martedì 16 ottobre 2018

[Games] NFS: Most Wanted, For Honor, Captain Spirit & Aliens vs Predator

Sono passati ben 24 anni dall'uscita del primo Need For Speed. In tutti questi anni la serie ha avuti diversi alti e bassi, ma uno dei titoli che ha riscosso più successo è stato senza dubbio Most Wanted nel 2005. EA decide nel 2012 perciò di riportare in vita lo storico capitolo affidando lo sviluppo a Criterion Games, già autori del precedente NFS: Hot Pursuit e della (magnifica) serie Burnout (sopratutto del penultimo capolavoro che fu Burnout Paradise). E in tal senso Need For Speed: Most Wanted (anch'esso ricevuto in regalo, in questo caso dalla piattaforma Origin più di un anno fa) più che essere considerato un reboot o un sequel, può essere considerato l'erede spirituale di Burnout Paradise, giacché i produttori rimangono fedeli al loro stile senza mezze misure (praticamente è come se avessero solamente aggiunto la presenza della polizia ed un parco auto su licenza), tanto che probabilmente il titolo doveva essere Need for Burnout. E tuttavia, anche se proprio per questo fatto che il suddetto (che figlio di alcune scelte concettuali discutibili è incapace di apportare incisive innovazioni al genere, giacché riprende sostanzialmente la stessa formula di gioco) non riesca a conquistare la vetta dei racing game, e nonostante alcuni difetti (su tutti la scelta rischiosa e non del tutto riuscita di un open world pienamente accessibile da subito), Need for Speed: Most Wanted è un titolo accattivante, divertente e dichiaratamente destinato agli amanti dei racing game di stampo arcade. Di certo non è un capolavoro ma l'intelaiatura è buona: un sistema di controllo semplice ed immediato, una città da esplorare a rotta di collo ed una modalità single player variegata che si affaccia in rete scardinando il confine tra gioco in solitaria e multiplayer (che purtroppo ho potuto provare raramente dati gli anni passati), e poi tecnicamente il gioco è di buona fattura, certamente più dello sciapo e passabile, sia per la storia (trita) che per il suo gameplay stucchevole, capitolo precedente, che non è stato Hot Pursuit, ma The Run, uscito in mezzo ai due, un episodio che non ha convinto pienamente, proprio per la sua lontananza dal mondo di Need for Speed e dalle caratteristiche tipiche di questi giochi. Certo, in verità questo nel complesso decisamente migliore non è (proprio per la sua strana fusione) ma almeno tutto il resto (in parte) è al posto giusto. Ma prima di sapere cosa sì e cosa no, ecco la trama, anche se una vera e propria non c'è, di NFS: Most Wanted, infatti veniamo immediatamente catapultati per le strade dell'immaginaria città di Fairheaven, e il nostro scopo sarà quello di scalare la classifica dei 10 Most Wanted e conquistare le loro macchine (di queste 31, tutte con licenze ufficiali, possono essere sbloccate semplicemente trovandole per strada, in tal senso la città e i dintorni sono liberamente esplorabili). Naturalmente non sarà un'impresa facile, e prima di poter sfidare questi particolari piloti e i loro bolidi dovremo guadagnare diversi Speed Point.
Questi potranno essere acquisiti in diversi modi, come sfrecciare ad alta velocità davanti ai vari autovelox sparsi per la mappa o esibirsi in lunghe derapate, ma il modo più rapido è completare le sfide (che si dividono in 4 tipi principali, gare classiche, di velocità, circuiti e imboscate da cui sfuggire) legate ad ogni macchina presente nel gioco. Gioco che si avvale di un ingegnoso ma personalmente scomodo sistema, l'EasyDrive, che permette, grazie alla pressione di pochi tasti, di gestire praticamente ogni cosa. E tuttavia nessun grosso problema, come nessun problema lo dà il comparto tecnico, la prima cosa che salta all'occhio tra i pregi. Esso infatti è di gran livello, sia visivamente, grazie all'alta qualità dei dettagli, sia musicalmente, grazie ad una colonna sonora che racchiude diversi generi e ad una ottima riproduzione dei rombi di motore delle varie auto. In tal senso la guida realistica, è decente, sembra una cosa scontata, ma spesso nei giochi di macchine manca quel senso di velocità che si dovrebbe avere alla guida di veri e proprio mostri su quattro ruote, non è il caso di NFS: Most Wanted, la differenza tra le auto si sente eccome, e ha anche ripercussioni sul sistema di guida (ci vuole infatti leggermente più tecnica nella guida rispetto ai classici giochi arcade di questo tipo). Infine tra i pregi c'è l'Autolog, ovvero il sistema social del gioco, veramente ben implementato e utile. Passando ai difetti, il primo è tutto e subito: la scelta degli sviluppatori che mi ha lasciato più perplesso è stata difatti quella di rendere tutte le macchine (ovviamente ad eccezione delle 10 Most Wanted) disponibili fin da subito, se da un lato questo invoglia all'esplorazione della mappa per trovare tutti i bolidi, dall'altro manca totalmente la