venerdì 29 settembre 2017

I peggiori film del mese (Settembre 2017)

Settembre è stato, come sempre tutti gli altri mesi, un mese ricco di film, ma anche un mese di normalità assoluta, tanto che molto spesso la voglia di scrivere è addirittura diminuita più che aumentata, anche se ovviamente né io né il blog abbiamo intenzione di smettere, ma dopo il rallentamento estivo, e dopo le riprese delle ostilità calcistiche (ma non solo), che diminuisce il tempo a disposizione, ho deciso d'ora in poi di continuare e quindi di non cambiare (e fino a tempo indeterminato) il mio calendario di pubblicazione, ovvero che non pubblicherò post nel weekend. Da lunedì al venerdì infatti (salvo problemini) saranno sempre garantiti i post giornalieri, ma nel weekend riposo assoluto, anche se ovviamente non me ne resterò con le mani in mano, perché come tutti i blogger sanno il tempo di riposo si usa per mettere sempre fieno in cascina. Perciò avrò sempre da fare, dopotutto in questo mese non ho smesso di vedere film, anzi, di vedere deludenti pellicole (sempre personalmente intendo), per cui ecco qui i peggiori film di questo settembre, mese di nuovi inizi, cambiamenti ma anche di stabilità. E quindi buona lettura e buona visione, anzi no, meglio scegliere con cura cosa vedere, non vorrete (anche se l'estate purtroppo è già finita) scottarvi non alcuni di questi film.

Blue Jasmine (Commedia, Usa 2013): Come forse saprete verso Woody Allen ho sempre avuto, seppur qualche suo film m'è comunque piaciuto, una certa antipatia. E dopo aver visto questo film, la suddetta cresce, perché in bilico tra commedia e dramma il regista tira fuori una storia che non ingrana mai le marce alte, si prova certamente tenerezza e allo stesso tempo ribrezzo per il personaggio principale, questo comunque per gran abilità indiscussa del regista, lodevole nel costruire un'antieroina di gran consistenza interpretata in maniera magistrale da Cate Blanchett (bravissima nell'interpretare una donna sempre sull'orlo di una crisi di nervi, una persona distrutta che ha perso tutto e non riesce a rimettere in sesto la propria vita), ma il resto è un foglio bianco dal quale ogni tanto spunta qualche idea poi reiterata all'infinito. La debole sceneggiatura infatti, priva di un effettivo "quid" (e poco appassionante), fa acqua da tutte le parti, anche perché sottolineando sino allo sfinimento le nevrosi di Jasmine (che ha perso il farabutto del marito, interpretato da Alec Baldwin), non fa che irritare (centomila scene insomma per dire la stessa cosa). Per la prima mezz'ora il film è difatti inguardabile, inutile e fastidioso (per alcuni aspetti come i dialoghi confusionari e sovrapposti come da stile del regista, i flashback un po' buttati lì e il ritmo veramente blando). Nella seconda parte, effettivamente la pellicola migliora, diventa più interessante, ma c'è ancora troppo poca attenzione destinata alla psicologia della protagonista e troppo spazio dato invece a gag simil-comiche abbastanza scontate e quindi non molto divertenti. Discreto invece il personaggio della sorella (Sally Hawkins) e del fidanzato di lei (Bobby Cannavale), due o tre scene minimamente simpatiche, per il resto poca roba (neanche la musica dove il blues qui ha poco a che fare). Perché in fin dei conti è sempre la solita storia, la solita minestra con i soliti tradimenti, scappatelle, bugie, divorzi. Tanto che l'unico motivo di esistere e di vedere, questo personalmente deludente film, è solo per Cate Blanchett, premio Oscar attrice protagonista per questo film, vedibile ma non memorabile. Voto: 5,5

Into the Storm (Thriller, Usa 2014): Amo il genere catastrofico ma questo film non mi ha colpito per niente, è vero che deve considerarsi un B-movie ma speravo in qualcosa di migliore, più coinvolgente, con una trama meno prevedibile. Narrativamente parlando infatti è molto poco originale e propone i soliti schemi del padre che deve salvare i figli, la solita storia di famiglia drammatica, i soliti sentimentalismi, ma anche se alla fine in qualche scena in particolare riesce a creare un pizzico di pathos che rende gradevole la visione, poco o niente convince davvero. Perché l'unica cosa apprezzabile di questo film, nella sostanza un remake non dichiarato di Twister, sono gli effetti speciali. Di bello infatti c'è solo come è reso il terribile tornado che devasta ogni cosa e niente più, neanche la resa (mediocre) degli attori, tra cui Sarah Wayne Callies, la Lori di The Walking Dead, e Richard Armitage de Lo Hobbit, anche se l'ho seguito senza annoiarmi eccessivamente. Giacché il film procede comunque spedito e fra tornadi e fughe disperate risucchia la sua ora e mezzo di durata. Ma comunque una volta visto si può tranquillamente cestinare. Voto: 5

