venerdì 29 aprile 2016

Le altre serie tv (Marzo-Aprile 2016)

Manhattan è una serie televisiva statunitense, una period-drama raffinata e ad alto tasso di tensione che racconta la storia, abbracciando dilemmi, vite, semplici intuizioni delle menti impegnate al progetto Manhattan, che portò alla creazione della bomba atomica, infine sganciata, come tristemente noto, su Hiroshima e Nagasaki. La prima stagione della serie è andata in onda su Sky Atlantic (13 episodi) dal 28 dicembre 2015 all'8 febbraio 2016, ma neanche 15 giorni dopo anche la seconda (10 episodi), dal 23/2 al 22/3. La sigla della serie (una delle migliori dell'anno) è stata realizzata dallo stesso studio creativo che ha creato quelli (pluripremiati) di Mad Men. Sam Shaw (Masters of sex), creatore dello show, si è chiaramente ispirato a fatti storici realmente accaduti come quelle legate appunto, al famoso progetto Manhattan. Ma più che narrare accuratamente gli avvenimenti storici, della distruzione di massa, i produttori si sono focalizzati sulla ricostruzione degli aspetti emotivi e sulla vita degli uomini e delle donne che lavoravano e vivevano nel relativo principale laboratorio di Los Alamos (New Mexicomostrando il lato umano di questi pionieri. Laboratorio top secret creato nell'estate del 1943 da Franklin Roosvelt, che mette insieme una squadra speciale composta dai migliori scienziati del mondo per una missione di vitale importanza, costruire una bomba atomica, o come la chiamano tutti, “il gadget”. Siamo nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, il conflitto è sempre più feroce e il progetto diventa una gara contro il tempo. Attorno a questi famigerati laboratori è stato costruito un agglomerato di case nel quale vivono le famiglie di questi scienziati, in modo tale da poter che questi menti brillanti possano rimanere legati ai propri affetti. Va subito detto che, l'unico nome conosciuto è quello di J. Robert Oppenheimer (Daniel London). Se gli altri non sono noti, è perché non sono mai ufficialmente esistiti. Tutti i protagonisti della serie sono personaggi inventati, di fantasia (anche se i due progetti alternativi per la realizzazione della bomba sono quelli che realmente furono presi in considerazione). Ovviamente la convivenza non è per nulla facile, sono tutti uomini di scienza che lottano contro le conseguenze psicologiche di una missione top secret, la loro intera vita è coperta dal segreto e non possono neanche fidarsi l’uno dell’altro. La moglie di uno di loro chiede innocentemente: «Come si chiama questo posto?» e lui risponde: «Non si chiama, non ha un nome».

Il personaggio principale è Frank Winter (John Benjamin Hickey), uno degli scienziati che guida il progetto, dall'animo nobile e dal grande acume, un uomo tormentato, dubbioso ma fedele alla sua Liza (Olivia Williams), che ha rinunciato al suo lavoro per stargli vicino. Loro due sono il fulcro della vicenda, i personaggi iconici della serie, ma attorno a loro viene comunque costruito un brillante archetipo narrativo che spazia dal drama familiare agli intrighi governativi, senza dimenticare giochi di potere e sogni di speranza. Quindi ecco i flashback sulle esperienze nella Grande Guerra di Frank, il forte legame con il presente (la sfida a distanza non è tanto fra Roosevelt e Hitler, ma più tra Fermi e Heisenberg) e inevitabilmente con il futuro. La sfida con l’Unione Sovietica, lo spionaggio, le torture e gli omicidi già ci introducono infatti ad un clima da Guerra Fredda, e saranno protagoniste assolute non solo nell'ultima parte della prima stagione, ma dell'intera serie. Ma mentre la prima stagione si è concentrata sulla costruzione della bomba, la seconda ruota intorno al Trinity Test (la detonazione del primo ordigno nucleare il 16 luglio 1945) nella base di Alamogordo nel deserto del New Mexico, effettuata sotto la supervisione di un giovane scienziato (l'altro personaggio principale) Charles Isaacs, sposato con la frivola Abby, il quale conscio delle sue qualità vuole primeggiare. In vortice di situazioni riuscirà nel suo intento, anche con certi escamotage. Ma ciò che rende Manhattan una delle serie più coinvolgenti e stilizzate degli ultimi anni è il saper ponderare con fermezza le due anime dello show, fatti di storia realmente accaduti e pura finzione televisiva. Una serie quindi bella, perché oltre a far luce su questo progetto che ha scosso gli animi di dotti e scienziati dell'epoca, si focalizza soprattutto sui sentimenti  e sulle sensazioni delle persone coinvolte, che danno il massimo per creare una nuova arma da guerra anche se non hanno la minima idea di quale apocalisse possa scatenare. Il progetto e la realizzazione mette a dura prova i rapporti di coppia, la sanità mentale degli scienziati stessi ma soprattutto ad essere minati sono i sogni di un mondo migliore. Perché la bomba non cambierà non solo le sorti della guerra ma tutto, proprio tutto, poiché la realizzazione di un ordigno nucleare potrebbe condurre il mondo nel baratro. I grandi temi di spessore emotivo, vengono poi soppesati non solo da un ritmo cadenzato e da un'atmosfera da soap-opera, ma a colpire sono le musiche, i personaggi sfaccettati, i colori sgargianti, costumi e usi dell'epoca non sempre positivi (discriminazione sessuale e razziale), le battute graffianti, le grandi dichiarazioni d'amore, il senso del dovere e l'amore per la propria patria. Manhattan è dunque più di una semplice cronistoria, è una serie tv decisa, intensa, con un ottimo cast, tensione sempre viva, che piacerà a chi è in cerca di un prodotto sui generis ma dai grandi temi, comunque non semplici, ma affrontati con la giusta intelligenza, e in generale la capacità di portare avanti la storia senza limitarsi alla banale, ma comunque presente e fedele, ricostruzione storica, ma creando qualcosa di più. La serie rappresenta il nuovo modo di istruire la generazione di oggi a non ripetere gli errori del futuro, perché al fin fine, è stato l'uomo la causa del suo stesso male. La cosa più emozionante è vedere delle persone ordinarie alle prese con un orrore che va oltre la loro immaginazione. Si fanno domande che hanno un alto prezzo emotivo, anche per gente fredda e cerebrale. Ecco perché la tensione diventa così straziante per questi personaggi: sanno che la loro missione è rendere il mondo un posto ancora più folle. La serie è dunque interessante, purtroppo però nonostante è stata acclamata dalla critica non è riuscita a trovare un riscontro maggiore nel pubblico e quindi cancellata. Certamente però per chi non l'ha vista, una visione la merita. La serie è visibile per chi ha Sky nel nuovo spazio on demand, Sky box sets.

