Visualizzazione post con etichetta Miriam Leone. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Miriam Leone. Mostra tutti i post

giovedì 31 agosto 2023

I film del mese (Agosto 2023)

Come detto lo scorso mese, l'abbonamento gratuito ad Apple Tv Plus mi scadeva in questo mese, ma sono prima di ciò riuscito a vedere due film (potevo tre, ma un film di Natale adesso non era cosa). Film che ovviamente qui sono presenti insieme a tanti altri di tante altre piattaforme. Tra l'altro una esce e un'altra entra, nel senso che, offerta calcistica a parte, nella mia "rosa" ora c'è Infinity Plus, differenza non di poco conto (in negativo), ma tant'è che ne approfitterò ugualmente, anche se non so quando, dato che appunto non c'è granché. In ogni caso scelta ce n'è e sempre più offerta c'è. A tal proposito, vi ricordo che oltre a questo post, io vi ho offerto, oltre al resto (compreso questo post), anche il mio speciale Tormentoni e la mia partecipazione (sotto forma di un film di genere recensito) alla Notte Horror 2023, se quindi ne volete (ancora) "approfittare" (o per chi non l'avesse ancora fatto) il mio blog è sempre aperto. Buona lettura a tutti.

Non dormire nel bosco stanotte (Horror 2020) - Innocua produzione polacca che nulla aggiunge e nulla toglie al vastissimo panorama slasher. Derivativo e citazionista, risulta essere un omaggio agli horror americani ed agli anni '80. Per quest'ultimo motivo io l'ho trovata un'operazione gradevole in quanto non pretende di insegnare niente a nessuno ma bensì pesca a destra e a manca per creare un filmetto puramente ludico. A mio gusto nel complesso si è lasciato guardare grazie ad una buona colonna sonora, una bella dose di splatter, degli attori tutto sommato decenti ed una location sempre valida per un film di genere. Peccato che il discorso dei "malati di tecnologia" venga lasciato presto da parte in favore di una trama molto più scontata e banale, non mancano i soliti momenti inutilmente emotivi e la causa che ha creato i villain è opinabile. Troppe cose vengono buttate in questo minestrone, spesso abbandonate senza senso, e la sceneggiatura di certo non brilla, mentre la regia è nella media con qualche valida trova. Finale che lascia spazio ad una, purtroppo, possibile schiera di seguiti. Voto: 5,5

La notte su di noi (Azione/Thriller 2018) - La trama ha un peso molto relativo in questo campionario estremo di arti marziali che conferma in terra indonesiana la validità di un genere che necessita continua rielaborazione ed esasperazione. E' proprio il caso di ciò che succede al protagonista che, per aver trasgredito a un ordine, dovrà vedersela con ex amici diventati nemici e altri gruppi di nemici da sempre, per un'infinita mattanza ipercinetica e travolgente con uno sfoggio di situazioni cruente che conquistano l'attenzione e realizzate con una tecnica di primo livello, dalle scene più affollate ai particolari più minuti. Rispetto ai due "The Raid" di Gareth Evans, la trama è più complicata che complessa e conta qualche flashback di troppo, ma è comunque difficile oggi pretendere di meglio in un film d'arti marziali. All'apparenza piuttosto semplice, si rivela un'opera dalla regia (quella di Timo Tjahjanto lo spericolato) personale e godibile. Voto: 6+

giovedì 27 ottobre 2022

I film del mese (Ottobre 2022)

In anticipo questo mese, come spesso capita d'altronde in questo periodo, tuttavia questa volta non per fare spazio al classico "Movie for Halloween" di fine ottobre, che non è stato soppresso, solo spostato ed inserito nel listone presente (proprio all'inizio), ma per un'altra rassegna inerente alla notte delle streghe, ovvero l'Hallowgeek con gli amici della Geek League, in cui presenterò un albo a fumetti con le storie più paurose della "festa". Negli anni scorsi è capitato che andassero a braccetto, ma da questa volta in poi (salvo ripensamenti o difficoltà), non succederà più. In ogni caso altro materiale a tema horror c'è e molto ho già dato durante l'anno, basta scegliere con cura cosa vedere la notte di Halloween, così come bastano questi miei consigli su film di qualunque genere da vedere o meno.

