, per giocare si andava nelle sale giochi, ed io certe volte ci andavo e mi divertivo tantissimo. Adoravo soprattutto un gioco, che dovreste già aver capito quale, che mi rapì, ci giocavo tanto anche se non ero molto bravo, anzi. Era tutto un altro mondo, ed era bello, colorato e divertente. Ora tutto è diverso ma lo spirito degli anni ottanta non morirà mai e rivive per molti versi in questo meraviglioso viaggio nel mondo dei pixel. Una guerra deciderà le sorti del mondo, e i migliori giocatori sfideranno gli alieni in questa epica battaglia. Anche se la sceneggiatura è originale, un espediente di questo tipo è stato già prodotto in una puntata di Futurama, dove Fry era intento a giocare contro invasori alieni di cui capo era, come in questo, Donkey Kong e in un cortometraggio del 2010. Il film è stato stroncato dalla critica ma ha avuto un grande successo al botteghino, forse alcuni lo reputano demenziale, un po' lo è ma tanti aspetti positivi ci sono, la leggerezza di un film per tutti.