soddisfazione che si provava nei vecchi giochi quando si partiva dal basso e solo sudando e giocando assiduamente si veniva premiati con le auto migliori, ora invece tutta la sfida si perde. Il secondo sono le evidenti similitudini con l'ottimo Burnout Paradise, non solo perché il concept stesso è uguale (una città open world, cartelloni pubblicitari da sfondare, cancelli da distruggere, officine lungo le strade per riparazioni istantanee, takedown spettacolari, gare tra il traffico cittadino) ma perché anche luoghi e situazioni sono quasi identiche. L'unica modifica/differenza (peccato per la modifica alle prestazioni, eliminato di netto il tuning) è la presenza della polizia, che purtroppo non è ben implementata. La caratteristica più famosa del vecchio Most Wanted erano gli inseguimenti della polizia, che si rivelavano piuttosto divertenti ed equilibrati, in questo nuovo capitolo invece si rivela una feature più negativa che positiva: sfuggire agli inseguitori è decisamente frustrante, tanto che, siccome se si viene arrestati non si ha nessuna penalizzazione, si porta a preferire l'arresto immediato piuttosto che rischiare di perdere tempo in inutili fughe. Infine ultimo difetto, la troppa e poca libertà di gara concessa al giocatore, alla quale sembra non esserci una spiegazione logica. Sono stati eliminati infatti gli enormi indicatori a forma di frecce situati nelle curve che impedivano di proseguire nella direzione sbagliata: adesso tutto il campo è libero, ciascuna via è percorribile e solo i checkpoint e la mappa possono dare una mano (non la dà certamente l'ambientazione sempre identica) a seguire il percorso. E quindi sono più i difetti che pregi, ma siccome in verità se si prende per quello che è (ovvero non un Need For Speed ma un Burnout) il gioco si rivela divertente e interessante, non importa. Certo, per chi si aspettava un ritorno ai vecchi fasti si rimane delusi, ma poiché questo capitolo di NFS è anche e certamente un gioco (non è un infatti titolo difficile o complesso ma immediato e dal semplice apprendimento) alla portata di tutti, i problemi si fanno da parte, sopratutto se anche voi come me vi siete divertiti ed avete ricevuto una scossa di adrenalina da rimaner comunque soddisfatti. Voto: 6,5
Nell'attuale panorama videoludico non esiste un gioco come For Honor (forse perché a giochi simili ci avrò giocato pochissime volte) e in un primo momento le sue meccaniche di gioco (quelle di un picchiaduro con elementi hack and slash) possono spiazzare l'utente. In tal senso questo titolo di Ubisoft (anch'esso regalatomi dalla suddetta piattaforma mesi fa) non è sicuramente per tutti, è un gioco che va capito, tenendo bene in considerazione che l'aspetto primario è il comparto multiplayer. Così tanto primario che è bene precisare che qualunque modalità andiamo ad affrontare necessita di una connessione costante alla rete. Fortunatamente però, anche se l'essenza di gioco la si trova solo affrontando l'online (cosa che in verità non ho del tutto apprezzato, giacché sopporto poco la modalità multigiocatore) For Honor include al suo interno anche una modalità single player. Una modalità, una campagna (che può essere affrontata anche in cooperativa, che è composta da tre capitoli, ognuno include al suo interno ben sei missioni, che ci portano a conoscere nel dettaglio le terre natie e il background delle tre fazioni coinvolte nell'eterno conflitto), che seppur è solo necessaria a introdurre le meccaniche di base e funzionante come lungo tutorial, è riuscito, almeno personalmente, a soddisfarmi. La trama infatti (che racconta la storia di un mondo dilaniato dal conflitto, a seguito di un cataclisma di proporzioni gigantesche, in cui dopo una flebile serenità la personificazione della guerra e l'antagonista indiscussa del gioco, Apollyon, fa scoppiare terribili e sanguinolenti scontri così per diletto), seppur manchevole di colpi di scena degni nota, è buona. Essa difatti (che tiene impegnato l'utente per circa 6 ore ad un livello normale di difficoltà, di più ovviamente in base alla difficoltà o se si vogliono ottenere tutti i collezionabili presenti nelle varie location) si lascia seguire molto piacevolmente. Certo, la ripetitività tra un livello e l'altro si sente, e in tal senso Ubisoft poteva osare di più per garantire una campagna molto più longeva e definita, ma a conti fatti, anche se la modalità serve solo come allenamento, che cerca appunto di preparare al meglio il giocatore per scendere successivamente sui campi di battaglia del comparto multiplayer (nel corso della campagna, infatti, conosceremo le varie fazioni, Vichinghi, Samurai e Cavalieri, e le classi, Avanguardia, Pesante, Assassino e Ibrido, presenti nel gioco con i loro punti di forza e loro debolezze), va benissimo così. Il combat system è ovviamente l'elemento su cui si basa tutto il gameplay di For Honor ed inizialmente il sistema