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mercoledì 24 luglio 2024

STRON9ER

Non è impresa da tutti riuscire a vincere 9 scudetti (campionati italiani di calcio) di fila, e non è altrettanto cosa da tutti riuscire a raggiungere 9 anni di blog, anche se ne conosco molti che li hanno già raggiunti ed anche superati, eppure ed incredibilmente (perché non me l'aspettavo) ci sono riuscito anch'io. Per l'occasione, e sono comunque passati 4 anni dall'ultimo pluri-scudetto vinto dalla mia Juventus, venne coniato appunto, il termine STRON9ER (con il numero 9 stilizzato all'interno della parola), che significa letteralmente "più forte", anzi meglio "i più forti", ed io riprendo per questa occasione il termine, ma non letteralmente, ma perché, ricordando l'importanza del carattere e della tenacia dei grandi campioni, c'è voluta parecchia forza per raggiungere questo traguardo. Un traguardo raggiunto nonostante tutto e nonostante i compromessi, come quello che purtroppo devo però (ancora e nuovamente) fare (perché non sono più quello di una volta), per continuare ad andare avanti con questo mio spazio nella blogosfera. Giacché oggi sì mi presento in una nuova veste, nella nuova versione ottimizzata del blog, ma da gennaio la mia frequenza di pubblicazione si abbasserà drasticamente a quota 1 post al mese (2 con alcuni inderogabili post quali compleanno, anniversario blog, Notte Horror, Letture annuali e classifiche finali). Un solo listone dove inserire tutto e di più, per un esperimento che, se avrà successo, mi permetterà di continuare l'anno dopo e quello dopo ancora, fin quando potrò. Ma prima che avvenga tutto ciò, è giusto celebrare questo traguardo, un traguardo che ho deciso di festeggiare con una ristrutturazione (seppur parziale) del blog, una ristrutturazione cominciata tre mesi fa e oggi portata (per quel che ho potuto sistemare) a conclusione. Come potete vedere ho cambiato carattere di scrittura, cambiato layout (non più due colonne a destra ma una) e cromatura (dall'azzurro al blu per link ed etichette). Ma questo è solo la facciata, il di più è stato fatto all'interno. E partendo dal fatto che nessun post è rimasto indietro (nessun film o serie ed altro è stato dimenticato), ho sistemato in modo migliore le pagine (molto più complete e dettagliate), risolto alcune criticità (relative agli archivi), aggiustato alcuni post (eliminando link inutili, correggendo errori grammaticali, ripristinando, per quanto possibile, video non disponibili), infine ho messo un po' d'ordine a tutti gli speciali ed al resto, e per fare ciò per prima cosa ho inserito anche la data di pubblicazione di un determinato post, così da non dimenticarmene e facilitare il lettore. Quest'ultimo infatti non avrà difficoltà a trovare un post, seppur ognuno di questi ha una categoria (o più di una) d'appartenenza, ma niente di complicato. In ogni caso per prima cosa, tutte le pagine del blog (quelle sotto l'header del blog per intenderci) tranne gli archivi di tutti film e quelli anno per anno, e di tutte le serie e quelle anno per anno, ritrovate anche a destra del blog. Ed a proposito degli archivi alfabetici, essi ora contengono davvero tutte le visioni, comprendono infatti quelli "mancanti" dal 2015 e quelli non in classifica da tale data fino ad oggi. Ma entriamo nel dettaglio, perché tanto c'è da considerare.

lunedì 1 luglio 2019

I primitivi (2018)

