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sabato 8 agosto 2020

[Musica] La mia compilation Anni '90

L'avevo detto, promesso, annunciato, ed eccola qui la mia compilation annuale (questo è il terzo anno) su di un particolare decennio musicale. Dopo gli anni '80 e gli anni '70, è il turno degli anni '90, che se si potessero descrivere basterebbe un solo aggettivo, indimenticabili, come anche per i precedenti, con l'unica differenza che molti (compreso me e quelli nati negli anni ottanta) con la musica degli anni '90 ci è cresciuta. Ed è la musica la protagonista principale di questo decennio, la prima donna, l'unica a lasciare indelebili ricordi. La stessa musica che abbiamo prima vissuto, criticato e poi rimpianto. Anche perché gli anni '90 han lasciato davvero un'eredità musicale preziosa (perché molto variopinta, in tal senso le canzoni saranno inserite anno per anno, per far rendere conto dei cambiamenti repentini e importanti avvenuti). E' in questo periodo che esplodono le icone pop, il grunge, la metal, il britpop, l'elettronica, la tecno, l'house e soprattutto lei, la regina indiscussa, la dance music. La dance fu l'evoluzione del millennio. Noi che siamo cresciuti a pane, nutella e walkman nelle orecchie. La musica degli anni '90 ha creato pezzi da 90, canzoni e compilation che ancora oggi sono vendute e ascoltate. C'è chi le remixa, chi crea cover, ma sempre di quelle melodie si tratta. I tempi cambieranno, ma la musica che ha accompagnato generazioni di giovani (trentenni di oggi) durante quel bellissimo periodo e soprattutto la dance anni '90, difficile da dimenticare. E quindi ecco una playlist nostalgica (queste sono ovviamente le mie tracce preferite, ma ognuno può contribuire nei commenti a segnalarne di altre che, volutamente o meno non ho incluso) per raccontare la musica degli anni '90, un decennio intenso, ricco e contraddittorio in cui si sono avvicendati (come già detto) stili e generi diversissimi: dal grunge al britpop, dalla musica elettronica al pop delle boy band. Una playlist/compilation (che conterrà categoricamente solo le canzoni uscite tra il 1990 e il 1999) particolarmente corposa (ascoltabile tramite un'unica raccolta video), che riassume il meglio del meglio, personalmente parlando, della scena musicale dell'epoca, con artisti quali (non dimenticando gli italiani Alexia883Vasco Rossi e Alex Britti, ma anche alcuni altri) gli irriducibili AC/DC (che apriranno il "concerto"), Madonna, Michael Jackson, Annie Lennox e i Depeche Mode, e poi R.E.M.The CranberriesLa BoucheCoolioOasisTake ThatRobert MilesThe VerveSpice Girls, The Prodigy, Natalie Imbruglia, Aerosmith, Daft punk, Britney Spears, Robbie Williams, The Chemical Brothers, Youssou N'Dour (più tantissimi altri) e gli Red Hot Chili Peppers (che invece lo chiuderanno). Perciò alzate il volume e buon ascolto.

martedì 11 settembre 2018

I miei diari della scuola

Alcuni blogger (non ricordo quanti e chi sinceramente) ci hanno già pensato e l'hanno realizzato un post del genere, un post fatto per far conoscere e voler ricordare un periodo che molti rimpiangono (altri decisamente no, ma non io, che indietro nel tempo ci andrei volentieri per ritrovare i miei "vecchi" compagni, perlopiù amici, che hanno allietato un periodo sicuramente importante per tutti), ovvero quello riguardante la "carriera" scolastica di ognuno di noi, e tramite i propri (personali e non) diari. E siccome tra pochi giorni il nuovo anno scolastico comincerà, ho voluto proprio adesso, proprio in questo periodo, proporvi ciò, per far appunto un viaggio nei miei ricordi e farvi così sapere quali sono stati I miei diari della scuola, diari che, anche se li avrei voluto conservare, purtroppo non ho più in mio possesso (e in tal senso le foto sono state prese a titolo dimostrativo da internet). E tuttavia e nonostante questo, proprio non potevo dimenticare quali di questi diari sono stati i miei fedeli "compagni", soprattutto di "scarabocchio", dei miei anni di scuola, cominciati nell'anno 1990 e conclusi nel 2003, 13 anni in cui dopo un inizio sorprendentemente (ed apparentemente) tranquillo, anche perché a scuola volevo comunque andarci (i problemi arriveranno dopo che si capirà cosa significhi davvero l'istruzione), è finita come una liberazione, una liberazione dai compiti e dalla stessa scuola, mica per altro ovviamente. Ed eccovi quindi quali sono stati i miei strumenti di "appunti scolastici", i strumenti che ogni anno, almeno i più, sceglievano dal cartolaio di fiducia.

venerdì 6 ottobre 2017

Very Pop Blog - I miei anni '90

Ed eccomi nuovamente a ricordare bellissimi momenti passati, come fu 6 mesi fa con il Tag relativo agli anni '80, ora grazie a Mikimoz e alla nomination ricevuta dall'autore del blog La stanza di Gordie (che ovviamente ringrazio, anche se avevo già in mente di fare questo post), oggi mi ritrovo a viaggiare negli altrettanti mitici anni '90, anche perché sono stati per me anni importanti (essendo nato nel 1985), dopotutto erano e sono stati gli anni della mia crescita ed adolescenza, che seppur vissuta diversamente da tutti, ha regalato momenti intensi e indimenticabili, momenti che hanno segnato il mio percorso personale, in positivo e in negativo. Giacché molte delle mie attuali passioni sono maturate proprio in quegli anni, come adesso vedrete, prima però, ecco le regole da seguire:

1. Elencare tutto ciò che per noi sono stati gli anni '90, in base ai vari macro-argomenti forniti (nota: parlare del vissuto dell'epoca, non di ciò che il decennio rappresenta per noi oggi! Chi non era ancora nato può parlare invece per esperienze indirette)
2. Avvisare Moz dell'eventuale post realizzato, contattandolo in privato o lasciando un commento QUI 
3. Taggare altri cinque blogger avvisandoli
I MIEI ANNI '90

MUSICA: come detto nel precedente post, solo ad inizio anni '90 ho scoperto la vera musica anni '80, e quindi oltre agli immancabili Queen, ecco che finalmente scopro tanti altri grandi artisti, Michael Jackson in primis e poi Madonna, i R.E.M., The Cranberries e Aerosmith tra gli altri. Ma è soprattutto con la musica italiana che si crea il feeling maggiore, anche perché in quel periodo faccio la conoscenza di un gruppo che mai smetterò di amare, parlo ovviamente degli 883, però non dimentico Raf, Vasco Rossi, Articolo 31, Gigi D'Agostino, Jovanotti ed Alexia.

