Ecco la lista dei film visti questo mese. Scelte o meno, pellicole visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Mediaset Infinity (compreso Plus), Paramount Plus e RaiPlay, a infine Disney Plus, TimVision e occasionalmente YouTube. Sporadicamente anche da Apple Tv Plus, Pluto TV e siti vari (anche non legali). Lo speciale cinematografico del mese è incentrato sull'animazione giapponese, con la seconda parte della rassegna "Anime Japan".
Buen camino (Commedia 2025) - L'ultimo film di Luca Medici a distanza di anni da Tolo Tolo resta pienamente dentro il genere‑Zalone: un protagonista volutamente sgradevole, costruito su ignoranza, cafoneria ed egoismi nazional‑popolari, inserito in una storia leggera che punta dritta al sorriso. Il Cammino di Santiago offre una cornice visiva sorprendentemente curata, quasi in contrasto con la semplicità della trama, mentre l'umorismo alterna cliché familiari, battute politicamente scorrette e momenti di irriverenza che ricordano i suoi film più riusciti. Il rapporto padre‑figlia dà un minimo di struttura emotiva, anche se resta superficiale e subordinato al solito egocentrismo del personaggio. Si ride meno rispetto ai picchi del passato, ma alcune trovate funzionano ancora e la canzone finale è probabilmente il vero colpo di genio. Non il miglior Zalone, ma un intrattenimento solido, pensato per chi vuole novanta minuti di leggerezza e conferma che il suo modello comico continua a reggere. Voto: 6+
The Beautiful Game (Dramma/Sport 2024) - Un film sincero ma irrisolto: racconta con calore la Homeless World Cup e il valore delle seconde possibilità, sostenuto da un Bill Nighy credibile e misurato. Il messaggio sociale funziona e alcuni spunti (come le dinamiche di emarginazione "al contrario") aggiungono un tocco di originalità. Tuttavia la sceneggiatura resta prevedibile, lenta e spesso troppo indulgente, con dialoghi poco incisivi e sequenze calcistiche poco ispirate. Il buonismo affiora più volte, smorzando l'impatto emotivo, e l'auto‑doppiaggio della Golino risulta straniante. Anche il ritmo, soprattutto nella seconda metà, fatica a mantenere l'attenzione. È una visione positiva e accessibile, capace di emozionare a tratti, ma priva della profondità e dell'energia necessarie per distinguersi davvero nel genere. Voto: 6
The Electric State (Sci-fi/Commedia 2025) - Un blockbuster fantascientifico visivamente curato ma povero di personalità. L'estetica rétro anni '80‑'90 funziona, gli effetti speciali sono solidi e l'avventura scorre, ma la sceneggiatura procede per situazioni prevedibili e già viste. I villain risultano deboli, i personaggi poco incisivi e il tono, pensato per un pubblico molto giovane, smorza qualsiasi potenziale inquietudine del materiale originale di Simon Stålenhag. Il cast fa il possibile, ma Stanley Tucci e Giancarlo Esposito sono sprecati e Millie Bobby Brown non lascia il segno. Ne nasce un film che intrattiene a tratti, senza però trovare una vera identità. Voto: 5,5
Chupa (Avventura/Sci-fi 2023) - Un family movie dolce ma molto derivativo, che guarda apertamente a classici come E.T. senza riuscire a replicarne davvero (o minimamente) la magia. La trama procede su binari prevedibili e i rapporti familiari, pur potenzialmente interessanti, restano solo accennati. La CGI del cucciolo è modesta e toglie un po' di fascino alla creatura. Il villain è innocuo e non crea mai una vera minaccia. A funzionare davvero sono i momenti più teneri e l'ottima prova di Demián Bichir, che dà calore a un racconto altrimenti semplicissimo. Il messaggio sull'accettazione di sé e delle proprie origini è sincero e arriva con chiarezza. Il target è chiaramente molto giovane, e questo limita la profondità emotiva. Nel complesso: carino per bambini, ma trascurabile per chi cerca qualcosa di più solido o originale. Voto: 5
