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giovedì 27 giugno 2019

I peggiori film del mese (Giugno 2019)

Sono anni ormai che non vedo più film per la tv, fatti apposta per la televisione, a tal proposito li evito praticamente tutti (tranne alcuni della HBO) e in tal senso neanche li prendo in considerazione non solo per la classifica finale dei migliori o dei peggiori ma anche tra i film della lista dei scartati, ma in questo mese è capitato di vederne uno, poiché intrigato dal titolo e dalla trama, Deliverance Creek - Solo per vendetta che, ambientato verso la fine della guerra civile racconta le vicende di Belle Barlow che si trova ad affrontare delle incertezze quando cerca di difendere la terra della sua famiglia con qualsiasi mezzo, e una banca corrotta che gestisce la città, spinge Belle di diventare un fuorilegge, purtroppo però è stata una mezza (e più) delusione. Mi aspettavo un western alla Sweetwater (molto simile è lo script), un film che tempo fa mi sorprese per la sua "onestà", e invece mi sono ritrovato un film abbastanza insipido. Un film che tra dramma bellico ed heist movie, con annesso triangolo amoroso, mi ha lasciato un senso di insoddisfazione molto forte. Di certo non meno acuito da un finale troncato a metà. Un finale che ha un suo perché, esso come il film stesso era il preludio di una serie drammatica, giacché prodotto dalla Lifetime, questo film in costume tratto da un best seller di Nicholas Sparks serviva da backdoor pilot, tuttavia la serie in questi cinque anni (il film è infatti datato 2014) non è stata più prodotta, e quel finale senza degna conclusione è rimasto. E insomma è stato un grosso errore che ora però non farò mai più, film per la tv addio.

giovedì 28 marzo 2019

I peggiori film del mese (Marzo 2019)

Non l'ho mai specificato, eppure è successo che un film che inizialmente avevo scartato, l'ho poi rivalutato è visto, ma mi preme adesso sottolineare, visto che una specifica richiesta mi è già giunta (e ossessivamente) all'orecchio, che qualora un lettore qualsiasi mi dicesse che un film che ho evitato gli è piaciuto, potrei anche pensarci su, e chissà in futuro recuperare. Io infatti ascolto i consigli, leggo il parere dei critici (e dei blogger) e valuto bene se vedere o meno un film, e quando i motivi sono validi o almeno personalmente interessanti rivaluto e cambio idea, perché come si sa, cambiare idea si può, e certe volte si deve, anche se poi potrebbe risultare sbagliato fare ciò. Come sbagliato sarà stato forse vedere questi film qui, ma di cui tuttavia (più o meno) non rimpiango.

Viral (Horror, Usa 2016): A mio avviso questo film, l'ennesimo lungometraggio riguardante i virus e gli infetti, questa volta diretto dal duo Henry Joost/Ariel Schulman (Paranormal Activity 3Paranormal Activity 4Catfish), non convince pienamente sotto il profilo fanta-horror, lasciando poco spazio alla sostanza (gli attacchi degli infetti, uno strano e non identificato parassita si insinua all'interno delle persone controllandone la mente e successivamente il corpo, sono piuttosto ridotti) e senza approfondire alcune cose che vengono presentate in maniera superficiale. La caratterizzazione di alcuni personaggi poi non sembra delle più credibili, anzi irritano un poco certi atteggiamenti e alcune banalità evidenti. Tuttavia il film, un film che nella tradizione Blumhouse offre un prodotto abbastanza solido a livello qualitativo (anche se il soggetto è quasi mai originale), ha degli aspetti positivi, specialmente nelle due attrici protagoniste (il resto è puro ornamento), brave a sviluppare il rapporto fra sorelle di fronte ad una nascente pandemia (Sofia Black-D'Elia e Analeigh Tipton). Di solito in film di questo genere le fasi iniziali sono saltate praticamente a pie pari, ma qui ci si concentra specialmente nei primi momenti del contagio, quando c'è più incertezza sul da farsi che la necessità di sopravvivere. Meglio la prima parte della seconda, che sconta soprattutto la prevedibilità della narrazione (giacché un momento prima che la scena procede si capisce già tutto) e qualche soluzione non priva di forzature. Nel complesso però, pur non riuscendo a infondere una certa atmosfera ansiogena (nonostante l'ambientazione quasi Lynchiana), il film ha comunque il merito di non rendersi noioso, ma non fa abbastanza per meritare la sufficienza piena. Infatti senza infamia e senza lode, ma senza riuscire nemmeno a farsi ricordare più di tanto. Voto: 5+

lunedì 6 agosto 2018

Sharknado 5: Global Swarming (2017)

