mercoledì 30 settembre 2015

Star-Crossed

Andata in onda su Fox dal 30 luglio al 10 settembre Star-Crossed è una serie teen drama dai risvolti fantascientifici. Parla infatti di una storia d'amore tra un alieno e una ragazza umana. Ma andiamo con ordine, nel 2014 (quando Emery aveva sei anni) un'astronave aliena con a bordo una colonia di alieni Atriani, precipita in Louisiana. I terrestri credendo si tratti di un'invasione, innescano una guerra tra i due popoli, con perdite da entrambe le parti. Nel bel mezzo del conflitto, Roman, un bambino Atrian, si rifugia in un capannone dietro casa di Emery, la bambina gli porta da mangiare e i due diventano amici. Nel breve tempo passato insieme Emery e Roman creano un legame profondo, ma un giorno le autorità rintracciano Roman e gli sparano, dal quel giorno Emery non lo vede più e pensa sia stato ucciso. Gli atriani, sconfitti, vengono confinati in un quartiere militarizzato chiamato "il Settore". Il leader degli atriani, Nox, e la terrestre Gloria, preside del locale liceo, mettono insieme le loro idee per fondare il "Progetto Integrazione", per promuovere la convivenza pacifica dei due popoli, così nel 2024 sette atriani vengono scelti per frequentare il liceo di Gloria e diverse iniziative sono state previste per far sì che umani e atriani possano conoscersi meglio e vivere pacificamente. E' così che Emery e Roman si ritrovano e il loro legame d'infanzia si riaccende rapidamente. Il loro rapporto, però, è minacciato dalla meschinità delle rispettive comunità e dalle volontà delle persone di potere. Mentre nel mondo intorno aumenta la rabbia e il pregiudizio, la loro unione diventa sempre più forte e più pericolosa. Come nell'epica storia d'amore tra Romeo e Giulietta, anche Emery e Roman dovranno fare i conti con le proprie famiglie. Riuscirà l'amore a trionfare e a creare i presupposti per una convivenza pacifica tra le due specie?

lunedì 28 settembre 2015

Jimi - All Is By My Side

Dal premio Oscar John Ridley (migliore sceneggiatura non originale per 12 anni schiavo) il biopic sulla leggenda del rock Jimi Hendrix. La pellicola Jimi - All Is By My Side racconta mister Hendrix da una prospettiva nuova, poco battuta: quella della sua ascesa nella swingin' London degli anni sessanta, ripercorrendo la vita del musicista basandosi su vere interviste e materiale d'archivio e proponendo di raccontare il talento e la vita privata di Jimi Hendrix. Un biopic che pare una vera biografia, perché quando si vede Hendrix flirtare con la sua chitarra è come vedere l'originale suonare, ma l'aspetto più originale e interessante di questo lavoro su Hendrix, visto che negli anni tanti ne sono stati prodotti, è che Ridley accantona le congetture legate alla sua morte, sempre in equilibrio tra tesi fantasiose e moralismi beceri, per concentrarsi sul periodo musicalmente più creativo. A interpretarlo è André Benjamin, rapper degli Outkast, che unisce a una straordinaria somiglianza fisica un notevole lavoro sulla caratterizzazione vocale. Un solo anno nella vita di Jimi Hendrix, dall'anonimato come turnista per Curtis Knight all'affermazione in terra britannica con la Jimi Hendrix Experience, tra donne che lo guidano, come Linda Keith, o che provano a amarlo, come Kathy XXX fino al giorno prima dell’indimenticabile esibizione di Monterey nel 1967, dove il musicista di Seattle, dando fuoco alla sua chitarra, entrò nella storia del rock. Il difficile equilibrio che è croce e delizia di ogni biopic (rispetto verso l'oggetto della narrazione e gratificazione dei fan da un lato, riuscita del film come opera d'arte autonoma dall'altro) porta a rari casi realmente soddisfacenti in ambito rock.