Tema e genere: Questo film d'animazione del 2018 prodotto con l'incredibile tecnica della Stop motion ci racconta una storia di riscatto sociale, dove ci viene mostrato che non sempre il progresso tecnologico corrisponde esattamente ad un progresso sociale, anzi in alcuni casi è esattamente l'opposto.
Trama: I Primitivi racconta la storia di due mondi che si scontrano: quello pacifico dell'Età della Pietra e quello dell'Età del Bronzo, primo caso di industrializzazione dell'uomo. La necessità di nuove miniere porta il regime del Bronzo ad invadere le terre remote dei semplici abitanti di una valle verdeggiante e a requisirne le terre. Il protagonista, Dag, ottiene di sfidare l'oppressivo regime dell'Età del Bronzo in una partita a...calcio! Solamente vincendo la sfida contro la squadra più forte dell'Età del Bronzo, il Real Bronzio, i nostri eroi potranno tornare in possesso delle loro terre.
Recensione: Dopo Galline in Fuga, Wallace & Gromit: La maledizione del coniglio mannaro, Giù per il tubo, Pirati! e Shaun: Vita da pecora, gli Aardman Studios continuano la loro personalissima strada nell'animazione di qualità e lo fanno ancora insistendo sulla tecnica della stop-motion (nel loro specifico, la claymotion, con pupazzi di plastilina), sempre dannatamente affascinante anche se ormai praticata pochissimo dagli studi cinematografici, visto l'impegno di tempo e manodopera che implica (ultimamente però qualcosa sta cambiando). Come accaduto in passato, anche I Primitivi predilige una storia semplice e immediata che possa arrivare con grande facilità a un pubblico di bambini, senza però andare mai a discapito dell'intrattenimento per adulti e così le situazioni divertenti e i personaggi sopra le righe sono sempre inseriti in contesti incredibilmente ben strutturati a livello narrativo e forti di un umorismo tipicamente britannico che fa sghignazzare a denti stretti anche l'adulto più smaliziato (anche se le trovate, sia nelle situazioni, nei protagonisti, negli elementi scenici e in alcuni giochi di parole, sono, ahimè, spesso non molto efficaci nella localizzazione in italiano). Tra gag talmente sceme da risultare irresistibili (molte con protagonista il cinghiale Grugno, fedele compagno di Dag, doppiato, si fa per dire, dato che non parla, dal regista stesso), con un masso cacciatore provetto, un coniglio impaziente di essere mangiato e una mamma primitiva pronta a mettere in imbarazzo il proprio figlio primitivo, il film di Nick Park (che fa sorridere più che ridere, data la leggerezza e la spensieratezza delle gag disseminate per tutto il film) si dirige presto in una direzione "nobile" che mette in evidenza la lotta per far valere i diritti degli oppressi. Oppressi che prendono immediatamente le sembianze dei cavernicoli dell'età della pietra, scacciati dalle proprie terre dalla "civiltà" che avanza inesorabilmente. Non di meno viene evidenziato il fondamentale apporto femminile alla società, a volte ingiustamente sottovalutato, come nel caso di Ginna, promettente calciatrice ma impossibilità a praticare il suo sport preferito in quanto le donne sono escluse dai campi di calcio. Tuttavia, e poiché la storia de I Primitivi è quasi un grande classico del cinema sportivo: un gruppo di sprovveduti è costretto a confrontarsi con una realtà che, sulla carta, pare davvero imbattibile, l'originalità è ben poca. Fortunatamente questo non è però un film che si basa sulla storia. Ciò che convince sono le trovate sceniche e quei piccoli pezzi di genio che spuntano qua e là nel film, autentiche firme d'autore.

martedì 28 maggio 2019

[Games] Dirt Rally

Genere: Racing Game.
Trama: Essendo un racing game l'obbiettivo è essere semplicemente il più veloce.
Recensione: Sono sempre stato un fan dei giochi di rally, ma soprattutto dei racing game. Ho iniziato da TOCA ed ho continuato con Need for Speed in primis, per poi arrivare agli storici titoli dedicati al compianto campione Colin McRae (che è un po' il padre spirituale di Dirt, sempre di casa Codemasters). Dirt Rally è però un gioco diverso da tutti questi elencati, forse da tutti i giochi di rally in generale. Infatti, rispetto ai precedenti titoli, validi ma un po' troppo arcade, difatti a differenza degli altri capitoli della serie DiRT, dove insomma erano presenti gimcane, inviti continui alle derapate e diverse specialità che nella vita reale si vedono fare a virtuosi delle quattro ruote come Ken Block, questa nuova incarnazione rappresenta tutto sommato un gradevole ritorno alle origini, ovvero a quel modo di interpretare questo sport che apparteneva al glorioso Colin McRae Rally, dove la sfida era soprattutto contro se stessi, Dirt Rally rappresenta di fatto una lettera d'amore ai giochi di corse di qualche generazione fa (sebbene comunque qui sono presenti dei circuiti Rally Cross in cui bisogna gareggiare fisicamente contro altre vetture). In tal senso, non è un gioco immediato, basta poco per capire come funziona, ma ci vuole molta dedizione per padroneggiarlo. La pratica in Dirt Rally è davvero tutto. Nelle prime gare, sarà normale fare delle uscite di strada o girarci in curva durante una derapata. Inizialmente potrebbe capitarci per colpa dell'inesperienza, di arrivare al traguardo con la macchina molto scassata o addirittura arrivarci praticamente con il solo volante in mano. Il bello di questo capitolo di Dirt Rally è che ogni macchina reagisce in modo diverso ai terreni e alle sue stesse prestazioni, quindi, per ogni macchina sarà necessario prenderci confidenza almeno inizialmente. Anche la macchina più difficile da tenere in strada con il tempo, riusciremo a maneggiarla piuttosto bene. Oltre all'allenamento nella guida e a saper conoscere come guidare ogni macchina che avremo a disposizione, anche il dover conoscere le piste è fondamentale per potersi piazzare sul podio ad ogni gara, e a fine campionato, passando così di livello. Poche piste, ma veramente belle e impegnative.

