lunedì 31 agosto 2020

I film del periodo (14-31 Agosto 2020)

Se non lo sapevate il 1° Agosto del 1981 nasceva MTV, da quel momento il mondo della musica e della TV cambieranno per sempre. E così a quasi quarant'anni da quel giorno, da sabato 1 agosto e poi a rotazione, Blaze (in esclusiva su Sky al canale 124) ha proposto La nascita di MTV, un documentario (prontamente visto, anche se a distanza di molti giorni) che ripercorre la genesi dell'emittente che ha rivoluzionato la musica e il modo di seguirla in tv, lanciando artisti, mode e stili. Un nuovo linguaggio, un nuovo mondo quello di MTV, a partire dal logo e dalla famosa scena dello sbarco sulla Luna che lanciò le trasmissioni. E l'idendità di MTV fu subito ben definita anche grazie al primo video musicale trasmesso. Si tratta di Video Killed The Radio Star dei britannici The Buggles, a segnare una nuova stagione. Bastò poco perché il canale diventasse il punto di riferimento culturale per intere generazioni oltre che vetrina privilegiata per le star che ambivano a esserne ospiti. E proprio artisti del calibro di Sting, Eurythmics, Brian Ferry e Billy Idol raccontano La nascita di MTV per dare il proprio punto di vista sulla sua storia. Alle interviste si aggiungono poi immagini di archivio e interventi di autori e VJ che hanno dato vita un brand icona della cultura pop degli ultimi quarant'anni. Insomma un qualcosa di decisamente interessante, da vedere certamente e sicuramente da consigliare a tutti, anche perché canale musicale simbolo di una generazione, la mia, la vostra. Detto questo passiamo ai film da me visti da prima di Ferragosto ad oggi, tanti e diversi, in tutti i sensi.

SEMAFORO VERDE PER...
Yesterday (Romantico/Musical 2019) - L'idea di base (seppur non originale) è a dir poco geniale (Yesterday gioca e scherza con il pubblico nel creare un universo alternativo in cui i Fab Four non sono mai esistiti, assurdo, vero?). Danny Boyle si cimenta egregiamente con la fanta-commedia non mancando di darle sempre il suo istrionico tocco personale come i titoli delle canzoni che scorrono sullo schermo. Ne viene fuori un film particolare, magari non un capolavoro, ma che diverte, che fa ridere, che si fa seguire con interesse ed a tratti che commuove pure (la scena in cui il protagonista incontra John Lennon, è Robert Carlyle a prestargli il volto). Nella prima parte le citazioni alle canzoni dei quattro capelloni di Liverpool sono numerose e spassose e davvero azzeccata è l'idea di rendere tutto più realistico inserendoci come interprete Ed Sheeran (che tra l'altro non se la cava affatto male). Poi nella seconda le musiche dei Fab Four dilagano coinvolgenti come le trovate storiche tipo il concerto sul tetto di un edificio, sono tutte citazioni che fanno piacere soprattutto a chi ha qualche annetto e ricorda quei tempi (ma anche a chi non li ha e conosce solo le loro stupende canzoni), soprattutto fa riflettere una frase che viene detta: come sarebbe peggiore il mondo senza le canzoni dei Beatles (e come sarebbe migliore senza le sigarette, senza Coca-Cola od Harry Potter invece non saprei). Purtroppo l'immancabile storia d'amore (seppur nella loro ingenuità apprezzabile è la loro alchimia/rapporto, tra Himesh Patel, nel cast del nuovo film di Christopher Nolan Tenet, e la solita brava e bella Lily James) risulta un po' lunga e stucchevole e rallenta il ritmo della narrazione ma tra musiche e storia è un film che alla fine si promuove a pieni voti. Un film (una commedia romantica condita di tanta musica, ma comunque senza sfociare nel musical, non è un film sulle canzoni dei Beatles, non è un Across the Universe per intenderci) che trasmette (un grazie va allo sceneggiatore Richard Curtis) la gioia e la connessione che sa dare la musica e trasmette l'importanza dei sentimenti e dell'amore come unica vera bussola nella vita. Semplice, senza grosse pretese, ma efficace. Voto: 7