CINEMA: Non ho visto tanti film al cinema in quel periodo (anche perché ero giovanissimo ed economicamente bisognava risparmiare), al massimo quando andavo con la scuola, anche se soprattutto due film ricordo benissimo, soprattutto per i ricordi legati ad essi, il primo è con mio padre a vedere La vita è bella e il secondo con mio fratello per vedere Entrapment.

FILM: Ecco, questo è un altro discorso, perché grazie alle vhs ho potuto vedere tantissimi film, oltre a quelli che passavano in tv, tra cui il mio primo horror, che mi procurò tanti incubi, ovvero IT. Ma tramite noleggi vari vidi Jurassic Park, Forrest Gump, Stargate e Ghostbusters, senza dimenticare che Le mie personali Top Ten cinematografiche si formano in particolare proprio in questi anni.

lunedì 4 settembre 2017

Straight Outta Compton (2015)

Un bellissimo e se vogliamo anche ferocissimo affresco dell'America "del ghetto" e dei suoi ragazzi che crescono tra sparatorie, droga, scontri con la polizia e numerose gravidanze è Straight Outta Compton, film del 2015 diretto da F. Gary Gray. Il film infatti, che prende il nome dell'omonimo album del 1988, con il quale gli N.W.A. hanno fatto il loro debutto, ripercorre la rapida ascesa e l'altrettanto rapida caduta di uno dei gruppi simbolo dell'hip-hop, tra i più importanti esponenti del cosiddetto "gangsta rap", che parla della quotidianità nel ghetto, dello stile di vita delle bande di strada, di sesso, droga e violenza, e della brutalità delle forze dell'ordine. A Compton difatti, città-ghetto della Contea di Los Angeles, si incontrano i destini di tre ragazzi: Eric, detto Eazy-E, uno spacciatore che vuole uscire dal giro, Andre, detto Dr. Dre, un dj dal talento prodigioso che ha fretta di emergere ed O'Shea, detto Ice Cube, un rimatore straordinario. Tre ragazzi che quindi, ispirati dalla sofferenza a cui assistono quotidianamente nel ghetto, tra droga, delinquenza e abusi della polizia, formano il gruppo rap più estremo (e più importante negli anni anni a venire) in circolazione. D'altronde la musica (usata per dare voce a una generazione ancora in silenzio che vorrebbe ribellarsi allo strapotere abusivo della malavita) è l'unica valvola di sfogo per loro, il loro successo travolgente sarà perciò assicurato. Ma tutta la strada e la via di cotanto successo sconvolgerà però gli equilibri del gruppo, tra un manager che se ne approfitta e crescenti conflitti di ego, i problemi non mancheranno.

martedì 8 agosto 2017

Notte Horror 2017: Stigmate (1999)

Essendo l'horror uno dei miei generi preferiti, non potevo anche quest'anno non esimermi dal non partecipare alla rassegna estiva più spaventosa dell'anno. Infatti eccomi partecipare per la seconda volta e consecutivamente all'edizione 2017 della Notte Horror, arrivata alla sua quarta edizione. E quindi come per l'anno scorso (qui), ho scelto di recensire un film di fine anni '90, non solo perché era tranquillamente alla mia portata tramite Sky, ma perché non sapendo se l'avevo visto o meno, m'intrigava lo stesso, d'altronde Stigmate (Stigmata), film del 1999 diretto da Rupert Wainwright, con protagonisti Patricia Arquette e Gabriel Byrne, è considerato da molti un film di culto. Perciò con la curiosità di capire il perché di questa affermazione, in un bollente pomeriggio estivo come questi giorni, l'ho recuperato. Ebbene, dopo averlo visto e notato altresì alcuni notevoli difetti, l'affermazione di cui sopra, è da rivelarsi corretta, perché anche se non sarà un capolavoro, ma certamente un cult per appassionati (e, probabilmente, uno dei migliori film horror degli anni novanta), questo film, che è stato il capostipite di un genere nuovo (seppur ormai desueto ultimamente dello "scontro" con la Chiesa), è un film molto interessante, intrigante e sicuramente appassionante, ma anche un film (seppur ben realizzato) non facilissimo da apprezzare. Dopotutto il fatto che possa venire male interpretato è a mio parere la causa di numerose critiche negative.

mercoledì 21 dicembre 2016

Stranger Things (1a stagione)

