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mercoledì 29 luglio 2026

Videogiochi del mese di Luglio 2026: Stray & Final Fantasy VII Remake Intergrade

Ecco la lista dei titoli giocati e terminati questo mese, a scelta tra le numerose librerie videoludiche digitali in mio possesso. Da Steam all'Epic Games Store, da GOG Galaxy a Ubisoft Connect, da Amazon Games e Luna all'App EA, fino a Microsoft e Legacy Games. In casi eccezionali tuttavia, a scelta tra titoli preventivamente scaricati da siti esterni.

Stray - Un gioco che conquista per la sua coerenza interna: ogni scelta, anche la più insolita, sembra fatta per restituire davvero la sensazione di essere un gatto. Il salto guidato non è una limitazione, ma un modo per mantenere eleganza e credibilità nei movimenti, evitando quelle goffaggini che avrebbero spezzato l'immersione. È un design che non cerca la sfida, ma la naturalezza. Il mondo sotterraneo è la parte più riuscita: una distopia compressa, luminosa di neon e malinconia, che mescola Kowloon, Tokyo e un pizzico di spiritualità inattesa. Non è vasto, ma è costruito con cura, pieno di dettagli che raccontano più della trama stessa. I robot non brillano come personaggi, ma funzionano come tessuto vivo dell'ambientazione, rendendo ogni vicolo un piccolo racconto. Il gameplay rimane semplice e rilassante: esplorare, curiosare, graffiare tappeti, far cadere oggetti, infilarsi dove non si dovrebbe. Le aree più aperte sono piacevoli, anche se gli enigmi sono elementari e alcune missioni secondarie non lasciano il segno. Ma Stray non punta a essere profondo: punta a essere armonioso. Il finale, pur non essendo memorabile, non rovina l'esperienza. È rapido, forse troppo, ma conserva una sua dolcezza e chiude il viaggio con un tono che non stona. Non sorprende, ma non delude. In definitiva, Stray non vuole essere un capolavoro: vuole essere una piccola avventura cyberpunk vista attraverso occhi felini. E ci riesce. È breve, sincero, immersivo, capace di regalare qualche ora di quieta meraviglia. Un gioco che rimane per l'atmosfera, per il mondo, per il protagonista. E per quel modo tutto suo di camminare piano. Voto: 7+

Final Fantasy VII Remake Intergrade - Questo è stato il mio primo contatto con la saga, e proprio per questo l'esperienza mi ha colpito ancora di più. Pur non avendo alcun riferimento al gioco del 1997, l'avventura mi ha trascinato subito grazie a una direzione artistica splendida, personaggi caratterizzati con cura e un ritmo narrativo che alterna momenti cinematografici a sezioni più intime senza annoiare mai. Il combat system è uno dei punti più riusciti: un ibrido perfetto tra azione e strategia, dove la "pausa tattica" rende ogni scontro ragionato e appagante, soprattutto contro i boss. Midgar è ricostruita con una cura impressionante, e anche se il gioco rimane lineare dietro la facciata di un open world ristretto, questa scelta funziona benissimo. Tecnicamente il titolo sorprende per essere nato su old gen, anche se alcune texture e qualche artefatto tradiscono l'età del progetto. Ma in ogni caso la versione PC offre ottimizzazione convincente e fluidità elevata. Le missioni secondarie sono altalenanti, e certe sezioni in cui si deve passare attraverso cunicoli o spazi stretti rallentano inutilmente il ritmo. Il finale è l'unico vero passo falso: troppo slegato dal resto, frettoloso e confuso. Non conoscendo l'originale, alcune scelte narrative mi hanno lasciato più domande che risposte, ma l'impatto emotivo del viaggio resta forte e la voglia di proseguire è tanta. Il DLC "Episode INTERmission" aggiunge un tassello importante: breve ma divertente, introduce Yuffie con un sistema di combattimento tutto suo e prepara bene il terreno per il sequel. In definitiva, come primo approccio alla saga, è stato fantastico. Un gioco che intrattiene, emoziona e convince, pur con qualche imperfezione. Un capitolo moderno, rispettoso e coraggioso, che rende facile capire perché Final Fantasy VII sia considerato una pietra miliare. Voto: 8

martedì 28 aprile 2026

Videogiochi del mese di Aprile 2026: Virginia & Assassin's Creed: Odyssey

Ecco la lista dei titoli giocati e terminati questo mese, a scelta tra le numerose librerie videoludiche digitali in mio possesso. Da Steam all'Epic Games Store, da GOG Galaxy a Ubisoft Connect, da Amazon Games e Luna all'App EA, fino a Microsoft e Legacy Games. In casi eccezionali tuttavia, a scelta tra titoli preventivamente scaricati da siti esterni.

