giovedì 31 marzo 2022

I film del mese (Marzo 2022)

Alla fine ne ho visti 14 (numero personalmente mai così elevato, tra l'altro senza ricorrere a metodi non proprio legittimi) di film (come avevo già previsto) su i 34 (esclusi i documentari e cortometraggi) candidati agli Oscar 2022 (a tal proposito tengo a precisare che le recensioni dei 4 oggi presenti sono state scritte prima del 27), avevo la possibilità di vederne ancora di più (grazie a Sky e Disney) ma per scelta e per necessità (il mio "calendario" di visioni mensile era già pieno) ho preferito declinare l'occasione, che tuttavia ben presto coglierò, dato che questi (al momento) 8 film già disponibili vedrò per lo speciale cinematografico che farò a maggio. E li voglio proprio vedere, non fosse che tra questi ci sia il controverso I segni del cuore, film che come sappiamo ha vinto 3 Oscar, tra cui quello per il miglior film (o meglio quello con cui chiudere in modo mai visto prima la cerimonia) e la migliore sceneggiatura non originale, il che visto che si tratta di un remake (del già bellissimo La famiglia Belier) fa un po' ridere. Perché ribadendo che il problema non sia il film in sé (anche se per molti non è migliore dell'originale ma il contrario), è proprio che non doveva esserci (per questioni tecniche ma non solo, il film francese snobbato proprio), soprattutto se come per ruffiaggine l'Academy lo fa vincere. In tal senso decisioni strane hanno preso, nella serata che si ricorderà per molto tempo per quello che è successo che per il resto (peraltro ne Il meglio della notte degli Oscar 2022 l'episodio è stato censurato da Sky), con vincitori sparpagliati, quasi come per dare un contentino a tutti (prevedibili da un lato, anche se per i miei pronostici solo 9 su 23 ne ho azzeccati). La goccia che fa traboccare il vaso, ho fatto bene a non farne più (da quest'anno) un post apposito (non ci sono parole per descrivere il tutto), ormai ho perso fiducia in questa istituzione cinematografica, che fa come vuole lei. E tornando ai premi assegnati, perplesso e sollevato, contento per certi versi, ma comunque deluso dalle scelte fatte. C'avevo visto giusto però lo scorso mese, nel bene e nel male. E quindi contento per Dune e Crudelia, sollevato del fatto che non abbia vinto E' stata la mano di Dio (che al sopravvalutato Il potere del cane solo uno di premio), contrariato per la vittoria di Encanto e per la nessuna statuetta a Don't Look Up (il migliore dei 14 da me visti), perplesso dal resto, deluso nel complesso. Non c'è altro da dire, ovviamente vederli tutti (gli altri) è mio compito adesso, per confermare o smentire quello appena detto (propendo per la prima), ma intanto eccovi questi 18 film.

Antrum (Horror 2018) - Mettiamo subito le mani avanti, se sono qui a scrivere questa (breve) recensione vuol dire che sono sopravvissuto, alla visione di questo horror atipico nei contenuti quanto nella tecnica di narrazione: il prologo-documentario lo introduce infatti come un film maledetto girato negli anni '70 ripescato dopo decenni. La storia è ovviamente falsa, ma contribuisce a creare quel clima di suggestione attorno al quale ruota il plot dell'opera stessa (sono solo bugie quelle che la protagonista racconta al fratellino?). Pervaso da un'atmosfera sospesa, fiabesca e inquietante, fra The Witch e The Wicker Man, costellato di immagini subliminali con legami all'occultismo (tra l'altro si poggia su una buona fotografia stile anni '70 e una colonna sonora incisiva), merita una visione. Voto: 6

A proposito dei Ricardo (Biografico/Dramma 2021) - Difficile entrare in empatia con una storia così culturalmente lontana (Lucy ed io è una sit-com sconosciuta in Italia), nonostante lo sforzo di Aaron Sorkin (la cui genialità si vede solo a sprazzi) di universalizzare le rotondità psicologiche dei personaggi. Formalmente inappuntabile, con una discreta regia e una ricostruzione magistrale degli anni '50, ma non si può assolutamente soprassedere sullo tsunami di noia che inonda lo spettatore con situazioni narrative ripetitive ed elementi che non stuzzicano mai la curiosità (nonostante gli accenni al comunismo). Il cast fa il suo, inappuntabile J. K. Simmons, Nicole Kidman invece ai minimi storici, mentre bene Javier Bardem nei numeri musicali (nonostante le "differenze", tutti e tre candidati agli Oscar). Mi aspettavo meglio, peccato sia andata così: aspettavo con ansia il nuovo Sorkin dopo il più che discreto Il processo ai Chicago 7. Voto: 5,5

giovedì 24 marzo 2022

Le serie tv del mese (Marzo 2022)