SEMAFORO GIALLO PER...
Figli (Dramma/Commedia 2020) - Innocuo e buonista Figli ha il grande merito di strappare a più riprese convinte risate, ironizzando con intelligenza sul ruolo di genitore (ma anche su quello dei nonni) nell'attuale contesto sociale. Sicuramente la presenza di Valerio Mastandrea e Paola Cortellesi fornisce una marcia in più ad un film capace di parlare con schiettezza di situazioni che molti padri e madri ben conosceranno (una coppia che dopo aver avuto il primo figlio, decidono di provarci per il secondo), cadendo però in un finale in cui le perplessità e i disagi vengono messi da parte con troppa leggerezza. Applausi per alcune idee: la sostituzione con un brano di Beethoven del pianto infantile è una trovata non da poco, come merita molto la definizione dei genitori-tipo inseriti in una sorta di limbo. L'analisi sociale parte invece da presupposti sacrosanti ma l'elaborazione della stessa finisce in una semplificazione orientata eccessivamente verso la soluzione accomodante. In ogni caso commedia agrodolce di buona qualità e dal discreto valore. Voto: 6

A Beautiful Day (Dramma/Thriller 2017) - Certo non il Taxi Driver del nuovo millennio, ma un pregnante thriller noir sicuramente sì. Menti piagate dalla guerra incapaci di reggere l'orrore della "normale" quotidianità: e così l'intreccio fra politica e crimine organizzato, qui particolarmente odioso perché incentrato sulla prostituzione minorile, assume i contorni di una disperata vendetta personale, un'epopea scura come la pece e senza scampo (sarebbe stato quasi più coerente il pre-finale). Ottimo il silenzioso Joaquin Phoenix (anche premiato per questo), ma la palma della rivelazione va all'angelica Ekaterina Samsonov. Regia attenta (di Lynne Ramsay, che si è basata sul libro Non sei mai stato qui di Jonathan Ames per la sceneggiatura, sceneggiatura vincitrice a Cannes 2017 un premio, oltre all'altro per la migliore interpretazione maschile), confezione curata con una colonna sonora efficace. E fa niente che non c'è niente di originale per un giustiziere moderno come questo qui, in un film dove la violenza è asciutta e improvvisa, c'è la capacità di brillare. Voto: 6,5

Un giorno di pioggia a New York (Commedia/Romantico 2019) - Sempre il solito Woody Allen, non cambia mai, eppure ci fa fessi ancora una volta. Nel leggere la trama avevo storto un po' la bocca perché avevo immaginato la solita minestra, cosa che in fondo è, ma nella sua frivolezza e banalità egli riesce nuovamente a deliziare lo spettatore, non smentendosi affatto. Una storia (una sorta di viaggio di formazione in una New York che sempre perdere coordinate predefinite fa) carica di humor, dotata di dialoghi ironici e intelligenti, come spesso capita di trovare nei film del buon vecchio regista americano, capace di divertire e intrattenere senza sforzo alcuno, palesando anche nei momenti meno intensi una spinta emotiva e interessante negli interpreti e nelle loro caratterizzazioni. Unico neo (personale) l'antipatia nei confronti di Timothée Chalamet per colpa del suo personaggio geniale ed inconcludente al tempo stesso (anche se scegliere tra Elle Fanning e Selena Gomez non è affatto facile), un personaggio con i tratti tipici del personaggio Alleniano che comincia però a diventare cliché. Ma è davvero poca cosa e la riuscita del film non è in discussione. Un film delizioso con un Allen in velocità da crociera. Voto: 6