Virginia - Un esperimento narrativo affascinante ma profondamente divisivo. Variable State costruisce un thriller esistenziale raccontato solo attraverso immagini, montaggio cinematografico e una colonna sonora straordinaria, rinunciando del tutto ai dialoghi. L'agente Anne Tarver indaga su una scomparsa e sulla sua partner, ma il racconto procede per simboli, sogni e tagli improvvisi, evocando Twin Peaks più nello spirito che nella sostanza. L'atmosfera funziona, così come lo stile low‑poly e l'espressività dei personaggi, ma il gameplay è ridotto al minimo e l'intreccio resta volutamente criptico, spesso più frustrante che intrigante. La durata brevissima e la struttura frammentata rendono difficile affezionarsi alla storia, e anche rigiocarlo con guide o spiegazioni non sempre chiarisce il senso complessivo. Rimane un'opera (dell'anno 2016) elegante e ambiziosa, ricca di suggestioni, ma incapace di trasformare le sue influenze in qualcosa di davvero compiuto. Voto: 6

Assassin's Creed: Odyssey [Gold Edition] - Un viaggio immenso attraverso una Grecia splendida e piena di possibilità. Mi sono trovato davanti a un action‑RPG maturo, erede di Origins ma più vasto, più rifinito e più sicuro della sua identità. Il combattimento è più fluido, i personaggi secondari finalmente credibili e la mappa così grande da sembrare infinita. Navigare tra isole, scalare statue colossali e affrontare mercenari è stato spesso entusiasmante, grazie a un mondo costruito con una cura rara per la serie. Allo stesso tempo ho percepito una narrazione meno incisiva, quasi smarrita rispetto alle radici della saga. La trama principale fatica a trovare un centro e i collegamenti con la Confraternita arrivano tardi, come un'aggiunta più che un fondamento. Eppure, nonostante qualche déjà‑vu, Odyssey resta uno degli episodi più completi e appaganti: un RPG enorme, ricco di scelte, missioni e momenti spettacolari. Il DLC L'Eredità della Prima Lama mi è sembrato solido ma poco innovativo: tre episodi brevi che ampliano la lore degli Assassini senza cambiare il gameplay. Il primo funziona, il secondo è debole, mentre "Stirpe" è il più coinvolgente, soprattutto grazie a Dario. La caccia ai membri dell'Ordine allunga l'esperienza, ma non la trasforma. Il Destino di Atlantide è invece l'espansione più ambiziosa: Campi Elisi, Ade e Atlantide sono scenari spettacolari, arricchiti da nuove abilità e circa venti ore di contenuti. Il primo episodio parte lento, ma l'Ade è memorabile e Il Giudizio di Atlantide chiude con una mappa maestosa e un buon finale per Alexios o Kassandra, anche se la trama del presente resta debole. Guardando l'esperienza nel suo insieme, Odyssey e i suoi DLC rappresentano un punto di svolta definitivo per la serie: un mondo enorme, ricco e affascinante, che dimostra quanto bene Ubisoft sappia muoversi nel genere open world, pur con qualche incertezza narrativa e un legame sempre più tenue con le origini della saga. Un gioco e un capitolo non perfetto, ma irresistibile per chi ama perdersi tra storia e mitologia. Voto: 7,5

martedì 29 luglio 2025

Videogiochi del mese di Luglio 2025: Resident Evil 2 & Absolute Tactics: Daughters of Mercy

Ecco la lista dei titoli giocati e terminati questo mese, a scelta tra le numerose librerie videoludiche digitali in mio possesso. Da Steam all'Epic Games Store, da GOG Galaxy a Ubisoft Connect, da Amazon Games all'ultimo entrato Amazon Luna (entrambe via servizio Prime Gaming), e infine dall'App EA, Microsoft e Legacy Games.

Resident Evil 2 - Dopo anni di attesa, finalmente sono riuscito a giocare a Resident Evil, grazie ad Amazon Luna e al remake del secondo capitolo. Pur non conoscendo l'originale, ho trovato un entry point moderno, accessibile e ben confezionato. Il comparto grafico è notevole, e la storia sa incollarti allo schermo: tensione, mistero, adrenalina. La colonna sonora è forse la vera protagonista, capace di insinuarsi sotto pelle e amplificare ogni paura. La mia prima (e unica) run con Leon (tempo a disposizione per altro non avevo) mi ha totalmente convinto: un survival horror che non lascia indifferenti. Certo, ci sono difetti. Dopo un po' la tensione cala, complice la ripetitività di alcune situazioni e l'apparizione prevedibile dei nemici. Il Tyrant, poi, più che spaventare, infastidisce. E non mancano momenti di spaesamento e risorse troppo scarse. Ma il bilancio finale resta estremamente positivo. Per intensità, atmosfera e cura, è il miglior survival horror che abbia mai giocato. Voto: 8

