In un calendario già fitto di impegni di pellicole da vedere e recuperare entro l'anno (tra La Promessa e quant'altro), non ho potuto lasciar troppo in disparte (anche se della lunga lista ho già recuperato 3 film, a fronte però di ben 28 pellicole d'animazione) un progetto di recupero che mi stava molto a cuore, parlo ovviamente del The Project Ghibli/Miyazaki e non solo, un progetto che aveva (ed ha) lo scopo di recuperare tutti i film rimanenti della filmografia del famoso studio e del famoso regista (che come dovreste sapere adoro particolarmente). E quindi nonostante gli impegni inderogabili che mi ero e mi sono prefissato di concludere, sono riuscito in una settimana di relativo relax, e grazie alla visione su un canale di Sky di un film che era in lista (parlo del primo di questo post), e grazie al recupero prefissato che mi ha permesso di vedere un film dello Studio candidato all'Oscar (ci sarà un altro prossimamente), ho potuto cominciare a stilare una piccola lista di film da accompagnare a tutto ciò, e la scelta è ricaduta successivamente su due film del maestro Miyazaki (di cui adesso me ne mancano due) e su un film d'animazione, di cui nell'ultimo periodo ho letto parecchie recensioni, che mi aveva particolarmente colpito. E perciò, nonostante tutto, anche il tempo (parecchio) trascorso dalle ultime visioni di molti film della suddetta casa di produzione (che avrà forse pesato su alcuni giudizi) ho visto questi quattro (diciamo tre) iconici film, film che hanno segnato il percorso straordinario di due grandi maestri, che aprirono la strada e continuano ancora oggi ad affascinare milioni di spettatori. Molti appassionati li avranno già visti, altri no, ma ecco cosa ne penso io di questi quattro film dello Studio Ghibli.
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martedì 23 ottobre 2018
Ghibli Collection (La tomba delle lucciole, Nausicaä della Valle del vento, La ricompensa del gatto & Principessa Mononoke)
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martedì 12 settembre 2017
Le stagioni di Louise (2016)
Struggente e notevole lungometraggio d'animazione diretto dall'esperto regista francese Jean-François Laguionie è Le stagioni di Louise (Louise en hiver), dramma del 2016 toccante e malinconico che, sospeso tra sogni e ricordi, finzione e realtà, come chiaramente è evidente dal titolo, racconta di stagioni della vita, soprattutto dell'ultima, evocando una circolarità in cui il tempo interiore torna sempre sui suoi passi, passi tracciati nella sabbia, impronte destinate ad affievolirsi fino a scomparire. E l'occasione per riflettere sulla propria vita, e sulle proprie stagioni, arriva inaspettatamente quando ella, anziana signora, rimane sola nella località di mare dove passa l'estate. Giacché il regista, animando nel suo stile rarefatto e pittorico, un diario della solitudine e della persistenza, e della sussistenza, perché Louise, concependosi quasi come l'incarnazione femminile di Robinson Crosue, dato che s'ingegna a sopravvivere su un pezzo di sabbia col mare davanti e il niente intorno, che si ingegna a costruirsi una capanna in riva al mare e a procurarsi il cibo (non potendo vivere di sole scatolette), che senza lasciarsi vincere dallo sconforto, ma anzi ingaggiando una sfida con sé stessa per superare un'alta marea dopo l'altra, e con sempre rinnovata positività, raccontandosi di avere ogni giorno "altro cielo e altra spiaggia tutti per me", scuote dalle fondamenta la vita statica di questa simpatica vecchietta, vecchietta che ritroverà finalmente la libertà di vivere felice con se stessa, poiché vivendo nella sua latente solitudine, ha dimenticato molte cose importanti della sua vita (e delle sue intense stagioni) che non avrebbe mai voluto e dovuto dimenticare.