Da quando ho saputo di questa serie attendevo da tanto di vederla, e finalmente dopo un'attesa incessantemente piena di notizie, alcuni spoiler (fortunatamente evitati) e tantissimi giudizi positivi ci sono riuscito anche se purtroppo per alcune circostanze (ho già Sky e pure Premium) l'ho recuperata in streaming, ma tant'è che non potevo prima di quest'anno, prima delle classifiche annuali, perdermela. Ovviamente sto parlando di Stranger Things, serie televisiva statunitense di fantascienza ideata da Matt e Ross Duffer (due sconosciuti registi ora 'conosciuti' che però fino a quel momento avevano solo scritto e diretto un solo thriller Hidden, tra l'altro mai sentito, e avevano lavorato come sceneggiatori e co-produttori esecutivi di quattro episodi della, leggermente deludente, prima stagione della serie televisiva Wayward Pines, comunque migliore della seconda, qui), e prodotta per la piattaforma di Netflix (ormai famosa a tutti). Serie composta in tutto da otto episodi, dalla durata dai 42 ai 55 minuti. Serie che mi aveva incuriosito per la caratterizzazione dei personaggi, il cast e l'atmosfera che voleva omaggiare il (meraviglioso) cinema di fantascienza degli anni ottanta, divenuto cult. Ebbene, nonostante ella non partiva con i migliori auspici, registi inediti, cast abbastanza inedito e davvero poco 'marketing', ha davvero sorpreso. Sorprendente è infatti il risultato, anche se è il contesto quello che più ha contribuito al suo straordinario successo, tant'è che ultimamente la serie e alcuni membri sono entrati in lizza per tanti premi, tra cui il Golden Globe. Stranger Things (letteralmente strane cose) infatti ricorda molto da vicino, davvero molto, alcuni capolavori sia per la formula abbastanza simile, sia per tutto il resto, che hanno fatto epoca, I Goonies, La casa, Poltergeist, I Gremlins, Stand by Me, E.T., La cosa e molti, molti altri, anche se a me ha fatto subito pensare ad una specie di X-Files (anche se 10 anni dopo), d'altronde la serie, ambientata negli anni ottanta in una fittizia piccola città dell'Indiana (Hawkins nel novembre del 1983), è incentrata sugli eventi legati alla misteriosa sparizione di un bambino e all'apparizione di una ragazza dotata di poteri telecinetici fuggita da un laboratorio segreto, praticamente quello che quotidianamente succedeva a Mulder e Scully. Ma lasciando perdere l'atmosfera e l'incipit, fortunatamente per il pubblico e per la serie stessa, i pregi del prodotto vanno ben al di là dell'accattivante contesto in cui le indagini sulla scomparsa del piccolo Will Byers (Noah Schnapp) hanno luogo. Come spesso avveniva nei sopracitati esempi presi come spunto dai creatori, Stranger Things articola la propria storia lungo tre linee narrative distinte, ciascuna ascrivibile a una precisa fase anagrafica, abbiamo quindi Mike (Finn Wolfhard), Dustin (Gaten Matarazzo) e Lucas (Caleb McLaughlin), i tre amichetti del bambino scomparso, che s'imbattono nella misteriosa e silente coetanea Eleven (Millie Brown) arrivata da chissà dove con un carico di poteri sovrannaturali. Abbiamo poi Jonathan (Charlie Heaton), fratello adolescente di Will, e la studiosa Nancy (Natalia Dyer), sorella di Mike, che si troveranno a collaborare per svelare il mistero dietro le sparizioni in atto nella cittadina, e abbiamo, infine, gli adulti, su cui svettano Joyce (Winona Ryder), madre di Will e Jonathan, e lo sceriffo Hopper (David Harbour), mentre sugli oscuri fatti che si susseguono a Hawkins si allunga l'ombra minacciosa del Dottor Brenner (Matthew Modine), che deve soprattutto fronteggiare la fuga da un laboratorio segreto del governo statunitense di una misteriosa creatura, che nel frattempo è libera di fare ciò che vuole.

martedì 13 dicembre 2016

Natale con i Chipmunks

Dopo aver visto l'ennesimo film di Alvin Superstar, qui l'ultimo visto, ho ripensato ai Chipmunks e subito ho ricordato la serie a cartoni ma soprattutto il fatto che questi simpatici scoiattoli hanno anche inciso un album natalizio, perciò perché non cogliere l'occasione propizia per riascoltarli dato che l'anno scorso mi sono già giocato la carta de La top 10 delle canzoni di Natale preferite? e in effetti cercando anche su Youtube ho trovato dei video di queste simpatiche canzoni, visitabili e ascoltabili qui. In più già che ci sono ho pensato di conoscere un po' di più un fenomeno musicale incredibile, infatti se non lo sapete, Alvin and the Chipmunks sono un gruppo musicale a tutti gli effetti, nonostante i membri non esistano. Questo perché i Chipmunks, immaginario gruppo musicale a cartoni animati creato da Ross Bagdasarian, avendo una formazione, effettuando live, componendo album ed ottenendo contratti con varie case discografiche, non solo sono un band, ma possono anche essere considerati iniziatori di uno stile canoro molto speciale. Le voci dei Chipmunks infatti, molto particolari e stridule nonché non facilmente comprensibili, sono davvero speciali, ma comunque riproducibili anche digitalmente. Addirittura il termine "voce da chipmunk" è entrato a far parte dei modi di dire americani e non solo, musicalmente parlando, per riferirsi proprio ad una voce accelerata artificialmente. In seguito anche Prince ha utilizzato questa tecnica in alcune sue canzoni. Tutto questo concede difatti alla band il primato di gruppo musicale più vecchio ancora esistente. Ma snoccioliamo un po' di Storia di questi autentici fenomeni. Il gruppo formato da tre scoiattoli striati cantanti e simpatici (che hanno preso il loro nome da quelli dei dirigenti della loro casa discografica, la Liberty Records), Alvin, il ribelle, che diventò rapidamente la stella del gruppo, Simon, alto ed intellettuale, e Theodore, dolce e cicciottello furono 'inventati' nel 1958, da Bagdasarian, che usò il suo nome d'arte, David Seville (il "padre adottivo" umano), per incidere il primo disco, e cantare (in playback) insieme a loro tramite marionette. Da qui l'inaspettato successo che portò il gruppo ad incidere altri dischi e ad avere un cartone animato (Alvin Showche andò in onda negli anni sessanta in America.