sabato 26 settembre 2015

Sharknado Saga

Una delle saghe più controverse al mondo, effettivamente sono film della Asylum che fa grandi schifezze, ma da un'idea geniale è nato un film cult del trash, divenuto tale grazie alla rete, Sharknado. Dopo un incredibile successo hanno deciso di fare ben due seguiti (e forse ci sarà anche un quarto film). Z-movie nell'anima e negli intenti, Sharknado è stato però un po' troppo frettolosamente candidato a peggior film della storia, operazione mediatica probabilmente anche spinta dalle stesse Asylum e SyFy per il genere "bene o male, l'importante è che se ne parli". Sembra impossibile ma veramente gli uragano risucchiano i pesci, certo non squali, ma la probabilità che succeda rende il film più visibile anche se gli effetti speciali continuano ad essere di basso livello, ma in questa saga qualcosa di buono o almeno più che sufficiente c'è. Per chi non ha visto il film (il primo perlomeno) riassumo il film. Allora ci sono tanti squali e un uragano, anzi un squalo-uragano, punto. E' già questo potrebbe bastare..dai scherzavo, andiamo con ordine. Ah il protagonista principale è Ian Ziering..e chi è? quello biondo di Beverly Hills 90210.

Il film inizia 20 miglia dalle coste del Messico su un piccolo peschereccio dove il capitano e un uomo d'affari discutono di commercio di squali ma vengono interrotti da una tempesta 'particolare' che uccide entrambi e affonda il peschereccio. Durante una tranquilla giornata a Los Angeles l'ex campione di surf Fin Shepard, assieme all'amico di sempre Baz, assiste ad un attacco da parte di migliaia di squali sulla spiaggia di Santa Monica che uccide tante persone e distrugge il suo bar. Shepard ha una ex moglie e due figli, si precipita quindi a salvarli insieme anche alla barista (Nova), non è facile arrivarci ma la situazione si complica quando diversi tornado e trombe d'acqua sollevano gli squali in aria, scaraventandoli all'interno della città. Presi i suoi famigliari, raggiunge l'aeroporto dove lavora il figlio Matt, decidono di rubare un elicottero 'incredibilmente' intatto e dopo essersi procurati delle bombe provano a buttarle nel tornado (Matt e Nova), durante il volo però Nova cade e viene inghiottita da uno squalo. Fin vuole salvare tutti e allora prende l'auto, la riempie di esplosivo e aziona il turbo, scagliandola contro il tornado, e stavolta funziona. Lui riesce a gettarsi dalla macchina prima che questa possa esplodere mentre gli squali piovono sulla città. Uno di questi sta per inghiottire Claudia (la ex-moglie) ma Fin la sposta, accende la motosega e si scaglia dentro lo squalo, uccidendolo. Fin è apparentemente morto, ma egli, aprendo la pancia dello squalo a suon di motosega (?!), fuoriesce vivo dal predatore e rivelando di aver tratto in salvo anche Nova. Fin si riunisce al gruppo, felice di aver salvato la città dalla terribile invasione. Per una serata in compagnia la pellicola svolge benino il suo compito, proponendo un buon numero di risate, solo alcune involontarie, altre proprio palesemente indirizzate da cast e regista, che lo fanno risultare anche un po' più simpatico di altre produzioni del genere. Se non avete mai visto dei squali volanti questa è l'occasione giusta, e non finisce qui.

giovedì 24 settembre 2015

I telefilm con cui sono cresciuto

Prendendo spunto dal blog di Mikimoz elencherò i telefilm della mia infanzia e adolescenza. Tenendo conto che i telefilm degli anni 80 e 90 non erano tantissimi come adesso, ma soprattutto solo pochi canali li trasmettevano. Dagli anni 2000 tutto è cambiato, tra tv satellitare e adesso digitale e grazie alla tv generalista di mediaset tante e diverse serie sono trasmesse. Prima i canali per vedere questi telefilm erano rai1, alcune volte rai2 ma soprattutto italia1.

Mi viene subito in mente uno di quei telefilm che più vecchi non ce n'erano, Le simpatiche canaglie che mi facevano ridere a crepapelle quand'ero piccolo, le buffe e incredibili avventure di Alfa Alfa con il suo ciuffetto e la sua fedele combriccola. Parallelamente seguivo SuperVicky, chi non ricorda la simpatica bambina robot che alzava i divani con una mano, faceva anche ridere ogni tanto per la sua irriverenza. Combinava guai o interpretava male gli ordini, facendolo in modo 'letterale' e la sua famiglia cercava di nascondere la verità creando delle situazioni buffe.

