Avevo già in programma anche quest'anno di proporre la recensione di un film adatto e da consigliare per Halloween, e il programma sarà rispettato, anche se con un po' di ritardo e con un orario differente dalla consueta pubblicazione, ovvero nel primo pomeriggio di oggi, perché prima devo, con questo post a tema, rispondere alla convocazione della Geek League, combriccola di blogger che ha pensato bene di proporre per questa speciale giornata una rassegna di episodi speciali di una serie (animata e non) a tema Halloween da esaminare. E così, sapendo bene che, se c'è una serie in cui è facile pescare a piene mani nel suddetto tema, quella è I Simpson, ho scelto di prendere ad esamina una puntata dei classici annuali di questa straordinaria serie animata, annuali Halloween Special che in America vanno tanto di moda. E così, memore di aver già nominato la puntata speciale de La paura fa novanta VIII del 1997 in occasione della recensione nella Notte Horror del film La Mosca, ho scelto proprio quella per rispondere alla chiamata. Se infatti conoscete almeno un pochino il mondo simpsoniano, sapete che uno no degli elementi che compongono il grandioso successo degli speciali di Halloween de "I Simpson", è l'intelligente uso di citazioni di grandi film. A tal proposito se volete scoprire di più, anche sulla puntata in questione della nona stagione, e conoscere tutte le citazioni od informazioni, questo è il link su cui cliccare, questo è il blog su cui bazzicare, quello di Marco Grande Arbitro di Gioco Magazzino e la sua Simpsonspedia (io mi limiterò a commentare solamente ogni intermezzo). Come dicevo, nei tre intermezzi la più grossa citazione è al bellissimo film "La Mosca", di David Cronenberg, ma gli altri non sono da meno, e rappresentano bene l'anima di questi special, e quindi ecco cosa ne penso della quarta puntata della nona stagione.
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Visualizzazione post con etichetta Cartoons. Mostra tutti i post
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mercoledì 31 ottobre 2018
venerdì 4 maggio 2018
Yattaman: Il film (2009)
Partiamo da un presupposto importante per questa recensione e per questa pellicola facente parte delle mie promesse cinematografiche 2018, ovvero che questa roba assurda non va giudicata come un normale film. Se no, si dice subito che è totalmente improponibile, spesso imbarazzante per le scemenze proposte, malgrado qualche bella situazione umoristica, tanto che a volte viene da dire che il traduttore si è preso delle belle licenze (anche se in verità è uno primi che vedo di questo genere in ambito non occidentale). Giudicandolo invece per la totale pazzia che è, non è poi malvagio, anzi. Bisogna avere in mente i cartoni animati da cui prende ispirazione, che a loro volta erano strampalati assai. Questa pellicola del 2009 infatti, è il live action di uno cartoni (degli anni '80) più folli e bizzarri forse di sempre, cioè Yattaman, uno dei miei cartoni preferiti da bambino, come avrete potuto constatare nella mia Compilation Geek di settimane fa. Non a caso il prologo di questa pazza pellicola è ricco d'azione e d'ironia, risultando, soprattutto grazie alla capacità di rimanere altamente fedele al bizzarro spirito del cartoon, dal quale riprende addirittura i temi musicali, immediatamente accattivante ed infine risultando un prodotto godibile e riuscito. Proprio perché Yattaman (Yatterman nella versione internazionale) è un prodotto di semplice intrattenimento senza doppi fini, senza profondi messaggi, senza eroi oscuri e tetre controparti: puro divertissement d'autore senza pretenziosità e quasi senza passi falsi. In tal senso, dato che si tratta di una produzione che doveva miscelare adeguatamente attori reali e CGI, si è scelto di puntare interamente sull'affetto dei fan verso l'opera, sia in patria (dove ha ottenuto un successo clamoroso) che fuori, e si è deciso di affidare il progetto al regista Takashi Miike (The Call: Non rispondere, la trilogia di Dead or Alive, 13 Assassini e tanto altro) che nella carriera ha alternato produzioni abbastanza discutibili a film inaspettati e più che piacevoli. Non a caso è uno dei registi più incredibili e visionari (per molti un genio perverso) della scena cinematografica asiatica, più semplicemente la visione spesso estrema del "Tarantino d'Oriente", un regista forse e soprattutto amato per i film ambientati nel mondo della Yakuza che tuttavia si è negli anni dimostrato un regista poliedrico che prendendo spesso spunto per le sue sceneggiature dalla produzione manga e tanto altro, ha saputo abbracciare generi e tematiche disparate riuscendo sempre a prevalere.
