Ecco la lista dei titoli giocati e terminati questo mese, a scelta tra le numerose librerie videoludiche digitali in mio possesso. Da Steam all'Epic Games Store, da GOG Galaxy a Ubisoft Connect, da Amazon Games e Luna all'App EA, fino a Microsoft e Legacy Games. In casi eccezionali tuttavia, a scelta tra titoli preventivamente scaricati da siti esterni.
Figment - Un'avventura puzzle‑action ambientata nella mente umana, trasformata in un mondo onirico pieno di simboli, ricordi e paure. Dopo un incidente, il giocatore veste i panni di Dusty, ex guardiano del coraggio, accompagnato dall'instancabile Piper in un viaggio per recuperare un diario rubato e riportare equilibrio in un cervello invaso dagli incubi. L'ambientazione è il vero cuore del gioco: scenari disegnati a mano, città cervello popolata da personificazioni di emozioni e disturbi, e tre aree tematiche dedicate a logica, creatività e coscienza. L'esplorazione è sempre piacevole grazie a un'estetica curata e a un immaginario surreale che dà identità a ogni zona. Il gameplay alterna puzzle ambientali ben costruiti (seppur talvolta ripetitivi) a combattimenti semplici, penalizzati da una varietà di nemici piuttosto limitata. La difficoltà cresce soprattutto nella parte finale, che risulta anche la più soddisfacente. Le "sfere di memoria" aggiungono piccoli frammenti narrativi che arricchiscono la storia senza appesantirla. La colonna sonora è uno degli elementi più riusciti: ogni area ha un tema musicale coerente e i boss si presentano con canzoni originali che spaziano tra generi diversi, trasformando gli scontri in momenti teatrali e memorabili. Sul fronte tecnico emergono invece i difetti più evidenti: cali di frame, bug e caricamenti lunghi possono spezzare l'immersione, pur senza compromettere del tutto l'esperienza complessiva. Nonostante qualche limite, Figment resta un'avventura breve ma intensa, capace di colpire per stile, atmosfera e sensibilità. Un titolo consigliato a chi cerca un'esperienza creativa e surreale, più emotiva che competitiva. Voto: 7
Apocalipsis: Harry at the End of the World - Un'avventura punta‑e‑clicca breve ma intensa, costruita attorno al viaggio di Harry per riportare in vita la sua amata. La struttura richiama una sorta di piccola "catabasi" dantesca: un percorso negli abissi dell'esistenza, tra simboli, paure e visioni che riflettono il tormento del protagonista. Il gameplay è essenziale e si concentra su enigmi accessibili, talvolta più ispirati, talvolta più semplici, ma sempre ben integrati nel ritmo dell'avventura. L'assenza di dialoghi e la narrazione affidata a immagini e suoni contribuiscono a creare un'atmosfera sospesa, quasi liturgica, che accompagna il giocatore dall'inizio alla fine. L'aspetto più riuscito è senza dubbio quello artistico: un mondo cupo, inciso come una tavola antica, che dà identità a ogni scenario e rende il viaggio di Harry un'esperienza visiva memorabile. Anche la colonna sonora sostiene perfettamente il tono malinconico e rituale del racconto. Pur con una durata contenuta, qualche piccola imperfezione e una certa semplicità negli enigmi, Apocalipsis: Harry at the End of the World riesce a lasciare il segno grazie alla sua coerenza estetica e alla forza del suo immaginario. Un'avventura consigliata a chi cerca un'esperienza breve ma evocativa, capace di raccontare una discesa agli inferi con sensibilità e stile. Voto: 7

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