lunedì 22 febbraio 2016

Gravity (2013) & Fast & Furious 7 (2015)

Gravity (2013), andato in onda 2 settimane fa da Mediaset (e finalmente direi), è stato il primo film di fantascienza ad essere premiato con l'Oscar per la miglior regia (corredata da altri sei, alcuni veramente meritati). A 600 km dalla Terra, durante una missione spaziale, gli astronauti Ryan Stone (Sandra Bullock) un brillante ingegnere medico alla sua prima missione e il veterano Matt Kowalsky (un logorroico, al limite del sopportabile, George Clooney), al comando della sua ultima spedizione prima di ritirarsi in pensione, lavorano ad alcune riparazioni di una stazione orbitante, quando un'imprevedibile catena di eventi gli scaraventa contro una tempesta di detriti, il terzo membro e gli altri membri dell'equipaggio muoiono. Da soli nello spazio, Ryan e Matt perdono ogni contatto con la Terra e la paura si trasforma in panico quando con il poco ossigeno a loro disposizione tenteranno l'impossibile pur di ritornare a casa. L'esperto Kowalsky dovrà sacrificarsi per consentire alla donna un disperato tentativo di porsi in salvo, inizia qui una vera e propria 'odissea' per la donna che, tra mille insidie, tenterà un ritorno sul nostro pianeta. La prima impressione alla fine del film è stata: wow che spettacolo la terra da lassù, però che monotonia, meno male che non durava tanto. Eh sì perché sinceramente mi aspettavo molto, ma molto di più da un film vincitore di ben 7 Oscar, guardando bene però i premi tecnici sono alquanto giusti, poiché gli effetti speciali sono di livello e la fotografia è spettacolare con immagini veramente stupende, qualche dubbio sul sonoro e la regia, sì buona, ma statica. Una sola location, lo spazio immenso ma in verità chiuso, perché praticamente in un solo giorno e in uno spazio chiuso a zero gravità hanno costruito l'intero film. All'inizio praticamente non sappiamo niente del come, perché e quando si trovano lì nello spazio, e poi alla fine, perché e quando precipita sulla Terra e soprattutto come ha fatto? Volendo poi trovare uno schema filosofico alla pellicola, non sarei in grado, poiché in un'avventura non è importante la motivazione o il finale abbastanza prevedibile, ma il viaggio come l'attesa, e in questo film non è stato fatto secondo me un gran lavoro.

Per questo motivo infatti, a me il film è parso un po scarno nella trama e sceneggiatura. Indubbiamente il regista (Alfonso Cuaron) è riuscito in modo quasi impeccabile a concentrare (in 90 minuti) e mescolare un po di tutto, tra i problemi, paure e ricordi dei due astronauti, la situazione assurda e l'odissea umana della protagonista riesce a confezionare un film estremamente bello visivamente ma leggermente statico e con alcune inesattezze scientifiche incredibili. Perché cercando di essere fedele a vere situazioni nello spazio, dimentica alcuni particolari, come secondo alcuni fisici già alla prima scena dei detriti è scientificamente impossibile che si salvano e poi vagano indisturbati nello spazio (come un famoso videogioco Dead Space, ma addirittura molto più curato e realistico quasi di questo film) e addirittura per spostarsi la Bullock usa una manichetta dell'antincendio. Divertente poi quando intravedendo una capsula cinese, Matt dice a Ryan che i comandi sono identici..(copiano veramente di tutto questi cinesi). E a proposito, le tre massime potenze mondiali così vicine, capsule o stazioni a pochissima distanza tra loro, tutte integre e nessuno dentro? Un po di confusione e di cliché cinematografici (mai mollare soprattutto quando tutto sembra perso o è contro di te), non affossano comunque il giudizio, sufficientemente positivo, sulla pellicola che incredibilmente riesce a intrattenere grazie ad una moderata velocità di movimento e a poche pause. Comunque secondo me per realizzare questo film hanno speso più per il cachet dei due protagonisti che per tutto il film, perché senza i due guest star il film son sicuro sarebbe passato inosservato, con i due, il film acquisisce spessore. In conclusione però il film ha un pregio, l'originalità come la spettacolarità di alcune scene, certo però che vederlo in 3D o al cinema sarebbe stata tutta un'altra cosa e diversa esperienza ma non mi è stato possibile, un film che consiglio di vedere, ma una sola volta, poi diventa monotono.

