mercoledì 10 luglio 2024

Le mie canzoni preferite (Luglio 2024)

Incastrato da quello che è stato, ovvero l'Eurovision Song Contest e le mie preferenze di codesta rassegna, e quello che sarà, ovvero lo speciale dedicato ai Tormentoni estivi, Luglio, musicalmente parlando, si è rivelato invece, a dispetto delle previsioni non proprio lusinghiere, un mese, non solo ricco (tant'è che in questo mese ben 8 le canzoni che hanno conquistato il posto), ma anche buono ed interessante, con tante novità, poche conferme, ma tanta qualità. Ovviamente secondo me, però basta ascoltare queste canzoni, che trovate raggruppate tramite playlist da Youtube qui, per giudicare se ho ragione o meno.

Ogni tanto fa capolino, l'ultima volta 2 anni fa proprio a Luglio, e non dispiace affatto.

Non a livello di Water, ma affascinante anche questa canzone.

venerdì 5 luglio 2024

[Games] Videogiochi del periodo (Maggio/Giugno 2024)

Inizialmente avrei dovuto "portare" più giochi in questi mesi, con un altro eventuale post che invece non ci sarà (ce ne sarà uno a Settembre e l'altro a Dicembre), ma molteplici problemi legati proprio ad alcuni dei giochi che avrei dovuto portare non mi ha permesso tutto ciò. Vengo oggi quindi, con "soli" quattro giochi, che complici la longevità degli stessi, mi hanno comunque portato via il tempo necessario proprio per sopperire a questo. Ma in ogni caso, e per dovere di cronaca, devo spiegare nel dettaglio questi problemi. Iniziamo da Shenmue 3, avventura action del 2019, che purtroppo non permette una rimappatura dei tasti, motivo per cui non sarei riuscito a giocare con comodità, assolutamente imprescindibile per me, perciò rinunciare ho dovuto. Stesso discorso per Spirit of the North, un gioco d'avventura in terza persona sempre del 2019, che oltremodo, essendo non originariamente per PC, aveva una migliore conformità per console. Problemi di visuale e di movimento del player invece accusati con Mages of Mystralia, avventura action del 2017, forse un bug o semplicemente portabilità al PC non perfettamente riuscita ma il personaggio non rispondeva bene ai comandi. Ma niente in confronto a Soulstice, un hack and slash del 2022, portatore di un grave difetto di progettazione della telecamera, semplicemente orrenda. Infine, con grande dispiacere (perché molto quotato), ho dovuto rinunciare a giocare a Deathloop, sparatutto in prima persona del 2021, ma non per problemi tecnici, ma perché la calibrazione dello schema "muori, ricomincia, muori" era troppo settato in alto per i miei gusti. Rischiavo di giocare un'ora, sbagliare e ricominciare daccapo perdendo tutta la voglia, gli sforzi buttati così inutilmente. Meglio lasciare perdere, che poi fortuna sempre vuole, li abbia potuti prima provare, non sprecando soldi, questa l'unica consolazione del gratuito, su Epic in questo caso.

Deliver Us Mars - Un'avventura che trasporta il giocatore nello spazio in un contesto più scientifico che di fantascienza, ricordando film come Interstellar. La narrazione è coinvolgente con alcuni momenti di spicco, nonostante alcuni difetti, specialmente nel finale, che ne compromettono la qualità. Il gameplay si concentra sull'esplorazione e la soluzione di enigmi ambientali, ben realizzati ma con poca varietà, e l'esplorazione presenta parti noiose, come la scalata. Un livello tecnico non ottimale e bug fastidiosi influenzano negativamente la qualità complessiva. Nonostante ciò, Deliver Us Mars rimane un titolo ideale per gli appassionati di fantascienza. Imperfetto ma stiloso, offre un'esperienza cinematografica con un messaggio forte e controverso su temi sensibili dell'ultimo decennio. La trama, sebbene familiare, sorprende in diverse occasioni. Il gioco cattura per l'atmosfera, la storia e la descrizione realistica delle emozioni dei personaggi. Con musiche coinvolgenti e una grafica adeguata, l'unica pecca significativa è l'espressione pietrificata dei personaggi, esclusa in parte la protagonista. Il finale della trama sembra affrettato, ma l'attesa per il terzo capitolo è alta, anche se sarebbe meglio recuperare prima il primo capitolo, che non ho ancora giocato. Voto: 7+

venerdì 28 giugno 2024

I film del mese (Giugno 2024)

Un mese di grandi firme, come probabilmente mai era successo prima, tra candidati (passati e presenti) e vincitori (recenti) dei Premi Oscar, tra vincitori (di oggi) dei David di Donatello e mostri leggendari, tra film acclamati e film diretti da acclamatissimi registi, un mese, questo di giugno che pare agosto, quindi parecchio impegnativo ma per di più positivo. In ogni caso, e mai come questa volta, così tante informazioni sulle disponibilità di visione dei film coinvolti. Ecco infatti, che cominciando dai due film visti su RaiPlay, bisogna sottolineare che Speak No Evil, andato in onda il primo maggio sui canali Rai e reso disponibile presumibilmente per una settimana dalla stessa piattaforma, non è più disponibile, al contrario The Quiet Girl, disponibile in esclusiva da 4 maggio, lo è ancora. Sono scaduti invece due film visti su Prime Video, il 30 maggio L'ultimo yakuza e il 9 giugno Saw X. Infine ho visto Aftersun su Cielo, poiché esso lì è andato in onda il 3 giugno scorso, e non so se in qualche modo è recuperabile su Sky, mentre presumibilmente tornerà disponibile per la settimana di visione premium di Infinity Plus il film Il colore viola, che io ho visto nella settimana utile tra il 7 e il 13 giugno scorso. Tutti gli altri, e chiudo, disponibili ancora ed agevolmente dalle loro rispettive piattaforme.

[Sky] Oppenheimer (Storico/Dramma/Thriller 2023) - Si può dire molto su Christopher Nolan, ma oggettivamente parlando, è un regista che ha una grande maestria tecnica, a prescindere dal gradimento dei suoi film. Affidandogli un intreccio politico ancora intrigante nonostante gli anni trascorsi, attori di calibro (con Cillian Murphy in prima linea) e le eccellenti musiche di Ludwig Göransson, il film si presenta praticamente su un piatto d'argento. Nolan, abile nel gestire diversi piani temporali, offre una sceneggiatura quasi impeccabile. Personalmente, trovo il tema del comunismo poco coinvolgente e avrei ridotto la presenza del Maccartismo, beneficiando anche la durata del film. La ricerca della perfezione può portare a dettagli eccessivi, che io chiamerei "scorie". A parte questo, è difficile trovare altri difetti. Tre ore di cinema denso e ricco di informazioni, trasformato dal montaggio in un complesso gioco di cronologie e prospettive che genera una tensione crescente e tangibile. Per chi si aspettava un film esclusivamente sulla fisica atomica, Oppenheimer si focalizza sulla figura e sull'impatto del suo lavoro, includendo il prima, il durante e le conseguenze della creazione. In sostanza, Oppenheimer conferma che il cinema di Nolan è un "prestigio" che invita alla riflessione sulle scelte morali e rappresenta un'industria in cui ogni creativo si spinge oltre i propri limiti (meritati i 7 Oscar vinti). Nolan continua a stupire: dopo l'eccesso di Tenet, ora è tornato sulla giusta via, rendendo ogni suo film un evento imperdibile, grazie a un talento che è ancora molto presente. Voto: 8-

[Prime Video] L'ultimo yakuza (Thriller/Azione 2019) - "First Love" narra la storia romantica e tragica di due protagonisti: un pugile con un tumore incurabile e una giovane tossicodipendente costretta a prostituirsi. È un racconto con uno sfondo oscuro, arricchito dagli elementi distintivi del cinema di Takashi Miike: poliziotti corrotti, il mondo degli yakuza, la mafia cinese, tradimenti e piani complessi che si frantumano. In questo contesto, Miike si esprime e diverte, coinvolgendo lo spettatore con la sua violenza esagerata e grottesca, mescolando e scomponendo i generi, e concludendo con un finale romantico e dolce, insolito per i suoi film. La sceneggiatura è ben curata, ma la presenza di numerosi personaggi, non tutti adeguatamente sviluppati, genera confusione, specialmente nella prima parte. Nella seconda, le cose migliorano notevolmente, al punto che una scena diventa un cartone animato per ragioni di budget, eppure ciò passa inosservato e risulta perfetto. Un'opera minore del celebre regista giapponese, ma comunque piacevole e divertente. Voto: 6,5

venerdì 21 giugno 2024

Le serie tv del mese (Giugno 2024)

Oltre alle serie in programma per questo mese, che come altri si è dimostrato variabile in termini di qualità, ho finalmente guardato la quarta stagione di LOL, il famoso show comico di Amazon, come avevo anticipato il mese scorso. Questa nuova edizione conferma sia i suoi limiti che i suoi punti di forza. Vantando un cast affascinante e iconico, il programma comico tenta nuovamente di stupire lo spettatore con momenti divertenti e sorprendenti, mantenendo lo spirito fluttuante che lo distingue dagli altri. Tuttavia, il divertimento generale rivela alcune lacune man mano che gli episodi avanzano, senza riuscire a raggiungere un apice nel finale. LOL 4 ha sicuramente dei pregi, riuscendo a far ridere e intrattenere come al solito. Le critiche più severe provengono da alcune performance e, in particolare, dalla conduzione, che appare ormai un po' datata. Comunque, sono felice per il vincitore o la vincitrice (senza fare spoiler) e penso che la vittoria sia stata davvero meritata. Mi piacerebbe molto vedere una Stagione 5 con artisti del calibro di Checco Zalone o Aldo Giovanni e Giacomo, ma resta tutto da vedere, chi può dirlo?

