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mercoledì 31 gennaio 2024

I film del mese (Gennaio 2024)

Inizialmente doveva essere, come per le serie di venerdì scorso, uno speciale cinematografico tutto di marca Sky, ma tra scadenze, finestre di visioni, rinvii e giorni in più a disposizione, alla fine ne ho fatto un gran mix. Un calderone di visioni così pieno che non ho potuto non riallargare "le maglie" (cosa già fatta il mese scorso) per farceli entrare tutti, visti infatti (e nuovamente, ma da febbraio si torna alla normalità) in 24. Tra questi anche un film nominato (solo pochi giorni fa) agli Oscar 2024, ed a proposito settimana prossima ci sarà uno speciale in tal senso (in visione infatti 9 film ugualmente nominati), e soprattutto il film (anzi documentario) della Giornata della Memoria (che era il 27 di questo mese). Il resto, come detto, ma la metà sono comunque film visti su Sky, dalle tante piattaforme disponibili. In tal senso, questa lista mensile da questo mese contiene una novità, che tuttavia avevo già sperimentato su Instagram, ma come scritto (giorni fa) sul post statistico cinematografico adesso non possibile più è (previsto infatti solo un post generico ad inizio mese successivo), e quindi le informazioni di, anzi da dove un suddetto film ho visto, ora qui inserirò, e prima del titolo della pellicola vista. Ed a tal proposito una precisazione, scriverò la piattaforma da dove un film ho visto, senza però sapere se ancora disponibile o meno (solo su Sky al 90% sì), ma aggiungerò tuttavia, quando su più piattaforme è possibile vedere, anche l'altra disponibilità, vale anche in questo caso quello detto pocanzi, e lo ridico perché ci sono tre casi che meritano attenzione. Shark 2 su Infinity Plus l'ho visto nella settimana (di inizio mese) in cui si poteva vedere senza ulteriori spese (dell'abbonamento ad Infinity chiaramente, che io al momento ho gratuitamente grazie a Tim), Transformers - Il risveglio su Paramount Plus (che ho gratuito grazie a Sky) l'ho visto prima della scadenza del 22 gennaio (o almeno così sapevo) e X: A Sexy Horror Story su Prime Video è in scadenza proprio oggi, e quindi se l'abbonamento ad Amazon come me avete, affrettatevi. Ma bando alle ciance, eccoli tutti i 24 film, e belli recensiti.

[Sky] Tremila anni di attesa (Fantastico/Romantico 2023) - Dopo il clamoroso, epico ritorno con Mad Max - Fury Road, il nuovo film di George Miller lascia un po' delusi. Non è brutto, anzi, contiene sequenze visivamente fascinose, ma è un fantasy frammentario e poco originale con un ritmo sonnolento e personaggi che faticano a catturare l'interesse come la studiosa anoressica sentimentale e il genio lamentoso. E tuttavia questo curioso fantasy, che comunque nel complesso non mi è dispiaciuto, merita una visione, soprattutto per le suggestive atmosfere delle storie da "mille e una notte" raccontate dal genio. Voto: 6

[Sky] L'ombra di Caravaggio (Storico/Dramma 2022) - Notevoli le aspettative riposte durante i numerosi trailer visti, poi vanificate da un puzzle di "scenette" mal cucite che tentano di raccontare la vita del Maestro Caravaggio (oscillante tra il resoconto storico della sua breve esistenza e l'esaltazione della sua visione), ma senza concretamente riuscirci. Bene Riccardo Scamarcio, troppo impostato Luis Garrel e la Isabelle Huppert, vista l'età, poco credibile come spasimante e protettrice del pittore. I due minuti due, del brevissimo incontro con Giordano Bruno, sono tra le poche cose degne di nota di questo film. Per emozionarsi c'è d'attendere che la macchina da presa inquadri alcuni dei più celebri dipinti della storia. Risultato finale deludente, come il documentario. Voto: 5,5

