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venerdì 10 dicembre 2021

Le serie tv del mese (Dicembre 2021)

E siamo in dirittura d'arrivo, e dopo le nove (mini)serie della scorsa volta, altre nove serie rispondono all'appello, mettendo così fine a questa stagione serialtelevisiva. Listone che, tra seconde, terze e quarte stagioni, ma soprattutto nuove serie alla loro prima "missione", si è rivelato essere un post mensile ricco ed importante, alcune sicuramente rivedremo nelle classifiche finali. Ma poi si pensa, di importante da dire ora c'è che il sondaggio inerente al blog dello scorso mese, è stato (scorsa settimana) chiuso. Ha vinto (con larga preferenza) un post a settimana, e dopo averci pensato bene, così farò dall'anno prossimo. Tuttavia non ho ancora deciso se mantenere lo stesso schema o cambiarlo, in questo caso snellendo ulteriormente. Dovrò decidere, tempo fortunatamente c'è.

Love, Death & Robots (1a stagione) - Col suo corollario di distopici e avveniristici episodi, diversi tra loro, ma accomunati, non solo dal genere rappresentato (fantascientifico), ma dall'insieme dei fattori che ne determinano il contesto (la terra, o quella che più comunemente può essere definita "dimora") Love, Death & Robots rappresenta una sorta di presa di coscienza (ambientale, filosofica, morale), sotto forma di simultanea animazione, che ha il sapore della denuncia e della critica sociale. La serie antologica creata da David Fincher e Tim Miller, le cui collaborazioni con numerosi animatori provenienti dall'universo videoludico contribuiscono a dare un'impronta diversa all'animazione classica, ha il vantaggio di non avere alcun tabù o divieto, atto ad inficiarne i contenuti, a volte riuscendoci, altre volte finendo per ripiegarsi sui suoi stessi sofismi. Una serie visivamente potente e audace, il cui intento è quello di far riflettere intrattenendo. Diciotto cortometraggi di autori differenti, in stili che spaziano dalla stilizzazione cartonistica alla grafica games più videorealista, così come sono diversi i toni, anche se quelli apocalittici intrisi di pessimismo sulla natura umana (appunto) prevalgono su quelli più ironici e leggeri. Una serie tecnicamente di livello molto elevato, ed anche se non in tutti i casi l'eccellenza grafica si accompagna a contenuti interessanti e originali, la presenza di alcuni capolavori rende la visione un'esperienza appagante: uno tira l'altro, come le ciliegie. Tra gli episodi che meritano una visione c'è senz'altro "Oltre Aquila" con il suo finale horror a sorpresa, il bellissimo "Zima Blue", il guerrigliero "Tute Meccanizzate", gli ottimi "Il Vantaggio di Sonnie" e "Il Testimone", il surreale "L'Era Glaciale" e i semi-comici "Tre Robot" e "Il Dominio dello Yogurt". Tutti gli altri non eccezionali (alcuni anche alquanto anonimi) ma accettabili ed ugualmente visionabili (su Netflix). Voto: 7,5

Romulus (1a stagione) - Una buona serie che sulla scia del Primo Re di Matteo Rovere, il quale ci mette lo zampino, riprende il discorso sulla fondazione di Roma. Una buona ricostruzione storica (ai limiti della fantasia), e pure socio-politica, segno di un lavoro produttivo abbastanza impegnativo e mettendo in evidenza questa caratteristica, molto profonda, sul misticismo di questi popoli. Il loro rapporto con gli dei, la loro presenza/assenza, segni premonitori di sventura o fertilità. C'è da dire però che non tutti gli avvenimenti e le situazioni che si creano all'interno di Romulus appaiono interessanti, con la conseguenza che alcune storyline risultano prolisse e prive di quel mordente che una serie dovrebbe avere. In alcuni momenti ho avuto la sensazione di assistere a qualcosa di già visto (sempre dal punto dello sviluppo della sceneggiatura) e alcuni personaggi chiave mi è parso facessero delle scelte in totale contrasto con ciò che veniva mostrato nei minuti precedenti. Alcuni episodi, inoltre, non riescono a trovare un equilibrio nel racconto: la serie spesso si affanna da un punto di vista ritmico, alternando momenti di violenza improvvisa a situazioni di stallo completo che chiedono allo spettatore un piccolo sforzo per seguire Romulus. Nel complesso però il lavoro del regista romano risulta promosso (benché non esente da difetti) in quanto dà un forte segnale alla serialità italiana. Nota di merito finale per la sigla iniziale (cantata da Elisa che fa una cover di Shout dei Tears for Fears e accompagnata da immagini veramente azzeccate), senza dubbio l'elemento meglio riuscito. Voto: 6,5

venerdì 22 gennaio 2021

Le serie tv del mese (Gennaio 2021)

Le scorie dello scorso si fanno ancora sentire, e non parlo del virus, che sicuramente per tutto l'anno ancora ci perseguiterà (e per l'altro forse ancora), ma delle serie tv che ho portato in dote. Nello scorso dicembre la sagra delle serie sfigate (qui), che continua in questo gennaio, con quattro serie misconosciute e una nuova produzione originale Sky. Da febbraio infatti inizierò con il carico pesante (stagioni conclusive o di intermezzo di serie che ho tanto apprezzato precedentemente, e nuove serie), mentre da Aprile con i grandi recuperi (le più iconiche delle piattaforme streaming attuali più importanti), ma per il momento mi devo e vi dovete accontentare di quello che c'è, purtroppo non tanto, qualitativamente parlando, però pur sempre qualcosa, anche di un qualcosa non del tutto bistrattabile.