mercoledì 21 marzo 2018
Geek League: La mia compilation Geek
Dopo un'assenza lunga più di un mese (qui la mia scheda e qui il mio oggetto geek), finalmente la combriccola dei Nerd/Geek fondata dal sempre attivo Moz, si è nuovamente riunita, ed ha deciso di proporre questa volta una minicompilation personale tematica generale (sigla telefilm, sigla cartoon, sigla programma tv, colonna sonora film, videogame). E poiché non potevo mica esimermi nel farlo e giacché l'idea mi è piaciuta fin da subito, mi trovo qui oggi a proporvi i 5 pezzi/stacchi musicali delle 5 categorie. Cinque canzoni o musiche che nell'intera mia vita hanno segnato indelebilmente la mia memoria e la mia esistenza, a cominciare dal cinema.
Sinceramente non è stato facile decidere e scegliere tra le tante pellicole mie preferite la "mia" colonna sonora,
tuttavia per semplificarmi la scelta ho "solamente" preso in considerazione una delle mie saghe, anzi, la mia saga preferita in assoluto,
e quindi il risultato non poteva che essere quella composta da Alan Silvestri
venerdì 6 ottobre 2017
Very Pop Blog - I miei anni '90
Ed eccomi nuovamente a ricordare bellissimi momenti passati, come fu 6 mesi fa con il Tag relativo agli anni '80, ora grazie a Mikimoz e alla nomination ricevuta dall'autore del blog La stanza di Gordie (che ovviamente ringrazio, anche se avevo già in mente di fare questo post), oggi mi ritrovo a viaggiare negli altrettanti mitici anni '90, anche perché sono stati per me anni importanti (essendo nato nel 1985), dopotutto erano e sono stati gli anni della mia crescita ed adolescenza, che seppur vissuta diversamente da tutti, ha regalato momenti intensi e indimenticabili, momenti che hanno segnato il mio percorso personale, in positivo e in negativo. Giacché molte delle mie attuali passioni sono maturate proprio in quegli anni, come adesso vedrete, prima però, ecco le regole da seguire:
1. Elencare tutto ciò che per noi sono stati gli anni '90, in base ai vari macro-argomenti forniti (nota: parlare del vissuto dell'epoca, non di ciò che il decennio rappresenta per noi oggi! Chi non era ancora nato può parlare invece per esperienze indirette)
2. Avvisare Moz dell'eventuale post realizzato, contattandolo in privato o lasciando un commento QUI
3. Taggare altri cinque blogger avvisandoli
I MIEI ANNI '90
MUSICA: come detto nel precedente post, solo ad inizio anni '90 ho scoperto la vera musica anni '80, e quindi oltre agli immancabili Queen, ecco che finalmente scopro tanti altri grandi artisti, Michael Jackson in primis e poi Madonna, i R.E.M., The Cranberries e Aerosmith tra gli altri. Ma è soprattutto con la musica italiana che si crea il feeling maggiore, anche perché in quel periodo faccio la conoscenza di un gruppo che mai smetterò di amare, parlo ovviamente degli 883, però non dimentico Raf, Vasco Rossi, Articolo 31, Gigi D'Agostino, Jovanotti ed Alexia.
