mercoledì 31 agosto 2016

Le altre serie tv (Luglio-Agosto 2016)

Questi ultimi due mesi sono stati abbastanza pieni ma sono comunque riuscito a vedere un po' di serie, eccole qui. Dopo un attesa di parecchi mesi, si è finalmente conclusa la seconda stagione di Empire, la serie musicale trash che ha avuto successo, sopratutto in America (una delle più viste e ascoltate in assoluto) per il suo modo nuovo e coinvolgente di fare spettacolo che ha contagiato anche me, nonostante questo genere di serie non le digerisco tanto. La seconda parte delle 18 puntate ha rivelato tante sorprese e retroscena interessanti su tutti i membri della famiglia tra cui uno importante sul capofamiglia Lucius Lyon, sempre ovviamente interpretato da un grande Terrence Howard. Della serie ne avevo già parlato alla conclusione delle prime 10 puntate di questa seconda stagione, in cui spiegavo tante cose sia sulla serie che si avvale di una grande produzione e di grandi artisti musicali, sia dietro che davanti la macchina da presa, sia sul modo di approcciarsi, in modo aggressivo e trash, anche se in queste 8 puntate rimanenti rimane più cauta e meno 'truzza', colpa si fa per dire, di un piccolo cambio nella storia e nella trama, più articolata ma più lineare. Comunque l'articolo in questione lo trovate qui. Prima di tutto il leit-motiv non cambia rispetto alle precedenti puntate, con new-entry tra il cast (cantanti famosi e attori bravi) ma sempre con la particolarità che ha sempre contraddistinto la serie, con canzoni originali molto belle accompagnate da spettacolari esibizioni, così come le storie dei protagonisti, sempre in lotta tra di loro, sopratutto dopo le vicende che si erano concluse in modo spiazzante.

Queste restanti puntate ricominciano proprio da dove si erano fermati i fatti, la moglie del più grande dei figli (Andre) dopo essere caduta dalle scale (in modo non accidentale) perde il figlio ma lei si salva. Dopo un primo momento di crisi e dopo aver ricordato qualcosa scopre che è stata la ex fidanzata di Lucius a spingerla (come se non l'avessimo capito..) perché gelosa delle attenzioni della famiglia al nipotino in arrivo, sopratutto perché primogenito e siccome lei per non farsi mancare niente è incinta (del figlio minore di Lucius, Hakeem) non poteva cogliere l'occasione per essere lei al centro. Fatto che sarà rivelato solo a fine stagione, episodio cliffangher con cui si conclude, lo scontro tra le due che potrebbe portare ad infauste conseguenze. Lo stesso Hakeem avrà grossi difficoltà a gestire la società dopo il golpe (orchestrato dal personaggio di Naomi Campbell) con cui ha preso le rendini dell'impero a discapito proprio del padre, fatto che dividerà la famiglia. Fortunatamente capirà lo sbaglio, aggiusterà la situazione e farà in modo di eliminare dai giochi proprio lei che l'ha ingannato. Nel frattempo il suo futuro matrimonio (con una giovane cantante) subisce tanti contraccolpi fino all'annullamento. Il secondo dei tre figli, Jamal, invece continua la sua battaglia (delle sue convinzioni e problemi) per non farsi manipolare e schiacciare da un'ingombrante sessualità omo che affligge il suo stato d'animo, ancora sotto stress dopo le parole del padre e le sue bugie. Una bugia importante sopratutto metterà in crisi sia lui che il figlio Andre, afflitto da un disturbo bipolare, lo stesso che la madre di Lucius (creduta morta) ha da quando provò ad uccidere il figlio e suicidarsi, cosa che disturberà le sue giornate, quando il figlio la farà ricomparire nella sua, già complicata, vita. La moglie (Taraji.P.Henson) invece stranamente sarà messa in ombra, fortunatamente direi, troppo 'vivace'. Insomma tante situazioni differenti, tra drama, commedia, romanticismo, musica e pallottole. Situazioni che affascinano, interessano e intrigano, le stesse che spero di seguire ancora con più interesse nella già confermata terza stagione. Una stagione che si preannuncia folle e musicalmente migliore, sicuramente coinvolgente come questa appena trascorsa. Inevitabile perciò cercare di non perdere (almeno personalmente) l'imperdibile.