La vita va così (Biografico/Commedia 2025) - Il film parte da una storia vera potente, ma la trasforma in una commedia grottesca che finisce per diluire proprio ciò che avrebbe potuto renderla memorabile. Il messaggio c'è ed è chiaro, ma la sceneggiatura si perde tra toni surreali, personaggi ridotti a macchiette e una seconda parte meno incisiva. Riccardo Milani valorizza paesaggi e atmosfere, il cast funziona (con prove sorprendenti anche da attori solitamente comici, Virginia Raffaele su tutti) e il film scorre senza annoiare, ma resta l'impressione di un'occasione solo in parte sfruttata. Una commedia agrodolce piacevole, sincera, ma lontana dall'essere davvero incisiva. Voto: 6
Oi vita mia (Commedia 2025) - Film che segna (dopo il mediocre Come può uno scoglio) un passo avanti per Pio e Amedeo, qui al debutto alla regia, che scelgono di smussare la loro comicità più sguaiata per raccontare una storia di buoni sentimenti, convivenza forzata e fragilità umane. L'ambientazione nel Gargano dona respiro e calore, mentre la presenza di Lino Banfi (tenero, crepuscolare, sorprendentemente incisivo) aggiunge spessore emotivo al racconto. La commedia alterna leggerezza e malinconia con una maturità inedita per il duo, sostenuta da una regia semplice ma efficace e da una sceneggiatura che scorre bene, pur con qualche pausa e qualche battuta facile. Non è un film eclatante, ma intrattiene, diverte e, soprattutto nella seconda parte, trova una sensibilità sincera che lo distingue dalle loro prove precedenti. Voto: 6
War Machine (Azione/Sci-fi 2026) - Un fanta‑action che parte come war‑movie, attraversa un addestramento alla Full Metal Jacket e poi deraglia in un survival fantascientifico alla Predator. La storia è piena di cliché militari e personaggi poco sviluppati, ma il ritmo è solido e non lascia spazio alla noia. Le sequenze con il robottone sono ben realizzate e Hughes dirige con energia, sfruttando location suggestive e un'estetica anni '80 piacevole. Ritchson regge bene il ruolo, anche se attorno a lui c'è poco da ricordare. Derivativo e prevedibile, ma come intrattenimento muscolare funziona più del previsto. Un prodotto Netflix che non sorprende, ma che fa il suo dovere. Voto: 6
Believer 2 (Azione/Poliziesco 2023) - Un thriller confuso e poco accogliente per chi (come me) non conosce (e non ha visto) il capitolo precedente, e questo rende l'esperienza ancora più caotica. La narrazione riparte in corsa, accumula personaggi e sottotrame senza introdurli davvero e si affida quasi solo alla violenza, spesso gratuita, sacrificando tensione e coerenza. L'unico vero elemento che spicca è Han Hyo‑joo: il suo "Big Knife" è magnetico, folle, l'unica presenza davvero memorabile. Il resto fatica: ritmo irregolare, cast sprecato, atmosfera nichilista che non porta da nessuna parte. Qualche scena d'azione funziona, ma il risultato finale è mediocre e dispersivo (sorprendentemente deludente vista l'origine sudcoreana), soprattutto per chi arriva senza il bagaglio del primo (non dubito migliore) film. Voto: 5+
City Hunter (Azione 2024) - Questo "City Hunter" live action è un film d'azione leggero e piacevole, ma resta poco sotto la sufficienza per chi (come me) ha visto solo poche puntate dell'anime (e non l'ha mai amato) e non conosce il manga. Il ritmo funziona, Ryo è tratteggiato in modo chiaro e il tono resta divertente senza scadere nel demenziale, ma l'umorismo è più timido del previsto e alcuni personaggi, soprattutto Kaori, non lasciano davvero il segno. L'azione è godibile, la storia scorre bene, però manca quel guizzo capace di far scattare l'aggancio emotivo. Nel complesso: simpatico, scorrevole, ma non abbastanza incisivo da conquistare chi non è già fan. Voto: 5,5