Dopo la chiusura del canale Sci-fi della ormai defunta AXN, avevo poche speranze di recuperare (stessa cosa dicasi per la quarta stagione di Z NationSharknado 5, poi un giorno senza saperlo (verso metà luglio) è approdato su DMAX (e in tal senso spero che prima o poi l'ultima stagione della serie sugli zombie approderà anch'essa in Italia), perciò mi sono messo comodo, ho spento il cervello e l'ho finalmente visto. Perché dopo aver visto e commentato tutti i precedenti capitoli (qui la recensione del quarto) l'attesa per il quinto capitolo era un qualcosa di difficilmente quantificabile, anche se non come per il quarto. L'attesa per quello che è ormai considerato appuntamento fisso (di ogni cultore del trash) dell'estate non solo americano dal 2013, è proprio in questo periodo infatti che la saga di Sharknado si arricchisce di un nuovo tassello della propria, personalissima, mitologia. Il punto più alto mai toccato dalla Asylum, capace di dar vita ad un franchise capace di diventare virale ed emergere nella svariata lista di produzioni coeve della casa di produzione americana grazie ad un'idea di cinema di serie z tutto indirizzato su una spiccata, e irresistibile, esagerazione e su una vena citazionista sempre più marcata. Dopo il primo capitolo, sicuramente il più debole e acerbo (ma tuttavia il meno peggio tecnicamente e narrativamente, e certamente il più geniale perché i sequel sono solo seguiti della genialità protesa col primo), la serie si è avviata verso un crescendo, sempre ovviamente rivolto ad un ridicolo "sense of wonder", che si è ulteriormente evoluta (in attesa forse a giorni del sesto capitolo) con Sharknado 5: Global swarming, film del 2017 e quinto capitolo (capitolo che dà a chi ancora segue la saga quello che si aspetta, astenersi quindi tutti gli altri) della saga sugli squali volanti più famosi al mondo. Saga fantascientifica e demenziale che supera se stessa in trovate folli e fantasiose. Il quinto episodio della saga sfiora infatti vette di follia inarrivabili: il fantasioso sceneggiatore Thunder Levin e il regista Anthony C. Ferrante (rei di tutti i capitoli) dimostrano difatti di potersi inventare situazioni ancora più assurde (e di questi tempi creare qualcosa che non si è mai visto è praticamente impossibile, per cui un complimento è doveroso).

martedì 23 gennaio 2018

Train to Busan (2016)

Mi ero ripromesso di vedere il prequel animato Seoul Station, ma non l'ho fatto, anche se certamente vedrò prossimamente, anche perché il suddetto, come mi sembra di capire e intuire non avrebbe comunque inficiato la visione del film originale, esso infatti non è propriamente la continua, ma un film a sé, e che film, perché Train to Busan, film del 2016 diretto da Yeon Sang-ho, uscito in home video solo ad ottobre e mandato in onda in Italia a metà dicembre del 2017, è un sorprendente "zombi" movie, dalla costruzione tutto sommato prevedibile ma di una potenza visiva pazzesca, con la tensione sempre altissima. Benché infatti sia difficile pensare di lasciarsi prendere da una trama abbastanza prevedibile come quella che riguarda gli zombie, il regista riesce abilmente e senza inventarsi nulla di particolare e inserendosi piuttosto bene negli schemi del genere, a ribaltare gli suddetti schemi, confezionando una pellicola ricca di suspense, ansia e partecipazione emotiva che non ti fa staccare lo sguardo dallo schermo neanche per un attimo, tant'è che non vuoi perderti niente di quello che succederà all'esiguo gruppo di persone sulle quali si concentra. Seguiamo difatti e con grande interesse lo svolgersi, e il progressivo deterioramento, della situazione all'interno di un treno in partenza da Seul e diretto a Busan, dove un giovane padre con sua figlia in viaggio per ricongiungersi con la madre della piccola, un gruppo di ragazzini in viaggio per un evento sportivo e una coppia in attesa del loro primogenito, si ritrovano costretti, a seguito di un anomalo incidente "infettivo" di una ragazza, ad escogitare un piano per sopravvivere il più a lungo possibile mentre la minaccia mortale, infernale incombe.