Criminal Activities (Thriller, Usa 2015): L'esordio alla regia dell'attore Jackie Earle Haley (qui attore al fianco di John Travolta, che riesce quanto meno a non far danni) è un minestrone avariato di luoghi comuni tra commedia e gangster movie. La lunga spiegazione finale (l'unico motivo d'interesse) alla maniera de "I soliti sospetti", a ribaltare la prospettiva del racconto, pur con inevitabili forzature (anche se coerente e precisa), funziona ma non riesce ad evitare il disastro. E così l'avventura di quattro giovanotti che, per un investimento andato a male, si trovano costretti a dover restituire una grossa somma ad un boss mafioso il quale in cambio chiede loro un favore per cancellare il debito, non riesce mai veramente a decollare né a coinvolgere tra dialoghi banali e ridondanti, situazioni riciclate, inesorabili tempi morti, sviluppi caricaturali, soluzioni narrative superflue, colpi di scena di scarso peso, una messa in scena scialba e anonima che fatica a dare senso e vivacità ad una sceneggiatura derivativa e pigra. I quattro giovani protagonisti purtroppo sono inoltre (tranne un ambiguo e straordinario Dan Stevens) ben poco incisivi, soprattutto un insopportabile ed esagitato Michael Pitt. Poteva essere un cult, ma rimane solo un buon filmetto da intrattenimento senza picchi. Manca infatti di momenti epici e risulta troppo lineare. Tuttavia si vede con piacere e non annoia, ma non aspettativi granché. Voto: 5+

All Is Lost (Azione, Usa 2013): Dopo l'affascinante ma poco incisivo 1981: Indagine a New YorkJ. C. Chandor ci ricasca. Il regista infatti a suo solito, sviluppa una storia interessante, tecnicamente buona (sia dal punto di vista registico, sia come fotografia) ma tutto sommato inverosimile (vista l'età del protagonista) e noiosetta. Il film infatti (l'odissea di un uomo alla deriva nel bel mezzo dell'Oceano Indiano), quasi del tutto privo di dialoghi e che vede come unico interprete, oltre all'Oceano, Robert Redford (che si prende sulle spalle il film e lo porta comunque a termine con una certa disinvoltura, perché è e rimane sempre un grande), non dice (nel senso letterale del termine) e lascia praticamente niente. Giacché il film, che consiste essenzialmente in Robert Redford appunto che fa cose poco interessanti su una barca, è a tutti gli effetti un'opera incompleta. Va bene la lotta per la sopravvivenza, ma da sola non basta, soprattutto perché di azione vera ce n'è pochissima. Ovviamente malissimo non è, però senza un'introduzione e/o dei flashback per farci conoscere il personaggio (che avrebbe forse creato empatia maggiore) il film purtroppo annoia, anche perché la durata giusta sarebbe stata 90 minuti e non 105. Ma quello che manca ad un film comunque non da buttare è il livello di contenuto, sterile e non esaustivo. Tuttavia, con qualche "avanti veloce" qua e là si può vedere.  Voto: 5,5

