venerdì 23 febbraio 2018

Guardiani della Galassia Vol. 2 (2017)

Se il primo era stato una sorpresa, il secondo è una conferma. Perché Guardiani della Galassia Vol. 2 (Guardians of the Galaxy Vol. 2), film del 2017 scritto e diretto da James Gunn, sequel forse persino superiore del precedente, non delude affatto le aspettative, anzi, divertente, scanzonato e ironico come il primo capitolo, dalla quale riprende e migliora i punti di forza (personaggi idioti, chiari riferimenti ai mitici anni '80 e colonna sonora epica), riesce nell'arduo compito di fare addirittura meglio, cosa più unica che rara. La pellicola infatti, dove il lato migliore rimane l'alone di leggerezza che lo contraddistingue, e in cui non mancano i momenti epici e quelli commoventi (con tanto di lacrimuccia finale sulle note della bellissima Father & Son, il funerale più bello di sempre) ma il tutto senza mai prendersi troppo sul serio e mantenendo una verve comica costante e mai banale, non è soltanto un degno sequel del film originale, ma anche la sua ideale "estensione" tematica e strutturale, un colossal che incarna l'eredità del cinema delle attrazioni e la rilancia verso nuovi orizzonti. Anche perché, se l'antecedente capitolo del 2014 dei Guardiani della Galassia (rivisto per l'occasione e nuovamente adorato) si dimostrò una convincente novità dalle tinte effervescenti e giocose, Guardiani della Galassia Vol. 2 (con quel "Vol. 2" così Tarantiniano), del suo antesignano di tre anni fa, semplicemente ne conferma l'efficacia della formula, esilaranti situazioni, coloratissime atmosfere, dialoghi irriverenti, guizzanti ed a volte sboccati, una punta di sentimento ed un'azione girata con magistrale perizia (epicamente spassosi il piano-sequenza iniziale e le sequenze in slow motion), il tutto diretto dal regista del primo episodio, James Gunn, un cineasta che è stato capace di imprimere la sua delirante autorialità ad una pellicola (due se vogliamo proprio essere precisi) che va ad aggiungersi al magma indifferenziato del Marvel Cinematic Universe, in cui l'impersonale standardizzazione filmica è oramai di casa.
Ne risulta così un'avventura interstellare che si concede il lusso di non fermarsi mai, splendidamente bilanciata nel montaggio alternato delle vicende parallele, dove il regista imbastisce un dialogo (più che un contrasto) fra azione, umorismo ed emozione, attribuendo la medesima importanza a ognuna di queste sfumature. Lo spettacolo di policromie allucinate e panorami fantastici contraddice le attuali tendenze hollywoodiane in materia di "realismo", privilegiando invece ed appunto il godimento della meraviglia, lo stupore, l'incanto, il cinema delle attrazioni nella sua forma più onesta e cristallina. Aiuta poi il fatto che il regista sappia porsi sullo stesso livello della fan base, rielaborandone l'immaginario in una costellazione di riferimenti, citazioni e camei che richiederebbero una seconda visione per essere colti nella loro interezza, anche perché, di fatto, tali riferimenti influenzano l'identità stessa del film, calato nel grande retaggio della space opera più che in quello dei cinecomic, fatti salvi alcuni graditi risvolti "supereroistici" della battaglia finale. Guardiani della Galassia Vol. 2, come il suo predecessore, è difatti un trascinante revival del panorama musicale degli anni '70 ed, ancor più di Guardiani della Galassia, un divertente, quanto nostalgico viaggio a ritroso nei mitici anni '80 in mezzo a sale giochi, flipper, serie televisive di culto ed a note celebrità del piccolo schermo, dove il tamarro faccione di David Hasselhoff svetta senz'altro su tutte. Se poi consideriamo la presenza nel cast di un nerboruto Sylvester Stallone e di un sempre memorabile Kurt Russell, il salto temporale è praticamente compiuto.
