mercoledì 31 agosto 2022

I film del mese (Agosto 2022)

Altri quattro grandi ed iconici film nella seconda stagione (come avvenuto nella prima, qui) della docuserie gemella dei "giocattoli", che racconta la storia e la realizzazione (di alcuni) de I film della nostra infanzia più importanti. Essa propone infatti titoli di livello assoluto, per raccontare la genesi di alcuni grandi cult del cinema. Si tratta di una stagione un po' più lineare con racconti di produzioni meno tribolate, ma sempre nel senso dell'arricchimento culturale e dell'intrattenimento. Nel dettaglio e secondo le mie preferenze cinematografiche, si parte dal discreto Pretty Woman, la commedia romantica con Richard Gere e Julia Roberts che inizialmente doveva chiamarsi "Tremila", si continua con il bellissimo Forrest Gump, film che ai Premi Oscar del 1995 ottenne ben 6 statuette a fronte di 13 nomination e che malgrado i problemi di casting e budget divenne un classico degli anni '90, si prosegue con lo straordinario Jurassic Park, il film del 1993 diretto da Steven Spielberg e tratto dal romanzo di Michael Chrichton (ottenne un successo tale da dare il via a un enorme franchise che continua ancora oggi) che sconvolse il modo di fare cinema, e si finisce con il capolavoro Ritorno al futuro, con Robert Zemeckis e Bob Gale che da anni avevano in progetto l'idea di realizzare il film, ma che sono stati più volte bloccati dagli insuccessi delle loro produzioni precedenti. Conoscevo già bene la storia di Eric Stoltz, ingaggiato per il ruolo di Marty McFly perché Michael J. Fox durante il periodo delle riprese era impegnato con il telefilm Casa Keaton e della sua successiva sostituzione in corso di riprese, ma ho scoperto tante altre curiosità, tra cui la storia legata al nome del film, che agli inizi non doveva chiamarsi Ritorno al Futuro. E insomma altro grandissimo tuffo nostalgico, ed un altro a disposizione ancora c'è, ma nel frattempo goduto al massimo. Ecco invece le proposte moderne (ma non solo).

Assassinio sul Nilo (Dramma/Giallo 2022) - Kenneth Branagh tenta di bissare il successo dell'Orient Express riadattando un altro classico della Agatha Christie già portato sullo schermo più volte, ma se nel 2017 è riuscito a vincere facile (pur restando diverse spanne sotto rispetto al cult di Sydney Lumet) grazie ad un cast all-star e ad una trama gialla fra le più belle della storia del genere, qui non si può dire altrettanto, con un intreccio molto meno appassionante e un cast, Annette Bening a parte, di volenterosi ma insipidi "sconosciuti". Inutile e pernicioso il tentativo (del Branagh regista) di umanizzare (il Branagh attore) Poirot inventandogli un passato traumatico con tanto di incidente di guerra e amore perduto, il fascino del personaggio sta proprio nel suo essere "disumano", impermeabile ai sentimenti e alle passioni terrene, che lo mette sempre al di sopra delle parti e gli permette di avere un punto di vista non inquinato sulle varie situazioni che lo circondano. Sarà pure di buon intrattenimento, ma il passo indietro è evidente (un remake decisamente inferiore all'originale). L'eccellente comparto tecnico salva (in corner) la baracca. Nel complesso, un film apprezzabile dal quale mi aspettavo molto di più. Voto: 6

Little Joe (Sci-fi/Dramma 2019) - L'idea è interessante, forse non originalissima alla base, e crea anche una certa inquietudine, ma a volte lo sviluppo che ne consegue appare un po' troppo piatto, senza grandi acuti, se si escludono quelli nella parte finale. Il ritmo narrativo non è dei più fluidi e la scelta di utilizzare musica popolare giapponese risulta piuttosto fastidiosa, influendo sulla visione. Nonostante i difetti riscontrabili, Little Joe (della regista austriaca Jessica Hausner, di cui primo film che vedo) ha del potenziale da esprimere, un discreto apporto del (buon) cast (in particolar modo quello della protagonista interpretata dalla premiata a Cannes 2019 Emily Beecham) e una sceneggiatura che sembra ispirarsi a classici del cinema fantascientifico (in particolar modo da L'invasione degli ultracorpi), cercando di portare nuova linfa in un mix tra dramma e psicologia. Non male ma forse nello stile fin troppo algido e controllato, nella scrittura fin troppo lento ed astratto, nella "risoluzione" fin troppo ambiguo, per coinvolgere e/o convincere pienamente, tuttavia meritevole di visione. Voto: 5,5

venerdì 26 agosto 2022

Le serie tv del mese (Agosto 2022)