Eden Lake (Horror, Gran Bretagna 2008): Ho visto questo film, diretto da James Watkins (che nel 2012 ha realizzato The Woman in Black con Daniel Radcliffe), soprattutto per gli attori, Michael Fassbender (Steve Jobs), la florida e bella Kelly Reilly (CalvarioSherlock Holmes) e Jack O'Connell (Money Monster), non certo per la storia, vista e rivista molte volte, quella di una coppia di vacanzieri che vengono "stalkizzati" da un tenace gruppo di piccoli vandali molto pericolosi, ma il risultato è stato ugualmente deludente. Perché questo film (che scade nel tragico solo grazie alle scelte a dir poco infelici dei protagonisti), che non è come si proponeva un rape and revenge classico, anzi, la vendetta non c'è e la violenza rimane "ipotetica", apprezzabile dal punto di vista tecnico, ambientazione, atmosfera, tensione (anche se in verità la suspense latita e non impaurisce affatto), prove attoriali (anche se sprecato è lui ed anche lei), spesso non ha niente d'avvincente nonostante una trama horror che poteva anche essere più appassionante e convincente. Dato che l'inseguimento della protagonista da parte di una "baby gang" attraverso la foresta è assai poco credibile, e il finale è troppo scontato e inconcludente. Inoltre, a mio avviso, non particolarmente riuscito l'intento di rappresentare realisticamente la violenza nel mondo giovanile, perché quella che ricavo non è l'immagine della società odierna reale, si vede solo un villaggio isolato di gente tutta mezza matta, com'è tipico dei film horror, e non certo della realtà. Per questo Eden Lake, che fornisce momenti di stanca e momenti interessanti (giacché in ogni caso i giovani ragazzi la loro parte la fanno in maniera tosta), non è un film del tutto riuscito. Voto: 5,5

Di nuovo in gioco (Drammatico, Usa 2012): Spiace affibbiare un voto basso ad un film dove appare Clint Eastwood, alla cui figura di attore sono molto affezionato, oltre ad apprezzare le eccellenti doti di regista e film-maker, come dimostrato in Sully. Ma questo film (buonista e dallo svolgimento decisamente piatto e prevedibile), dove il grande divo lascia la regia al suo figlioccio Robert Lorenz, è veramente una pellicola troppo insipida ed inutile (non riuscendo a far riflettere ed emozionare come altri film sportivi-drammatici), che non va da nessuna parte. Poiché un nodo affettivo tra padre e figlia che si risolve a tarallucci e vino secondo i canoni più scontati del cinema d'oltreoceano di bassa fattura non merita, a mio modo di vedere, la sufficienza. Come non basta ritrovare le espressioni e la "burberità" tipica del nostro amatissimo Clint, se intorno ad essa c'è il nulla. Infatti la storia d'amore tra la figlia di Eastwood e l'ex giocatore lanciato dal padre appare melensa e banale, ed anche la rivelazione del tragico passato della ragazza ad opera del padre arriva tardivamente e viene messa lì senza costrutto. A contribuire al flop del film ci sono anche le prestazioni piatte offerte dalla Amy Adams e di Justin Timberlake, che non tralasciano nulla dello stereotipo che rappresentano. Insomma anche se lo chef è di prim'ordine (perché c'è anche John Goodman) vale sempre il detto che non tutte le ciambelle vengono con il buco. Giacché in questo film (di stampo classico con una sceneggiatura comunque solida ma che non brilla e scritta col pilota automatico, poiché si sa già dove vuole andare a parare e soprattutto ha uno sviluppo talmente prevedibile che bene o male intuisci qual'è la prossima scena) il ritmo è piuttosto lento e poco o niente coinvolge. Comunque un pessimo prodotto questo non è, perché anche se come film sul baseball non è indimenticabile, e anche se mi aspettavo qualcosa di più, una visione leggera (soprattutto per rivedere Eastwood all'opera) la merita. Dopotutto questo è il classico esempio di film preconfezionato, gradevole ma incolore, che si può vedere e poi dimenticare. Voto: 5,5

99 Homes (Drammatico, Usa 2014): Questo film di Ramin Bahrani lavora su due livelli, da una parte la denuncia politica verso quel sistema tutto bancario e capitalistico che ha portato migliaia di famiglie americane in mezzo alla strada e dall'altro le scelte morali ed etiche che il personaggio interpretato da Andrew Garfield si ritroverà a dover compiere, ovvero quella (che causerà un forte stress psicologico) che per riprendersi la casa dalla quale è stato sfrattato, insieme alla sua famiglia, inizia a lavorare per Rick Carver (un bravo Michael Shannon che conferma il suo talento), proprio l'agente immobiliare che lo ha sfrattato. Il primo livello funziona, il film "apre le porte" a chi come me conosce poco il problema e fa intuire come ci sia tutto un giro legalizzato che specula sul dolore della gente, ma la storia in se è scritta per poter finire nell'unico modo possibile. E' quindi un film prevedibile e che spesso punta troppo sul sentimentalismo spicciolo mettendo in mezzo i bambini, come se il regista volesse ulteriormente enfatizzare quel dolore che è chiaramente presente fin dalla prima inquadratura. A tratti quasi documentaristico, con un uso reiterato della camera a mano, 99 Homes è infatti un buon film di denuncia che si posiziona sulla scia di altri titoli "della crisi" come Margic Call o The Company Men, però è una pellicola riuscita a metà e troppo raffazzonata nella sceneggiatura. Giacché nonostante la buona recitazione dei protagonisti, il film (che si riduce a pochi dialoghi interessanti tra il novizio e il suo "tentatore", con una sequenza di fatti un po' banali sulle emozioni della povera gente derubata delle loro case) esplora troppo superficialmente un problema di ben altre dimensioni. In definitiva dramma discreto ma poco appassionante ed emozionante, che in ogni caso, seppur non aggiunge nulla di più, è (senza aspettarsi troppo) un film da vedere. Voto: 5,5