Stavolta non ho perso tanto tempo per vederlo, ed in breve posso affermare che nella seconda stagione di LOL si ride. L'effetto novità è svanito ma si ride molto anche questa volta. Approdato su Prime Video in un periodo non proprio favorevole, considerando gli eventi nel mondo reale, LOL è (e rimane) senza dubbio un piacevole passatempo, grazie al quale trascorrere alcune ore in spensieratezza. Rispetto alla prima stagione, ho percepito molta più tensione, voglia di strafare e di stupire, non c'era più il piacere della novità, l'inconsapevolezza della prima stagione, ma la pressione di fare meglio di Lillo o Elio. Questo ha condizionato e condizionerà le stagioni successive, con i comici sempre più in crisi e soppressi dalla pressione di dover strafare. Nel complesso però, anche questa stagione ha momenti molto divertenti e da fare piangere dal ridere, molti comici ci regalano momenti esilaranti, e ognuno soddisfa la comicità che più ci piace, dalle imitazioni di Virginia Raffaele, ai giochi di parole di Maccio Capatonda, la spontaneità del Mago Forrest, ai personaggi iconici di Corrado Guzzanti. Se avete visto la prima stagione e vi è piaciuta, LOL 2 è assolutamente consigliato. Il cast regge bene lo show, gli episodi scorrono velocemente e i vari intoppi rendono tutto spassoso, al netto di quanto detto prima. Ecco invece il resto serialtelevisivamente parlando visto in questo mese.

La casa di carta (Parte 3) - Sì, effettivamente non serviva questa parte/stagione, che parte con un pretesto inverosimile (alquanto forzata come scelta) e che si muove sulla falsariga della precedente rapina, con un certo numero di varianti certo, ma non sempre ben messe, ma che tuttavia riesce a tenerti incollato allo schermo fino alla fine. C'è la novità della banda dei Dalì come fenomeno mediatico mondiale e idolatrati dal popolo che attaccano la Banca di Spagna, ci sono gli stessi personaggi con qualche novità, però non proprio all'altezza della precedente. La perdita di Berlino è grave e muoverlo sulla scia dei flashback per ora mi sembra uno spreco oltre ad essere superfluo. C'è poca interazione fra rapinatori ed ostaggi, che era uno dei punti di forza della prima (o prime due) stagione/i, qualche personaggio (es. Arturo) francamente abbastanza inutile e per nulla sviluppato rispetto ai suoi trascorsi. L'intreccio più che all'interno si sviluppa principalmente nelle dinamiche dentro/fuori con una new entry interessante nonché bastarda come l'ispettrice Sierra (molto buono il suo personaggio). Per cui aldilà del carattere interlocutorio di questa stagione, c'è qualche elemento che non mi quadra se confrontato con quel gioiello che si svolgeva nella Zecca di Stato. L'intrattenimento comunque è garantito e perlomeno questo mi dà il motivo per seguire la prossima, se non altro per vedere come va a finire (anche perché a questo punto si è solo a metà di questo nuovo "colpo"). Per adesso però, La casa di carta messa su dal Professore sembra stia precipitando verso il basso. Voto: 6,5
 
Cobra Kai (4a stagione) - C'è un certo dislivello qualitativo in questa quarta stagione, sempre su livelli buoni ma si nota come la serie cominci a mostrare un po' la corda (alcune scene ben fatte non mancano ma sono aumentate le scene riempitive, atte solo per fare scena, risultando pure forzate). L'idea di fondo non è male, cioè la contaminazione di due stili di lotta opposta e non conciliabile e l'inevitabile smarrimento di studenti che non sanno cosa seguire e cosa apprendere. La rigidità della disciplina espressa dal sensei di turno, diventando un dogma, impedisce un reale percorso di maturazione. Un tema buono, solo che le sottotrame non sono propriamente all'altezza e nella parte centrale la stagione gira su se stessa, senza considerare qualche personaggio secondario che subisce passaggi caratteriali molto repentini e che avrebbero meritato migliore trattamento, invece dei continui tira e molla fra i due protagonisti, stucchevoli alla lunga. Rispetto alle altre stagioni (e quindi anche alla terza), questa mostra una coralità maggiore, tuttavia se non si curano adeguatamente i personaggi, principali e non, le crepe che si notano possono diventare delle falle non indifferenti. Per ravvivare l'attenzione si ripesca dal passato, una scelta (in parte giustificata) ma non del tutto riuscita. In ogni caso, anche se molto altalenante, la stagione comunque intrattiene, ma si spera ritorni sui canoni precedenti e poi chiuda al meglio. Voto: 6,5

venerdì 18 marzo 2022

[Games] Videogiochi del periodo (Gennaio/Febbraio 2022)