[Sky] Fast X (Azione 2023) - Chi si approccia a questa pellicola sa già cosa trova. E qui in effetti ci sta tutto, nel bene nel male: le auto, le esplosioni, dialoghi fuori le linee, sceneggiatura inesistente, personaggi che tornano, acrobazie da cartone animato e la family. Da Los Angeles a Roma (parzialmente Torino spacciata per la capitale d'Italia) fino a Rio De Janeiro e Portogallo, dove si consuma un finale al cardiopalma. C'è da dire che rispetto al precedente capitolo si esagera fortunatamente di meno, tuttavia il fatto di essere questa solo la prima parte, ne svilisce il risultato e l'intrattenimento. Ed alla fine sempre mediocre. Voto: 5

lunedì 28 febbraio 2022

I film del mese (Febbraio 2022)

Sapete già che da quest'anno non farò più un post apposito per gli Oscar, con le mie personali considerazioni, proprio quest'anno che dei 34 film più "importanti" ne ho già visti 5, e che altri (altri 5) ho recuperato questo mese ed altri ancora (altri 4) recupererò il mese prossimo, e poi successivamente, in modalità che ancora non ho deciso, altri ancora (e tutti dalle piattaforme in cui c'è disponibilità). Perché non c'è (dato che anche ciò è stato abolito) nell'elenco della Promessa cinematografica la lista completa, ma tutti i film nominati/candidati vedere voglio, e sempre vorrò. In tal senso, di tutte le categorie dell'Oscar 2022, solo in quella dei film d'animazione posso giudicare con più criterio, dato che dei 5 ne ho visti, anche contando quelli di questo mese, quattro, e infatti, vorrei che vincesse l'Oscar I Mitchell contro le macchine, non mi dispiacerebbe se lo vincesse Luca, ma penso che alla fine (ahimè) vincerà Encanto (fuori gioco Raya e l'ultimo drago). Posso comunque, ed inoltre, pronosticare dei premi tecnici a Dune, e non tecnici a Don't Look Up, mentre anche nessuno (dell'unico) ad È stata la mano di Dio. Degli altri Crudelia con i costumi ha molte chance, Il principe cerca figlio con trucco ed acconciatura invece poche. E tra i film più nominati e papabili, ritengo sopravvalutato Il potere del cane, e io spero non venga smentito. Infine tra i migliori film internazionali, di cui prima ho nominato il film di Sorrentino, non mi dispiacerebbe che vincesse (anche se non ho visto) il giapponese Drive My Car. A proposito del cinema orientale e giapponese, proprio ieri (la rassegna era dal 14 al 27 febbraio) si è conclusa l'edizione 2022 del JFF Plus, il festival in streaming organizzato dalla Japan Film Foundation e promosso per l'Italia dall'Istituto Giapponese di Cultura. Venti film a disposizione di visione (con i sottotitoli in italiano), ma alla fine son riuscito a vederne solo due (che oggi porto), ovvero una pietra miliare ed un film d'animazione, quest'ultimo nel solco del mio viaggio all'interno di codesto cinema giapponese. Ecco quindi tutto il calderone mio cinematografico del mese.

The Grudge (Horror/Thriller 2020) - Reboot del remake (statunitense) del film di Takashi Shimizu. Certamente ha qualche momento valido dal punto di vista tensivo, grazie a Jumpscare abbastanza azzeccati, ma sembra tutto fine a sé stesso poiché la novità è ormai spenta e appare come un flebile ricordo. Bisogna dire che anche l'affastellamento narrativo non è stata una buona soluzione perché seguire linee diverse non sempre è facile, rischiando di entrare in confusione o mettere troppe parentesi tra uno snodo e l'altro. Il (notevole) cast fa la propria parte senza grandi pecche (la Andrea Riseborough se la cava più che dignitosamente), così pure la regia (del personalmente sconosciuto Nicolas Pesce) che non mostra deficienze evidenti, anche se non ha particolarità da vantare e la visione scivola via in maniera cadenzata, senza annoiare ma senza esaltare più di tanto. Non possedendo quella marcia in più che non lo condanni all'anonimato. Voto: 5+