Outlander (4a stagione) - Non ci giro intorno, la quarta stagione di questa atipica serie (dramma romantico e viaggi nel tempo) mi è piaciuta leggermente meno delle precedenti e i motivi sono tanti. In questa stagione, oltre a Jamie e Claire c'è un'altra coppia protagonista, che, onestamente, non mi ha convinto moltissimo. Quella formata da Roger e Brianna (figlia della coppia) già intravista nella terza stagione, che vivevano le loro vite negli anni '60. Tira e molla amoroso (e voglia della figlia di conoscere il padre) che alla fine (in questa stagione) portano entrambi nel passato, dove non bastano Jamie e Claire a far "danni" nel nuovo mondo (ossia l'America) ci pensano anche loro a far "casino". Ingenui entrambi, ma soprattutto lei, che si dimostra da subito davvero poco furba, per non dire di peggio. Alla povera Brianna, non per caso, le accadrà di tutto (come uno stupro, l'ennesimo della serie) in queste (13) puntate (l'unica nota lieta l'attrice che la interpreta, Sophie Skelton, comunque brava ma soprattutto molto bella), però anche a Roger non gli andrà tutto liscio. In questo senso la serie non fa altro che enfatizzare l'epoca in cui (tutti) essi trovano. E tutti e quattro (più Murthag che torna, fa piacere peccato che finisca sempre per far finire Jamie nei guai, come se già lui non ci si mettesse da solo) avranno un villain, lo stesso, Stephen Bonnet "la carogna", un villain ben interpretato ma troppo poco approfondito. In questa stagione Jaime e Claire si scontrano spesso anche con gli indiani con cui, a volte riescono ad avere dei rapporti pacifici, ed altre in cui arrivano allo scontro vero e proprio. Insomma in questa stagione c'è tanta carne al fuoco con il risultato che molte cose non sono approfondite come dovrebbero. Nel complesso anche questa stagione non mi è dispiaciuta (pur essendo la meno riuscita), ho apprezzato alcuni dei nuovi personaggi (soprattutto la zia Jocasta, ingiustamente trattata male, soprattutto da Claire, il suo rifiutare di adattarsi all'epoca in cui si trova è irritante) anche se sono dubbioso sul nuovo villain, la serie si guarda sempre con piacere ma mi ha coinvolto di meno rispetto alla terza stagione (e le altre). Gli attori sono tutti convincenti nei loro ruoli, i costumi come sempre sono curati (anche se, accidenti, potevano invecchiare Jaime e Claire un po' di più, sembrano quasi coetanei della figlia) e il cambio di location fa si che non ci si annoi mai, anche se mi manca un po' la Scozia. Eppure nonostante ciò ho cominciato a notare una certa ripetitività della storia (Jamie e Claire arrivano in una nuova città, si fanno un nemico potente, ci sono problemi con quest'ultimo, qualcuno viene stuprato), spero che nella prossima (spero anche l'ultima) stagione ci sia qualche cambiamento nella trama. Voto: 5,5

sabato 5 dicembre 2020

Le serie tv del mese (Dicembre 2020)

So che starete sicuramente pensando che questo mese, che questa lista, è quella delle serie sfigate, beh in un certo senso lo è (non tutte però sono pessime), ma è solo una coincidenza (più o meno) che le abbia raggruppate in un unico posto, semplicemente sono le altre (e le ultime) serie che ho visto durante l'anno, viste, televisivamente parlando, a tempo perso. E a tal proposito vi parlerò ora (ed anche) della 15a stagione di NCIS, che dovevo recuperare per mettermi in pari, come accennatovi a Marzo scorso (qui). Ebbene, non un granché da dire, sulle puntate almeno, storie semplici che si seguono amabilmente, ma sulla squadra, che ogni tanto subisce ridimensionamenti. Da segnalare in questa stagione l'ingresso in pianta stabile della psicologa interpretata da Maria Bello (la nuova entrata della precedente stagione infatti abbandona la squadra, mentre l'altro rimane ed ormai è parte integrante), e l'abbandono di un altro pezzo da 90 dello show, di un personaggio molto amato, parlo della "stravagante" esperta forense Abby, che non saprei per scelta personale o narrativa, decide ciò. Decisamente mi mancherà, però lo show come la vita va avanti, e bisogna accettarlo, certo che se mai ne andasse Gibbs, allora sì che non l'accetterei, perché senza di lui non avrebbe più senso.

The Blacklist (6a stagione) - Mistero svelato, o almeno così sembrerebbe, parlo ovviamente dell'identità di Red Reddington, il misterioso ma affascinante protagonista di The Blacklist, magistralmente interpretato da James Spader capace, anno dopo anno, di portare sul piccolo schermo un personaggio difficile da odiare ma che non si può neanche totalmente amare. La sua ambiguità (rappresentata ottimamente da Spader, che ha ricevuto per questo ruolo due nomination ai Golden Globe) fa parte dell'origine del personaggio stesso, finalmente svelata al pubblico ed alla protagonista Liz (Megan Boone) nel diciannovesimo episodio della sesta stagione. Una stagione che arriva dopo una buona quinta stagione (qui) che lasciava però presagire questa verità, anche perché la nuova stagione riprende dal colpo di scena con cui la serie ci lasciò lo scorso ciclo di episodi. Ed è sostanzialmente questo il fulcro di una stagione nella media della serie, che però nelle altre puntate (fra le new entry dei nuovi episodi, c'è anche Christopher Lambert) non regala sorprese, quindi pure sotto a questa media, e poi come se non bastasse più che nelle precedenti stagioni qualcosa comincia a scricchiolare, quanto nella messa in scena che in tutto il resto. Tuttavia non manca di suspense, anzi, proprio al termine di questa sesta stagione l'ennesimo colpo di scena, che manterrà alta sicuramente l'attenzione alla prossima stagione, in cui ritroveremo (più o meno) tutti i protagonisti, anche il recentemente scomparso Clark Middleton nei panni di uno personaggi secondari più amati della serie. Voto: 5,5

martedì 17 novembre 2020

Le serie tv del mese (Novembre 2020)

C'è voluto un po' di tempo, si diceva settembre, ma ecco che ad Ottobre l'atteso finale (che poi finale incredibilmente ancora non è) della decima stagione della serie zombie più famosa di sempre (che verrà ulteriormente allungata di 6 sei altre puntate nel 2021) ha visto la luce. The Walking Dead è ritornato infatti con l'episodio forse più agognato dai tempi della première della settima stagione, in cui si attendeva l'ingresso in scena di Negan e la sua prima vittima, ma, nonostante la buona analisi svolta su alcuni protagonisti, la componente action risulta irrimediabilmente carente, e per una puntata che doveva rappresentare il culmine della battaglia con i Sussurratori, è una grave pecca. Una morte certa non è difatti il finale esplosivo che tutti avremmo desiderato, ma purtroppo perfettamente in linea con l'intera non esaltante stagione. Decisamente più promettenti risultano le ultime sequenze mostrate che coinvolgono Eugene e la sua squadra e gettano le basi di ciò che la trama offrirà nel suo ciclo finale (ma non ci scommetterei troppo). Comunque oltre a TWD fortunatamente ho visto molto altro, ecco cosa.