Zombieland - Doppio colpo (Commedia/Horror 2019) - Ben 11 anni fa usciva Benvenuti a Zombieland, una sorta di commedia con gli zombie. Si capisca, gli zombie erano quelli soliti a cui bisogna sparare in testa, dunque film sicuramente splatter, ma il tono di tutto il film era piuttosto leggero, grazie da una bella sceneggiatura e agli interpreti, tra cui Woody Harrelson, Jesse Eisenberg ed Emma Stone. Il film ebbe buoni incassi e divenne rapidamente un cult, anche per le famose regole che si era dato il protagonista per sopravvivere in un mondo pieno di zombie e che spesso venivano ricordate nel film. Ci sono voluti tutti questi anni per ritrovare il cast e una sceneggiatura all'altezza, ma ne è valsa la pena. Questo seguito (sempre ad opera dello stesso regista Ruben Fleischer, che nel frattempo ha deluso un po' con il suo Venom) mi è piaciuto. Non raggiunge il livello del primo capitolo, ma è comunque un sequel che si lascia guardare molto volentieri. Carina (seppur non originale) l'idea degli zombie evoluti e ho apprezzato molto anche l'ingresso dei nuovi personaggi, in particolare Madison alias Zoey Deutch. Peccato per i cambi di doppiatori in peggio rispetto alla prima pellicola (anche se so che in un caso è stato inevitabile). L'azione non manca ed a parte qualche passaggio un po' a vuoto il divertimento non manca. Ciliegina sulla torta il cameo finale di Bill Murray. Voto: 6+

Hole - L'abisso (Horror/Thriller 2019) - Un horror di discreta fattura, nulla da dire. Strutturato come una fiaba nera, con tanto di collocazione fuori contesto civile della casa ed al confine del bosco limitrofo dall'aria realmente sinistra, The Hole in the Ground non aggiunge granché come originalità al genere, però bisogna ammettere che gli elementi messi in mostra sono ben collocati nel tessuto della storia. Più che sui salti dalla sedia, Lee Cronin (il regista) privilegia le atmosfere suggestive della location, avvalendosi di una buonissima fotografia e di una colonna sonora molto efficace. La storia purtroppo è un po' debole, è vero, specie nel finale dove viene "sfogata" una certa vena citazionistica anche fin troppo palese e ridondante (Shining, L'invasione degli Ultracorpi, The Descent). Malgrado i suoi piccoli difetti (non tutto è sviluppato bene e molte domande/buchi rimarranno tali), un horror che vale una visione. Perché potrà apparire, in un primo momento, risaputo, scontato, telefonato, insomma le solite cose ma dategli tempo perché troverà la sua strada e incuterà non poco. Merito anche dei due protagonisti davvero in gamba, madre (Seana Kerslake) e figlio (James Quinn Markey). Voto: 6

Il coraggio della verità (Dramma/Poliziesco 2018) - Eccessivamente prolisso, il film di George Tillman Jr. (adattamento cinematografico del romanzo The Hate U Give - Il coraggio della verità del 2017 scritto da Angie Thomas) si barrica dietro una corazza fatta di retorica, buonismo e banalità varie. La banalità è evidente nell'episodio che fa da scintilla a tutta la storia che poi si sviluppa, risultando a mio modo di vedere alquanto frivolo e poco curato. La retorica che pervade il film si nota nei dialoghi, nelle fin troppo abusate iterazioni razziali che si applicano nella forma poliziotto bianco cattivo contro teenager di colore problematico ma, in questo caso, candido e innocente, ma anche tra amiche di scuola di diverse etnie ed estrazioni sociali. Tutte cose che francamente non hanno né coraggio e né originalità da vantare. I punti a favore del film sono le interpretazioni, tutte abbastanza convincenti (in particolare quella di Amandla Stenberg), il ritmo fluido che nonostante le oltre due ore di durata riesce a mantenere un certo coinvolgimento nello spettatore e una spiccata dose di emozionalità che in alcuni frangenti risulta incisiva e coinvolgente. Una sufficienza per un film che, parere mio, poteva e doveva osare qualcosa in più, rinunciando alla prolissità e alla retorica esasperata su concetti sì interessanti e attuali (attualissimi) ma decisamente troppo caricati per cercare di colpire a tutti i costi. Voto: 6