Absolute Tactics: Daughters of Mercy - Un GDR strategico a turni classico, per nostalgici del genere. Niente innovazioni, ma tutto è confezionato con cura. La storia segue Huxley, giovane protagonista coinvolto in un conflitto contro Padre Eldritch e le sue figlie. Il racconto è semplice, con tutorial graduali che introducono meccaniche e personaggi (come il fedele cane Max). Il tutto è ben localizzato in italiano. Il gameplay è familiare, ma ben realizzato e piacevole da giocare. Esso infatti è diviso tra esplorazione in stile RPG e battaglie tattiche su griglia (in stile scacchiera). Con movimenti a turni, uso di abilità e gestione dell'equipaggiamento, e modalità "campo aperto" con alleati controllati dall'IA, che spezza la monotonia. Stile artistico ispirato ai titoli orientali, con personaggi ben caratterizzati. Animazioni un po' legnose, ma il mondo è vivido e ricco di stile. Colonna sonora ed effetti discreti, senza sbavature. In breve: non innovativo, ma solido e piacevole. Voto: 7

lunedì 4 dicembre 2023

[Games] Videogiochi del periodo (Settembre/Dicembre 2023)

La mia speranza non è stata disattesa, ed ho potuto finalmente provare e giocare a Prey, che tempo fa non ero riuscito a far "girare". Problemi dell'Epic Games Store o meno (penso più la copia del gioco difettosa), ricevuto sempre gratis ma sulla piattaforma GOG Galaxy, e stavolta nessun problema, giocato, finito e tanto piaciuto, come potrete notare dalla mia recensione. Ed a proposito di recensioni, ho rimasto per ultimi (dell'anno in corso praticamente finito) i giochi più "lunghi" a cui potessi mettere mano (1 mese a gioco il minimo per completarli), tanto che inizialmente, proprio Prey di cui prima, avrei dovuto giocare il prossimo anno, ma un titolo precedentemente selezionato (dalla longevità maggiore) si è poi rivelato un flop, e l'ho così rimpiazzato (nonostante durasse meno, anche se tempo c'è voluto) con un gioco, appunto Prey, che aspettavo da tempo e che non mi ha deluso. Che poi anche Death Stranding l'aspettavo, ma al contrario che delusione è stata. Le mie prime ore di gioco sono state pazzesche. Un continuo stupirmi grazie all'atmosfera ed al mondo di gioco, grazie anche al mutare dello scenario tramite questo nuovo multiplayer asincrono. Questa magia, però, è durata "soltanto" 10 ore, poi ho aperto gli occhi ed ho cominciato a vedere la realtà dei fatti. Le quest tutte estremamente identiche, sia nelle richieste che nello svolgimento, danno vita ad un ciclone di monotonia e ripetitività senza precedenti. L'idea del gioco e della gestione manageriale dei carichi è anche figa, ma risulta velocemente indigesta, quando scopri che è tutto più o meno uguale per tutto il gioco. Ebbene si, in questo gioco sei a tutti gli effetti un fattorino, che rottura! Il gameplay è semplicemente mediocre. Per non parlare della trama, un accozzaglia di roba che lo stesso "creatore" ha ammesso di non aver compreso a pieno. Non ho potuto quindi fare altro che mollare il gioco, un gioco davvero strano, che si ama o si odia (non c'è via di mezzo), personalmente la seconda, ma per rispetto, e poiché non completato (neanche il 20%), ho preferito non recensire. Al contrario questi 3, belli e finiti.

Fallout: New Vegas Ultimate Edition - Non è all'altezza del terzo capitolo. Già la trama e lo stile narrativo si distaccano molto dalla normale interazione con il giocatore che gli altri capitoli hanno saputo affrontare. Ovviamente c'è da tenere in considerazione il fatto che sia uno spin-off, e che vada ad influire molto sulle scelte di produzione del titolo. A livello di ambientazione, personalmente trovo migliore la zona contaminata del Mojave rispetto a quella della capitale. A livello di gioco, lo reputo (anche se di poco) inferiore al capitolo 3. Mi ha deluso rispetto al precedente, storyline più confusa (le missioni che si intrecciano non aiutano), poca immedesimazione nel personaggio principale diversamente dal precedente (il gioco offre 4 finali diversi, e varie cose secondarie in base a cosa avete fatto durante il gioco, dice che fine han fatto le fazioni secondarie/i compagni etc). Comunque un bel gioco. Come al solito coi giochi del genere io li finisco dopo una trentina di ore, sono abbastanza soddisfatto anche se non l'ho finito al 100%, seguo la missione principale e faccio qualche secondaria. Peccato che (ma penso che questa cosa sia voluta) una volta terminata la storia principale non si potrà più continuare il gioco andando a zonzo per la zona contaminata del Mojave: il gioco finisce e stop (cosa che si poteva fare nel precedente gioco). In questo senso fare i DLC (la Ultimate Edition infatti, consente di provare tutto ciò che New Vegas può offrire) è la soluzione, peccato che quest'ultimi (anche se ne ho provati solo due) siano al massimo simpatici. In conclusione, gioco interessante, carente ma da giocare. Voto: 6+

lunedì 7 agosto 2023

[Games] Videogiochi del periodo (Maggio/Giugno/Luglio 2023)