Big Little Lies (1a stagione) - Nella cornice californiana di Monterey, i destini di tre donne si incontrano. La serie (tratta da un romanzo di Liane Moriarty) inizia con un comunicato stampa della polizia dove si accenna ad un cadavere ritrovato. Le protagoniste sembrano condurre delle vite invidiabili: belle famiglie che vivono in case mozzafiato sull'oceano, ma a mano a mano che gli episodi scorrono riusciamo ad intravedere in ogni nucleo familiare delle problematiche attualissime: difficili rapporti madre figlia, separazioni, tradimenti, giochi di potere ed anche violenza sulle donne. Anche se il tutto è servito su un piatto patinato di vita californiana i dialoghi e le situazioni sono veri, accattivanti, e in alcuni casi scioccanti perché descrivono magistralmente bene i vari aspetti del malessere dei nostri tempi. Infatti, un pregio di questa prima stagione (che ne anticipa una seconda) è nel riuscire a mettere sullo stesso piano tutte le problematiche che si ritrovano ad affrontare le nostre protagoniste. In questo modo lo spettatore riesce a coinvolgersi appieno nella storia empatizzando con i vari personaggi. Con sapienti flashback ed una colonna sonora azzeccatissima, il (bravo) regista (Jean-Marc Vallée, regista anche di Sharp Objects, che porta nella miniserie, divenuta a seguito dello straordinario successo riscontrato da critica e pubblico una serie, la sua inconfondibile impronta, brava la HBO ad affidargli la regia di tutte le puntate) ci accompagna al punto di avere un presagio. Sarà solo nel finale che tutti i pezzi del puzzle si incastreranno facendoci capire la terribile realtà. C'è comunque da dire che l'intera trama è eccessivamente banale e che non tutto è perfetto (nella tecnica quanto nella disamina), ma Big Little Lies - Piccole grandi bugie è senza alcun dubbio una serie di alto livello in grado di trattare temi delicati con molta sensibilità. Inoltre la presenza di un cast d'eccezione (nomi importanti del mondo del cinema come i premi Oscar Reese Witherspoon e Nicole Kidman, ma anche da altri celebri attori quali Shailene Woodley, Alexander Skarsgård, Laura Dern e Zoë Kravitz) è un ulteriore conferma dell'elevata qualità di un progetto (pienamente lo si vedrà poi) riuscito. Voto: 7,5

lunedì 13 luglio 2020

Le serie tv del mese (Luglio 2020)

Lo so, parecchio in anticipo questo post sulle serie del mese, l'avevo però detto che sarebbe potuto capitare, ed è capitato. Capitato perché resosi necessario, giacché fitto è il mio calendario, giacché a giorni è previsto quel post speciale sugli anni di blog, e quindi l'unico slot disponibile da "prenotare". Agosto invece sarà un mese intenso, e paradossalmente potrebbe capitare diversamente, e sicuramente sarà, anche perché raggrupperò nei mesi prossimi serie della stessa "piattaforma" per esempio (si comincerà presumibilmente da Netflix a settembre), e quindi forse programmato a fine mese. Intanto ecco quelle di questo caldo Luglio.

The Walking Dead (10a stagione/seconda parte) - Paradossale come cosa, ma anche TWD soccombe alla pandemia (quella vera), e in seguito alle disposizioni governative (mondiali), farà attendere fino a data da destinarsi (si dice comunque che entro fine anno ciò accadrà) il pubblico per scoprire che ne sarà dei protagonisti. Sì perché la serie si ferma ad una puntata dal traguardo della decima stagione, e "regala" agli spettatori un finale transitorio (con una puntata, la 15, che sfortunatamente questo è). Non il massimo insomma, anche perché tutto ciò arriva dopo una seconda parte di stagione non propriamente esaltante (ci si aggiunga poi il fatto che le ultime quattro puntate vengano, per il pubblico italiano, interamente sottotitolate), e dopo una stagione (nel suo complesso) che ha soltanto accennato un miglioramento senza mai concretizzarlo realmente. In primis, siamo sempre lì, si ripropongono difatti le medesime dinamiche narrative ed alla fine, nonostante un cambio di "padrone", tutto è come prima, battaglia doveva essere e sicuramente sarà quando si riprenderà (sperando che un vincitore ci sarà definitivamente tra Sussurratori e Tutti i nostri). In secundis, si continua a "chiacchierare" troppo e ad approfondire inutilmente i personaggi (non bastasse una certa prevedibilità di fondo). Dalla prima parte (qui) poco è quindi cambiato, ed a parte qualche grandioso colpo di scena (essenzialmente due, il migliore è nella mazza, ops mani, del Negan di Jeffrey Dean Morgan, l'altro riguarda Rick, uno grosso comunque potrebbe presumibilmente ancora arrivare) ed una new entry parecchio interessante (che da brio ma che tuttavia poco c'entra), niente succede, niente migliora. E quando qualcosa finalmente stava per succedere, il blocco che non ti aspetti, e si arriva così al momentaneo season finale della decima stagione di TWD, che come detto, lascia a desiderare, perciò non facile esprimere un giudizio, ma certamente impensabile optare per una sufficienza. Per questa volta schiaffetto e rimandato a Settembre. Si spera. Voto: 5,5

giovedì 27 febbraio 2020

Le serie tv del mese (Febbraio 2020)

Cambia il genere (dal cinema alla serie) ma non cambia il metodo, anche se dalla settimana si passa al mese, ma è l'unica differenza, giacché anche in questo caso nella pagina dell'Angolo delle Serie Tv facente parte ogni serie in oggetto, troverete oltre al Trailer (che novità ho messo io senza l'ausilio di widget) una scheda tecnica di informazione antecedente alla recensione (simile a quella dei film). E quindi invito tutti, se volessero sapere tutto ma proprio tutto di ogni singola serie che d'ora in poi recensirò (soprattutto le informazioni di base, puntate e durata, ma anche altro), di consultare codesta pagina, che trovate al link dopo il voto datogli da me. Detto questo ecco le serie viste in questo ultimissimo mese.