[Apple Tv Plus] Shrinking (1a stagione) - Un psicoterapeuta in lutto per la scomparsa della moglie rivisita il suo approccio professionale e le relazioni personali e familiari. La serie di Apple, bilanciata tra dramma e leggerezza, vanta personaggi solidi e ben delineati dalla sceneggiatura, rea solo di non essere riuscita a costruire un intreccio più avvincente di quello proposto, che comunque coinvolge e riesce ad interessare. Jason Segel stenta a calarsi nel suo ruolo e a sintonizzarsi con il cast, in particolare con Harrison Ford, che arricchisce la serie con una delle sue interpretazioni più riuscite. Superati alcuni ostacoli però, la narrazione fiorisce in una sequenza di eventi comici e tragici che lasciano un retrogusto agrodolce ma piacevole. Shrinking parte infatti in sordina ma si sviluppa gradualmente, trovando un equilibrio tra dramma e commedia. È una serie che sa emozionare e divertire, lasciando alla fine un'impressione di successo e interesse, nonostante un inizio incerto. In definitiva, è un prodotto televisivo essenzialmente divertente e al contempo significativo, decisamente brillante. Voto: 7

[Disney Plus] Echo (Miniserie) - La serie Marvel Echo si concentra su un personaggio poco noto, esaltando la diversità (la protagonista è sordomuta e monca di una gamba) e celebrando le origini native americane della tribù Choctaw. Tuttavia, al di là delle scene d'azione, la serie delude. Cinque episodi sembrano girare in tondo, appiattendo un personaggio che aveva più sfaccettature come antagonista in Hawkeye. Cinque episodi avrebbero potuto arricchire il personaggio, ma dopo il primo è evidente che Echo serve solo "a riempire", un progetto poco convincente e un investimento mal riposto che non onora né se stesso, né la protagonista, né le comunità che intende rappresentare (per un confronto, Reservation Dogs, che condivide alcuni attori, è la scelta migliore). Azioni senza peso e inseguimenti in moto che sprecano tempo. In definitiva, Echo è una miniserie da guardare in un'unica sessione, ma che si dimentica subito dopo. L'assenza di un'identità estetica coerente e comprimari che eclissano la protagonista, in particolare Vincent D'Onofrio, che nonostante la sua presenza non può compiere miracoli, sono le principali ragioni del fallimento di Echo. A maggior ragione è considerata la peggior serie Marvel dall'epoca di Iron Fist. Voto: 5

venerdì 14 giugno 2024

[Cinema] Horror Fest 2024

Lo scorso anno, nella scorsa edizione della mia rassegna (quasi) annuale (ho saltato un anno degli ultimi cinque) a tema esclusivamente horror, vidi praticamente tutti film vedibili su canali fruibili a tutti e facilmente, prevalentemente su Netflix, ma per quest'occasione (che potrebbe essere anche l'ultima) ho rispolverato vecchie liste, e di facile reperibilità solo un film, l'antologico The Field Guide to Evil, ad opera di vari registi, vedibile gratuitamente su Pluto TV. Gli altri ho dovuto faticare un po', e nonostante molti gli abbia comunque trovati con i sottotitoli, alla fine ho messo insieme un bel gruppetto di film horror niente male, eterogeneo, come deve essere. Le tematiche sono infatti diverse da una pellicola all'altra, ma la direzione è ovviamente unica, difatti in quest'edizione la mia festicciola "da paura" vede protagonisti entità maligne, diavoli e/o semplici demoni. Tra virus, strani sortilegi e malignità umane, pellicole interessanti e di buona qualità, che non mi hanno nel complesso entusiasmato ma che mi hanno comunque sufficientemente impegnato e moderatamente soddisfatto.

Let Her Out (Horror/Sci-fi 2016) - Il film compensa un soggetto conciso e asciutto (nonché non originale) con una regia accurata e dettagliata (del canadese Cody Calahan). Con il punto di partenza della sindrome del gemello scomparso, si dipana una storia carica di tensione, costruita pezzo per pezzo, che esplora il disordine mentale e le illusioni malefiche che ne emergono. Le luci al neon giocano un ruolo significativo, creando immagini di indiscutibile fascino. Essendo un (body) horror, include anche elementi macabri che arricchiscono il film, rendendolo degno di essere visto dagli appassionati del genere. Resta particolarmente impressa, al termine della visione, la straziante interpretazione della protagonista, della brava-bella-intensa Alanna LeVierge. Voto: 6+

Dread (Horror/Dramma 2009) - La parte conclusiva di Dread rappresenta l'apice dell'intero film: è inquietante e magistralmente realizzata. Le scene precedenti si configurano come un'analisi psicologica delle paure più recondite dei personaggi, inclusi i protagonisti, presentate con ricchezza di dettagli ma anche con una certa pesantezza che a tratti compromette la fluidità e il coinvolgimento. Il cast e la regia mi sono apparsi adeguati, tuttavia la trama presenta, secondo i miei gusti, alternanze tra momenti di stasi e altri più intensi, non assicurando un'esperienza completamente soddisfacente, in particolare per coloro che si aspettavano un horror puro piuttosto che un thriller psicologico. Nonostante ciò, il film (basato su un racconto scritto da Clive Barker) non merita una valutazione (non troppo) negativa per la sua realizzazione e l'aspetto tecnico, ma non è un'opera che guarderei nuovamente con entusiasmo. Voto: 5,5

venerdì 7 giugno 2024

Le mie canzoni preferite del mese di Giugno: Speciale Eurovision Song Contest 2024

Al di là delle (solite) polemiche, delle (puerili) discussioni e quant'altro di inutile e/o non necessario (show circensi compresi), perché a "parlare" deve solo ed unicamente la musica, è stata un'edizione dell'Eurovision Song Contest, svoltasi in quel di Svezia dopo la vittoria dello scorso anno, abbastanza deludente (annus horribilis 2024), giacché risultatasi anche peggiore della scorsa non eccezionale volta. E tuttavia, "zitto e buono" non posso stare, anche se io preferisco sempre evitare di polemizzare, perché sono troppe le cose da mandare (amaramente) giù. Innanzitutto non capisco come si possa preferire, parlo ai San Marinesi, i Megara a Loredana Bertè, che quest'anno avrebbe potuto sorprendere. E in questo senso, ma chi li ha scelti? e soprattutto, ma come caspita votano all'ESC? Perché non sorprende più di tanto il fatto che a vincere sia stato il cantante svizzero, il suo brano infatti, al contrario di quell'orrendo vestito esibito in finale, male non è, tanto che è nella categoria da 3 stelle su 4 insieme all'italiana rappresentante Angelina Mango, quanto che Croazia ed Irlanda (1 stella per me), insieme a Francia, Ucraina e Portogallo (tutte 2 stelle), con Armenia e Grecia (1 anche loro) siano arrivate nella Top 10. Non dimenticando le brutte di Finlandia, Spagna ed Estonia, con le modeste Slovenia, Serbia, Georgia, Austria, Norvegia e Regno Unito, piazzatosi nelle prime 25 posizioni. Così facendo delle quattro mie preferite, 1 uscita al primo turno, 2 in semifinali, e l'ultima, la più alta classificata Lussemburgo solo tredicesima! Valli a capire i rappresentati votanti delle singole nazioni, che sembrano non aver avuto orecchio, almeno secondo me. Perché sì, questo è solo la mia opinione, c'è libertà di pensarla come si vuole. In ogni caso QUI trovate la playlist ufficiale di tutte le canzoni in gara, e questo è tutto il meglio e il peggio (inteso sempre giudizio personale) della musica recente europea.


Categoria "MEH" (Povere orecchie, dalla 37a alla 29a)

Paesi Bassi: Joost Klein “Europapa”
Grecia: Marina Satti  “Zari”
Armenia: Ladaniva “Jako”
Irlanda: Bambie Thug “Doomsday Blue”
Finlandia: Windows95man[a] “No Rules!”
Spagna: Nebulossa “Zorra”
Estonia: 5miinust and Puuluup “(Nendest) narkootikumidest ei tea me (küll) midagi”
Croazia: Baby Lasagna “Rim Tim Tagi Dim”
San Marino: Megara “11:11”

Categoria "BOH" (Amore e odio, dalla 28a alla 15a)

Australia: Electric Fields “One Milkali (One Blood)”
Slovenia: Raiven “Veronika”
Serbia: Teya Dora “Ramonda”
Moldavia: Natalia Barbu “In the Middle”
Portogallo: Iolanda “Grito”
Cechia: Aiko “Pedestal”
Malta: Sarah Bonnici “Loop”
Georgia: Nutsa Buzaladze “Fire Fighter”
Austria: Kaleen “We Will Rave”
Belgio: Mustii “Before the Party’s Over”
Francia: Slimane “Mon amour”
Norvegia: Gåte “Ulveham”
Ucraina: Alyona and Jerry Heil” Teresa & Maria”
Regno Unito: Olly Alexander “Dizzy”

venerdì 31 maggio 2024

I film del mese (Maggio 2024)

È insolito per me guardare cortometraggi, ancor più insolito quelli nominati o premiati agli Oscar. Tuttavia, questo mese ho focalizzato le mie visioni su Netflix, dove uno di questi è disponibile. Non potevo lasciarmi sfuggire l'opportunità, soprattutto essendo opera di Wes Anderson. Parlo de La meravigliosa storia di Henry Sugar, adattamento della raccolta di racconti Un gioco da ragazzi e altre storie di Roald Dahl, vincitore del Premio Oscar 2024 come miglior cortometraggio: breve, piacevole, divertente, una deliziosa favola. Wes Anderson è un cineasta dallo stile distintivo e forte. Le sue opere sono immediatamente identificabili, e questo cortometraggio non fa eccezione, offrendo una storia avvincente con una struttura narrativa intricata e piacevole. Simile a un pezzo teatrale, con scenari che mutano mentre gli attori rimangono quasi statici e la storia si svolge. Nonostante ciò, non introduce elementi nuovi al suo già noto repertorio. Anderson è un autore originale, ma rischia di rimanere intrappolato nella propria estetica manieristica. In ogni caso, questo resta un lavoro di valore, piacevolmente soddisfacente, che, nonostante tutto, entrerà nel conteggio totale dei film, risultando complessivamente superiore ad alcuni dei lungometraggi visionati in questo mese di maggio.

