sabato 5 dicembre 2015

Lo sciacallo: Nightcrawler & Hercules: il guerriero (2014)

È uno dei fenomeni mediatici del momento quello di comuni cittadini che armati di telecamera riprendono eventi di ogni genere per passare il materiale a tv private o siti d'informazione. Parte da qui l'idea dello sceneggiatore Dan Gilroy per lo sviluppo della sua prima regia in Lo sciacallo: Nightcrawler (2014). Una sbadata Los Angeles notturna dal traffico sfibrato accoglie nel suo ventre incidenti, sparatorie, rapine e omicidi. Nulla da eccepire finché non se ne accorge Lou Bloom (un ladro di materiali edili, senza alcuna formazione professionale ma determinato a trovare un lavoro in una congiuntura economica non facile, d'altronde chi assumerebbe un ladro) che quando, per caso, assiste a un incidente stradale e vede una troupe televisiva accorsa per riprendere l'accaduto e che è un vero lavoro, decide in che cosa "specializzarsi": si procura (rubando) una videocamera, una radio a bassa frequenza per captare il canale della polizia di Los Angeles e inizia a trascorrere le notti inseguendo i luoghi delle emergenze, in cerca di incidenti, furti e cronaca dura, per trasformare in denaro l’immagine più cruda, il primo piano più eloquente del ferito grave o il racconto più dettagliato di testimoni ancora sotto choc, e poi vendere il materiale ai network televisivi. Quando il business si farà più serio aumenterà anche la sua abilità ma non il suo senso del limite e dell'etica verso le vittime, arrivando persino (ai limiti della spietatezza) ad interferire sulle indagini di un efferato omicidio per realizzare uno scoop sensazionale. Lo stupro dell'etica e dell'umana sensibilità non viene soltanto da Lou, ma dalla direttrice di rete interpretata da Rene Russo. Il suo personaggio è interessato, ingordo e condivide con il protagonista di Jake Gyllenhaal cinismo e un'omessa ferocia votati a issare un dorato trampolino dal quale spingere nel vortice mediatico anche il pubblico.

E' un film (un thriller dai ricami polizieschi) che in maniera franca e senza troppi giri di parole (proprio come le stesse immagini inseguite e catturate dagli "sciacalli"...) ci mette di fronte alla più cruda delle equazioni, che converte crimini e vittime in dollari e centesimi. Più che un semplice film, un "nightshot" agghiacciante e illuminante, per certi versi inquietante perché riesce a costruire ben più di qualche banale riflessione su informazione e giornalismo, che romanza uno spaccato sui media, il mercenarismo e non solo, l'ingordigia nel nutrirsi di cattive notizie, sul superamento di qualsiasi confine etico, sulla sete di immagini shockanti e raccapriccianti (quel che conta autentiche e in esclusiva) di cui ormai sembra non possiamo più fare a meno. E Lou (personaggio abitato da un Jake Gyllenhaal sgradevolmente straordinario, consapevole delle proprie azioni, sempre dotato di un piano molto preciso e calcolatore di ogni mossa, rinsecchito, dallo sguardo vitreo, enigmatico, mistico e pronto a mordere con la sua telecamera qualsiasi situazione disastrosa o truculenta, donando al suo personaggio sguardi e movimenti unici) comprende ancora meglio quanto, di lì a poco, il suo spingersi oltre, il suo manipolare, lo porterà ad avere il coltello dalla parte del manico, riuscendo a tenere alta la tensione dall'inizio alla fine. Tra dettagli su macchie di sangue e corse in auto, la sua ottima prova d'attore mette in piedi un giovane uomo agghiacciante, privo di simpatia ed empatia, isolato come un animale notturno e pronto a sfruttare a sua volta il suo driver, il bravo Riz Ahmed. Una pellicola semplicemente ottima, sebbene un po lenta, che però non ha avuto il giusto riconoscimento, un thriller intelligente e per niente scontato.