The Walking Dead (10a stagione/prima parte) - Quest'anno al contrario della scorsa volta, ma già precedentemente fatto più e più volte, ho visto la nuova stagione della serie AMC in due parti. E che dire perciò del mid-season di questa decima stagione? Diciamo che come finale di metà stagione mi aspettavo molto di più, pensavo che succedessero più cose importanti ma a parte il ritrovamento dell'orda e la probabile acquisizione di più armi, non è successo nulla di concreto. La trama c'è, gli sviluppi anche, ma il finale di metà stagione è per niente esplosivo, come il resto (le rivelazioni finali non sembrano infatti essere in grado di reggere la qualità complessiva di questa decima stagione, che finora si è dimostrata altalenante). Le prime puntate sembravano partite col piglio giusto, per poi concentrarsi tuttavia su personaggi e sceneggiature un po' deboli, regalando dei veri picchi di attenzione soltanto con l'ingresso in scena di Negan (che sembra "ritornare" indietro nei propositi) e con l'inaspettata morte di una fresca "vecchia guardia". Questa stagione si sta difatti soffermando troppo sui personaggi che non è un male, ma neanche un bene. Soffermarsi sui personaggi senza bloccare la trama, questo è quello di cui si ha bisogno, sembra come che se devono far vedere le emozioni dei protagonisti non possono far vedere lo sviluppo della storia. Sarà perché non hanno molto da dire? Non lo so. L'unica cosa che so è che dalla prima puntata sono successe veramente poche cose e sono state diluite un po' troppo per otto episodi (e non parliamo poi dell'assenza di Rick, che si sente eccome, né Michonne né la piccola "spaccaculi", e tutti gli altri, riescono difatti fino in fondo a sopperire). Speriamo che con la seconda metà le cose vadano meglio. E in tal senso dico che servirà molto di più di quello fatto fino ad adesso, perché la stagione 10 possa riuscire a colpire come fu con la Stagione 9 dalla quale sembrava trasparire un cambiamento che finora (purtroppo) non si è ripetuto. Voto: 6-

giovedì 12 dicembre 2019

Le peggiori serie tv viste dell'anno (2019)

In attesa di scoprire le migliori proposte (secondo il mio modesto parere) seriali dell'anno in corso (ma non solo), era più che ovvio che prima toccasse alle peggiori, alle serie tv che non avessero raggiunto la sufficienza. Non l'hanno raggiunta né le prime otto posizioni né le mie personali delusioni, che come sempre aprono questa mia classifica. Una classifica in cui in tal senso dovrei ovviamente rimarcare il fatto che tutte queste serie prese in esame, sconsigliabili non sono del tutto, dopotutto quello che non è piaciuto a me può piacere ad altri (dipende sempre dai gusti e tanti fattori), ma sono comunque tutte da prendere con le pinze (a parte la prima classificata, anche quest'anno evitabile, ci fu infatti una medesima situazione l'anno scorso, qui). E quindi detto ciò, buona presa visura.


DELUSIONI
Deludono nuovamente, seppur con le dovute differenze in ambito narrativo e gestionale, le nuove stagioni di C'era una volta, Arrow e Ballers, mentre un po' a sorpresa ne rientrano serie che nelle stagioni precedenti non avevano fatto male, parlo di Vikings e I delitti del Barlume, al contrario Das Boot, quest'anno all'esordio, delude non partendo da una base ben avviata, giacché sbaglia in alcuni punti, risultando così un mezzo flop. In ogni caso tutte e sei (a parte lo show abc che ha chiuso i battenti) sono serie che continuerò a seguire, sperando che almeno aggiustino un po' il tiro.

mercoledì 27 novembre 2019

Le altre serie tv (Novembre 2019)

Guardando la prima stagione della serie Fox The Passage, si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad un prodotto che strizza un po' l'occhio a TWD e un po' alla serie targata Guillermo del Toro The Strain. Un virus proveniente dalla Bolivia che trasforma le persone colpite in vampiri succhiasangue. Vampiri che possono comunicare sia tra loro che con le persone non infette. A combattere questa minaccia un team di scienziati che in questo virus sperava di trovare una cura definitiva a tutte le malattie. A guidarli sono il Dottor Jonas Lear (Henry Ian Cusick di Lost) e la dottoressa Nichole Sykes (Caroline Chikezie). Legati a questa vicenda sono anche i due protagonisti della serie, ovvero l'agente federale Brad Wolgast (Mark-Paul Gosselaar) e la giovanissima Amy Bellafonte (Saniyya Sidney). Il team di scienziati infatti dopo alcuni esperimenti su condannati a morte che per sfuggire all'esecuzione hanno deciso di fare da cavie per l'esperimento chiamato Noah iniettandosi il virus per studiarne gli effetti, ha trovato in Amy la possibile soluzione finale. Una persona molto giovane difatti potrebbe controllare l'effetto del virus in modo da limitarne/annullarne gli effetti collaterali. Saranno però alcuni effetti non considerati e la particolare abilità di coloro già infettati a rimettere tutto in discussione e a portare con sé gravi conseguenze per tutti. Virus, trasformazioni, mutazioni, cure e succhiasangue. Ecco gli ingredienti principali di The Passage. Tipici ingredienti, che vanno dall'horror al fantasy e al thriller, anche troppo tipici, perché anche se in questa prima stagione è però forte il fattore umano, quello dei legami tra i vari personaggi, in particolar modo quello che lega l'orfana Amy all'agente Wolgast, sconvolto da un passato familiare molto triste, quello tra Amy e uno degli infetti, lo scienziato Tim Fanning, personaggio chiave di questa stagione, e ultimo, ma non per importanza quello tra il collega di Wolgast, Clark Richards (Vincent Piazza) e un'altra cavia, la bionda sexy Shauna Babcock (Brianne Howey), tutto è stato già visto. E come se non bastasse ciò, a farla da padrone in questa serie dove almeno fortunatamente i vampiri non brillano come in Twilight (hanno la pelle liscia quasi fosse una guaina e somigliano un po' a quelle salamandre strane che si trovano nelle foreste pluviali, il loro vomitare sangue richiama invece altri vampiri già visti in televisione) è la prevedibilità, quest'ultima in aggiunta ad una dose massiccia di stupidità.

mercoledì 5 giugno 2019

The Walking Dead (9a stagione)