Halloween Killer (Horror/Commedia 2004) - Piccolo gioiellino cult di cattiveria e cattivo gusto ambientato in un bizzarro microcosmo dove sembra che tutti siano stupidi o quasi (bisogna chiudere un occhio su diverse incongruenze e inverosimiglianze, ma se si sta al gioco dello script il divertimento non manca). C'è un po' di tutto: gattini morti ammazzati, donne incinte e ciechi malmenati, un padre sbudellato davanti alla sua intera famiglia, senza contare piccole blasfemie (il killer mascherato da Gesù) e un finale beffardo che non poteva essere migliore. Sciocco ma decisamente godibile. Pochi soldi, ma tante buone idee. Non serve altro per fare un buon horror e questo film ne è la prova. Jeff Lieberman mischia horror e comedy trovando un giusto equilibrio (una commedia nera travestita da slasher movie). Una pellicola tutt'altro che politicamente corretta (citazionista non per caso), che vuole essere irriverente e ci riesce. Certo, il doppiaggio è abbastanza mediocre, gli attori un po' così, e tra questi c'è la Katheryn Winnick futura Lagertha (il bambino invece totalmente odioso), ma Satan's Little Helpers, che si avvale di una "maschera" alquanto efficace e di gran resa scenica, un piccolo spazio merita, almeno tra gli amanti dello slasher. Voto: 6+

Nell'erba alta (Dramma/Horror 2019) - Mentre guidano verso la California, due fratelli, Becky e Carl, si addentrano in un campo del Kansas, attirati da una richiesta di aiuto. Tratto da Stephen King, il film di Vincenzo Natali (il famoso regista de Il cubo) è un horror che funziona nel ricreare atmosfere cupe ed angosciose legate ad un luogo apparentemente idillico e in realtà minaccioso e terrorizzante, ma è più riuscito nella prima parte rispetto alla seconda, in cui appare più convenzionale con la storia maggiormente "tirata per le lunghe". Inoltre i personaggi sono poco convincenti e pure la stessa star del film, ovvero Patrick Wilson, appare poco convinta. Nulla di memorabile (alla fine si ha l'impressione che l'idea si potesse sfruttare meglio) ma comunque non male, l'intrattenimento c'è. Voto: 6

martedì 31 maggio 2022

I film del mese (Maggio 2022)

Non sono un appassionato di cortometraggi, tuttavia molti ne ho visti negli anni, ma certamente non sono così esperto da esprimere giudizi obbiettivi sul risultato del suddetto esercizio cinematografico, posso al massimo dire, e in modo lapidario, che nessuno dei 6 cortometraggi visti su e da Disney Plus mi è dispiaciuto, anzi, in alcuni casi proprio belli. Una mezz'ora di visione estremamente soddisfacente questo è sicuro, tanto che l'esperimento prossimamente rifarò. Nel dettaglio ho visto due cortometraggi prequel o sequel ma comunque spin-off di due film d'animazione recenti (tra l'altro gli unici due "parlanti" del lotto) e quattro cortometraggi "esterni", senza alcuna affiliazione ad alcun prodotto, basti pensare che due di questi hanno vinto persino l'Oscar. Ed entrando ancor più nei dettagli ecco che ho visto Ciao Alberto, cortometraggio ambientato nell'universo di (del film) Luca, un corto animato da buone intenzioni, come quelle del piccolo protagonista che tenta di fare di tutto per farsi amare da quella che considera una figura paterna, ma riesce a combinare solo disastri. Grafica brillante, più che discreta, simpatia e buoni sentimenti. Poi ecco un corto spin-off e prequel del bellissimo film Soul, in cui si chiarisce bene il personaggio di 22, una piccola anima che non ne vuole sapere di andare sulla Terra, tanto da organizzare una piccola banda di disturbatori nel regno delle anime. Appunto 22 contro la Terra, il cui ritmo è forsennato e la dolcezza dei personaggi di contorno è commovente. Davvero simpaticissimo. Proseguendo, due vincitori di Oscar, nel 2017 lo vinse Piper, proiettato prima del film Alla ricerca di Dory, un corto diretto da Alan Barillaro che di un piccolo uccellino ne fa portavoce nell'affrontare la vita, le paure, i primi passi e le scoperte del mondo. La felicità di questo piccoletto è un vero spettacolo. Nel 2019 toccò a Bao, proiettato al cinema prima del film Gli Incredibili 2, un corto davvero significante, denso di significato. La "vita" di un raviolo come metafora di quella umana e la necessità del distacco dal "nido" materno per i figli ormai cresciuti. Di seguito ecco Lontano dall'albero (Far From the Tree), proiettato prima di Encanto, un cortometraggio per imparare a spezzare dolorosi schemi del passato. Una storia di formazione legata alla curiosità dei cuccioli, in questo caso procione, non ci sono vere gag ma un messaggio educativo pulito che passa felicemente allo spettatore, aiutato da una certa velocità di regia e dai tratti morbidi con cui è delineato il protagonista. Infine un capolavoro, culturalmente, storicamente ed esteticamente significativo, l'esordio di un mito in un cortometraggio datato, ma ancora oggi imperdibile. Steamboat Willie, un corto che visto a distanza di quasi cent'anni è una mezza cavolata, ma il valore storico e la presenza per la prima volta di Topolino, lo rende un classico. Un corto che fa molto sorridere per la sua ingenuità ma allo stesso tempo colpisce per la forza delle intuizioni (la musichetta fischiettata da Mickey Mouse è storia). Incredibilmente si assiste a scene di vero e proprio maltrattamento su innocenti animali, ma scherzi a parte, è un corto molto bello, surreale, giocoso e spumeggiante nel suo umile bianco e nero. Lo consiglio non solo perché risulta ancora godibilissimo, ma anche per la sua importanza nella storia dell'animazione. Ecco invece i lungometraggi visti questo mese.