War on Everyone (Commedia, Gran Bretagna, 2016): Un buddy movie un po' in sordina che comunque è capace di regalare qualche momento divertente, anche se il livello non è sempre alto. Due agenti (Alexander Skarsgard e Michael Pena) sono noti per ricorrere spesso a corruzione, intimidazione, abusi vari ai danni delle persone che sbattono dentro, oltre che per il loro umorismo decisamente poco politicamente corretto. Il loro capo vorrebbe sbatterli fuori, ma dà loro l'ultima occasione per incastrare un malavitoso britannico (Theo James). Tra gag azzeccate e azzeccate un po' meno (con alcune volgarità aggiunte), qualche risata, alcune scene action discrete (ma esagerate quasi sempre), alla fine è un film (nell'originale Crazy Dirty Cops) senza particolari pretese che comunque si guarda, almeno una volta, volentieri, anche se purtroppo sono molte le cose che non funzionano. La trama è fragilissima e anche poco coinvolgente, dei personaggi non si sa quasi nulla e non si capisce quasi chi sia uno chi sia l'altro e quale sia il loro ruolo, tanta confusione e un argomento già trattato in molti altri film. Buoni i primi dieci minuti, poi scende di brutto, tanto che a salvarsi è solo la colonna sonora, con all'interno una canzone italiana, e la sexy protagonista femminile, ovvero l'esuberante e bellissima Tessa Thompson, oltre poco e niente. Voto: 5

Cell (Azione, Usa 2016): Pur con tutta la buona volontà, nonostante quelle che sembravano ottime garanzie di riuscita (dalla partecipazione di attori eccellenti come John Cusack e Samuel L. Jackson alla presenza di Stephen King, che ha da poco festeggiato 70 anni, come ispiratore della storia e co-sceneggiatore), non è oggettivamente possibile giudicare in modo positivo un prodotto inevitabilmente opaco e inefficace come questo film, l'ennesima e deleteria trasposizione del grande maestro. Il film infatti, diretto da Tod Williams, un film catastrofico dove un improvviso segnale telefonico trasforma buona parte degli esseri umani in creature sanguinarie guidate telepaticamente da qualche misteriosa e letale entità, nonostante offra azione e spettacolo propria delle migliori pellicole apocalittiche (seppur comunque corredato da effetti digitali di rara bruttezza), per colpa di buchi di sceneggiatura e interpretazioni deboli, si dimostra un prodotto di serie C da evitare senza pensarci su due volte. Giacché questo filmetto di taglio televisivo (a partire dai disastrosi titoli di testa) mal diretto e interpretato, complici una fotografia per nulla suggestiva, scenografie penose, musiche irrilevanti, montaggio macchinoso e soprattutto una regia incapace, è un film (dal ritmo lento) mediocre che vale poco anche come intrattenimento. Se poi ci aggiungiamo un soggetto narrativo ormai logoro e abusato, un tema (la dipendenza dai cellulari) veramente fuori tempo massimo, una trama generale sviluppata malamente e senza il minimo approfondimento o colpo di scena, ed un finale prevedibile e fiacco, il risultato non può che essere uno, una cagata pazzesca. Voto: 4

