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venerdì 18 agosto 2023

Le serie tv del mese (Agosto 2023)

Seguendo la continuity dell'MCU relativa alle serie tv (per una serie al mese), avrei dovuto, dopo The Punisher (che ho visto completa come le altre prima che ho sovrapposto per comodità) vedere per questo mese di agosto la serie tv Runaways (per un totale di 3 stagioni), ma sfortuna (o fortuna chissà) vuole che la suddetta sia stata rimossa dal 26 maggio dalla piattaforma Disney Plus. Così l'ho dovuta immancabilmente saltare, ma incredibilmente anche quella successiva, ovvero la serie Cloak & Dagger (per un totale di 2 stagioni), è stata ugualmente rimossa, stavolta da Prime Video, lo stesso maggio scorso (esattamente il 4). Cosicché non avendo alternative, anzi sì perché tutto è collegato, ma soprattutto saltando quei (tanti) prodotti già visti durante gli ultimi anni, mi sono ritrovato subito ad affrontare What If...?, trovandomi così nella situazione paradossalmente ideale, riuscirò infatti a vedere entro la fine dell'anno anche l'ultimissima Secret Invasion. Ma intanto nella prossima troverete nel pacchetto She-Hulk, e in questa oltre alla citata serie animata, la seconda ed ultima di Apple tv e molto altro.

Andor (1a stagione) - Il ribelle Cassian Andor entra nella resistenza contro l'Impero. Prequel del film Rogue OneAndor esplora il lato oscuro di Star Wars, meno favola fantascientifica e più serie adulta dai toni dark, che si prende i suoi tempi privilegiando, all'azione (che pure non manca, con momenti di grande impatto anche visivo), la psicologia dei personaggi, alcuni dei quali mostrano un lato davvero efferato, con momenti di grande tensione. Felice la scelta del cast, con Diego Luna assai bravo e alcune eccellenti partecipazioni come Stellan Skarsgård e Forest Whitaker. Il sorgere dell'Impero e la prima scintilla della ribellione. È questo il sunto di una serie che riesce a rendere piuttosto bene l'avanzare dell'oscurità, dell'oppressione, e ciò la fa apparire più vera, pur mostrando limiti dal punto di vista delle trovate e, soprattutto, dell'azione. Eppure, concentrandosi appunto sui personaggi e disegnandoli in maniera convincente riesce comunque a rendere interessanti gli episodi, spiegando anche chi sia Cassian e da dove provenga. Il finale non è conclusivo ma c'era da aspettarselo, dal momento che si tratta dell'inizio di una storia molto lunga. E' sicuramente un prodotto maturo che affronta un tema complesso, ma manca delle caratteristiche iconiche di Star Wars, seppur anche qui gli stormtrooper hanno una mira pessima. Il mio giudizio? I monologhi sono buoni e le macchinazioni ribelli sono interessanti e pericolose, purtroppo le lunghe attese iniziali non mi hanno convinto del tutto, ma Andor è sicuramente una serie (a parte che migliore di The Book of Boba Fett) da vedere. Voto: 6,5

What If...? (1a stagione) - La Marvel non si ferma (mai) e rilancia il suo (multi)universo con questa serie animata (che riprende l'omonima serie antologica a fumetti) dedicata all'alieno Osservatore che assiste e registra mostrandoci mondi Marvel simili a quelli che conosciamo, ma diversi, talvolta drammatici, ma anche brillanti. La missione pareva impossibile, invece riesce, ed alla grande, per le ottime animazioni, ma anche per l'atmosfera stile Ai confini della realtà e per certe trame ardite (vedi l'apocalisse zombi alla Romero, o Pantera Nera che diventa Star Lord al posto di Peter Quill) che spesso superano i prodotti originali da cui s'ispirano. Al contempo, ad un occhio più attento emergono delle leggerezze gravi nella sceneggiatura, tra concetti che mutano e si contraddicono a seconda delle necessità del copione e veri e propri buchi di trama (ha pure problemi ingombranti di toni e un umorismo che fatica a mescolarsi con la componente drammatica). Ma luci ed ombre si bilanciano quasi in modo perfetto, per una serie che, seppur ha qualcosa da dire ma poteva farlo meglio, è imprescindibile per i Marvel fan del MCU, non così tanto per tutti gli altri, ma almeno il quarto episodio su Dottor Strange bisogna assolutamente vedere/recuperare. Voto: 7

sabato 23 aprile 2022

Le serie tv del mese (Aprile 2022)