Ma uno degli aspetti di maggiore interesse del film, è che l'elemento secondario viene messo in primo piano, in una parodia tra il grottesco e il comico di uno scontro tra supereroi. Ed ecco che tutta la sequenza iniziale viene girata seguendo baby Groot (adorabile e straordinario) che scorrazza sulla piattaforma planetaria mentre sullo sfondo si svolge il combattimento dei compagni contro l'alieno. Il regista James Gunn (anche sceneggiatore) sviluppa questo aspetto mettendo appunto in evidenza elementi secondari e lasciando la trama principale sullo sfondo. Questo permette al regista soprattutto di sviluppare tutte le trame sentimentali (di coppia e familiari) che erano stati presentati nel primo episodio. Così il rapporto tra Quill e Gamora prende le pieghe di una screwball, baby Groot si comporta come un bambino alle prese con i propri genitori, Gamora ritrova l'amore fraterno con la sorella Nebula, Quill scopre finalmente il vero padre in Ego, un Celestiale (Kurt Russell), una divinità creatore di mondi e ritrova l'affetto del "padre" adottivo Yondu (Michael Rooker), Drax duetta con il nuovo personaggio Mantis, dama di compagnia di Ego, aliena dai poteri empatici, e, soprattutto, le dinamiche tra i vari componenti del gruppo che si trasformano sempre più da amicali a familiari. Dopotutto non solo il tema portante dell'intera impalcatura narrativa è quello dei rapporti di questa stravagante famiglia di freaks (e tutte le avventure che li coinvolgono non fanno che creare una coazione a ripetere dei loro legami) ma l'idea del distacco è il perno su cui ruota l'intera trama, insieme alla contrapposizione tra padre biologico e padre di cura, due figure non sempre coincidenti nella vita di una persona.
Infatti Peter Quill (Chris Pratt) non ha mai conosciuto il suo padre biologico, ma questo misterioso uomo delle stelle si presenta da lui proprio nel momento del bisogno, quando i Guardiani della Galassia sono braccati dalla vendicativa Ayesha (Elizabeth Debicki) e dai Sovereign, superbi alieni dalla pelle dorata cui Rocket (Bradley Cooper) ha sottratto un bottino di gran valore. Peter scopre quindi che suo padre è Ego (Kurt Russell), il cosiddetto "Pianeta Vivente", un antico Celestiale dagli immensi poteri, insieme a lui c'è Mantis (Pom Klementieff), aliena dolcissima che usa le sue capacità empatiche per assisterlo in diverse mansioni. Ebbene, Ego vuole mostrare a Peter la sua eredità, suscitando la diffidenza di Gamora (Zoe Saldana), che però accetta di seguirli sul pianeta di Ego in compagnia di Drax (Dave Bautista), mentre Rocket e il piccolo Groot (Vin Diesel) restano a bordo della Milano per provvedere ad alcune riparazioni. Ma quando anche Nebula (Karen Gillan), Yondu (Michael Rooker) e i Ravager entrano in gioco, la faccenda diventa ancor più complicata, e un inquietante mistero emerge in superficie. Tanti temi quindi si mettono in gioco, ma che tutti però vengono bene sviscerati. Dato che la riuscita di questi temi, abbastanza universali e banalizzati, avviene per l'utilizzo di un tono da commedia, che spesso sfiora il comico, strappando anche delle risate, divertendo come un bel giocattolo pieno di luci e suoni, citazioni musicali, televisivi, popolari, visivi. Arrivando altresì a esplicitare l'operazione post-post moderna, in pieno patchwork tra alto e basso, tra generi diversi, tra comicità e dramma, tra serio e faceto. Un calderone dove James Gunn si diverte ad accumulare fino a giungere un punto di fusione che fa dei "Guardiani della Galassia" un meccanismo spettacolare ben congegnato, con personaggi empatici oltre che simpatici.
Poiché ormai è chiaro che James Gunn sia uno dei pochi registi capaci di confezionare blockbuster con un cuore pulsante, ricco di amore per i personaggi e per la storia che racconta, la sua sceneggiatura infatti, calibrata al millisecondo nell'utilizzo della metonimia e dei rimandi interni, riesce a ricavare il giusto screen time per ogni personaggio, assegnando a ciascuno di essi un preciso ruolo comico, emotivo e/o conflittuale, talvolta amalgamando i diversi registri in un singolo carattere. Nessuno è superfluo ai fini della narrazione, anzi, ognuno svolge una funzione determinante sia per lo sviluppo sia per la risoluzione della vicenda. Ma il talento di Gunn è ancora più evidente nella gestione del climax, davvero esemplare nei momenti chiave del film, e in particolare quando utilizza alla perfezione la bellissima The Chain dei Fleetwood Mac. In tal senso, l'ottima integrazione tra i brani musicali e il racconto, fa di Guardiani della Galassia: Vol. 2 una splendida opera pop, ancora più coerente e unitaria (nella sua commistione di elementi visivi, canori e narrativi) rispetto al primo capitolo, e in cui è un vero diletto veder reciprocamente interagire la premiata ditta Rocket/Baby Groot e Dave Bautista nei panni dell'agguerrito Drax il Distruttore. Tutti alquanto sopra le righe, eppure sarà particolarmente chiassoso, squinternato, sconclusionato, sulla carta quasi insensato, composito da un illogico branco di singolarissimi eroi, indubitabilmente dei veri e propri "outsiders" del genere "superheroes", ma, anche in Guardiani della Galassia Vol. 2, questo eterogeneo manipolo di idioti intergalattici continua a piacerci così com'è, demenziale, folle, avventato, eccedentemente scanzonato.