venerdì 1 settembre 2017

Independence Day: Rigenerazione (2016)

Era il 1996 quando Independence Day usciva nei cinema di tutto il mondo. Il film diretto da Roland Emmerich raggiunse un successo sia commerciale sia cinematografico che vanta pochi rivali grazie ad effetti speciali mozzafiato, un'invasione aliena senza precedenti e persino la distruzione di alcuni edifici simbolici degli Stati Uniti. Non è un caso che il titolo del film si riferisse proprio al 4 luglio, festa nazionale americana per eccellenza, a sottolineare la forte componente patriottica della pellicola. Vent'anni dopo, eccoci con Independence Day: Rigenerazione (Independence Day: Resurgence), film di fantascienza del 2016 diretto nuovamente da Emmerich, di nuovo alle prese con un'invasione aliena. Ritroviamo vecchi nemici e molti dei protagonisti del primo film, ma il mondo è cambiato. Se nel 1996 gli Stati Uniti erano la sola super-potenza a livello globale, anche nella lotta contro gli alieni, nel 2016 troviamo una sorta di alleanza planetaria che comprende necessariamente anche la Cina, anche se il perno del film sono ancora loro, gli americani, ma in questo secondo capitolo troviamo alcuni elementi di cambiamento. Il nuovo presidente degli Stati Uniti è una donna, americani e cinesi collaborano a difesa del pianeta e il mondo sembrerebbe più unito. Dall'ultima volta che gli alieni hanno attaccato la Terra, l'umanità si è impossessata delle tecnologie all'avanguardia dei suoi invasori e ha sviluppato un sistema di difesa che dovrebbe garantire la nostra incolumità. Il governo degli Stati Uniti, oltre a sfruttare le potenti tecnologie extraterrestri, tiene prigionieri alcuni esemplari nemici per monitorarli. Ma a pochi giorni dalla celebrazione del ventennale di quel famoso 4 luglio 1996, ecco che la nave aliena atterrata in Sud Africa inizia a manifestare strani segni di attività, cosa avranno di nuovo in mente? chi saranno i nuovi eroi che salveranno la Terra? Basteranno due piloti rivali e un ex presidente eroico a salvarci? Certo che sì, altrimenti che senso avrebbe.

mercoledì 30 agosto 2017

Kong: Skull Island (2017)

Era da tanto che non subivo una scossa di adrenalina nel vedere un film, quest'anno mi è capitato due volte, per quel capolavoro di Mad Max: Fury Road e quell'altrettanto straordinario Deadpool, ma soprattutto l'anno scorso ne ebbi una forte con Godzilla, di cui Kong: Skull Island, film del 2017 diretto da Jordan Vogt-Roberts, reboot del franchise di King Kong, è una specie di sequel. Entrambi infatti fanno parte del MonsterVerse, universo filmico realizzato dalla Legendary Pictures, che ha già previsto altri due capitoli negli anni a venire. Ed erano invece anni che non si vedeva sul grande schermo e non solo (giacché l'ho visto su Infinity première del 25-31 Agosto) un film d'avventura così efficace e coinvolgente, fedele ai canoni del genere che qui vengono presentati ed esaltati con grande maestria. Un genere che andrebbe affidato alle persone giuste e che, se mal gestito, non porterà di certo novità. Dopotutto di film con mostri che uccidono persone e mostri che si uccidono tra di loro è pieno il mondo. Kong: Skull Island ha però qualcosa di diverso, un tocco in più, una cura nei dettagli e nelle inquadrature che lo rende molto più piacevole e affascinante da guardare. Grazie anche al regista, un director (il quasi esordiente Jordan Vogt-Roberts, autore dell'inedito in Italia The Kings of Summer) che fa il suo lavoro senza particolari trovate, ma comunque in grado di gestire un Monster Movie con lo scopo di incantare lo spettatore e che, prendendo le distanze dai precedenti episodi dedicati all'enorme gorilla e soprattutto pensando all'ultimo episodio diretto da Peter Jackson si allontana dalla classica formula del remake, per tentare di proporci qualcosa di nuovo senza tuttavia snaturare la figura del mostro incompreso.

mercoledì 3 maggio 2017

L'ultima tempesta (2016)