non sembra particolarmente complesso e risulta intuitivo e abbastanza semplice, in realtà invece è molto complesso da padroneggiare. E tuttavia ciò, che si basa principalmente sulla direzione degli attacchi e delle parate, le nostre armi bianche possono infatti sferrare e parare attacchi a destra, a sinistra e dall'alto (mentre in posizione di difesa dobbiamo prestare, molta attenzione alla direzione dei colpi che vogliamo infliggere e capire con relativo anticipo dove il nemico di turno vuole colpirci e decidere se è meglio bloccare o schivare) riesce a garantire scontri coinvolgenti, adrenalinici, brutali e assolutamente credibili. In un titolo come For Honor non poteva di certo mancare la personalizzazione e lo sviluppo in termini di crescita del nostro eroe, che qui ovviamente c'è, e a tal proposito tutto in For Honor può essere sbloccato semplicemente giocando ma è chiaro che utilizzando i soldi reali, sbloccare nuovi eroi ed ottenere un equipaggiamento più performante sarà molto più semplice e veloce. Come detto, il fulcro dell'esperienza di gioco di For Honor risiede nella componente multiplayer, che qui ovviamente, seppur non esente da difetti (anche perché non tutti hanno una connessione ottimamente performante), è assolutamente coinvolgente e divertente. Una componente con modalità a squadre (Dominio e Deathmatch), singole e in coppia (1vs1 e 2vs2, Duello e Mischia, contro altri giocatori reali o contro l'AI) ed infine c'è la Guerra delle Fazioni, un sistema che ricorda molto da vicino il Risiko, infatti le tre fazioni dovranno conquistare e difendere i territori. A livello tecnico For Honor stupisce, il gameplay è assolutamente fluido, visivamente è spettacolare, poiché le location, gli eroi, i personaggi, le armature e le armi sono riprodotte con un livello di dettaglio altissimo, le animazioni sono eccellenti ed insieme al sistema di combattimento rendono ogni scontro assolutamente realistico e brutale (in tal senso gli effetti non mancano e gli schizzi di sangue sono ben evidenti), l'unico neo l'audio, abbastanza ripetitivo. E insomma il livello è abbastanza alto per un gioco che non è il classico action game in terza persona improntato sul combattimento dove per vincere basta schiacciare a caso e velocemente i tasti del controller, For Honor è infatti un gioco unico nel suo genere e per tale motivo o lo si ama alla follia oppure assolutamente no. A tal proposito i giocatori che non amano l'aspetto puramente multiplayer non dovrebbero avventurasi nell'universo di questa IP di Ubisoft (sopratutto se non si ha una connessione performante a disposizione), tuttavia per chi ama il single player, anche se un comparto narrativo migliore avrebbe sicuramente giovato, il divertimento non manca in questo gioco, anche se in quest'ultimo caso sarebbe preferibile non spendere un euro, io dopotutto se non l'avessi avuto gratis non l'avrei certamente acquistato. Voto: 7-
Quando tre anni fa i Dontnod pubblicarono per la prima volta Life is Strange, la loro avventura grafica ad episodi con protagoniste due teenager, non immaginavano quale sarebbe stata la portata di questo prodotto (è praticamente un capolavoro). Non immaginavano nemmeno il trionfo che sarebbe arrivato, così inaspettato che sull'onda dell'entusiasmo (ricevuto) hanno poi proposto (ricompensando il pubblico) una mini stagione prequel, Life is Strange: Before the Storm (che ancora mi manca), e infine hanno annunciato (nel 2017) il sequel Life is Strange 2. Tuttavia abbastanza inaspettatamente ecco arrivare (dopo una sorprendente rivelazione all'ultimo E3), e in forma completamente gratuita (su tutte le piattaforme), lo spin-off, più un'antipasto alla seconda stagione del franchise, intitolato The Awesome Adventures of Captain Spirit, una storia dalle dimensioni ridotte (ma intensa) che, sebbene non sia ambientata ad Arcadia Bay (la città teatro delle vicende dei due precedenti giochi) si inserisce nel medesimo universo. E quindi senza pensarci l'ho scaricato e ci ho giocato e ne sono piacevolmente affascinato, anche perché quella raccontata dagli sviluppatori è una storia qualsiasi ma che diventa unica perché pur nella sua immediatezza, semplicità e brevità, ci pone di fronte a frammenti di vita quotidiana ma al tempo stesso personale. La storia parla di Chris, un ragazzino dall'immaginazione molto fervida, che vive con il papà Charles. Capiamo fin da subito che la mamma è venuta a mancare da poco e che la convivenza fra i due non è semplice, sebbene si vogliano molto bene. Il gioco ci fa impersonare Chris in una sua giornata tipo: abbiamo una lista di cose da fare disegnata su un foglio di carta che contiene le attività tipiche di un ragazzino. La prima avventura si svolge di sabato mattina e apprendiamo che Natale è vicino, Chris vorrebbe uscire con il padre per comprare un albero di Natale, ma in tv c'è un importante match di Basket e quindi tutti gli