Rebel Ridge (Dramma/Thriller 2024) - Film che parte come un evidente richiamo a Rambo, con un ex militare solitario che si scontra contro un sistema marcio nella provincia americana, ma Jeremy Saulnier (Hold the Dark e altri) devia presto verso un thriller più teso e riflessivo. L'azione è dosata, quasi trattenuta, mentre a dominare sono la corruzione sistemica, l'avidità istituzionalizzata e un protagonista che usa la forza solo quando costretto. Aaron Pierre convince, ma è Don Johnson a rubare la scena con un villain viscido e magnetico. Alcuni snodi non sono impeccabili e la divisione buoni/cattivi è un po' troppo netta, ma la regia costruisce tensione continua e un'atmosfera cupa che funziona. Non un action esplosivo, bensì un poliziesco sui generis che coinvolge proprio grazie al suo ritmo misurato e al sottotesto politico. Voto: 6,5
Jay Kelly (Commedia/Dramma 2025) - Il nuovo film di Noah Baumbach funziona bene finché resta un ritratto malinconico e autoironico di una star alla soglia dei sessant'anni, con George Clooney credibile nel giocare con la propria immagine e Adam Sandler sorprendentemente incisivo nel ruolo dell'amico‑spalla. I dialoghi sono brillanti, il sottotesto sul prezzo del successo è chiaro e la prima parte scorre con naturalezza. Quando però la storia si sposta in Italia, il film inciampa in cliché turistici e situazioni troppo stereotipate, perdendo tono e incisività. Nel complesso resta una commedia agrodolce discreta, ben recitata ma riuscita solo a metà. Voto: 6
The Swedish Connection (Dramma 2026) - Un film storico solido e sorprendentemente originale, capace di raccontare un episodio poco noto della neutralità svedese durante la Seconda guerra mondiale senza ricorrere ai soliti toni enfatici. L'idea di mettere al centro un anonimo burocrate che, con piccoli atti amministrativi, costruisce un sistema di salvezza per i rifugiati è la scelta più riuscita: antispettacolare, quasi asciutta, ma proprio per questo potente. La regia alterna ironia e tensione, mantenendo un ritmo vivace e un tono che a tratti ricorda certi approcci moderni alla narrazione storica. Buona la ricostruzione d'epoca, buoni gli interpreti, e molto efficace il finale, che riecheggia temi attualissimi senza forzature. Non un capolavoro, ma un'opera interessante, ben costruita e capace di illuminare un angolo poco esplorato della Storia. Voto: 7
Naboer (Thriller 2005) - Thriller psicologico norvegese cupo, morboso e sorprendentemente efficace, Naboer costruisce un incubo claustrofobico più attraverso atmosfera e sensazioni che tramite colpi di scena. La destinazione del racconto si intuisce presto, ma il percorso resta disturbante: corridoi‑labirinto, appartamenti che sembrano piegarsi alla mente del protagonista, due vicine ambigue che incarnano desiderio, colpa e autodistruzione. La regia compatta, la durata breve e l'eros sporco che attraversa la storia mantengono alta la tensione senza sbrodolare. Non perfetto né originalissimo, ma inquietante, malsano e capace di lasciare addosso un certo disagio. Voto: 7
Bullet Train Explosion (Azione/Thriller 2025) - Un action teso e spettacolare che, pur senza aver visto l'originale del '75 (comunque citato spesso), richiama subito alla mente Speed per la sua struttura adrenalinica e per la tensione continua legata alla velocità. La prima metà è davvero solida: ritmo alto, personaggi ben delineati, ottimo realismo tecnico grazie alla collaborazione con la JR East e una gestione della suspense che funziona alla grande. Quando però il film prova ad approfondire motivazioni e temi, il passo si fa più incerto: il ritmo rallenta, alcune scelte narrative risultano affrettate e la parte emotiva non ha lo stesso impatto dell'azione. La regia di Shinji Higuchi (al fianco di Hideaki Anno in Shin Godzilla) resta energica, gli effetti sono notevoli e il cast funziona, ma il minutaggio abbondante e qualche eccesso melodrammatico pesano sul risultato. Nel complesso un buon thriller ferroviario, spettacolare e coinvolgente, ma meno incisivo di quanto prometteva la sua ottima partenza. Voto: 6,5