The Vast of Night (Thriller/Fantascienza 2019) - Negli anni '50 in un paesino del New Mexico mentre tutti sono intenti a seguire una partita di basket, una centralista ed il conduttore di una emittente locale cercano di capire da dove provenga uno strano segnale radio. Omaggio dichiarato ad una serie mitica (Ai confini della realtà), un esordio registico (di Andrew Patterson, che è da tenere d'occhio) in chiave minimalista che in alcune sequenze riesce a creare tensione con pochissimi mezzi  (bellissima nella sua fluidità la carrellata lungo le strade deserte) ma è penalizzato dall'eccessiva verbosità che, soprattutto nella prima parte, si traduce in dialoghi sfibranti (ma atmosfera ben fatta, con anche vaghi richiami Lovecraftiani). Più promettente che riuscito, più curioso che appassionante, un'opera elegante (bella ricostruzione anni '50, bella colonna sonora), evanescente eppur struggente. A fine visione quello che resta è una gran voglia di silenzio. Voto: 6

Nocturne (Dramma/Horror 2020) - Buon dramma dark che riveste di sentori faustiani una classica storia di ambizione, rivalità musicale e rivalsa dei "mediocri" in stile Amadeus, declinata secondo gli stilemi del thriller psicologico dalle parti de Il cigno nero e del coming-of-age movie orrorifico. Zu Quirke, al suo esordio, dimostra una buona padronanza della macchina da presa, confezionando un prodotto fine, elegantemente freddo e mediamente inquietante (con uno stile reminiscente di cose recenti sul tema tipo Starry Eyes o The Neon Demon, trova la sua ragione d'essere nell'aspetto satanico-soprannaturale, anche se la componente paranormale viene affrontata rimanendo nel consono, lasciando sottintendere e intuire o poco più). In risalto Sydney Sweeney, brava e carina. Il film soffre per la scarsa originalità di fondo (il finale è ampiamente prevedibile), ma la cura formale lo sostiene. Ha i suoi tempi morti ma si lascia seguire. Voto: 6

giovedì 31 marzo 2022

I film del mese (Marzo 2022)