Nello scegliere un titolo da giocare (nel caso in cui hai libera scelta come nel caso della tua libreria Epic piena di giochi ricevuti gratuitamente) può capitare di sbagliarsi, non sapendo con precisione cosa ti aspetti provi a giocarlo, nella maggior parte delle volte va bene (3 esempi sono qui), ma alle volte no. Sempre meglio informarsi prima, e scrupolosamente (cosa che faccio però se non ci provi non puoi sapere). Infatti ho provato a giocare a Mothergunship, uno sparatutto in prima persona mescolato con un roguelike e con un bullet hell, e mi sono arreso dopo pochissimo tempo, troppo frenetico per me, le strutture a livelli non esattamente nelle mie corde. Ho provato anche Void Bastards, un "rivoluzionario" gioco sparatutto di strategia, in prima persona di fantascienza e un videogioco roguelike, visivamente neanche malaccio, anzi, fumettistico e molto colorato, a bloccarmi ahimè la localizzazione in inglese (con nessun sottotitolo in italiano ad aiutarmi), e così non sono riuscito ad andare oltre il primo step. Ecco invece (ed appunto) i giochi di questi ultimi due mesi (40 giorni per l'esattezza) iniziati e finiti/completati.

Grim Fandango Remastered - Prima ancora d'iniziare tutto, vuoto subito il sacco: non ho mai giocato a Grim Fandango e questa è stata la prima opportunità per approcciarmici. Ne ho sempre sentito parlare in modo positivo e ho sempre avuto intenzione di giocarlo, così ho (finalmente, perché era due anni rimasto lì a prendere polvere su GOG) sfruttato l'occasione, della Remastered offerta gratuitamente tempo fa. Col senno di poi posso dire solo una cosa: non giocare Grim Fandango è un grosso sbaglio. Me ne sono innamorato dopo pochissimo ed è stata una graditissima sorpresa. Partendo dalla storia, alquanto bizzarra (impersoniamo un agente di viaggio del mondo ultraterreno, che aiuta i deceduti a fare l'ultimo grande passo) ma bellissima, malinconicamente e profondamente umana (paradossalmente), accompagnata da una buona dose di sarcasmo e da un'ironia, talvolta amara e sempre pungente, in grado di conquistare. Anche se è una Remastered abbastanza pigra (miglioramenti pochi e neanche tanto riusciti, sia tecnicamente che visivamente parlando) e che sarebbe stato gradito un sistema di suggerimenti per i nuovi giocatori per renderlo più accessibile, rimane un'ottima esperienza (siamo infatti di fronte allo stesso gioco di più di 20 anni fa, e questo è allo stesso tempo il motivo dei pregi di questa rimasterizzazione e dei suoi difetti, il gioco è difatti piuttosto anacronistico per quanto riguarda i puzzle). Personalmente, dopo alcune difficoltà iniziali il gioco è andato liscio come l'olio: mi è bastato entrare nel ritmo. E sì, da questo momento posso accodarmi anche io alla schiera di persone che hanno apprezzato Grim Fandango. Un gioco, un'incredibile avventura (grafica) dai toni noir semplicemente memorabile. Voto: 7,5

domenica 13 marzo 2022

[BirthDay] Ask me a question

Poche, semplici parole, da dire/scrivere in questo giorno (speciale) del mio trentasettesimo, anzi diciottesimo, forse meglio quindicesimo (perché sempre ragazzino resterò), compleanno. Giorno che cade, di domenica stavolta, ma nel mese sempre pazzerello, e non solo meteorologicamente parlando (tra l'altro in settimana da me ha nevicato e fa ancora freddo), di marzo. Due anni fa l'inizio del primo lockdown, l'anno scorso la situazione non migliorò poi di tanto (meno restrizioni ma tanti timori), quest'anno c'è addirittura la guerra. Nonostante ciò, festeggiare si può e si deve, dopotutto ricade una volta all'anno l'occasione di farlo, l'occasione di mangiare la tua torta, che fortunatamente tornerà ad essere classica, a tre anni dall'ultima volta, giacché due anni fa ti dovesti arrangiare con una crostata, e l'anno scorso con la torta dei sogni sì, ma poi rivelatosi quasi incubo (una botta calorica esagerata). Quindi festeggiare, in famiglia ovviamente e in particolar modo, ed anche in rete, con voi della blogosfera, ma come e in che modo? A parte offrendovi un pezzo di torta virtuale, intrattenendovi con qualcosa. E' stata infatti questa occasione in precedenza, per annunciare novità e/o cambiamenti, per proporre (addirittura) un Tag, per esporre i traguardi raggiunti o più semplicemente per parlare di me, ma quest'anno ecco proporvi il classico giochino del "Fammi una domanda", che è di casa Instagram, ma siccome da lì non posso/voglio fare, lo faccio da qui. E in tal senso ricordo a tutti, ma soprattutto a chi forse avrà dimenticato o non ha mai letto questo vecchio post, per evitare quindi fraintendimenti, della mia "disabilità fisica totale". Tuttavia nessuna domanda è preclusa, potete anche, come Moz insegna, criticarmi, cioè "cosa non vi piace di me e del mio blog?". Non siate timidi (come me) e fatevi avanti, e per quelli che domanda farà (conseguentemente risposta avrà), ringrazio anticipatamente tutti, anche solo quelli che auguri faranno. E comunque grazie d'esserci.