Il giorno sbagliato (Thriller/Azione 2020) - In bilico tra "Un giorno di ordinaria follia" e "Duel", un discreto thriller ansiogeno in grado di regalare buon intrattenimento senza eccessivo impegno. Momenti tesissimi prima, inseguimenti d'azione poi e un finale che può essere prevedibile. Soggetto appunto non originalissimo, regia (positivamente scattante nelle scene d'inseguimento, veramente spettacolari, nonché in quelle più violente) e confezione tipiche da thriller americano, ma ha il suo perché e una cattiveria psicologica non consueta. Discreta la prova di un imbolsito Russell Crowe, appena sufficiente il resto del cast. Nel complesso, pur nelle sue anomalie ed esagerazioni, il film mi è piaciuto e mi ha tenuto incollato allo schermo. Nulla di eccezionale, nessun capolavoro, eppure la pellicola scorre, non molla mai e si lascia guardare. Vederlo per ricordarsi di non suonare mai il clacson agli incroci. Voto: 6

lunedì 13 luglio 2020

Le serie tv del mese (Luglio 2020)

Lo so, parecchio in anticipo questo post sulle serie del mese, l'avevo però detto che sarebbe potuto capitare, ed è capitato. Capitato perché resosi necessario, giacché fitto è il mio calendario, giacché a giorni è previsto quel post speciale sugli anni di blog, e quindi l'unico slot disponibile da "prenotare". Agosto invece sarà un mese intenso, e paradossalmente potrebbe capitare diversamente, e sicuramente sarà, anche perché raggrupperò nei mesi prossimi serie della stessa "piattaforma" per esempio (si comincerà presumibilmente da Netflix a settembre), e quindi forse programmato a fine mese. Intanto ecco quelle di questo caldo Luglio.

The Walking Dead (10a stagione/seconda parte) - Paradossale come cosa, ma anche TWD soccombe alla pandemia (quella vera), e in seguito alle disposizioni governative (mondiali), farà attendere fino a data da destinarsi (si dice comunque che entro fine anno ciò accadrà) il pubblico per scoprire che ne sarà dei protagonisti. Sì perché la serie si ferma ad una puntata dal traguardo della decima stagione, e "regala" agli spettatori un finale transitorio (con una puntata, la 15, che sfortunatamente questo è). Non il massimo insomma, anche perché tutto ciò arriva dopo una seconda parte di stagione non propriamente esaltante (ci si aggiunga poi il fatto che le ultime quattro puntate vengano, per il pubblico italiano, interamente sottotitolate), e dopo una stagione (nel suo complesso) che ha soltanto accennato un miglioramento senza mai concretizzarlo realmente. In primis, siamo sempre lì, si ripropongono difatti le medesime dinamiche narrative ed alla fine, nonostante un cambio di "padrone", tutto è come prima, battaglia doveva essere e sicuramente sarà quando si riprenderà (sperando che un vincitore ci sarà definitivamente tra Sussurratori e Tutti i nostri). In secundis, si continua a "chiacchierare" troppo e ad approfondire inutilmente i personaggi (non bastasse una certa prevedibilità di fondo). Dalla prima parte (qui) poco è quindi cambiato, ed a parte qualche grandioso colpo di scena (essenzialmente due, il migliore è nella mazza, ops mani, del Negan di Jeffrey Dean Morgan, l'altro riguarda Rick, uno grosso comunque potrebbe presumibilmente ancora arrivare) ed una new entry parecchio interessante (che da brio ma che tuttavia poco c'entra), niente succede, niente migliora. E quando qualcosa finalmente stava per succedere, il blocco che non ti aspetti, e si arriva così al momentaneo season finale della decima stagione di TWD, che come detto, lascia a desiderare, perciò non facile esprimere un giudizio, ma certamente impensabile optare per una sufficienza. Per questa volta schiaffetto e rimandato a Settembre. Si spera. Voto: 5,5

lunedì 29 ottobre 2018

I peggiori film del mese (Ottobre 2018)