Jupiter Ascending (Fantascienza, Usa 2015): Un film alquanto deludente l'ultima opera dei fratelli Wachowski (Lana e Lilly), i creatori di Matrix. Essi ormai sono in evidente calo, e si vede soprattutto per la mancanza di idee, non siamo ai livelli di quella schifezza di Speed Racer, ma è un film con una sceneggiatura molto approssimativa, poco originale e decisamente banale. La classica storia di lei (umile umana) che non è nessuno ma in realtà è speciale, i classici cattivi (dominatori della terra e dell'universo) che vogliono distruggere tutto, i classici buoni (salvatori della terra e dell'universo) che vogliono evitare tutto, le classiche scene d'azione dove si salverà sempre per un millisecondo, la classica storia d'amore improbabile e il classico lieto fine. Praticamente il film si riassume così, e ha qualche spunto riflessivo, ma fatto molto male e trattato in modo superficiale. Non mi sento di stroncarlo completamente, dato che riesce in maniera parziale ad intrattenere, le scene d'azione sono veramente ben fatte e gli effetti speciali di ultima generazione non potevano che essere ottimi, ma seppur visivamente ineccepibile manca però di sostanza, palesando poca originalità e poca inventiva. Inoltre come già sottolineato la linearità narrativa è un po' deficitaria, tutto viene spiegato sommariamente e con poca incisività. In più il cast (comprendente anche Douglas Booth e lo sprecato Eddie Redmayne) è nettamente insufficiente dove si salva solo Sean Bean (seppur inutile è il suo personaggio), i due protagonisti poi (Mila Kunis e Channing Tatum) non si integrano nella complicata ragnatela della storia dove appunto si notano vistosi buchi. In conclusione le due ore passano con qualche difficoltà, la prima parte è più che buona ma le troppe scene d'azione durano anche troppo e portano una noiosa seconda parte, tanto che nonostante esso appaia comunque sufficientemente godibile, è meglio evitare. Voto: 5+

Night of the Wolf - Late Phases (Horror, Usa 2014): Mi è cascato tra le mani questo horrorino di ambientazione licantropesca, credo primo lungometraggio inglese dello spagnolo Adrián García Bogliano, che già aveva partecipato al collettivo The ABCs of Death oltre ad aver diretto Here Comes the Devil. Il film, nella resa dei licantropi, negli effetti speciali, nella elementarità della trama, nelle ambientazioni e nell'incedere, è caratterizzato da una piacevole reminiscenza anni '80, un po' (tanto) da B-movie. I primi venti minuti infatti sono molto divertenti, Ambrose McKinley (interpretato da Nick Damici) è un veterano di guerra non vedente (molto simile a Stephen Lang di Man of the Dark, ma con risvolti meno interessanti) che si trasferisce nella piccola comunità di Crescent Bay, un luogo in apparenza tranquillo abitato da invadenti vecchiette e da altri pensionati in cerca di relax. Ma con l'arrivo della luna piena, qualcosa di sinistro si materializza attorno a quelle case, creando il panico tra i residenti. Peccato che con il passare dei minuti, il film che in partenza ha appunto un tono frizzante da horror comedy anni ottanta, si sieda letteralmente (girando attorno alle vicende personali di un comunque stereotipato protagonista) con un plot comunque insipido e poco coinvolgente, una storia che per fortuna si risolleva nel finale splatteroso dove assistiamo anche a una fatidica trasformazione da uomo in lupo (tutto sommato riuscita, ma niente a che vedere con i livelli toccati da altre grandi opere). Inoltre Bogliano non sembra affatto a suo agio dietro la telecamera, troppi movimenti lenti e poco spazio alla fantasia, un'involuzione dettata dal fatto che Late Phases è praticamente un lavoro su commissione. Un lavoro in cui si doveva e poteva sfruttare meglio il tema dell'assedio e di molte altre idee abbozzate ma rimaste purtroppo indefinite, la tensione infatti si sfalda in un baleno. Giacché per chi ama il cinema dei licantropi, Late Phases rappresenta un prodotto che non aggiunge nulla a quanto già visto in passato. Perché anche se resta sul piatto un po' di sano intrattenimento, ma anche tante immagini che girano a vuoto, fatico ad arrivare alla sufficienza piena. Voto: 5,5