Era tornata nello scorso (sedicesimo) finale di stagione, non si sapeva il perché, ma il mistero che circondava Ziva David viene svelato nel corso della stagione 17 di NCIS. Sicuramente un ritorno (atteso) che doveva esser introdotto bene, sinceramente, per quanto mi riguarda, il tutto si è perfettamente inserito nel contesto. Ciò che è stato mostrato ha avuto un senso, in particolare se si aveva compreso nelle tante stagioni precedenti di NCIS (qui il mio commento alla 16a) sia il carattere ed il modus operandi dell'ex agente, sia il suo rapporto in particolare con Gibbs. Una toccata e fuga apprezzabile, un ritorno in verità doppio, dato che a metà stagione quello che viene rimasto in sospeso prima hanno finalmente una conclusione. A parte ciò, il resto è nella medietà della serie, con indagini interessanti e sorprendenti sempre ben gestite. Certo, a volte si esagera e qualcosa non sempre quadra, ma ci si accontenta. I nuovi rinsaldano le redini, i vecchi non mollano un colpo, fino all'ultima puntata, una puntata, la ventesima, che anche se finale di stagione non è, riuscita è, grazie anche alla presenza del redivivo Christopher Lloyd (la puntata probabilmente più intensa e bella). Tra le tante produzioni colpite dall'emergenza Coronavirus c'è infatti anche la diciassettesima stagione di NCIS, che ha dovuto chiudere in anticipo rispetto ai programmi originali. Il vero episodio finale sarà tuttavia inserito nella prossima stagione, che ovviamente prossimamente guarderò e nuovamente a tempo perso. Ecco invece il (corposo) resto delle serie viste in questo mese, tra ennesime conferme, belle sorprese e piccole delusioni.

Fargo (4a stagione) - Nella quarta stagione il nome Fargo rimane solo un'eco. Le caratteristiche rimangono, quali gli elementi bizzarri e visionari, e dove il Caso appare per scompaginare tutte le macchinazioni machiavelliche dei suoi personaggi. Allarga molto il contesto rispetto alle altre stagioni, qui non è l'innevato Minnesota a fare da sfondo ma la città di Kansas City, specchio delle eterne contraddizioni di un paese di immigrati che vogliono essere americani, ma che quando scendono da terra sono dei criminali o trattati come tali. La proibizione di quel sogno che solo attraverso il crimine può essere assaporato, con codici e leggi proprie. La terra dell'abbondanza è lì, pronta per essere presa e non importa come. Eccede forse nelle citazioni, un vero e proprio compendio di tutto il genere gangster, ridondante in alcune sottotrame per eccesso di personaggi, alcuni dei quali un po' sopra le righe, tra questi ci sono gli italiani, che comunque fa piacere vedere interpretati da veri italiani. A proposito degli attori, Chris Rock è sempre stato un buon attore, e se avesse continuato a fare solo quella strada sarebbe stato meglio, soprattutto quando poi dici cavolate. Una stagione che mi ha soddisfatto, tutto sommato, ma inferiore alle precedenti (anche rispetto alla terza). Voto: 7
 
