Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da RaiPlay, Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).
Task (1a stagione) - Serie tra dramma e poliziesco di ottima fattura, coinvolgente fin dall'inizio, con personaggi solidi e un cast perfettamente in parte. Non mancano colpi di scena e momenti emotivi, e l'idea di una seconda stagione incuriosisce. È un thriller investigativo atipico, costruito su due piani: l'indagine su una serie di rapine alle Trap House e, soprattutto, le vite dei protagonisti, un ex parroco in cerca di riscatto, un netturbino segnato dal passato e una violenta gang di motociclisti che domina lo spaccio fuori Philadelphia. Brad Ingelsby conosce bene questi luoghi e, come in Omicidio a Easttown, costruisce una storia intensa, lontana dagli stereotipi. Mark Ruffalo offre un'altra interpretazione profondamente umana, affiancato da un ottimo Tom Pelphrey. La serie è cupa, tesa, spesso violenta, ma sempre emotivamente centrata. La trama si allenta un po' a metà, ma il finale ricompone tutto. Un'opera notevole, più interessata alle persone che ai procedimenti investigativi. Voto: 7+
Wonder Man (1a stagione) - La serie Marvel su Wonder Man alterna commedia sul mondo dei provini e thriller cospirazionista, seguendo Simon e Trevor, due attori (uno con poteri nascosti) in cerca di un ruolo. Funziona grazie a personaggi ben delineati, un cast azzeccato e un irresistibile Ben Kingsley, vero cuore dello show. Interessante lo sguardo sul cinema "dietro le quinte" e l'idea dei "supereroi con superproblemi", anche se qui i superpoteri restano quasi del tutto fuori scena. Pur originale e godibile, rinuncia troppo all'azione supereroistica: alla fine, una sufficienza piena ma non di più. Ci sarà una seconda stagione, si spera migliore. Voto: 6
Big Sky (1a stagione) - Una serie che parte da una trama semplice e già vista, ma riesce comunque a tenere alta la tensione grazie ai continui cliffhanger. Richiama la serialità americana dei primi Duemila: personaggi essenziali, situazioni improbabili, storie lineari ma sorprendentemente coinvolgenti. Pur affrontando temi noti, mantiene un buon ritmo grazie a scelte tecniche efficaci. Le interpretazioni non spiccano, ma il cast funziona e i paesaggi aggiungono atmosfera. Forte la componente "girl power", con protagoniste e vittime determinate che trainano la storia. La trama cambia spesso direzione, talvolta in modo confuso, ma riesce sempre a rilanciarsi con nuovi colpi di scena. Non è una serie imperdibile, però intrattiene con costanza: semplice, discontinua, ma capace di catturare. Voto: 6,5