Friend Request (Thriller, Germania 2016): Una ragazza accetta l'amicizia da una compagna molto particolare e solitaria, sarà l'inizio di un incubo. L'idea è buona e anche il concetto di base sul quale si sviluppa è interessante (seppur quasi identico a Unfriended). L'origine del male da una cosa tanto quotidiana (ed ormai quasi indispensabile) quale è il social network, una lenta discesa agli inferi attraverso la distanza della società che pian piano aumenta nei confronti della protagonista, una vita perfetta che viene distrutta per mezzo di una gentilezza di troppo nei confronti di una persona disturbata. Anche due o tre idee sono davvero buone, soprattutto perché poste davvero bene e nelle quali disgusto e violenza sono dosati alla perfezione. Peccato che il film (horror psicologico diretto dal semi-sconosciuto attore Simon Verhoeven) sia impossibile da godersi, la trama fatta di soprassalti è inesistente, capirei se il regista fosse stato un completo incapace senza idee, il vero problema è invece però che le atmosfere sono inquietanti e tesissime, per questo chiudere ogni scena horror alzando il volume e piazzandoci l'effetto è assurdo. Attraccarsi così alla solita moda dei jumpscare è come togliere l'anima al film, diventano scene fini a sé stesse e paradossalmente tutte identiche quindi senza un vero senso artistico, in poche parole il regista non ha voluto trasmettere niente. Per carità, la botta improvvisa ci sta basta metterla quando serve, ne bastano due di scene così in un film se proprio si deve, una alla fine per dare il colpo di grazia allo spettatore e uno all'inizio o a metà per dare una smorzata alla trama, distribuito però così per tutto il film toglie tutto il gusto. Non da bocciare in toto, perché di cose positive ci sono (le atmosfere oniriche e i video dark), ma non abbastanza per raggiungere la sufficienza. Poiché il risultato (anche per colpa di una colonna sonora irritante) non è un granché, il classico horrorino da intrattenimento con finale per nulla sorprendente, guardabile ma evitabile. Voto: 5,5

Ecco infine i film scartati e probabilmente da evitare:
Electric Slide Thriller, nonostante il buon cast, banale e poco carismatico
Isolation: Pericolo alle Bahamas Action thriller di serie B non originale e poco interessante
La grande Gilly Hopkins Filmetto drammatico, nonostante il buon cast, banale e superficiale
Stratton: Forze speciali Ennesimo action banale e patetico
Lolo: Giu' le mani da mia madre Commedia forse divertente ma ridicola e poco interessante
Un amore all'altezza Come può Jean Dujardin ridursi a pellicole così patetiche?
Innamorati di me Una commedia sentimentale non solo sconosciuta, ma banale, non originale ed inutile
Una squadra da sogno Dopo il deludente Saint Amour ancora Gérard Depardieu alle prese con un burrascoso rapporto da recuperare con il figlio, e basta!
Come diventare grandi nonostante i genitori Commedia simil musicale superficiale e prevedibile
Reputo Xavier Dolan un regista di grande talento, ma se Mommy trattava un argomento comunque e personalmente interessante, sia Tom à la ferme che Laurence Anyways non proprio, per cui la storia di un ragazzo che deve vedersela con la sua famiglia del suo ex-ragazzo e di un professore che vorrebbe cambiare sesso proprio non mi va di vedere
Mozart, un cane per due Che una coppia si faccia una "guerra" in tribunale per la custodia di un figlio ci sta, ma che lo faccia per un cane, con tutto il rispetto, no, quindi poiché banale meglio evitare questa inedita commedia americana con Alicia Silverstone
Return to Sender - Restituire al mittente Banale pseudo-thriller con Rosamund Pike, che ormai non riesce a liberarsi più dal suo ruolo riuscito in Gone Girl
Crossing Point: I signori della droga Banale action di serie B con Luke Goss francamente evitabile
Knucklehead: Testa di cavolo L'esordio insensato e stupido del wrestler Big Show
Wizard of Lies Già vista la beffarda storia di Bernie Madoff nella miniserie Madoff con il bravissimo Richard Dreyfuss, per cui non mi interessa vedere questo, anche e nonostante il gran cast
I corrotti La locandina con Nicolas Cage baffuto è davvero da brividi, figuriamoci nel film, per cui nonostante Elijah Wood è meglio evitare questo banale thriller
Uno, anzi due Maurizio Battista è un bravo comico live show, per cui perché fare un film? soprattutto se banale e superficiale? solo per fare flop probabilmente
Quel bravo ragazzo Non serve sprecare parole, commedia tranquillamente evitabile
Against the Wild: Viaggio attraverso il Serengeti Troppo "vecchio" per stare ancora dietro a certe ridicole avventure per ragazzi
Innamorarsi a Middleton In anticipo nella programmazione Sky ho deciso di non vedere, nonostante i due bravi attori, questa banale commedia romantica

14 commenti:

  1. Ciao! Sinceramente ho visto solo Blue Jasmine, che non mi è dispiaciuto, anche se è un po' triste ed amaro..
    Di sicuro la recitazione di Cate Blanchett è uno dei punti di forza.