C'è ancora domani (Dramma/Commedia 2023) - Paola Cortellesi, nonostante un successo commerciale forse troppo ampio, ha debuttato con successo nella regia, ritraendo efficacemente una donna umile del dopoguerra in cerca di redenzione personale e sociale. Il film si distingue per un inganno narrativo che mantiene lo spettatore in sospeso, culminando in un finale sorprendente. Questa tecnica rende la trama meno prevedibile e aggiunge un livello di universalità alla storia personale. La nitida fotografia in bianco e nero, l'uso innovativo della musica e gli sketch comici efficaci, supportati da un cast eccellente, sono i punti di forza del film. Nonostante alcune tendenze didascaliche e una rappresentazione esagerata della malvagità maschile, il film rimane godibile e rappresenta un esempio di cinema di qualità che comunica temi importanti. Tuttavia, considerata l'attenzione ricevuta, mi aspettavo qualcosa in più. In definitiva, è un film valido, ma non straordinario. Voto: 6,5

Il mondo dietro di te (Dramma/Thriller 2023) - Il film è concepito come un thriller, tuttavia è rallentato da numerose ed eccessive pause. Queste interruzioni, pur contribuendo a ben delineare i personaggi, rendono la narrazione troppo prolissa. Il film, che avrebbe beneficiato di una maggiore concisione, si dilunga inutilmente. Lo spunto è buono, la realizzazione meno. Con una durata di quasi due ore e venti, si conclude con un finale improvvisato, privo di sostanza e scarso fascino. La trama è sovraccarica di dialoghi, spesso superflui, e mostra una ripetitività sia nella narrazione che nelle azioni dei (piatti) personaggi. Il film, valido nelle intenzioni e sostenuto da un buon cast e una regia competente, offre alcuni effetti speciali di qualità, ma alla fine dei conti, troppa retorica e pochi fatti. Non è noioso, ma aveva il potenziale per essere migliore. Voto: 6

giovedì 23 maggio 2024

Le serie tv del mese (Maggio 2024)

Avrei dovuto anche vedere la quarta stagione di LOL, il programma comico di punta di Amazon, ma non mi è stato possibile fare ciò, anche perché è stato un mese così pieno di cose da vedere che tempo per vedere altro non c'è stato. Infatti per questo mese il mio programma di visione prevedeva di vedere quattro serie complete (e finite), ben più di 100 episodi dalla durata variabile di circa 50 minuti, un dispendio di tempo considerevole, cosicché, vedrò il prossimo mese, molto probabilmente (ma non del tutto certamente) quel programma di cui accennato pocanzi. Non è detto difatti che riesca col mio programma accuratamente selezionato ed inevitabilmente compresso (la lista, costantemente in aggiornamento, è sempre lunga), a vedere tutto ciò che man mano mi prometto di recuperare e/o guardare. Ma per questo mese ci son riuscito, con contenuti di valore e di particolare immersività.

[Netflix] Lost in Space (Serie Completa) - Rifacimento dell'omonima serie TV del 1965, Lost in Space narra le avventure della famiglia Robinson che, diretti verso un nuovo pianeta abitabile, sono costretti a un atterraggio di emergenza su un mondo ignoto a seguito del guasto della loro nave spaziale, dove un Robot alieno stringe amicizia con il più giovane del gruppo. La serie si focalizza sulla ricerca di Alpha Centauri, nonostante il percorso sia arduo, turbolento e pericoloso fin dall'inizio. Sotto costante pressione e impegnati in una scalata senza fine verso un obiettivo che sembra allontanarsi ad ogni passo, i Robinson (un cognome che evoca avventura) scoprono nelle avversità una soluzione ai loro problemi personali e familiari. Con tre stagioni e 28 episodi, la serie è ricca di azione e suspense. Gli effetti speciali sono più che adeguati e l'intrattenimento è assicurato. Lost in Space esibisce il suo valore produttivo con una messa in scena accattivante e, a momenti, esaltante, anche se in parte derivativa. Nonostante ciò, è un esempio eccellente di fantascienza per tutta la famiglia, dimostrando che non sono necessarie volgarità o violenza grafica per rappresentare il male. Nonostante non sia perfetta e alcuni aspetti della trama siano rivedibili, nel complesso è più che valida. I personaggi maturano, si sviluppano e non sono superficiali. Il legame uomo-macchina è ben esplorato, così come il tema dell'amicizia. Anche se è una serie destinata alle famiglie, non mancano momenti di malinconia e il finale è toccante, anche se giunge a una conclusione troppo affrettata (con un ritmo rapidamente eccessivo). Tuttavia, nel complesso è soddisfacente e questa serie di fantascienza ben realizzata, sebbene a volte forzata, è comunque sorprendente. Voto complessivo: 7

mercoledì 15 maggio 2024

[Cinema] Fantascienza Vintage - Parte 3

Non è la prima volta che faccio una retrospettiva al genere fantascientifico "del tempo che fu" (tempo che va dagli anni '60 ai '90), che per questo specifico caso può definirsi "del tempo che potrebbe essere" (di un futuro distopico non proprio impossibile), e non a caso il titolo del post riporta la dicitura parte terza, perché prima appunto, ce ne sono state altre due di occasioni. L'occasione di vedere ulteriori film, in questo caso sei, che rappresentano il genere fantascienza nelle sue varie derivazioni. Classici e cult, remake e capostipiti, al servizio del genere tramite futuri distopici e viaggi spaziali inconsueti. Visioni terrificanti e indescrivibili, di un futuro che rappresenta la razza umana (ma in questo caso non solo) nelle tante forme immaginate e idealizzate nel tempo. Un viaggio totalizzante, portandomi ad affrontare sei tappe non esattamente definibili "una passeggiata". Sei film di cui due tuttavia rintracciabili da piattaforme "legali" di streaming, ovvero Rollerball su Prime Video e Il buco nero su Disney Plus, gli altri no, ma tutti comunque soddisfacenti nelle loro molteplici sfaccettature, di visioni fantascientifiche interessanti e di rara visionarietà (del loro tempo ovvio).

Rollerball (Sci-fi/Dramma/Azione 1975) - James Caan offre una performance intensa in un film con uno script futuristico e visionario, che brilla nelle scene d'azione (l'idea di uno sport violento e brutale come principale intrattenimento di una società quasi totalitaria è geniale) ma risulta meno convincente nei dialoghi e nello sviluppo della trama, due aspetti che avrebbero beneficiato di maggiore attenzione. Il film diventa davvero affascinante solo durante le emozionanti e pericolose battaglie in campo, mentre le altre parti tendono a essere noiose (dialoghi poco incisivi, personaggi poco definiti, trama che stenta a prendere il volo). Nonostante ciò, l'opera possiede un fascino violento e disperato che persiste dopo la visione, un indubbio punto di forza. Sebbene meno spettacolarità e più approfondimento avrebbero giovato, il film rimane una realizzazione di successo. In conclusione, nonostante non sia perfetto, è un prodotto molto valido, un amalgama di generi che in quel periodo produceva opere di qualità e ricche di significato. Con il passare del tempo, alcuni aspetti possono sembrare datati, ma Rollerball resta un film da riscoprire, preservare e ricordare. Voto: 7

The Black Hole - Il buco nero (Sci-fi/Azione 1979) - La risposta di Disney a "Guerre stellari" doveva essere grandiosa, ma scenografie, effetti speciali e regia non raggiungono lo stesso livello. Tuttavia, la storia è avvincente dall'inizio alla fine e il film si distingue dalle solite fiabe per bambini. La svolta oscura di Disney ha dato vita a un film di fantascienza con un'atmosfera angosciante, cupa e claustrofobica che non manca di emozionare. La trama si evolve in maniera sorprendente, con musiche che si fondono perfettamente con le scene, e un finale suggestivo, sebbene forse un po' troppo elaborato, che aggiunge un fascino unico al film. Come tentativo di Disney di offrire qualcosa di nuovo, merita riconoscimento. Sfortunatamente, fu un insuccesso commerciale nonostante l'investimento anche nel merchandising. È vero che appare datato, in parte a causa di un cast che era già non più attuale al momento dell'uscita, ma conserva un certo incanto retrò. Devo ammettere che l'ho guardato con piacere, il finale è intrigante, anche se avrebbe beneficiato di maggiori spiegazioni o approfondimenti. In conclusione, non memorabile, ma film davvero carino. Voto: 6+

martedì 7 maggio 2024

Le mie canzoni preferite (Maggio 2024)

L'Eurovision Song Contest è già cominciato, e stasera ci sarà la prima diretta, ma neanche mezza canzone ho ascoltato, conosco solo la partecipante italiana (tale Angelina Mango, vincitrice un po' a sorpresa dell'ultimo Festival di Sanremo) a cui va (nonostante non penso vincerà, però non si sa mai) il mio giusto in bocca al lupo, così, come già successo le scorse volte (scorsi anni o edizioni), slittata al prossimo mese è quindi la mia classifica di gradimento alla competizione musicale europea. Nel mentre tuttavia, ecco l'occasione di ascoltare le mie ultime preferite canzoni, oscillanti tra nuovo e vecchio, tra emergenti e talenti già affermati, sonorità leggere, fresche e moderne con qualche tocco di giustificata malinconia (playlist completa Qui).