mercoledì 12 luglio 2017
Il drago invisibile (2016)
Una genuina favola ambientalista sull'importanza del rispetto della natura e allo stesso tempo un delicato racconto di formazione e crescita che riflette sul delicato passaggio da infanzia a adolescenza (e quindi età adulta) e sul potere consolatorio della fantasia è Il drago invisibile (Pete's Dragon), film del 2016 diretto da David Lowery. Il film infatti, remake del film Elliott il drago invisibile del 1977, che vedeva una commistione di attori in carne e ossa e disegni animati (non proprio il massimo, di cui ricordo davvero poco, anche se per i mezzi di allora, sarebbe stato impossibile fare un bel drago al computer), è prima di tutto un film che parla di natura incontaminata e selvaggia, di istinti e libertà primordiale, di spazi aperti e di aria pulita come solo nelle immense foreste conifere del Nord America è possibile trovare. Parla anche di fantasia, di immaginazione, di amore verso gli animali, di sogno e realtà. In ogni caso la storia che racconta, è una storia praticamente completamente nuova, anche se entrambe le pellicole sono basate su un breve racconto di S. S. Field e Seton I. Miller, una storia certamente indirizzata ad un pubblico che pur non uscendo da un ramo di prevedibilità generale riesce nel suo scopo primario. Dato che questo è un film per famiglie, che non punta a sovvertire i canoni della storia tradizionale, ma che proponendo una fiaba, una bella fiaba, trovi il modo di entusiasmare lo spettatore, e a questo scopo funziona perfettamente, poiché non annoia ed è ben fatto.
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martedì 4 luglio 2017
[Games] Life is Strange (Ep.2-5)
E' notizia di pochi giorni fa che la Square Enix abbia finalmente prodotto il tanto atteso sequel, anche se in verità è una miniserie prequel in tre episodi, di uno dei videogiochi, di una delle avventure più incredibili e straordinari non solo degli ultimi anni, ma forse di sempre, ovvero Life is Strange, di cui avevo già parlato in occasione del primo episodio, scaricato e offerto gratuitamente dalla piattaforma di Steam. Ed ora dopo parecchi mesi che ho finalmente acquistato l'intera collezione di episodi (5 in totale), ed ora che mai come adesso, mai dopo aver completato l'intera avventura di Dontnod, non posso che essere contento di averci giocato, dato che questo bellissimo videogioco, soprattutto questo primo, intero capitolo di episodi, è qualcosa di davvero eccezionale. Niente in confronto del comunque ottimo primo capitolo, anche se mai come in questa occasione, rileggere e rimarcare soprattutto più pregi che difetti che già avevo descritto di quel suddetto episodio (Chrysalis) è un esercizio che dovrebbe essere fatto, giacché quello che succederà dopo, sarà ancora più straordinario, ci sarà infatti, andando avanti, sempre più coinvolgimento, più tensione, più tutto. Difatti nei 4 capitoli successivi, che hanno comunque un ritmo migliore rispetto al primo, poiché tendono ovviamente a presentare (più in profondità e meglio) i personaggi principali di Arcadia Bay, che non sono pochi, aumenteranno di gran lunga i problemi da affrontare durante l'avventura, problemi sia di natura puramente videoludica che altro.
martedì 11 aprile 2017
Angry Birds: Il film (2016)
Ammetto che prima di vedere questo film sapevo davvero poco del gioco originale (che ha furoreggiato fino a qualche anno fa, nelle varie versioni, ed era diventato un passatempo simpatico e micidiale), perché anni fa uno smartphone neanche l'avevo, per cui pochissime volte ci avrò giocato, ma quel poco può bastare, dato che Angry Birds: Il film (The Angry Birds Movie), film d'animazione del 2016 diretto da Clay Kaytis e Fergal Reilly, ovviamente basato sull'omonima serie di videogiochi, scritto da Jon Vitti e prodotto da Rovio Entertainment e Sony Pictures Imageworks, degnamente riesce in un impresa non da poco, (nonostante questo sia solo un film di stampo puramente commerciale) quello di dare una vita narrativa autonoma ai personaggi del videogioco, offrendo anche una visione non scontata del sentimento della rabbia. E non era affatto facile riuscirci, poiché per quello che ho visto di rado film e videogiochi hanno un matrimonio felice. In questo caso devo inoltre ammettere che si sarebbe potuto far di peggio. Invece sono riusciti decentemente a riportare i personaggi del gioco nel film, con questi uccellini particolari, i loro nemici maiali e la mitica fionda per distruggere le postazioni nemiche e salvare le uova. Ecco, chi non ci ha mai giocato (ma però qualcosa si è perso) non ci capirà molto, forse non ci capirà una mazza (un po' come me), perché il film è strapieno di riferimenti al gioco, le due cose sono molto legate tra loro (anche se per un videogiocatore come me è stato facilissimo capire i meccanismi). Per questo e pertanto, e nonostante ciò, questo è un filmetto davvero fatto bene, tecnicamente, e che risolve in maniera onesta una difficoltà non da poco, la trasposizione al cinema.