Tema e genere: Continua il viaggio dei superstiti all'apocalisse zombie nella serie tv survival horror più longeva di sempre.
Trama: Dopo lo scontro "definitivo" all'apparenza, che ha comunque risolto alcune divergenze e dato la possibilità a tutti (quasi tutti) di ricominciare e progredire, le difficoltà nella nuova società non mancano. E se la prima volta il nuovo inizio sopperisce alle problematiche della conciliazione in modo spiazzante, la seconda, spiazzante è l'arrivo di uno spietato avversario, che metterà a durissima prova gli sforzi fatti. E non sarà l'unico problema.
Recensione: Personalmente una sorpresa, credevo peggio, e invece nel complesso è stata una buona stagione, la nona, di The Walking Dead. Non "eccezionale", neanche "ottima", ma buona sì, e per arrivare a questo risultato sono bastati alcuni accorgimenti e alcune iniezioni di minima creatività, che hanno consentito di uscire da strutture e dinamiche che ormai mostravano da tempo un certo affaticamento. Dopotutto dopo nove stagioni, nessuna serie televisiva poteva rimanere integra del tutto, poteva sedersi beatamente, qualcosa doveva cambiare, è cambiato, anche se non tutto è andato per il meglio, ma sarebbe ingrato non riconoscere a questa stagione di aver lanciato dei confortati segnali di risveglio. E questo nonostante la testarda presenze dei soliti punti dolenti. In questa stagione infatti, nei sedici episodi, i protagonisti affrontano molte traversie, simili ma diverse, tra la perdita di numerosi personaggi importanti e tante tragedie. Questo soprattutto nella seconda parte, la serie difatti vede nuovamente una suddivisione in due tronconi, più accentuata però, diversa l'una e l'altra sia per accumulo della tensione drammatica, sia per un discorso legato a un rinnovamento dei contenuti. Seconda parte che paradossalmente vede uno dei periodi più stanziali e sereni di sempre. Un salto temporale di sei anni infatti, ci (re)introduce in un mondo profondamente cambiato, un mondo che è andato avanti, portando con sé vecchie ruggini tenute nascoste (che vede la "scomparsa" di due protagonisti centrali), ma che vedrà sorgere soprattutto una nuova temibile minaccia, minaccia che è probabilmente la migliore mai vista nella serie, i Whisperers (i Sussurratori), sorta di anello mancante fra umani e zombie, che riescono a sommare le peggiori caratteristiche dei due. Alpha (interpretata benissimo da Samantha Morton), a capo di questo folle ed inquietante gruppo (che riesce nell'impresa di ridare senso e spessore alla presenza degli zombie, ormai non più minacciosi da anni, il disorientamento provato davanti a un errante, di cui adesso va interpretata la vera natura in pochi istanti, è infatti una svolta inaspettata quanto necessaria), è un'ottima villain, perché è la prima della serie che ha un'intelligenza tattica, ma con cui al contempo è impossibile ragionare. Tanto che molto scompiglio produce e produrrà, le cose sembrerebbero infatti poter ulteriormente peggiorare in futuro, probabilmente lo faranno, e si ha una discreta voglia di vedere come e cosa accadrà. Comunque al di là di ciò, da segnalare soprattutto c'è un elemento in tutto questo, in questa stagione e in questa seconda parte, ovvero la scomparsa di uno dei personaggi storici della serie, se non il più importante: Rick Grimes. Come noto (almeno dagli addetti e fan), Rick, interpretato dal bravissimo Andrew Lincoln, ha lasciato la serie in maniera molto originale, ma decisamente furba, furbescamente in attesa dei film. Una mossa interessante ma la sua mancanza è intensa e percepibile, inoltre non sapere cosa gli è successo infastidisce. A tal proposito di note dolenti ce ne sarebbero più d'una, non ultimo il fatto che su sedici episodi stagionali se ne contano forse 3-4 realmente memorabili, e sono un po' pochini. Non bastasse che restino e sono troppe le sequenze dedicate a tanti, troppi personaggi senza carisma e profondità, incapaci di accaparrarsi il nostro interesse e la nostra empatia.

venerdì 28 dicembre 2018

La Top 20 delle serie viste nel 2018

Al contrario di quello che è successo con i film, non è avvenuto con le serie, ovvero il livello è rimasto inalterato, tuttavia pochi veri scossoni quest'anno, a parte ovviamente le prime posizioni. Infatti quest'anno 20 serie (21 furono l'anno scorso, qui) entrano in classifica, tra questi ben 5 fanno il loro ritorno con le stagioni successive e curiosità, due serie sono in classifica con due stagioni diverse. In tal senso quest'anno ho visto 48 serie e 51 stagioni. Insomma tanta roba, ma ecco quali sono le serie (la recensione la trovate cliccando sopra le immagini) che mi sono piaciute di più, quelle che consiglio a tutti di vedere.


20. Serie drammatica intelligente, emozionante, originale, di livello e quindi riuscita, ma non perfetta, perché a tratti è confusa e piena di sbavature. (7/10)
19. Serie non originale ma avvincente ed appassionante. (7/10)

giovedì 27 dicembre 2018

Le peggiori serie tv viste dell'anno (2018)

Come precedentemente già successo con i film, anche con le serie ho dovuto ribassare i giudizi negativi rispetto alla classifica annuale precedente (qui), infatti sono rimaste fuori (seppur solo in parte, perché esse fanno parte delle mie personali delusioni, di quelle serie che hanno deluso, anche parzialmente) le serie che hanno ricevuto 6- come voto. E quindi puntando al di sotto sono entrate in classifica fortunatamente "solo" 6 serie (di cui recensione trovate cliccando sulle immagini), serie che tuttavia sconsigliabili non sono del tutto, dopotutto quello che non è piaciuto a me può piacere ad altri (dipende sempre dai gusti e tanti fattori), ma da prendere con le pinze, seppur la prima classificata è meglio escluderla a priori, evitare assolutamente (lasciate proprio perdere).


