Quest'estate ho seguito il ciclo di film che
Rai4 ha proposto dal 28 giugno al 23 agosto, ovvero gli horror di
Midnight Factory, e quindi dopo averli recensiti quasi tutti (il primo
Sinister, bellissimo e inquietante, l'avevo già visto, anche
Piranha 3DD l'avevo già visto ma una veloce visione dovevo per forza farla per scrivere quel post) e quindi dopo
The Invitation, dove una cena tra 'amici' si trasforma in qualcosa di completamente e inquietantemente diverso,
Spring, dove una storia d'amore atipica e controversa si trasforma in tutti i sensi,
Kiss of the Damned, dove una vampira cede alla passione e
All cheerleaders die, dove ironicamente in una specie di revival anni '80 le donne si vendicano, visti appunto durante gli ultimi due mesi, ora è il turno degli ultimi tre mandati in onda questo mese, tre horror originali (l'unica cosa che hanno almeno in parte in comune tra loro), interessanti di cui non potevo non parlarne, anche se in ritardo. A partire da un film che definirlo bizzarro è dir poco, ossia
Zombeavers, un horror demenziale che però nasconde un lato divertente e così assurdo da essere certamente un prodotto di serie B e neanche fatto bene ma divertente e figo. La trama se ancora non vi è chiaro, dal titolo e dalla locandina, è volutamente trash, perché questo film che ricalca le storie tipiche dell'horror, un gruppo di teenager che decide di trascorrere qualche giorno di vacanza in una casetta in riva al fiume (per un weekend di divertimento e sesso), nasconde una particolarità, nelle acque infatti dimora una terribile (quanto assurda) minaccia, un castoro infetto che, con un solo morso, è in grado di trasformare le persone in zombie tutti particolari. Questo film del 2014, opera prima di
Jordan Rubin, è perciò talmente scemo e demenziale che non merita una visione, ma è così pazzo da rasentare il genio, perché il regista riallacciandosi ad altri film del genere (ovvero film sugli
Animal Attacks) in voga negli anni '80, e seguendo in parte il neozelandese
Black Sheep, ne costruisce un dichiarato e divertente omaggio (carico di folle comicità) al cinema di serie B degli anni '80 appunto, e quindi se amate lo splatter più pecoreccio e trashoso, questo film (grande cult dai toni demenziali) è da non perdere. In ogni caso
Zombeavers già dall'inizio (belli comunque i titoli iniziali) con due camionisti che si raccontano storielle sceme e messaggiano mentre guidano, e che investendo un cervo e perdono un barile di materiale radioattivo che finisce in un fiume, contaminando tutta la zona, mette in chiaro la sua evidente e imprescindibile follia. Ma a farne le spese di ciò non saranno solo i castori, che si trasformano in veri e propri zombi, ma anche un trio (interpretate dalle bellissime
Rachel Melvin, Cortney Palm e Lexi Atkins) di ragazzine sciocchine (ma gnocche, tanto e pure disinibite) che si recano in questa baita di legno per passare un weekend lontani dai rispettivi boyfriend (idioti arrapati ragazzini tra cui
Hutch Dano), e che mai si sarebbero aspettate di essere di fronte ad una anomala lotta per la loro sopravvivenza.