Non ricordo se un ringraziamento per bene ho già fatto, comunque non mi stancherei mai di ringraziare i ragazzi di Epic Games Store per i regali spesso graditi che fa da anni a questa parte (con una dozzina di giochi di buona qualità giocati e recensiti), ma anche il servizio di Prime Gaming, che quando si sforza (ovvero quando regala dei titoli tramite terze parti) offre delle chicche niente male, come questi tre giochi che in questi mesi mi hanno tenuto impegnato. Sbloccandoli su altre piattaforme digitali infatti si riscattano interessanti cose, cosa che sulla sua piattaforma generalmente non fa. In questi giorni sto spulciando difatti la libreria a mia disposizione, ma poche cose davvero buone sto trovando (ma quando è tutto gratuito ci sta), però saprete di più il prossimo mese, intanto ci si accontenta.

Fallout 3: Game of the Year Edition - Fallout 3 è stato il primo gioco della "saga" di Fallout a cui ho giocato (a parte un weekend gratuito esercitato molti anni fa, ma di un capitolo che non ricordo), il mio computer non era tra i migliori all'epoca, ora però regge benissimo Fallout e quindi ho avuto la possibilità di giocarci (anche grazie alla gratuità della copia stessa del gioco). Credo che la trama del gioco sia abbastanza originale, anche se esistono già giochi con trame simili (scenario post-apocalittico in cui sopravvivere), però questo gioco è uno di quelli che la sfrutta al meglio (soprattutto per quanto riguarda l'atmosfera degradante e desolata, resa molto bene), all'inizio può sembrare un gioco banale ma quando la trama inizia a svilupparsi diventa sempre meglio (seppur non in modo trascendentale). Gioco del 2008, ha certo risentito del tempo (soprattutto sul lato estetico e visivo, graficamente è infatti invecchiato male), ma il gioco è in grado di intrattenere ancora oggi, anche grazie agli add-on (tutti, ma proprio tutti) della Goty Edition (la caccia agli alieni, che è stata davvero spassosa, quella che mi è piaciuta di più). Peccato che Fallout 3 sia al contempo la fiera delle cose lasciate a metà. Va bene la longevità, pure alquanto esagerata (100 ore si dice se si fa tutto, ma ho preferito in gran parte fare l'essenziale), va bene il gameplay, la modalità S.P.A.V. è un tratto caratteristico alquanto interessante (combattimenti però alla lunga un filino sempre uguali), ma i bug lasciano senza parole, tra problemi di fisica, IA, continui cali di frame ad animazioni a dir poco legnose (così così anche doppiaggio ed audio). Fallout 3 è insomma la dimostrazione di come si preferisca la quantità alla qualità, e ci sta pure, ma un po' di cura in più sarebbe stata apprezzata. In ogni caso gran bel gioco, capolavoro per alcuni (ma di certo una pietra miliare nel panorama videoludico), un gioco preferibilmente da giocare e gustare con calma (purtroppo non ho avuto questa possibilità, ma non importa), un gioco degno del suo genere, un gioco da giocare almeno una volta nella vita. Voto: 7

venerdì 9 dicembre 2022

[Games] Videogiochi del periodo (Ottobre/Novembre/Dicembre 2022)

Ho riservato il meglio (ovvero i titoli da me più attesi, ma anche quelli più longevi) per ultimo, anche se inizialmente non dovevano essere (a parte il nuovo Mass Effect acquistato lo scorso anno da Steam) questi i titoli scelti per chiudere in bellezza quest'anno videoludico. Infatti, prima che Borderlands 3 mi fosse regalato da Epic e che successivamente mai avrei potuto troppo rimandare, a Dragon Age: Inquisition (su e da Origin via Prime Gaming) avrei dovuto giocare, ma alcune difficoltà logistiche mi hanno bloccato. Anni fa ho giocato a Dragon Age: Origins, e non lo ricordavo fosse così complicato, sarà che l'hanno aggiornato o chissà, ma il combattimento tattico si è rivelato indigeribile, non bastasse una telecamera legnosa e fastidiosa, cosicché non ho potuto far altro che (con sommo dispiacere) scartare. Per ultimo avevo selezionato Far Cry 4 (su e da Ubisoft via Prime Gaming) ma alcune difficoltà tecniche mi hanno (in questo caso solo momentaneamente) fermato. Difatti ad un certo punto Ubisoft ha aggiornato il suo client ad un livello prestazionale così elevato che il mio PC non poteva (ancora) soddisfare. Cosicché non potendo più giocarci, ho virato su altro, che durasse tra l'altro meno, perché dovendo fare l'upgrade tempo ho perso e poco avevo per completarne un altro di gioco (ho scelto dal catalogo personale ricco di titoli gratuiti un Wolfenstein). Infatti cogliendo la palla al balzo ho provveduto ad aggiornare il mio computer a certe specifiche, previa aggiunta di una scheda SSD all'interno, ho aggiornato da Windows 7 a 10 (comprare uno nuovo non mi conveniva affatto, anche perché paradossalmente meno potenti in termini di processore). Da settimane ho ricominciato a giocare a Far Cry 4, ma completarlo ancora devo, perciò il prossimo anno ci sarà (nel prossimo post previsto a Marzo, anno che col botto partirà). In ogni caso, andata com'è andata, mi è andata benissimo, con tre giochi che tanto mi sono piaciuti, che nella classifica finale (prevista prima di Natale) posto troveranno, e che sicuramente posti importanti occuperanno.