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    1. Quello è sicuro, dopotutto quello che non m'è piaciuto è la storia e la mano del regista, non lei ;)

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  2. Sai che anche a me Allen sta proprio sul cazzo? XD
    Cooomunque non ne ho visto manco uno. L'altro giorno su Sky davano quello col collega di Maccio e ho visto che c'era comunque un grande cast, a modo suo era divertente, ma non l'ho seguito troppo.

    Moz-

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    1. À tanti lui sta lì :D
      Il problema non è se divertente o meno, quanto che a fine visione probabilmente mi sarei reso conto di aver perso solo tempo, anche perché come hai dimostrato tu sono troppe fine a sé stessi questi tipi di commedie, il più delle volte imbarazzanti..

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  3. Io ho visto della tua lista 'Eden Lake' (a proposito di torture-porn :D): devo dire che non mi è dispiaciuto. In fondo con la canonica conclusione del rape and revenge sarebbe stato tutto sommato apprezzabile lo stesso. Però ciò che scrivi è pienamente condivisibile: diciamo che è un film che rischia di rimanere un po' chiuso in se stesso, come dici tu è un paesino con gente matta e fine. Comunque per me siamo sul 6 pieno :D

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    1. Non si può comunque promettere una cosa e poi non andare fino in fondo su quella cosa, ecco perché mi ha indispettito e poi mi ha un po' dato fastidio, anche se sinceramente me l'aspettavo visto gli attori e Kelly Reilly, che mai si è "sbottonata" per un film ;)

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  4. Io da fan di Woody devo difenderlo a spada tratta anche per blue Jasmine, anche se ammetto che non è tra i suoi migliori film...
    Concordo invece su Cate Blanchett..
    Per il resto, All is lost è un film sui generis, non saprei nemmeno dare bene un giudizio...
    Sicuramente grossa delusione invece Jupiter... ciao!

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    1. Come detto comunque alcuni suoi mi sono anche piaciuti, ma questo non tanto, anzi, per fortuna c'era lei altrimenti forse mi sarei "accanito" :D
      In effetti è stato difficile dare un giudizio, al contrario appunto di Jupiter, è stato facile non difenderlo troppo ;)

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  5. Io sono tornata a leggere moltissimo, durante la scorsa estate.
    E credo che continuerò avendo disdetto Sky.
    Dei film che hai elencato avrei voluto vedere solo Blue Jasmine e non per per Allen che non sopporto ma per Cate Blanchett.
    Ora mi lasci nell'indecisione...
    buona serata!

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    1. Credo proprio di sì, anche perché senza, il tempo per qualsiasi cosa ora c'è sicuramente ;)
      Diciamo che una visione nonostante lui, il film lo meriti, proprio per Lei, per cui forza e coraggio e recupera presto :)

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  6. Io ho visto "La grande Gilly Hopkins" ma nulla di speciale, merita giusto la sufficienza. Buon sabato!😊

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    1. Non ne dubito, ma non faceva per me ;)
      Buon weekend a te :)

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  7. Davvero non mi aspettavo di vedere tra i peggiori un film horror che reputo tra i più angoscianti mai visti, ovvero Eden Lake. Peccato, io non ci avevo dormito la notte però io l'avevo anche visto quando era uscito, quindi per me era una cosa ancora molto nuova, e un Fassbender ancora inedito :)
    Concordo invece coi giudizi su Blu Jasmine, Friend Request e l'orrido Cell, tre film a modo loro abbastanza deludenti, salvo che nel primo c'è una Blanchett favolosa.

    Della lista di scartati non ne ho visto nemmeno uno, mi ritengo fortunata :)

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    1. Beh di sicuro non l'ho bocciato, solo che personalmente non mi ha convinto in tutto e per tutto, soprattutto intende una cosa e dice un'altra, ma bruttissimo comunque non è ;)
      Ovviamente d'accordo sugli altri e quelli scartati, buon per te :)

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