lunedì 7 marzo 2022

Le mie canzoni preferite (Febbraio/Marzo 2022)

Speravo, anzi credevo, che l'ultimo Sanremo, peraltro già finito da un mese, non inglobasse (almeno per questa volta, e per una volta) tutta la musica italiana dell'ultimo periodo, invece è successo proprio questo. A ciclo continuo, che qualcuna più sentire si può, alcune che invece con piacere si riascoltano (alcune anche tra quelle non giudicate positivamente), ma così facendo nessuna altra canzone italiana ha fatto seriamente capolino, trovandomi nella situazione (almeno nel mio caso) di dover inserire in questa mia lista (l'unica bimensile) delle mie canzoni preferite, solamente musica straniera e/o internazionale. Fa strano certamente, ma niente di cui lamentarsi, personalmente almeno, che tutte queste canzoni (a modo loro) fantastiche sono (la Playlist completa trovate Qui).

 
 Ogni tanto un po' di elettronica ci sta tutta.
 
 Batti le mani, muovi i piedi, e ciao ciao! Siamo giovani, siamo giovani, fottitene e balla, tra i rottami, balla!

lunedì 28 febbraio 2022

I film del mese (Febbraio 2022)

Sapete già che da quest'anno non farò più un post apposito per gli Oscar, con le mie personali considerazioni, proprio quest'anno che dei 34 film più "importanti" ne ho già visti 5, e che altri (altri 5) ho recuperato questo mese ed altri ancora (altri 4) recupererò il mese prossimo, e poi successivamente, in modalità che ancora non ho deciso, altri ancora (e tutti dalle piattaforme in cui c'è disponibilità). Perché non c'è (dato che anche ciò è stato abolito) nell'elenco della Promessa cinematografica la lista completa, ma tutti i film nominati/candidati vedere voglio, e sempre vorrò. In tal senso, di tutte le categorie dell'Oscar 2022, solo in quella dei film d'animazione posso giudicare con più criterio, dato che dei 5 ne ho visti, anche contando quelli di questo mese, quattro, e infatti, vorrei che vincesse l'Oscar I Mitchell contro le macchine, non mi dispiacerebbe se lo vincesse Luca, ma penso che alla fine (ahimè) vincerà Encanto (fuori gioco Raya e l'ultimo drago). Posso comunque, ed inoltre, pronosticare dei premi tecnici a Dune, e non tecnici a Don't Look Up, mentre anche nessuno (dell'unico) ad È stata la mano di Dio. Degli altri Crudelia con i costumi ha molte chance, Il principe cerca figlio con trucco ed acconciatura invece poche. E tra i film più nominati e papabili, ritengo sopravvalutato Il potere del cane, e io spero non venga smentito. Infine tra i migliori film internazionali, di cui prima ho nominato il film di Sorrentino, non mi dispiacerebbe che vincesse (anche se non ho visto) il giapponese Drive My Car. A proposito del cinema orientale e giapponese, proprio ieri (la rassegna era dal 14 al 27 febbraio) si è conclusa l'edizione 2022 del JFF Plus, il festival in streaming organizzato dalla Japan Film Foundation e promosso per l'Italia dall'Istituto Giapponese di Cultura. Venti film a disposizione di visione (con i sottotitoli in italiano), ma alla fine son riuscito a vederne solo due (che oggi porto), ovvero una pietra miliare ed un film d'animazione, quest'ultimo nel solco del mio viaggio all'interno di codesto cinema giapponese. Ecco quindi tutto il calderone mio cinematografico del mese.