Borderlands 3 - Ad anni di distanza dal secondo episodio della serie (e dal successivo Pre-Sequel, e si ricordi della The Handsome Collection), il ritorno e l'arrivo tanto atteso del terzo capitolo di Borderlands, e la parola d'ordine è come sempre "caos totale"! Borderlands 3 si presenta infatti come il capitolo più grande e folle della saga, ed al netto di qualche difetto tecnico più o meno evidente, è tutto ciò che speravo di trovare nell'ultimo (e si spera non conclusivo) capitolo della serie Gearbox. Sfrontato, esagerato, un titolo estremamente caotico (in senso positivo) e genuinamente divertente secondo aspettative. La naturale evoluzione della saga che, con tutti i suoi pregi e altrettanti difetti, riesce sempre a divertire con la sua massiccia dose di divertimento e dark humor. E comunque, nonostante si siano conservati diversi tratti (positivi e negativi) dei capitoli precedenti, Borderlands 3 è molto più di un "more of the same". Andare in giro per pianeti insieme a personaggi strampalati e imbracciando una varietà incalcolabile di armi ed equipaggiamenti non è mai stato così soddisfacente. Qualche incertezza tecnica ed una qualità narrativa purtroppo non al pari del secondo capitolo impediscono al titolo di raggiungere la perfezione, ma rimane un signor gioco, dalla durata e dal divertimento incredibile, cosa che per i fan è come tornare a casa. I livelli di gioco sono ben costruiti, le missioni secondarie sono tante e abbastanza diverse fra loro. Per finirlo ci vogliono tante ore e tante imprecazioni. E tutto senza DLC, su cui spero di mettere le mani, perché sì, ho ancora fame di Borderlands. Voto: 8

giovedì 16 giugno 2022

[Games] Videogiochi del periodo (Maggio/Giugno 2022)

Se non ho mai giocato ad un Dark Souls ci sarà un perché, è perché non ho mai ben sopportato il classico "muori-ritenta-muori ancora", ma non è solo per quello, il problema è il bilanciamento della difficoltà settato molto in alto (non esiste la difficoltà facile). Non è un caso che io abbia provato a giocare (così per caso, non avevo intenzione ma è successo, il riceverlo gratis certamente ha pesato) a Remnant: From the Ashes e mi sia arreso dopo poco tempo. Remnant infatti, che pur con le dovute differenze è molto simile al famosissimo titolo prima citato, è un gioco tosto, tostissimo. Soprattutto se questo è giocato in solitaria, che è molto più complicato che giocato in co-op, c'è difatti questa possibilità, ma nessuno con cui potrei farlo, e quindi fregato son rimasto. Difficile quindi immaginare per me giocare al celebrato Elden Ring, cui meccaniche e stile di combattimento simile, basato su tempismo di schivata e sull'abilità di assegnare più colpi in una finestra temporale ridotta (tra un attacco e un altro per intendersi), non fanno al caso mio, anche perché spenderei tutte le mie energie per farcela, e poiché già tantissime non sono, inutile sarebbe. I combattimenti infatti, come ho potuto anche se per poco notare con Remnant, hanno ritmi serrati e impongono un attenzione davvero alta, in quanto anche un solo errore banale può fare davvero la differenza. E la stamina non è amica, pochi movimenti e si è già a corto di fiato, alla mercé dei nemici. Potete quindi capire, anche per la frustrazione, chi conosce questo genere di gioco sicuramente sa, che ne deriva. Preferisco semplicemente altre cose, altri generi, per divertirmi e concludere senza troppe difficoltà le mie run di gioco, quotidiane ma sempre piacevoli, con giochi come quelli che oggi recensisco/esamino.

