sabato 3 dicembre 2016

Quo vado? (2016)

Quando ho saputo che Sky avrebbe mandato in onda questo film, cioè Quo vado?, mi sono già messo a ridere ancor prima di vederlo (pochi giorni fa) perché già sapevo che mi avrebbe fatto ridere, e infatti a termine visione ero strafelice di averlo visto. Difatti ho riso molto (riso proprio, non 'sorriso'), e questo mi sembra già un gran risultato, specie per un film italiano. Questa è la forza di questo e dei personaggi creati da Luca Medici, in arte Checco Zalone, al suo quarto film da protagonista, dopo Cado dalle nubiChe bella giornata e Sole a catinelle, ridere a crepapelle. Quattro film compreso questo diretti sempre da Gennaro Nunziante, che con Zalone formano un duo straordinario, poiché ripetersi non è mai facile, e invece per la quarta volta consecutiva superano loro stessi, in termini di spettatori e di incasso al box-office. Certo, un film non dovrebbe confrontarsi con i risultati, ma questa dissacrante commedia, nuova e fresca, funziona perché genuina e vera, spontanea, distante anni luce dalle classiche commedie italiane tutte identiche nell'effetto (pieno di gag già viste) e nel soggetto ormai inflazionato di fare battute mediamente volgari per fare scena. In "Quo Vado?" (2016) la ricetta di questo successo si evidenzia dall'obiettivo che si prefigge, quello di riuscire ad abbracciare un pubblico ampissimo e, soprattutto, di tutte le classi sociali. Il racconto di Nunziante-Zalone infatti è realistico e contemporaneo. E proprio per questo è un film che non necessita di particolari strumenti culturali per poter essere apprezzato, e infatti la cosa che subito si nota è che la linea comica del film si mantiene pressoché ininterrotta per 100 minuti, dove praticamente si ride di continuo, cosa che personalmente, è accaduta solo nel precedente capitolo filmico. Lui infatti mi diverte da morire con le sue uscite politicamente scorrette, e l'unica cosa che mi sentirei di obiettargli, su questo film, è che ci ha messo dentro contenuti 'buonisti' che sanno di 'voglio far contenti tutti' di cui non sentivo personalmente la mancanza. Comunque su questo sfondo di ilarità tutt'altro che volgare è tuttavia obbligatorio segnalare la pochezza narrativa della trama, in effetti poco consistente e di una semplicità estrema, quasi forzata in certi punti. Pur tuttavia il film riesce a toccare le corde giuste, esalta e demonizza alcuni stereotipi (italiani e non solo), ma non se ne distacca mai totalmente, e anzi a volte suscita un certo sentimento patriottico (esilarante è la scena in cui sradica letteralmente l'insegna "ristorante italiano" di un ristoratore norvegese, al grido di "Vichingo!"). In più alcune gag sono davvero spassose. Nel complesso perciò Zalone non delude le aspettative, perché la sua è la commedia italiana più divertente se non degli ultimi anni, di questo almeno lo è sicuramente.
Quo vado? è infatti una commedia con la C maiuscola, veloce e diretta con brio, ricca di momenti divertenti e senza mai un attimo di stasi. Oltretutto sa esser leggera ma non stupida, sa usare la tenerezza senza la melensaggine. Zalone, sempre più bravo, difatti regge bene il film sulle sue spalle e non è indegno dei grandi comici italiani del passato. E anche se quando vuol fare satira scade un po' nel qualunquismo non importa, poiché nonostante tutto il film ha molti pregi, tra cui quello di riportare in auge la commedia italiana. Ritengo però che il vero e importante merito di questo film sia quello di offrire una seconda chiave di lettura, un substrato magari meno immediato, meno superficiale in un certo senso, ma altrettanto "potente", ovvero (da una parte) la stupidità e la cupidigia della vecchia classe dirigente e soprattutto  di una grossa (ahimè!) fetta della popolazione italiana, che si condensa nello stereotipo dell'italiano medio, reo di averne favorito e foraggiato l'ascesa con i suoi comportamenti controversi, dall'altra, però, la bellezza di abbandonarsi senza pregiudizi a nuove esperienza e nuove culture, alla condivisione e all'aiuto del prossimo, perché, come diceva qualcuno, la felicità è reale solo se condivisa. Infatti la sceneggiatura, pur non essendo originale, è intrigante e stimola continuamente lo spettatore sui lenti, ma inesorabili