L'ultima tempesta (The Finest Hours), film del 2016 diretto da Craig Gillespie, che si immerge (è proprio il caso di dirlo) nella storia realmente accaduta dell'impresa strepitosa compiuta da una motovedetta della guardia costiera che nel 1952 trasse in salvo l'equipaggio della petroliera Pendetlon spezzatasi a metà durante un'abnorme tempesta, racconta infatti di un adrenalinico quanto eroico salvataggio in mare, un salvataggio ben congegnato e visivamente validamente rappresentato, che però viene svilito e affossato dalla parallela fuorviante edulcorata rappresentazione di una società americana tutta sospiri e buoni sentimenti (la colpa sarà mica della Disney che produce il film?), banalità e semplificazioni puerili inaccettabili che compromettono un risultato altrimenti decoroso. In ogni caso, protagonista del film è Chris Pine, che per l'occasione sfoggia un taglio di capelli alla playmobil, il quale interpreta con un po' troppe smorfiette Bernie Webber, comandante della navetta responsabile dell'eroica impresa, al fianco del quale si trova il suo aiutante Livesey, interpretato da uno stranamente pacato Ben Foster. Dall'altro lato del mare invece le sorti di quel che resta della petroliera sono affidate all'esperto ufficiale Sybert (Casey Affleck, fresco vincitore di un Oscar, qui un po' svogliato) che tenterà in tutti i modi di limitare i danni in attesa di soccorso. Il film infatti gioca sul doppio registro narrativo, alternando in fase di montaggio le sorti dei due capitani/ufficiali, entrambi in balia di un mare famelico e digitalmente ricostruito discretamente. Le sequenze in mare (in realtà quasi tutte) sono difatti rese egregiamente, grazie anche alla bravura del regista.

lunedì 10 aprile 2017

San Andreas (2015)

Ammetto di avere una certa predilezione per Dwayne Johnson alias The Rock, credo anche di non aver mai nascosto questo, in ogni caso le aspettative per San Andreas, film catastrofico del 2015 diretto dal quasi sconosciuto Brad Peyton, autore non proprio eccelso, anzi, a stento si salva solo Viaggio nell'isola misteriosa (con lo stesso protagonista principale), erano abbastanza elevate, anche se ovviamente non m'aspettavo un capolavoro. Attese che purtroppo sono state, almeno in parte, disattese, anche se inaspettatamente questo film in ottica di genere è un film catastrofico onesto e ben fatto, certo, come opera filmica vale poco, resta il "divertimento". D'altronde il film dà quanto promette, perché nonostante una sceneggiatura come ovvio prevedibile, e nonostante si capisce che rimane un B-movie, dove le scemenze vanno anche loro fuori scala come le scosse, sia scemenze dette, che scemenze fatte, che scemenze scientifiche di vario tipo, San Andreas (che ovviamente si riferisce alla faglia di Sant'Andrea, ed essendo un catastrofico, si capisce che per Los Angeles ma soprattutto per San Francisco saranno cavoli amari) è un catastrofico più che sufficiente e fatto anche abbastanza bene. Difatti senza soffermarsi troppo sul comunque pessimo script di Carlton Cuse (Lost), se no non si capisce nulla, in questo film infatti ci si "godono" le catastrofi e le sfighe varie e si passano un paio d'ore, finita lì. Certo, per la qualità, se fossi andato al cinema sarebbero stati soldi sprecati, era consigliabile perciò (come ho fatto io) aspettare il passaggio tv, ed è così che l'ho visto.

mercoledì 2 novembre 2016

Gli altri film del mese (Ottobre 2016)