Covert Affairs è una serie televisiva statunitense prodotta dal 2010 al 2014. In Italia ha debuttato nel 2011 sui canali mediaset premium, poi in chiaro su Top Crime. Io a parte qualche stagione (le prime due), l'ho recuperata in streaming. Protagonista della serie, di genere spionistico e d'azione, è la bellissima Piper Perabo (unico vero motivo d'interesse) che interpreta Annie Walker, una giovane recluta della CIA che si ritrova improvvisamente alle prese con la vita da spia. Come avrete forse intuito la serie conta ben cinque stagioni (più di 70 episodi). La quinta stagione però è stata anche l'ultima. La storia è la classica storia dei film e serie di spionaggio, fatti di intrighi, bugie, missioni ad alto rischio che come sempre, nonostante tanti guai e tanti cliché (soprattutto verso le donne e il genere), finiscono bene per la bella Annie. La serie tratta anche dell'amicizia (che in una stagione si trasforma in amore) tra lei e Auggie Anderson, un agente che ha perso l'uso della vista in missione, il quale fa da guida e aiuta sempre Annie nelle tante missioni. La serie che all'inizio faceva ben sperare si è però lentamente spenta verso la fine. Per cinque stagioni ho aspettato di vedere qualcosa di nuovo, invece soliti sentimentalismi, missioni quasi tutte identiche, lei che fa sempre tanti errori ma riesce sempre a cavarsela, insomma niente di così eccezionale, sicuramente però la serie è fatta abbastanza bene, anche se di basso livello, ma la Perabo è veramente una bella gnocca. Una spy story che ha fatto comunque viaggiare il pubblico e che ha reso lo show un racconto ricco di colpi di scena (non proprio eccezionali) che hanno visto la protagonista di fronte a situazioni rischiose che terminano con questa ultima stagione. La notizia della cancellazione di Covert Affairs arrivata un mese dopo la conclusione della quinta stagione, il cui ultimo episodio aveva lasciato Annie, di fronte a un paio di decisioni importanti, ora destinate a non avere una soluzione, è stata secondo me la scelta più giusta, non aveva più niente da dire ormai.