SEMAFORO ROSSO PER...
Ghost Stories (Dramma/Horror 2017) - Un horror abbastanza classico: niente urla, pochissimi Jumpscare, ritmo blando ma non noioso. Dopo un inizio intrigante, lo sviluppo della trama vede tre diverse esperienze horror non particolarmente sconvolgenti, dove, a mio parere, spiccano le discrete interpretazioni di Martin Freeman e del ragazzo un po' disturbato del secondo episodio (Alex Lawther, Christopher Robin ragazzo in Vi presento Christopher Robin). Il finale scombussola tutto quanto precedentemente raccontato e, secondo me, peggiora una pellicola che, fino a quel momento, veleggiava su una placida sufficienza. Il finale di quest'horror infatti, se da una parte offre una cornice giustificatoria di ciò che accade nei tre episodi, dall'altra stempera la drammaticità del rapporto tra tangibile e trascendente, restringendola a livello soggettivo e allucinatorio, cosa che mi ha un po' infastidito. Ma se l'avessi saputo che i registi Jeremy Dyson e Andy Nyman, qui avessero semplicemente adattato la loro omonima opera teatrale, l'avrei probabilmente evitato. Voto: 5,5

Il mistero della casa del tempo (Fantasy 2018) - Abbandonato o semplicemente, si spera, messo da parte il genere horror in cui si è quasi sempre ben distinto in qualità di regista sin dai tempi del valido esordio di Cabin Fever, Eli Roth si dà al fantasy (dopo la parentesi action con Death Wish), cercando di divenire una volta tanto il regista di tutti e per tutti. Di fatto il film (adattamento cinematografico del romanzo La pendola magica del 1973 scritto da John Bellairs ed illustrato da Edward Gorey), forte di un cast nutrito di nomi piuttosto famosi e non così scontati (Cate Blanchett su tutti, diva piena di classe e dunque qui sin sprecata, mentre Jack Black risulta sempre perennemente e coerentemente se stesso, mentre fa piacere rivedere il lynchano Kyle MacLachlan, seppur sciupato in un filmetto del genere), anziché tendere alla platea più vasta, andrebbe severamente vietato ai "maggiori di anni", tanto è puerile e futile la storiella che regge tutto il grande apparato scenico, sfavillante ma scontato, visto mille altre volte e non proprio in grado di destare nemmeno per un attimo alcun istante di meraviglia o di sorpresa. Si procede pertanto tra bambini saputelli, adulti maligni e perfidi sino alla caricatura, situazioni sopra le righe che tuttavia si ripetono stancamente senza mai riuscire un attimo a farci tornare addosso la meraviglia dell'essere o sentirsi un po' bambini. Voto: 4

Playmobil: The Movie (Animazione 2019) - Dopo The Lego Movie (dieci volte meglio riuscito, anche il secondo meno impattante del primo è migliore, nessuno degli altri sono peggiori) non poteva mancare anche il film sui Playmobil. Il film di Lino DiSalvo sui famosi pupazzetti vorrebbe celebrare il potere dell'immaginazione di questi giocattoli prodotti dalla società tedesca Geobra Brandstätter fin dal 1974, ma non ci riesce, e il tentativo di emulazione fallisce. La storia parte da una ragazza di nome Marla (Anya Taylor-Joy, non basta la sua bella presenza a migliorare la situazione), che orfana dei genitori, si trova a intraprendere un viaggio epico dopo che suo fratello minore scompare nel meraviglioso mondo animato dei Playmobil. Lì ritroverà la parte migliore di sé stessa: quella dell'esploratrice appassionata e ottimista. Prologo ed epilogo in live action, questo film d'animazione, che nella versione italiana è doppiato da J-Ax e Cristina D'Avena (ma era meglio di no) non riesce minimamente a entusiasmare. All'inizio e alla fine non c'è magia insomma, ma il problema è che non c'è neanche nel mezzo. Colpa della sceneggiatura, pensata per un pubblico giovanissimo, pregna di personaggi, epoche e situazioni surreali che rappresentano davvero troppa carne al fuoco (e poi troppe canzoncine, e nessuna che lascia tracce). Un mix narrativo quasi schizofrenico, che però nasconde un messaggio chiaro: giocare e divertirsi sono elementi e momenti che non dovremmo abbandonare mai, neppure da adulti. Bene, bello, ma non basta. Voto: 5