ed inevitabili, cambiamenti della nostra cultura, delle nostre relazioni umane, degli stili di vita, delle priorità morali ed etiche, del senso civico e civile di un popolo, insomma, di temi molto importanti e basilari del vivere quotidiano e del vivere rispettando il prossimo e il diverso da noi. La storia infatti narra di un uomo che ha realizzato il suo sogno di bambino, il posto fisso presso una pubblica amministrazione. Difatti il posto fisso da adulto gli garantisce tutti i privilegi possibili e immaginabili, e lo rendono l'uomo più invidiato del suo paese, sia dalle belle donne che vorrebbero sposarlo, che dagli uomini che ne vorrebbero prendere il posto. Accade però che le nuove riforme sul lavoro volute dal Governo Nazionale, mettono a rischio tutti i privilegi acquisiti e goduti dal protagonista in quindici anni di onorato servizio. E' lì che iniziano le 'avventure' di Checco, esilaranti ma realistiche insieme, che, con l'aiuto di un cast di attori bravissimi e azzeccatissimi nei vari ruoli (tra tutti Sonia Bergamasco ed Eleonora Giovanardi), fanno di Quo Vado? un eccellente film, e, insieme, un eccellente film Comico.
Un film che vedendo il tema centrale della sceneggiatura e per certi versi, la narrazione potrebbe benissimo trasformarsi in una commedia insipida, così come in un film drammatico. Il film è, invece, un film totalmente comico, fatto per far ridere lo spettatore, e ci riesce alla grande. Ed è qui che Nunziante-Zalone si dimostrano dei fuoriclasse, e non dei semplici artisti che aguzzano la loro mente per creare delle battute cinematografiche per far ridere lo spettatore, a mo' di barzelletta. Ovviamente Zalone può piacere o non piacere, ma ritengo che la sua comicità è strabiliante. Una comicità verace e sincera, arguta ed esilarante. Una comicità spontanea e addirittura molto più credibile, anche narrativamente parlando, di certe ridicole commedie italiane (a parte rari casi). Certo, io essendo pugliese ho una certa predilezione, e a volte alcune battute le intuivo prima, esempio il 'Lemming' io già l'avevo giustamente apostrofato per quello che era, 'na zoccl', ovvero una 'pantegana' (topo gigante), per cui capisco se qualcuno abbia storto il naso a certi comportamenti o situazioni, un po' fuori dal mondo ma pur sempre veri perciò non ci sono scuse che tengano. Per questo non capisco le critiche di alcuni ogniqualvolta che Zalone si affaccia al cinema, lui che è diventato il capro espiatorio del cinema di qualità, quando non è altro che un comico senza pretese, che riesce ad essere spesso divertente, a non scadere nel trash, e a fare un sacco di soldi (buon per lui). Perché criticare il film di Zalone in quanto fiera del luogo comune, significa secondo me non aver capito nulla. Significa non aver capito che la satira sociale non è altro che un pretesto per consentire all'attore di sciorinare tutto il suo repertorio di battute (spesso molto divertenti), gag, scenette spesso riuscite, faccette ebeti ecc. (stessa identica cosa per "Italiano medio" di Maccio Capatonda ma con risultati migliori perché non ci sono personaggi finti o palesemente inventati come c'era in quel caso). Criticare il film di Zalone poi perché cinematograficamente nullo, o perché inconsistente a livello di sceneggiatura o regia, significa, anche questo, non aver capito nulla. Non aver capito cioè che si tratta di un film costruito interamente attorno al protagonista, con scenette e situazioni pensate apposta per dare al comico la possibilità di tirare fuori il suo estro, e che estro (soprattutto pugliese, nota di merito in più). Criticare il film di Zalone infine perché la sua sarebbe una comicità stupida, significa non aver capito niente. Zalone è innanzitutto una persona intelligente e colta, ma soprattutto furba e sincera. Dunque, mi sembra chiaro che tutta questa crociata che ci fu per Zalone, fosse inutile. Certo, lui non è mica il miglior comico di sempre, ma fa quello che deve fare, che voglio che faccia, fa una comicità senza pretese, non sofisticata, e la fa egregiamente, riuscendo semplicemente a strappare qualche risata senza tra l'altro scadere nel demente o nel trucido dei cinepanettoni. Insomma un film divertente, semplice ma soprattutto ironico e semplicemente spassoso. Voto: 7+