Ho posseduto pochi giocattoli di marca da quando ero bambino, al massimo mi saranno passati tra le mani qualche mattoncino di una famosa azienda ultimamente molto in voga, proprio i LEGO sì, di cui "storia" è raccontata in una delle 4 puntate della seconda stagione (qui il mio commento alla prima) de I giocattoli della nostra infanzia (sempre reperibile su Netflix), dagli umili inizi nella campagna danese, questo produttore di mattoncini in plastica assemblabili è diventato il più grande produttore di giocattoli al mondo. Ogni puntata è nuovamente accompagnata da una voce narrante brillante, che con ironia e leggerezza detta i tempi di una narrazione, scandita da tanti filmati di repertorio, e riempita con interviste ai personaggi simbolo dei vari marchi. Facendo diventare il tutto molto interessante, tanto che si segue la "storia" dell'odiato Hello Kitty (grazie al motto "Piccolo regalo, grande sorriso" alla base della sua filosofia, il fondatore di Sanrio Shintaro Tsuji ha fatto di una gattina un fenomeno globale) senza grossi problemi. Ma ben più interessante è decisamente anche il resto, dato che si parla dei giocattoli di Star Trek (dopo anni di cattiva gestione del brand e incongruenze nei prodotti, il noto franchise di una saga fantascientifica deve affrontare il competitivo mercato dei giocattoli) e di Transformers (dal connubio tra ingegnosi giocattoli giapponesi e una storia targata Marvel Comics, Hasbro ha dato vita a una linea che ha cambiato per sempre il settore). Insomma una bella serie documentaristica nostalgica davvero ben fatta, ma ecco (in attesa dell'ultima) cos'altro ho visto questo mese.

Upload (2a stagione) - La prima stagione era costituita da una trama semplice, in grado di coinvolgere lo spettatore verso una realtà ignota, attratto da una storia dal genere fantascientifico, dove l'elemento della vita dopo la morte lo portava a spingersi fino all'ultimo episodio. Ma, in questa seconda stagione, composta da solo sette episodi, realizzati in epoca Covid, le trame creano abbastanza confusione, dovuta anche alla quantità delle storie che vengono raccontate, tralasciando quelle di alcuni personaggi, concentrandosi su altri, ma non su tutti. Azzardando una linea narrativa che si basa sull'uso della tecnologia, già fortemente utilizzata nella società odierna. Forte del successo della prima stagione, gli sceneggiatori di Upload hanno cercato di aggiungere ulteriori sviluppi ad una appassionante trama, ma finendo con il perdere quel che si voleva raccontare, ovvero il mondo di Lakeview e dei suoi abitanti, arrivando frettolosamente a un finale di stagione confuso (ha l'ambizione di puntare più in alto, ma non ha la forza e il tempo per farlo). Forse, sarebbe stato meglio non aggiungere ulteriore carne al fuoco, concentrandosi prevalentemente sull'evoluzione di alcuni personaggi, che, purtroppo finiscono con l'apparire fugacemente. Ovviamente non mancano intuizioni degne di nota (ancora figlie dell'eredità di Black Mirror), per il resto, questa seconda parte di Upload ha troppo il sapore di una stagione di passaggio per rimanere impressa come lo faceva la precedente, risultando così meno accattivante e meno fresca, e risolvendosi troppo frettolosamente sul finale (ovviamente monco). Voto: 6,5

The Book of Boba Fett (1a stagione) - Difficile valutare The Book of Boba Fett nella sua interezza, perché si presenta come una giustapposizione di parti, alcune decisamente mediocri, altre notevoli. Di fatto, si tratta di un filler, che ha l'onere di riempire un vuoto, fungere da ponte per la prossima stagione di The Mandalorian e arricchire la mitologia di Star Wars. Arrivare al punto in cui la serie trova la sua ragion d'essere è faticoso, non lo nego, soprattutto perché non riesce a distribuire con coerenza la materia narrativa e, nei primi quattro episodi, c'è chi non sembra sapere cosa stia effettivamente facendo sul set. Ma quando funziona, lo fa con una consapevolezza rara che lo rende un prodotto interessante per diverse ragioni, tra cui la riflessione sulla crossmedialità, la serialità e la "cultura convergente". Ma al di là di questo, la cosa importante è che a un certo punto riesce a coinvolgere emotivamente come faceva The Mandalorian, anche se solo in parte. Dunque, permettetemi di dare una sorta di 6 politico, perché dare un voto a questo strano oggetto sbilenco è complesso e forse nemmeno corretto. Difatti e in conclusione, la serie nel suo insieme non ha convinto del tutto. Ci sono stati alcuni momenti eccellenti che la salvano, facendole guadagnare la sufficienza. Per il resto, si sperava in una maggiore compattezza e una caratterizzazione più efficace di alcuni personaggi. Voto: 6