Stuber - Autista d'assalto (Commedia/Azione 2019) - Visto sostanzialmente per Kumail Nanjiani, il simpatico protagonista della gradevole commedia The Big Sick - Il matrimonio si può evitare... l'amore no, ma né lui, né Drax alias Dave Bautista, né l'uomo da menare Iko Uwais, né la rediviva Mira Sorvino e neanche tre belle donne quali Natalie Morales, Betty Gilpin (Debbie in GLOW) e Karen Gillan (presente nel MCU ma non solo), riescono ad innalzare il livello di una commedia action mediocre come questa. Un buddy cop movie che, seppur aggiornato, non si salva col citazionismo e il meta-citazionismo dai troppi e celebri precursori. Un film che, inesorabilmente eccede. Una commedia sciocca, che non fa ridere ed a tratti pure inutilmente sboccata. E giunti al termine della visione di questo film (diretto da Michael Dowse), la sensazione è quella di aver insomma passato un'ora e mezza in macchina con un autista (di Uber, che diventa, suo malgrado, co-protagonista in un'operazione di polizia) che non sa bene come arrivare a destinazione: al netto di alcuni duetti simpatici tra i due attori principali, il meccanismo comico si inceppa abbastanza rapidamente, e quello action va incontro a un destino simile. Peccato. Voto: 5+

Il cardellino (Dramma 2019) - Non ho letto il libro e quindi non posso fare paragoni con l'opera letteraria da cui è tratto (a quanto pare un romanzo, di Donna Tartt, vincitore del Premio Pulitzer per la narrativa nel 2014). Partendo da un senso di colpa che lo accompagnerà nel corso dei suoi anni, il film si snoda fra due narrazioni parallele che offrono al film quel carattere di opera di formazione e quel senso di malinconia ben sottolineata dalla fotografia di Roger Deakins (quello di Blade Runner 2049 per intenderci). Ho avuto l'impressione che l'opera letteraria sia molto complessa. Infatti la sceneggiatura sembra accumulare gli accadimenti e talvolta c'è la netta impressione di qualche "taglio" forse necessario per la sua trasposizione su grande schermo, ma di cui se ne intuisce la mancanza. Un cast pregevole con buone interpretazioni (Jeffrey Wright su tutti), tecnicamente curato ma che a livello narrativo non funziona come dovrebbe. Dal regista (John Crowley) del bellissimo Brooklyn mi aspettavo decisamente di più e di meglio, peccato. Voto: 5+

Tutte le mie notti (Dramma/Thriller 2018) - Un film, un thriller drammatico (dallo stampo marcatamente teatrale), che manca di troppe cose, prima di tutto di un cuore (l'ambiente è freddo e impersonale). La protagonista è una giovane prostituta di cui avremmo voluto sapere qualcosa in più su umori, amori, motivazioni. Invece tutto ciò che riesce a dire sul perché lo fa è, ovviamente, "i soldi", e solo in risposta a una domanda precisa. Per il resto ci sono molti cliché già visti, soprattutto sessisti. Alla fine il messaggio è che in un gran porco mondo qual è quello del sesso a pagamento, le donne hanno pur sempre più cuore e dignità degli uomini. I ritmi sono esageratamente lenti e la storia è nel suo complesso davvero troppo povera (finale abbastanza scontato, si poteva fare di più). Le scene più apprezzabili sono quelle nel bosco della grande villa. Attori (che sono tre e tre di numero, Barbora Bobulova, Alessio Boni e Benedetta Porcaroli) bravini e nulla più. Un esordio insomma (con qualche manierismo registico di troppo) non proprio brillante per Manfredi Lucibello. Voto: 5