impegni vengono rimandati al termine della partita. È in questa occasione che intuiamo i problemi di alcolismo dell'uomo e anche che tende a diventare violento dopo aver bevuto. L'obiettivo del gioco diventa quindi svolgere (in un'ambientazione ristretta ma "espandibile") le piccole azioni (missioni tutte frutto della fantasia di Chris che però, così, riesce a superare anche alcune sue paure ed a combattere la noia) sulla lista di cose da fare di Chris (tra easter egg e missioni "pericolose" da vincere) che ci permettono di scoprire maggiori dettagli della trama. Una trama che permette al protagonista e spettatore di divertirsi, riflettere e spaventarsi, non mancano infatti i momenti di tensione (come quelli esplorativi). In tal senso eccezionale è nuovamente il gameplay, preso direttamente dalla serie da cui è seguito. Difatti è possibile spostarsi liberamente negli ambienti di gioco e interagire con qualsiasi elemento. Fare ciò ci permette di raccogliere oggetti, usarli o analizzarli in modo da portare avanti la trama. Sono presenti anche dei piccoli enigmi da risolvere, ma nulla di troppo complicato. Graficamente il gioco non si discosta molto dal suo predecessore: Life is Strange appunto. Gli ambienti sono ben disegnati e colorati, così come i personaggi. È bello vedere quanta cura sia stata dedicata ai particolari: le stanze sono piene di dettagli e nulla è lasciato al caso. Tutti gli ambienti di gioco sono credibili e ben realizzati, nessun oggetto è collocato a caso ed è bello interagirci anche solo per scoprire "cosa succede". Uno dei punti di forza dei giochi a firma Dontnod è sempre stata la colonna sonora e anche The Awesome Adventures of Captain Spirit non fa eccezione. Ci sono infatti delle canzoni che non potrete far a meno di andare a cercare dopo aver completato il titolo, a partire proprio dal pezzo introduttivo. Infine il doppiaggio è di discreto livello e comunque fa il suo dovere in un contesto di alto livello. Non dimenticando che grazie a questo gioco i produttori compiono importanti passi avanti per quanto concerne il reparto tecnico (i miglioramenti ci sono e si vedono), che sarà utile per il prossimo gioco. In conclusione The Awesome Adventures of Captain Spirit è un gioco che riesce a tenere incollati allo schermo, vi ritroverete a giocarlo tutto d'un fiato, anche perché è relativamente corto: si porta a termine in un paio di ore. Punto di forza del gioco è sicuramente vedere gli avvenimenti dal punto di vista di un bambino, ma analizzarli in modo diverso in base alla propria sensibilità. L'immaginazione è molto importante per Chris e lo aiuta a fuggire dai problemi che fanno parte di questo periodo della sua vita. Tutto ciò ci porta a vedere con una certa tenerezza il personaggio e sicuramente ad affezionarci a lui. Questo contrasto rende l'opera molto profonda. Alla fine vien detto che ritroveremo Chris anche in Life is Strange 2 e questo fa venire sicuramente voglia di comprare e giocare il capitolo successivo. Perciò se siete fan non perdetelo, e se non lo siete, idem, ne vale davvero la pena. Voto: 7
Dopo aver rivisto tutti i film della saga di Alien, compreso l'ultimo film (qui) e sopratutto la saga spin-off di Aliens vs Predator, avevo voglia di "vendetta", avevo voglia di ammazzare un po' di Alien, e così (grazie anche ad un'imperdibile offerta) ho acquistato l'omonimo gioco sparatutto Aliens vs Predator del 2010, e me ne sono praticamente innamorato, o almeno, mi sono tanto divertito e ne sono rimasto molto colpito, giacché è stata la prima volta (non ho mai acquistato titoli precedenti) che mi sono ritrovato di fronte ad un gioco che permetteva di impersonare tre "razze", un povero novellino appena reclutato nei marines coloniali, un coriaceo lucertolone alieno che proprio non vuole fare la cavia da laboratorio, e un predatore tanto potente quanto letale. E insomma è stato un "piacevole" intrattenimento, anche se poi la trama alla base della vicenda è abbastanza scarna e priva di grossi colpi di scena. I Predator (ultimamente al cinema), come al solito, girano per lo spazio seminando uova di alieno sui vari pianeti, per poi combatterli e mettere alla prova il loro valore di cacciatori. La situazione degenera quando le pericolose uova finiscono su un pianeta popolato da esseri umani: invece di scappare a gambe levate come il buon senso suggerirebbe, i nostri pronipoti iniziano a condurre esperimenti genetici sugli Aliens. Naturalmente questo non sarebbe un fanta-horror se le cose non peggiorassero irrimediabilmente, e quando questo accadrà avremo la possibilità di visitare le varie ambientazioni del gioco impersonando i tre protagonisti principali, assistendo così all'evolversi della vicenda dai loro punti di vista diametralmente opposti. L'avventura è suddivisa in vari livelli per ogni personaggio. Alla fine di ogni livello è possibile decidere se continuare con la stessa razza