sabato 20 agosto 2022

[Cinema] Horror Fest 2022

Non sapendo quale speciale cinematografico proporre, giacché e paradossalmente come successo in occasione dello speciale sugli Oscar 2022 doveva esserci inizialmente un omaggio in occasione del compleanno di un regista famoso, in questo caso Tim Burton che compirà 64 anni il 25, ma siccome introvabile è il suo film d'esordio (infatti mai visto), ovvero Pee-wee's Big Adventure (però lo festeggerò comunque a fine mese con la visione di un suo film), ho rispolverato un mio vecchio (due anni fa la prima ed unica edizione) pallino, da amante del genere horror ho difatti organizzato la mia seconda piccola festicciola a tema. Per fare ciò tuttavia, e per avere più scelta (ecco fantasmi, entità demoniache, mostri umani e non umani, zombie e pneumatici cinetici), ho dato fondo ad un po' di liste. Da quella esclusivamente del genere horror a quella dei recuperi, da quella delle prime occasioni (praticamente la seconda tranche dello speciale di febbraio Registi alla prova) fino a quella delle curiosità. Ed ecco cosa mi è "toccato" vedere, in alcuni me ne sono pentito, ma mi sono comunque divertito, nel bene e nel male.

The Pact (Horror/Thriller 2012) - Nicholas McCarthy il talentaccio c'è l'ha e la sua opera prima (da un suo precedente cortometraggio) può dirsi un lusinghiero biglietto da visita (vedremo successivamente con Oltre il male, Holidays nel segmento "Easter" e The Prodigy - Il figlio del male, anche meglio e/o peggio esprimerlo), seppur il tentativo lodevole del regista statunitense di divincolarsi dalla classicità e dai cliché, riesce a metà. The Pact sarebbe potuto essere davvero un film avvincente e invece il suo potenziale non viene sfruttato al meglio, infatti nella sceneggiatura sono presenti dei buchi enormi che destabilizzano e confondono lo spettatore, quando invece dando maggiori spiegazioni sarebbe potuto essere un esperimento importante, un misto tra ghost story, dramma famigliare e follia reale. Il risultato è sufficiente, piacevole e basato su buone idee. Nonostante il basso budget a disposizione e attori non proprio di livello (ma Caity Loitz è sempre un piacere da vedere, al contrario di Casper Van Dien) si riesce a creare, tuttavia, un bel filmetto che intrattiene bene e che riserva qualche discreta sorpresa. I dubbi su alcuni passaggi rimangono e resta il rimpianto per un'occasione sprecata, detto ciò questo The Pact è un horror discreto, senza infamia ne lode, ma godibile. Voto: 6

Pontypool - Zitto... o muori (Horror/Thriller 2008) - Un'idea di partenza niente male, una confezione solida ed efficiente, un discreto protagonista. Si seguono le tre unità aristoteliche (un giorno in una stazione radio) e si punta piuttosto in alto: le premesse per un piccolo cult in effetti c'erano tutte, eppure la tensione si mantiene sempre su livelli piuttosto bassi e le idee a tratti sembrano latitare. Non che il film non funzioni: sia la trama che il modo in cui essa è narrata incuriosiscono e rifuggono abilmente il déjà-vu, ma se si cercano emozioni vere conviene cercare altrove. Insomma non perfetto, a causa della staticità di alcuni passaggi, ma davvero originale per quanto riguarda il nocciolo ideologico: il contagio attraverso la parola. Se la prima parte risulta efficace perché l'orrore è solo suggerito (e fa giustizia degli zombie-movie iperrealistici sino al ridicolo), la seconda, pur non ben definita concettualmente, ha il pregio di introdurre un tema inusitato per il genere: il contagio linguistico. Il punto di forza, però, è l'interpretazione di Stephen McHattie, una grande presenza mai sopra le righe. Tuttavia la sensazione di incompiutezza resta. La regia (ad opera di Bruce McDonald) è buona ma non basta (con Piccoli demoni farà un pelino meglio), la sceneggiatura zoppicante alla fine prevale è resta la sensazione di aver assistito ad un film che poteva essere molto meglio, peccato (finale deludente e ambiguo). Voto: 5,5