martedì 24 gennaio 2017
Il libro della giungla (2016)
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mercoledì 9 novembre 2016
Il viaggio di Arlo (2015)
martedì 7 giugno 2016
L'ultimo lupo (2015)
martedì 9 febbraio 2016
Spongebob (2015) & L'ape Maia (2014)
SpongeBob: Fuori dall'acqua (The SpongeBob Movie Sponge Out of Water) è un film d'animazione statunitense del 2015, è il secondo film d'animazione basato sull'omonima serie televisiva, che con il più alto successo di ascolti nella storia del network (Nickelodeon) è ancora un fenomeno internazionale che continua da oltre un decennio. SpongeBob infatti, torna sul grande schermo dopo dieci anni dalla sua prima apparizione non molto fortunata, almeno in Italia e io addirittura non ricordo di averlo visto, ma poco importa. Il film è stato realizzato a tecnica mista: tradizionale, grafica computerizzata e con sequenze dal vivo. Nel film, SpongeBob, la spugna di mare più amata al mondo, sale in superficie per intraprendere l'avventura più "supereroica" di sempre. La storia è semplice ma efficace, la vita a Bikini Bottom non potrebbe essere migliore per l'eterno ottimista SpongeBob ed i suoi amici: la fedele stella marina Patrick, il sardonico Squiddi, la scoiattola scienziata Sandy ed il crostaceo capitalista, Mr. Krabs, ma quando la fantastica formula segreta dei Krabby Patty di SpongeBob (speciali e miracolosi hamburger) è scomparsa dalla cassaforte dov'era custodita gelosamente, gli eterni nemici, SpongeBob e Plankton, separati dallo spelling della parola "team" (anche se la gag funziona meglio in inglese) con una concezione del mondo radicalmente opposta, dovranno unire le proprie forze ed affrontare un viaggio attraverso lo spazio ed il tempo per poter sfruttare i loro superpoteri ed affrontare il diabolico pirata Barba Burger (Antonio Banderas, una sbiadita e grottesca copia dal grande Jack Sparrow), che ha i propri piani per le squisite prelibatezze, perché senza quella formula l'ordine sociale della comunità sottomarina di Bikini Bottom sarà totalmente sovvertito.
giovedì 28 gennaio 2016
Doraemon: il film (2014) & Minuscule: la valle delle formiche perdute (2013)
domenica 4 ottobre 2015
Il mio amico Nanuk (2014)
martedì 11 agosto 2015
Maledette zanzare
Un motivo che spieghi l'accanimento di questi piccoli vampiri con le ali, secondo la scienza ce ne sono almeno 10.
1. Un'analisi spiega che le zanzare a parità di scelta preferiscono, ma non per questo girano i tacchi davanti ad altri gruppi, il sangue del gruppo "0" più che quello del gruppo "B" e circa il doppio di quello del gruppo "A".
2. Le zanzare sono attratte dall'anidride carbonica nel respiro.
3. Dopo un'intensa attività fisica, nei muscoli si forma acido lattico e le zanzare ne riescono a percepire l'odore.
4. Soprattutto le colonie che albergano nei pressi di piedi e caviglie attraggono le zanzare. Il che spiegherebbe perché pungono soprattutto alle estremità.
5. Una lattina di birra aumenta le probabilità di essere morso.
6. Le donne in gravidanza, poiché si produce più anidride carbonica col respiro rispetto alla media e la temperatura corporea è più alta.
7. Le zanzare non seguono le mode: prediligono sempre i colori scuri e il rosso.
8. L'85% dei motivi per cui le zanzare preferiscono mordere, dipende dai geni.
9. Nel sudore, a differenza di quello di altre persone, non sono presenti le sostanze repellenti che servono a tenere lontane le zanzare.
10. Gli ormoni e il colesterolo.
lunedì 3 agosto 2015
Il mio rapporto con gli animali
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