Come ben sapete in occasione di questo classico post mensile è mia consuetudine esporre le cose negative e/o brutte che mi sono capitate in questo mese, ebbene niente di tutto ciò, perché questo mese di Ottobre è stato relativamente tranquillo (a parte ovviamente i primi freddi che mi hanno già portato ad avere costantemente mani congelate da mattina a sera). E quindi non mi resta che lasciarvi al cospetto di queste recensioni di film, lista di film che al contrario di altre volte non contiene pellicole (od una pellicola) pessime/a, ma solo mediocri. Un miglioramento di scelta c'è insomma stato, anche se era lecito aspettarsi da tutti questi otto film (chi più chi meno) qualcosa in più.

The Great Wall (Azione, USA, Cina, 2016): No, da Zhang Yimou proprio non me l'aspettavo un film del genere, un film certamente godibile (anche perché come mero prodotto di intrattenimento, il suddetto funzionerebbe pure, ha una sua logica nella sua illogicità, e mi ha strappato pure qualche sorriso) ma non certo indimenticabile, anzi. Il film infatti, che sembri pescare dalla sua stessa filmografia e che sembri palesemente citare Il Signore degli Anelli e i Power Rangers, che perciò nella sostanza viaggi con il pilota automatico, al di là di alcuni dettagli (scenografie e costumi) importanti, si rivela essere un blockbuster, furbescamente passato per film d'avventura storico ambientato durante il medioevo (ovviamente la grande muraglia di cui si parla è quella cinese, che secondo la pellicola, come vedranno alcuni guerrieri occidentali finiti lì per caso, fu realizzata per tenere lontani non solo i mongoli ma anche qualcosa di più disumano e pericoloso), abbastanza mediocre. Difatti si tratta tristemente del primo "marchettone" (dopotutto si tratta del suo primo film in lingua inglese) del grande regista cinese (sono suoi i bellissimi film Lanterne Rosse, La Foresta dei Pugnali Volanti e Hero tra gli altri) che piega il suo talento alle esigenze commerciali hollywoodiane per il solito polpettone tutto effetti visivi e poca sostanza della Legendary che mescola qui wuxia e fantascienza con risultati indigesti. E al netto di una computer grafica che si rivela non propriamente all'altezza, e di creature dal design non proprio originale, ci si ritrova soprattutto a chiedere quale sia la funzione di Willem Dafoe nel film, un film dove tutti i personaggi (da Matt Damon a Pedro Pascal fino alla bella Tian Jiang) sono tagliati con l'accetta e monodimensionali, figli di una sceneggiatura svogliata (e ampiamente prevedibile). Perché certo, le battaglie sono spettacolari e il divertimento non manca, ma tutto è al limite del trash. In conclusione perciò, The Great Wall, è un difettosissimo blockbuster che (se preso per quel che è) riesce a intrattenere il tempo giusto per farsi odiare o per riempire una serata vuota o noiosa. Tuttavia cinematograficamente parlando è poca cosa. Voto: 5+

giovedì 18 ottobre 2018

La mummia (2017)