mercoledì 10 agosto 2022

Le mie canzoni preferite del mese di Agosto: Speciale Tormentoni Estate 2022

Quest'anno mi toccava, almeno così mi sentivo di fare, ed ecco perciò, con mio sommo (dis)piacere, il mio speciale musicale sui tormentoni di questa rovente estate. Come sapete non che li ami particolarmente, anzi, ma quest'anno così tanti che non potevo non cogliere l'occasione di parlarne/scriverne male. Perché sì, sono più quelli brutti che quelli belli, in una classifica che va dal peggiore al "si fa per dire" migliore tormentone dell'estate 2022. In tal senso, in considerazione ho preso quelle canzoni (italiane) nate proprio come tormentone e non quelle trovatesi in mezzo, che tali non ho reputato. Canzoni tipo Nostalgia di Blanco, No Stress di Marco Mengoni, Piove in discoteca di Tommaso Paradiso, Diva de La Rappresentante di Lista e Disco di Ditonellapiaga, che potrebbero comunque e chissà "tornare" a Settembre. In ogni caso eccovi 19 tormentoni, un numero mica male, tra motivetti trash, in parte orecchiabili e solamente passabili (Playlist Qui).


CATEGORIA TRASH: I PEGGIO TORMENTONI

Un gran bel cambiamento e tocco di originalità da Loca a Toca...stessa "cavolata" per essere gentile...

Non si può vedere e non si può sentire...

Come stravolgere malamente un classico della musica italiana...

martedì 2 agosto 2022

Notte Horror 2022: Body Bags - Corpi estranei (1993)

L'appuntamento fisso dell'estate cinematografica bloggheristica a cui non potevo anche quest'anno mancare, ed alla mia settima partecipazione consecutiva alla Notte Horror (nella scorsa edizione mi superai proprio, vidi infatti l'orrido in tutti i sensi Creepozoids) eccomi al cospetto di un simpatico, disimpegnato e divertente horror/comedy. Un film leggermente trash ed in parte tuttavia cult, ma certamente perfetto per l'occasione. Un prodotto artigianale leggero e scorrevole, di poche pretese, apprezzabile per come riesce a miscelare sangue e risate con semplicità e disinvoltura, e fatto sicuramente con tanto amore e creatività. E' Body Bags - Corpi estranei, film horror ad episodi diretto nel 1993 ed al 75% da John Carpenter, indiscusso Maestro del genere, di cui filmografia sempre più spesso nell'ultimo anno e in quelli precedenti ho visionato e revisionato (e continuerò, intanto ecco Qui). Ebbene, prima non la conoscevo, ma per me questa pellicola è già la più esilarante del caro vecchio John, un film composto da tre episodi, presentati da uno zombi molto somigliante (è lui o non è lui? certo che è lui) al nostro caro regista che prende le veci dello zio Tibia, sempre presente nei nostri cuori (basta che non ce li strappa). Altra cosa fantastica è la partecipazione attoriale, e non, di altri grandi nomi quali Wes Craven o Sam Raimi (piccoli cameo, niente di che), un lavoro divertente tra colleghi insomma. Amici, colleghi e maestri nel loro genere, John Carpenter e Tobe Hooper firmano quindi (con Larry Sulkis in incognito) questo horror a episodi in modo convenzionale e spensierato.

sabato 30 luglio 2022

I film del mese (Luglio 2022)

Nel momento più intenso, a parte quello finale con le classifiche generali annuali, bloggeristicamente parlando dell'anno, mi è accaduto un guaio (come accennato venerdì scorso), ancora e sfortunatamente non risolto, ma in fase di risoluzione (spero definitivamente entro lunedì). Una situazione che tuttavia, non solo mi ha permesso di esserci oggi ad esporvi il classico listone cinematografico mensile (il rischio che lo spostassi c'è stato), ma che mi permetterà di tornare attivo (su tutte le sedi) già da adesso, tant'è che tra oggi e domani riuscirò finalmente a rispondere a tutti i vostri commenti rimasti senza risposta, ed a girare tra i blog "amici" e seguiti (da cui manco da parecchi giorni). Un bel problema, tra post programmati e da programmare, se dicevo intenso era perché molti concentrati in poco tempo. A cominciare proprio da quello di venerdì scorso, per il settimo anno del blog (Qui), continuando con quello relativo al Geekoni di martedì passato (Qui), e questo di oggi, ma non finisce qui, ecco che martedì sarà il mio turno della Notte Horror, quindi insomma parecchia roba. Non bastasse che molte cose interessanti accadranno ad Agosto (prima di Ferragosto il post sui tormentoni musicali, dopo la seconda edizione della mia personale Horror Fest), ma alla fine eccomi, pronto, anche alla visione della quarta stagione di Stranger Things (nella lista delle serie di Agosto) ed a Spider-Man: No Way Home (nella lista dei film). Perché certamente, e nonostante tutto, di cose da fare e da vedere c'è e ci sarà sempre, accada quel che accada per esempio al blog, sempre a rischio di ridimensionamento.