Tuttavia il film, proprio perfetto non è, poiché malgrado l'ottima prova degli attori e del cast (comprendente anche Chris Sullivan Sean Gunn, e in cui immancabile è l'apparizione di Stan Lee e dell'ennesimo cameo per il papero Howard), la sfera più drama, il nocciolo narrativo della pellicola, affidata alla faida familiare fra la grintosa Gamora (Zoe Saldana) e la rancorosa Nebula (Karen Gillian), ed a Chris Pratt sotto le guasconesche sembianze di un Peter Quill/Star-Lord "alla perenne ricerca del suo Hasselhoff", poteva essere meglio raccontata e non si rivela poi così interessante. Inoltre non sempre efficace è il troppo sentimentalismo talvolta stucchevole di un paio di scene. Se nel primo episodio difatti anche i momenti più zuccherosi (in particolare quelli riguardanti Quill e Gamora) erano sempre attraversati da un sotterraneo umorismo, qui invece si fanno inutilmente seriosi, sacrificando talvolta il clima generalmente giocoso che aveva fatto soprattutto la fortuna del precedente. Eppure nonostante ciò Guardiani della galassia Vol. 2 è un'opera imperdibile, che, inoltre, forse meglio rispecchia la spensieratezza del MCU, ma che al contempo si discosta dallo stesso universo per l'unicità che gli è stata infusa da Gunn. Regista che, con questo atteso e robusto seguito, ha confermato di essere tra i migliori nel gestire le esigenti aspettative del pubblico a cui piace il genere supereroistico, ma soprattutto è riuscito a ricostruire un teatrino comico e spettacolare bello quanto (e forse più) il primo e al tempo stesso diverso, per niente scontato e che non fa assolutamente pesare le più di 2 ore di durata e i lunghi titoli di coda, in cui possiamo gustare ben 5 scene inedite, metà scherzose metà filo conduttore per i prossimi film dell'Universo Marvel.
Il film infatti, mantenendo tutti i pregi del primo, dato che è spesso esilarante, e dove i personaggi sono ancora tutti assolutamente riusciti, in cui le battute colpiscono spesso il bersaglio, altresì dove le citazioni sono ancora molte e divertenti, in dove gli effetti speciali sono spettacolari, alcune scenografie poi sono molto ben realizzate, funziona a dovere, anche se ancor più che per il primo film, non si tratta di nulla di particolarmente originale, e c'è addirittura qualche momento di cedimento e di fiacca in più, seppur la miscela di azione, avventura e commedia funziona ancora una volta, nonostante manchi l'effetto sorpresa del predecessore. Ma è comunque un film davvero eccezionale, perché bravo è stato il regista ad arricchire la "sua" formula. Una formula che ha funzionato perché da una parte non delude assolutamente gli estimatori del primo "volume" e in generale di questo team eterogeneo, diventato ormai una famiglia alla stregua di quella di "Fast and Furious", addirittura accrescendo il fattore comico attraverso dialoghi quasi demenziali, non lungi da allusioni sessuali e parolacce, secondi solo a quelli di Deadpool, e mantenendo lo spettacolo esplosivo, tra luci, raggi e astronavi, dall'altra la sceneggiatura di James Gunn è intelligente e, non dico originale, ma comunque ambiziosa, di più ampio respiro rispetto alla prima, riuscendo a creare un gioco ambiguo di buoni e cattivi, in cui i primi si trasformano nei secondi e viceversa, e presentare tanti personaggi interessanti, di diversa specie e dunque incompresi e derisi l'un l'altro, nonché una svolta catastrofica ricca di pathos, momenti epici e le sempre emozionanti musiche di Tyler Bates, che affianca i suoi motivi sonori ai classici singoli che hanno contraddistinto lo spirito della saga. Una saga che con questo suo fantastico secondo capitolo (che merita ampiamente la candidatura, e forse la statuetta, ai migliori effetti speciali agli Oscar 2018) raggiunge, al pari del film sul "mercenario chiacchierone", l'apice dei migliori cinecomic della Marvel e forse di sempre. Voto: 8,5