Molti di noi credo abbiano sussultato alla notizia di un remake de "La Mummia" quando ne fu annunciata la produzione anni fa. Per tanti la trilogia di Stephen Sommers, o perlomeno il capitolo del 1999, è stata infatti una solida impronta nell'infanzia che ha regalato e, forse, inventato un senso del mistero, della ricerca dell'occulto e della scoperta che si vorrebbe riscoprire in un film del medesimo genere. È questo che si cerca, a maggior ragione, in un remake/reboot (o qualsiasi altra cosa) che ha sulle spalle il duro compito di non infangare il nome che porta, ed è questo che non si è trovato nel lungometraggio di Alex Kurtzman che, al suo secondo film dopo "Una famiglia all'improvviso", sceglie la strada più scontata e probabilmente la più sbagliata. I film di Sommers inoltre avevano il pregio di saper divertire, erano un blockbuster di discreto livello in grado di intrattenere bene, qui siamo all'ennesima rappresentazione della mummia ma priva di ironia e con effetti speciali appena discreti. Con La mummia (The Mummy) infatti, film del 2017 diretto dal regista statunitense, ci troviamo davanti ad un film piuttosto insufficiente, in termini di sceneggiatura e di evoluzione narrativa. La storia è piuttosto piatta e, soprattutto nella parte centrale il ritmo cala in maniera vistosa, tanto che rischia di annoiare. L'idea di per se non è male, ma il suo stare in bilico tra film d'azione (a tratto quasi supereroistico) e una sorta di omaggio al cinema horror, lo trasforma in una pellicola insipida e soprattutto scontata, con l'unica eccezione per una brava e intrigante Sofia Boutella (che esalta la sua sete di potere senza sforzo, oltre ad essere incredibilmente seducente), e una serie di effetti speciali piuttosto riusciti. E in tal senso niente di cui sorprendersi, dopotutto La mummia è il classico film dove la storia è costretta a servire uno spettacolo puramente visivo invece che un lavoro di spessore. A tal proposito vorrei raccontarvi la trama (una trama semplice tuttavia piena di scene WTF?!, in cui la cosiddetta "sospensione dell'incredulità" viene abbondantemente superata), ma finirei solo col dirvi con troppi giri di parole che, in fin dei conti, si tratta della classica storia in cui una creatura malvagia viene risvegliata dal sonno eterno e comincia a seminare caos e distruzione. Piuttosto, preferisco passare subito al sodo.

mercoledì 31 gennaio 2018

Gli altri film del mese (Gennaio 2018)

Come anticipato giorni fa, ecco nuovamente tornare una rubrica accantonata e ora di nuovo operativa, poiché per diversificare un po' alternando post di diverso genere, era necessario che la suddetta tornasse, dopotutto la mole di film non è diminuita e certamente non diminuirà. Anche perché in questo mese di Gennaio, e nonostante sia passata una sola settimana da un post simile, ho visto tanti film. Ma prima di leggere ciò, un piccolo riassunto di due documentari di stampo prettamente televisivo che altresì ho visto. Il primo è Agnelli, il buon e interessante biopic della HBO, andato in onda su Sky Atlantic a 15 anni dalla sua scomparsa, dedicato appunto alla storia di una figura mitica, che ha segnato la storia d'Italia, Gianni Agnelli (noto a tutti come l'Avvocato). La sua storia infatti, (di cui molto già sapevo grazie al bellissimo documentario Bianconeri Juventus Story: Il film) intrecciandosi con quella economica e politica del nostro Paese, ha segnato, come la sua dinastia, un'epoca. Un'epoca che tra successi e drammi familiari, ha fatto di lui un'icona. E il film appunto, presentato anche alla 74a Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia, attraverso un ricco susseguirsi di immagini anche d'archivio e testimonianze di famigliari, amici, professionisti, collaboratori e rivali, ci rivela il suo ritratto tra pubblico e privato. Un ritratto storicamente interessante che senza troppa retorica si vede con piacere. Al contrario un po' indigesto è stato il docu-film del 2016 Ibrahimović: Diventare leggenda. Nel film infatti, si parla poco di campo, ma si preferisce più il lato umano che, seppur interessante alla lunga stanca. Anche perché il film si concentra su pochi momenti importanti della carriera di un campione, tra i più forti di sempre, che però da giovane aveva un carattere indomito. Difatti questo film documentario ripercorre la carriera del calciatore attualmente del Manchester United, "solo" dal suo debutto nel 1999 nel MALMO FF, passando per l'approdo nel calcio europeo con l'Ajax e l'incontro con il potentissimo manager Mino Raiola, fino allo sbarco in Italia nella Juventus (e stop). Nel mentre, interviste, video amatoriali e d'archivio davvero incredibili in cui Zlatan sviscera il suo passato di sacrifici e mancanze (ostacoli, solitudine e invidie), ma che però, dato il continuo utilizzo di sottotitoli, non coinvolge e non emoziona a sufficienza. Tuttavia non male perché abbastanza innocuo e minimamente gradevole a vedersi.