Come nella precedente anche un'altra straordinaria serie si è conclusa in questi mesi, ovvero Quantico e in questo caso la seconda parte (della prima stagione) delle 22 puntate della serie, che non ha resistito alla suddivisione delle puntate (ormai più che l'eccezione, la regola). Della serie ne avevo già parlato a febbraio (qui) perché la serie davvero avvincente già dal pilot aveva fatto vedere le sue grandi potenzialità, sfruttate benissimo sopratutto nella coinvolgente prima metà poiché nella seconda appena conclusa rallenta, muta e stanca leggermente. Se la prima parte infatti si è rivelata intrigante e ben gestita, con i continui salti tra presente e passato, la realtà del presente accostata agli eventi del passato, la seconda parte invece è stata una caduta libera di continui giri senza senso, storie tanto complesse (sempre con continui flashback abbastanza ininfluenti), nonché un susseguirsi di ipotesi e smentite che, alla lunga, ha semplicemente perso quel minimo di contatto con la realtà che la serie potesse vantare e l'ha trasformata in qualcosa di assurdo e paradossale. La storia di Alex Parrish, agente dell'FBI, risvegliatasi sul luogo dell'esplosione di una bomba che ha devastato la Central Station di New York, era iniziata con le migliori condizioni possibili. Con un susseguirsi di notizie, colpi di scena e rivelazioni (e tante omissioni) e con l'aggiunta dell'Accademia di Quantico, dove i protagonisti venivano quotidianamente posti di fronte a delle sfide da affrontare che, un giorno, avrebbero potuto rivelarsi utili per il loro lavoro. Per molto tempo la parte più interessante ma dopo aver capito che era solo un'espediente per la caratterizzazione e le tante storie dei suoi personaggi che tanto collimavano con il presente sono risultati troppo assurdi, inutili e davvero paradossali perché quello che hanno imparato all'accademia non è servito a niente. Già durante l'addestramento assistiamo a scene e situazioni in cui in netta difficoltà riuscivano solo all'ultimo a riuscire a superare la prova, senza dimenticare i pianti, le storie intrecciate di amore e non, ma sopratutto una certa inesperienza che mette in soggezione, vorremmo davvero questi ragazzi per proteggerci? io credo di no (per fortuna, dipende dai punti di vista, siamo in Italia). Comunque a parte questo aspetto che può anche starci in una serie di finzione la storia (anche con l'introduzione furba di nuove reclute che cambiano le carte in tavola), è lineare anche se piena di nodi e doppi nodi nell'intreccio, però la velocità dei primi dieci episodi viene sostituita da una velocità meno ragionata e da colpi di scena meno essenziali e più 'banali', che proprio per questo rendono peggiore e infinitamente più noiosa la seconda parte della stagione. Mentre Alex viene scagionata dalla responsabilità di un attacco terroristico, uno nuovo colpisce New York e ancora una volta lei ed i suoi ex compagni di Quantico ne sono il perno centrale. La ripetizione, che poteva costituire un buon incipit per una seconda stagione, spezza cosi il continuum narrativo e azzera tutto quello che avevamo imparato, facendoci dubitare praticamente di chiunque. Questa è forse la cosa più ridicola che si sia mai vista in una serie tv, nonché la più audace. Ogni episodio sposta l'ipotesi di colpevolezza da un agente all'altro, facendoci dubitare praticamente di chiunque (letteralmente chiunque) e poi addossando la colpa a quello più 'facile' da incolpare. Un po' troppo prevedibile anche se giusto. Comunque quello che mi è piaciuto di più è stata la scelta del bivio conclusivo, con un finale che sarebbe benissimo potuto essere un finale di serie. Il cerchio trova la sua chiusura più completa, rimane aperta solamente una piccola porta che infatti ci porterà al prossimo autunno dove la serie televisiva tornerà per una seconda stagione. Un finale coinvolgente ed emozionante, forse un po' telefonato, frettoloso ma sicuramente non deludente. Se paragonato a tutta la serie però, tralasciando alcune puntate, il risultato non è malissimo, non mi ha mai annoiato e mi ha sempre saputo intrattenere nonostante qualche difetto durante il suo percorso. Mi sento perciò di consigliare questa prima stagione, ricca di colpi di scena e votata ad una narrazione veloce che mi ha appassionato. Infine una nota sul cast, se tutti sono in parte, l'unica nota stonata proprio, Priyanka Chopra, (all'inizio interessante) rivelatasi troppo immatura (troppo sopra le righe a volte e pure antipatica) come attrice per consegnarle il ruolo di protagonista. In ogni caso, una serie convincente e appassionante, non originalissima e neanche perfetta, ma godibile anche se non eccellente.