C'è a chi piace e a chi non piace, ma a me piace la sua voce e questa sua ultima canzone.

Lo seguo sempre con grande interesse, ed ogni tanto sforna un discreto pezzo come questo.

martedì 30 aprile 2024

I film del mese (Aprile 2024)

Un po' per scelta, un po' per necessità e un po' per caso ho visto tanti film da così tante piattaforme (ben 7) che alla fine ne ho fatto un bel minestrone, che con gusto ho comunque mangiato. Una pietanza non troppo indigesta per fortuna, però alcune verdure decisamente crude, ma almeno la pasta era cotta a puntino, in conclusione buona, tuttavia migliorabile. In ogni caso se su Youtube potete ancora trovare Mind Game con i sottotitoli, difficilmente troverete adesso su RaiPlay il film spagnolo As bestas, dato che quest'ultimo è andato in onda su Rai4 il 27 febbraio scorso ed è rimasto sul catalogo fino al 12 marzo. Il termine quindi è scaduto, come lo è per i due film di Infinity Plus visti, anche se credo che torneranno in altre occasioni disponibili alla visione, ma comunque ho visto Wonka nella settimana tra il 29 marzo e il 4 aprile, e visto The Nun II nella settimana tra il 5 e l'11 aprile. Tutti gli altri film che invece ho visionato disponibili ancora dalle rispettive piattaforme (tra l'altro 2 film tra due diverse). A maggio comunque so che li vedrò tutte da una, più precisamente su Netflix, ma intanto ad aprile questo è stato il bottino, un bottino abbastanza soddisfacente.

[RaiPlay] As bestas (Dramma/Thriller 2022) - Un thriller che si sviluppa lentamente ma con un'escalation di tensione notevole. La regia di Rodrigo Sorogoyen in questo è superlativa, il resto lo fanno l'ambientazione rurale perfettamente adatta a queste vicende (ispirate da eventi reali), il contesto "duro" della vita da agricoltore e le eccellenti interpretazioni dell'intero cast, con Denis Ménochet e Luis Zahera in particolare, ma anche gli altri sono molto bravi. Il film racconta il conflitto tra chi ha scelto la vita rurale e chi la subisce perché non ha avuto altre possibilità. Una vera e propria guerra che inizia con gesti e parole, crescendo in intensità fino a creare un'atmosfera di ansia e paranoia insostenibile (memorabile la scena iniziale in slow motion che diventa paradigmatica alla fine del film). È un film difficile, ben recitato, con un finale aperto che lascia un sapore amaro. Non raggiunge l'estremo della crudezza né si spinge a colpire nel segno come altri film del genere, ma è sicuramente degno di essere visto. Voto: 7+

[Sky] La casa - Il risveglio del male (Horror 2023) - Il prologo, sebbene leggermente scollegato dal resto del film, ne stabilisce efficacemente l'atmosfera. La variazione sul tema del corredo evocativo, questa volta con un grimorio dentato e dischi in vinile per gli amanti della nostalgia musicale, è notevole, così come la tensione nei legami familiari che funge da preludio a una miscela di tragedia e sangue, elemento mai assente. L'umorismo nero non è incisivo come nella trilogia originale, tuttavia le espressioni diaboliche di Alyssa Sutherland catturano l'attenzione fino all'ultimo. L'ambientazione nell'oscuro appartamento è convincente, i riferimenti ai primi Evil Dead sono presenti, così come omaggi ad altre opere horror. Il regista fa un buon lavoro, specialmente perché, non essendo un remake come il film di Fede Alvarez del 2013, si distingue meglio, evitando il confronto con l'originale ineguagliabile. Pur nella sua prevedibilità e banalità, il film compie ciò che si propone, e lo fa abbastanza bene. Voto: 6+

martedì 23 aprile 2024

Le serie tv del mese (Aprile 2024)

Questo mese d'aprile offre un'ampia selezione di serie TV, un mese che si dimostra incostante e imprevedibile sotto molti aspetti, non solo meteorologico. Tre di queste serie hanno una durata notevole, circa 600 minuti ciascuna, mentre le restanti non superano i 200 minuti e non raggiungono i 300. Interessante notare che, delle sei serie più brevi, e di un terzo del totale delle nove serie, tre sono di animazione. Questa scelta non è casuale, poiché ho ritenuto opportuno, per questa volta, raggrupparle in un unico pacchetto. Alla fine però, poco importa la varietà di generi che scelgo o guardo, l'importante è che rispondano alle aspettative. E, a parte qualche eccezione, questa volta il risultato è stato positivo.

[Sky Atlantic] Fargo (5a stagione) - Fargo è una serie che rimane fedele al proprio stile sin dalla prima stagione, in linea con il film da cui trae ispirazione, spesso evocato attraverso il suo leitmotiv. Presenta dramma, un gusto per il grottesco e abbondante ironia nera. È eccellente nella creazione di personaggi memorabili. La trama e il suo sviluppo coinvolgono costantemente, bilanciando temi come la violenza sulle donne e le milizie paramilitari, che rappresentano un problema crescente in America. Le interpretazioni sono ottime, a partire da Juno Temple, fragile ma resiliente come una tigre, e Jon Hamm, che incarna un patriarcato arcaico, la cui ossessione lo porterà alla rovina. La stagione mantiene l'alta qualità consueta (nonostante i difetti ed una certa prevedibilità di fondo), superando la quarta stagione, leggermente deludente, e lasciando un retrogusto più dolce grazie a una stagione inaspettata che, fortunatamente, ha visto la luce. E chissà, forse in futuro ne arriveranno ancora altre. Voto: 7,5

[Netflix] Onimusha (1a stagione) - Takashi Miike dirige l'adattamento del celebre videogioco fantasy-storico, un lavoro svolto con onestà ma privo di particolari scintille. Si tratta di un esperimento affascinante, sebbene non completamente riuscito. C'erano tutte le premesse per un prodotto di qualità, dalla scenografia al cast. Purtroppo, la serie non mantiene tutte le sue promesse, limitandosi a un action fantasy piuttosto tradizionale. Onimusha si distingue comunque per la sua estetica notevole, offrendo uno spettacolo visivo coinvolgente. Tuttavia, non tutto funziona come dovrebbe: la trama è eccessivamente lineare, con pochi e poco convincenti colpi di scena. Di conseguenza, ne emerge un anime efficace nella rappresentazione delle ambientazioni e nell'animazione all'avanguardia, ma che avrebbe potuto essere molto di più se fosse stato sostenuto da una trama più complessa e un ritmo più incalzante. Onimusha rimane comunque un'esperienza piacevole, ma persiste il rimpianto per ciò che avrebbe potuto essere: molto più di una semplice trasposizione in grafica computerizzata di un film di samurai tradizionale, benché affascinante. Voto: 6+

giovedì 18 aprile 2024

[Games] Videogiochi del periodo (Marzo/Aprile 2024)

A volte ci vuole una certa preparazione, preparazione fisica e/o mentale per affrontare, in questo caso nel campo puramente videoludico, le sfide più complesse, ma anche quelle più semplici. Ebbene, non c'è preparazione migliore se non quella che permette al giocatore di entrare nel mood del gioco, di esplorare anticipatamente la sua componente narrativa, però non con il classico tutorial iniziale, ma con un gioco che appunto anticipa il gioco stesso (e quest'ultimo nella sua versione ovviamente completa). Parlo di Ghostwire: Tokyo - Prelude, una brevissima visual novel gratuita (dalla durata esigua di circa 30 minuti) che racconta la storia prima degli eventi di Ghostwire: Tokyo. Essa è infatti (nonostante sia stata creata da un team completamente diverso e sia di genere altrettanto differente) una buona storia prequel per chiunque sia interessato a giocare a Ghostwire: Tokyo, gioco che appunto, un'entusiasmante avventura dinamica, che insieme ad una affascinante avventura ed un adrenalinico action, completano il quadro dei giochi finiti (ma non completati al 100%) negli ultimi due mesi. Un'introduzione che per quanto è contato in verità poco, ho apprezzato, ma non quanto il seguito però, che dalla recensione similmente s'intende, ho letteralmente adorato.