sabato 3 settembre 2016

Ricordi d'estate a Misano Adriatico

Anche se l'estate è già praticamente finita non potevo non parlarvi delle più belle vacanze passate in Romagna, spinto dalla voglia di raccontare (l'anno scorso, qui, parlai di quelle estati passate a Castellaneta Marina con i nonni) e grazie a Vanessa Varini e la sua ultima vacanza passata in quei posti (qui e qui) che mi ha fatto ripensare e ricordare, vorrei sfogliare l'album dei ricordi a quando quell'estate del 1995 mia madre spinta dalla voglia di viaggiare, 2 giorni prima di Ferragosto decise di fare le valigie e partire senza una meta precisa. Difatti neanche lei sapeva dove volesse andare, disse solamente 'sopra' (ovvero verso il Nord) per visitare altri posti. Perché non è che il mare da noi non ci fosse, anzi, vivendo in Puglia (provincia di Bari), meta ambita da tutti, il mare splendido e pulito ce ne a volontà. Difatti l'idea era andare verso Foggia, verso Vasto o Vieste, ma quando arrivammo vicino all'uscita decidemmo di proseguire, e Pescara sembrava adatta alle esigenze ma trovandoci vicino alla Romagna non resistemmo (soprattutto io e mio fratello) a proseguire, in quegli anni la Costiera Romagnola era ambitissima (e lo è anche adesso) perciò volevamo andarci nonostante non fosse l'idea iniziale. Una volta arrivati a Rimini però non riuscivamo a trovare un albergo, per fortuna girando finimmo a Misano Adriatico (più precisamente Misano Brasile) perché trovammo un albergo carinissimo, l'Hamilton. Qui per avere una stanza dovevamo per forza stare tre giorni, non un grande problema direte voi ma i soldi erano proprio giusti giusti, però arrivati lì cosa potevamo fare? arrangiarci e basta. Che poi la cosa buffa è che proprio alla partenza, fortunatamente solo dopo fuori paese, tornammo indietro perché li avevamo dimenticati! A dir la verità tornammo indietro un'altra volta (sempre allo stesso punto) perché non avevamo preso il mio salvagente. Insomma una piccola odissea che però valse la pena di affrontare perché fu davvero bellissimo. L'hotel si trovava a soli 200 metri dal mare e neanche a farlo apposta festeggiava il 25esimo anniversario, tanto che nel giorno di Ferragosto prepararono una porchetta gigantesca (un giorno forse ve la mostrerò anche se gli animalisti non saranno felici). In quei tre giorni ci divertimmo tanto anche se il tempo non era bello, il mare non era granché e la movida non ci interessava, ma passammo tre giorni di relax, passeggiando soprattutto la sera sul lungomare (abbastanza buio anche se successivamente l'avrebbero aggiustato facendolo diventare bellissimo come si evince dalla foto del post scattata nel 2004), passando mattina e pomeriggio sulla spiaggia (la mia foto del profilo attuale, che trovate più giù, è stata infatti scattata lì) e la sera divertendoci a goderci il paesaggio e andare sui dei mini go-kart sulla pista adiacente la spiaggia. In più anche all'interno dell'hotel ogni tanto mettevano la musica (quell'anno il 1995 era festa appunto) e si ballava come nelle balere con Casadei.

martedì 23 agosto 2016

Notte Horror 2016: The Faculty (1998)

L'anno scorso di questi tempi mentre io avevo appena aperto il mio blog ed ero intento a capirci qualcosa, nella blogosfera circolava una interessante rassegna cinematografica che mi aveva incuriosito, ovvero la seconda edizione di Notte Horror. Una rassegna che come già dal titolo si intuiva, trattava e recensiva dei film horror che negli anni '90 Italia Uno mandava in onda prevalentemente in seconda serata, perciò prendendo spunto da ciò alcuni blogger, di cui grazie proprio a questa rassegna ho cominciato a seguire, hanno compiuto questo bel progetto. Ora un anno dopo, e dopo aver acquisito una certa abilità, ho provato ad entrare a far parte di questo piccolo circolo e anche se solo a metà del 'corso' ci sono finalmente riuscito. E infatti eccomi qui (per l'ultimo episodio) a recensire un film horror a mia scelta che rientrasse nelle linee guida della rassegna, ovvero tassativamente horror, preferibilmente tamarrata e possibilmente anni 70-80-90, ed ecco che dopo accurate ricerche (era quello più facile da trovare su Sky) ho scelto di vedere The Faculty, un horror fantascientifico del 1998. Non volevo infatti rispolverare i grandi classici del genere, perché troppo complicati e troppo belli da essere solo nominati, perché sono dei capolavori assoluti, da Lo Squalo a It (anche se alcuni li hanno giustamente recensiti, ma perché più bravi di me), e comunque la mia filmografia in questo genere parte proprio dagli anni '90, anni sì interessanti ma privi di grandi film soprattutto horror, a parte ovviamente qualcuno, e soprattutto questo appena visto, perché è un autentico gioiellino.