Poi tre telefilm cult che vedevo, qualche volta anche insieme a mia nonna in campagna, non si perdeva una puntata di Zorro, alle prese con i criminali, il suo aiutante muto e Garcia, il poliziotto tonto (come Winchester nei Simpsons), Rex, il primo e inimitabile con Tobias Moretti, volevo un cane proprio come lui, sveglio, intelligente ma anche furbo e simpatico come nello schermo, ed infine la sempre-verde data sempre per morta, Angela Lansbury ne La Signora in giallo nei panni di Jessica Fletcher, una scrittrice di gialli che dove va muore qualcuno (che iettatrice pensavo) e indaga, riuscendo sempre a scoprire il colpevole, rigorosamente alla fine dopo un indizio scovato tardivamente.


Difficile non pensare ai telefilm dei neri, che faticavano ancora ad essere accettati (in America), ma ebbero grande successo. Ovviamente la famiglia dei Robinson, con un grandissimo Bill Cosby, le divertenti vicissitudini di una famiglia unita, con le sue battute fulminanti, ma la serie trattava anche dei problemi portati dai figli adolescenti toccando temi delicati. Indimenticabile il simpaticissimo Will Smith in Willy principe di Bel Air che crea scompiglio nella casa degli zii (ricchi), soprattutto lo zio avvocato Phil (in seguito Giudice, l'attore che lo interpretava è morto recentemente), che si arrabbiava spesso per le sue bravate, le sue sagaci battute e un carattere troppo espansivo. Infine il rompiscatole Steve Arkel in Otto sotto un tetto, l'imbranato vicino follemente innamorato della sua vicina a bordo della sua piccola macchina che ne combina di tutti i colori con le sue strampalate invenzioni.

martedì 22 settembre 2015

La quadratura del blog

Dopo quasi due mesi (domani saranno 2 mesi esatti) ho finalmente trovato la "quadratura del cerchio" (che non è la perfezione) del mio blog, ovvero tutte le mie idee e di come deve essere il mio blog è arrivato ad una quadratura, l'epilogo. Sicuramente vi sarete accorti che ho cambiato stile, ho aggiunto tre pagine, ho messo una foto nuova e gli ho aggiunto (tramite paint) il titolo e descrizione. Adesso sono soddisfatto, ho sperimentato e ho cercato di prendere spunto da altri (senza copiare) e finalmente ora sono pronto, mi piace come ho sistemato, ora sono un blogger (quasi-autodidatta) a tutti gli effetti. Sempre da domani condividerò il blog sulla mia pagina personale di facebook, per far sapere ai miei amici (alcuni già lo sanno) di questo mio spazio. Vorrei comunque ringraziare tutti quelli che mi seguono e quelli che su i loro blog mi citano, grazie. A chi piace il mio blog è libero di scriverlo, come io ho messo nel mio quelli che seguo con più interesse. Per quelli che mi seguono quindi, un giudizio sincero su cosa ne pensate di questo cambiamento grafico, vi piace? a presto.

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lunedì 21 settembre 2015

Step Up All In - I Origins - Quel momento imbarazzante

Step Up All In è il quinto capitolo della serie Step Up, che vede la partecipazione di quasi tutti i protagonisti dei precedenti capitoli. Infatti questo quinto film della serie, si propone fin dal titolo di riunire i membri del cast di tutti i film precedenti (ce n'è almeno uno per ogni capitolo ma la maggior parte è lo zoccolo duro presente dal secondo) con stavolta l'imprevedibile aspirazione di trovare un lavoro. Per coerenza con l'universo Step up la suddetta opportunità lavorativa sarà il premio in palio della grandissima gara di ballo. Lo street dancer di Miami Sean Asa (Step Up Revolution) lasciatosi da poco con Emily, va con i MOB a Los Angeles, dove cercano lavoro con una serie di audizioni, ma questi falliscono e la crew lo lascia solo e torna a Miami. Dopo aver scoperto su Internet un talent show di ballo a Las Vegas, chiamato "The Vortex" si trasferisce a Hollywood chiedendo aiuto al suo amico "Muso" (Step Up 2, Step Up 3D e Step Up Revolution) che raggruppa la sua vecchia crew della MSA, tra cui anche Andie (Step Up 2) con cui Sean sviluppa subito un'affinità, e cominciano a provare per l'audizione per il programma. Riescono a superarla e vanno a Las Vegas, dove incontrano altre crew: i Green Nights, loro acerrimi nemici, e i MOB, che si sono iscritti alla gara. Scoppia così una lite tra questi e gli LMNTRIX (il nome della crew formata da Sean e i suoi nuovi amici). La sera stessa comincia il programma, e i ragazzi superano la selezione iniziale. Dopo diverse sfide, si trovano in semifinale proprio contro i MOB, i quali vengono battuti. Vanno in finale e devono scontrarsi con i Green Nights, che hanno stretto un accordo con la presentatrice del programma per vincere, quando la crew viene a conoscenza di ciò decidono di allearsi con i MOB, riuscendo così a vincere la gara e il contratto di lavoro a Las Vegas per tre anni. Non è certo la coerenza a mancare alla serie Step up, fondata su una struttura sempre uguale a se stessa (lo scontro tra gang, l'incontro tra stili di ballo apparentemente inconciliabili, la grande gara finale e la storia romantica che si mescola ai doveri di ballo) e centrata nei suoi casi migliori più sulla prestazione fisica che sulla vera creazione di una storia.  Lo spunto della storia sembra venire dalla film commission Nevada, il film fa delle strade e quindi delle città in cui è ambientato un tratto distintivo, indugia su Las Vegas, la sua attrattiva, le sue strade, la sua spettacolarità e i suoi luoghi significativi. Terribile il doppiaggio italiano del villain affidato al rapper milanese Gué Pequeno in grado di rompere ad ogni parola la sospensione dell'incredulità ricordando a tutti di essere di fronte ad un film. Nonostante i film musicali non mi piacciono granché questa serie riesce a coinvolgere, altri hanno provato a 'copiare' ma nessuno ha fatto niente di diverso o di migliore.