Per questo mese di Ottobre, grazie e per colpa di Halloween il mio classico post è slittato di due giorni, ma nonostante ciò, ecco tutti gli altri film visti in questi primi giorni d'autunno, partendo da quelli non presenti nel 'cartellone' ma che per un motivo o per un altro ho deciso di non farne un pezzo apposito ma scrivere solo due righe, d'altronde da dire c'è ben poco, poiché i film in questione non sono quasi per niente eccezionali, tranne probabilmente uno. A cominciare da La grande bellezza in versione integrale (piena di nudi, culi e cazzate varie) che ancora una volta mi ha deluso, perché neanche la mezz'ora in più di pellicola mi ha fatto apprezzare il film, che secondo me è il più confuso, più scollegato e brutto, narrativamente parlando, di sempre, perché visivamente alcune immagini sono stupende. Ma nonostante questa volta qualcosa in più ho capito, alla fine è risultato ancora più noioso della prima volta. Anche se in ogni caso è un film azzeccato ad una giuria non italiana, perché vedere come ci siamo ridotti non è una bella cosa per noi italiani, agli altri probabilmente invece gli sarà piaciuto. E infatti solo all'estero è apprezzato dai più. Altro film visto poi è stata la puntata speciale di Sherlock, andata in onda a fine settembre e disponibile sul sito della Paramount, della serie tv con protagonista Benedict Cumberbatch, che abitualmente non seguo, anche se ho visto qualche puntata. La puntata, anzi, il film è quella del caso de L'abominevole sposa, un caso davvero interessante, inedito ma soprattutto atipico e strano, come il contesto e il luogo in cui si svolge (nella psiche di Holmes cent'anni prima). Un caso che ovviamente sarà risolto da Sherlock, ma non senza particolari difficoltà. E anche se non del tutto la storia mette in soggezione o paura, la qualità di tutti gli elementi e le tecniche, è discreta, persino migliore di un film per il grande schermo. Comunque il migliore di questi che sto descrivendo perché di peggio c'è la 'trilogia' di Jerry & Maya (fratelli o amici non si sa), due piccoli infallibili investigatori che in una fiabesca e assurda cittadina fanno il lavoro della polizia e risolvono i casi, ingegnosi i primi due pessimo il terzo, ma comunque troppo scemi per un pubblico inferiore ai 7 anni. Perché anche se tratti da romanzi per bambini, questi tre film di origine scandinava, probabilmente, sono davvero inguardabili e del tutto inutili, pieni di stereotipi che potrebbero addirittura fare male alla crescita. Bene, era l'ultimo, ora vediamo tutti gli altri, quelli di questo post, a partire proprio da due action scandinavi, più precisamente norvegesi, l'unica cosa in comune dato che il primo è un disaster movie (il primo in assoluto per la Norvegia) e il secondo è uno delle tante storie favolistiche e fantastiche, in alcuni casi anche veri, di cui il paese è pieno, questo per esempio ambientato al tempo del medioevo parla di un Re in pericolo.

mercoledì 21 settembre 2016

Contagius (2015) & Left behind (2014)

In questo post per cercare di raggruppare un po' di film ho messo insieme questi due film, che nonostante siano diametralmente opposti come genere, storia e altro (anche nel risultato), hanno un elemento in comune, l'apocalisse, nel primo una strana post-apocalisse zombie, nel secondo una misteriosa pre-apocalisse divina. E quindi ecco le recensioni, partendo da Contagious: Epidemia mortale (Maggie), un atipico film horror del 2015 diretto da Henry Hobson, dove una terribile epidemia ha colpito gli Stati Uniti, trasformando le persone in zombie. Un misterioso e non specificato virus infatti consuma la carne di uomini, donne e bambini fino a ridurli in mostri da abbattere. Per evitare che l'epidemia si diffonda ulteriormente, gli infettati vengono perciò portati in zone di quarantena, aspettando l'attesa fine. Molti vivono gli ultimi istanti con le loro famiglie, così è per Maggie, una ragazza sedicenne, riportata a casa dal padre Wade dopo mille ricerche. Ma Wade in cuor suo spera ancora di poterla salvare, di poterla sottrarre a quella metamorfosi dolorosa. Contro di lui il tempo e la polizia, che veglia sulla cittadinanza ed è decisa a preservare la sicurezza degli scampati. Contagious è un'operazione singolare, affascinante e parecchio interessante, poiché al contrario dei migliaia di film sugli zombie si sofferma più sul lato umano del problema, sulla lotta di un padre che deve decidere se internare la figlia contagiata in quarantena da dove sa non uscirà più viva o porre termine lui stesso alla sua vita. Una parabola di vita e morte, di amore e odio, di pace e rabbia, che condurrà gli ultimi giorni di un'adolescente, destinata ad andarsene come nessuno vorrebbe, anche se in questo dramma familiare che si smarca intelligentemente dal genere, diventare uno zombie non significa annullarsi come essersi umani. Si continua ad essere se stessi, a vivere come si è sempre vissuto. Nella dimensione del proprio quotidiano, fare ciò che si è sempre fatto, e mentre la malattia degenera, si rimane coscienti fino all'ultimo istante, soffrendo terribilmente, prigionieri agonizzanti di un corpo repellente fuori controllo in preda ad un incontenibile mordace istinto ferino.