CINEMA: Non ho visto tanti film al cinema in quel periodo (anche perché ero giovanissimo ed economicamente bisognava risparmiare), al massimo quando andavo con la scuola, anche se soprattutto due film ricordo benissimo, soprattutto per i ricordi legati ad essi, il primo è con mio padre a vedere La vita è bella e il secondo con mio fratello per vedere Entrapment.
FILM: Ecco, questo è un altro discorso, perché grazie alle vhs ho potuto vedere tantissimi film, oltre a quelli che passavano in tv, tra cui il mio primo horror, che mi procurò tanti incubi, ovvero IT. Ma tramite noleggi vari vidi Jurassic Park, Forrest Gump, Stargate e Ghostbusters, senza dimenticare che Le mie personali Top Ten cinematografiche si formano in particolare proprio in questi anni.
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sabato 13 maggio 2017
Tartarughe Ninja: Fuori dall'ombra (2016)
Dopo il più che sufficiente primo capitolo (di cui ho già parlato, insieme a tante cose, tempo fa qui), che ha di fatto segnato il riavvio della serie cinematografica basata sui celebri fumetti delle Tartarughe Ninja di Kevin Eastman e Peter Laird, i quattro amici verdi sono tornati, con un seguito che si prometteva di essere ancora più fedele al glorioso passato, ed è stato così, almeno in parte. Il pregio più grande di questa nuova saga è, difatti, senza dubbio la volontà di proporre la mitologia originale del franchise in maniera scanzonata, similmente a quanto fatto con quella di Transformers (paragone giustificato dal fatto che il film è nuovamente prodotto da Michael Bay), senza ricercare o inseguire necessariamente lo stile serioso di altri prodotti simili e ben più 'dark'. Per questo Tartarughe Ninja: Fuori dall'ombra (Teenage Mutant Ninja Turtles: Out of the Shadows), film del 2016 diretto da Dave Green, è un film (in live action) sorprendente e di gran lunga superiore al primo. Certo, dopo le critiche discordanti ricevute dal primo capitolo nel 2014, era difficile ipotizzare qualcosa di peggio (sta di fatto che anche quest'ultimo non ha riscosso molto successo), ma sarà stato il cambio di regista (al posto di Jonathan Liebesman, troviamo il regista statunitense Dave Green che, prima di questo aveva diretto un solo film "Earth to echo", però pur non avendo una lunga carriera alle spalle se l'è cavata più che discretamente creando scene notevoli), sarà un po' più di impegno nello stendere la sceneggiatura, il film decolla molto meglio del suo predecessore, da tutti i punti di vista. L'azione è più ricercata, le battute più divertenti e il ritmo è serrato al punto giusto, nonostante la trama sia come sempre un po' scontata.
martedì 24 gennaio 2017
Il libro della giungla (2016)
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martedì 13 dicembre 2016
Natale con i Chipmunks
Dopo aver visto l'ennesimo film di Alvin Superstar, qui l'ultimo visto, ho ripensato ai Chipmunks e subito ho ricordato la serie a cartoni ma soprattutto il fatto che questi simpatici scoiattoli hanno anche inciso un album natalizio, perciò perché non cogliere l'occasione propizia per riascoltarli dato che l'anno scorso mi sono già giocato la carta de La top 10 delle canzoni di Natale preferite? e in effetti cercando anche su Youtube ho trovato dei video di queste simpatiche canzoni, visitabili e ascoltabili qui. In più già che ci sono ho pensato di conoscere un po' di più un fenomeno musicale incredibile, infatti se non lo sapete, Alvin and the Chipmunks sono un gruppo musicale a tutti gli effetti, nonostante i membri non esistano. Questo perché i Chipmunks, immaginario gruppo musicale a cartoni animati creato da Ross Bagdasarian, avendo una formazione, effettuando live, componendo album ed ottenendo contratti con varie case discografiche, non solo sono un band, ma possono anche essere considerati iniziatori di uno stile canoro molto speciale. Le voci dei Chipmunks infatti, molto particolari e stridule nonché non facilmente comprensibili, sono davvero speciali, ma comunque riproducibili anche digitalmente. Addirittura il termine "voce da chipmunk" è entrato a far parte dei modi di dire americani e non solo, musicalmente parlando, per riferirsi proprio ad una voce accelerata artificialmente. In seguito anche Prince ha utilizzato questa tecnica in alcune sue canzoni. Tutto questo concede difatti alla band il primato di gruppo musicale più vecchio ancora esistente. Ma snoccioliamo un po' di Storia di questi autentici fenomeni. Il gruppo formato da tre scoiattoli striati cantanti e simpatici (che hanno preso il loro nome da quelli dei dirigenti della loro casa discografica, la Liberty Records), Alvin, il ribelle, che diventò rapidamente la stella del gruppo, Simon, alto ed intellettuale, e Theodore, dolce e cicciottello furono 'inventati' nel 1958, da Bagdasarian, che usò il suo nome d'arte, David Seville (il "padre adottivo" umano), per incidere il primo disco, e cantare (in playback) insieme a loro tramite marionette. Da qui l'inaspettato successo che portò il gruppo ad incidere altri dischi e ad avere un cartone animato (Alvin Show) che andò in onda negli anni sessanta in America.