lunedì 24 dicembre 2018

Quella volta che ho conosciuto Nicola Legrottaglie

Domani si festeggia il santo Natale. Qualche giorno fa partecipavo al Tag di Moz sui Natali del passato (qui), ma ho omesso di raccontarvene uno a cui sono particolarmente legato. Non so se ha prevalso il pudore, o la gelosia di un ricordo che fosse solo mio, ma poi la nostra/mia amica Claudia (venuta a conoscenza di ciò durante una gioviale conversazione), mi ha convinto a scrivere questo post, e così ho fatto. Era il 2003 e, come ogni sera, armeggiavo al mio pc, quando d'improvviso suonò il campanello. Mia madre mi aveva convinto ad indossare quell'odioso maglione elegantino, dicendomi che sarebbero passati a trovarci dei parenti. Così, restai concentrato sullo schermo, finché non sentii una voce maschile che domandava "quindi tu sei Pietro! Ciao!". Mi voltai e restai pietrificato. Era Nicola Legrottaglie, nuovo campione della mia Juventus che quell'anno regalò ai suoi nuovi tifosi una gioia, una piccola vendetta dopo la scottante sconfitta subita mesi prima dalla stessa squadra con cui segnò all'ultimo secondo il gol che avrebbe poi portato la sfida (poi fortunatamente vinta) ai rigori, passato da casa per conoscermi. Con la complicità del sindaco, e di un assessore, i miei genitori avevano deciso di regalarmi un sogno. E ci erano riusciti. E niente, ricordo quella sera come una delle più emozionanti della mia vita, anche se avrei preferito la visita del Capitano, ma tant'è la sua visita gradita esaudì quel piccolo sogno, il sogno che ogni appassionato di calcio vorrebbe venisse esaudito (l'incontro con un giocatore della sua amata squadra), un sogno come quello che avevamo io e Claudia di incontrarci (vista la mia condizione non esattamente "normale", ovvero questa qui), e così è stato settimana scorsa, quando è stato esaudito questo piccolo desiderio (altresì emozionante, come documentato da lei qui) di e per Natale. A tal proposito auguro ad ognuno di voi che mi seguite di realizzare i vostri sogni e di passare un felice e sereno Natale.

martedì 5 giugno 2018

[Tag] La prima volta non si scorda mai

Già dalla prima volta che vidi questo Tag, ne La stanza di Gordie di Marco Contin, avevo in mente di riproporlo, poi avendolo visto successivamente da Il bazar di Riky di Riccardo Giannini, mi sono deciso finalmente a farlo, anche perché come dovreste aver capito questo Tag, "La prima volta non si scorda mai", non parla esclusivamente di "quella" prima volta, altrimenti non l'avrei mai riproposto, ma di tante prime volte, quali? Vi basta leggere qui sotto, così da farvi, nuovamente dopo due settimane dall'ultimo mio Tag "personale", un po' di fatti miei, e raccontandovi ancora qualche altro pezzo di me. Prima ovviamente una precisazione, ovvero che potete tranquillamente riproporre questo identico Tag (giacché qui le nomination sono bandite) e nei modi che preferite, aggiungendo o meno tante altre prime volte. Io per esempio ho evitato prime volte in cui avrei certamente risposto con un lapidario "non ricordo" o "non lo so", ma in ogni caso ecco Le mie prime volte.