Alla fine ne ho visti 14 (numero personalmente mai così elevato, tra l'altro senza ricorrere a metodi non proprio legittimi) di film (come avevo già previsto) su i 34 (esclusi i documentari e cortometraggi) candidati agli Oscar 2022 (a tal proposito tengo a precisare che le recensioni dei 4 oggi presenti sono state scritte prima del 27), avevo la possibilità di vederne ancora di più (grazie a Sky e Disney) ma per scelta e per necessità (il mio "calendario" di visioni mensile era già pieno) ho preferito declinare l'occasione, che tuttavia ben presto coglierò, dato che questi (al momento) 8 film già disponibili vedrò per lo speciale cinematografico che farò a maggio. E li voglio proprio vedere, non fosse che tra questi ci sia il controverso I segni del cuore, film che come sappiamo ha vinto 3 Oscar, tra cui quello per il miglior film (o meglio quello con cui chiudere in modo mai visto prima la cerimonia) e la migliore sceneggiatura non originale, il che visto che si tratta di un remake (del già bellissimo La famiglia Belier) fa un po' ridere. Perché ribadendo che il problema non sia il film in sé (anche se per molti non è migliore dell'originale ma il contrario), è proprio che non doveva esserci (per questioni tecniche ma non solo, il film francese snobbato proprio), soprattutto se come per ruffiaggine l'Academy lo fa vincere. In tal senso decisioni strane hanno preso, nella serata che si ricorderà per molto tempo per quello che è successo che per il resto (peraltro ne Il meglio della notte degli Oscar 2022 l'episodio è stato censurato da Sky), con vincitori sparpagliati, quasi come per dare un contentino a tutti (prevedibili da un lato, anche se per i miei pronostici solo 9 su 23 ne ho azzeccati). La goccia che fa traboccare il vaso, ho fatto bene a non farne più (da quest'anno) un post apposito (non ci sono parole per descrivere il tutto), ormai ho perso fiducia in questa istituzione cinematografica, che fa come vuole lei. E tornando ai premi assegnati, perplesso e sollevato, contento per certi versi, ma comunque deluso dalle scelte fatte. C'avevo visto giusto però lo scorso mese, nel bene e nel male. E quindi contento per Dune e Crudelia, sollevato del fatto che non abbia vinto E' stata la mano di Dio (che al sopravvalutato Il potere del cane solo uno di premio), contrariato per la vittoria di Encanto e per la nessuna statuetta a Don't Look Up (il migliore dei 14 da me visti), perplesso dal resto, deluso nel complesso. Non c'è altro da dire, ovviamente vederli tutti (gli altri) è mio compito adesso, per confermare o smentire quello appena detto (propendo per la prima), ma intanto eccovi questi 18 film.

Antrum (Horror 2018) - Mettiamo subito le mani avanti, se sono qui a scrivere questa (breve) recensione vuol dire che sono sopravvissuto, alla visione di questo horror atipico nei contenuti quanto nella tecnica di narrazione: il prologo-documentario lo introduce infatti come un film maledetto girato negli anni '70 ripescato dopo decenni. La storia è ovviamente falsa, ma contribuisce a creare quel clima di suggestione attorno al quale ruota il plot dell'opera stessa (sono solo bugie quelle che la protagonista racconta al fratellino?). Pervaso da un'atmosfera sospesa, fiabesca e inquietante, fra The Witch e The Wicker Man, costellato di immagini subliminali con legami all'occultismo (tra l'altro si poggia su una buona fotografia stile anni '70 e una colonna sonora incisiva), merita una visione. Voto: 6

A proposito dei Ricardo (Biografico/Dramma 2021) - Difficile entrare in empatia con una storia così culturalmente lontana (Lucy ed io è una sit-com sconosciuta in Italia), nonostante lo sforzo di Aaron Sorkin (la cui genialità si vede solo a sprazzi) di universalizzare le rotondità psicologiche dei personaggi. Formalmente inappuntabile, con una discreta regia e una ricostruzione magistrale degli anni '50, ma non si può assolutamente soprassedere sullo tsunami di noia che inonda lo spettatore con situazioni narrative ripetitive ed elementi che non stuzzicano mai la curiosità (nonostante gli accenni al comunismo). Il cast fa il suo, inappuntabile J. K. Simmons, Nicole Kidman invece ai minimi storici, mentre bene Javier Bardem nei numeri musicali (nonostante le "differenze", tutti e tre candidati agli Oscar). Mi aspettavo meglio, peccato sia andata così: aspettavo con ansia il nuovo Sorkin dopo il più che discreto Il processo ai Chicago 7. Voto: 5,5

mercoledì 15 gennaio 2020

1994 (Miniserie)