The Grudge (Horror/Thriller 2020) - Reboot del remake (statunitense) del film di Takashi Shimizu. Certamente ha qualche momento valido dal punto di vista tensivo, grazie a Jumpscare abbastanza azzeccati, ma sembra tutto fine a sé stesso poiché la novità è ormai spenta e appare come un flebile ricordo. Bisogna dire che anche l'affastellamento narrativo non è stata una buona soluzione perché seguire linee diverse non sempre è facile, rischiando di entrare in confusione o mettere troppe parentesi tra uno snodo e l'altro. Il (notevole) cast fa la propria parte senza grandi pecche (la Andrea Riseborough se la cava più che dignitosamente), così pure la regia (del personalmente sconosciuto Nicolas Pesce) che non mostra deficienze evidenti, anche se non ha particolarità da vantare e la visione scivola via in maniera cadenzata, senza annoiare ma senza esaltare più di tanto. Non possedendo quella marcia in più che non lo condanni all'anonimato. Voto: 5+

Il giorno sbagliato (Thriller/Azione 2020) - In bilico tra "Un giorno di ordinaria follia" e "Duel", un discreto thriller ansiogeno in grado di regalare buon intrattenimento senza eccessivo impegno. Momenti tesissimi prima, inseguimenti d'azione poi e un finale che può essere prevedibile. Soggetto appunto non originalissimo, regia (positivamente scattante nelle scene d'inseguimento, veramente spettacolari, nonché in quelle più violente) e confezione tipiche da thriller americano, ma ha il suo perché e una cattiveria psicologica non consueta. Discreta la prova di un imbolsito Russell Crowe, appena sufficiente il resto del cast. Nel complesso, pur nelle sue anomalie ed esagerazioni, il film mi è piaciuto e mi ha tenuto incollato allo schermo. Nulla di eccezionale, nessun capolavoro, eppure la pellicola scorre, non molla mai e si lascia guardare. Vederlo per ricordarsi di non suonare mai il clacson agli incroci. Voto: 6

lunedì 21 febbraio 2022

Le serie tv del mese (Febbraio 2022)

E' da un po' di tempo che l'ho vista (fine dicembre), ma non c'è stata possibilità di dirlo se non adesso, che ho visto la serie documentaristica (in 8 episodi) di Prime Video sulla mia squadra del cuore, ovvero All or Nothing: Juventus (che narra le vicende della Juventus nella stagione 2020/2021, un'annata che si è rivelata piena di emozioni forti e intrecci interessanti), e mi è piaciuta parecchio (però fuori classifica finale finirà). Perché parla di calcio ma non solo. Parla anche di passione, di emozione, di mentalità, e questi sono discorsi che possono capire tutti gli essere umani, non solo quelli che amano il calcio. In questo senso quello che a me ha lasciato questa serie è infatti soprattutto il lato umano del calcio, quello che appare negli spogliatoi prima e dopo la partita, quello che si mostra durante gli allenamenti, i pranzi, le cene, le riunioni. Sono questi i momenti in cui la squadra diventa squadra, in cui l'allenatore può intervenire sulla testa dei suoi ragazzi. Perché al di là degli schemi, delle tattiche e delle marcature, conta tantissimo la testa, conta soprattutto quella. La stagione 2020/2021 della Juventus è un esempio fulgido di come un racconto possa cambiare, di come ci siano momenti chiave che fanno la differenza, nella testa e nelle gambe. All or Nothing: Juventus riesce a raccontarli, lo fa bene, e dà autorevolezza ad una vicenda che, alla fine, si rivela per quello che è: un glorioso fallimento. Ma tutto merita d'esser raccontato, e vissuto, nonostante tutto. Detto ciò, ecco le serie (vecchie, nuove e dimesse) viste in questo mese carnevalesco.

La casa di carta (Parte 2) - Nella critica de "La casa di Carta" Parte 2, bisogna continuare su quella già inoltrata con la prima parte, visto che le due parti, in effetti, non sono altro che un unico blocco. I risultati, come detto, sono di gran livello, intendiamo ritmo ed interesse. Le assurdità, ne abbiamo già parlato, fanno parte di un gioco impostato su specifiche regole. Lo spettatore che arriva alla seconda parte, oltre al fatto di essere consapevole della cosa, probabilmente avrà gradito tale sistema scarsamente verosimile (ma in soldoni, eccitante). Tokyo, Berlino e il professore sono le figure più compatte ed enigmatiche dell'impianto spagnolo, nella fattispecie funzionano alla grande. Piccole critiche, giunti a questo punto, si possono muovere circa la durata non banale delle due parti, forse qualche puntata in meno avrebbe alleggerito il disegno registico (la prima serie resta leggermente superiore, la seconda inizia a perdere giusto qualcosina, ma identica valutazione). Comunque sia, prodotto molto riuscito in fin dei conti. Tanto che, non capisco il bisogno delle ulteriori parti/stagioni, il normale e giusto finale è qui, ora sì che ho grossi dubbi sul continuare o meno (non posso aspettarmi niente di buono da ciò che verrà), ma purtroppo devo. Voto: 8
 