15 commenti:

  1. Lo vidi al cinema un anno fa, forse l'ultima bella serata prima della tempesta generale che sarebbe arrivata.
    In ogni caso, film godibile, sono d'accordo con quello che hai scritto.
    Per me è il migliore di Zalone, il più "vero", per così dire.
    Nunziante non sbaglia un colpo ma io lo amo sin dai tempi di Toti e Tata.

    Moz-

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    1. Lui è sempre vero, più in questo film certamente ma i suoi personaggi sono sempre eccezionali e credibili ;)
      Davvero Nunziante ha fatto Toti e Tata? wow, allora è proprio un grande :)

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    2. Sì, era il regista e ideatore dei loro programmi.
      Per me, il meglio che ci sia della comicità.

      Moz-

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  2. Amo molto, molto meno Zalone, però sì, una commedia "demenziale" sopra la media. Mi aveva colpito la scena dei bambini di religione diversa seduti alla stessa tavola. :)

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    1. Molto sopra la media, per nulla finta e neanche pretenziosa ;)
      Sono tante le scene che colpiscono, quella è una delle più belle ma a me è piaciuta soprattutto quella iniziale :D

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  3. Non amo molto le commedie all'italiana,ma le commedie in genere..tranne quelle di una volta di Carlo Verdone.
    Ho visto però tutti i film di Zalone, perchè mi piace? Nemmeno tanto, perchè rido? Nemmeno troppo...anche se poi pensandoci queste commedie italiane qualcuna la vedo pero'....
    Quo vado mi ha fatto fare qualche risata e la cosa preziosa che hai detto non si è affatto caduti nel trash..
    Abbraccione Pietro!

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    1. Verdone una volta mi piaceva, ora non più nonostante abbia apprezzato il suo ultimo film, ma le commedie italiane stanno lentamente tornando, speriamo che Checco quindi continui così ;)

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  4. ...io sono riuscita perfino a piangere...
    ho detto tutto...

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    1. Ahah...può succedere, in effetti alcune battute e/o situazioni sono da sbellicarsi ;)

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  5. Molto, molto divertente! L'ho visto l'anno scorso al cinema. Tendenzialmente non vado a vedere commedie, sul grande schermo preferisco altri generi, ma ho fatto un’eccezione e ho passato due ore senza pensieri. Zalone ci sa fare. ;)

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    1. Si infatti, ci sa fare alla grande :)
      In sua compagnia il tempo passa veloce ;)

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  6. Proprio ieri stavo ripensando a questo film.
    Credo che sia il culmine di Checco Zalone. Adesso deve puntare ad un evoluzione della sua comicità, altrimenti si stagna nel "già visto".

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    1. Anch'io ne ho risentito parlare proprio l'altro giorno per l'incredibile successo. Lui comunque cambia sempre personaggi e quindi è difficile trovare le stesse cose ogni volta, però sì, in alcune circostanze dovrebbe cambiare leggermente ;)

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