The Falcon and the Winter Soldier (Miniserie) - Dopo gli avvenimenti di Avengers: Endgame, Sam Wilson e Bucky Barnes diventano partner in una nuova avventura (il duo Sebastian Stan-Anthony Mackie funziona, anche se ci mette un po' a carburare). Prosegue il corso dell'MCU con una (mini)serie che omaggia (senza mostrarla nella sua forma "storica") una delle sue figure più iconiche, Captain America, la cui difficile eredità è raccolta in modo diverso dai due protagonisti. Azione e spionaggio in sei puntate ricche di ritmo e dalle variegate ambientazioni, che non trascura di dare un certo "spessore" psicologico ai suoi personaggi. Tuttavia riuscita a metà, perché dopo le interessanti prime puntate esce fuori troppo un discorso politico e soprattutto di perbenismo che comincia a diventare stucchevole. L'azione (come detto) è tanta, e ben girata, ma forse sarebbe servito un villain più interessante per renderla emotivamente coinvolgente. Alla fine una serie corta (e non sarebbe stato meglio fare qualche puntata in più per chiudere degnamente? così sembra tutto chiuso in fretta e furia ed è un peccato) che si guarda volentieri, indispensabile ai fini del proseguo della storia, ma che resta un occasione persa visto il budget e le premesse che c'erano. Molto meno fantasioso e accattivante di WandaVision, un pelino migliore di Loki, ma pur sempre una mezza delusione. Voto: 6+

martedì 9 novembre 2021

I film del periodo (25 Ottobre - 7 Novembre 2021)

E' stato un periodo cinematografico (quest'ultimo) per niente esaltante, e come già accaduto altre volte le uniche grandi cose son venute dall'animazione, tuttavia niente da recriminare nella scelta delle mie visioni, tra questi tre dei cinque film (gli altri ho scartato) andati in onda in prima visione su Sky in occasione di Halloween. Ed a tal proposito ricordo il mio consiglio a tema dell'ultimo Halloween, quella leggera e divertente commedia dal titolo Hubie Halloween. A parte ciò, ricordo anche il mio sondaggio di scorsa settimana, importante ai fini del futuro del mio blog, se ve lo siete perso eccolo qui, e se non l'avete ancora fatto andate a votare, avete tempo fino a fine mese per farlo. In ogni caso trovate qui di seguito le recensioni dei film visti ultimamente.

Paprika - Sognando un sogno (Animazione/Sci-fi/Avventura 2006) - Prodotto di animazione giapponese che percorre una strada che abbiamo "recentemente" visto in Inception con il merito, non di poco conto, di essere arrivato con qualche anno di anticipo. Un prodotto ad opera di un regista che rimpiangiamo, un regista che, veleggiando tra sogno e realtà, ancora una volta (e per l'ultima volta purtroppo), riesce a trasportarti in un altro mondo, con questo film che ne conferma le sue ineguagliabili doti. L'ultimo lungometraggio di Satoshi Kon è infatti un vero e proprio viaggio animato nel mondo dei sogni. La pellicola delizia con animazioni fluide, disegni azzeccati e scene visivamente straordinarie, narrando una trama semplice nell'avvio ma contorta nello sviluppo. Unico punto a sfavore di un'opera ambiziosa e sofisticata è appunto forse l'esagerata complicatezza della trama (e un maggior approfondimento alla tematiche che affronta sarebbe stato gradito). Tra sequenze oniriche che sono una gioia per gli occhi con colori brillanti e vivaci e sequenze finali estremamente fantasiose, il film riesce ad appassionare e meravigliare lo spettatore per tutta la sua durata. L'omaggio di Kon alla settima arte è palese, considerando anche le moltissime citazioni (bella l'autocitazione in cui si vedono le locandine dei precedenti film di Kon, tra cui Tokyo Godfathers), nonostante poi il racconto si snodi attraverso dei parametri prettamente avvezzi al cinema fantascientifico. Kon non lascia nulla al caso, basti ascoltare la colonna sonora per rendersene conto e ci cala in un sogno dal quale è quasi triste doversi svegliare alla fine della pellicola. La forza di "Paprika" risiede soprattutto nelle idee geniali che esplodono sullo schermo in un concitato tourbillon di suoni e colori, la fantasia non ha limiti né freni e Kon può dar vita alla sua creatura facendo leva sulla sua creatività sfrenata. Davvero un grandissimo peccato che Satoshi Kon ci abbia lasciato così presto, sicuramente avrebbe avuto molto altro ancora da dirci e mostrarci. Voto: 7+

