sabato 9 gennaio 2016

The Following (3a stagione)

E' riuscito a catturare un killer psicopatico capace di orrendi crimini e il suo mentore 'spirituale', come possono pensare di farla franca altri pazzi assassini se a darti la caccia è l'agente dell'Fbi Ryan Hardy? Perché non c'è nascondiglio, non c'è via di fuga, non c'è posto al mondo in cui lui non ti possa trovare, ne sa qualcosa anche il cattivo della terza stagione di The Following, "la serie dei serial killer". Riuscirà l'agente Ryan Hardy (magistralmente interpretato da Kevin Bacon) a lasciarsi alle spalle il recente passato e a chiudere i ponti con il serial killer più efferato della storia per riprendere in mano la propria vita, magari intraprendendo una nuova relazione? Come finirà la lotta tra l’ombroso eroe e la sua affascinante nemesi? Domande che finalmente troveranno una risposta, ma la battaglia contro Joe Carroll (un fenomenale James Purefoy) raggiunge un nuovo livello perché Joe non sarà l’unico ostacolo che il detective Hardy troverà sulla sua strada verso l'agognata "normalità". Nel finale della seconda stagione infatti, abbiamo visto Ryan Hardy riuscire finalmente a catturare Joe Carroll, diabolico assassino seriale, evaso per ben due volte, e il suo mentore Strauss, colui che ha insegnato a Joe, come e perché uccidere. Tutti e due si servivano dei loro followers per raggiungere i loro scopi. Followers diametralmente opposti a quelli che noi blogger cerchiamo di aggiungere per far crescere il nostro blog, sono invece dei killer psicopatici pronti a tutto per servire al meglio i loro guru, una lega di assassini. Ma dopo l'intervento di pulizia effettuato dall'Fbi sono ormai pochi rimasti al loro servizio o almeno così sembrerebbe e dovrebbe essere. Sembrerebbe perché nonostante all'inizio di questa terza stagione troviamo i nostri protagonisti finalmente liberi, tante, troppe cose, sono rimaste in sospeso e tutto è ancora in gioco. Mark che aveva ucciso il padre di Mike è ancora a piede libero, Ryan trova un nuovo amore, dopo la separazione definitiva con il suo grande amore Claire Matthews. idem Max, sua nipote, giovane e promettente, mentre Mike, che ha abbandonato man mano il suo ottimismo per divenire sempre più cinico e più simile al suo mentore Ryan, è ancora alla caccia proprio di Mark. Intanto, mentre per Joe la situazione è ormai compromessa, essendo nel braccio della morte, per Strauss i giochi sono ancora aperti in quanto ancora in attesa del processo.

[Attenzione Spoiler] Non dura tanto il momento di pace, che dopo neanche la prima puntata l'incubo riemerge, Mark usa un attore per inscenare un padre disperato, accusando di omicidio e di mentire i tre agenti che si coprono a vicenda. Non solo, grazie all'aiuto di una coppia di killer, un adirato e vendicativo Mark, in piena escalation psicotica e in cerca di "seguaci" per la sua personale battaglia contro il detective, sparge sangue ovunque fino a quando non verrà alla luce la verità dell'uccisione della madre. Ma non tutto andrà come lui si aspetta perché le carte in tavola cambieranno man mano, il piano (della coppia di killer) è uno in particolare, riuscire a liberare Strauss e farlo fuggire, ci riusciranno ma quando in scena entra, l'allievo migliore di Strauss, tutto cambia. Joe intanto cerca in tutti i modi di far passare Ryan dalla sua parte, dalla parte oscura, riuscire a far ammettere di essere come lui, in preda a manie di grandezza e in piena crisi psicotica, riuscirà a mandare in paranoia e ripiombare nell'alcolismo Ryan, soprattutto dopo la morte di Joe stesso, il colpo di scena più clamoroso di questa stagione, e finalmente io direi. Un personaggio entra di prepotenza nella serie, interpretato (in modo esemplare) da Michael Ealy, un killer 'fantasma', spietato e cattivo, Theo Noble, che semina terrore ovunque, che si rivelerà peggiore dei precedenti, capace di uccidere nientemeno che Strauss. E quando la sua identità sarà a rischio cercherà in tutti i modi di uccidere Ryan.

Altri segreti e organizzazioni sono però in gioco e non tutti ne usciranno indenni. Dopo tanti colpi di scena, nella penultima puntata assistiamo al rapimento di Ryan Hardy da parte di Theo, la scoperta di Gwen di essere incinta, la morte di Mark e il grave ferimento di Mike. L'ultima puntata, intitolata 'Ultimo Atto', ha riservato poi molte sorprese, come sempre i buoni vincono, ma i "nuovi cattivi" sono sempre dietro l'angolo e fanno parte della stessa FBI. Come l'agente Campbell, corrotta da questa nuova misteriosa associazione per cui lavora Eliza. Ma il gran finale lascia aperti tanti interrogativi che potranno ricevere una risposta solo grazie ad una nuova stagione, che a quanto si dice non si farà. Theo è davvero morto? tutti, compresi i suoi cari, credono che Ryan sia morto perché solo in tal modo li potrà proteggere e continuare ad indagare su chi siano i membri di questa misteriosa associazione e soprattutto cosa vogliano da lui, lo sapremo mai? A quanto pare no..[fine spoiler].

La Fox infatti ha deciso di non continuare la serie con una 4° stagione, ma c'è una novità importante, sembra che il canale televisivo statunitense abbia venduto la serie ad un altro ente, è possibile quindi ancora continuare a sperare in una nuova stagione, l'epilogo vero della serie. La serie che grazie ad una formula innovativa: un serial killer efferato che riesce, per merito del suo "macabro" carisma, ad attirare a sé migliaia di seguaci disposti a tutto pur di accontentare il proprio "mentore", è riuscita a catturare puntata dopo puntata, mese dopo mese, stagione dopo stagione, il mio interesse. Ottima infine la costruzione dei protagonisti (un Kevin Bacon da "Oscar" anche in una serie televisiva è affiancato da un convincente James Purefoy, bello e misterioso quanto basta per interpretare uno psicopatico con l'aspetto da superstar) e dei comprimari, con una colonna sonora azzeccata che fa da contrappunto agli assassini ed ai complotti, rendendo The Following uno dei prodotti da piccolo schermo meglio riusciti degli ultimi anni, peccato però che anche le cose belle devono finire prima o poi.

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