Ghostwire: Tokyo - Un action game a tinte horror sicuramente non esente da difetti, il gioco ha decisamente tante (troppe) attività secondarie, il combat system si basa sull'uso di tre poteri (elementali in questo caso) che non cambierà di molto durante tutta l'avventura (però ci si diverte un sacco, soprattutto estirpare l'essenza delle entità maligne dà un buon feedback), e la varietà dei nemici non è altissima, ma sono difetti abbastanza trascurabili se il gioco ti prende bene (e infatti alla fine ho ceduto, nonostante i dubbi iniziali mi sono fatto anche un bel numero di quest secondarie), e il titolo ha davvero moltissimo da offrire, per intrattenerti per tutta la sua durata. Ghostwire: Tokyo rappresenta il biglietto d'ingresso di Tango Gameworks all'interno del contesto degli action open world, in questo caso il mood risulta molto interessante, ovvero quello degli Yokai. Le entità giapponesi, i fantasmi del Sol levante, qui sono descritti in maniera minuziosa (come in parte faceva l'altrettanto bellissimo Nioh). La riproduzione di Tokyo è probabilmente la migliore che ho mai visto in un gioco. Infatti, per merito di un comparto grafico e artistico all'altezza, la capitale nipponica tratteggiata nella produzione Bethesda ammalia e abbaglia, sprizzando folklore da ogni poro. Risulta invece un po' tedioso alla lunga il metodo scelto per "ricaricare" gli attacchi. Dovremo accumulare etere, che si trova uccidendo nemici o rompendo oggetti "posseduti". Troppi a mio parere ne sono necessari per accumulare la quantità utile di magia. A disposizione avremo anche un arco, che risulta però molto lento, più vari talismani dai molteplici effetti. La trama è molto semplice ma riesce a coinvolgere ed incuriosire, nonostante infatti non brilli, riesce a lasciare il segno verso le battute finali. In questo senso, non è un gioco che vuole spaventare, ma soprattutto considerando le fasi finali del plot, non mancheranno momenti toccanti ed altri più inquietanti. Per la città sono disponibili missioni/attività secondarie, alcune ispirate, altre veramente banali e palesemente un riempitivo inutile. A mio parere, invece di farcire la mappa di troppe attività secondarie "allungabrodo" si poteva fare di più dal lato del movimento verticale del personaggio e inserire un parkour un pochino più efficace, visto che spesso ci troveremo a passare per i tetti degli edifici. In breve, il punto forte di questo gioco rimane sicuramente l'ambientazione e l'atmosfera. Il punto debole è averlo riempito di robe superflue e azioni ripetute, anche necessarie per proseguire con la trama, che alla lunga vengono a noia. A parte qualche calo di frame e piccoli bug non ho riscontrato altri problemi durante la mia partita. Shinji Mikami, pur solo in veste di executive producer, fa insomma un altro centro, regalandoci l'ennesimo titolo imperfetto, ma dotato di estremo carattere e carisma, della sua carriera. Voto: 8-

venerdì 12 aprile 2024

[Cinema] Speciale Retro Anime

Forse l'avrete notato, ma da gennaio ho ripreso il mio viaggio nell'animazione giapponese, iniziando con un film "moderno" al mese, che guarderò e recensirò fino a dicembre, e ora con una collezione di film "vintage", qui chiamati "retrò", che ho visto e recensito per l'occasione. Ho visto nove film, in realtà dieci, alcuni difficili da reperire, ma grazie a Youtube ho potuto vedere senza problemi Barefoot Gen, disponibile con sottotitoli, e Wicked City, disponibile in italiano. Ho trovato gli altri cercando su vari siti, mentre l'ultimo che ho menzionato, insieme a Venus Wars, sono entrambi disponibili nella sezione "Anime Generation" a pagamento di Prime Video. Su Prime, fino a poco tempo fa, erano disponibili anche Capitan Harlock e La grande avventura del piccolo principe Valiant, così come La leggenda del serpente bianco e Cowboy Bebop - Il film, ma ora non più, perché "This video is currently unavailable to watch in your location". Secondo la ricerca Google, invece, sono introvabili su piattaforme legali sia Ninja Scroll che Le ali di Honneamise. Tuttavia, se foste veramente interessati, contattatemi in privato e potrei aiutarvi. Ritornando al discorso precedente, il decimo film che ho visto è stato Interstella 5555. Nonostante sarà incluso nel conteggio totale, ho scelto di non recensirlo poiché si presenta più come un lungo videoclip che come un film d'animazione. La grafica è gradevole ma non particolarmente coinvolgente, e la trama è assente, dato che il film è un omaggio all'album Discovery dei leggendari Daft Punk, che purtroppo si sono recentemente sciolti. All'epoca, nel 2003, mi limitai a guardare il video di One more time, ma ora ho avuto l'opportunità di vedere l'intero film d'animazione, diretto tra gli altri da Leiji Matsumoto, creatore di Capitan Harlock e Galaxy Express 999, e privo di dialoghi (disponibile con un abbonamento premium su Prime o gratuitamente su Youtube). Musicalmente, il film è ben orchestrato, anche se dopo le prime quattro canzoni, le successive iniziano a perdere qualità e diventano ripetitive. Narrativamente, è piuttosto semplicistico e troppo ottimista. Il connubio tra audio e video non raggiunge mai vette elevate e gli ultimi venti minuti risultano piuttosto noiosi. In conclusione, è un esperimento interessante, ma considerati i talenti coinvolti, si poteva aspirare a qualcosa di più. Rimane comunque un piccolo cult, come i 9 Anime qui menzionati, tra cui spiccano due curiosità: la presenza di due film dello stesso regista e la figura di Capitan Harlock, creato dal già nominato Leiji Matsumoto.

Wicked City - La città delle bestie incantatrici (Horror/Azione 1987) - Conosciuto anche come "La città delle bestie" e erroneamente classificato come hentai, cioè un anime a contenuto pornografico, "Wicked City" (ispirato a un romanzo di Hideyuki Kikuchi) è in realtà un thriller oscuro e violento, con marcata impronta horror e alcune scene sessuali piuttosto esplicite, senza tuttavia cadere nel genere hard-core. In breve, è un'opera di qualità discreta, una rappresentazione ancora grezza delle idee innovative che il regista Yoshiaki Kawajiri (al suo debutto in solitaria) perfezionerà e plasmerà magistralmente in "Ninja Scroll". La qualità delle animazioni è accettabile per l'epoca, risultando abbastanza fluide e realistiche, e la creazione delle creature demoniache, capaci di trasformazioni ben congegnate, è notevole. Alcune situazioni risultano però prevedibili e non aggiungono valore a una sceneggiatura già debole, e anche il tema trattato manca di originalità, con personaggi che si conformano agli stereotipi del genere. L'uso dei colori e le ambientazioni sono tuttavia interessanti. Merita una visione, ma è raccomandato soprattutto ai veri appassionati e agli amanti dell'horror. Voto: 6,5

Venus Wars (Sci-fi/Azione 1989) - Basandosi sulla prima parte del manga Venus Senki, scritto e diretto dallo stesso autore Yoshikazu Yasuhiko, il film omonimo del 1989 si distingue per le sue eccellenti animazioni e l'imponente rappresentazione delle battaglie, pur non raggiungendo il livello di memorabile. Il contesto degli eventi è prevedibile, e per tutta la durata del film prevale un senso di rabbia giovanile che ricorda "Akira", e in alcune occasioni ne emula le caratteristiche. Tuttavia, è da segnalare la psicologia dei personaggi poco convincente, una sceneggiatura mediocre (che sembra messa insieme alla rinfusa), e una narrazione che, a un certo punto, non offre più motivi validi per mantenere l'interesse. Inoltre, la durata prolungata degli scontri armati occupa gran parte del film, oscurando gli altri elementi. In conclusione, è un film presentabile, ma con una trama non del tutto originale, che si attiene ai canoni tipici dei film di guerra, con i loro sconvolgimenti, tragedie e speranze, ma risulta anche dispersivo. Alla fine, è comunque accettabile, nel classico stile "senza infamia e senza lode". Voto: 6

venerdì 5 aprile 2024

Le mie canzoni preferite (Aprile 2024)

Ognuno ha i suoi generi musicali preferiti, io personalmente non ne disdegno alcuno, anche se in effetti quasi per niente sopporto sia la "nuova" musica trap che quella "vecchia" metallica, inoltre alcuni generi (come la musica classica) e sottogeneri (inclusi neo melodici) poco digerisco. E in tal senso quindi, non stupisce che anche in questa lista di questo mese, esponenti dei miei generi, gusti musicali, preferiti, non manchino affatto. Perché questo sono io e difficilmente, musicalmente parlando, cambierò. Perciò questo è, e spero continuiate a seguirmi così come dall'inizio accade. In ogni caso trovate Qui la playlist completa.

Senza Morgan è sempre meglio, il ritorno di Bugo ben accetto.
Con il bonus in più d'aver girato il video di questa bella canzone allo Stadium.

Un bravo artista che in verità mi mancava e che stranamente non era mai passato da queste parti,
se non in quest'occasione, che mi sento di definire meritata.

venerdì 29 marzo 2024

I film del mese (Marzo 2024)

Fino a poco tempo fa non davo troppo peso alle "scadenze", convinto di riuscire a recuperare in tempo alcuni titoli, e invece molti film che avrei voluto vedere ho perso l'occasione (che per fortuna in certi casi si ripropongo, anche da altre piattaforme), ma ultimamente (come già successo nei mesi precedenti) seguo da vicino tutto, soprattutto il catalogo di Prime Video (in questo mese spulciato per bene, data la visione di tutti i 16 film della lista), che più delle altre segue questo schema di entrate ed uscite più spesso. E infatti alcuni dei film di cui oggi pubblico recensione ho visto prima che scadessero. E in questo senso sia I segreti della notte, Hot Summer Nights e VFW sono usciti (definitivamente o solo per un periodo non so, ma se si ha solo l'abbonamento base presumibilmente sì) dal catalogo l'ultimo giorno del mese scorso, ovvero il 29 febbraio. Disponibile invece fino al 4 marzo è stato il film Red Rocket, mentre Talk to Me lo sarà ancora fino a mezzanotte di oggi venerdì santo 29 marzo, ed a tal proposito auguro a tutti una Buona e Serena Pasqua, nonché una bella e divertente Pasquetta all'aperto.