o giocare il prossimo livello con una delle altre due. Io l'ho fatto completando le tre campagne nell'ordine suggerito dal gioco (Marine, Alien e infine Predator), e ho fatto bene, anche perché solo in questo modo si può godere meglio la storia e assaporare il senso di potere che si prova a comandare creature sempre più forti e letali. Se la vicenda è uguale per tutti, assolutamente differente è il modo con cui questa viene vissuta (le tre diverse campagne proposte forniscono infatti una diversa prospettiva sull'unico filone narrativo) nei panni dei tre diversi personaggi controllabili (ognuna con particolari caratteristiche e abilità uniche): nei panni del marine (senza ombra di dubbio la "classe" più debole nonostante possano contare su potenti armi da fuoco e un equipaggiamento in grado di sopperire parzialmente alle loro lacune sensoriali) il compito principale è portare a casa la pelle, magari senza farsi infettare dai cucciolotti alieni che cercano in ogni momento di farci ingoiare un loro futuro simile, come Alien (come da tradizione la specie più poliedrica, poiché tralasciando la loro ormai storica capacità di camminare su qualsiasi superficie, dispongono di letali attacchi corpo a corpo e di un pericolosissimo allungo con cui possono balzare, in un attimo, contro un nemico, a questo si aggiunge poi la capacità di vedere al buio, imprescindibile per sorprendere i nemici meno attenti), abbiamo il compito di fuggire dal laboratorio nel quale gli scienziati ci hanno rinchiuso, combattendo i soldati e i Predator che ci danno la caccia, nei panni di questo, infine (essi che, con un equipaggiamento futuristico in grado di garantire ottimi risultati anche contro ondate di Alien inferociti, uniscono una potenza fisica fuori dal comune), la missione consiste nel dare la caccia agli alieni, facendo a pezzi gli eventuali marines che nel frattempo avranno la faccia tosta di intralciare il nostro cammino. Lo scarso equilibrio tra le diverse specie è dunque evidente, rivelandosi però determinante per ricreare la magica atmosfera delle pellicole cinematografiche a cui il prodotto si ispira. Gli Alien e i Predator, cacciatori per antonomasia, si trovano infatti in una posizione privilegiata, mentre i Marine, a fronte dei propri limiti fisici, sono inevitabilmente costretti a sudare le proverbiali sette camice per uscire vivi da qualsiasi situazione. Le classi sono caratterizzate in maniera ottimale e risultano fedelissime alle loro controparti "reali", garantendo quindi grande coinvolgimento e di riflesso, altrettanto divertimento. Tutto questo fa dunque sì che il prodotto risulti, a tutti gli effetti, un insieme di tre diverse esperienze, ognuna caratterizzata da sfaccettature uniche, in grado di stimolare e suggestionare più di quanto non fosse auspicabile. Le campagne che vedono protagonisti le tre razze, pur non eccellendo in quanto a longevità individuale (5-6 ore saranno sufficienti a chiunque per portarle a termine), garantiscono infatti una buona dose di emozioni e diverse soddisfazioni. In tal senso discreta è la qualità complessiva (nonostante gli anni), sopratutto il comparto audio, grazie agli suggestivi e coinvolgenti effetti sonori, ma anche grazie a un buon doppiaggio, più che sufficiente per rendere l'atmosfera ancora più angosciante di quanto non sembri inizialmente. I problemi si riscontrano invece in un certo dislivello qualitativo (anche perché esse sono minate da un'intelligenza artificiale dei nemici non sempre all'altezza della situazione e dunque incapace di creare vere e proprie difficoltà ai giocatori più smaliziati) tra le campagne, quest'ultime che soffrono altresì di una trama banale e prevedibile, sopratutto a chi conosce almeno un po' l'universo di Aliens vs Predator. Un universo in cui il sistema di salvataggio a checkpoint e bengala e proiettili infiniti per la pistola danno forse troppa sicurezza al giocatore rendendo così quella che doveva essere un'esperienza di terrore una sparatoria che di pauroso ha poco o nulla. E tuttavia, tralasciando queste mancanze, il gameplay, pur restando ancorato ai canoni tipici degli sparatutto (ma con un'evidente predisposizione per il combattimento corpo a corpo) evidenzia una buona varietà, legata alla necessità di variare il proprio stile di gioco, e le proprie strategie, in base al personaggio utilizzato. E quindi tirando le somme, Aliens vs Predator si dimostra dunque un buon titolo, capace di ricreare in maniera più che soddisfacente l'angosciante atmosfera dei suoi due brand di riferimento. Peccato solo che non abbia provato la modalità multiplayer, è ormai obsoleta, peccato anche ci sia una modalità Surviror praticamente inutile, anche se poi alla fine non è importante se il tuo scopo era di divertiti solamente ad ammazzare un po' chiunque, cosa che questo titolo, titolo che tutti dovrebbero provare almeno una volta, fa alla grande. Voto: 6+