Il caso Minamata (Biografico/Dramma 2020) - Celebre fotografo della rivista Life in declino per il troppo alcool ed i troppi cattivi ricordi, William Eugene Smith accetta di recarsi in Giappone per documentare un caso di intossicazione di massa che riguarda una piccola città costiera. Pur essendo ben fatto, il film non presenta pregi particolari in sé stesso, inserendosi nel solco dei biopic convenzionali dedicati a personaggi geniali e/o problematici, tuttavia è tale la forza della vicenda narrata da rendere la visione estremamente coinvolgente: impossibile non fare confronti con simili tragedie più recenti e/o a noi più vicine. In tal senso struggente la foto mostrata alla fine che è il vero manifesto della tragedia di Minamata, Tomoko Is Bathed by Her Mother, giornalisticamente parlando una delle più belle ed importanti della storia. A metà tra un documentario e un film di denuncia sociale ed ambientale, Il caso Minamata è però, oltreché convenzionale, anche leggermente sbilanciato e ripetitivo, allorché poco approfondito, ma di grande impatto emotivo, un film ingiustamente sottovalutato arricchito da un Johnny Depp perfettamente in parte (come tutti gli altri interpreti interpellati), in cerca di redenzione artistica dopo una preoccupante sequenza di prove opache (tra le peggiori, Mortdecai e Arrivederci professore). Peccato infatti che un tema cosi interessante sia stato affidato ad un regista poco capace (Andrew Levitas). Anche il montaggio ha i suoi difetti ma resta comunque un film da vedere per conoscere una storia (come detto) lontana ma allo stesso tempo vicina. Voto: 6

lunedì 22 ottobre 2018

Valerian e la città dei mille pianeti (2017)

Fantascienza avventurosa, colorata, divertente, questo è Valerian e la Città dei mille pianeti (Valérian et la Cité des mille planètes), film del 2017 scritto e diretto da Luc Besson. Quest'ultimo infatti, a ventuno anni da Il Quinto Elemento, torna alla regia di una space opera prendendo spunto da un caro ricordo d'infanzia, il fumetto Valérian et Laureline ideato dallo scrittore Pierre Christin e il disegnatore Jean-Claude Mézières nel 1967, lo fa con 197 milioni di euro di incentivi, budget più alto della storia del cinema francese, con l'obiettivo di creare un prodotto che possa davvero segnare una generazione, e in parte ci riesce. E in tal senso obiettivo ambizioso, quello di Besson, nell'andare a creare un moderno Star Wars. Dopotutto il film è ambientato nel futuro e nello spazio, e racconta di due agenti del governo di Alpha, Valerian e Laureline appunto, che vengono incaricati di stroncare ogni pericolo per quella che era una semplice base orbitante terrestre e che è diventata l'esempio gigantesco di convivenza tra migliaia di esseri differenti tra di loro (e davvero è molto efficace il racconto visivo iniziale di come sia accaduto tutto questo). Ma quando vengono incaricati di svolgere una missione alquanto strana e rischiosa, capiscono che su Alpha c'è molto di più di quello che loro stessi pensavano, e che quindi toccherà a loro scongiurare una fratricida guerra. Peccato che, come negli ultimi Star Wars, seppur dal punto di vista puramente visivo, Valerian e la Città dei Mille Pianeti è uno spettacolo per gli occhi (la sequenza della nascita di Alpha, con la colonna sonora di Space Oddity di David Bowie è fantastica), Alpha, ed in generale tutto il film, sono infatti spettacolari, grazie ad un accorto ed appassionato uso di ogni tecnologia disponibile, dal punto di vista narrativo (e non solo) lasci parecchio a desiderare. Quest'ultimo difatti, nonostante le vicende singolarmente non siano poi neanche tanto male, soffre dello sgangherato motore che lo muove, o almeno parte di esso.

sabato 8 aprile 2017

Suicide Squad (2016)