ANGOLO VINTAGE
Gattaca - La porta dell'universo (Fantascienza 1997) - Un film di fantascienza decisamente atipico, dai tempi dilatati e dal fascino non comune. La storia interessa per come si trattano diversi importanti temi, alcuni un po' sullo sfondo, come ad esempio la rivalità fra due fratelli (quello più rilevante però il tema della selezione genetica, ma sarebbe meglio parlare di eugenetica). E' profondamente pessimista nella rappresentazione della società, ma paradossalmente trasmette un messaggio di speranza sul superamento dei propri limiti. Decisamente originale nel suo sviluppo, non ha lo scopo di intrattenere lo spettatore, bensì di farlo riflettere ed emozionare. Direi che ci riesce, anche se sul finale qualcosa sembra incompiuto, ma si rimane soddisfatti, perché è proprio sul finale che il messaggio conclusivo esplode in tutta la sua bellezza. Fantascienza etica ed esistenziale per un film che, seppur dalla sceneggiatura claudicante (piena di forzature più o meno grosse atte a mantenere in piedi la vicenda), pone domande e ci da le sue risposte in modo dirompente (non un capolavoro ma un bel film). Ma sarà vero che il nostro destino è scritto nel DNA? Come si può vivere sapendo di essere degli "esseri inferiori" con una speranza di vita breve? La forza di volontà potrà bastare per rompere questa barriera? Nonostante sia a basso budget, a livello scenografico e registico fa il suo. La fotografia ha una tonalità sul giallo, quasi a dare un senso di marcio ai luoghi. La colonna sonora invece, a volte è un po' invadente, tuttavia è efficace, anche se ripetitiva. Buona, se pur non esaltante, la prova del cast (con alcuni future stelle), dalla coppia protagonista Ethan Hawke-Uma Thurman, ai comprimari Alan Arkin e Jude Law. In conclusione apprezzabile il debutto alla regia del neozelandese Andrew Niccol (peraltro anche abilissimo sceneggiatore, The Truman Show per fare un esempio, suo anche il soggetto per The Terminal) che, con questa discreta opera fantascientifica, segna il suo interessante debutto sul grande schermo. Voto: 7

Ecco infine i film scartati ed evitati del periodo: Summer Survivors, 10 cose da fare prima di lasciarsi, Tuttapposto, Il professore cambia scuola, High Society, L'affido - Una storia di violenza, Nour, La legge dei più forti, 7 ore per farti innamorare, La riscossa delle nerd, Tornare.

39 commenti:

  1. Zombieland "double tap" l'ho visto qualche mese fa...Non avevo grandi aspettative, ma un po' mi ha deluso..bella la scena finale dell'entrata vigorosa del "bestione" a quattro ruote, ma manca un po' di mordente, le battute non hanno lo stesso piglio del capitolo precedente..Poi chiaro che il bello di Tallasshae era vederne il cambiamento da uomo rude e solitario a leader del gruppo. Inevitabilmente in questo seguito questo aspetto è sorpassato. Comunque dai, un seguito sufficiente. Purché non si inventino Zombieland III...

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    1. Era però chiaro che non potesse avere la stessa verve del film precedente, come chiaro che a questo punto fare il terzo sarebbe un grave errore, tuttavia non ci si può troppo lamentare di questo sequel ;)

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  2. Concordo per Figli, belle trovate (la "censura" del pianto del neonato è geniale) ma ci ha dato l'idea di un prodotto un pò incompleto, ecco

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  3. Ciao Pietro! "Yesterday" è proprio carino, concordo con quello che hai scritto! Mi piacerebbe vedere "Un giorno di pioggia a New York"!

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    1. Non originale ma pur sempre delizioso, come al solito di Woody Allen ;)

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  4. Bisogna entrarci in sintonia, se ci entri non si può che rimaner meravigliati dalla poetica di questo bel film ;)

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  5. E dire che io "A beautiful day" e "Ghost stories" li ho praticamente adorati... ^^'
    Il primo forse un po' di più, ma il finale onirico del secondo mi ha davvero scombussolato.

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    1. Il finale invece a me ha fatto cadere un po' le braccia...mentre l'unico difetto vero del primo sta nel contesto abbastanza classico.

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    2. Eh, il contesto è quello che su di me fa maggior presa, lo ammetto, ho giocato sul sicuro. Invece il secondo a livello visivo mi ha lasciato sbalordito, anche se nella pratica è un po' meno di quello che vorrebbe essere. Chissà com'è lo spettacolo teatrale...

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    3. Chissà sì, io comunque non ci tengo a vederlo..

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  6. Yesterday mi è piaciuto molto, l'ho già visto un paio di volte: la prima in versione originale mentre rientravo da Nyc a gennaio, la seconda prima dell'estate. Come sempre la lingua originale regala delle emozioni in più che si perdono nella traduzione. Non poteva non piacermi appassionata di Beatles come sono.
    Ho visto anche Figli ma ho trovato sia Cortellesi che Mastrandea un po' spenti. Zombieland l'ho trovato divertente ma non avendo visto il primo non posso fare paragoni. L'ultimo di Allen mi ha annoiato. Ma è colpa del regista, non mi diverte quasi mai. Non ho mai visto Gattaca, vale la pena quindi?