Il mio primo libro: Non ho mai amato leggere, neanche da bambino, tuttavia ricordo bene di aver letto due libri che una (ora ex) vicina mi diede come regalo per il mio settimo od ottavo compleanno (non ricordo con precisione), ovvero Cuore di Edmondo De Amicis ed Oliver Twist di Charles Dickens.

La mia prima gita scolastica: Non ricordo l'anno scolastico o l'anno in sé, ma ricordo che quando andai alla riserva del WWF "Le Cesine" in provincia di Lecce, pioveva e purtroppo vidi davvero poco della fauna selvatica, tuttavia mi divertii ugualmente.

giovedì 12 ottobre 2017

[Games] The Crew, RAGE, Dishonored e Beyond Good & Evil

Dopo aver finalmente trovato la via giusta per la pubblicazione dei post e quindi aver finalmente trovato più tempo a disposizione per giocare, anche quest'estate la mia passione per i videogiochi (e d'ora sempre così sarà) è tornata in gran fermento. Ho infatti giocato spesso, anche durante le vacanze e le due pause forzate (per colpa dell'interruzione della linea internet e telefonica), senza mai stancarmi. E così come fu a maggio scorso (qui) sono stati ben 4 i titoli a cui ho giocato, soprattutto da Ubisoft e Steam, da Origin ultimamente non ho comprato niente. Giochi di cui ovviamente ora farò una piccola recensione, anche se prima di fare ciò, ecco le mie impressioni sui giochi gratuiti ricevuti dalle piattaforme di gioco e quelli ad accesso limitato e a tempo (anche in questo caso 4 titoli). A partire da Steep, il videogioco sportivo della Ubisoft sugli sport estremi sulle montagne e la neve, un gioco certamente originale, affascinante e di sicuro d'impatto, peccato che da non amante di questi tipi di giochi e per colpa della discreta difficoltà di gioco (data dai controlli complicati), è stata solo un perdita di tempo (e quindi lo consiglio solo per chi ama gli sport estremi). Come anche per Trials Fusion, un simulatore di guida motociclistica, sempre della Ubisoft, visivamente spettacolare ma poco duttile, poiché la piattaforma a 2D personalmente non convince e perché di fare acrobazie proprio non mi è mai piaciuto, per cui evitabile anche questo (consigliabile solo a chi piace il genere). Discorso diverso invece per Tom Clancy's The Division che (seppur uguale è lo sviluppatore) in stile Call of Duty, convince, coinvolge e appassiona, tanto che mi ha convinto a metterlo in lista per un eventuale acquisto. Non solo perché amo i giochi action e di guerra (i cosiddetti RPG), ma perché questo survival game è davvero fatto bene, con una storia alquanto interessante. Gratuito (interamente o quasi) mi è stato infine regalato da Steam, il FPS cooperativo Payday 2. Ma è stato una vera delusione, giacché nonostante ho trovato intrigante e avvincente la possibilità di entrate in una banda di criminali per commettere furti e rapine, e nonostante il genere a favore, per colpa di alcune (forse mie) difficoltà, di alcuni bug e di una sistema e gioco troppo incentrato sul multiplayer, niente mi è piaciuto (consigliato perciò ai fan della saga). Bene, ora ecco finalmente le recensioni che stavate (pochissimi lo so..) aspettando.

lunedì 7 agosto 2017

Bianconeri Juventus Story: Il film (2016)