venerdì 9 settembre 2016

Sharknado 4 (2016)

Quando a metà luglio cominciavano a uscire i primi trailer, e quando a fine luglio l'hanno mandato in onda in America (e dopo aver letto alcune recensioni di amici blogger), ho sperato di riuscire nel più breve tempo possibile di vedere il quarto capitolo di una saga trash dall'ennesima potenza, Sharknado. Neanche a farlo apposta mentre a fine agosto leggevo la lista dei film di Sky a Settembre ho scoperto che era in programmazione (su Max). Insomma il giorno fatidico è stato il 6 e quindi non ho perso tempo anche se in piccolo ritardo scrivo e pubblico questo post, e finalmente eccolo qui, poiché l'attesa era grande. Non solo perché l'aspettavo da tanto ma perché era il film definitivo che volevo e cercavo, ovvero il film trash più trash di sempre. Ebbene dopo averlo visto ho avuto la certezza di ciò, poiché questo quarto incredibile capitolo di Sharknado è più degli altri il più pazzo, folle, imbarazzante e spettacolare film che si sia mai visto, infatti come nei precedenti tre capitoli, che potete rileggere in questo post, il film supera il limite e va oltre l'immaginabile, scatenato, ironico, divertente ma soprattutto pazzesco. Un film che come potete ovviamente immaginare è stilisticamente povero di effetti speciali adeguati, di attori di livello eccelso, pieno invece dialoghi imbarazzanti e via dicendo, quindi non aspettatevi una recitazione da Oscar o effetti eccezionali perché come di regola succede in questi tipi di generi di pellicole non è tanto la trama e la narrazione il punto importante ma la genialità e le trovate che il film riesce a esporre, anche in modo buffo ed irriverente. Ed è proprio questo il fulcro di una saga, diventata cult soprattutto nel web, che ancora una volta mi ha regalato 80 minuti di puro divertimento e intrattenimento senza nemmeno un secondo di pausa. Il film se avete visto i precedenti, anche se no è lo stesso, comincia subito forte e prendendosi immediatamente in giro da solo, come sempre è pero successo precedentemente, ma qui è davvero qualcosa di totalmente folle, dissacrante e quasi maldestro da essere allo stesso tempo una bastardata efficace, difatti il titolo originale di questo Sharknado 4 è Sharknado: The 4th Awakens, che come la locandina (e l'introduzione) è una sorta di parodia di Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens, che a giorni vedrò). Ma anche durante il film (del 2016) ci sono citazioni e riferimenti sul medesimo film (e tanti altri che dopo scriverò), con la spada laser in primis che April (Tara Reid), praticamente indossa (al posto della mano insieme ad altri gadget particolari), dopo essere stata salvata dal padre (interpretato da Gary Busey) in seguito alla presunta morte avvenuta alla fine del terzo capitolo, quando schiacciata da un gigantesco squalo da alla luce suo figlio, e viene data per morta (cosa che riserverà sorprese).

sabato 14 maggio 2016

Godzilla (2014)

Godzilla è un fantastico, elettrizzante ed entusiasmante film del 2014 diretto da Gareth Edwards. La pellicola è il remake, reboot, della serie cinematografica con protagonista Godzilla e racconta una storia originale, del tutto diversa, su Godzilla, celebre kaijū del cinema giapponese, oramai divenuto un personaggio della cultura mondiale. L'uscita della pellicola al cinema è coincisa con il sessantesimo anniversario della nascita di Godzilla. Il film è andato in onda su Italia1 l'8 maggio scorso, non potevo ovviamente perderlo. In questa epica rinascita dell'icona Godzilla della Toho, una spettacolare avventura, dalla Warner Bros Pictures e Legendary Pictures, si contrappone il mostro più famoso del mondo alle malvagie creature che, sostenute dall'arroganza scientifica dell’umanità, minacciano la nostra esistenza. I test nucleari effettuati dagli americani infatti nell'oceano Pacifico nel 1954 hanno risvegliato una gigantesca creatura anfibia, ritenuta da tutti frutto delle leggende della mitologia orientale. Dopo essere sopravvissuta a un tentativo di distruzione effettuato dalla marina americana attraverso un'esplosione atomica, la creatura si rifugia negli abissi dell'oceano fino a quando una nuova minaccia la risveglia (anzi due, due M.U.T.O. acronimo in lingua inglese per Massive Unidentified Terrestrial Organism: "organismo terrestre gigantesco non identificato"), portando distruzione e terrore ovunque. Nel 1999 infatti a Tokyo un segnale elettromagnetico ignoto causa scosse sismiche su vasta scala, compromettendo il funzionamento di una centrale nucleare. Nell'incidente Joe Brody perde la moglie e non si darà pace fino a che non avrà scoperto le ragioni del disastro, nascoste dalle versioni ufficiali. Quindici anni dopo però la sua ricerca porterà alla verità, alla più incredibile e distruttiva delle verità. Godzilla si svolge così in continenti diversi e si dipana nel corso di decenni, seguendo l'impatto di una serie di misteriosi e catastrofici avvenimenti, attraverso l’occhio di un gruppo di persone intrappolati nell'epicentro.