lunedì 22 agosto 2016

La mia top 10 dei tormentoni estivi dagli anni '90 in poi

Non c'è estate senza il suo tormentone, una canzone che, più delle altre, riesce a colonizzare le menti di milioni di persone (non necessariamente consenzienti). Una volta i tormentoni trionfavano a Un disco per l'estate, poi al Festivalbar e sui canali musicali, oggi scalano i vertici delle classifiche dei download, ma la loro natura non cambia, tormentoni nascono e tormentoni restano, c'è chi li ama, e li balla in spiaggia e li canticchia davanti allo specchio, e c'è chi li odia e costoro…purtroppo si ritroveranno a cantarli comunque, anche a distanza di decenni. Perché anche se il concetto di tormentone può essere percepito come negativo, nel caso in cui si parli di canzoni orrende che però hanno scalato le classifiche, vengono innegabilmente ricordati in positivo, quando soprattutto riascoltandole tornano in superficie ricordi dolci, salati e allegri di quelle vacanze di qualche anno fa quando eravamo più giovani, più felici e tanto innamorati. La parola "tormentone" si usa dagli anni 60 e sottintende una frase, una canzone o un'espressione che viene ripetuta fino a che non ti entra in testa. Il tormentone estivo è il pezzo dell'estate, quello che vince su tutti gli altri e sarà ballato, passato in radio e in qualsiasi altro posto. Ma siccome i tormentoni estivi sono tantissimi e di tutti i tipi, per velocizzare ho scelto di scegliere per la mia speciale classifica (almeno per quest'anno) di tenere conto dei tormentoni dopo il '90, prima dei ruggenti anni '80, mitici sotto tutti gli aspetti. Questo perché la prima volta che sentii un tormentone fu un'estate 'italiana' del 1990, una canzone così straordinaria che se anche portò irrimediabilmente sfortuna (e continua a portarne purtroppo), calcisticamente parlando, al contrario di una 'brutta' che portò fortuna nel 2006, è una di quelle che più ricordano l'estate e le agognate vacanze. Negli anni '90 si balla la dance e si torna a parlare di estate in modo malinconico, quasi presagendo la fine di quel mondo dorato che abbiamo vissuto precedentemente. Negli ultimi anni invece i tormentoni (perlopiù canzoni più ascoltate) sono quasi sempre stati stranieri, soprattutto di natura latino americana, e nonostante alcune sono venute a noia, ce ne sono altre (anche quelle noiose e irritanti) o italiane, che basta ascoltare la prima nota e già ci mettiamo a ballare. Perciò senza ulteriori indugi ecco la mia top 10 dei tormentoni estivi dagli anni '90 in poi.

10. La decima posizione è per uno dei pezzi (e non solo) più intriganti del 2000, uno di quelli che hanno fatto successo ovunque, anche nelle versioni inglese e spagnolo. Lo cantavano le sorelle più ammiccanti (e sexy) della canzone italiana, che già pregustavano la svolta soft erotica degli ultimi tempi della loro carriera, ormai conclusasi.
9. In nona posizione invece i re incontrastati di tante estati degli anni '90, ovvero gli 883, e questo è probabilmente il più conosciuto

lunedì 27 giugno 2016

Le collezioni con cui sono cresciuto

Giunge al termine dopo mesi e mesi il mio viaggio tra i ricordi, ultima fase di 'crescita' personale, e quindi dopo i telefilmi programmi tvi cartoni animati e i giochi/giocattoli con cui sono cresciuto ecco le collezioni, quelli che molti da piccoli facevamo anche se molte volte le cominciavamo ma non le finivamo, in qualche caso solo perché era quasi impossibile completare in altri semplicemente non gli davo anch'io molta importanza. Certamente però è stato un modo per crescere divertendosi, d'altronde negli anni '90 il collezionismo ha raggiunto grandi livelli, dato che molte ditte per incentivare le vendite mettevano dei piccoli gadget, pupazzetti o semplici oggetti, come tanti che sono diventati quasi dei cimeli da conservare gelosamente. Purtroppo erano così tanti che molti miei sono andati perduti, altri dimenticati e altri (pochi a dir la verità) conservati da qualche parte, anche se non ricordo dove. Cominciamo da probabilmente il tipo di collezionismo più famoso, almeno in Italia, quelle delle mitiche figurine Panini, quelle dei calciatori. Io infatti e sicuramente come quasi tutti gli amanti (e tifosi) del calcio (mitico sport) non potevo non collezionare quelle dei giocatori di calcio, all'epoca più famosi al mondo, di serie A, ma anche di B e anche a volte serie C, più le Nazionali. Comunque è stato per un breve periodo, perché non sempre le potevo comprare in edicola (ahimè si compravano..), ma soprattutto non riuscivo mai a completarlo, nonostante ci provassi sempre con più insistenza tutti gli anni (per 3 o 4 forse). Quando ho però finalmente realizzato che era praticamente impossibile riuscire a completare un album, perché c'erano sempre 2 o 3 figurine difficili da trovare (anche cercando di scambiarli con gli amici) ho deciso di lasciare perdere, tanto non ci sarei mai e poi mai riuscito. Anche se per una volta avrei voluto riuscirci, peccato.

martedì 24 maggio 2016

Le risposte corrette e il vincitore del primo Quiz Time

Venerdì scorso ho proposto un piccolo quiz-indovinello, qui, purtroppo però solo pochi hanno giocato in questi tre giorni, ma non importa, ringrazio chi ha giocato e provato, e chi solo commentato. Comunque prima di eleggere il vincitore, ecco le risposte corrette. Per ognuna delle risposte 5 punti direttamente, tranne le prime e ultime due, che in base a quando è andato vicino il giocatore riceverà un punteggio tra 1 e 5. Come probabilmente avrete intuito i giochi presi per questo game erano La ruota della fortuna, Chi vuol essere milionario e Ok, il prezzo è giusto! Tranquilli non dovevate indovinare i giochi, è solo per fare chiarezza.

Il mosco (Non era poi così difficile, qui la prova)

RUMINANTE                    
ASIATICO                          
PRIVO   DI                         
CORNA                               

E' il colmo (Questa era complicata e fa pure ridere, anche qui la prova)

QUELLA  MEDIUM
NON   COGLIEVA
LE   BATTUTE
DI   SPIRITO

Quale di queste città non fa parte della regione spagnola dell'Andalusia?

A. Cordova                                         Ovviamente non poteva che essere
B. Alicante
C. Granada                                         la B, Alicante, se avete dei dubbi
D. Siviglia                                            potete rivolgervi a wikipedia qui

Cosa pubblicava Lewis Carroll prima di "Alice nel paese delle meraviglie"?

A. Guide turistiche                                La risposta è C, io comunque non la
B. Saggi di economia                              sapevo neanche, in ogni caso anche 
C. Testi di matematica
D. Tavole illustrate                                 qui potete scoprire su wiki

venerdì 20 maggio 2016

Sì, la vita è tutta un quiz!

