mercoledì 21 settembre 2016

Contagius (2015) & Left behind (2014)

In questo post per cercare di raggruppare un po' di film ho messo insieme questi due film, che nonostante siano diametralmente opposti come genere, storia e altro (anche nel risultato), hanno un elemento in comune, l'apocalisse, nel primo una strana post-apocalisse zombie, nel secondo una misteriosa pre-apocalisse divina. E quindi ecco le recensioni, partendo da Contagious: Epidemia mortale (Maggie), un atipico film horror del 2015 diretto da Henry Hobson, dove una terribile epidemia ha colpito gli Stati Uniti, trasformando le persone in zombie. Un misterioso e non specificato virus infatti consuma la carne di uomini, donne e bambini fino a ridurli in mostri da abbattere. Per evitare che l'epidemia si diffonda ulteriormente, gli infettati vengono perciò portati in zone di quarantena, aspettando l'attesa fine. Molti vivono gli ultimi istanti con le loro famiglie, così è per Maggie, una ragazza sedicenne, riportata a casa dal padre Wade dopo mille ricerche. Ma Wade in cuor suo spera ancora di poterla salvare, di poterla sottrarre a quella metamorfosi dolorosa. Contro di lui il tempo e la polizia, che veglia sulla cittadinanza ed è decisa a preservare la sicurezza degli scampati. Contagious è un'operazione singolare, affascinante e parecchio interessante, poiché al contrario dei migliaia di film sugli zombie si sofferma più sul lato umano del problema, sulla lotta di un padre che deve decidere se internare la figlia contagiata in quarantena da dove sa non uscirà più viva o porre termine lui stesso alla sua vita. Una parabola di vita e morte, di amore e odio, di pace e rabbia, che condurrà gli ultimi giorni di un'adolescente, destinata ad andarsene come nessuno vorrebbe, anche se in questo dramma familiare che si smarca intelligentemente dal genere, diventare uno zombie non significa annullarsi come essersi umani. Si continua ad essere se stessi, a vivere come si è sempre vissuto. Nella dimensione del proprio quotidiano, fare ciò che si è sempre fatto, e mentre la malattia degenera, si rimane coscienti fino all'ultimo istante, soffrendo terribilmente, prigionieri agonizzanti di un corpo repellente fuori controllo in preda ad un incontenibile mordace istinto ferino.

Contagious difatti si libera da ogni pretesa spettacolare e affonda così le unghie in un soggetto terrificante ed esistenziale nel quale si scorge una luce di speranza, riscrivendo così il genere dell'horror anche se nonostante l'originalità del film, nonostante un mondo suggestivo, affascinante ed ovviamente inquietante dipinto in modo discreto e nonostante le riflessioni che si vengono a creare (tra cui quello politico-sociale, razziale, discriminatorio che fa dei mostri dei malati ghettizzati, o riflette sullo status dei superstiti sani, che, in quanto minoranza, si trovano ghettizzati a loro volta in un mondo che ha cambiato regole di vita, morali e materiali) il film rinchiuso nell'ambito familiare, finisce per tarpare le ali ad una pellicola inizialmente assai appetitosa e promettente. Poiché il film tende troppo a sviare puntando l'attenzione sull'aspetto umano, familiare, introspettivo, piuttosto che chiarire o inquadrare la malattia. L'unico zombie che vediamo è all'inizio del film, per il resto il film si snoda non fosse per la malattia in un tranquillo menage familiare, dove prevalgono i buoni sentimenti, l'intimismo, i dialoghi sussurrati, la giusta dose di commozione soprattutto nelle scene finali ma non vediamo soprattutto nessuno scontro mortale e la ricerca solo abbozzata (neanche due minuti di 'mazzate') non aiuta a svegliarsi dal torpore e dalla noia. In ogni caso interessante la scelta di Schwarzenegger di interpretare questo film, poiché 'Maggie' rappresenta una svolta, una piacevole sorpresa, una maturazione, ed una delle sue interpretazioni più interessanti ed emotivamente convincenti della ormai lunga carriera di attore e divo, rivelando con questa performance il suo lato sensibile, dimostrando di non essere il consueto killer o mercenario, ma di saper anche commuoversi. Funzionale al ruolo invece, ma sin troppo costretta in situazioni imbarazzanti al limite della melensaggine che uccide la tensione e la carica drammatica necessaria e pertinente, troviamo la brava Abigail Breslin (Chanel #5 in Scream Queens), visino tenero, arrendevole ma sempre dolce di chi ha ben presente l'amaro destino che si scorge dietro l'angolo. Insomma una vicenda diversa dalle aspettative per un film che smonta il solito cliché dei tanti film su zombie e morti viventi, ma che non convince tantissimo, non spaventa per niente anche se in effetti fa riflettere e pensare. In ogni caso film interessante. 6/10