Tema e genere1994 è l'ultima stagione della trilogia 1992, 1993. La trilogia di stampo storico drammatico prodotta da Sky e nata da un'idea di Stefano Accorsi.
Trama: Attraverso 8 episodi, nei quali vediamo le storie e i punti vista di persone comuni, scopriamo come il terremoto di mani pulite e l'ingresso in campo di Berlusconi abbiano profondamente segnato il recente passato del nostro Paese.
Recensione: I tre anni che hanno portato alla fine della Prima Repubblica, allo scandalo Mani Pulite e all'ascesa in campo di Silvio Berlusconi, uomo nuovo della politica italiana sono giunti al termine con quest'ultima stagione che non ha sicuramente deluso le attese e non è stata certamente da meno alle due stagioni precedenti (soprattutto rispetto alla seconda, qui la recensione, anche se di poco migliore a questa, mentre rispetto alla prima il salto di qualità è evidente). Dei vari fatti reali che si susseguono ed intrecciano con le storie romanzate dei personaggi principali della serie (che sono tre) non sto a raccontarvi, dico solo che continua il loro triangolo infuocato, diviso tra potere, sesso, denaro e sentimenti, sullo sfondo dei cambiamenti cruciali che segnarono l'Italia degli anni '90 e dei protagonisti di tali rivoluzioni. Quello che invece va menzionato è sicuramente il discreto lavoro di regia e sceneggiatura (senza dimenticare tanti altri tecnicismi, in primis le musiche e la valida mini sigla) che iniziato con le prime due stagioni si è degnamente concluso con 1994. La prima (otto puntate dirette da Giuseppe Gagliardi e Claudio Noce) è brava (anche perché non c'è qui rispetto alle stagioni precedenti una visione "giustizialista" del bene e del male) a ricordarci che i fatti prendono spunto da avvenimenti e che come cronaca non ci sono dei reati, pertanto i personaggi sono tutti colpevoli e nello stesso tempo anche innocenti, vittime e carnefici, sia verso sé stessi che verso gli altri, la seconda, che elimina alcuni personaggi secondari e sviluppa l'attenzione sui cinque principali (ci sono anche altri personaggi altrettanto rilevanti ma lo snodo tematico si sviluppa attraverso questi qui), ovvero Leonardo Notte (Stefano Accorsi), ex pubblicitario e anima oscura di Forza Italia, Veronica Castello (Miriam "sempre gnocca" Leone), ex soubrette ormai diventata parlamentare, Pietro Bosco (Guido Caprino), ex militare e ora deputato Leghista, Silvio Berlusconi (Paolo Pierobon), e Antonio Di Pietro (Antonio Gerardi), è brava a creare il giusto mix di realismo e romanzo.

lunedì 30 settembre 2019

Gli altri film del mese (Settembre 2019)

Non so cosa vi aspettavate che vi dicessi in merito a quanto accennato venerdì scorso, semplicemente che in occasione di alcune recensioni di un gioco e di alcune serie verrà messa da parte la classica scheda, perché facile ma allo stesso tempo difficile da compilare. A proposito della scheda, quest'ultima dall'anno prossimo verrà revisionata, alcuni dettagli saranno compilati in modo diverso, con un metodo diverso, non so ancora quale sarà questo metodo, ma sarà sicuramente meno impegnativo e più diretto, però ci sarà tempo per decidere e farvi sapere tutto. Comunque una cosa da dire adesso di importante c'è, ovvero che il blog nella terza settimana di Ottobre osserverà una settimana di riposo, per permettermi di ricaricare le pile prima dello sprint finale, in cui cercherò di completare alcune liste. Una settimana in cui avrei dovuto fare un sondaggio, come avevo detto mesi fa, per farvi scegliere una pellicola o una serie che facesse da "sfondo" al mio prossimo banner, ma proporlo non è così facile come mi aspettavo, bisogna fare tanti "giri", e così sarò io a scegliere ed al ritorno dalla pausa sarà pronto. Però prima di arrivare a questo punto, c'è tanto da scrivere e soprattutto leggere, recensioni come queste qui, di film sufficientemente belli.

martedì 30 aprile 2019

Gli altri film del mese (Aprile 2019)

Vi parlavo ieri di quella piccola (per non dire smisurata) delusione accaduta questo mese, che tuttavia non mi ha precluso un passaggio di vacanza tranquillo. Infatti a fare da contraltare a quel fatto sportivo che ormai tutto il mondo sa (che in ogni caso è stato attutito dalla vittoria di un trofeo dalla portata storica difficilmente replicabile), il fatto che è arrivata la Pasqua, anzi, sono arrivate le uova di cioccolato. Quest'anno ben 4, tutte diverse una dall'altra, purtroppo però di regali all'interno tutti ugualmente mediocri, due portachiavi e due collane, quest'ultime poi con fili davvero orrendi. Cioè non che mi aspettassi chissà cosa, però qualcosa di più originale era meglio trovare, ma mi sono dovuto accontentare, e comunque la cioccolata è stata una ricompensa gradita. Di altro di interessante non è invece successo niente, a parte in ambito cinematografico, che ha riservato alcune sorprese, alcune sono qui, altre invece ne saprete presto. Comunque prima di lasciare spazio alle recensioni, se ve lo stavate chiedendo, il nuovo banner del blog, che rimarrà lì fino a metà luglio o giù di lì, è presa da un'immagine dalla sorprendente e bella serie tv Kidding, quella con Jim Carrey, che nell'immagine tuttavia non è presente, ma è un dettaglio di poco conto.