32 commenti:

  1. Devo aver AvP da qualche parte ma mai giocato, ora mi hai invogliato a rispolverarlo, oltremodo anchio sono amante degli FPS, oltre che di Alien e Predator!

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    1. Io ho giocato a tutti i giochi che ho comprato, a parte forse alcuni titoli (di genere strategia sopratutto) di qualche vecchia collezione fatta, ma ad un FPS non ho mai rinunciato ;)

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  2. Questa è una congiura contro di me.
    Ma non potevi scrivere un post sul Curioso caso di Benjamin Button, che stavamo guardando ieri sera, ma che avevo già visto un paio di volte, così avevo qualcosa da dire?
    E vabbè. Ti lascio lo stesso commento paraculo che ho lasciato ad Emanuele.
    Le mie conoscenze sui videogames si fermano a Revolt. Lo conosci?
    Avrò avuto 12 anni e ci giocavo dal mio pc grazie ad un cd trovato forse nei cereali.
    Amen. :P

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    1. No, Revolt non mi dice niente, tuttavia anch'io ho giocato a certi strani cd trovati da qualche parte :D
      Per riguarda il film, io faccio recensioni di film che non ho visto, e comunque sarebbe strano farlo adesso, dopo 10 anni dalla sua uscita...in ogni caso non è importante se non hai qualcosa da dire e non commenti un post, non è un problema ;)

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    2. Mi stai dicendo che se non ho niente di intelligente da dire posso girare alla larga????
      Ma figurati se ti ascolto.
      Questo blog è troppo serio, ed io farò caciara anche qui. Tiè! 😜❤

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    3. Esatto! I modo molto signorile, come nel suo stile, ha detto che hai rotto il cazzo 😄

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    4. Ma non è vero che ha rotto, Claudia ad inizio post ha detto "Questa è una congiura contro di me", niente affatto, io scrivo quello che voglio ed ovviamente a non tutto potresti commentare se non sei a conoscenza dell'argomento o del film in questione, tuttavia ognuno è libero di dire quello che vuole..

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    5. Pietrooooo. Ma sono io.
      Claudia Turchiarulo. Hai presente quella scema di Monopoli che ti tortura sempre in privato?
      Cos'è, non mi conosci più? Mannaggia tua. Figurati se potevo pensare davvero ad una congiura.
      Sfotto, no?
      Vedi Ema come mi risponde a tono?
      Ti abituerai anche tu, dai.
      Step by step.. ❤

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    6. Non credo mi abituerò mai :D
      E comunque non potrei mai risponderti come fa lui od altri, non sono il tipo ;)

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    7. Ma perché sei un gentiluomo e mi vuoi bene.
      Loro invece mi vogliono bene ma son stronzi. 😉😘

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  3. Oddio, voglio giocare a Captain Spirit! Conosco di fama le produzioni ambientate nel medesimo universo narrativo che citi, deve essere davvero molto molto bello.
    Anche la trama di base è semplice ma fantastica^^

    Moz-

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    1. Non è difficile trovarlo, almeno credo, potresti riuscirci anche tu ;)
      Sì, è abbastanza semplice, ma proprio per la sua natura fantasiosa potrebbe davvero sorprenderti :)

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  4. Non gioco a giochi di corse da anni ma l'assenza di circuiti, mi è sempre piaciuto di Need For Speed.
    L'estremo realismo dei titoli più recente non mi ha mai fatto impazzire, quello che ha appesantito le auto.
    I picchiaduro timo Dinasty Wariors non mi sono mai piaciuti molto, troppo confusionali. Comunque sono contrario all'usare soldi veri per sbloccare qualcosa.
    Mamma mia, se Captain Spirit è bello solo la metà di come lo descrivi, penso che lo amerò.
    Che sia corto per me è solo un pregio e anche se devo ancora giocare agli altri titoli della stessa casa, mi sa che a questo do la precedenza. Bello sapere che il personaggio sarà presente anche in Life Is Strange 2. Mi hai convinto!
    Alien e Predator messi nello stesso universo non mi hanno fatto mai impazzire ma questo titolo non sembra male, un buon passatempo. Bello il poter scegliere una delle tre "fazioni".