Left Behind: La profezia (Left Behind) è un alquanto inconcludente e abbastanza deludente thriller fantascientifico del 2014 diretto da Vic Armstrong con protagonista Nicolas Cage. Questo perché il film non solo è un remake del film Prima dell'apocalisse del 2000, sconosciuto a molti e dimenticato giustamente dai più (e quindi l'impresa poteva apparire più semplice), ma perché questo adattamento cinematografico del romanzo Gli esclusi, primo dei sedici capitoli della serie fantastico-apocalittica Left Behind, scritta da Tim LaHaye e Jerry B. Jenkins dal 1985 al 2004, basata sulle profezie bibliche di Giovanni, Ezechiele e Daniele, è veramente irrisorio, poiché al di la dell'intreccio della storia, che può avere più o meno senso, il film è scadente nella sua concezione. L'idea originale (non tanto in effetti dato che tutta la storia ricorda molto la serie The Leftlovers ma con risultati peggiori) è buona ma viene sfruttata male, davvero male, tanto che della trama l'unica cosa interessante di questo dramma famigliare (dato che racconta di una famiglia e di un padre dal cielo e la figlia in terra che cerca disperatamente di far atterrare un aereo) è che in tutto il mondo alcune persone scompaiono senza un preciso motivo. Dopo questo diventa un inutile film catastrofico condito da un assortimento di stereotipi. Ma il principale problema è che non c'è storia, la trama non ha un filo conduttore che regge...e il dramma sull'aereo diventa quasi (ironicamente) commovente e divertente. Il film è difatti monco, manca il trasporto e manca una struttura che regge il film dall'inizio alla fine, ci sono molte banalità ed è molto tutto scontato fino a quasi il finale, pessimistico, forte ma vuoto e inconcludente, tanto che non capisco come si possa pensare di farne un sequel, che senso avrebbe, dato che anche al botteghino il film ha fatto flop? La sceneggiatura è perciò pessima, alcune dinamiche tra i personaggi sono ridicole e ci sono effetti speciali davvero osceni. La regia è poi fin troppo macchinosa e la recitazione non è delle migliori infatti si rivela molto mediocre e i dialoghi fin troppo banali e già sentiti fino allo sfinimento. Ma quello che non capisco è perché Nicolas Cage (un attore che a me piace molto) si ritrovi ogni tanto ad accettare parti in film non perfetti e di livello, a volte anzi quasi sempre non per colpa sua ma per pecche della pellicola dovute a registi, sceneggiature, non sempre affidate a mani esperte o di qualità, come quelle di Vic Armstrong più famoso come stuntman che come regista (questo è il suo secondo film e il primo risale a più di vent'anni fa). Un mistero che non avrà rivelazioni come nel film che non spiega e non dice niente, nonostante alcune avvincenti scene, ma sempre troppo americanizzate e forzate. Comunque Nicolas Cage si era già confrontato con tematiche relative alla religione, come in Al di là della vita, dove dietro alla macchina da presa però c'era Martin Scorsese oppure in Il prescelto, un cult movie che aveva come fulcro Christopher Lee, perdendo però nel confronto, ma qui proprio è pessimo, come il film, visto perché spinto dal titolo decisamente interessante, errore davvero grossolano. E' davvero scadente come prodotto ed è uno dei pochi film che sconsiglio vivamente per evitare di buttare al vento due ore guardando una pellicola inutile. 2/10

4 commenti:

  1. Maggie mi era piaciuto moltissimo, l'avevo trovato commovente e non banale, più una riflessione sull'"eutanasia" e l'elaborazione del lutto piuttosto che il solito film cum zombie. L'altro non l'ho mai visto ma Cage è quasi sempre garanzia di cacca gigante XD

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    1. Sì infatti, però mi aspettavo qualcosa di più soprattutto sul piano action e il finale anche se bello e poetico non è proprio eccezionale, ma il problema è che non fa per me...
      Non è colpa di Cage, la colpa è dei registi e delle pellicole pessime perché il buon Nicolas grandi film li ha anche fatti, come il mitico Con Air o l'epico Ghost Rider ;)

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  2. Io invece ho trovato Maggie piuttosto noioso... mi aspettavo qualcosa di meglio da Arnold contro gli zombie!

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    1. Anch'io in effetti..almeno un paio di minuti contro gli zombie potevano metterli, non avrebbe cambiato niente in negativo ad un film comunque sufficiente nonostante tutto ;)

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