domenica 20 settembre 2015

Videogio-cati quest'estate 2015 (Driver San Francisco, Bioshock Trilogy)

Durante questa torrida estate e nonostante questo blog ho avuto tempo anche per giocare ai miei amatissimi videogiochi, un argomento che a molti non piacerà ritenendo i videogiochi violenti, ma non tutti e certi anche educativi, un post ogni tanto lo scriverò, poiché è una mia passione.

Il primo gioco è Driver San Francisco uscito nel 2011, sviluppatore Ubisoft. Grafica eccellente, non difficile da giocarci. Torna uno dei giochi cult più famosi, infatti il primo Driver risale al 1999 che ha dato il via libera a tanti altri giochi simili, tra cui GTA. Questo nuovo gioco è ambientato a San Francisco, alla guida di una macchina di un detective della polizia che combatte contro un super cattivo, Jericho. Tra gare di velocità, di derapate, salto, inseguimenti e gare da sbloccare in stile assassin's creed, si svolge la storia principale, fermare un criminale in fuga che ha in mente qualcosa di diabolico. Il protagonista dovrà essere il migliore pilota per fermarlo, ma non sarà facile. Ha disposizione più di 100 macchine tra cui supercar e auto d'epoca. Tante sono le missioni particolari, a guida di un camion dei pompieri spegnere un incendio, trasportare auto costose a destinazione, sfide di velocità sbloccabili con dei "ciak" sparsi in città e una sbloccabile andando a 77 miglia orari con la mitica Delorean. La particolarità del gioco sta che John Tanner, dopo una trappola in cui finisce in coma, si rende conto, senza comprenderne le ragioni, di avere acquisito la capacità di passare dal suo guscio corporeo a quello di un altro guidatore in una qualsiasi zona di San Francisco. Entrare e uscire da un macchina all'altra senza limitazioni, una figata, che si lega alla storia e ne diventa l'abilità principale. C'è anche il multiplayer, il gioco mi è piaciuto soprattutto per la durata e le tante missioni, diverse e simili ma sempre adrenaliniche e non sempre facili come sembrerebbero, alcune complicate da completare.

Il secondo gioco è una trilogia (ossia 3 giochi) di un gioco un po' vecchio ma molto amato e definito dal sito IGN come uno dei migliori videogiochi di sempre BioShock. Il gioco è uno sparatutto in prima persona, il tema è fantascienza e survival horror. Nel 1960 un incidente aereo porta Jack (il protagonista) ad un faro dal quale viene 'spedito' a Rapture, un'immensa città sottomarina segretamente costruita nel 1946 nelle profondità dell'Atlantico, pensata come la soluzione all'oppressione delle autorità politiche e religiose. Appena arrivato il ragazzo si rende conto che qualcosa non va come dovrebbe, la città sembra vuota e il clima è ostile, degli strani esseri l'hanno invasa (ricombinanti). La sua missione è salvare o prosciugare delle bambine (sorelline) da una sostanza che ha mutato il loro organismo, ma non sarà facile, sono protette da una guardia del corpo (Big daddy), grosso e cattivo. A disposizione tante armi e dei 'poteri' derivati dalla stessa sostanza che le sorelline cercano, l'Adam, acquisendo il potere della telecinesi, elettricità, fuoco ed altri usando una mano. In base a obbiettivi e alla scelta di salvare o 'uccidere' le sorelline c'è un finale diverso.