No Time to Die (Azione/Thriller 2021) - Nonostante il prologo di grande bellezza tra i ghiacci norvegesi e i sassi di Matera, l'ultimo film del ciclo Daniel Craig come agente 007/James Bond (il penultimo fu Spectre nel 2015) rischia di deludere: le new entry non sono tutte azzeccate, i riferimenti ai capitoli precedenti troppi insistiti, il colpo di scena piazzato a metà risulta telefonatissimo, il super-cattivo ha motivazioni banali e comportamenti incongruenti. Sarebbero difetti difficili da perdonare non ci fosse quella manciata di minuti nell'epilogo: l'addio al personaggio/attore che, tra alti e bassi, conosciamo da 15 anni mira a suscitare la nostra commozione e riesce nell'intento (buona almeno la colonna sonora e la canzone a tema). Fumettosamente passabile però questo film, che indubbiamente è il peggiore della serie, una serie che a proposito spero riparti meglio di quanto le premesse facciano sperare, perché ora 007 sarà…Lashana Lynch. Chi?? Appunto. Per dire, la Ana de Armas, fighissima agente segreto a Cuba, ruba la scena a tutte ed è la vera Bond-girl di questo film. Un film lungo, arzigogolato e sbiadito. Voto: 5,5

Il capo perfetto (Dramma/Commedia 2021) - Ipocrisia e complotti machiavellici per una graffiante satira sul lato oscuro dell'imprenditoria (l'ambizione di un titolare di una fabbrica di bilance, dove mantenere l'equilibrio non è solo una metafora), con un eccellente Javier Bardem (meglio che nelle sue ultime uscite) nei panni del capo "paterno" che, nei momenti di difficoltà, non si lascia piegare dagli scrupoli (imperdibili certe sue espressioni serafiche sfoggiate nei momenti più critici o imbarazzanti). Fernando León de Aranoa, il regista di Escobar - Il fascino del male, alterna impietosamente gag tragicomiche e climax ansiogeni di esilarante banalità, costruendo un villain tanto odioso da rendersi diabolicamente simpatico. Anche se lo script non è sempre il massimo della precisione, qualche "ritocchino" ad hoc lo riequilibra con successo. I toni sono per lo più quelli della commedia, il ritmo scandito dal decorrere dei giorni della settimana e il sorriso fa spesso capolino. Poi subentra l'aspetto del dramma ma il film rimane molto godibile, ancorché asciutto e ha il pregio di adottare un paio di soluzioni narrative che possono sorprendere. Un film pungente, che diverte con intelligenza grazie a una sceneggiatura ricca di dialoghi scritti in punta di penna, davvero riuscito. Voto: 6,5

martedì 26 luglio 2022

Geekoni Film Festival: Nightmare - Dal profondo della notte (1984)

Ho preso (nuovamente) di petto la situazione, quindi indicato una data, indirizzato la via e preparato personalmente il Banner (non propriamente in tema ma ugualmente efficace), e grazie alla collaborazione della "compagnia" siamo riusciti anche quest'anno (la quarta negli ultimi cinque anni) ad organizzare questa speciale rassegna cinematografica a tema ragazzi, per l'appunto il Geekoni Film Festival, che rifacendosi al famoso Giffoni (in corso in questi giorni) dà l'occasione a "noi ragazzi" della Geek League (la cricca di blogger Nerd) di parlare/recensire un film a scelta, ma rigorosamente dal target adolescenziale. In questo senso non stupisca che io abbia, seppur inusualmente, scelto un horror, perché sono un gruppo di adolescenti nel film a dover affrontare uno dei più famosi serial killer del genere, distruttore di sogni e mistificatore di incubi, quando vorresti vedere in sogno Paprika (la straordinaria protagonista del bellissimo film d'animazione giapponese) e ti ritrovi un uomo con la faccia bruciacchiata che ti vuole "solamente" uccidere, trasformando quell'incubo di morte nella vivida realtà. Dopo Labyrinth, Un maggiolino tutto matto e The Rocketeer (esattamente lo scorso anno), ecco infatti Nightmare - Dal profondo della notte (A Nightmare on Elm Street), un film che, pur presentando qualche difetto, è certamente un affascinante cult che ogni fan del genere horror deve vedere, è quasi sicuramente il miglior film di Wes Craven, quello più originale e meglio costruito e con qualche sequenza davvero terrificante che resta nella memoria, l'atmosfera è resa perfettamente inquietante e ci sono almeno un paio di spaventi autentici, è un lavoro/prodotto che ha fatto scuola, nel 2021 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti in quanto "culturalmente storico e significativo". Un film più volte nominato, citato, che durante il mio lungo e recente viaggio (proprio Qui) nella filmografia del regista statunitense, che ricordiamo è venuto a mancare nel 2015, ho spesso indicato, menzionato, ricordato.

venerdì 22 luglio 2022

Happy Seven Birthday My Blog!