DELUSIONI
La settima stagione di AHS e la quinta di Arrow, seppur tecnicamente rimangono al livello delle precedenti, narrativamente annoiano.
La sesta stagione di C'era una volta e la terza di Ballers, seppur rimangono interessanti, narrativamente non convincono.

giovedì 12 luglio 2018

Legion (2a stagione)

E' stata una delle sorprese più gradite della scorsa stagione televisiva grazie alla sua qualità e alla sua originalità nell'approcciarsi al genere supereroistico, ora Legion (di cui seconda stagione si è conclusa un mese fa ma finita di vedere solo pochi giorni fa), la serie più iconoclasta appunto del panorama supereroistico, torna a sorprendere per follia e inventiva in una seconda stagione che non delude (giacché dopo gli stravolgimenti di una prima stagione dal corso discontinuo, caotico e completamente folle, era davvero un'incognita il futuro di Legion, uno dei prodotti più originali e innovativi dell'attuale panorama seriale) le aspettative, anche se personalmente, e alla fine, l'ho trovata tuttavia meno "originale", paradossalmente più prevedibile nonostante la sua clamorosa imprevedibilità, troppo riflessiva, e quindi poco dinamica, rispetto all'incredibile ed eccezionale prima stagione (qui la mia recensione). Ma è innegabile però che questa seconda stagione, riesca comunque, non solo a raggiungere lo stesso livello qualitativo del precedente percorso ma anche quasi a superarlo. E in tal senso tuttavia c'era d'aspettarselo, perché certo, pronosticare che la creatura nata dalla mente di Noah Hawley potesse tornare alla ribalta superando addirittura se stessa (tanto nei contenuti quanto in una messa in scena sempre più lisergica e surreale), difficilmente lo si sarebbe potuto prevedere, ma dopo la prima stagione questo show, scollegato sia dal Marvel Cinematic Universe che dalla linea narrativa dei film cinematografici sugli X-Men, che convinse critica e parecchio pubblico, era chiaro che potesse sorprendere nuovamente (fortunatamente in positivo), d'altronde il protagonista della storia, ovvero David Haller, alias Legione (un mutante che nella sua storia editoriale non ha mai avuto una testata a lui dedicata, al massimo è stato protagonista di qualche miniserie, ma non può essere di certo considerato un personaggio tra i più rilevanti dei fumetti) grazie alle sue particolari caratteristiche era perfetto (soprattutto vedendo lo splendido risultato ottenuto nel precedente blocco di puntate) per la storia che Noah Hawley (creatore anche della serie tv Fargo, che conto prima o poi di recuperare) voleva raccontare. Proprio perché egli, rincarando la sua personale dose di stranezze e bizzarrie ci catapulta (giacché invece di adagiarsi sugli allori, pare alzare l'asticella del rappresentabile) ancora una volta, in un vortice sempre più profondo e disturbante, incredibile e complesso (e tuttavia comunque non perfetto). Un vortice che però non può che confermare questo uno dei prodotti più anomali e inventivi della serialità televisiva.

martedì 29 maggio 2018

Le altre serie tv (Marzo/Aprile/Maggio 2018)

Esattamente come successo in occasione della prima parte dell'ottava stagione (qui), anche la seconda parte si è chiusa tra l'indifferenza generale, perché ormai The Walking Dead sembra non avere più l'appeal dei tempi che furono. L'attesissimo finale di stagione infatti, attesissimo sia dai fan della prima ora sia da tutti gli spettatori che non ne possono più della serie ma per qualche motivo continuano a guardarla (anche solo per parlarne male), ha alternato, come tutta l'annata, momenti convincenti ad altri in cui si è toccato il ridicolo. Questo season finale dell'ottava stagione, che avrebbe potuto tranquillamente, tramite l'ultima puntata, terminare l'intera serie e che invece sembrerebbe procedere su binari non propriamente interessanti (anche se si intravede un nuovo barlume di speranza, con la possibilità di reinventare la serie e tornare, forse, ai fasti delle prime annate), se sotto certi punti di vista accontenta entrambe le fette di pubblico, mostrando momenti fatti apposta per appassionare quelli che ancora oggi si definiscono fan della serie (in particolare per quanto riguarda i momenti introspettivi e le scene di battaglia), ma anche diverse situazioni che sembrano fatte apposta per far mettere le mani nei capelli a tutti coloro della serie ne hanno piene le scatole, procedendo a singhiozzo e alternando momenti spettacolari e interessanti però a scelte narrative che confermano le debolezze della gestione di Scott M. Gimple, giunta ora al termine, lascia un po' l'amaro in bocca. Tuttavia bisogna ammettere che, dopo una stagione poco convincente, The Walking Dead ci ha sorpresi (nuovamente e in modo certamente meno banale della precedente seppur in modo sicuramente ridicolo) con un finale imprevedibile. Tutti infatti attendevano la battaglia finale, tutti si aspettavano uno spargimento di sangue, una decimazione dei protagonisti e, invece, lo showrunner sceglie una strada praticamente opposta, chiudendo la guerra contro i Salvatori con un atto di pietà nei confronti degli avversari che hanno tormentato le comunità guidate da Rick, per onorare la memoria di Carl (che nel frattempo dopo il cliffhanger della scorsa prima parte di episodi è definitivamente morto) e la sua ultima richiesta. Il problema però non è tanto il fatto che ciò avviene, dopotutto la serie è sempre stata parecchio ottimista (e la speranza finale, l'inaspettata redenzione, ne è la prova), quanto è il modo con cui succede.

giovedì 10 maggio 2018

X-Files (11a stagione)

