martedì 13 giugno 2017

I magnifici 7 (2016)

Finalmente in questo continuo fiorire di remake ci troviamo davanti a uno ben fatto o che quantomeno non vuole per forza competere o superare l'originale ma vuole essere appunto una rivisitazione. Perché I magnifici 7 (The Magnificent Seven), film del 2016 diretto da Antoine Fuqua, remake del film omonimo del 1960 diretto da John Sturges, a sua volta adattamento in chiave western de I sette samurai di Akira Kurosawa, è un più che discreto remake, che non solo non viene schiacciato (troppo) dal peso del film originale del 1960, anche se era difficile e preventivabile che non poteva di certo fare meglio di un capolavoro cult del cinema interpretato da attori mostri quali Yul Brynner, Eli Wallach, Steve McQueen, Charles Bronson e James Coburn, ma che si lascia tranquillamente e facilmente vedere, dato che, questo classico western, lontano (nei temi e nel risultato) dall'ultimo me visto, quel comunque fantastico e atipico The Hateful Eight, ed in ogni caso avvicinabile in quanto "epicità" al bellissimo revenge western Sweetwater, si rivela un onesto prodotto di intrattenimento, che probabilmente, preso come un blockbuster come tanti non regge bene come il piuttosto recente remake di Quel treno per Yuma, ma che riesce nel suo intento, poiché il film è bello, e riesce, con estrema ed efficiente maestria, a tenere incollati alla poltrona gli spettatori per i suoi apparentemente lunghi 126 minuti di proiezione e di scene che si susseguono ad un ritmo intelligente ed estremamente empatico. Certo, la storia di base (anche se qui leggermente riadattata) è un caposaldo del cinema e quindi, fallire era impossibile, ma nonostante ciò, l'obiettivo viene raggiunto con estrema efficacia, lo spettatore ne rimane soddisfatto, coinvolto e sedotto.

Questo film western d'azione infatti, non ha nulla da invidiare ai suoi "antenati", anzi, grazie al suo ritmo veloce e mai domo come i protagonisti, è discretamente imperdibile e certamente vedibile. Certo, la storia è un po' diversa dall'originale (anche se tuttavia mi sembra anche giusto), con qualche personaggio modificato e con un cast multietnico, forse anche fin troppo (mancherebbe forse un eschimese), ma la storia del film è comunque tanto interessante. Film che difatti racconta del cattivo e perfido Bartholomew Bogue (Peter Sarsgaard, l'unico non tanto convincente), che a tutti i costi vuole impossessarsi, con l'arroganza e con la forza delle armi, di una bellissima valle ricca di miniere d'oro da scavare, Rose Creek, dove centinaia di indifesi e miti contadini vivono di sola agricoltura e pascolo. Ma gli abitanti, oppressi da continui soprusi e vessazioni, trovano un insperato aiuto in sette tra fuorilegge, un funzionario della Giustizia Statunitense, giocatori d'azzardo e mercenari, chiamati (e assoldati da una delle vedove della strage, Emma Cullen, interpretata dalla bellissima Haley Bennett) a proteggerli e a far sì che venga fatta giustizia e che i contadini possano riprendersi le loro terre. 

Sette magnifici reclutati da Sam Chisolm (Denzel Washington, con gambe storte al punto giusto per rendere al meglio il cowboy giusto ma duro al punto giusto) che, come se ci trovassimo di fronte ad una squadra di The Avengers catapultata in un contesto western, hanno ognuno la propria specialità, come supereroi forti ognuno nella sua arte. E quindi troviamo il pistolero più rapido (Chris Pratt), il fuciliere più preciso (Ethan Hawke), il lanciatore di coltelli (Byung-hun Lee), il manesco forzuto (uno splendido Vincent d'Onofrio, magnifico nella voce strozzata che modifica per l'occasione), il nativo pellerossa (Martin Sensmeier), ed altri ancora. Ma nonostante verranno pagati per riuscire nell'impresa di preparare (ovviamente vincere) la cittadina alla violenta resa dei conti che sta per arrivare, i sette mercenari si ritroveranno però a lottare per qualcosa che va ben oltre il semplice denaro. 