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    1. Non m'aspettavo che ciò infatti, che ti fosse piaciuto, e comunque al vederlo ho pensato a te, perfetto così ;)
      Il primo Zombieland merita, ed Allen se non ci si è abituati è normale che succeda, mentre Figli, spenti loro ma il film comunque fresco.
      Infine, se non ti aspetti effetti speciali, ami un certo tipo di fantascienza, certo che vale la pena vedere Gattaca :)

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    2. Di Allen ho visto quasi tutto. Direi che sono abituata alla sua noia😉

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  7. Il voto più alto lo darei al commento sopra il mio. :-P
    Scherzi a parte, ci credi che invece a me Il mistero della casa del tempo a me non è dispiaciuto?

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  8. Gattaca è effettivamente ben scritto e pure ben girato!

    Il secondo Zombieland me lo sono perso al cinema, non è che mi ispirasse troppo, lo ammetto. Però se lo trovo lo recupero, via, mi hai convinto!

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    1. Non aspettarti comunque granché, meglio sempre mantenere le aspettative basse ;)

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  9. Non ho visto questi film, anche se un paio mi sembrano interessanti.
    La nascita di Mtv me la ricordo bene e ne sento la mancanza, ma i documentari mi annoiano, quindi meglio di no. ��

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    1. Giusto un paio, se puoi vedi comunque Yesterday, è delizioso ;)
      Per fortuna la musica è ancora protagonista su MTV, l'unico canale (delle sue tante trasmissioni) che vedo è infatti quello della musica.

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  10. Yesterday non so perché lo trovo aprioristicamente respingente come poche cose, non riesco a superare questo ostacolo e a decidermi a guardarlo.
    Figli a me è piaciuto particolarmente perché è sarcastico e drammatico al tempo stesso, con un pizzico di ironia non sguaiata come spesso capita nel nostro cinema, che non guasta affatto. E poi ovunque ci sia Mastandrea ci sono anche io. E' proprio un "amore" che non smetterà mai penso.
    D'accordissimo anche su Un Giorno di Pioggia a New York (al di là dell'antipatia per il protagonista che io non ho). Non è sicuramente l'Allen di un tempo, ma nemmeno quello di opere davvero dimenticabili come To Rome With Love e non solo. Carino e gradevole, certo da un "genio" come è stato lui è sempre lecito aspettarsi di più, ma con una produzione così forsennata direi che è anche inumano che ciò avvenga.
    Ghost stories io l'ho trovato molto carino, un modo per omaggiare l'horror per racconti di un tempo, recitato benissimo (adoro Freeman da sempre, con un finale anche abbastanza beffardo. Non è ovviamente un film imprescindibile, ma a mio avviso supera la sufficienza.
    Il Cardellino: io ho letto il romanzo che mi è anche piaciuto molto e mi ha appassionato notevolmente. Per questo motivo ho molta paura ad accostarmi al film, cosa che non penso farò nell'immediato.

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    1. Non è che non ti piacciono i Beatles? Ma spero di no.
      Mastandrea rubacuori non me l'aspettavo :D
      L'età per Allen comincia a sentirsi diciamo, troppo tardi per qualcosa di diverso e così va sul sicuro.
      Sugli ultimi due che dire, beffardo sì, pure troppo...mentre l'altro meglio in effetti evitarlo.

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    2. No, assolutamente no. Adoro i Beatles, come qualsiasi persona normale :)
      Mastandrea è un amore puramente attoriale ovviamente :)
      Su Allen siamo d'accordissimo. Un po' di demenza senile sicuramente lo accompagna nella realizzazione dei suoi ultimi film :)
      Il Cardellino, quindi, continuo ad evitarlo. Se riesci, però, ti consiglio di recuperare il libro.

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    3. Ah menomale :)
      Ah ecco, capisco.
      Se continua sulla stessa strada però potrebbe scottarsi.
      Generalmente non sono un lettore di libri, comunque grazie del consiglio ;)

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  11. Tra questi film voglio guardare "Yesterday" e "Un giorno di pioggia a New York"! 😃 "Il mistero della casa del tempo" lo hanno stroncato un po' tutti, penso di non recuperarlo...