Hercules: il guerriero è un film del 2014 diretto e co-prodotto da Brett Ratner, basato sulla graphic novel Hercules: La guerra dei Traci della Radical Comics. Questa pellicola rappresenta il secondo film del 2014 sulla figura leggendaria di Ercole, dopo Hercules: La leggenda ha inizio. Ma questo secondo capitolo è molto diverso soprattutto visivamente e stilisticamente, anche nel rappresentare gli dei ma è quasi la continua del precedente. Nei panni di Hercules c'è Dwayne Johnson (The Rock), che ha ammesso di aver sempre desiderato di interpretare questo personaggio da quando (15 anni fa) aveva iniziato a darsi al cinema con il Re Scorpione. Al contrario di altri questo film è unico nel suo genere, per la prima volta c'è qualcuno che al cinema affronta la mitologia greca per quello che è: mito, racconto, narrazione eroica prima ancora che manifestazione effettiva, in bilico tra credibile e incredibile, l'eroe non è un dio (e da umano prova tanta paura). Nel mondo di Hercules - Il guerriero il prodigio non è chiaro se esista o meno, gli dei, le creature mitiche, le maledizioni e anche gli interventi sovrannaturali stanno nei racconti ma non si vedono nella realtà, per crederci serve fede e forse una buona dose d'inganni. Ogni mito viene svelato per essere una costruzione basata su una realtà poco metafisica e molto concreta, sempre finalizzato a mettere paura, tenere buoni o esaltare le truppe. Del semidio greco (Eracle, ma all'italiana resta Hercules) sappiamo e vediamo ben poco di "fanta-eroico", il prologo non è altro che il frutto dell'immaginazione di Iolao, figlio di Ificle e nipote di Hercules che mentre cerca di portare a casa la pelle, intrattiene i banditi che lo tengono in ostaggio con il mito della semi-divinità, inventando storie ricche d'azione e sciabolate: Hercules (nella leggenda un semidio figlio di Zeus) possiede davvero la forza di un dio, ma è un comunissimo uomo terreno, un orfano ateniese, mortale ma dotato di una forza sovrumana. Hercules, reduce dalle dodici fatiche affidategli dal re di Micene Euristeo per espiare il massacro della sua stessa famiglia, guida un gruppo di fedeli ed esperti mercenari. I destini della gang si intrecciano con quelli della principessa Ergenia, che implora Hercules e la sua schiera di amici di porre fine a una sanguinosa guerra civile in Tracia. Il re Cotys (John Hurt) indica all'eroe che il nemico è Reso, a capo di una potente e numerosa armata che saccheggia e devasta il suo regno e che si dice formata dalle mitologiche figure dei centauri. Hercules, dopo aver addestrato l'esercito di Cotys vince la prima battaglia, e dopo un nuovo addestramento sconfigge definitivamente l'armata di Reso. I capi dell'esercito nemico vengono portati in catene in Tracia e qui il re catturato fa sorgere il dubbio ad Hercules sulla parte che ha deciso di difendere. Il mercenario scopre presto che Cotys è in realtà un vile usurpatore assetato di potere che non ha esitato a uccidere il marito di sua figlia pur di conservare il trono e si è alleato con Euristeo, il quale, una volta che Hercules viene catturato insieme ai suoi compagni d'arme, gli rivela di essere il vero mandante dello sterminio della sua famiglia, eseguito da tre enormi e famelici lupi. Hercules, ormai prigioniero di Cotys e incatenato nelle segrete del suo palazzo, si libera dei suoi demoni interiori e, dopo avere eliminato i tre lupi che uccisero la sua famiglia, libera i suoi compagni e, con il loro aiuto, uccide prima Euristeo e poi Cotys e il suo generale. Nella battaglia finale, grazie anche al sacrificio del fido Tideo, Hercules riesce a salvare sia Ergenia che Areo, venendo poi riconosciuto come unico e vero leader dall'esercito trace. L'intenzione originaria di Ratner (secondo molti infantile e studentesco) era quella di giocare con il Mito più che celebrarlo, e in questo senso, la missione e' compiuta. Sin dall'inizio, per esempio, quando finalmente ci vengono rappresentate alcune delle famose 12 fatiche, generalmente (e colpevolmente) trascurate dai film sul nostro semidio, solo per scoprirne i segreti nel corso e soprattutto alla fine del film (non andate via prima dei titoli di coda, se volete un consiglio). Una scelta perfetta quella di usare un corpo come quello di Dwayne Johnson, fisico al limite delle potenzialità umane per grandezza e potenza muscolare, reale nel suo titanismo ma anche verosimilmente semi-deistico, l'unico attore in grado di mantenere vivo nel pubblico il dubbio costante che questo personaggio sia un uomo normale dai muscoli esagerati o il figlio di un dio. E' lui il cardine, l'elemento catalizzatore e l'arma segreta del film, la presenza scenica e la sua capacita' di dar corpo a personaggi assurdi e altrimenti ridicoli (come in Pain & Gain) rendendoli punto di forza invece che tallone d'Achille. Scontri non spettacolari come altri, ma godibili che non alzano il voto finale del film ma nemmeno riescono ad affossarne quella sua strana originalità. Il film secondo me è riuscito ed è anche divertente da vedere.

6 commenti:

  1. Hercules non mi interessa, non è il mio genere (per lo meno, non così) ma l'altro assolutamente sì, penso potrà piacermi!
    E poi l'attore è davvero bravissimo!!**

    Moz-

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    1. Abbiamo dei gusti e generi molto diversi, questo Hercules è comunque molto diverso da altri del suo genere..
      Beh..Jake Gyllenhal è un attore di livello ;)

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  2. Sinceramente i film in costume a parte i " grandiosi" di un tempo non mi attirano poi molto, ma lo" Sciacallo" l'ho trovato bellissimo, attore compreso(meglio bravissimo va!)..
    Bacione Pietro!

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    1. Erano veramente altri tempi :)
      Si molto bravo, nonostante non abbia fatto tantissimi film, sa recitare benissimo ;)

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  3. Nightcrawler l'ho amato davvero tanto lo scorso anno. Nel listone di fine anno l'ho messo terzi, ma ora come ora lo metterei secondo o addirittura a pari merito col primo.
    Un filmone, Gyllenhaal stratosferico, tensione a livelli elevatissimi

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    1. Eh si..un gran film..potente ma anche crudo e agghiacciante..di livello

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