JAPAN ANIME
Armitage III: Dual-Matrix (Animazione/Sci-fi 2002) - Seguito che amplia l'universo di Armitage senza però rinnovarlo davvero. Ritroviamo Naomi, Ross e la loro figlia Yoko in un nuovo contesto di tensioni tra umani e androidi, ma la trama è più un pretesto che un reale passo avanti: bastano pochi accenni per capire il quadro, e il film non aggiunge molto oltre ciò che già si sapeva. Sul piano tecnico funziona meglio: animazioni più fluide, design più morbido, CGI integrata con cura. Il rapporto madre‑figlia è il vero cuore emotivo dell'opera, con momenti sinceri come la scoperta di Yoko sulla natura di Naomi. Peccato che il resto ricada in schemi già visti (intrighi prevedibili, antagonisti poco incisivi, scontri ridondanti) e che alcuni spunti interessanti restino sospesi e mai sviluppati. Nel complesso è un film discreto ma non indispensabile: piacevole per chi ha seguito gli OAV o Poly‑Matrix e vuole vedere dove vanno a finire Naomi e Ross, meno convincente per chi cerca qualcosa di nuovo o memorabile. Voto: 6
Trigun: Badlands Rumble (Animazione/Sci-fi 2010) - Un ritorno brillante e nostalgico all'universo di Vash, sostenuto da un comparto tecnico eccellente e da un'animazione moderna efficace. L'atmosfera western‑fantascientifica è ricreata con cura, tra humour, ritmo e tanta azione spettacolare. Il cast storico torna in grande forma, affiancato da nuovi personaggi che si integrano bene nel tono scanzonato del film. La trama, però, resta semplice e prevedibile: più un episodio esteso che un vero lungometraggio, senza aggiungere elementi significativi alla mitologia di Trigun. Nonostante ciò, il film scorre con piacere, diverte e mantiene intatto il carisma del suo protagonista. Nel complesso è un prodotto godibile, tecnicamente curato e perfetto per chi ha amato la serie, pur senza raggiungere la profondità e l'intensità dell'anime originale. Voto: 6,5
Bubble (Animazione/Sci-fi 2022) - Un film visivamente straordinario: fondali magnifici, animazioni fluide, parkour spettacolare e una cura tecnica che sfiora la perfezione. L'atmosfera fiabesca e post‑apocalittica funziona, sostenuta da una colonna sonora evocativa e da un immaginario ricco di colori e suggestioni. La storia, però, non regge il confronto con l'impatto visivo: ambiziosa ma poco sviluppata, mescola miti, fantascienza e simbolismi senza approfondirli davvero. I personaggi restano abbozzati, l'intreccio procede in modo fragile e l'emozione promessa non arriva mai fino in fondo. Il risultato è un'opera splendida da guardare ma povera di sostanza: una favola moderna affascinante alla vista, ma incapace di lasciare un segno duraturo. Consigliato soprattutto a chi cerca un'esperienza estetica più che narrativa. Voto: 6
La casa tra le onde (Animazione/Dramma 2022) - Un film visivamente curato e ricco di buone intuizioni, ma frenato da una sceneggiatura debole e da personaggi spesso irritanti o poco credibili. L'idea di base (un gruppo di bambini alla deriva su un palazzo trascinato in un mare misterioso) funziona come metafora della crescita, del lutto e del distacco dal passato, ma molte domande narrative restano senza risposta e il ritmo si dilata oltre il necessario. Le animazioni sono splendide, le musiche valorizzano l'atmosfera e la regia di Hiroyasu Ishida conferma talento visivo, pur mostrando limiti nella scrittura. Il film alterna momenti suggestivi a lunghe ripetizioni, con conflitti infantili che tendono a stancare e un coinvolgimento emotivo che arriva solo a tratti. Nel complesso è un'opera gradevole, più efficace come esperienza estetica e simbolica che come racconto compiuto. Consigliato soprattutto a chi apprezza gli anime di formazione e la cura visiva, meno a chi cerca una storia solida e appagante. Voto 6+

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