Da affezionato della serie non potevo non vedere su canale5 la scorsa settimana l'ultimo capitolo della saga automobilistica più adrenalinica di sempre, Fast & Furious 7 (2015). L'aspettavo da tanto questo settimo film che non sarà però, ovviamente, l'ultimo. L'ultimo è stato invece per il compianto e amatissimo protagonista Paul Walker, morto tragicamente quando le riprese del film erano ancora in corso. Per completare il film, i due suoi fratelli hanno prestato volto e corpo per poterlo finire degnamente e regalare ai fan uno dei finali più belli e tristi di sempre, perché effettivamente Walker era l'anima del film, il cuore della storia. Storia che riprende da dove aveva concluso il precedente capitolo, quando un rivale viene ferito gravemente dalla banda di Toretto. Il cast si allarga e già alla prima scena troviamo un personaggio che lotta sempre per i buoni ma in questo nei panni del 'cattivo', fratello di Shaw, ossia Jason Statham in una entrata decisamente d'effetto, per non usare un eufemismo. La trama di questo capitolo è semplice, il 'roccioso' Hobbs ferito da Deckard (Statham) avvisa Dom del pericolo che sta correndo, questo spietato assassino delle forze speciali infatti è in cerca di vendetta e la morte di Han da Tokyo è solo l'inizio. L'inseguimento comincia ma quando i due se li stanno dando di santa ragione arriva una squadra delle operazioni segrete, comandata da Frank Petty, il "Signor Nessuno". Shaw ne approfitta e fugge. Frank informa Dom che lo assisterà nel fermare Deckard, ma solo se egli ricambierà nell'impedire che un mercenario di nome Mose Jakande ottenga l'Occhio di Dio (praticamente la macchina di Person of Interest), un computer in grado di scovare qualsiasi persona, e di salvarne il proprio creatore, un hacker di nome Ramsey, dagli uomini di Jakande. Dom così rimette insieme la sua squadra e insieme organizzano un piano di salvataggio. Piano che tra inseguimenti tra macchine, camion, proiettili ed elicotteri, tra crolli, esplosioni spettacolari e salto di grattacieli, tra mazzate e mazzate andrà a buon fine. E la lotta tra i due, rinviata, finalmente avviene ma con un risultato ampliamente quasi scontato, ma nonostante il carcere di Shaw, son sicuro che tra i due non è ancora finita, ne vedremo ancora delle belle. In questo settimo film, il cast rimane invariato nella banda, mentre oltre al cattivo Statham altre star internazionali si uniscono, Djimon Hounsou nei panni del terrorista fa una brutta fine, come il grande maestro d'arti marziali Tony Jaa. Nei panni del "Signor Nessuno" invece un 'cazzuto' Kurt Russell. Senza dubbio l'elemento catalizzatore diventa il personaggio di Walker ormai cambiato e con una famiglia da mantenere, anche se non sapremo mai come si poteva evolvere il suo personaggio. Ma a parte questo elemento il film sembra trascinarsi, le gare che nei primi capitoli erano essenziali diventano quasi di contorno (e questo mi ha dato fastidio), fortunatamente però questi elementi non mancano del tutto, ma si evolvono e in certi casi 'spaccano' non solo in modo positivo. Sembra riciclarsi, ripetersi cambiano solo le location ma dopo la morte di Walker la serie dovrà per forza cambiare registro. La sceneggiatura è pari a 0, solo grazie alla forte presenza di Vin Diesel e di tutti la saga mantiene vitalità, ma non può durare per sempre. Il finale poi è un maledetto colpo al cuore, fa male, la musica e la clip non aiuta il nostro senso di disagio per aver perso uno dei personaggi più amati del cinema, una figura, un attore che aveva molto da dare e offrire, ma la realtà è più dura che nei film, ci manca già tantissimo. A parte il compianto driver, questo settimo capitolo non cambia stile, fracassona, burbera, dura, spietata e adrenalinica come le altre, molte scene spettacolari ma poche nuove idee, credo che ormai è tutto merchandising poiché ormai poco è rimasto da offrire alla saga, tutto è stato già fatto, cosa si inventeranno nell'ottavo capitolo con Will Smith? Sì perché entrerà anche lui nel cast già stellare. Da segnalare il ritorno in un cameo dell'attore del terzo capitolo giapponese, per me il migliore di tutti, poiché (come anche i primi due) incarnava lo spirito del film stesso, la velocità, il brivido, l'azione e il divertimento, poi leggermente sopiti nei successivi capitoli con l'introduzione di altri elementi, il governo, i mafiosi, segreti, spie e missioni per conto di altri. Ma quello che deve e fa è intrattenere, è riesce a farlo in modo anche egregiamente direi, e meno male. Insomma per i fan è sicuramente da vedere, per gli altri che non amano questo genere, è meglio evitare. Comunque se volete passare 2 ore di puro intrattenimento ed action non ve lo potete farlo sfuggire.

4 commenti:

  1. Gravity non l'ho ancora visto (lo so, mancanza terribile da parte mia) mentre il settimo Fast & Furious l'ho trovato divertentissimo, anche per merito della regia di Wan che in questo caso da il meglio di se

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    1. Beh deve comunque recuperarlo Gravity perché merita di essere visto almeno una volta, Fast si come anche gli altri, sempre molto movimentati ;)

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  2. I Fast ad Furious li ho sempre evitati come la peste, Gravity mi era piaciuto molto al cinema per la resa tecnica ma obiettivamente come trama è un po' pochino e temo che visto in TV renda praticamente nulla...!

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    1. Non è un genere per tutti...ci sta che a qualcuno non piaccia ;)
      In effetti Gravity in tv non è stato come poteva e forse è al cinema, ma è comunque un buon film :)

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