Dopo la (solo momentanea) conclusione con la nona annata nel 2002, la serie cult X-Files creata da Chris Carter era tornata nel 2016 con sei nuovi episodi, ora è nuovamente tornata con altri dieci episodi, due stagioni-evento che hanno riportato sul piccolo schermo le avventure degli agenti FBI Fox Mulder (David Duchovny) e Dana Scully (Gillian Anderson). Un ritorno che tuttavia non solo ha messo probabilmente il punto definitivo sulla serie (visto il finale e le notizie non proprio positive sugli ascolti e l'abbandono probabile della Anderson), ma che purtroppo si conclude nuovamente in modo frustrante, danneggiando in parte un'operazione non priva di pregi. Perché se anche nel complesso questa undicesima stagione diverte abbastanza, se questa dovesse essere la stagione finale viene quasi da pensare che si poteva evitare del tutto il revival. Giacché non solo questo nuovo X-Files è certamente qualcosa di molto diverso e, ahimè, inferiore, da quella in onda dal 1993 al 2002, che sostanzialmente aveva rivoluzionato la qualità delle serie tv, ma perché sia due anni fa che ora, una cosa è chiara, e cioè che con due stagioni ridotte come le due del revival di X-Files sarebbe stato difficile riprodurre l'alternanza di storie auto-conclusive e mitologiche che aveva sapientemente caratterizzato la serie di Chris Carter dalla sua prima trasmissione fino all'ultima. Era stato il punto debole della 10a stagione di due anni fa, che aveva visto i suoi momenti migliori nei quattro episodi dal secondo al quinto che separavano le due parti di My Struggle, e si è confermato in misura minore quest'anno. La stagione 11 di X-Files è infatti riuscita a mitigare questo problema, sia grazie ad un numero totale di episodi superiore alla precedente, da sei a dieci, sia per il modo in cui la storyline orizzontale è stata in qualche modo ripresa o citata anche in molti degli episodi standalone che hanno separato le parti tre e quattro di My Struggle, ovvero Memorie dal futuro e Il figlio perduto. Proprio quest'ultima, può rappresentare il vero finale della serie Fox andata in onda dal 29 gennaio al 2 aprile.

giovedì 12 aprile 2018

The Strain (4a stagione)

È raro trovare, volgendo lo sguardo agli ultimi anni, serie tv che si auto-concludono dopo poche stagioni. The Strain è una delle poche eccezioni nel vasto mondo della serialità attuale (anche se ciò è successo anche per Salem, la discreta serie sulle streghe). La serie prodotta dal regista pluripremiato Guillermo Del Toro ha infatti concluso la sua corsa dopo quattro intense stagioni e 46 episodi totali. Tuttavia era chiaro che ciò sarebbe avvenuto, dato che lo show, che altresì si è chiuso anche a causa di una terza stagione molto zoppicante (ma più che sufficiente, qui), aveva già definito la via concludendo la trasposizione della trilogia di libri Nocturna, scritti dal regista fresco vincitore di un Oscar e dall'amico fidato Chuck Hogan, con cui si divide nuovamente il merito di aver, con questa quarta stagione e quel godibile finale (nonostante qualche sbavatura), degnamente chiuso, con una elevata ed onorevole qualità che non è mai mancata, l'arco narrativo di una delle serie più belle ed originali degli ultimi tempi, perché anche prendendo forma da radici molto classiche del genere, è riuscita a trovare quei guizzi di originalità capaci di stregare e coinvolgere. Tuttavia, nonostante l'epilogo "epico", The Strain 4 è stata rispetto alle prime tre stagioni quella più fiacca e meno curata. Non a caso questa stagione appena conclusa (meno thriller e molto più survival), a partire, soprattutto, dalla sua timeline, si è rivelata immediatamente differente dalle tre precedenti.  Se le tre stagioni si estendevano difatti in un lasso di tempo minore ma fortemente dilatato (circa una settimana per stagione) l'ultima si colloca dopo quasi un anno provocando una sorta di capovolgimento nella velocità di racconto. Facendo così sembrare che la stagione conclusiva scorra troppo veloce rispetto alle antecedenti.

mercoledì 28 marzo 2018

The Gifted (1a stagione)

A metà tra Agents of S.H.I.E.L.D. e Inhumans, fortunatamente con molti pregi della prima e pochi dei molti difetti della seconda, The Gifted, la serie televisiva statunitense creata da Matt Nix per Fox e basata sui personaggi degli X-Men dei fumetti Marvel Comics, prodotta da 20th Century Fox Television e Marvel Television, con Nix in qualità di showrunner e Bryan Singer (esperto del mondo degli X-Men) come regista, e ambientata nello stesso universo della serie cinematografica degli X-Men, discretamente convince e si fa sufficientemente apprezzare. Infatti, il primo impatto con The Gifted, anche con un primo episodio convenzionale ma godibile (che mette in scena un presente ancora più fosco per i mutanti Marvel e che nei primi 40 minuti trascinano lo spettatore in una corsa frenetica tra inseguimenti, poteri, effetti speciali e tanta azione), è decisamente positivo. Anche perché, entrando a gamba tesa in un mondo conosciuto, The Gifted non perde tempo a spiegare cosa sono i mutanti, da dove arrivano, dando per assodato quanto mostrato da anni dai film (senza menzionare ovviamente i fumetti). Inoltre la scelta di mescolare personaggi completamente inediti (e quindi da scoprire totalmente) a personaggi già noti crea un mix interessante e dall'alto potenziale. In più il ribaltamento di punto di vista tra chi dà la caccia e chi è cacciato, dà accesso a una serie di svolte narrative molto ampie, anche se in verità la storia scorre un po' altalenante nel corso della stagione, poiché ci sono momenti apprezzabili e altri invece un po' superflui e ridondanti, dando la sensazione (spesso) di staticità nella narrazione. Tuttavia le sorprese non mancano, giacché poco si conosce dell'universo cinematografico dei mutanti Marvel, che non ha una rigorosa continuity narrativa, e le sue avventure sono ormai frammentate in una timeline per lo più incoerente, o comunque non precisa e rigorosa come quella del Marvel Cinematic Universe.

giovedì 15 marzo 2018

The Exorcist (2a stagione)