E' come l'anno scorso, è come l'anno prima, in queste occasioni (come nel caso del compleanno del blog) non so mai cosa scrivere. Come quando, ti cantano la canzoncina davanti alla torta e tu imbarazzato, non sai che dire, che fare e come comportarti. In questo caso specifico poi, puoi solo scrivere di questo tuo spazio al massimo snocciolando dei numeri, raccontandone l'andamento, sviscerare i possibili cambiamenti, e quindi questo farò, come sempre dopotutto. Ma innanzitutto devo assolutamente ringraziare, ancora e nuovamente, tutti quelli che mi seguono, leggono e commentano, grazie mille. Come sapete, dallo scorso anno, qualcosa è cambiato, con post unicamente settimanali, e a parte che i numeri sono rimasti invariati, è indubbio che io abbia trovato finalmente la giusta "dimensione", quella definitiva, anche se non so quanto potrà durare, non tanto per questioni tecniche, quanto di necessità, ovvero se ha senso continuare o se ancora voglia ho ed avrò in futuro, giacché in molte occasioni quest'anno ho pensato seriamente e definitivamente (al contrario di altre volte) di chiudere tutto, sarà stata la crisi del settimo anno o no (ho avuto qualche problemino e non sempre ho energie da utilizzare in questo modo), ma potrebbe succedere in qualsiasi momento, siamo tutti nelle mani del destino (o forse di qualcun altro, che è lassù). Si vedrà, intanto sul versante specificamente del blog, già anticipato sulla soppressione di alcuni post specifici, quello legato agli Oscar o alle "Bellezze", ma probabilmente anche altri lo saranno, quello sulle maestranze (attori, script, suoni ed effetti) cinematografiche e serialtelevisive di fine anno per esempio, una cosa è certa è che ci sarà l'inclusione nei listoni dei film mensili dei film della memoria e di Halloween da adesso in poi. Infine per quanto riguarda il restyling, di cui c'è sempre bisogno, ho sistemato alcune incongruenze logistiche da tempo in attesa, soprattutto la lista dei film annuali e di tutti film è finalmente omogenea, ovvero tolte le distinzioni, e quindi tutti sono stati inseriti nel modo corretto. Ho cominciato anche ad aggiustare anche alcuni post un po' sfasati e necessitari di manutenzione, però ancora c'è tanto da fare, ma pian piano finirò. Questo è tutto, grazie dell'attenzione, a presto.

Aggiornamento ore 12, ATTENZIONE: Per causa di forza maggiore e personale volontà, interrompo ogni attività dai social, nessuna risposta ai commenti, niente giri tra i blog, saranno tuttavia programmati e pubblicati i post già definiti. Tornerò attivo quando mi sarà possibile.

Aggiornamento 30 Luglio 2022: Con questo unico messaggio e/o risposta vorrei semplicemente ringraziare chi mi ha augurato in quest'occasione buon bloggeranno, chi si è preoccupato e cercato di tirarmi su, decisamente è servito, grazie mille. Per quanto riguarda il resto, un po' di pazienza, pian piano ogni cosa sarà rimessa a moto, grazie dell'attenzione e a presto.

venerdì 15 luglio 2022

Le serie tv del mese (Luglio 2022)

Presto detto presto fatto, avevo accennato all'intenzione di recuperare oltre alle tre stagioni dello spin-off  sui film della nostra infanzia (ancora da completare) anche quello "originale" su I giocattoli (della nostra infanzia), e così ho fatto, vista la prima stagione delle tre complessive (sempre su Netflix) sulla storia di importanti linee di giocattoli. Giocattoli che, paradossalmente, non ho mai avuto l'onore, l'onere di ricevere e/o avere, ma questo non mi ha impedito di apprezzare questa docuserie incentrata appunto sulle tecniche di marketing e i processi creativi che hanno portato alla creazione di alcuni dei più famosi giocattoli del mondo. Un documentario a puntate in cui le menti che hanno ideato i giocattoli più famosi della storia parlano dell'ascesa, e a volte della caduta, delle loro creazioni da miliardi di dollari. Perché di certo non potevo mica possedere una Barbie, nel caso specifico traendo ispirazione da un'audace bambola tedesca, il cofondatore di Mattel rivoluziona per sempre l'industria dei giocattoli destinati alle bambine, ma potevo forse possedere un giocattolo della linea di G.I. Joe (un gruppo di esperti di marketing, a cui si deve anche la creazione del termine "action figure" più di 50 anni fa, inventa un nuovo tipo di bambola per i maschietti), di He-Man (i creatori che hanno ridato lustro a una linea di action figure in crisi discutono dell'epica ascesa e della caduta del loro impero miliardario), ma soprattutto Star Wars (una piccola azienda di giocattoli di Cincinnati ottiene i diritti per il progetto più grande che abbia mai gestito, dando vita al franchise più redditizio della storia), però non è successo. Poco male, presumo di aver risparmiato tantissimi soldi, e continuerò probabilmente a risparmiare. Ma ecco le altre cose, le serie viste questo mese.