Obduction - Fondamentale per giocare a questo gioco è ricordarsi che ogni tanto è bene staccare la spina. Obduction è infatti un puzzle game in prima persona estremamente difficile. Si rifà a due classici del gaming che non aiutavano in alcun modo il giocatore (Myst e Riven). Difatti ciò che si ha è un mondo da esplorare colmo di enigmi e puzzle sempre più complessi. La differenza fondamentale rispetto alla quasi totalità dei giochi moderni è che in questo caso non si ha alcuna direttiva su cosa fare, come farlo o semplicemente dove andare. C'è una sensazione di spaesamento tipica delle avventure dei tempi andati. Ma superato il possibile smarrimento iniziale, l'opera scorre via liscia come l'olio (puzzle permettendo, naturalmente). E comunque se si ha bisogno d'aiuto c'è sempre Youtube. Un'opera che non punta su una trama molto ben definita, ma preferisce prediligere la suggestività dell'ambientazione. Su questo punto niente di dire, lo stile artistico particolare non per caso colpisce nel segno, non si può tuttavia soprassedere su qualche difetto tecnico di troppo, e su una seconda parte molto poco ispirata rispetto alle aspettative iniziali. La presenza di più finali non giustifica la rigiocabilità di questo titolo che può risultare ripetitivo anche dopo qualche ora di gioco. Nel complesso quindi un discreto videogioco, l'esperienza, anche se ho avuto qualche forte mal di testa nel procedere, abbastanza soddisfacente. Un'esperienza che tuttavia non si può che consigliare solo agli esperti del genere, troppo ostico infatti per gli altri, che potrebbero perdere letteralmente la testa. Voto: 7

martedì 6 aprile 2021

[Games] Videogiochi del periodo (Gennaio/Febbraio/Marzo 2021)

Una nuova stagione videoludica è cominciata (la scorsa fine qui), anche se di nuovo c'è quasi niente (e in senso generale), anche perché quello che porterò in dote quest'anno saranno quasi tutti (spero comunque di trovare qualche gioco a buon prezzo prossimamente) videogiochi acquistati lo scorso (fine) anno. E tra saldi autunnali, black friday e saldi invernali (e nel mezzo di tutto ciò ho anche vissuto nostalgiche avventure gentilmente offerte da SEGA per il suo anniversario, ho infatti potuto farmi una partita a Sonic ed a tanti altri giochini), anche giochi (tre) gentilmente offerti da Ubisoft (uno è qui oggi, gli altri ancora da provare) e tanto altro rimasto in giacenza. Una mole di giochi che cercherò di portare a termine (giochi che ricordo appena usciti non sono, anzi, da un bel pezzo), nonostante alcune difficoltà che ultimamente sto cominciando a riscontrare. Colpa di meccaniche di gioco che in alcuni specifici giochi impediscono la fluidità di controllo dei comandi al giocatore, troppi pulsanti e troppo movimenti in sincronia, che appunto non giovano alle articolazioni delle mani, nel mio caso già deficitari di loro. Cosicché un cambio di "genere" sta avvenendo e avverrà, più avventure e meno giochi di ruolo, ve ne accorgete man mano, ma oggi ecco cosa ho portato.

Syberia 3 - Più di dieci anni sono tanti, tanti lunghi anni (dal 2004 al 2017) Kate Walker ha dovuto attendere per essere salvata dal triste destino che sembrava attenderla alla fine di Syberia 2. In un lasso di tempo del genere i videogiochi, i giocatori e il mondo in generale cambia (radicalmente può cambiare). È possibile, allora, che una saga come Syberia, protagonista tra il 2002 e il 2004, avesse ancora la forza di dire qualcosa di originale dopo un periodo così lungo? Dopo aver terminato il gioco la mia risposta è no, anche perché Syberia 3 è il sequel che temevi di una serie che non aveva bisogno di sequel. Ma c'è un aspetto di Syberia 3 che, già a pochi secondi dall'avvio del gioco, spalanca un mondo di ricordi piacevoli ai seguaci della saga come me: le musiche. Quelle musiche orchestrali soavi, imponenti, che nell'arco di poche note riescono a strappare il giocatore per trasportarlo in una fiaba senza tempo, dove la ricerca della famigerata Syberia altro non è che la metafora del viaggio di un popolo alla ricerca della propria identità. Una colonna sonora sopra le righe, che a distanza di tutti questi anni ricorda ancora come, oltre due generazioni fa, mollare la frenesia di New York e seguire l'avventura più incredibile e pericolosa del mondo sia stata la scelta migliore che potessi fare. Peccato che musiche, un doppiaggio esclusivamente in lingua inglese (sottotitolato in italiano) e un set di enigmi interessanti esauriscano i pregi indiscutibili di Syberia 3, incapace di offrire una narrazione avvincente come le precedenti e di presentare problemi tecnici (dinamiche, game design ed altro) inspiegabili e leggermente fastidiosi. Certo, si rimane comunque rapiti dallo stile retro-cyberpunk del gioco, ma è un po' una delusione. Un vero peccato perché molte delle location che si visitano possiedono ancora la magia di Syberia, che purtroppo però è in gran parte svanita, forse anche a causa dei troppi anni passati dall'uscita del secondo capitolo. Per questo motivo, si consiglia Syberia 3 solo ai fan duri e puri di Benoit Sokal che vogliono vedere che fine ha fatto Kate Walker. Voto: 6