Dopo una buonissima prima stagione che si era rivelata una sorpresa davvero graditissima, si è appena conclusa la seconda stagione (da giugno a luglio in esclusiva su Sky Cinema) di Agent Carter, una delle eroine del mondo Marvel più amate e apprezzate ultimamente, grazie alle sue numerose apparizioni in molti film, iniziando da Captain America: Il primo vendicatore, che l'ha lanciata. Così dopo un cortometraggio la Carter è stata citata in The Avengers, è apparsa brevemente in Avengers: Age of Ultron ed Ant-Man, l'abbiamo rivista totalmente invecchiata in Captain America: The Winter Soldier. Insomma, un bel po' di presenza per un personaggio che sarebbe dovuto apparire in un solo film. Ma concentriamoci sulla serie e sulla domanda che al termine della messa in onda sorge spontanea, è stata all'altezza della precedente? La seconda stagione di Agent Carter è stata purtroppo un bel passo indietro rispetto alla precedente (qui), è a tratti noiosa, con una storyline non del tutto affascinante (molto più fantascientifica) e sviluppata in maniera leggermente pessima. Tutto ciò che c'era di buono nella prima stagione, si perde infatti nel marasma della noia e di una storia non all'altezza della precedente, anche se il secondo ciclo di episodi di Agent Carter parte alla grande, con una sequenza d'azione interessante. La seconda stagione di Marvel's Agent Carter però meriterebbe un saggio a parte, non è facile difatti raccontare nei dettagli l'intera stagione così piena di situazioni diverse, intrecci, colpi di scena e tanta tanta azione. Dico solo che senza entrare nei particolari la serie decide di spingere l'acceleratore eccessivamente sul triangolo sentimentale dei protagonisti (Peggy infatti trova anche spazio per l'amore in una maniera inaspettata, lasciatasi definitivamente alle spalle Steve Rogers, in questa stagione è combattuta tra l'affascinante dr. Wilkes e Daniel Sousa) e sulle gag tra Peggy e Jarvis (che, alla lunga, stonano eccessivamente). Un vero peccato perché gli spunti c'erano tutti e la scelta di Whitney Frost (che viene a contatto con la Materia Zero) come villain poteva fornire allo show uno sviluppo interessante che non c'è stato, poiché seppur interpretata in maniera brillante da Wynn Everett, il personaggio risulta sempre scritto in maniera confusionaria. Ma la bellezza di questa stagione, nonostante alcuni problemini, non risiede solo nella sceneggiatura, comunque ricca di adrenalina, azione, ironia e citazioni all'UCM che ha reso questa stagione perfetta nel suo contesto. Anzitutto ci troviamo davanti ad una trama originale, ma al tempo stesso legato ai fumetti e alla ragnatela di pellicole già viste al cinema e non solo (l'ombra dell'HYDRA, il Consiglio dei 9, non manca mai), poi si introducono elementi essenziali alle prossime storie televisive e cinematografiche, Doctor Strange fra tutti. Risiede anche nella splendida caratterizzazione dei personaggi principali e delle loro interazioni, Peggy Carter, interpretata dalla magnifica e bravissima Hayley Atwell (procace e meravigliosa), sempre più a suo agio nel ruolo dell'Agente dell'SSR, è la stessa donna spigliata e forte di sempre, molto diversa dal concetto femminile che vige in quel periodo storico in quanto autonoma, sfacciata all'occorrenza e non timorosa del confronto diretto con un uomo, e poi finalmente in questa stagione vediamo qualche approfondimento interessante sulla sua vita privata. Non solo lei ovviamente, la seconda stagione è anche terreno di gioco di Edwin Jarvis, interpretato da James D'Arcy, perfetto partner in crime e uomo d'altri tempi. Anche qui vediamo un approfondimento psicologico del suo personaggio, timido, impacciato, ma gentile, leale e un leone se messo davanti alla possibilità che qualche suo caro possa essere in grave pericolo (il rapporto con sua moglie Ana Jarvis e le fatiche che affrontano nel corso della stagione ne sono l'esempio lampante). Una stagione che però funziona anche perché non pone in secondo piano nulla, anche il tecnicismo meno importante non è lasciato al caso ma curato nel dettaglio (i costumi, la scenografia, anche gli effetti speciali sono ottimi riferiti ad un prodotto televisivo), nonostante la stagione risulti a tratti cupa, quasi ossimoro della sfavillante location Hollywoodiana, tutta scintillii e feste incredibili, la seconda stagione infatti introduce una location diversa, quella di Los Angeles, con un Howard Stark nei panni addirittura di un regista di film. L'unica colpa di questa serie tv, tuttavia, sta nell'incapacità di gestire storie complesse ed interessanti nell'arco di più puntate. Questa seconda stagione che ha trattato la Zero Matter si è troppo infatti espansa all'infinito in un'unica storyline che, in circostanze diverse, avrebbe potuto benissimo concludersi con un film di 2 ore. Tutto convince poco, il ritmo è molto più lento e sono troppi i momenti morti, il serial si risolleva in parte negli ultimi 3-4 episodi, ma è troppo poco. Il finale di stagione, poi, è quanto di più anonimo ci sia stato in una produzione televisiva Marvel, ed è un peccato, perché c'erano molti spunti interessanti. Comunque il maggiore vantaggio della storyline californiana è stata la quasi totale assenza del Direttore Thompson, simpatico quanto un'unghia incarnita, molto più interessante invece è stato il coinvolgimento di Ana Jarvis, una bellissima e frizzante Lotte Verbeek. Ma, al di là dei personaggi, ben riusciti o meno, ha raccontato una storia a tratti sì interessante ma a tratti veramente troppo lenta, mancano le sotto-trame interessanti, i colpi di scena degni di tale nome, dal momento che parliamo della Marvel, anche se l'ironia e i botta e risposta bilanciano perfettamente l'equilibrio della serie rendendola un prodotto per tutta la famiglia, non solo gli amanti dell'Universo Cinematografico Marvel (la tensione non è altissima). Insomma il serial non è riuscito ad appassionare abbastanza, a colpire abbastanza, a sorprendere abbastanza, nonostante un risultato pressoché accettabile. E' mancato quel qualcosina in più e, dati gli ascolti non proprio lusinghieri (e nonostante una critica positiva) non hanno infatti aiutato Agent Carter ad avere almeno per ora, una terza stagione, suscitando così del dispiacere perché le show-runner hanno comunque lasciato delle domande aperte che, in mano a ottimi sceneggiatori, potrebbero ricevere risposte piuttosto intriganti, anche se le poche ombre di un cliffhanger che potrebbe rimanere irrisolto non bastano a gettare tensione su un episodio, quello finale (e ad una improbabile terza), che per tutto il tempo lavora in funzione di un addio che accontenti un po' tutti, che rimetta in gioco, come è giusto che sia, Howard Stark, che dia a Peggy il giusto finale romantico che merita (senza dimenticare la situazione di Whitney che potrebbe far presupporre un suo possibile ritorno e un'apprezzata trasformazione in Madame Masque). In tutto questo la minaccia passa in secondo piano, e la tensione non è paragonabile a quella costruita nel finale dello scorso anno. Gioie e dolori di un'annata non perfetta, ma soddisfacente. Se questo dovesse essere l'addio a Agent Carter, diciamo che rimane una buona esperienza televisiva, completamente diversa da tutto il resto del Marvel Universe, e non solo per ambientazione storica. In definitiva una serie  piacevole e sopratutto poco impegnativa, ma discreta, distrazione.