Come diceva una famosa sigletta 'la vita è tutto un quiz', ed è vero infatti, durante la nostra vita rispondiamo a milioni di domande, anche in tv, soprattutto in televisione, da quando inventarono il tubo catodico nei lontani anni '50, da quando i quiz televisivi regnavano, anzi, non hanno mai smesso, tantissimi di questi tipi di programmi andavano e vanno tuttora in onda. All'inizio era Lascia o raddoppia, poi Rischiatutto del grande Mike, dagli anni '80 c'è stato un boom, da Bis a Telemike, fino a due dei più famosi e importanti, Ok, il prezzo è giusto! a La ruota della fortuna. Successivamente (dai '90 al 2000) Tris, Sarabanda, L'Eredità, Passaparola, Azzardo, Tira e Molla, Mercante in fiera e soprattutto Chi vuol essere miliardario? (poi milionario). Negli ultimi cinque anni infine tante novità, Avanti un altro!, The money drop, Reazione a catena e Caduta libera del mattatore del genere, il bravissimo Gerry Scotti. Insomma veramente tanti, alcuni più difficili altri innovativi, ma tutti belli e divertenti. E quindi in questo post propongo un piccolo giochino, purtroppo però nessun premio è in palio, solo per il gusto di farlo, per svagarsi 5 minuti, ma credo che troverete questi quiz interessanti, di tre programmi famosissimi. Inutile quindi spiegare il funzionamenti dei giochi, scrivete nei commenti le risposte, chi avrà indovinato più domande e avrà collezionato più punti vince. Avete tre giorni a disposizione, di tempo, per rispondere a questi 6 indovinelli, poi saprete e saranno svelate le risposte corrette. E quindi adesso..è tempo di quiz! Allegria!

Il mosco

R_M_N_NTE
_S__T_C_
_R___   D_
C_RN_

E' il colmo

___LLA   __D___
N_N   C__L___A
L_   _ATT_T_
D_   SP___T_

Quale di queste città non fa parte della regione spagnola dell'Andalusia?

A. Cordova
B. Alicante
C. Granada
D. Siviglia

giovedì 12 maggio 2016

Le mie dieci sigle dei cartoni animati preferite

Quando quasi due mesi fa feci il post sui cartoni animati con cui sono cresciuto (qui), scrissi che probabilmente, anzi, sicuramente, le sigle di questi suddetti cartoni, meritassero un capitolo a parte, ed è questo che sto facendo, dare la possibilità a leggendarie sigle il loro spazio. Ovviamente non le migliori in assoluto (dato che molte, tanto conosciute, non mi piacciono e non vedevo il cartone), ma le migliori mie preferite di sempre, secondo i miei personalissimi gusti, e questo vuol dire che metterò non solo quelle degli anni '80 e '90 ma anche 2000, quindi non solo quelle cantate dalla Regina italiana delle sigle, la meravigliosa Cristina D'Avena ma anche di altri. Certamente le sigle ante-millennio sono forse quelle a cui sono più legato, tanti ricordi, tante giornate davanti alla tv aspettando di vedere i nostri amati cartoni, e quando partiva la sigla, tutti a cantare, quanta nostalgia dei vecchi tempi, tanta veramente. Comunque sono così tante che in questo post ho deciso di non stilare una classifica, sarebbe difficile scegliere tra le tantissime di cui scegliere, ma solo le migliori (si fa per dire, tutte bellissime) di cui ricordo con piacere.

E' quasi magia Johnny quella italiana, anche se quella originale ossia Kimagure Orange Road
non era affatto male, anzi, la trovate qui

sabato 7 maggio 2016

I giochi/giocattoli con cui sono cresciuto

Dopo i telefilm, i programmi tv e i cartoni animati, continua il viaggio tra i ricordi d'infanzia e adolescenza con i giochi/giocattoli con cui sono cresciuto. In questa lista saranno presenti giochi che sono diventati leggendari, che hanno contribuito alla crescita di noi giovani nati tra gli anni 80 e 90, giochi che se ritornassero adesso farebbero felici milioni di bambini, ragazzi e genitori, ormai alle prese con una generazione di viziati fanciulli che già a 6 anni possiedono uno smartphone, non giocano più all'aperto e sono schiavi di internet e televisione. I bambini di adesso sanno ancora giocare a nascondino? Mi sto dilungando già troppo, comunque io come tanti quand'ero piccolo per divertirmi e giocare allegramente bastava veramente poco, d'altronde i soldi non sono mai cresciuti sugli alberi e quindi bisognava accontentarsi, ma non per questo ne risentivamo, anzi, era più bello. A partire da quei coloratissimi mattoncini, i Regoli (prima foto), che si usavano e si usano ancora adesso da qualche parte nelle scuole elementari, per studiare certo ma anche come gioco e proprio come i lego (mai avuti) io li usavo per creare oggetti, piramidi, case e tanto altro, purtroppo come tanti altri miei giochi sono andati perduti, alcuni regalati ed altri inscatolati. Ah, le casette del mulino bianco, quanti ricordi, ma soprattutto quanti bambini li avevano nelle proprie abitazioni, tantissimi, erano famosissime in quel periodo. Tutti ne hanno avuta almeno una nella propria vita, poiché tutti mangiavano biscotti a colazione. I genitori erano anche contenti perché erano carine da vedere, anche come soprammobili e poi dopotutto erano gratis, si raccoglievano i punti se non erro e si ricevevano. Noi, io, ero contento, ricordo anche di averne avuto tre in tutto, oltre a quella in foto e ad un'altra simile ma con giochi diversi all'interno, anche quella con la radio incorporata. Quant'erano belle, ma soprattutto divertenti, ci passavo giornate intere a giocarci. E poi in fin dei conti erano educative.