giovedì 2 febbraio 2017

Gli altri film del mese (Gennaio 2017)

Gennaio è stato un mese abbastanza turbolento, non solo per quanto riguarda il blog e i post spostati, rinviati e quelli che all'inizio dell'anno hanno affollato le pubblicazioni settimanali, ma anche personalmente e quotidianamente parlando, con alcuni problemi immobiliari sistemati ma ancora in pieno sviluppo, altri di salute momentaneamente alle spalle e poi i tanti problemi d'attualità, neve, terremoti, valanghe, attentati e per finire pure Trump. Insomma un macello di cose, che in ogni caso non hanno rallentato le visioni filmiche, anzi, sono addirittura aumentate, tanto che oltre ai 9 film visti su Sky, ho avuto anche il tempo di vedere (sempre su Sky ovviamente) la saga, che si compone per adesso di una 'duologia' che sicuramente diverrà trilogia e forse più, dato che il finale del secondo (come già si vedeva nel primo) lo lascia intendere chiaramente, per ragazzi intitolata V8, sì come i motori, perché V8: Si accendono i motori (2013) e il suo sequel (più o meno identico anche nella narrazione) V8: La sfida dei Nitro (2015), parlano infatti di un gruppo di ragazzini, coetanei con la passione per i motori che formano un team per gareggiare in un circuito cittadino misterioso con i loro go-cart (un po' come il manga Capeta). Cosa che mi aveva incuriosito, come anche il fatto che il regista tedesco Joachim Masannek (specializzato in film per ragazzi, genere molto apprezzato in Germania) era lo stesso della mirabolante straordinaria saga de La tribù del pallone (datata 2005-2009 con 5 film), la migliore del genere ragazzi mai vista, stupenda. Purtroppo però non al loro livello, difatti nonostante il regista sia stato capace di equilibrare il versante fantastico con il realismo, dato che molti campioni automobilistici si sono veramente formati sui go-kart e per una volta le descrizioni delle rispettive famiglie non più tanto stereotipate, tanto non convince, soprattutto la scelta di dare solo 10 minuti a entrambi i film per vederli correre (l'unica comunque cosa bella). In più i dialoghi e le situazioni improbabili e assurde, anche se in linea con il genere, sono davvero troppo insensate, insensata come la scelta di doppiare le canzoni (bruttissime davvero), bastavano i sottotitoli. Comunque in definitiva sono due film che a molti bambini-ragazzi potrebbero piacere, anche se decisamente migliore è il primo, il secondo è troppo surreale, ma entrambi addirittura meglio di certi altri film. Ma veniamo a noi e vediamo i film visti in questo strambo mese di Gennaio.

lunedì 21 novembre 2016

Prime Visioni Mediaset: Bus 657 (2015), Les Misérables (2012), Edge of Tomorrow (2014) & Io sono vendetta (2016)