I Am Not Okay with This (1a stagione) - Di fatto I Am Not Okay with This condensa il racconto in sette episodi da trenta minuti ciascuno e riprende la formula di The End of the F***ing World (il regista oltretutto è lo stesso, ovvero Jonathan Entwistle, la base quasi identica, stesso autore dell'omonima graphic novel, ossia Charles Forman): la narrazione è veloce ed evita di dilungarsi inutilmente. Dai produttori di Stranger Things, non il solito show sull'amore adolescenziale. Tutto ruota attorno a Syd che ci racconta in voice over le sue sensazioni, mentre in sottofondo sentiamo le hit più ricercate degli anni Sessanta e Ottanta. In mezzo c'è una storia che strizza l'occhio al cinema di John Hughes (da Sixteen Candles a Breakfast Club) e cita Carrie - Lo sguardo di Satana nei momenti più splatter. Il risultato è una "origin story" dark e accattivante che intrattiene, diverte e non ha molti peli sulla lingua. Niente di innovativo e alternativo chiaramente, ma il pregio più grande di questa serie, di questa prima stagione (purtroppo unica stagione, la serie è stata cancellata a causa della pandemia), è che riesce a raccontare i problemi tipici adolescenziali, senza esagerazione e con molta originalità e realismo. In tutto questo, i protagonisti sono decisamente azzeccati. Sophia Lillis per prima, perfetta nell'aspetto e nell'interpretazione, tanto quanto Wyatt Oleff, che veste i panni di un ragazzo fuori dagli schemi senza mai perdere di credibilità. I personaggi secondari completano il quadro, rendendo tutti e sette gli episodi decisamente piacevoli da guardare. Peccato solo per il finale troncato a metà. Voto: 7

martedì 15 febbraio 2022

[Cinema] Registi alla prova

Mi ero ripromesso di recuperare alcuni film di un certo personale interesse, ma non c'è stato mai il tempo, che finalmente tuttavia è adesso arrivato. Nel frattempo gli stessi registi (o alcuni di essi), protagonisti oggi, giacché questo speciale cinematografico è nato dalla volontà di recuperare i film precedenti di questi film-maker, hanno diretto tanti altri dopo, anche dopo che io ho visto un loro film di pochi anni fa, ma ai fini di quello che avevo intenzione di fare importanza non ha avuto. Infatti ecco che ho recuperato il primo film o uno della loro filmografia di alcuni registi (per lo più internazionali, ma non tutti famosi ed alcuni poco conosciuti) che negli ultimi anni (tramite una particolare, riuscita o semplice pellicola) mi hanno sorpreso, deluso o semplicemente intrattenuto. Da Tomm Moore a Colin Trevorrow, da Dave Green a Brady Corbet, da André Øvredal a Ryan Coogler, da Nacho Vigalondo e Jeremy Saulnier fino a Ferzan Özpetek. Saranno riusciti a confermarsi, a confermare (nonostante per alcuni fu questa la loro prima prova dietro la macchina da presa) il loro talento? Saranno riusciti a non deludere nuovamente? Oppure saranno riusciti semplicemente a fare il loro lavoro in modo degno senza grandi risultati? Scopriamolo!

Rosso Istanbul (Dramma 2017) - Esempio di opera che compiace verosimilmente più il suo autore (ispiratosi all'omonimo suo romanzo scritto) che il pubblico, o almeno gran parte di esso. Ferzan Ozpetek autore di un cinema spesso di grande suggestione, sbaglia il film ambientato nel suo paese (e sbaglierà anche quello ambientato in Italia lo stesso anno). Rosso Istanbul (più dello sconclusionato e mal riuscito Napoli velata) è un'opera pretenziosa, criptica in modo ingiustificato che non sfrutta adeguatamente (giusto qualche veduta suggestiva) un'ambientazione che poteva costituire un plus importante (la direzione degli interpreti lascia parecchie perplessità). Per il resto, la storia ha pochi spunti interessanti e il ritmo langue. Banale. Il tentativo dell'italo/turco di fare il salto di qualità può quindi dirsi fallito, con egli che (come se non bastasse) s'impantana in una regia attorcigliata su se stessa. Arrivato alla maturità, non supera la prova d'esame. Voto: 4,5