martedì 22 marzo 2016

Generazione 883

Io sono figlio (come moltissimi ovviamente) degli anni '90, uno sconclusionato decennio. Sono stati gli anni del walkman riavvolto con la Bic e del floppy disk, di Roberto Baggio e Susanna Messaggio, degli zaini Invicta e delle situation comedy generazionali, da Beverly Hills in giù, degli autoscontri e dell’omino a cubetti targato Italia '90, quelli del Furby e del Tamagotchi, anni in cui si pronosticava sulla schedina del Totip, quelli dei primi cellulari, gli anni in cui Patrick Swayze e Demi Moore, lavoravano la creta a quattro mani in Ghost, mentre Forrest Gump cominciava la sua corsa, Titanic il suo naufragio, il cast di Full Monty il suo show a petto nudo e il picchetto di Trainspotting a sbricconeggiare per Edimburgo. Anni, anche bui e belligeranti, la Guerra del Golfo, la Strage di Capaci, lo scandalo Mani Pulite, inaspriti dalle morti di molti miti, da De Andrè a Lucio Battisti, da Sinatra a Kurt Cobain, così come Freddie Mercury e Lady D. Ma mentre tutti ascoltavano Vasco Rossi e i Queen (anche mio fratello, tanti altri e anch'io successivamente), io come quasi tutti della mia generazione ascoltavo gli 883. Era il 1993 quando ad una gita, non ricordo la località, da una bancarella ho comprato (non io ovviamente, avevo 8 anni..) una cassetta degli 883, che non conoscevo, avevo forse sentito qualche canzone, ma a quell'età non sapevo niente di musica. Ebbene, da quel momento sono diventati il mio gruppo preferito in assoluto. E' innegabile che Max Pezzali e gli 883 hanno segnato una generazione, non solo la mia, tante, tantissime canzoni hanno caratterizzato gli anni novanta. Perché chi è diventato grande negli anni '90 (ma non solo), indipendentemente dai suoi gusti musicali, ha trovato nelle canzoni degli 883 uno specchio della propria vita. Un po' di nostalgia ricordando gli anni del liceo, il diventare grandi, lo stare sempre insieme agli amici, le prime esperienze con le ragazze. In tanti anni di carriera, prima con gli 883 e poi da solo, Max ha scritto e cantato tante canzoni che sono diventate delle vere e proprie icone generazionali per tanti giovani che ormai sono diventati adulti, ma che sotto sotto mantengono la spensieratezza delle avventure raccontate in canzoni come "Gli Anni ", "Rotta X Casa di Dio ", "Weekend " e "Con Un Deca ". Non è ovviamente semplice decidere quali siano le cinque, le dieci, le venti canzoni di Max Pezzali e degli 883 che più delle altre hanno segnato la generazione degli anni '90 e la mia, perché ognuno può identificarsi con tante delle canzoni e quindi stilare una propria classifica personale, come quella che potevo fare ma che non farò, sarebbe interminabile. Ma prendere ad esempio qualche canzone e spiegare un motivo, un aneddoto o un ricordo.

giovedì 17 marzo 2016

I mercenari 3 (2014)

I mercenari 3 (The Expendables 3) è un film del 2014, sequel del film I mercenari 2, la terza pellicola della saga degli Expendables, iniziata nel 2010 e creata da Sylvester Stallone, protagonista dei film e regista del primo capitolo. Andato in onda su canale5 il 7 marzo scorso, è stato l'ultimo dei film première cinema di mediaset. In questo nuovo capitolo dei Mercenari, Barney (Sylvester Stallone), Christmas (Jason Statham) e il resto della squadra si ritrovano faccia a faccia con Conrad Stonebanks (Mel Gibson), che anni prima aveva co-fondato Gli Expendables con Barney, ma che in seguito è diventato un trafficante di armi senza scrupoli, uno che Barney era stato costretto a uccidere...o almeno così pensava. Ma nella squadra di Barney Ross si materializza il più prevedibile eppure il più clamoroso degli eventi, un incidente che mette a serio repentaglio la vita di uno dei membri. L'evento spinge Ross a trovarsi un'altra squadra, fatta di giovani, più veloci ed esperti di alta tecnologia, a cui non sia legato da una profonda amicizia, per portare a termine una nuova missione, quella infatti di eliminare Stonebanks che lui vorrebbe morto ma che deve catturare, non solo a causa del ferimento del suo amico ma anche perché Stonebanks, sfuggito alla morte, ha ora come principale missione quella di eliminare Gli Expendables. Liberarsi degli amici di una vita e tenerli lontani da un bel complesso di esplosioni però è più difficile del previsto. Inutile sottolineare che questo film d'azione è una pellicola dove si sprecano proiettili, bombe, granate, mezzi corazzati, elicotteri, arti marziali in una formula chiassosa dove gli eroi vincono ed i cattivi perdono, accumulando cataste di cadaveri senza alcuna drammaticità, e ci si diverte. Inutile dire poi che questo film non si discosta dal suo vero obbiettivo, intrattenere, facendolo in modo eccelso anche e nonostante parecchi difetti e buchi nella sceneggiatura.

sabato 12 marzo 2016

X-Files (10a stagione)

The X-Files, la miniserie evento in sei episodi di casa Fox, sequel delle nove stagioni precedenti del cult anni '90 fantascientifico, è giunta purtroppo al termine. Iniziata il 26 Gennaio scorso è terminata il 23 Febbraio. Abbiamo potuto provare l'ebbrezza di rivedere, dopo quasi quindici anni, gli agenti Mulder e Scully nuovamente in azione. Ma c'è bisogno di fare una piccola premessa, io non ho mai visto una puntata delle precedenti stagioni, in quanto all'epoca avevo solo 8 anni e gli orari sul tardi non mi permettevano di vederlo, ma sapevo di questa incredibile serie che mi ha sempre affascinato e ora dopo tanto tempo ho deciso di vederli, da gennaio (a tempo perso) sto infatti vedendo la prima stagione. Purtroppo per me momento sbagliato poiché vedendo questa decima stagione vengo già a sapere di tante cose, spoilerate a go go già dall'inizio, ma non importa, è giusto così. Quindi questa non sarà una normale recensione, perché molto ho scoperto vedendolo adesso di quello che era e che non ho ancora visto. Si poiché subito si percepisce delle tematiche e svolte della trama e dei personaggi perché già nella prima di stagione ci sono puntate strane, quasi senza senso, come in questa. Puntate che rimangono sospese come la conclusione di quest'ultima stagione, e ciò non mi ha soddisfatto. Perché sebbene le premesse siano state delle migliori, riprendendo sia le tematiche fondamentali della serie ma, al tempo stesso, svecchiandola moltissimo e adattandola, sia come ritmo che come immagine, alla modalità seriale di adesso, troppe porte restano aperte. Il tutto si conclude estremamente veloce, dando a stento un paio di risposte alle domande iniziali. Una gestione poco saggia del tempo a disposizione che ha visto una linea orizzontale solo per il primo e sesto, ovvero ultimo, episodio, dando agli episodi del mezzo più un gusto ironico e per i fan della serie. Ho scoperto però che anche le stagioni precedenti sono così, preferendo più linea verticale e giusto qualche tocco di orizzontale ogni tot episodi. Ma in una miniserie composta da soli 6 episodi (veramente troppo pochi) dare così poco spazio ad una linea orizzontale talmente tanto complessa come quella di The X-Files, non è certo stata l'idea più geniale venuta ai creatori e produttori.