The Haunting (2a stagione) - Tutta un'altra cosa rispetto al precedente Hill House, ne rimangono solamente il cast (valido, e in alcuni anche casi riciclato, in stile AHS) e le qualità tecniche in specie per fotografia e scenografie di cui nulla di male si può dire. L'orrore fa capolino in qualche sequenza riuscita, ma a farla da padrona sono il melodramma e i rapporti umani filtrati dal sentimento amoroso (che travalica tempo, spazio e morte). Il risultato è una serie poco a fuoco rispetto alle premesse. L'ambientazione e i personaggi principali sono quelli, ma il resto è da far cadere le braccia. A partire dalla mancanza di una qualsiasi forma di tensione che sia degna di chiamarsi tale, passando attraverso lungaggini del tutto inutili (addirittura interi episodi) che appesantiscono il racconto in modo insostenibile. Buone le caratterizzazioni dei personaggi e buona la confezione, ma a certi livelli è il minimo sindacale. Dopo i primi episodi che lasciano intendere grandi cose Bly Manor conosce una brutta caduta nella sua parte centrale cadendo in banalità varie e risultando un po' troppo prevedibile in alcuni passaggi. Si salva fortunatamente con un finale abbastanza convincente nella sua malinconia. Non inguardabile ma con parecchi difetti. Voto: 6-

The Last Dance (1a stagione) - Il mito di Michael Jordan e di una squadra forse irripetibile in uno dei documentari meglio narrati e confezionati che mi sia mai capitato di vedere. Con molti aneddoti del periodo mai detti (ad esempio tutta la storia del contratto di Pippen, della quale non ero a conoscenza) e tanti momenti di forte emozione sportiva e non (il rapporto tra Jordan ed il padre scomparso tragicamente). Quella di Michael Jordan e dei suoi Chicago Bulls è una eccezionale storia di sport, che questa docuserie racconta come meglio non si può. Non sono un appassionato di basket, conosco Michael Jordan di nome (e di fatto grazie al cinema), ma questa serie mi ha appassionato ed emozionato. La sapiente mano ESPN si vede tutta nella miriade di filmati, con parecchio inedito, con cui si ripercorrono tutte le tappe del glorioso periodo 1984 - 1998: accanto a Jordan, di cui non vengono taciuti gli aspetti caratteriali più duri, trovano così spazio anche molti suoi compagni, allenatori e avversari. Notevoli i capitoli riservati ad alcuni di questi. Ma che il racconto passi dal collettivo o dal singolo, è stupefacente l'impresa di un giovanissimo MJ che già da ragazzo prevedeva grandi annate per sé e la propria squadra. MJ è stato e forse resterà la più luminosa stella NBA, capace di anticipare la mediaticità dei futuri social con una capacità unica di attrarre spettatori. Piacevole l'espediente del flashback alternato. Una serie "evento" interessante e sviluppata con stile, peccato che in qualche momento si scada nell'agiografia, ma nel complesso (difetti ci sono) una docuserie con i fiocchi. Voto: 8

venerdì 8 luglio 2022

Le mie canzoni preferite (Luglio 2022)

Si vedrà nel prossimo mese/post la classifica dei migliori e peggiori tormentoni estivi di quest'anno, ovviamente secondo il mio modesto parere/orecchio, ma nel frattempo ecco quelle che, a cavallo del post sull'ultimo Eurovision, hanno sferzato le mie accaldate giornate. In questo senso, e poiché c'è stato un intermezzo abbastanza importante da Maggio, anche due mesi hanno le canzoni che propongo, ma non penso sia un problema e presumibilmente mai lo sarà, però è sempre meglio precisare, e per quanto riguarda il caldo, la freschezza di questi brani giovamento un po' ha dato fortunatamente. Sfortunatamente il caldo rimane, e sperando che finalmente piova, ascoltare la mia Playlist (anche da Youtube) sicuramente non male fa, buon ascolto.