Dopo la più che discreta e sorprendente prima stagione (qui la mia recensione), ecco nuovamente tornare The Exorcist, la serie tv ispirata al terrificante mostro sacro del cinema horror del 1974, che con la seconda stagione conferma e non smentisce le sue peculiarità di una serie che è riuscita ad appassionare (anche inquietare e sconvolgere) molti spettatori, soprattutto gli amanti del genere, anzi, proprio quest'ultimi, che avevano sicuramente apprezzato il primo movimentato atto, in cui i nostri due eroi in talare e colletto bianco avevano fronteggiato una serie devastante di possessioni e un complotto demoniaco all'interno della Chiesa, erano i primi ad attendere con impazienza. È dunque per questa ragione che anch'io attendevo molto anche dalla seconda stagione che, tentando fin da subito una nuova formula scenografica, abbandonando i grattacieli e la neve di Chicago, per abbracciare il clima torrido, ma anche piovoso di un'isola semi-desolata, faceva però storcere un po' il naso. Tuttavia, nonostante la mancanza di nessi evidenti con l'intrigante storyline del culto di Chicago, esplorata  appunto nella prima stagione, si faccia sentire di tanto in tanto, la nuova ambientazione delle avventure di Tomas (Alfonso Herrera) e Marcus (Ben Daniels) riesce immediatamente (e nuovamente) a inquietare lo spettatore. Anche perché nella seconda stagione di The Exorcist non sarà facile immediatamente intuire chi sarà il bersaglio del demone, come invece lo era stato nel caso della famiglia Rance, dato che stavolta si ha a che fare con più di una personalità facilmente attaccabile da un demone, che non sempre sceglie la stessa tipologia di vittima. Il Demone stesso stavolta si insidia in maniera differente dal solito che siamo abituati a vedere. Differente è anche il modus operandi di Padre Tomas e Padre Marcus nel combattere il Male. Imprevedibile è anche l'esito della battaglia (le conseguenze dello scontro saranno molteplici, per tutti i personaggi principali), perché a differenza della prima stagione in cui sin da subito si era capito dove saremmo andati a parare con l'esorcismo della giovane Casey Rance (che avrà ancora qualcosa da dire a Padre Tomas nel finale di stagione), in The Exorcist 2 la trama principale si delinea dopo un po', intrecciandosi non da subito con la vicenda dei due padri esorcisti. La vicenda di Andy e della sua famiglia allargata infatti arriva in un secondo momento al centro della storia.

martedì 2 gennaio 2018

La Top 21 delle serie viste nel 2017

Dopo aver visto i peggiori, ecco finalmente i migliori, d'altronde dopo una stagione intensa, ovviamente non poteva mancare la classifica delle serie tv, perché se c'è una cosa che amo alla pari dei film, sono i serial televisivi, che ultimamente stanno diventando dei veri fenomeni sociali e stanno raggiungendo livelli da cinema veri e propri. Non è una novità ormai infatti che le serie tv più dei film, possono in puntate farci vedere e sentire cose che un film forse mai potrebbe farci cogliere, tanto che spesso rimangono impressi per giorni e non si può farne a meno, l'attesa è ogni volta snervante. Comunque quest'anno delle ben 47 serie viste (la lista completa la trovate qui, così da rendervi conto che se una serie non c'è in questa classifica è solo perché non ho avuto ancora il tempo di vederla, e che certamente la vedrò in futuro), le migliori sono state 21 (con annesso link), mentre tra la sufficienza e poco più 16 (con all'interno 4 mie delusioni), 10 invece le peggiori, come avrete già visto giorni fa, qui, ora però ecco, e sempre personalmente parlando, le migliori serie tv viste in questo convulso 2017, e di cui chi più chi meno vi consiglio di vedere e/o recuperare. E in questo senso, meritano tuttavia visione e menzione serie da 6,5 quali The Strain 3, The Blacklist 4 e Agents of S.H.I.E.L.D. 3.


21Seconda stagione meno brillante della prima ma sempre geniale ed affascinante. (7-)

sabato 30 dicembre 2017

Le peggiori serie tv viste dell'anno (2017)

In attesa di scoprire le mie migliori, eccomi adesso a nominare il vincitore e le vincitrici delle peggiori serie, poiché anche in questo 2017 ho visto alcune serie tv non proprio soddisfacenti, anzi, in alcuni casi abbastanza mediocri esse sono state. E non solo perché la trama o le puntate non mi hanno coinvolto o divertito, ma anche per colpa di attori e attrici non proprio all'altezza, infatti in questa classifica si terrà conto di loro e di altro, come avrete letto o leggerete nelle recensioni (disponibili con l'immagine) di queste serie. Prima però le quattro serie che, nonostante abbiano raggiunto la sufficienza, mi hanno deluso un po' e non hanno soddisfatto le alte aspettative in cui in esse riponevo. E dopo ovviamente le peggiori serie viste quest'anno, tra sbiadimenti e cedimenti, e quindi al primo in classifica andrà il Saba Serial Razzie Awards 2017.

 
LE DELUSIONI
1. Tra disgusto e genialità la sesta stagione di AHS non convince fino in fondo (6,5) - 2. Minestra riscaldata bella ma non proprio soddisfacente la seconda di Scream Queens (6+)
3. Novità affascinante ma superficiale quella della serie Sky (6,5) - 4. Seconda stagione di Outcast più coinvolgente ma nuovamente per niente paurosa (6)

mercoledì 13 dicembre 2017

Tutte le altre serie viste durante l'anno (2017)

Come già anticipato all'inizio della rassegna filmica, un appuntamento sarebbe stato riservato alle serie tv, ed eccomi qui a recensire le serie che durante l'anno per voglia, tempo ed altro, non hanno avuto un loro spazio, anche perché nessuna di queste mi ha davvero entusiasmato, seppur tutte queste cinque le ho seguite perché loro fan. Senza dimenticare essenzialmente che di queste serie c'è ben poco da dire e scrivere, per cui potrete perdonarmi se ho deciso di concludere quest'anno "serial-televisivo" in questo modo. La seconda stagione di Empire (di cui qui trovate la mia piccola recensione), la famosa serie televisiva statunitense creata da Lee Daniels e Danny Strong per la Fox, che continua sempre a seguire le vicende di un'eccentrica famiglia nel mondo dell'hip-hop, ci aveva lasciato con il fiato sospeso, era infatti finito con Rhonda (che aveva finalmente ricordato chi era stata a farla cadere dalle scale e di conseguenza a farle perdere il bambino) e Anika (che astutamente si era fatta mettere incinta per ereditare) che litigavano sul tetto. La terza stagione si apre quindi esattamente dove era finita la precedente e (come potete anche notare dalla foto in basso) ha visto trionfare la furba Anika, che però successivamente, anche per colpa di Andre che ha assistito la scena (mandando altresì lui con problemi dissociativi a creare artriti con tutti) avrà grossi grattacapi, fino allo scioccante finale che gli rovinerà forse irrimediabilmente la vita. Come in verità a quasi tutti i componenti della famiglia, sempre costantemente in rivolta (anche troppa per via di scontri accessi e parole imperdonabili) tra loro, sempre poi (alquanto forzatamente e con tanta ipocrisia, che sta leggermente stancando) ricongiungersi a tarallucci e vino. Cosa che molte volte crea davvero ribrezzo e un po' di fastidio.