venerdì 2 ottobre 2015

I miei personalissimi Razzie Awards di Settembre (2015)

I Golden Raspberry Awards (letteralmente "Premi Lamponi Dorati") detti anche Razzie Awards (dall'espressione "to razz": "spernacchiare", "prendere in giro"), vengono assegnati in una cerimonia annuale tenuta a Los Angeles per riconoscere gli attori, gli sceneggiatori, i registi, i film e le canzoni peggiori della stagione cinematografica precedente. Fondato dal giornalista americano John J. B. Wilson nel 1981, l'evento precede di un giorno l'assegnazione dei Premi OscarL'ironico premio consegnato dalla Raspberry Foundation consiste in un lampone appoggiato su un nastro Super8 dipinto in oro dal valore di 4,97 dollari. In questa nuova rubrica (spero mensile, dipende dai film..) descriverò i film che ho visto ma che non mi sono piaciuti, che reputo orribili e inguardabili e che ne sconsiglio la visione (lasciando comunque libero il giudizio, non obbligo nessuno a non vederli) dando in premio un immaginario Razzie Awards.
Enemies Closer - Nemici giurati, andato in onda qualche tempo fa su rete4, è un film d'azione del 2013. Nel profondo della foresta su di un'isola tra il confine USA-Canada, il boss di un cartello della droga (Xander) è alla ricerca di un grosso carico perduto in zona. Il ranger Henry (ex-Navy Seals) sta facendo di tutto per sfuggire al boss ma a causa di una serie di vicissitudini e coincidenze sfortunate si ritrova a essere intrappolato all'interno della foresta. Ma un uomo, Clay (che ritiene il ranger colpevole di aver lasciato morire suo fratello in guerra) medita vendetta. I due nemici giurati però capiscono che devono lavorare insieme per sopravvivere allo spietato boss, e quindi fare una scelta: mettere da parte le rivalità e lavorare insieme o morire da soli. La storia è interessante ma gli interpreti no, un irriconoscibile Jean-Claude Van Damme nei panni del boss fa rabbrividire per scarsa interpretazione e ruolo non convenzionale. Voto: 4

sabato 26 settembre 2015

Sharknado Saga

Una delle saghe più controverse al mondo, effettivamente sono film della Asylum che fa grandi schifezze, ma da un'idea geniale è nato un film cult del trash, divenuto tale grazie alla rete, Sharknado. Dopo un incredibile successo hanno deciso di fare ben due seguiti (e forse ci sarà anche un quarto film). Z-movie nell'anima e negli intenti, Sharknado è stato però un po' troppo frettolosamente candidato a peggior film della storia, operazione mediatica probabilmente anche spinta dalle stesse Asylum e SyFy per il genere "bene o male, l'importante è che se ne parli". Sembra impossibile ma veramente gli uragano risucchiano i pesci, certo non squali, ma la probabilità che succeda rende il film più visibile anche se gli effetti speciali continuano ad essere di basso livello, ma in questa saga qualcosa di buono o almeno più che sufficiente c'è. Per chi non ha visto il film (il primo perlomeno) riassumo il film. Allora ci sono tanti squali e un uragano, anzi un squalo-uragano, punto. E' già questo potrebbe bastare..dai scherzavo, andiamo con ordine. Ah il protagonista principale è Ian Ziering..e chi è? quello biondo di Beverly Hills 90210.