martedì 10 dicembre 2019

[Games] La mia personale classifica del 2019

Mi ero ripromesso di giocare più spesso, lo sto facendo, ma pochi sono stati i titoli a cui ho giocato quest'anno, solo 7, però ciò è dovuto anche ai titoli in questione, ovvero 2 racing game, che possono "intrattenere" molto più di quel che si prevede (in particolare se parliamo di titoli Codemasters) e soprattutto ai GDR, perché i survival horror qui presenti, in una settimana possono essere completati. Infatti, tra alcuni DLC mancanti di Borderlands, l'avventura mica da ridere di Titan Quest (chi conosce sa) e un capitolo di Assassin's Creed, che per gli adepti deve essere completato per bene (trofei e quant'altro), la mole di tempo utilizzato è stata corposa. In ogni caso 7 giochi sono sufficienti per farne una classifica (ne potrebbero bastare anche 3), per cui ecco la mia personale classifica finale del 2019, dopo quella del 2018 (qui) e delle precedenti.


7. Avventura d'azione ben restaurata ma senza brillantezza. (5,5/10)

martedì 9 luglio 2019

[Games] Amnesia 1 e 2 & Titan Quest Anniversary Edition

GenereAmnesia: The Dark Descent è un gioco di genere survival horror prodotto dalla Frictional Games. Amnesia, ispirato al racconto "L'estraneo" di Lovecraft, uscì nel 2010 su piattaforma Steam per PC e successivamente portato anche su sistemi operativi Mac e GNU/Linux.
Trama: Daniel, un ragazzo londinese, si sveglia in una grande sala di un castello lugubre e buio. Non ricorda nulla: né dove si trovi né perché si trovi lì, ricorda solo il suo nome. Seguendo delle tracce raggiunge delle lettere che si scrisse lui stesso prima di bere la pozione Amnesia per perdere la memoria. Scopre così di essere inseguito da un'entità immateriale e immortale, ma al contempo molto pericolosa: l'Ombra. Non può combatterla, può solo cercare di sfuggire da lei e dai suoi servi che vagano per il castello di Brannenburg. Il suo scopo è quello di sconfiggere il conte Alexander prima che ottenga la vita eterna e per farlo dovrà esplorare il castello, trovandosi faccia a faccia con i terribili ricordi nascosti nella sua mente che l'hanno spinto a dimenticare.
Recensione: Il gioco mi è piaciuto veramente molto per degli aspetti che non avevo mai incontrato prima in altri giochi (anche se di giochi simili mai giocato, a parte adventure di altro genere ed a parte Alien vs Predator che era però anche un FPS, così come lo erano Left 4 Dead, Dead Island e Dead Space) e che contribuiscono a favorire il suo lato horror: per esempio l'aggiunta dello stato di sanità mentale dove il povero Daniel, se lo lascerete camminare al buio, andrà fuori di testa e comincerà a vedere tutto sempre più distorto fino ad accasciarsi al suolo con un fischio continuo finché non troverete una fonte di luce da fissare. Poi il fatto di essere in prima persona e avendo il puntatore a "manine" che a seconda del tipo di mano che compare puoi compiere diverse azioni (raccogliere, spostare, ruotare), c'è una grossa interazione con la maggior parte degli oggetti che si trovano in giro: si può infatti prendere in mano quasi tutto quello che troviamo, trasportarlo in giro, ruotarlo per posizionarlo come vogliamo e anche lanciarlo via (mi divertivo troppo quando entravo in una stanza per cercare qualcosa e prendevo tutte le sedie le casse e i barili e le lanciavo via solo per fare casino, oppure, cosa molto più utile, per barricare la porta in modo che il mostro non entrasse). Ma forse la cosa che ho apprezzato di più è appunto che tramite questa interazione con gli oggetti si può afferrare una porta e tenendo premuto il tasto del mouse, possiamo noi stessi scegliere di quanto aprirla se vogliamo prima osservare cosa c'è dall'altra parte. Stessa cosa anche con tutti i cassetti e soprattutto con le ante degli armadi quando ci nascondiamo dentro. Inoltre ci si può sporgere di lato e per esempio guardare dietro l'angolo alla fine di ogni corridoio. Infine la cosa che caratterizza questo gioco è il fatto di poter usare la propria mano solo per tenere la lanterna (ulteriore causa di panico quando l'olio sta per finire) ma non per usare armi. Quindi quando disgraziatamente si incontra una di quei vomitevoli mostri, o gli lanciate dietro la prima cosa che trovate (ma non ve lo consiglio perché sarebbe solo una perdita di tempo) oppure, scappate correndo come dei deficienti (non sto a raccontarvi tutto, ma quando si sente il verso del Brute si fa prima a suicidarsi). Passando ad alcune piccole critiche a questo gioco, gioco avuto in regalo quasi un anno fa da Steam ma solo adesso rispolverato, ho trovato un po' pallosetto dovermi leggere tutte le lettere che trovavo per capirci qualcosa della storia (infatti qualche punto me lo sono perso perché non avevo voglia di leggere). A proposito di storia, per certi versi la trama è abbastanza insignificante, con una totale assenza di climax, colpi di scena e lineare sia nelle atmosfere che nei contenuti dall'inizio alla fine, ma sviscerarla a fondo è comunque abbastanza interessante. Inoltre anche devo dire che mi immaginavo qualche scena di terrore in più. Ce ne sono state parecchie certo, una in particolare me la faccio addosso ogni volta che la rifaccio, però c'è stata buona parte del gioco in cui c'era solo l'ansia di trovare qualcosa quando alla fine era tutto tranquillo. In generale, però, non si tratta di difetti talmente gravi da rovinare il tutto: The Dark Descent è comunque un grandioso horror adventure.
Modalità di gioco: La modalità è una ed una soltanto, ma è più che sufficiente, anche perché in quella che c'è il fattore più importante, la paura, è sempre assicurata. A proposito, il gioco, con visuale in prima persona, trova il suo punto forte nell'immedesimazione del giocatore in Daniel, diventando uno dei giochi horror più spaventosi che abbia mai visto o giocato. Il gioco riesce infatti (anche grazie al sonoro, che contribuisce con musiche lugubri appena udibili e forti fischi fastidiosi quando il malcapitato protagonista non riuscirà più a resistere alla tensione) a mantenere la paura in maniera costante dall'inizio alla fine, e lo fa in maniera splendida. Non si tratta solo di Jumpscare, ma di qualcosa di ben più spaventoso: dalla paura di essere inseguito a quella di essere scoperto, il gioco presenta una varietà di situazioni horror non indifferente, e fa tutto maledettamente bene. Quando non si sta affrontando il nemico, inoltre, ci saranno dei flashback che mostreranno gli orrori avvenuti all'interno del castello. Insomma, Amnesia è terrorizzante ed è sicuramente uno dei suoi più grandi pregi.

