mercoledì 20 gennaio 2016

Paddington (2014) & Mortdecai (2015)

Paddington è un film (del 2014) tipicamente british e si basa sul personaggio della letteratura inglese per bambini creato da Michael Bond. Se pensate che sia una brutta copia di Ted, vi sbagliate di grosso, è meglio, molto meglio. Nel misterioso Perù, una famiglia di orsi coltiva da decenni il mito dell'Inghilterra, paese ospitale e di ottimi gusti, come testimoniato dalla visita dell'esploratore Montgomery e dalla sua marmellata di arance. Così, quando giunge l'ora, il piccolo orso s'imbarca, con un cappello in testa e un cartellino che chiede gentilmente che ci si prenda cura di lui. Lo trovano alla piovosa stazione londinese di Paddington, tutto solo sotto l'insegna degli oggetti smarriti, i signori Brown e i loro figli Jonathan e Judy. Con loro, Paddington trova un nome, una casa e una famiglia, ma saranno soprattutto i Brown a  scoprire di aver bisogno di Paddington almeno quanto lui ha bisogno di loro. Un film che ricorda le ambientazioni e la dolcezza di Mary Poppins, che rimanda soprattutto alla scena con l'ombrello. Tra le scene più curiose, l'attore del dodicesimo dottore nella serie fantascientifica Doctor Who, Peter Capaldi, alle prese con una cabina telefonica e un gruppetto di musicisti che suonano musica latina nei posti più disparati. Il regista riesce trasformare quella che potrebbe sembrare un melenso film per bambini in un piccolo capolavoro dalle tinte pastello e tenerezza infinita, quella tenerezza che non è affettazione, non irrita, ma nasce dalle piccole cose e si fa largo nel cuore di chi lo vede.

Certamente il film, è e rimane una pellicola indirizzata soprattutto ai bambini, ma anche i più grandi rimarranno soddisfatti e sapranno apprezzare le geniali scelte di regia (i flashback a fumetto, la casa rappresentata in miniatura, un trenino dei ricordi) e si lasceranno portare indietro negli anni, provando un velo di malinconia per quelle emozioni che una volta provavano quotidianamente e che ora rivivono solo in alcuni circostanze, e la visione di "Paddington" è una di quelle. Complice della riuscita del film è l'animazione del famoso orsacchiotto, che con i suoi occhi nocciola e il suo muso dolce e impertinente è capace di provare e trasmettere una gamma di emozioni sorprendente. Un plauso va a tutti gli attori, dalla consolidata (e in strane vesti) Nicole Kidman alla Sally Hawkins, tenera e svampita madre, fino ai ragazzi. Un ottimo film, tenero ma non stucchevole, per bambini ma non banale. Bello da vedere, per l'orsetto così tenero, cosi involontariamente divertente, per le atmosfere familiari, per il lieto fine. Un film che nel suo apparire così ovattato e fiabesco, comunica dei messaggi di capitale importanza per i bambini di oggi. Il primo è il senso della famiglia, che prevale su tutto e che va sempre e comunque salvaguardata nella sua unità e nei suoi affetti, e Paddington è una celebrazione di questo. Il secondo in ordine di importanza è il senso dell'educazione e del rispetto, di cui il piccolo orsetto è veramente un'icona. Un gran bel prodotto, molto ben confezionato nell'estetica e nel contenuto. Consigliato a tutti direi, grandi e piccini.