mercoledì 17 gennaio 2018

Bellezze serialtelevisive edizione 2017

Come anticipato ieri, ecco il secondo post dell'anno dedicato alla bellezza, dopo il cinema, le serie tv, che anche quest'anno han regalato alcune conferme, ma anche molte new entry (prendendo ad esempio la classifica dello scorso anno, qui) davvero interessanti. Comunque come già avvertito ieri, se le foto di seni nudi o altro vi infastidiscono e le trovate disdicevoli, ignorate questo post!. Per gli altri buona visione, mentre per le altre eccovi un altro mini sondaggio, con chi preferireste cenare, con Damian LewisDan StevensTravis Fimmel o Jamie Dornan? Fatemelo sapere nei commenti, intanto colgo di nuovo l'occasione per omaggiare la madrina di questa edizione, Erin Moran, tragicamente morta nel tristissimo 2017, già artefice di morti eccellenti. Ma senza ulteriori indugi ecco la mia personale classifica, riferita sempre alla serie viste da me quest'anno, della seconda edizione del Saba Serial Beauty Awards.

14. I delitti del BarLume è una serie spassosa anche perché c'è lei, la bella e spigliata Enrica Guidi - 13. Sarà per i suoi occhi od altro, ma a me Ruta Gedmintas m'intriga parecchio - 12. Dalla serie più brutta dell'anno vista, ovvero Constantine, almeno una bella sorpresa c'è, lei, Angelica Celaya - 11. La sua scena di sesso, quella di Emilia Clarke ne Il trono di Spade 7 era tanto attesa, è arrivata e noi non possiamo che ringraziare calorosamente
10. Ne 2 broke girls 5 e 6, un applauso va al costumista, grazie di questi vestiti e grazie a Kat Dennings di esistere

martedì 18 luglio 2017

1993 (Miniserie)

Dopo il grande successo, soprattutto di pubblico, della prima stagione, quasi 10 episodi di riscaldamento nonostante il pathos nel ricreare le scene che hanno segnato l'inizio della fine della prima Repubblica, è tornato 1992 e lo fa cambiando cifra finale, trasformandosi quindi in quel 1993 che risultò essere l'anno cruciale del famoso processo "Tangentopoli", il secondo capitolo dell'ambizioso progetto di Sky (andato in onda su Sky Atlantic dal 16 maggio al 6 giugno 2017) nato da un'idea di Stefano Accorsi sulla fine della prima Repubblica e sulla nascita delle nuove forze politiche, una su tutte Forza Italia. La prima stagione, 1992, uscita nel 2015, ha messo la pulce nell'orecchio agli spettatori, introducendo i personaggi fittizi, calati nel contesto storico, da discreto romanzo storico, e dando il via alla trama, ma questo 1993 dopo una prima annata comunque poco convincente, riesce a migliorarsi, confermando solo il meglio accaduto in precedenza, riuscendo a conferire ai personaggi una sorta di karma interno, quasi come per ripagarli per quanto accaduto precedentemente, rendendo perciò 1993 una serie potente sia dal punto di vista dei temi trattati che da quello della narrazione, in futuro (tra un paio d'anni?) si arriverà a 1994, la resa dei conti e la nascita della seconda Repubblica, ovvero, la nascita del futuro. Con un notevole incremento della qualità tecnica e registica, il secondo capitolo infatti, nato per raccontare l'inchiesta Mani Pulite e molto altro, si fa più interessante ed avvincente. Certo, non era una sfida improponibile fare meglio del suo predecessore, ma la serie televisiva ha fatto tesoro di tutti i difetti presenti in 1992 e ha cercato di porvi rimedio. Ovviamente non siamo ai livelli di una produzione americana di prim'ordine (e sarebbe stata una richiesta impossibile da esaudire per gli addetti ai lavori di questa discreta produzione), ma la strada intrapresa sembra esser quella corretta per essere italiana.