Saltburn (Dramma/Thriller 2023) - Girato bene e con una fotografia ammaliante che esalta le belle scenografie, cosa che da subito aggancia lo spettatore nonostante una sceneggiatura non proprio precisa che si capisce subito dove voglia andare e quando ci arriva non soddisfa appieno. Bravissimo Barry Keoghan (come ne Il Sacrificio del Cervo Sacro, il suo personaggio è inquietante, disturbante/disturbato, estremamente furbo, manipolativo e sottilmente sopra le righe), alla guida di un cast in stato di grazia, punto in più a favore del film, che colpisce più per loro che per i dettagli fintamente morbosi (compresa la sequenza finale) inseriti a forza per farne parlare (con profitto). Un cinema curato, molto estetico, ma vacuo quando si ripensa a tutte le svolte. A differenza di Una donna promettente che, ricordo, aveva un qualcosa di davvero insolito e innovativo (a sua stessa volta diretto da qui presente regista Emerald Fennell), qui si mescolano un po' le carte di vari cliché. Tuttavia tirando le somme il film mi è piaciuto, anche se non credo meriti tutto questo clamore che lo sta circondando. Voto: 6

Il grande giorno (Commedia 2022) - Un trio più dimesso dal lato comico, che pure c'è e si vede, e più maturo nel voler trasmettere sentimenti e stati d'animo che portano a riflettere sulla vita personale di ognuno, fatta di ricordi, di cose iniziate e di cose finite, di rinascite e di consolidamento. Non mi ha particolarmente convinto il finale, così come non mi ha particolarmente entusiasmato la parte inerente ai giovani protagonisti, letteralmente subissati dal cast più esperto (Aldo, Giovanni e Giacomo in primis), forse un po' troppo ingenua e superficiale. L'intrattenimento è comunque assicurato (storia semplice però ben fatta) e Il grande giorno (una festa di matrimonio assurta a film, come nel francese C'est la vie, ma con risultati migliori), seppure meno divertente rispetto al precedente Odio l'estate (ma che conferma il ritorno su buoni livelli), offre una visione sufficientemente gradevole, da gustare a piccoli sorsi ma senza troppa fatica. Voto: 6,5

venerdì 22 marzo 2024

Le serie tv del mese (Marzo 2024)

Ogni mese nuove stagioni e nuove serie, anche di 4 o 5 anni fa ma che per la prima volta io vedo, serie tra l'altro tutte diverse ogni volta, tanto che per ognuno ci vuole un'altrettanto mood diverso di visione, ma come ti può andare bene come ti può andare male se il giusto mood riesci o non riesci a trovare. E in questo senso, come sarà andato questo strano mese di marzo, un mese di Pasqua e compleanni (soprattutto il mio, ma anche quello di mio padre tra pochi giorni), un mese di feste di donne e di papà, tra neve e tempo mite primaverile? Altalenante, come al solito, anzi più del solito, una montagna russa di emozioni contrastanti, tra orrori veri e immaginati, tra commedie spensierate e folli, tra l'azione brutale e quella non troppo delicata. Vero che me le sono cercate, ma se da un lato delusioni d'aspettative e di premesse, dall'altro sorprese senza aspettative e promesse. Comunque un altro mese se n'è andato e nuove visioni arriveranno, accontentandosi però ed ogni qualvolta di quel che c'è e di come va, perché sapere prima non si può e fidarsi degli altri a volte non basta, che giudicare il libro dalla copertina non si fa.

[Paramount Plus] Bargain - Trattativa mortale (1a stagione) - Un inizio scioccante, una scoperta inquietante, una visione del mondo così cinica che Squid Game pareva una favola della notte. Questo è Bargain, la serie thriller sudcoreana che non lascia un attimo di tregua, e i momenti di comicità, immancabili, rendono tutto molto grottesco perciò, in un certo senso, assolutamente realistico. Serie che, dopo un inizio spiazzante, procede con un accumulo di situazioni rese ancora più assurde dai comportamenti sopra le righe di tutti i personaggi, impegnati in continui cambi di fronte, scontri fisici e verbali, il tutto immerso in un bagno di sangue e follia. Una scheggia impazzita senza remore né vergogna nell'attaccare tutto e tutti: tra trafficanti d'organi e terremoto, una miscela esplosiva. Una scrittura cruda (diegetica, che ricalca in modo palese l'esperienza videoludica) e una regia in piano sequenza contribuiscono inoltre ad acuire l'atmosfera thriller-horror della storia raccontata insieme ad un effetto claustrofobico dato dalle scenografie polverose e chiuse. Un albergo qualunque diventa una giungla di paura e orrori, ed è così che, mentre il mondo ci ricorda che non siamo noi a comandare, la lotta contro il tempo per uscire vivi da un mix fra un film di Tarantino e una commedia a base di humour macabro è già iniziata. Difficile non divorare tutti gli episodi (sei, ma girati in continuità, come un unico lungo film) di fila per scoprire come finisce. Bargain è sorprendente, non ci sono altri termini. Coinvolgente, allucinante e disturbante. In certi momenti sembra di assistere a un incubo dentro il quale c'è di tutto. Anche la profezia, si spera non auto-avverante, che il mondo sia destinato a crollare su se stesso, come l'hotel crolla sul microcosmo al suo interno. Ed è sul confine fra genio e follia che perciò Bargain fa centro, meritandosi ogni minuto dell'attenzione possibile. In attesa della seconda stagione. Voto: 7+

lunedì 18 marzo 2024

[Games] Videogiochi del periodo (Gennaio/Febbraio 2024)

Una nuova stagione videoludica doveva ancora iniziare (Qui quella del 2023) che io già sapevo a quali titoli giocare in questo 2024, che si prospetta in tal senso scoppiettante, proprio perché molti di quelli (secondo i miei gusti e/o parametri) "selezionati" sono giochi famosi ed intriganti. Un assaggio in questo post, con tre titoli da non sottovalutare. Sempre che riesca, dovrebbero essere a fine anno 19 i titoli giocati, a completarli tutti, cosa non scontata dato che l'abilità personale e la longevità del gioco stesso, può variare dalla media di completamento fissata. Ma ce la metterò tutta per farcela, perché molti dei giochi non vedo l'ora di giocare e finire. E pensare che sono tutti giochi (come frequentemente ricordo) ricevuti gratuitamente nel corso dei mesi od anni scorsi, da Epic Games e Prime Gaming, l'ultimo gioco da me e per me comprato infatti, l'ho acquistato quasi due anni fa, anche se a gennaio scorso ne ho comprato uno, ma per mio fratello, un gioco di strategia, genere di cui sono poco avvezzo. Prediligo altro come si può anche da questo post vedere, giochi che nonostante tutto mi hanno soddisfatto.

The Evil Within - E' chiaro che giocare prima il sequel non renda facile questa recensione, anche perché sono passati pure 10 anni dalla sua uscita, ma bisogna farlo ed io innanzitutto vorrei dire che i due capitoli sono abbastanza diversi tra loro, però ugualmente capaci di convincere, divertire ed intrattenere. Tra i due episodi differenti meccaniche e direzioni, la linearità narrativa del secondo si scontra con la complessità di questo primo, la complessità delle meccaniche del secondo si scontra con la semplicità di questo primo, ma alla fine si equilibrano, rendendosi entrambi gran bei giochi. Già perché The Evil Within è un titolo angosciante e sorprendente, un survival horror "vecchia scuola" che spiazza il giocatore e non fa nulla per metterlo a proprio agio. La totale assenza di punti di riferimento restituisce una sensazione di perenne smarrimento, la ruvida rappresentazione di un gameplay orientato alla pura sopravvivenza tiene alti i livelli di adrenalina per tutta la durata dell'avventura e la frastagliata architettura dei livelli contribuisce a rendere ancora più caotico e illogico un canovaccio narrativo che sembra scritto da un branco di scimmie urlatrici sotto effetto di sostanze psicotrope. In questo senso difficile, se non impossibile, non avvertire un retrogusto di già visto o provato in questa avventura nei baratri più profondi della follia. The Evil Within non è un campione di innovazione per propria natura, e difficile è trovare spunti davvero inediti. L'animo old school si fa sentire in scelte spesso opinabili e in situazioni discutibili. Ma a parte ciò, ed a parte che questo gioco trasuda la visione del papà di Resident Evil in tutta la sua laboriosità, The Evil Within riesce a essere uno shooter piuttosto avvincente, nelle sue 20 ore necessarie per portarlo a termine. Rispetto al secondo è più intenso (non mi ha mai stancato riuscendo ad incuriosirmi ora dopo ora), ma anche più impegnativo, forse troppo, soprattutto in certi frangenti (tanto che ho dovuto chiedere aiuto in certi complicati punti), in ogni caso e nel suo complesso un gioco riuscito. Un gioco cupo, esistenziale, efferato nella sua brutalità, che turba e inquieta il giocatore, un gioco grottesco, malato e malefico, un horror senza compromessi che magneticamente non ti lascia. Eppure, nonostante le diverse frecce al suo arco, The Evil Within è lontano dall'essere un titolo impeccabile. Purtroppo il comparto grafico e i tempi di caricamento alle volte eccessivi, e poi la narrazione, forse troppo enigmatica e con una messa in scena che non esalta il dramma interiore dei personaggi come altri esponenti del genere, non fanno volare il gioco dove avrebbe dovuto. The Evil Within non centra totalmente il suo scopo e, pur rivelandosi comunque un titolo di valore, la sensazione generale è quella di essere davanti a un prodotto che poteva essere molto più convincente con maggiore attenzione su tutti gli aspetti critici. Ma a volte ci si può pure accontentare, poiché alcuni momenti memorabili non mancano e l'atmosfera che si respira è di quelle forti che coinvolgono. Voto: 7+