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    1. Scusa, per "colpa" di Claudia non mi ero accorto del tuo commento :D
      Usare soldi nei giochi? mai fatto e mai farò, anche perché non è indispensabile ed è inutile...
      Effettivamente Captain Spirit sarebbe ideale per te ;)
      Scegliere tra le fazioni completamente differente è stata infatti una sorprendente novità :)

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    2. Ahahaha
      Le virgolette sono bellissime.
      Ma se il commento è di Ema, sono orgogliosissima di averlo offuscato.
      Così impara! :P
      Basta. Disattivo le notifiche, così non ti importuno più e puoi riprendere a rispondere a tutti con serietà. :P

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    3. Rispondere a tutti con serietà lo faccio comunque, ma con te è difficile :D

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    4. Ihihih
      E figurati se era vero che disattivavo le notifiche.
      Dai, dimmi una cosa dolce, però (caramella non vale).
      Dimostra al mondo che non sei asettico per niente, e che ci ho visto lungo.. :P
      Scherzo. Tanto so che finisce che ti mando a quel paese perchè mi rispondi con acidità.
      Addio.

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    5. E se ti mandassi io a quel paese, coniglietta? :D

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    6. Come vedi, confermi la tesi dell'acidità.
      E coniglietta lo dici a tua sorella! Tiè.
      Uno, due, tre. Vafangul!

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    7. Ok va bene, ti dico una cosa dolce: crostata alla nutella..

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    8. A Claudia bisognare dare poco spago, basta una battuta come la mia per far finire tutto in caciara con lei 😄
      Quindi è anche colpa mia che la stimolo...
      Di Captain Spirit potrai leggere la mia a breve, diciamo circa 5 anni 😅
      Ringrazio qua RedBavon per la correzione, a me sembrava un titolo identico a Dinasty Wariors.

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    9. Dovevi avvisarlo prima.
      Ormai ci è dentro fino al collo. Ho monopolizzato il suo blog, il suo pc ed il suo telefono.
      Prima o poi gli farò un'imboscata sotto casa e colonizzerò anche il suo appartamento. 😂😂😂❤

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    10. Sì, ma a lei si può perdonare tutto, è solo un po' esuberante :D
      Come, perché 5 anni? prima hai scritto che ti sarebbe piaciuto giocarci? va beh, aspetto...comunque non conosco Dinasty Wariors..

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    11. Immagino un visitatore casuale, "oh, ammazza quanti commenti in questo post, fammi andare a leggere!" e si ritrova questo casino 😂
      Comunque ti sono vicino per quanto scritto da Claudia nell'ultimo commento.

      5 anni perché sono in eterno ritardo 😭
      Pensa che ho ancora giochi PS2 da iniziare e se non ho ancora preso la 4 è per paura di saltare tutta l'enorme lista della 3 (nonostante per la 4 non dovrei superare i 20 titoli, indie esclusi, l'ultima generazione è stata un po' deludente per i miei gusti).
      Ad agosto ho ripreso la collezione di Hitman, il primo capitolo è un HD del 2, primo capitolo per PS2, nel 2013 lo adoravo ma mi si impallava (avevo una versione pirata), nel 2015 l'ho comprato originale, sono 2 mesi fa ho trovato tempo e voglia di riavviarlo... una giocabilità complessa che non mi fa superare manco la prima parte (non riesco ad entrare nelle mura del boss)! O sono diventato una pippa o il gioco è invecchiato malissimo.

      Comunque propongo un applauso a me e Claudia, gli unici due al mondo che spuntano le notifiche, sempre presenti quando vengono citati anche in post di qualche giorno fa!
      👏👏👏👏👏👏👏👏


      p.s. sono ore che devo cominciare Dead Space 3, preso ieri la special edition a 9,98 (con quello stronzo di commesso del Game Flop che continuava a propormi prima la tessera, a 17 euro, per un gioco l'anno che compro... e poi una garanzia a 2 euro, nel caso il gioco non partisse... un gioco che tu, negozio, mi stai vendendo!!! La garanzia dovrebbe essere d'obbligo senza ulteriore spesa... DA DENUNCIA!). Non ho pagato nulla e il gioco parte e comunque me lo hanno venduto senza libretto, non che mi freghi ma sono un collezionista, così ha perso di valore.