21 commenti:

  1. Ne ho sentito parlare ovunque bene (ed infatti vedo che anche tu dai un voto piuttosto alto), però questo genere lo vedo lontano dai miei gusti. Potrebbe alla fine anche piacermi, però è che non riesco proprio ad iniziarlo xD Comunque non avevo idea che ci fosse anche Vin Diesel nel cast. Forse ecco, ora potrei provarci :-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il genere preferito è importante, ma secondo me possono vederlo tutti, comunque Vin Diesel è però "solo" la voce di Groot, l'adorabile "alberello" ;)

      Elimina
  2. Io ancora non so se ho preferito il primo oppure questo ma sta di fatto che col secondo capitolo mi sono commossa come una cretina. Geniali i titoli di testa col Baby Groot ballerino, solo Gunn poteva osare tanto e mettere la battaglia in secondo piano :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La sequenza iniziale è davvero straordinaria, mi sono gasato e divertito tantissimo, tanto che da lì in poi mi sono goduto tutto il film fino all'ultimo secondo ;)
      Non è stato difficile neanche per me scegliere il preferito dei due, ma alla fine proprio per l'emotività e spettacolarità di certe scene ha il meglio questo secondo :)

      Elimina
  3. Io l'ho trovato forse un pochino sotto al primo, ma sempre eccellente. Forse rispetto al primo mancano le molteplici ambientazioni, qui ci si concentra solo su un pianeta, che è fantasioso e vivente quanto si vuole ma solo uno..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Su questo ti posso dar ragione, ma qui però c'è più azione e gli effetti speciali sono più corposi del primo, fermo restando che tra un 8 e un 8,5 in definitiva c'è poca differenza ;)

      Elimina
  4. Bisogna comunque tener conto che sono due film diversi seppur complementari, per quanto riguarda il ritmo forse hai ragione, ma è ugualmente molto frenetico ;)

    RispondiElimina
  5. Un blockbuster col cuore pulsante, ottimo termine per descrivere un cinecomix che forse non è uguale agli altri.
    Io non ho visto nessuno dei due, ma tra questo e Black Panther si tratta proprio dei titoli che sceglierei per iniziare sul serio con il MCU che ancora non metto bene a fuoco...^^

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se devi cominciare dovresti farlo dall'inizio, anche se non sarebbe una cattiva idea la tua ;)

      Elimina
  6. Cavolo, devo recuperare sia questo che il primo film, che all'epoca ho saltato! In questi giorni lo farò!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cioè davvero? sinceramente non me l'aspettavo, ma quando farai fammi sapere cosa ne pensi ;)

      Elimina
  7. Ciao 👋 il primo film mi è piaciuto molto, devo assolutamente recuperare questo secondo capitolo, grazie per la recensione!😊

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Di niente, era mio dovere e soprattutto tanto mio piacere ;)

      Elimina
  8. Un vero spasso, ma si tratta comunque di un film colossale. Come il primo, che però è un po' più di nicchia. Penso infatti che il volume 2 sia stato apprezzato da una fetta maggiore di pubblico (e questo sarebbe un altro memorabile traguardo).

    Kurt Russell poteva essere usato molto meglio anche se capisco che i personaggi erano tanti e bisognava dare spazio a tutti.

    Ad ogni modo Guardiani della galassia è il mio prodotto Marvel preferito.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Innanzitutto ciao e benvenuto ;)
      Beh sì, sembrerà strano ma il secondo è infatti più "aperto" a tutti, e altresì in effetti son d'accordo su Russell, si poteva ma il suo spazio è comunque bastato :)
      Adesso è anche il mio preferito, aspettando però Deadpool 2 :D

      Elimina
  9. L'ho preferito di gran lunga al primo ma li ritengo entrambi enormemente paraculo.

    RispondiElimina
  10. Ottima pellicola, lo considero una degna esenzione del primo film. Sembra davvero non abbiano mai smesso di girarlo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esatto, è infatti per me uno dei pochi sequel davvero degni di un primo "episodio", proprio perché sembra la perfetta continua della storia e la giusta prosecuzione (del tutto diverso ma simile) della narrazione ;)

      Elimina