Dopo aver sbollito un po' la rabbia e la delusione ho finalmente visto, a 2 due mesi da quella disgraziata e sfortunata finale e dopo la mandata in onda sulla Rai, il docu-film sulla Juventus, la squadra di calcio più amata (e odiata) d'Italia. Infatti, a pochi giorni dalla nuova stagione calcistica, che ovviamente spero sia migliore di quanto già straordinaria (nonostante tutto) sia stata la scorsa, ho recuperato Bianconeri Juventus Story: Il film (Black and White Stripes: The Juventus Story), documentario del 2016 diretto dai cineasti italo-canadesi Marco e Mauro La Villa, di cui già avevo accennato in occasione della sua uscita, qui. Un documentario che ovviamente da tifoso è stato bellissimo da vedere e scoprire, ma anche oggettivamente il suddetto non è male, anzi, soprattutto stilisticamente difatti è molto meglio di tanti altri, anche se i pregi e i difetti ci sono ugualmente. Infatti in questa recensione, che per evidenti motivi sarà un pochino diversa dal solito, mi limiterò ad esporre le cose che mi sono piaciute e quelle meno, il tutto, anche grazie a questo documentario meno fazioso di quello che si pensa, senza far polemica o accendere discussioni inutili (nei confronti di tutti ovviamente). Innanzitutto il comparto tecnico, che comprende Giancarlo Giannini (narratore) ed Ennio Morricone (collaboratore speciale), è di alto livello come ci si aspettava, ma anche le musiche sono eccezionali ed azzeccate, come la fotografia e lo stile unico, abbastanza nuovo ed innovativo, che convince al di là di tutto.

mercoledì 30 dicembre 2015

Un altro anno se ne va..

Anche il 2015 sta per finire, sta per chiudere i battenti. Entreremo in nuovo anno che spero sia migliore di questo appena trascorso. E' stato però il 2015 un anno personalmente importante per me, dato che ho tagliato il traguardo dei trenta, e ho deciso, con fatica e un po' di paura, di aprire questo blog. Ma sono soddisfatto di ciò che ho raggiunto con tenacia e tanta pazienza, la mia paura è svanita e ora sono libero di esprimere il mio pensiero e i miei giudizi senza nessuna preoccupazione. Ma domani è San Silvestro, l'ultimo giorno dell'anno, è arrivato il tempo di festeggiare, sobriamente però, i botti saranno vietati in molte zone e paesi d'Italia, anche il mio, ma qualche 'temerario' ci sarà, stapperò una bottiglia di spumante e brinderò per scacciare questo 2015. Rimarrò sicuramente a casa, solo noi tre, mio fratello farà il veglione, non credo sarà poi così brutto stare soli, son contento lo stesso. Il problema è che mia madre vorrà vedere Gigi, povero me.

Tante, tantissime altre cose, fatti, sono successi, non solo personalmente ma in generale quest'anno. Un anno incredibile sotto molti aspetti, per i tanti momenti belli, ma anche dolorosi, vissuti in Italia, in Europa e nel mondo, in campo sportivo, culturale, politico, musicale e cinematografico. Sportivamente abbiamo assistito a momenti memorabili e ad alcuni sogni infranti. Da tifoso juventino è stato un anno fantastico, ma quella sconfitta in finale a giugno ha oscurato una delle migliori stagioni mai vissute, la cavalcata che ci ha portati comunque, a vincere due trofei, è stata meravigliosa, peccato per il finale. In campo motoristico due piccole delusioni, la non vittoria del campionato del mondo di Valentino, che meritava di vincere il mondiale senza dubbio, come Vettel che meritava più fortuna data la stagione incredibile, al primo anno in Ferrari, che ha fatto. Lo sport toglie e da, soprattutto due donne sono riuscite in due straordinarie e pazzesche imprese, la bella tuffatrice Tania Cagnotto è riuscita finalmente a battere le 'maledette' cinesi e l'altrettanto bella tennista Flavia Pennetta (mia conterranea) è riuscita a vincere gli Us Open, orgoglio italiano in America.

giovedì 17 settembre 2015

American True Story: McFarland,USA (2015) & La grande sfida di Gabby (2014)

Ispirato a una storia vera, il film del 2015 McFarland, USA, segue le vicende di Jim White (Kevin Kostner, ruolo che si addice quasi alla perfezione), un allenatore sportivo che viene trasferito in un liceo della Central Valley in California a causa del suo carattere impulsivo. Arriva in questa piccola e povera città, dove inizia ad insegnare. Forma una squadra di 7 ragazzi per la corsa campestre, prevalentemente ispanici e dotati non solo di qualità fisiche ma anche di spirito di sacrificio e grande umanità, con la speranza di deviare il loro sicuro e non promettente futuro. L’iniziale scetticismo, lo scoraggiamento della prima fase, ma poi soprattutto una naturale e bella integrazione del coach nelle sane e genuine abitudini familiari dei ragazzi sarà importante affinché questo buono e riuscito affiatamento di spirito di gruppo farà crescere notevolmente le aspettative sulle potenzialità dei ragazzi, in procinto di un campionato al quale far partecipare i novelli corridori.