Chicago Fire è la spettacolare serie televisiva statunitense della NBC che racconta gli eroici salvataggi dei vigili del fuoco della caserma 51. Fare il vigile del fuoco è uno dei lavori più difficili al mondo e questa serie arrivata alla terza stagione (in onda su ItaliaUno) segue proprio le vicende di queste persone, di una delle caserme della città, dove oltre alle chiamate seguiamo le storie e le vicende di quasi tutti i pompieri che ovviamente riserveranno molte sorprese, tanti problemi e tanti guai, insieme a storie d'amore e tradimenti come ormai qualsiasi show propone, d'altronde senza la serie non avrebbe senso. Ma se nelle prime stagioni ciò ci poteva anche stare in questa stagione, tutte le storie e tutto quello gira intorno a questa  grande famiglia di persone, di amici e conoscenti delude e quasi stufa e stanca. Praticamente tutta l'azione e i salvataggi più o meno complicati che venivano risolti vengono in secondo piano, concedendosi a troppe smancerie, troppi colpi di testa, new entry e uscite, un susseguirsi di situazioni che dopo un po' di tempo hanno stancato anche me, sopratutto da quando alla chiusura della seconda un incendiario cliffangher aveva chiuso la stagione. Difatti come scopriremo all'inizio un componente della squadra muore, e quindi molte puntate (forse troppo) trattano del lutto con le conseguenti e prevedibili situazioni che si vengono a creare. Poi nonostante l'azione, comunque sempre ben fatta anche se certi salvataggi sono davvero assurdi (inventati), quasi comici a volte, la serie rallenta troppo e si lascia cullare da facili e irritanti sentimentalismi che fino ad un certo punto possono essere accettati perché dopo diventano superficiali, uguali e mai davvero interessanti. Comunque nelle 23 puntate ne succedono di cose, addirittura rapimenti, incidenti tra pompieri, rivalità, dissapori e invidia (oltre all'amore) tra colleghi che accenderanno miccie complicate da spegnere anche se il buonismo prevale sempre, come i colpi di scena, le bugie e ovviamente il finale in sospeso. Insomma i classici cliché anche se la serie grazie all'originalità del soggetto è forse una delle novità più interessanti degli ultimi anni. Ma il problema non è tanto degli attori, comunque mai veramente bravi, alcuni recitano davvero male o sottotono, ma il fatto che la serie anche vedendo il finale di stagione sta lentamente virando verso i toni da commedia romantica o giù di lì. In più li mischia con altri, a volte poi si fa anche fatica a seguire i crossover o spin-off con altre serie, e ciò non aiuta affatto, addirittura incrocia gli episodi (attori e personaggi) creando solo confusione. Infatti da una costola è nato Chicago P.D. (che però preferisco non vedere) dove troviamo vecchie conoscenze e addirittura è già partito un altro, Chicago Med dove invece vediamo vecchie e nuove conoscenze. Insomma un casino che diverrà ancor più caotico quando partirà il terzo spin-off..Chicago Justice! Tornando a Chicago Fire è innegabile che la serie (che tornerà con la quarta e forse quinta) è molto bella in ogni caso, nonostante questa altalenante terza stagione. Perciò se potete, guardatela ma non aspettatevi tanto, in giro c'è di meglio.

