Come ben sapete e probabilmente avrete visto, tra fine dicembre e questi primi, ormai ultimi, giorni di Gennaio, come quasi spesso accade, anche se raramente (ma già capitato poco tempo fa,
qui), Mediaset ha proposto ai suoi telespettatori tanti film in prima visione, ed io ovviamente non mi sono lasciato sfuggire l'occasione di vederli, soprattutto perché questi film proposti, praticamente quasi tutti, li aspettavo da tanto. Tra questi alcuni ovviamente spiccano e altri no, ma sicuramente quelli che mi stavano dando fastidio, e che ancora non ero riuscito a vedere, erano i sequel del primo
Hunger Games, film-saga di cui con molti film simili ho fatto dei paragoni per alcuni elementi in comune ed altri no, anche se il capitolo finale purtroppo non l'hanno ancora fatto vedere in chiaro (maledetti!). Comunque mi preme sottolineare che reputo il primo originalissimo e avvincente capitolo il migliore della saga, perché molti erano gli elementi che si distaccavano da altre pellicole ambientate in un futuro distopico post apocalittico, mentre sia nel secondo e nel terzo (diviso in due come ormai abitudine) alcuni di quegli elementi che erano rimasti fuori e che avevano fatto la fortuna del primo, tornano prepotentemente in auge, ovvero la ribellione, i sentimentalismi sempre più marcati, meno azione e la lentezza esasperante, praticamente già visto, già fatto, certo non è del tutto simile a tanti altri, ma la lotta, la guerra, in queste situazioni è il filo conduttore ormai imprescindibile. Ora non che non mi faccia piacere, intendiamoci, ma sta un po' stancando. In ogni caso,
Hunger Games: La ragazza di fuoco (
The Hunger Games: Catching Fire), film del 2013 diretto da
Francis Lawrence, ennesimo adattamento cinematografico di un romanzo di
Suzanne Collins, è un discreto e interessante film, ma niente di eccezionale. Accade difatti che in 'Hunger Games: la ragazza di fuoco', il lato sentimentale prende più spazio che nel primo film, e anche se la trama, le scene, i combattimenti e soprattutto la suspense rimangono inalterati, anzi forse addirittura superiori perché le scene nella foresta non sono statiche come nel primo film ma possiedono più azione, non tutto convince, soprattutto perché nella prima parte sembra di assistere ad un lungo déjà-vu. Katniss Everdeen (
Jennifer Lawrence) infatti torna a casa sana e salva dopo aver vinto la 74ma edizione degli Hunger Games annuali insieme al tributo Peeta Mellark (
Josh Hutcherson), ma dopo e durante aver intrapreso il "tour della vittoria" per i diversi distretti, lei si rende conto che una ribellione sta iniziando a prender corpo, nel frattempo a Capitol City il presidente Snow (
Donald Sutherland), incurante della situazione, pensa all'organizzazione dei nuovi Hunger Games, un'edizione (l'ennesima e scioccante) destinata a cambiare Panem per sempre.