giovedì 12 maggio 2016
Le mie dieci sigle dei cartoni animati preferite
Quando quasi due mesi fa feci il post sui cartoni animati con cui sono cresciuto (qui), scrissi che probabilmente, anzi, sicuramente, le sigle di questi suddetti cartoni, meritassero un capitolo a parte, ed è questo che sto facendo, dare la possibilità a leggendarie sigle il loro spazio. Ovviamente non le migliori in assoluto (dato che molte, tanto conosciute, non mi piacciono e non vedevo il cartone), ma le migliori mie preferite di sempre, secondo i miei personalissimi gusti, e questo vuol dire che metterò non solo quelle degli anni '80 e '90 ma anche 2000, quindi non solo quelle cantate dalla Regina italiana delle sigle, la meravigliosa Cristina D'Avena ma anche di altri. Certamente le sigle ante-millennio sono forse quelle a cui sono più legato, tanti ricordi, tante giornate davanti alla tv aspettando di vedere i nostri amati cartoni, e quando partiva la sigla, tutti a cantare, quanta nostalgia dei vecchi tempi, tanta veramente. Comunque sono così tante che in questo post ho deciso di non stilare una classifica, sarebbe difficile scegliere tra le tantissime di cui scegliere, ma solo le migliori (si fa per dire, tutte bellissime) di cui ricordo con piacere.
E' quasi magia Johnny quella italiana, anche se quella originale ossia Kimagure Orange Road
non era affatto male, anzi, la trovate qui
giovedì 11 febbraio 2016
I cartoni animati con cui sono cresciuto
Ma andiamo con ordine, innanzitutto ci sono cartoni che tutti almeno una volta tutti hanno visto, partendo da Tom & Jerry, una interminabile caccia al topo, non riusciva mai a prenderlo e quando succedeva immancabilmente sfuggiva, come a Willy il coyote e Titti & Silvestro. Difficilmente capitava di non vedere Braccio di ferro e i suoi miracolosi spinaci, Picchiarello e la sua esuberante risata, Tazmania e le sue vertiginose avventure, Snoopy e i suoi simpatici amici, Scooby-Doo e le sue 'finte' paurose avventure, Pollon e la sua miracolosa polvere bianca. Ma non solo, adoravo i Flintstones e le loro incredibili e divertenti vicissitudini all'età della pietra, le fantastiche e bellissime storie di Papà castoro e i suoi tre marmocchi (che ancora non capisco come si chiamassero veramente), come anche le storie dell'elefante Babar e il suo regno, Mignolo e prof alla conquista del mondo senza successo, senza dimenticare uno dei più belli in assoluto, Pingu, così semplice ma così educativo e divertente che è un peccato non mandino più in onda.
sabato 22 agosto 2015
[Cinema] Le Tartarughe Ninja: Il film ...e non solo
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