Mortdecai è un film (del 2015) al limite dell'assurdo per la sua evidente bruttezza. Ora capisco i giudizi negativi che questo film ha suscitato nei critici. È uno dei peggiori flop tra i film con Johnny Depp, costato circa 60 milioni di dollari, ne ha incassati solo 47 in tutto il mondo. Perché effettivamente Depp (nei panni di Mortdecai) è davvero imbarazzante. Ma veniamo alla trama: Charles Mortdecai ha fama di grande intrallazzatore, la sua specialità sono le opere d'arte di dubbia provenienza che rivende a personaggi a volte molto equivoci. A causa di un enorme debito col fisco inglese, è costretto dall'MI5 ad indagare sulla morte di una restauratrice di quadri e sulla sparizione di un prezioso dipinto di Goya. Mortdecai accetta d'imbarcarsi nell'impresa nella speranza di estinguere il debito, nonostante questo comporti avventurarsi "nelle colonie", ovvero in California. La missione si rivela subito molto pericolosa, perché forse il dipinto nasconde sul suo retro i codici segreti di un conto corrente in cui è depositato l'oro dei Nazisti e molti criminali in giro per il mondo fanno di tutto per rintracciarlo. Per fortuna che a guardargli le spalle c'è sempre Jock, il suo braccio destro e armato fino ai denti. Intanto ha anche un problema con l'adorata moglie Johanna, da quando si è fatto crescere un paio di baffi alla Poirot di cui va enormemente orgoglioso, ma che lei disprezza. Vedendo questo film, si ha la sensazione che sia stato volutamente diretto in modo grottesco, una farsa, una spy story a sfondo comico ma piuttosto cretina, dall'umorismo frigido (molto, troppo british), con trama del tutto insipida e un Johnny Depp (qui anche coproduttore) che esagera in mossette e smorfie, facendo del personaggio una stolida caricatura. Ho trovato Depp piuttosto scarso e prevedibile, il suo personaggio sembra fatto apposta per la galleria di buffoni con stile che ha inanellato negli ultimi anni. Si è già cimentato in un discreto numero di ruoli comici, i quali, bene o male, ricalcavano alcune molte caratteristiche dello Sparrow più comico, è il caso di questo film, dai toni moscetti e dalla comicità non del tutto assente, ma piuttosto sporadica, troppo per un film comico.

Il risultato finale è quindi pessimo, è solo un bambino capriccioso ed irritante, un buffone stereotipato e poco credibile, protagonista di una sceneggiatura ricca di incoerenze e povera di situazioni esilaranti. con quei baffi ridicoli. Se Johnny Depp risulta notevolmente fuori forma e incredibilmente forzato, non possono considerarsi migliori le interpretazioni del resto del cast. Gwyneth Paltrow, nei panni di Mrs Mortdecai, fa un lavoro senza infamia e senza lode, consegnando un compito che non può essere superiore alla sufficienza; la stessa cosa può dirsi di Ewan McGregor che nei panni dell'ispettore Martland, svolge il suo ruolo ma non riesce a salvare le sorti dello show. L’unica performance degna di nota è quella di Paul Bettany, fedele tuttofare e spalla di Charlie che, nonostante il suo aspetto, risulta irresistibile per il gentil sesso. Mi è particolarmente piaciuta infatti la dualità messa spesso in primo piano riguardante il confronto tra lo strampalato Mortdecai e il suo braccio destro Jock, in quanto quest'ultimo ci appare sempre come un tipo alquanto taciturno ma molto concreto nel suo modo di agire, dal momento che immancabilmente riuscirà sempre a togliere con destrezza il protagonista dai guai e dagli ostacoli che inevitabilmente si verranno a creare nel corso della loro avventura basata sulla ricerca del quadro. Passando infine alla comicità, il film non fa un gran che ridere, a parte giusto giusto due battute (contate): si  punta troppo su di una troppo "cartoonesca" assurdità delle situazioni, un'assurdità piuttosto stonata per così dire, non certo aiutata dall'altrettanto stonato e sempre sopra le righe Charlie Mortdecai. Il film da quindi l'impressione di essere fatto per essere fatto e per incassare un paio di quattrini (senza poi riuscirci), senza grande impegno da parte di nessuno che prendesse parte al progetto. Mortdecai appare come un film abbozzato e inconsistente, una farsa che fa sorridere ma mai ridere, una sceneggiatura mediocre che ha dato vita alla peggiore interpretazione di Mr Depp. Con una scena finale con Depp e la Paltrow in vasca tanto leziosa da risultare perfino imbarazzante, il film ha ben poco da salvare. Unico pregio infatti un ritmo veloce, quasi che gli autori non vedessero l'ora di arrivare alla parola fine e gli spostamenti tra un città e l'altra con grandi e spettacolari inquadrature. Ma è meglio evitarlo del tutto.

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