martedì 8 maggio 2018

[Games] Deus Ex: Mankind Divided

Dopo l'ottimo Human Revolution (pessimo invece fu il suo spin-off The Fall), era lecito aspettarsi che Eidos Montreal avrebbe innalzato Mankind Divided (sesto ed ultimo forse capitolo della saga Deus Ex), partendo proprio dalle solidissime basi gettate dal suo predecessore (di cui questo è il sequel diretto). E in effetti, non solo tutti gli aspetti migliori della produzione sono ancora lì, ad incastrarsi perfettamente l'uno con l'altro, ma gli spigoli del vecchio capitolo (pochi a dir la verità) sono stati smussati per trarre il meglio da questa prima incarnazione del franchise sull'attuale generazione. Il background, l'aspetto esplorativo e la meravigliosa contestualizzazione delle ambientazioni sono infatti tutti elementi che risultano più che mai efficaci nel trascinarci in un mondo vivo e credibile. Dopotutto i quattro anni intercorsi tra Human Revolution e questo Deus Ex: Mankind Divided hanno permesso ai produttori, di lavorare alacremente di ottimizzazione e rifinitura, presentandoci, a tutti gli effetti, una versione 2.0 di Human Revolution, arricchita e trasportata all'ennesima potenza, riuscendo nell'impresa di regalarci nuovamente una delle esperienze videoludiche migliori degli ultimi anni. Una trama degna di un kolossal hollywoodiano, piena di risvolti umani, sociali e di spunti di riflessione sul mondo in cui viviamo, ci condurrà attraverso le oltre venticinque ore di gioco necessarie per completare debitamente Mankind Divided (che i fan del genere cyberpunk non si saranno fatti certo scappare, anche se ho aspettato di comprare da Steam la versione completa) trama che, unita ad una giocabilità e ad una libertà di azione fuori dal comune, ci consegna un gioco praticamente e graficamente appagante. Tuttavia oltre a una trama davvero accattivante, Deus Ex: Mankind Divided nasconde un gameplay in grado di unire diversi generi in un'avventura più stealth che action. Ma ecco in ogni caso quali sono i punti di forza, e quelli deboli (perché seppur pochi ci sono comunque), della nuova fatica di Square Enix.