giovedì 16 febbraio 2017

Prime Visioni Rai ed Altro

Dopo le Prime visioni Mediaset di due settimane fa e nello stesso periodo ed anche più in la di tutti quei film visti (dal 19 gennaio al 3 febbraio), anche la RAI ha mandato in onda tanti film in prima visione, alcuni però li avevo già visti, è il caso di Pazze di me, delirante e un po' assurda commedia con gli attori de I soliti idioti, della sorprendente commedia Smetto quando voglio, che all'epoca della sua uscita spiazzò molti compreso me per la sua esuberanza goliardica che ha portato ultimamente al suo sequel e anche di un film di fantascienza che si presentava come 'il miglior film sui dinosauri dopo Jurassic Park', ovvero The Lost Dinosaurs, ma invece è forse il più brutto di tutti, altri invece riguardanti il Giorno della Memoria che ho visto ma di cui parlerò settimana prossima. Ma poiché i film erano pochini (tre, di cui uno scriverò tra poche righe, quasi come punizione, poiché mi ha deluso e non farà parte né del cartellone né farà testo a fine anno), ho deciso di aggiungergli alcuni, oltre nuovamente ad altri film Mediaset (4), alcuni di Sky, tre, tra cui due docu-film e una miniserie in due parti. Ma andiamo con ordine e parliamo di un film Cop Car, che partiva con i migliori auspici, ma che per forza di cose è risultato sgradevole. Questo perché i film lenti e inesorabili, semplici e spogli, che si soffermano sui dettagli senza una trama avvolgente e privi di una qualsivoglia sostanza filmica (un po' come certi film anni '80) proprio non fanno per me. Eppure questo thriller del 2015 con protagonista Kevin Bacon (l'unico vero motivo di interesse) è stato elogiato da molti critici. Io non che giudico, però vorrei capire cosa c'hanno visto di così speciale, dato che il film racconta di due bambini di dieci anni, che se ne vanno in giro per campi snocciolando soddisfatti un notevole turpiloquio (ma "fanculo no, non si può dire: è troppo grave"), che rappresentano anche il vertice di scrittura dei dialoghi di questo film immondo, che dopo aver scoperto una macchina (apparentemente) abbandonata della polizia in un campo, così per divertimento i due la avviano e se ne vanno a zonzo per le strade assolate degli States. Quello che non sanno è che lo sceriffo (Bacon) l'aveva inopportunamente lasciata nel posto sbagliato per ultimare un lavoro sporco (che nasconde nel bagagliaio), perciò si mette sulle loro tracce con lo scopo di recuperare la vettura che gli è stata sottratta, ritrovandosi al centro di un pericoloso gioco del gatto col topo. Non male messo così, ma il problema non è la trama e neanche l'ambientazione o i temi, quanto il film stesso, senza nessuna spiegazione (nessun flashback) del motivo per cui due individui sono nel bagaglio dello sceriffo, ipoteticamente per droga o forse Hanno ucciso l'uomo Ragno, i ragazzini poi sono così ingenui e fessi da restare di stucco. Infine, proprio la fine ambigua (la fuga continua), aggiunto al fatto che il film è montato malissimo da la mazzata finale alla pellicola che vorrebbe essere un racconto di formazione in salsa splatter ma riesce soltanto a proporsi come un ridicolo thriller pasticciatissimo, privo di invenzioni e recitato da cani. Avranno visto un altro film quindi, chissà ma non importa, ormai è fatta. Meglio andare avanti.

domenica 8 novembre 2015

Italian comedy: Andiamo a quel paese, Fratelli unici & La buca (2014)

Andiamo a quel paese è l'ultimo film (del 2014) dell'irriverente e spassoso duo comico siciliano, Ficarra e Picone. Cambiano i personaggi, storie e situazioni ma la sostanza non cambia, solite incomprensioni, gag e bizzarri intrecci. I due amici Valentino e Salvo, con sua moglie Donatella e la piccola figlia Adele, senza lavoro e sfrattati, con l'unica speranza di un contatto con l'onorevole La Duca per avere una raccomandazione, tornano al paese natale di Donatella e Valentino (Monteforte) per farsi aiutare economicamente dalla pensione della madre di lei. Il paesino, un tempo fiorente per il commercio delle arance, è ora economicamente depresso e le pensioni maturate dagli anziani sono ormai l'unica fonte di reddito: Salvo si trova quindi costretto a convivere anche con la zia Carmela. L'unico argomento che lo porta ad accettare la convivenza è la scoperta che anche la zia percepisce una cospicua pensione.