sabato 29 agosto 2015

Alla riscoperta degli AC/DC

Gli AC/DC sono un gruppo musicale hard rock australiano (formatosi a Sydney nel 1973), ma nonostante il gruppo sia considerato universalmente come australiano, quasi tutti i suoi membri sono nativi britannici. Gli AC/DC sono tra i gruppi di maggior successo nella storia del rock: i loro album hanno venduto oltre 200 milioni di copie nel mondo, di cui oltre 71 milioni nei soli Stati Uniti. Sono inoltre considerati di rilevanza storica fondamentale nel panorama rock. Molti sono anche i film ispirati ai loro tour. Non posso scrivere tutto sulla loro tormentata storia, infatti la loro discografia è divisa in due parti, nel 1980 uno del gruppo (Bon Scott) viene trovato morto in circostanze misteriose, il suo posto verrà preso da Brian Johnson, tutt'ora nel gruppo, se volete sapere tutto c'è un sito italiano degli ac/dc (qui). Fra i brani più conosciuti della band si possono citare Highway to Hell, dall'omonimo album, ultimo della cosiddetta "Bon Scott Era", Back in Black ed Hells Bells, dall'album Back in Black, il primo registrato con Brian Johnson. Secondo la RIAA, Back in Black è il secondo album più venduto di tutti i tempi (50 milioni di copie in tutto il mondo) dopo Thriller di Michael Jackson. Gli AC/DC suonano sostanzialmente un hard rock-heavy metal fortemente influenzato dal blues rock e dal rock and roll. Il rock a me non piace, così come il metal, ma bisogna distinguere tra rock duro e non, e tra metallari e non, infatti la band ha mischiato i generi (tanti) e hanno creato certe canzoni leggendarie che ho scoperto poco tempo fa, ignaro del fatto che il rock è la musica del diavolo (la cosa più stupida mai detta). Ci hanno aperto un film su una canzone che mi ha preso molto, ovviamente parlo di Iron Man e la canzone è Highway to hell (troppo bella, pazzesca). Ma ho scritto questo post perché da un po' di tempo (2-3 anni) sento in continuazione in sottofondo una canzone, allo Juventus Stadium mentre i giocatori si allenano, in due-tre film (tra cui Iron Man) degli ultimi anni, prima di un evento tv e in tante altre occasioni, che è ossessiva ma fenomenale, Thunderstuck. Ogni volta che la sento mi da una scossa, una carica, da pelle d'oca. Mi piace sempre risentirla e il video di questa canzone spacca, è troppo forte. Bisogna vederlo per riscoprire il sound degli anni ottanta, quello che ci ha regalato emozioni e fa ricordare i bei vecchi tempi, buona visione e alzate il volume (ma non troppo).

venerdì 21 agosto 2015

Riparte il campionato...ritorna il fantacalcio

Già domani ricomincia il campionato di Serie A (ogni anno le squadre fanno mercato, cambiano giocatori e allenatori, ma come sempre il giudizio lo da il campo, quindi buona fortuna alle squadre che tifate), e ritorna come sempre il fantacalcio, che per chi non lo sapesse è un popolare gioco di fantasia sul calcio, consistente nell'organizzare e gestire squadre virtuali formate da calciatori reali, scelti fra quelli che giocano il torneo cui il gioco si riferisce. E' stato inventato da Riccardo Albini, che, ispirandosi a un passatempo USA basato sul baseball (Fantasy Baseball - hanno fatto anche una serie tv 2 anni fa)  lo pubblicò per la prima volta in Italia nel 1990 tramite le Edizioni Studio Vit. Il fantacalcio è molto diffuso sul web in tutte le sue varianti. In Italia è un marchio registrato del Gruppo Editoriale L'Espresso. Altre varianti sono comunque organizzate dai principali quotidiani sportivi, piattaforme tv e siti web. La prima volta che ci ho giocato è stato alle superiori con i miei compagni di classe, addirittura qualche asta per aggiudicarsi un giocatore avveniva durante la lezione. Ma lo facevamo soprattutto per divertimento. Finita la scuola ho provato con quello della gazzetta (Magic - a pagamento - adesso è tramite web, prima era dal telefono fisso di casa), ma non ho mai vinto niente, una volta sono andato vicino ai primi 100 che venivano citati anche sul giornale. Neanche da Sky (ormai da 6 anni - gratis però abbonato) ho vinto qualcosa. Mi sono sempre chiesto, ma certi come fanno? ora dopo 15 anni l'ho scoperto...fortuna, solo fortuna e solo un pizzico di bravura. Perché ho sempre preso giocatori che hanno fatto bene, ma mai una volta ho azzeccato la giornata giusta, uno fa 3 gol, l'altro nessuno, la giornata successiva al contrario oppure quando finalmente ho raggiunto l'obiettivo mi ritrovo a giocare in 10, uffa. E' la paura di ogni fantallenatore giocare in inferiorità numerica e avere giocatori infortunati. Ora ci riprovo sperando che finalmente quest'anno qualcosa di buono combinerò. "Il gioco più bello del mondo dopo il calcio" (Slogan storico del fantacalcio).