Dopo ben tre anni dall'ultima volta ho voluto vedere e ri-vedere quest'estate (la quinta stagione) una delle serie più geniali ed irriverenti della tv, ovvero quei pazzi scalmanati di Community. Infatti dopo le prime memorabili tre stagioni la quarta aveva disilluso le mie aspettative e perciò avevo lasciato perdere e forse non avrei dovuto riprenderla perché purtroppo nulla è migliorato in questa quinta stagione dove purtroppo si perde e delude. Questa quinta stagione (come la quarta davvero insulsa) non è stata infatti degna delle prime tre. Le prime tre stagioni di questo telefilm ci avevano infatti regalato qualcosa di sensazionale ed unico, una serie imparagonabile con qualsiasi altra commedia, totalmente folle ma lucida, con una narrazione lineare ma che è andata contro ogni schema. Un telefilm innovativo e dall'impareggiabile qualità, divertente e coinvolgente, capace di sorprendere continuamente. Le prime tre stagioni rimangono perciò inarrivabili (sotto tutti i punti di vista) e difficilmente verranno raggiunti a quel livello. Ma va detto che quest'anno (anno=stagione) la serie in più momenti ha saputo rialzare la testa rispetto alla disastrosa quarta annata, gestendo i nuovi abbandoni nel cast con maggior eleganza rispetto allo scorso anno e riuscendo a tirar fuori qualche episodio speciale azzeccato (come quello di Dungeons & Dragons o dei G.I.Jeff, puntata interamente a cartoni), anche se negli anni le motivazioni e i personaggi sono cambiati, ma il nucleo è rimasto sempre lo stesso. Un gruppo di personaggi, perdenti, strambi e ognuno completamente diverso dall'altro, riuniti in una stanza di studio del Greendale Community College. Prima da studenti, ora da professori, per cercare di salvare l'università dalla rovina e dal degrado. Ritroviamo Jeff (Joel McHale), sempre più palestrato e sempre più cambiato rispetto all'avido e spregevole avvocato che era agli esordi, Britta (Gillian Jacobs), che dopo l'orribile parentesi romantica con Troy torna ad essere la solita attivista, Abed (Danny Pudi), il personaggio che incarna lo spirito metanarrativo della serie, Troy (Donald Glover), che abbandonerà lo show dopo pochi episodi, Annie (la bellissima Alison Brie), adorabile come al solito, e Shirley (Yvette Nicole Brown), da sempre anello debole del gruppo. Pierce (Chevy Chase), cui daremo l'addio definitivo durante la stagione, appare solo nel primo episodio, anche se la sua presenza sarà determinante almeno in un'altra occasione. Ma prima di approfondire le colpe e i lati negativi vorrei parlare di quel che c'è stato da salvare in questi episodi, per fortuna non è poco. La stagione era iniziata molto bene, il comitato Saving Greendale poteva essere un eccellente filo conduttore per tutti gli episodi, Jeff come professore era un elemento nuovo dall'immenso appeal, gli altri ragazzi tornati come alunni potevano creare un bel richiamo alle prime puntate, come lo stesso Chang professore di matematica e così via. Le prime puntate sono state difatti le migliori, regalandoci quel tipo di situazioni assurde che solo Community sa creare in questo modo, l'elogio a Pierce per esempio è stata la puntata migliore della stagione e già nella storia del telefilm, ma l'addio a Troy (che è stato toccante anche se magari si sarebbe potuto rendere ancora più epico, ma comunque un episodio di qualità) a stravolto personaggi, situazioni risentendo così della mancanza di un legame narrativo, dando l'illusione di essere auto conclusivi (nelle successive puntate), quindi lontani dalla natura della serie. Ma quel che ha reso questa stagione così deludente è stata la mancanza di fiducia da parte dei produttori e del network, 13 episodi non sono stati abbastanza. Tutte le puntate, chi più e chi meno difatti, sono state sì piuttosto divertenti e sarebbero andate bene anche nelle prime tre stagioni, ma è mancato un filo conduttore che le unisse, una storia da raccontare. C'è stata la follia, c'è stata la genialità, ci sono state le risate, ma non c'è stato quel qualcosa in più che soltanto Community ha, quel qualcosa che lo ha reso unico. Per il resto ottimo il ritorno di Duncan e Dean Pelton meriterebbe di essere in ogni puntata, Chang un po' sottotono ma a lui basta una scena per salvare la situazione. I personaggi secondari non hanno fatto sentire la loro presenza come in passato, sempre a causa della mancanza di tempo. Infine menzione d'onore per il nuovo arrivato Buzz Hickey (Jonathan Banks, Mike di Breaking Bad). In definitiva cosa posso aggiungere ulteriormente? Sono rimasto deluso, Community aveva abituato a ben altro, ma è stato comunque bello rivederlo. Comunque la sesta stagione (probabilmente l'ultima) è stata già prodotta ma purtroppo ancora non doppiata, quindi dovrò aspettare.