mercoledì 13 marzo 2024

Happy "Nerd" Birthday

Un altro anno è passato, in cui ho imparato qualcosa di più, ho conosciuto qualcuno in più, sentito e soprattutto visto qualcosa di nuovo (o di "vecchio", e per la prima volta), ed infine vissuto certe esperienze in più (compresi acciacchi ed affaticamenti vari), praticamente come direbbe un Nerd, sono come passato di livello (ancora una volta), il livello 39 per l'esattezza. Un livello che inevitabilmente pesa sul groppone, ma la voglia di continuare a giocare di certo non si ferma qui, anche perché essendo difatti un videogamer, giocare è il mio forte. In questo senso, e per questo, che faccio parte, quasi da sempre, di quella categoria di persone definibili come secchioni, esattamente la definizione italiana di Nerd, e di cui orgoglioso sono di essere. A scuola infatti adoravo la matematica e la Storia, in gioventù collezionista (di figurine, gadget, schede telefoniche e quant'altro) e da sempre, ed in particolare adesso, un lettore di fumetti (amante degli anni '80 e della musica in generale) con una passione per i giochi e il cinema, un nostalgico per virtù che (astemio e non fumatore non solo per necessità) la tecnologia non disdegna. C'è però un ma, per essere definitivamente definito come Nerd c'era bisogno della classica ciliegina sulla torta (che in questo caso metaforica non è), di possedere un cimelio o qualcosa che indentificasse la "categoria", e molti oggetti rientrano nella lista, per esempio i Lego, oppure statuine raffiguranti robot, anime e simili, od una vecchia console, e poi ci sono loro, i Funko Pop, fenomeno collezionistico globale inarrestabile. Non avevo infatti mai avuto cose di questo tipo, cosicché quest'anno e adesso, prima che diventi "troppo" grande per certe cose, il regalo me lo sono fatto io e ne ho comprato uno di quest'ultimo oggetto da collezione (il primo e sicuramente l'ultimo in ogni caso), un Funko Pop raffigurante (notasi l'immagine nel banner del post) il mio supereroe preferito, ossia Superman. Una figura a cui sono legato anche per altri motivi, tra cui quello d'essere affezionato al personaggio originale del film e all'attore che lo interpretava, e c'è proprio un aneddoto che non ho mai raccontato su quest'ultimo protagonista. Quando 17 anni fa (era il 2007) mi risvegliavo dall'operazione di tracheotomia resosi necessaria per l'insufficienza respiratoria che mi portò alla camera di rianimazione dell'ospedale di un paese vicino al mio, il mio primo commento (anche per farmi coraggio) fu questo: "come Superman", come Christopher Reeve che vittima d'incidente rimase fino alla sua morte (avvenuta nel 2004) su una sedia a rotelle e collegato a un respiratore artificiale, esattamente come me che in quel momento mi sentivo d'essere appunto Superman. Non lo sono davvero ahimè, ma in fondo siamo tutti dei (super)eroi in questo pazzo mondo. Un mondo che vorrei si fermasse, e la sensazione oggi è proprio questa, dopotutto il giorno del compleanno non è un giorno come gli altri, ma lo sarà domani. E voglio pensarci domani, oggi voglio godermi questi attimi, e ringrazio anticipatamente chi gli Auguri mi farà, grazie e a presto.

Aggiornamento di giornata, ore 15: La torta e la prova dell'avvenuto acquisto!


giovedì 7 marzo 2024

Le mie canzoni preferite (Febbraio/Marzo 2024)

Più che una coincidenza, una sentenza, ma si sa che Sanremo tutta la musica italiana ingloberà, almeno per un periodo di tempo così sarà, anzi è, anche questa volta, per questi due ultimi mesi di preferenze personali musicali infatti, nient'altro di buono c'è, non che poi a Sanremo fosse tutto rose e fiori, ma a distanza di settimane alcune canzoni ancora forte vanno, però ecco che nessun brano di recente uscita in qualità è riuscito a superare, cosicché a mandare avanti la "baracca" ci pensa sempre la musica straniera/internazionale, che per questo post porta in dote meritate conferme, piacevoli ritorni e gradevoli novità. Playlist completa Qui.

Collaborano con tanti artisti diversi, ma il risultato non cambia mai,
ed ecco l'ennesima hit dance/elettronica che dalle orecchie non esce.

Un trio credo inedito, in cui penso il "latitante" Pharrell Williams bene stia,
non per caso questo brano promosso è per me.

martedì 27 febbraio 2024

I film del mese (Febbraio 2024)

L'avevo anticipato in occasione dello speciale Premi Oscar 2024 di inizio mese che avrei visto, per questo post cinematografico di fine mese, e in tempo per la premiazione che avverrà l'11 marzo prossimo, altri 2 film che hanno ricevuto almeno una candidatura, tuttavia la quota Oscar ha raggiunto, per pura coincidenza o meno, le 5 unità, però con ulteriori 3 film candidati (2 di questi oltretutto vincitori di 1 o più premi) agli Oscar ma del 2023. Il che riduce la lista di visioni di pellicole candidate agli Academy Awards, rispettivamente a quota 6 e 16 unità, unità che spero di recuperare presto. Ma nel frattempo ne ho recuperati altri, tra questi due film che ho visto nei "limiti" di visione, infatti per dovere e per essere precisi (come sempre d'ora in poi) segnalo che la visione di The Flash è avvenuta nella settimana gratuita, disponibilità di visione (compresa nel pacchetto Infinity) tra il 26 gennaio ed il primo febbraio scorso, e che per vedere Mad Heidi si ha tempo solo altri due giorni, il film infatti è in scadenza dal catalogo Prime Video a fine mese (ovvero il 29). Il resto, un bel mix, ancora visibile dalle rispettive "piattaforme".

[Infinity Plus] The Flash (Azione/Fantascienza 2023) - Tutto sommato uno dei film di supereroi più interessanti degli ultimi anni, e anche uno dei migliori DC, non che sia un'impresa in realtà. Il primo film dedicato a Flash (interpretato da un simpatico ed ironico Ezra Miller che si sdoppia in due con la sua controparte più giovane) non delude le attese e tiene lo spettatore incollato (o quasi) allo schermo. Andy Muschietti (dopo le fatiche di It) crea infatti un film imperfetto ma divertente, che ha il gusto della bizzarria che contraddistingue questa ondata di storie sul multiverso (che in questo caso vede il supereroe dalla velocità straordinaria ritornare nel passato per cercare di salvare i suoi genitori da drammatici eventi). La sceneggiatura regge (senza evidenti buchi e senza scadere in ingarbugliamenti eccessivi per fortuna) e l'azione diverte. C'è una CGI spesso plasticosa ma c'è anche tanta anima e può scappare la lacrimuccia. The Flash ha inoltre il piacere di ri-annoverare un grande e autoironico Michael Keaton (con annessa colonna sonora) che riprende i panni di Batman dopo 31 anni (apprezzato anche il cameo del compianto Christopher Reeves e a dir poco grottesco quello di Nicolas Cage, ma voluto). Non meritava il flop che ha avuto, una visione merita. Voto: 6,5

[Disney Plus] Empire of Light (Romantico/Dramma 2022) - Un film in cui Sam Mendes pare credere molto, dato che ha firmato anche la sceneggiatura, di sicuro ha momenti evocativi, così come la ricostruzione d'epoca (siamo in Inghilterra anni '80 ) e delle agitazioni sociali in corso è ben fatta, però il regista (del bellissimo 1917 di qualche anno fa) pare voler mettere troppa carne al fuoco e a tratti il film si perde per strada. Malattie mentali, traumi infantili, razzismo, abusi, relazioni impossibili, il vecchio cinema come teatro della vita, tanti temi importanti non sempre sintetizzati con il giusto equilibrio, a dipingere bozzetti struggenti ma nell'insieme poco coesi. Un film in cui si salva l'interpretazione della sempre perfetta Olivia Colman e la solita azzeccata fotografia di quel genio di Roger Deakins (che non a caso ha ricevuto l'ennesima candidatura agli Oscar, nell'edizione del 2023 che vide trionfare Niente di nuovo sul fronte occidentale). Per il resto Empire of Light, in mancanza di riflessione del suo regista, finisce per essere l'ennesima storia infarcita di una retorica che non serve a nessuno. Voto: 5,5

martedì 20 febbraio 2024

Le serie tv del mese (Febbraio 2024)

Dopo la scorpacciata di gennaio con le serie di Sky, è tempo di tornare alla normalità, è tempo nuovamente di affiancare a serie e/o miniserie recenti, pacchetti completi di serie finite o cancellate di qualche annetto fa. Ma questo è solo un assaggio, ci saranno infatti altri 10 mesi per vedere le tantissime serie che la mia programmazione ha deciso di inserire mese per mese, però in questo periodo sono già usciti alcuni prodotti ed altri nel corso dell'anno usciranno, e cercherò di non perdermi anche quest'ultimi, anche se tutto dipende, e come sempre, dal tempo, lo spazio e le possibilità di visione. Ma intanto intenso è stato questo febbraio.