Anche se è passato un po' di tempo (quasi un mese o giù di lì) da quando Mediaset ha mandato in onda questi quattro film di cui vi sto per scrivere, non potevo non cogliere la possibilità di unirli in unico post, dato che già sono ahimè 'tantissimi' quelli che mandano in onda. In ogni caso i film in questione, trasmessi su Italia1, tranne uno su Iris (totalmente diverso anche nel genere come si capisce dalla foto), da Ottobre a inizio Novembre contavano anche un quarto, ma Brick Mansions con l'indimenticato Paul Walker l'avevo già visto, e poi non è proprio un gran film perciò neanche l'ho rivisto. Comunque facevano, sia questo appena descritto e quelli tre che seguiranno, parte del ciclo action della rete televisiva di Cologno Monzese. Un ciclo discretamente interessante dato che a parte l'ultimo film sono tutti abbastanza buoni. Perciò ecco, in ordine di trasmissione, i 4 film che compongono questo post, che come in occasione di un precedente post di sei mesi fa più o meno (visitabile qui), hanno lo stesso titolo. Il primo è Bus 657 (Heist), film del 2015 diretto dallo sconosciuto Scott Mann, inglese di nascita, che riesce ad avere nel cast Jeffrey Dean Morgan (il freddo Negan di TWD) e il grandissimo Robert De Niro, di cui ultimamente si è parlato tanto in merito alle sue (giuste secondo me) dichiarazioni contro il neo eletto presidente statunitense Trump. Un film che racconta di un padre, Vaughn (interpretato in modo convincente da Morgan), disperato e senza mezzi economici che per far fronte ai costosi trattamenti medici di cui necessita la figlia, si unisce ad un avido individuo (Dave Bautista, ex-wrestler ma recentemente e costantemente attore discreto, già visto in Guardiani della galassia e tornerà nel secondo e Spectre) e alla sua banda nel tentativo di svaligiare proprio il casinò in cui lavora da anni. Il casinò di proprietà di un losco e senza scrupoli boss locale, interpretato discretamente da De Niro, che farà di tutto (proprio tutto) per avere indietro il bottino dagli scassinatori. Anche quando essi per sfuggirgli si ritrovano costretti a prendere in ostaggio il bus 657, un bus che sarà in prima linea.

sabato 16 luglio 2016

The Water Diviner (2014)

The Water Diviner è un emozionante, crudo e teso film drammatico del 2014 diretto e interpretato da Russell Crowe, al suo esordio come regista. Ispirato a fatti realmente accaduti e basato su un romanzo di Andrew Anastasios, la storia è stata scritta per il cinema dallo stesso autore insieme ad Andrew Knight e parla delle traversie di un agricoltore australiano, Joshua Connor (Russel Crowe) che nel 1919, a quattro anni dalla fine della guerra di cui anche Gallipoli (dove ci fu una delle più sanguinose battaglie della prima guerra mondiale) era stato teatro, non avendo visto tornare i suoi tre figli, parte per la Turchia a cercarli morti o vivi che fossero, dopo la promessa fatta alla moglie suicida per la disperazione. In questo coinvolgente (a tratti) film il Russell Crowe regista si attiene con notevole accuratezza storica ai fatti del primo post-guerra in Turchia, anche se, a dirla tutta, manca quella scintilla magica che permetterebbe alla sua opera prima di essere catalogata come capolavoro, e anzi, se non vi fosse l'immensa interpretazione del Russell Crowe attore staremmo parlando di una pellicola del mucchio, un'opera qualunque arrestatasi a metà del guado. Il film infatti che parla di una storia non tanto conosciuta a più, anche da me, non sapevo infatti che l'Australia avesse combattuto nella grande guerra, addirittura con un proprio esercito, l'ANZAC (Australian and New Zealand Army Corps), si mantiene solo grazie alla presenza del roccioso attore, che rende 'omaggio' ai suoi natali. Ma scendiamo nei dettagli della trama di un racconto che porta il nostro protagonista dalla nativa Australia, mosso da una promessa, fatta alla moglie poco prima che morisse, ovvero quella di trovare i suoi figli, e riportarli a casa per dare loro una degna sepoltura. Joshua è un agricoltore, sa ascoltare la terra, sa trovare l'acqua nelle sue profondità (il titolo è esplicativo), eppure, trovare i suoi figli in quel luogo devastato dalla guerra sembra un'impresa troppo grande. I suoi unici amici in terra straniera sono il piccolo Orhan e sua madre Ayshe (la bella Olga Kurylenko, abbastanza sottotono), che gli offrono alloggio nel piccolo albergo di famiglia, finché l'incontro con un ufficiale dell'Esercito turco gli restituisce la speranza: il più grande dei suoi figli potrebbe essere ancora vivo. Comincia così per Joshua un viaggio nel cuore dell'Anatolia, alla ricerca del figlio perduto e della risposta alla domanda: perché non è tornato a casa?