I testimoni (Les Témoins) è una miniserie televisiva francese che in sei puntate mescola abilmente elementi classici del procedurale, dramma, thriller e noir, senza farsi mancare neanche la storia d'amore. In Italia, la serie è stata trasmessa in prima visione su Fox Crime dal 3 marzo 2016. La serie, il caso (che ricorda CSI), racconta di una catena di eventi misteriosi avvenuti in due villette della cittadina di Le Tréport, piccolo villaggio costiero a nord della Francia che resterà l'ambientazione principale della storia anche per il resto della serie tv. Due poliziotti vengono chiamati ad indagare su questi strani fatti. Ma la persona da cercare non è tuttavia né un assassino né un serial killer, ma qualcuno che nella notte ha esumato dei cadaveri da tre cimiteri diversi e li ha disposti in una villetta come se fossero una famigliola felice. Una donna seduta sul divano, un uomo in poltrona e un'adolescente in cucina: una cartolina pubblicitaria, se non fosse che quelle persone erano state interrate nei cimiteri della zona solo qualche giorno prima. Ad intorbidire l'evento ci si mette una foto sul comodino della camera da letto che raffigura Paul Maisonneuve, misterioso ex capo della polizia ritirato da tempo per cause personali e ora in prima linea per capire di più su quegli strani eventi che lo coinvolgono in prima persona, a lui il compito di capire il collegamento che potrebbero avere con lui e la sua vita. Accanto a Paul nell'impresa la voluttuosa Sandra Winckler, sua ex allieva nel corso di polizia, il cui modo di vivere appassionato e tenace sembra cozzare con la glaciale arrendevolezza dell'uomo, la cui presenza intorno a lei sembra farsi tanto puntuale quanto misteriosa. Insomma una storia molto interessante e abilmente intrecciata che riesce a tenere alta la tensione fino alla fine, nonostante l'aspetto che più 'forma' la serie è l'aspetto umano che a quello prettamente forense: a convincere sono infatti i personaggi che ruotano intorno al mistero (e che compongono il mistero stesso). Un mistero che si rivelerà alquanto agghiacciante e immorale. Comunque l'aspetto più interessante è lo stile, che fa riaffiorare le sfumature dei personaggi principali e le trasferisce nelle ambientazioni, sempre fumose e leggermente desaturate: Le Tréport viene dipinta come una cittadina ingrigita ma non priva di contrasti, dove la terra raccoglie i corpi delle vittime e dissotterra i segreti nascosti dei cittadini, creando una fitta rete che lentamente si dispiega davanti agli occhi dello spettatore. Gli elementi della natura assumono il ruolo di terzo protagonista, venendo spesso sottolineati da una regia che sfrutta riprese aeree e campi molto lunghi in contrapposizione alle strette stanze che si fanno epicentro delle vicende. Un bilanciamento che funziona, e che riesce a dare quel tocco in più ad una serie che unisce l'autorialità ai meccanismi investigativi più classici, riuscendo ad essere originale pur nella sua prevedibilità. Consigliata.

NCIS: Unità anticrimine (NCIS) è una serie televisiva statunitense di genere poliziesco, una delle più longeve e più viste di sempre, è infatti dal 2003 che va in onda. Questa recensione tratta della dodicesima stagione recuperata in streaming nonostante la serie va in onda in chiaro su Rai2 da moltissimi anni. Nata come spin-off di JAG - Avvocati in divisa, la serie ha come protagonista la principale squadra di agenti speciali del Naval Criminal Investigative Service (NCIS), un dipartimento della Marina Militare degli Stati Uniti che si occupa di ogni caso criminale o investigativo che coinvolga membri del corpo militare stesso. Nel 2009 la serie ha a sua volta generato un suo spin-off, NCIS: Los Angeles. Il suo secondo spin-off, NCIS: New Orleans, ha debuttato nel 2014. In dodici stagioni la serie, una delle mie preferite, ha prodotto tante storie interessanti, movimentate, particolari e anche assurde, forse prevedibili, ma che non hanno mai smesso di far comunque divertite, coinvolgere e piacere. Si sono susseguiti direttori, vice-direttori, reclute ma non 5 dei personaggi principali della serie. Sicuramente il numero uno è Leroy Jethro Gibbs (Mark Harmon, l'unico attore conosciuto), capo della squadra, un uomo burbero, duro ma dal cuore d'oro che in questa stagione ha rischiato di morire e sparire dallo show, fortunatamente per noi (altrimenti la serie non avrebbe avuto senso) è riuscito a sopravvivere. Poi c'è l'agente 'molto speciale' Di Nozzo, simpatico, guascone ma capace, e McGee, pacato, gentile ma abile professionista; il medico legale Mallard, uomo particolare ma bravissimo e molto intelligente e infine l'analista forense Abby, una donna 'strana' ma capacissima e vivace, la mascotte del gruppo, non si può non volergli bene. L'ultimo elemento del gruppo l'agente Eleanor Bishop, si è aggregata solo nel corso dell'undicesima stagione sostituendo Ziva (indimenticabile ex agente del Mossad) che ha sua volta a sostituito un'altra agente, uccisa nella terza. La serie è talmente bella che la tredicesima, la prossima (già in onda) non sarà l'ultima, anzi, già altre due stagioni sono state confermate. Di sicuro io le vedrò. Se vi piacciono questi tipi di serie, non potete perderla, anche se vi siete persi le prime 11 e indimenticabili stagioni.

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2 commenti:

  1. Mi sono avvicinata a NCIS solo quest'anno. Non so nulla degli anni precedenti ma la trovo molto bella, ironica, a volte surreale.
    Buona domenica, Pietro.

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    1. Sì infatti, a me piace molto...e poi sempre cose nuove, non sempre le classiche investigazioni ;)

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