giovedì 25 febbraio 2016

[Società] L'invasione della pubblicità

Con il termine pubblicità si intende quella forma di comunicazione di massa usata dalle imprese per creare consenso intorno alla propria immagine ovvero per conseguire i propri obiettivi di marketing. La caratteristica principale della comunicazione pubblicitaria è di diffondere messaggi preconfezionati a pagamento attraverso i mass-media. L'obiettivo è che il consenso si trasformi in atteggiamenti o comportamenti positivi da parte del pubblico o consumatore che non consistono solo o semplicemente nell'acquisto del prodotto o servizio. La pubblicità informa, persuade, seduce il pubblico ed è ritenuta corretta se fidelizza l'utente finale in base a principi civili e umanizzanti. Si tante belle parole, tante cose giuste e buone per sintetizzare il suo concetto, però adesso basta, non se ne può più di tutte queste pubblicità in giro, nelle strade, nelle tecnologie, nei giornali, ovunque sei, ovunque stai. Certo è normale di questi tempi, ma mi da molto fastidio che usino qualunque mezzo per raggiungere i loro obiettivi, le odiose pubblicità prima nei video di youtube per non parlare di internet, letteralmente invaso, come nei cellulari, smartphone, tablet soprattutto nei giochi, in televisione, veramente seccante durante i film (per fortuna con mysky qualunque cosa registro posso togliere la pubblicità andando avanti), nei giornali di qualunque genere ma anche e soprattutto nelle strade, con cartelloni affissi ovunque, davanti pure a monumenti, chiese per coprire i lavori, indecenti. Pensare poi che uno dei posti più famosi e visitati al mondo come si evince dalla foto è Times Square di New York, praticamente una pubblicità a cielo aperto, certo bello lo è sicuramente ma è veramente incredibile a che punto siamo arrivati. Ci sono ovviamente diversi tipi di pubblicità e tra le classificazioni della pubblicità, forse la più semplice e basilare è la classificazione in relazione al fine ultimo profit/non profit, e cioè se la réclame è più o meno a scopo di lucro: quella commerciale (la forma di pubblicità più diffusa, più pressante e opprimente); quella sociale (la più utile e importante); quella pubblica (anch'essa in certi casi utile); quella politica (in verità propaganda); la 'Advocacy advertising', cioè quella volta a promuovere un consenso relativo a tematiche su cui esiste una divergenza di opinioni; e tante molte altre classificazioni, che non necessariamente si escludono a vicenda. Si può andare da classificazioni molto generiche, come ad esempio quella in relazione al tipo di medium (mezzo) che veicola la réclame fino a classificazioni piuttosto specifiche come ad esempio quelle in relazione al tipo di target (ossia il destinatario). Insomma tante e diverse, alcune fastidiose altre utilissime ma sempre opprimenti, il problema però è, a chi dare la 'colpa' di tutto ciò? chi ha inventato questo 'malefico' mezzo così da prenderlo a cinghiate?

giovedì 11 febbraio 2016

I cartoni animati con cui sono cresciuto

Dopo i telefilm e i programmi tv con cui sono cresciuto è arrivato il momento dei cartoni animati. La lista è così lunga che ci vorrebbero giorni per farne un post, perché da piccolo (intorno agli anni 90) c'è stato un boom di cartoon e io ne guardavo parecchio di cartoni animati, da mattina a sera, come tutti credo, ne mandavano in onda tantissimi, di tutti i generi e tipi, quelli per ragazze e ragazzi, per entrambi e per quelli che non volevano crescere, tutti. Tanti però li vedevo ma non tutti completi, certi li vedevo ma non sapevo la puntata o stagione, solo di alcuni, pochi a dir la verità, ho visto tutti gli episodi.
Ma andiamo con ordine, innanzitutto ci sono cartoni che tutti almeno una volta tutti hanno visto, partendo da Tom & Jerry, una interminabile caccia al topo, non riusciva mai a prenderlo e quando succedeva immancabilmente sfuggiva, come a Willy il coyote e Titti & Silvestro. Difficilmente capitava di non vedere Braccio di ferro e i suoi miracolosi spinaci, Picchiarello e la sua esuberante risata, Tazmania e le sue vertiginose avventure, Snoopy e i suoi simpatici amici, Scooby-Doo e le sue 'finte' paurose avventure, Pollon e la sua miracolosa polvere bianca. Ma non solo, adoravo i Flintstones e le loro incredibili e divertenti vicissitudini all'età della pietra, le fantastiche e bellissime storie di Papà castoro e i suoi tre marmocchi (che ancora non capisco come si chiamassero veramente), come anche le storie dell'elefante Babar e il suo regno, Mignolo e prof alla conquista del mondo senza successo, senza dimenticare uno dei più belli in assoluto, Pingu, così semplice ma così educativo e divertente che è un peccato non mandino più in onda.