Un qualcosa che porterà presumibilmente la libertà e probabilmente la morte, in un finale concitato dove, la musica originale del film di Sturges arriva pertinente rievocando i fasti ed i miti del genere western che fu, sigillando per questo il risultato efficace e funzionale del film stesso, grazie soprattutto al gran lavoro del regista, che per l'occasione ritrova, tra i tanti attori e personaggi coinvolti, la coppia del suo film più riuscito Training day (Washington/Hawke), che ha anche il merito di mettere insieme innanzitutto una buona squadra sia come personaggi della finzione sia a livello di cast. Lui che (ultimamente riconosciuto come uno dei migliori registi di film d'azione, film fantastici e coinvolgenti come Southpaw: L'ultima sfida, The Equalizer: Il Vendicatore e Attacco al potere: Olympus Has Fallen, solo per citarne alcuni) trovandosi nel suo habitat naturale, i film d'azione appunto, è bravo nel giostrare la rappresentazione dei vari protagonisti, con ognuno il proprio passato (e la propria abilità che lo rende "magnifico") fino al duello tutto sparatorie che caratterizza almeno gli ultimi venti minuti della pellicola.

Pellicola dove ovviamente troviamo una valida sceneggiatura (ottimamente realizzata da John Lee Hancock e Nic Pizzolatto, il primo diventato famoso non solo per la regia del bellissimo film prodotto da Walt Disney Pictures Saving Mr. Banks del 2014, ma anche per The Blind Side e Alamo: Gli ultimi eroi, il secondo, famoso per aver scritto la sceneggiatura di due eccellenti film-serie tv noti al grande pubblico, entrambe le stagioni di True Detective e The Killing) che ha il suo perno nella variopinta e multietnica squadra dei Magnifici (un riferimento, leggermente forzato, forse alla realtà?) ma anche in dialoghi ben scritti che sono essenziali per un bel western. In più non possono ovviamente mancare sparatorie e non solo quelle. Insomma quanto si può chiedere a un western di buon livello qui lo troviamo. Certo siamo ovviamente lontani dai grandi fasti e chi cercasse questo resterebbe perciò deluso, ma al contrario invece chi lo vedrà con animo leggero e senza fare paragoni ne resterà senza dubbio soddisfatto.

Perché nonostante il regista certamente soffi forte sulle scene d'azione, sgualcendo alquanto la trama (che ha comunque più di un buco di sceneggiatura) questo è un film più che discreto, dato che l'ottimo cast (che recitano la parte brillantemente, tra quelli non citati Manuel Garcia Rulfo, Matt Bomer, Luke Grimes, Wagner Moura, Billy Slaughter, Jonathan Joss e Carrie Lazar), la cura delle scenografie e dei costumi e l'elisione della sotto-trama rosa permettono di non fare rimpiangere troppo l'originale. Infine la fotografia (splendida), del maestro italo-americano Mauro Fiore, è bellissima e molto realista, che si gusta come un frutto prelibato appena raccolto come i paesaggi splendidi (che poi sono quelli di molti western, ma ancora più belli grazie alle tecnologie sicuramente migliori di quelle a disposizione tanti anni fa), così come le musiche di James Horner e Simon Franglen, che risultano perfettamente sintoniche e coerenti con la sceneggiatura, con la regia, e con la successione incalzante delle scene d'azione del film, un film piacevole e gradevole. Voto: 7,5

6 commenti:

  1. Non l'ho visto, forse perché non ne sentivo il bisogno (come per te, l'ultimo western è stato Tarantino e comunque dopo quello ci vuole un po' per riallacciarsi col genere).
    Non so, mi sembra sia passato in sordina, perdipiù. Forse non era la stagione adatta...

    Moz-

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    1. In effetti è stato particolarmente difficile dopo Tarantino, ma per "colpa" di questo film (intelligente ed onesto) il peso non l'ho sentito, anche se resta dietro nel gradimento ;)
      Comunque mi è sembrato anche a me esser passato troppo sotto-traccia, ma competere con Quentin non era facile :)

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  2. il cast è meraviglioso
    mi ispira da quando è uscito al cinema, ma non ero riuscita ad andarci... chissà poi perché...
    comunque, ora che è sui canali sky mi ci imbatterò di certo

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    1. Già, davvero numeroso e qualitativamente discreto, il film poi è anche meglio, quindi non perderlo ;)

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  3. Pensavo fosse l'ennesimo remake... e invece mi dai speranza! :O Il cast è interessante! *__*

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    1. Almeno personalmente non lo è stato, una speranza perciò la si concede, per quanto riguarda il cast lo è davvero tanto interessante ;)

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