Infine ultima serie vista questo mese (da giugno ad agosto, 25 per la precisione) è Outlander, serie romantica-fantascientifica nata dal romanzo di Diana Gabaldon. Comunque prima di scrivere altro vorrei solo dire che ho visto questa stagione solo perché avevo visto la prima poiché il soggetto risultava molto interessante anche se non tutto mi era piaciuto, anzi, non solo le scene finali ma sopratutto alcuni facili sentimentalismi. Io infatti nonostante una vena sensibile non sono rimasto particolarmente affascinato, anche se è innegabile che la storia d'amore tra i due protagonisti è forse la più romantica di sempre in una serie tv, perché appunto nonostante l'avvincente e intrigante trama molto è risultato alquanto fastidioso, dato che i viaggi del tempo (soprattutto nei moltissimi film che trattano questo argomento) li conosco bene (sì fa per dire) e quindi alcune cose risultavano forzate. Infatti per chi non ancora ha avuto il piacere di vedere questa serie, la serie tratta di una giovane donna che in modo 'magico' viene catapultata dalla fine della Seconda guerra mondiale a 200 anni prima in Scozia. Ma tornando ai viaggi del tempo, se nella prima stagione questo poteva essere qualcosa di nuovo e innovativo, nonostante cerchi di non cambiare il futuro, in questa seconda paradossalmente cerca in tutti i modi di cambiarlo ma con scarsi risultati perché era chiaro che ciò non sarebbe successo, questa non è una serie totalmente sci-fi, e quindi tutti i tradimenti, gli inganni e i sotterfugi non sono serviti a niente, la storia che tutti già sapevamo non poteva difatti essere stravolta, almeno non il punto cruciale, ma solo marginalmente ed è ciò che accade proprio a conclusione di questa stagione con la scoperta di una verità che a fine puntata stravolge gli equilibri portando così la serie alla prossima, spero ancora migliore (come in parte lo è stata questa) ad un nuovo obiettivo, a nuovi traguardi, nuove storie, anche se il tributo alla storia è già stato pagato ampliamente, cosa c'è ancora da scoprire? non avendo letto il libro non saprei anche se spero qualcosa di interessante e ancora più coinvolgente. Ma rimanendo in questa stagione appena conclusasi c'è la netta sensazione di un cambiamento, ce ne sono infatti stati tanti di cambiamenti, che vanno dai personaggi, ai luoghi, alle scoperte e ai complotti. Ma nonostante ciò si assiste quasi sempre alle stesse storie, stessi problemi, stesse difficoltà anche se differenti e più complicati. In più assistiamo ad alcune scene che avrei almeno personalmente fatto a meno (tra cui una deplorevole che molti che l'hanno vista sapranno) in una serie così. Una serie che parte bene e in modo preciso che già farà capire dove andranno a parare, ovvero Claire (interpretata da una conturbante ma non così bella Caitriona Balfe) che torna ai giorni nostri e come patto al marito (del passato) ossia Jamie (interpretato da Sam Heughan) accetta di continuare la sua vita (con una bambina nel grembo) con il suo marito del futuro Frank (Tobias Menzies), che controvoglia accetta. A proposito il suo antenato continuerà a dare filo da torcere ai due creando molto scompiglio. Da lì due segmenti ben distinti, da una parte vediamo Claire nella sua epoca accudire la figlia, dall'altra cercare insistentemente di fermare una guerra finale che distruggerà il sogno di una Scozia libera senza purtroppo riuscirci. Soprattutto nell'ultima puntata, girata benissimo anche se lenta, vediamo e scopriamo cosa è veramente successo. Qualcosa di incredibile e bello in ogni caso. Ma tralasciando la storia posso affermare di aver comunque assistito ad una buonissima seconda stagione, certamente migliore della prima. Comunque da amante della storia è stato bello seguire Outlander perché storicamente interessante anche se è un particolare di poco conto rispetto ai sentimenti dei protagonisti e delle loro vicende. Io però non mi sono commosso (sopratutto nell'intenso finale), anzi, non mi ha tanto coinvolto ma rimane certamente una serie particolare e originale che probabilmente continuerò a seguire in futuro (o passato) tanto è uguale.