Prossima fermata Fruitvale Station (Biografico/Dramma 2013) - Il primo lungometraggio di Ryan Coogler (colui che dirigerà il riuscito Creed e successivamente l'iconico Black Panther, sempre con Michael B. Jordan, qui protagonista, nel cast), anche sceneggiatore di questo film tratto da un fatto di cronaca dell'inizio del 2009, è opera (dannatamente) sempre attuale, è opera diretta e senza fronzoli. E' nella semplice forza della rappresentazione documentaristica del film il valore positivo dello stesso, che lungi dal santificare Oscar Grant, offre una rappresentazione umana del personaggio in cui gli errori del passato e le difficoltà presenti non lo distolgono dal tentativo di rimettersi in carreggiata. Ecco quindi che la casualità crudele del destino gioca un tiro mancino ai buoni propositi. Purtroppo l'inserimento di una scena tratta dai fatti reali piazzata proprio all'inizio del film rovina completamente il finale per chi non conoscesse la storia, e diminuisce l'impatto drammatico della stessa. Nonostante questo, tuttavia, il messaggio del film passa: belle performance da parte degli attori (soprattutto da parte del figlio d'arte Jordan e dall'onnipresente Octavia Spencer), buona fotografia, discreta realizzazione dei fatti. Nel complesso è un film che poteva essere molto meglio, ma che con un budget a dir poco irrisorio fa quello che doveva fare senza troppi drammi e scene strappalacrime. Giusto finale didascalico. Voto: 6,5

lunedì 7 febbraio 2022

Le mie canzoni preferite - Speciale Sanremo 2022

Io e il Festival di Sanremo proprio non andiamo d'accordo, anche se quest'anno, a differenza degli altri (Qui l'edizione del 2021), ho azzeccato la presenza dei nomi sul podio, anche se non nell'ordine esatto, con nei primi quattro posti i tre cantanti finiti più in alto in classifica. A proposito di classifica, quest'anno in cui tra l'altro la categoria è tornata unica, l'ordine in cui ho giudicato tramite stelline i partecipanti è in riferimento anche alle posizioni, dalla venticinquesima alla prima (i video sono quelli ufficiali). Un'edizione (la settantaduesima) che comunque più che vedere ho sentito, soffermandomi più nell'ascoltare le canzoni (più e più volte) che vedere la Kermesse nella sua totalità, e con questo spengo qualsiasi (allorché inutile) polemica. Quindi le ho ascoltate tutte, e giudicandole tutte secondo i miei personali parametri ho stilato questo elenco, notando come il livello qualitativo delle canzoni si sia ulteriormente abbassato. Alla fine ha vinto (seppur non del tutto immeritatamente) la canzone più perfetta possibile (anche visto i tempi) per questa rassegna musicale tutta italiana, e va bene così, nessun rancore da parte mia, anche se non vince mai quella che più mi piace. A tal proposito, tra quella di Arisa e Malika Ayane, preferisco (anche se al contest lanciato in questo Festival non parteciperò) la prima per essere la colonna sonora dei prossimi giochi olimpici invernali, che si disputeranno in Italia nel 2026. Dettò ciò ecco la mia classifica.

Giovanni Truppi - "Tuo padre, mia madre, Lucia" (Video)

Giusy Ferreri - "Miele" (Video)

Sangiovanni - "Farfalle" (Video)

Yuman - "Ora e qui" (Video)
 

lunedì 31 gennaio 2022

I film del mese (Gennaio 2022)

Un mese di gennaio (e d'anno) cinematografico (ricco come non mai) cominciato con una sorpresa, con uno speciale, seppur personalmente visto da occhi di solo spettatore e senza grande trasporto (la saga fantasy che amo di più è un altra, che purtroppo non ha avuto Reunion), abbastanza bello ed interessante. Una retrospettiva sulla magica storia che sta dietro alla realizzazione di una delle saghe più famose al mondo: Harry Potter. Attraverso le dichiarazioni inedite degli attori protagonisti degli otto lungometraggi come Daniel Radcliffe, Rupert Grint ed Emma Watson, dei vari registi come Chris Columbus, Alfonso Cuaròn, Mike Newell e David Yates, e di vari documenti d'archivio provenienti dai set, scopriamo questo mondo fatto di sogni, di amicizie e di problemi interiori, un viaggio tra realtà e finzione. Harry Potter 20th Anniversary: Return to Hogwarts (nato allo scopo di celebrare i vent'anni dall'uscita nelle sale del primo capitolo e disponibile alla visione su Sky nei primi di gennaio in versione originale sottotitolata e successivamente doppiata) è infatti un interessante prodotto documentaristico che fa immergere il pubblico entro il dietro le quinte della saga cinematografica mostrando in maniera interessante il lavoro dei registi nell'intendere la storia e di come abbiano affrontato i tre giovani attori la fama e la loro identità, peccato però che l'emozione è per lunghi tratti fin troppo assente anche a causa di una scena iniziale ben fatta ma priva di ciò che serviva realmente per introdurre lo spettatore entro il magico mondo della magia di Harry Potter. Al contrario di come aveva fatto (e benissimo) la Reunion di Friends, che mi aveva decisamente coinvolto di più, e non solo perché un mio must, ma nonostante questo e il resto, ci si commuove e ci sono alcune scelte piuttosto azzeccate, che fanno di questo film/documentario un bel prodotto televisivo, ma destinato soprattutto, e forse troppo, ai fan.