Di questi tempi servono canzoni brillanti, fresche e leggere come questa, una canzone decisamente estiva, ma in senso buono.

A distanza di 7 mesi è tornato, uno degli artisti italiani del momento, con un brano decisamente riuscito.

giovedì 30 giugno 2022

I film del mese (Giugno 2022)

Dai cortometraggi ai documentari il passo è breve, e se questi di Cinema parlano/descrivono, "manco la bocca devi aprire". Ho infatti atteso di avere Netflix e dell'occasione per vedere la docuserie I film della nostra infanzia, spin off della serie I giocattoli della nostra infanzia (che anch'esso forse recupererò), ed è stato un gran divertimento. Certo, ho visto delle 3 solo la prima di stagione, ovvero delle 16 puntate solo quattro, ma sicuramente non mi perderò le altre, non mi perderò le storie dietro alcuni dei film che hanno influenzato intere generazioni, comprese le interviste con gli attori, i registi e gli addetti ai lavori che si sono impegnati nella realizzazione di questi classici. Eppure l'inizio non è stato dei più eccezionali, difatti si comincia con Dirty Dancing - Balli proibiti, che, qui lo dico e qui lo nego, non ho mai sopportato, ma i retroscena davvero interessanti, alla fine più del film penso d'aver più apprezzato tutto quello che nel documentario (durata variabile 50 minuti) viene svelato. Fortunatamente dal secondo si comincia a ragionare, ecco infatti Mamma, ho perso l'aereo, che nonostante alcuni retroscena già sapevo e/o conoscevo ho apprezzato moltissimo. Sapevo quasi tutto invece del terzo, di Ghostbusters - Acchiappafantasmi, ma anche più del secondo ho ammirato il tutto, perché i Ghostbusters sono i Ghostbusters. Ultimo, un gran bel botto, quelli tantissimi che c'erano in Trappola di cristallo, uno degli action più belli di sempre. A tal proposito, grazie al nostro Cassidy di quartiere (conoscete tutti il blog La Bara Volante vero?) che di cinema se ne intende, alcune chicche erano già state svelate (ed anni addietro), ma tra sorprese che non sapevo ed espedienti che non conoscevo, un piacevole e godibilissimo intrattenimento. Come quello che ahimè solo in pochi hanno offerto i lungometraggi visti in questo mese, nessuno diventerà un classico (a parte uno che già lo è), ma almeno alcuni di certo vedibili sono, scoprite quali.

Lady Macbeth (Dramma 2016) - L'origine shakespeariana mutuata dal romanzo breve di Nikolaj Leskov rendono questa Lady Macbeth un oggetto particolare, lo rendono un film strano ed affascinante. Una protagonista eccellente (una già brava e fulgida Florence Pugh, che da qui migliora progressivamente) per un film che convince non tanto per la trama quanto per le atmosfere e il gusto ricercato delle inquadrature oltre che per la tensione che permea progressivamente la vicenda. Una vicenda dai tratti gelidi sullo sfondo di una campagna spoglia e isolata dal mondo, scenario perfetto per un dramma che sale lentamente fino all'exploit finale. Un'impostazione molto teatrale ma certamente efficace nel trasmettere un senso di crudeltà ai limiti del gratuito. Il risultato è un film intrigante ma che non avvince del tutto. Tragica ma priva di pathos nel senso più classico, la pellicola dell'esordiente William Oldroyd, interessa e convince, però solo a metà. Voto: 6

Youtopia (Dramma 2018) - Delicato nelle premesse, angosciante nello sviluppo, troppa iella, però, sembra disorientare e il finale non giunge molto catartico. Occasione non del tutto persa ma sostanzialmente mancata di scandagliare con giusto coraggio e volontà una virtualità nella quale le carte della disumanità, dell'anomia e di una nuova idealità di socializzazione si mescolano con più complessità di quanto si vorrebbe credere (la vera "profonda rete" su cui indagare). Berardo Carboni e i suoi invece passano per troppe scorciatoie di scrittura, asciugando dove sarebbe stato utile soffermarsi e viceversa. Non è da bocciare ma nemmeno da elogiare tanto, diciamo che si può guardare e alla fine non c'è rimpianto però ci sono recitazioni scadenti dove si salva solo la ragazzina, e che ragazzina, Matilda De Angelis, non più una brava esordiente di belle speranze, ma sempre più una conferma che dimostra tutta la sua maturità di attrice. Voto: 5,5