6 commenti:

  1. Visto solo Quantico ma dopo un po' mi ha stancata e l'ho lasciata..mi pareva una versione FBI di Grey's Anatomy...

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    1. Un po' troppo semplicistica la tua visione, però se nemmeno la prima parte ti ha attirata vuol dire che non era per te, quindi probabilmente hai fatto bene...anche se forse avresti fatto meglio almeno a vederla tutta per farti un'idea più ampia ;)

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  2. Sai Pietro che tra me e le serie non corre buon sangue , ma da come le presenti tu , faccio fatica a non vederne per lo meno un paio e credimi ho l'imbarazzo della scelta..Dico dico , lo dico sempre ma poi sono sicura non lo farò!
    Ma sei sempre bravissimo..
    Grazie di farmele leggere sono sicura saranno migliori con le tue recensioni!
    Bacio della buona notte!

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    1. Lo so benissimo infatti, ma spero che questa volta non succeda e che almeno una la vedrai :)
      Come sempre grazie a te! ;)

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  3. Ma lo sai che di queste serie non ne ho visto nemmeno una? Da serial-addicted sono sotto shock, quindi dovrò rimediare assolutamente! XD Mi hai dato degli ottimi spunti per cosa guardare in futuro! :D

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    1. Ciao! da quanto tempo, mi sei mancata :D
      E certo che devi rimediare se non ne hai vista nemmeno una di queste, comunque secondo me due sono adatte per te, vediamo se indovino cosa guarderai...Empire e Outlander sicuramente, gli altri non so....in ogni caso buona visione ;)

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