domenica 26 luglio 2015

Grazie Ayrton...Ciao Jules!

Nella console della Sega Master System c'era un gioco su Ayrton Senna, uno primi giochi da corsa, quante litigate con mio fratello per giocarci, ho cominciato a vederlo in tv e tifavo per lui nonostante ero tifoso della Ferrari e della coppia Alesi-Berger, ma poi dopo poco tempo se ne è andato, correndo e ho quasi pianto. In questa settimana nera per il circus con la morte di Jules Bianchi vorrei ricordare la vita e la storia che accomuna questi due sfortunati piloti. Ayrton è stato un grandissimo pilota ma anche un grande uomo di fede, era amato da tutti ed è stato uno dei pochi a influenzare il cinema, la musica e lo sport, un mito. Paradossalmente da quando a cominciato a pilotare le vetture di F1 è stato uno dei primi a lottare per la sicurezza in pista, peccato che lui sia stato l'esempio insieme ad altri sfortunati piloti. Infatti dopo il suo tragico incidente, tutti i circuiti furono oggetto di controlli e successive revisioni dei tracciati per garantire la sicurezza ai piloti. Anche quella maledetta curva del circuito di Imola fu modificata, furono prese misure a breve e lungo termine per aumentare la sicurezza sulle vetture e diminuirne la velocità. Tanto fu importante che per 21 anni non ci sono stati più incidenti mortali fino al gran premio del Giappone del 2014 nel corso del quale il pilota francese Jules Bianchi andò a sbattere contro una gru presente a bordo pista per rimuovere una vettura incidentata. Dopo nove mesi in coma si è spento a soli 25 anni. Il 20 luglio il suo numero, 17, è stato ritirato. Il destino è beffardo, era anche nipote del pilota Lucien Bianchi morto durante le prove sul circuito di Le Mans nel 1969. Ora dobbiamo solo sperare che grazie alle nuove misure non accada più tutto questo almeno per i prossimi 30 anni, basti pensare che prima di Senna, in solo 40 anni ben più di 40 piloti hanno perso la vita. Addio Ayrton, addio Jules e grazie di tutto.

mercoledì 22 luglio 2015

Calcio che passione

La mia prima passione, il calcio...uno sport di squadra che fa emozionare grandi e piccini, da piccoli tutti sognano di diventare calciatori ma spesso la realtà è ben diversa, come dice Gianni solo 1 su mille c'è la fa...chi ci riesce è fortunato. Il calcio è cambiato ma una cosa non è cambiata, la voglia dei bambini a giocare a pallone ovunque, come anch'io ho fatto da piccolo, in strada con gli altri bambini del quartiere. Mi posso definire un esperto di ruoli, formazioni e giocatori ma a dir la verità in Italia lo sono tutti. Da tifoso è diverso, chi definisce il calcio inutile, non sa la passione e il cuore che si mette a tifare una squadra che ti rappresenta, che ti fa soffrire e gioire, ma prima di essere tifoso bisogna essere sportivi e portare rispetto verso una fede diversa. Lo sport in generale lo seguo comunque quasi tutto e quando sento in tv l'inno nazionale in qualunque sport sono contento. Credo che dire la mia squadra del cuore sia superfluo, se siete curiosi vedete il mio profilo. A domani..