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    1. E faresti bene, nel vedere i primi due e non vedere il terzo ;)

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  12. Mi viene da ridere perché nonostante sono dovuta ritornare alla fase "non c'è tempo per guardare i film" l'unico film che ho visto del tuo elenco, nonostante l'avessi fatto molto tempo fa e rivisto poi alla tv è stato Stuber. A mio marito piace parecchio perché gli piace l'attore, quello grosso, per intenderci. Non so come si chiama e non m'interessa neanche. Per me è stata una buona occasione per controllare il mio feed su instagram ;)

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    1. Conosco bene, piace anche a me, e poi è stato un wrestler come The Rock, fa parte pure dell'MCU, insomma ci sta.

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  13. Ciao! Sono una nuova iscritta! :)
    "Il coraggio della verità" e "Figli" vorrei vederli anche io, mi ispirano molto!

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    1. Ciao, e benvenuta :)
      Attuali e veri, due film belli ed interessanti ;)

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  14. Yesterday mi è piaciuto molto, divertente e coinvolgente. Di Hate U Give, non ho visto il film, ma letto il libro, l'ho trovato carino, mi sono affezionata ai personaggi, ma secondo me taglia "troppo comodamente" la storia nel finale, andava approfondito tutto di più, visto il genere di storia che voleva essere.
    Grazie per i semafori rossi ;)

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    1. E' solo il mio parere, rosso, giallo, verde, ognuno può scegliere di vedere quello che vuole ;)
      Sì, non sono solo le musiche dei Beatles, ma anche una storia deliziosa. Ecco, anche nel film Hate U Give il finale è così, peccato.

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  15. E pensare che io dal trailer non avrei dato due lire a Yesterday!

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    1. Sai, i trailer li metto ma non li vedo, neanche dopo aver visto il film, perché al 90% ingannano e fanno salire le aspettative a volte inutilmente e in modo ingannevole. Yesterday in ogni caso è un bel film a prescindere da ciò ;)

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  16. Figli si salva per Mastandrea, non per la Cortellesi che non sopporto ma è la mia modesta opinione.
    Dal trailer si capiva tutto, tanti luoghi comuni che se hai intenzione di fare un figlio, ti fanno passare la voglia (infatti non l'ho fatto guardare e non lo farò manco in futuro, alla signora Ema). Al massimo posso dare un 5, non di più.

    Sono passato per Figli ma hai parlato che di Zombieland 2, che ho visto qualche mese fa.
    Concordo che ne è valsa la pena aspettare tutti questi anni ma, nonostante non sia ai livelli del primo, ha saputo aggiungere qualcosa di nuovo e molto simpatico. Diverso, non allo stesso livello ma manco da meno. Non riesco a paragonarle ma mi piacciono entrambe le pellicole.
    Per fortuna non ho notato il cambio di doppiatori, altrimenti mi sarei incazzato bocciando fin dall'inizio il film.
    Fantastico il cameo finale di Bill "fucking" Murray, concordo 😁

    Ghost Stories credevo di averlo visto su tuo suggerimento ma invece mi confondo con un altro blogger... e meno male, perché altrimenti ti avrei mandato a quel paese 😝
    Detto papale papale, un'emerita merda. Aveva del potenziale ma non mi è piaciuta quasi nessuna decisione.

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    1. Il trailer nel 90% dei casi è meglio non vedere...certi soprattutto, che praticamente raccontano già tutto...
      Valsa la pena sì, però 10 anni son tanti, c'è il rischio di dimenticarsi...
      Ahah...ci sta, ma comunque se vuoi mandarmi a quel paese puoi se ti do un suggerimento sbagliato :D

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    2. Ripasso per Stuber. A inizio autunno ero andato in fissa per i film con Bautista, amico del mio idolo Momoa (dovrebbero fare un film insieme, tutto nato da uno scambio di battute ironiche sui social) e ho visto anche questo.
      A me è piaciuto ma tieni conto che l'ho iniziato aspettandomi pochissimo, non più di una pellicola demenziale.

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    3. Comunque simpatico, anche per i due attori diversissimi tra loro ;)

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