Nonostante io adori l'universo Marvel, già seguire il suo di universo è qualcosa di tremendamente difficile, ora che io riesca anche a seguire quello della DC diventa alquanto complicato, ma poiché il mondo dei fumetti e quello dei comic-movie mi piace da sempre non potevo non seguirlo, per cui dopo Arrow e Flash (a cui aggiungiamo Supergirl) in versione serial televisivo, ecco che dopo il discreto L'Uomo d'Acciaio del 2013, che seppur non esente da difetti mi era piaciuto, e Batman v Superman: Dawn of Justice, che purtroppo non ho visto ma probabilmente avrei voluto già prima vedere perché un clamoroso (e alquanto sorprendente) spoiler c'è nell'introduzione del film in questione, ecco finalmente Suicide Squad (visto grazie a Infinity premiere). Film del 2016 scritto e diretto da David Ayer (regista del più che riuscito Fury con Brad Pitt), terzo in ordine di uscita nonché temporale dell'universo DC, che come detto contiene uno spoiler, poiché dal film che segue le vicende dopo i fatti accaduti nel film di Zack Snyder, scopriamo infatti che Superman (il mio eroe preferito e secondo me quello più forte di tutti) è morto. Per questo e per tanto, non solo io ho mandato il boccone amaro giù, ma un ente governativo segreto, gestito da Amanda Waller (donna pragmatica e senza scrupoli) e chiamato Argus, crea (promettendo loro una riduzione di pena se riusciranno a sconfiggere una oscura forza malefica che potrebbe distruggere la Terra) una task force composta da super criminali. Del gruppo mal assortito, affidato alla responsabilità del militare Rick Flag, fanno parte l'infallibile e tormentato cecchino Deadshot, la sensuale e svitata compagna di Joker, Harley Queen, il ladro scassinatore Capitan Boomerang, il mostruoso Killer Croc, cannibale dalle sembianze di un coccodrillo, il riluttante El Diablo, giovane ispanico capace di emettere fuoco, la spadaccina giapponese Katana (a proposito di quest'ultima, sia lei, Waller e Deadshot li ho già avuto modo di 'conoscerli' in Arrow, che in verità non è proprio il massimo). Il loro nemico è l'antica strega Incantatrice, che si è impossessata del corpo dell'archeologa June Moon. E con poco allenamento, nessun piano, vaghe promesse in caso di vittoria e una capsula esplosiva in corpo che li convince a non disertare, la squadra che si autodefinisce suicida è così mandata sul campo. Non tutto però è così semplice come sembra all'apparenza e lo squadrone dovrà presto farà i conti con un'inaspettata situazione.

lunedì 25 luglio 2016

Città di carta (2015)

Città di carta è la seconda riduzione da un libro di John Green dopo Colpa delle stelle (2014) della coppia Scott Neustadter e Michael H. Weber. Il film (del 2015), che quindi costituisce un'altra pellicola tratta da un famoso romanzo, è diretto da Jack Schreirer, e come la precedente pellicola è rivolta ad un pubblico adolescenziale. Che, nel caso di Città di carta, è quella del racconto di formazione e degli amori adolescenziali, che usualmente movimentano le esistenze di milioni di teenager, non un film romantico quindi come è stato invece presentato ma una commedia, poco romantica in effetti. Premettendo subito che non ho letto il libro (non una novità) e può darsi che sia anche meglio del film, ma questo film per chi non ha letto il libro è spiazzante, ma non in senso positivo dato che, per i molti che si aspettavano una storia d'amore, una delle migliaia che vediamo ogni anno sul grande schermo questo film è spiazzante in negativo. Mi aspettavo infatti un qualcosa di simile a 'Colpa delle Stelle' ma invece così non è stato, e ciò mi ha un po' deluso, certo qualche novità c'è, ma non così rilevante. Comunque per altri e in un certo senso anche per me, questo film è molto bello perché c'è una morale interessante, ovvero che il film ci insegna di apprezzare le cose che abbiamo e non cercare di raggiungere a tutti i costi un nostro desiderio (qualcosa che pensiamo porrà fine a tutte le nostre sofferenze amorose o di vita) e che in molti casi rimarrà irrealizzabile. Ma prima di passare alle critiche positive e negative, parliamo un po' del film in generale. Protagonisti di 'Città di Carta' sono Nat Wolff, già presente in 'Colpa delle Stelle', e la super-modella (o forse ex) e attrice Cara Delevigne.