[Netflix] After Life (Serie Completa) - Pur mantenendo l'essenzialità delle serie britanniche, che non eccedono nel numero degli episodi, After Life riesce a renderci parte di un mondo intero. Un microcosmo di personaggi ispirati e memorabili esposti tanto nelle loro fragilità che nelle piccole grandi sfide quotidiane. Tra humor e dolore, follie e disperazioni, partecipiamo empaticamente a una grande storia di amore e umanità, qualcosa che lascia il cuore più aperto. Tra la commedia nera e il dramma, After Life è infatti una serie ben riuscita, scritta e interpretata da un Ricky Gervais al meglio di sé. Certo non c'è granché approfondimento dei personaggi, ma è poca cosa considerato che contribuiscono tutti, con le loro azioni, alla morale della storia: vivere un lutto è terribile ma le persone attorno, in un modo o nell'altro, possono aiutare in qualche modo. La forza e l'originalità di After Life stanno nel mostrare per quello che è, senza tanti fronzoli, una realtà nella quale tutti noi possiamo riconoscerci: la tristezza, l'insoddisfazione, la depressione fanno parte di chiunque, magari non sono una costante ma tutti prima o poi possono imbattersi in queste condizioni mentali. Ricky Gervais non voleva raccontare una favola di rinascita, di una nuova vita e di un nuovo amore. Perché, dopo un'esperienza come la sua, non è scontato, non tutti sono uguali reagendo allo stesso modo. Lui rifiuta la possibilità di un'altra relazione, ma nell'arco narrativo di tre stagioni conquista una nuova consapevolezza: raggiunge quella serenità che gli permette comunque di andare avanti. E chi lo dice che la serenità non sia meglio di una felicità che va e viene? After Life tuttavia, pur rivelandosi, nella sua totale interezza, una serie tv imperdibile, talvolta, scade in alcune cadute di gusto vistose e imperdonabili, smarrendosi in numerosi sketch, se non del tutto inutili, perlomeno non necessari, pecca inoltre di tanto in tanto di qualche buonismo retorico un po' fasullo, eppure nonostante ciò, ed ugualmente, rifulge di vita propria e assai eccelle lodabilmente, toccando financo alte vette d'alta poesia struggente. Dosa perfettamente cinismo e momenti agrodolci: si ride, ci si commuove e soprattutto si riflette parecchio, cosa desiderare di più?. Voto complessivo: 8

martedì 13 febbraio 2024

Le mie canzoni preferite - Speciale Sanremo 2024

Un'edizione (la 74a) di Sanremo che, tra balletti improbabili, classifiche controverse e varie stupide decisioni, ha più che mai reso evidente come un cambio di rotta dovrebbe prossimamente esserci, e infatti Amadeus l'anno prossimo non ci sarà e vedremo un po'. Un'edizione che ha visto trionfare una canzone/cantante che non era (come potreste notare vedendo la mia personale qui classifica) tra le mie favorite/preferite in assoluto della Kermesse, ma visto quello che poteva (sciaguratamente) accadere, molto che sia andata così, e comunque una donna doveva vincere e una donna ha vinto, sia benedetta Angelina Mango. Un'edizione che in ogni caso ha visto aumentare il numero di partecipanti (da 28 a 30) ma non la qualità, mediamente scarsa. Non è cambiato invece il mio metodo di giudizio (da una a tre stelle), solo che stavolta ho preferito non inserire il video singolo di ogni canzone (presente solamente per le primissime posizioni), ma nessun problema, trovate tutti i video QUI, e se nel caso preferite solo sentire oltre che vedere, Spotify c'è, trovate difatti la playlist completa QUI. E ricordando la scorsa edizione (il link eccolo Qui), vi lascio alla classifica, contenente tra l'altro miei personali commenti, concisi e brevi, che il troppo dilungarsi è controproducente.

30. Sangiovanni – Finiscimi

29. Fred De Palma – Il cielo non ci vuole

28. Santi Francesi – L'Amore in bocca

27. Geolier – I p' me, tu p' te

26. Ricchi e Poveri – Ma non tutta la vita

25. Renga e Nek – Pazzo di te

24. Il Tre – Fragili

23. Alfa – Vai
 

giovedì 8 febbraio 2024

[Cinema] Speciale Premi Oscar 2024

Inizialmente (o almeno così me l'ero immaginato) questo speciale "Academy Awards" (esattamente come accaduto lo scorso anno) doveva coprire più anni, ma con mia grande sorpresa mista ad incredulità, sono così tanti quest'anno i film candidati resosi disponibili alla visione dalle varie piattaforme streaming che gli spazi vuoti (dei 9 previsti) si sono subito riempiti, non lasciando più spazi ad altri (spazio per: me ne mancano ancora 2 del 2021, 3 del 2022 e 9 del 2023), tanti che addirittura altri due vedrò per il listone di fine mese, non contando che Indiana Jones 5 solo poche settimane fa visto ed una fa recensiti. E quindi su 33 film candidati al momento ne ho visti 15, perché 5 già visti lo scorso anno, ma arriverò a 17 (o forse di più chi lo sa). Comunque sia, seppur in numero maggiore rispetto a tutte le altre volte, non sufficiente per esprimere con cognizione di causa un'opinione professionale, ma ci proverò ugualmente (tenendo anche conto di quello che si dice in giro, e poi dopotutto qualcosa a questo punto credo oramai io capisca). Però prima tengo a farvi conoscere una curiosità su questi 9 film di oggi, se due film si basano sull'attualità ed uno sulla storia, gli altri sei sono tutti tratti da storie vere, con ben quattro biografie e due ispirati e/o basati da essi, coincidenza o caso non saprei, ma strano davvero (il politicamente corretto comunque c'entra sempre). Veniamo ora alle candidature di questa 96ª edizione ed i probabili vincitori. Miglior FilmKillers of the Flower Moon potrebbe non essere il migliore della decina, ma di certo Barbie e soprattutto Maestro non sono all'altezza (quest'ultimo anche degli altri premi). Miglior regista: Nolan è favorito, ma Lanthimos e Scorsese promettono battaglia, ed attenzione anche agli altri due. Miglior attore protagonista: Colman Domingo c'è, ma Paul Giamatti e soprattutto Cillian Murphy hanno più chance. Miglior attrice protagonista: Emma Stone favorita, ma attenzione a Lily GladstoneMiglior attore non protagonista: complicato abbastanza, ma si ricordi che c'è Robert De Niro, mica pizza e fichi. Miglior attrice non protagonista: vedo favorito il nero sul bianco (e non dico altro, per non sembrare quello che non sono: razzista). Migliore sceneggiatura non originale: basta che non vince BarbieMigliore sceneggiatura originale: basta che non vince MaestroMiglior film internazionale: La società della neve mi è piaciuto più di Io capitano, ma molto quotato è La zona d'interesseMiglior film d'animazioneSpider-Man: Across the Spider-Verse se non dovesse vincere Il ragazzo e l'airone non dispiacerebbe. Migliori effetti speciali: tifo per i Guardiani 3Migliore canzone originale: l'unica cosa davvero buona di Barbie è la canzone di Billie Eilish, che non può non vincere. Difficile valutare gli altri premi, ma se devo, per la fotografia El Conde; per la scenografia Povere creature!, costumi anche; per il trucco e acconciatura La società della neve; per il montaggio e colonna sonora originale Killers of the Flower Moon; infine per il sonoro Oppenheimer. Penso insomma che non ci sarà un film "eletto", ma una "suddivisione" tra più pellicole, e detto ciò spazio alle mie personali recensioni di film candidati ai Premi Oscar 2024.

[Netflix] El Conde (Horror/Commedia 2023) - Allegoria grottesca del male perenne, qui rappresentato nei panni di un vampiro dall'ex Presidente cileno Augusto Pinochet, dove la componente orrorifica la fa da padrona. Miserie umane, tradimenti, ingordigia e chi più ne ha più ne metta, la famiglia Pinochet è un coacervo di malignità ed il film procede spedito nel suo fascinoso bianco e nero (non stupisce in questo senso la candidatura per la miglior fotografia a Edward Lachman) narrando gesta incredibili e dipingendo personaggi sintomatici di un certo mondo malato. Nella seconda parte il film però perde quota, schiacciato dalle sue stesse ambizioni e dall'introduzione di figure un po' troppo ingombranti come quella della Thatcher, all'inseguimento di una poesia visiva e di immagini che non riesce purtroppo a compiersi (la scena del volo ad esempio). E le due ore di durata non aiutano a mantenere il film col giusto equilibrio, un film diretto da Pablo Larraín, di cui pellicola (comunque migliore dell'ultima) rappresenta della sua cinematografia una novità, affascinante e riuscito, ma non completamente. Voto: 6+

[Netflix] Nyad - Oltre l'oceano (Biografico/Sportivo 2023) - Dopo molti anni di inattività, la nuotatrice Diana Nyad tenta l'attraversamento a nuoto del tratto di mare tra Cuba e la Florida. Il sogno (quasi) impossibile di un'atleta ultra sessantenne che tenta l'impresa con l'aiuto di un piccolo team. Una storia raccontata utilizzando spezzoni di repertorio dei veri protagonisti in un film che è quasi un documentario che mantiene nelle sequenze più coinvolgenti una notevole tensione drammatica. Merito della storia ma anche della buona realizzazione tecnica e della prova di due grandi attrici come Jodie Foster e Annette Bening (tanto che entrambe hanno ricevuto una candidatura all'Oscar), coadiuvate dall'ottimo Rhys Ifans. La storia non la conoscevo, quindi con interesse ho seguito questo film, un film che non eccede, che opportunamente non indugia troppo sul rapporto infausto tra la Diana minorenne e il suo allenatore, e soprattutto non strappalacrime, tranne sul finale, ma era inevitabile. Non resta impresso, ma il messaggio del non arrendersi mai rimane, per un film non perfetto ma godibile e vedibile. Voto: 6,5