Love and Monsters (Commedia/Sci-fi 2020) - Un'inaspettata sorpresa. Film distopico di mostroni in superficie e umani ridotti ai bunker (praticamente una versione di "Benvenuti a Zombieland" con creature mutanti e visto che io ho amato quel film non ho potuto che apprezzare questa variante), ma con un enorme cuore in sceneggiatura che fa affezionare ai personaggi e qua e là offre squarci poetici che muovono alla commozione. Dylan O'Brien è qui al ruolo della maturità, come il suo personaggio si scrolla di dosso il passato ed entra nella sfera dei caratteri ben studiati e scritti a tutto tondo, affiancato per un po' da un Michael Rooker particolarmente simpatico. Bene gli effetti, non invadenti e ottima la tenuta del ritmo (diligente la regia di Michael Matthews). Nulla di eccezionale, ma dal punto di vista dell'intrattenimento e del divertimento compie il suo dovere, anche perché il tono è scanzonato. Nel suo genere un buon film. Voto: 6,5
 
Un altro giro (Dramma/Commedia 2020) - Lavoro coraggioso che è al tempo stesso celebrazione e condanna di uno stile di vita alcolico tutto danese (eppure assimilabile anche a tutte le latitudini), i benefici sociali di una tradizione nazionale sono messi in scena con simpatia ma non mancano i momenti di riflessione su cosa stia a monte del consumo d'alcol e sui suoi effetti che non tutti riescono a gestire. "Bevi responsabilmente", come dice un noto slogan, ben incarnato da questa dramedy che gode di chiaroscuri emozionanti e prove attoriali superlative, su tutte un Mads Mikkelsen straordinario. Gran film che affronta un tema scomodo con umanità e senza demonizzare. Un altro giro non ha però la forza di una pellicola come Il sospetto, ma il film di Thomas Vinterberg (vincitore dell'Oscar per il miglior film in lingua straniera) è brillante e piuttosto brioso, allorché decisamente migliore del precedente visto del regista, ovvero La comune. Voto: 7+

giovedì 27 gennaio 2022

Il film della Memoria: The Song of Names (2019)

In quasi tutte le scorse volte in questo importante giorno vi ho parlato di film che l'Olocausto prendeva di petto (l'anno scorso fu Resistance - La voce del silenzio), in questo caso invece esso è usato come scorciatoia per la tragedia, e prendendo a cuore l'effettivo significato di questo giorno, questo film da me scelto (ma tuttavia quasi imposto, era l'unico "disponibile" su Sky) spinge proprio sul concetto di Memoria (mai dimenticare, perché il tempo passa, ma la memoria resta, affinché non si ripeta). Il senso del titolo di questo film, tratto da un romanzo di Norman Lebrecht, nasce proprio dal bisogno (lo spettatore scoprirà in quale contesto) di fare memoria dei nomi di chi non c'è più con una variante altrettanto fondamentale nella cultura ebraica: la musica. Musica che nel film è suonata su uno strumento che ha segnato in maniera indelebile il tragico percorso del popolo ebraico, in particolare nel '900: il violino. In questo senso, il film (che si avvale dell'aiuto di due buonissimi attori quali Tim Roth e Clive Owen) ha delle belle musiche firmate dal leggendario Howard Shore, ma questo non basta per attutire le noiose note della narrazione. Di una vicenda che delude clamorosamente nelle delucidazioni conclusive, vero termometro per innalzare il lavoro di François Girard (regista de Il violino rosso che riprende spunto dalla propria ossessione verso lo strumento-oracolo) a film da ricordare oppure metterlo all'interno dell'enorme calderone di opere contro l'infamia tedesca. Soprattutto dopo un'intera rincorsa a cercare qualcuno e qualcosa, troppo scarna si rivela la spiegazione di un angoscioso addio trentennale e i due assi, nel poco spazio disponibile all'interno di un auto, non riescono a rendere giustizia alla loro fama e a quella di una pellicola che si aspetta il climax ad effetto, ma che si dovrà accontentare di un flaccido pugno e un paio di pacche sulla spalla, peccato.