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    12. Ad onor del vero, io lo faccio solo con 3 blog, cioè quelli a me più cari.. Potete dedurre quali siano.
      Per tutti gli altri, disattivo le notifiche appena mi rispondono.
      Invece tu, mai. Quindi sei più impeccabile di me. 😉

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    13. Le notifiche infatti spuntano come funghi e in deserti quasi ormai aridi :D
      Per quanto riguarda la lista di videogiochi pensa che io in lista ho tanti giochi, come per esempio Cod Mw3 da anni, ma ancora non sono riuscito a comprarlo ;)
      p.s. Dead Space 3 gran bel gioco, e se ti serve un "compagno" fammi sapere :)

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    14. Ammetto che sono un malato di notifiche... qualche giorno fa ho avuto un confronto da Moz, insieme a MAX, su un vecchio post. Sarò fissato io ma intanto quella discussione ce la siamo goduti noi 3, il padrone di casa, il commentatore e il pazzo che spunta le notifiche. E voi vi siete persi tutto, tie', prrrr!! Non è che vada a leggere tutte le centinaia di notifiche che mi arrivano per email ogni giorno (a dire il vero, per i post vecchi arriva una notifica ogni tanto), altrimenti non avrei manco il tempo per piscicare, però leggendo le prime righe si capisce se è un argomento interessante e se si viene citati.

      Grazie Pietro! Se e appena mi blocco, ti scrivo! I primi due li ho divorati senza aiuto (cagandomi addosso)! DS3 l'ho scaricato all'uscita ma volevo prima completare Extration, una rottura di palle per mezzi come il Move o il controller Wii, e Ignition, che non ho manco avviato. Ora che ho comprato il gioco, lo finisco fregandomene e rimandando questi due extra.

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    15. Ma mi fa comunque piacere riceverle tante, vuol dire che l'interesse c'è e son ben contento di ciò ;)
      Anche se ti serve qualcuno per le missioni in coppia, se sarà possibile io sono disponibile :)

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    16. Ma io intendevo le notifiche ai blog degli altri, mica al mio. Per questo mi definisco "malato di notifiche" 😆 So quando mi rispondono, senza dover tornare più volte su quel blog per controllare. Purtroppo ti notificano anche i messaggi degli altri e in blog che hanno tanti commenti, è una tortura. Eviterei se Blogspot mandasse notifiche quando replicano ad un tuo messaggio (come accade per WP) o se aggiungesse la @citazione.
      Purtroppo non gioco online (avevo capito aiuto verbale, errore mio!), sono stato bannato tanti anni fa perché ho la Play 3 modificata 😅 però per ora procede tutto bene, anche se mi manca la mappa, ho difficoltà ad orientarmi ma sono ancora al secondo capitolo. Sarebbe fico giocare in due con amici e parenti lontani, nella trama principale (perché l'altro tipo di gioco online, quello degli FPS per capirci, non mi piace per niente). Ma per ora non ho neanche l'ADSL.

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    17. A me non funziona granché, e devo ogni volta controllare, e se poi mi dimentico non ci torno più...
      Aiuto verbale potrei anche, ma non ricordo tutto il percorso ;)

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  5. Bel mischione di titoli! Non ti fai mancare nulla ;)
    Mi manca da provare il capitolo gratuito di Life is Strange, ma vorrei prima terminare l'avventura principale (leggi: Dio solo sa quando sarà ;))
    Avevo lasciato perdere For Honor alle prime battute perché, come te, non amo il multiplayer, ma attirato da un prezzo stracciato di una versione speciale, mi ero lasciato tentare. Sicuramente un buon sistema di combattimento, che va assimilato, perché non serve pestare sui tasti ripetutamente (il buon Ema lo ha scambiato per un "musou" della Koei, ma è proprio l'opposto).
    Avrei preferito un minore "realismo" e una campagna single player come si deve e non un collage di livelli di allenamento.
    Visto che ti ha comunque lasciato soddisfatto, ci tornerò su.
    Need for Speed Most Wanted è un buon capitolo di questa serie, mentre AvP è una classica mancata occasione proprio degli stessi Rebellion che avevano inventato la serie e in confronto al primo episodio perde in atmosfera e tensione a mani basse. Purtroppo non è nemmeno un capolavoro di tecnica. Solo per i fan di Alien e Predator in grave astinenza video-ludica (cioè praticamente il mio identikit). Alien Isolation rimane l'ultimo titolo degno di questa serie anche se è tutt'altro genere rispetto ad AvP.

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    1. Sì, mi piace esplorare tutto, che poi in verità sono pochi i generi a cui non gioco ;)
      Il mio consiglio è di terminare subito Life is Strange, non solo perché personalmente è un capolavoro, ma perché lo è davvero :)
      Effettivamente avrei preferito anch'io il classico sistema di gioco e il classico tipo di combattimento, ma siccome era sopratutto gratis non ha pesato troppo :D
      NFS Most Wanted senza dubbio lo è buono, ma l'originale si faceva preferire. Di AvP questo è il primo a cui gioco, e seppur mi son divertito non credo comprerò altri..

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