giovedì 17 settembre 2015

American True Story (McFarland,USA - La vera storia di Gabby)

Ispirato a una storia vera, il film McFarland, USA, segue le vicende di Jim White (Kevin Kostner, ruolo che si addice quasi alla perfezione), un allenatore sportivo che viene trasferito in un liceo della Central Valley in California a causa del suo carattere impulsivo. Arriva in questa piccola e povera città, dove inizia ad insegnare. Forma una squadra di 7 ragazzi per la corsa campestre, prevalentemente ispanici e dotati non solo di qualità fisiche ma anche di spirito di sacrificio e grande umanità, con la speranza di deviare il loro sicuro e non promettente futuro. L’iniziale scetticismo, lo scoraggiamento della prima fase, ma poi soprattutto una naturale e bella integrazione del coach nelle sane e genuine abitudini familiari dei ragazzi sarà importante affinché questo buono e riuscito affiatamento di spirito di gruppo farà crescere notevolmente le aspettative sulle potenzialità dei ragazzi, in procinto di un campionato al quale far partecipare i novelli corridori. La povertà e la criminalità presente a McFarland saranno grandi ostacoli per la squadra, ma nonostante tutto il coach riuscirà a portarli alle gare nazionali, dove smontando tutte le previsioni, vinceranno tra lacrime di gioia e felicità. È una sana e semplice storia che vuole rinverdire principi e valori che mai andrebbero persi di vista. Logico che il tutto sia condito sempre da una buona dose di sogno americano come logico che dietro la pellicola ci sia la lunga mano dalla Walt Disney Pictures, una che di sogni se ne intende. E' un film che tutti dovrebbero vedere, che ti emoziona, che fa sognare e riflettere per la grande umanità di questi ragazzi, di una comunità messicana che in America non è sempre vista di buon occhio, disprezzati da stereotipi che in certi casi andrebbero evitati.

La ginnastica artistica ha trovato nella statunitense Gabrielle Douglas la prima "perla nera" della storia, è infatti stata la prima afroamericana a vincere la medaglia d'oro nel concorso generale individuale alle Olimpiadi di Londra 2012. Nel film La vera storia di Gabby si narrano le vicissitudini di una campionessa. Prodigio sin da bambina, Gabby Douglas ha esordito nel mondo della ginnastica competitiva all'età di otto anni. Mentre la sua carriera cresce velocemente, Gabby deve affrontare difficili scelte personali, lasciando la famiglia a Virginia Beach e trasferendosi a Des Moines non per problemi economici, ma perché ha trovato una famiglia pronta ad ospitarla, per darle la possibilità di allenarsi con il noto preparatore Liang Chow, già allenatore della campionessa olimpica Shawn Johnson. Con una gara strepitosa nei Trials decisivi per andare ai Giochi si intuisce che può arrivare all'oro e secondo previsioni, grazie al suo impegno, alla sua dedizione e all'amore della sua famiglia, Gabby riesce a trionfare alle Olimpiadi di Londra, entrando di diritto tra le più grandi atlete di tutti i tempi. Una bambina che tra mille difficoltà ha continuato con tenacia a credere nei propri sogni e li ha realizzati salendo sul gradino più alto del podio. Un film emozionante, una storia delicata e coinvolgente, che si lascia vedere e fa capire e credere nei sogni, mai abbandonarli ma coltivarli con pazienza ed equilibrio fisico e mentale.

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martedì 15 settembre 2015

The Giver - Il mondo di Jonas

Continua il filone fantascientifico di mondi distopici del cinema per 'ragazzi' tratti da romanzi, dopo Divergent/Insurgent, Maze Runner, Hunger Games è il turno di The Giver: il mondo di Jonas, che a differenza degli altri ho apprezzato di più. Questo film è l'adattamento cinematografico del romanzo fantascientifico distopico The Giver - Il donatore di Lois Lowry (primo capitolo di una fortunata serie di cui fanno parte anche i romanzi La rivincita, Il messaggero e Il figlio). Da qualche parte nel tempo e nel mondo esiste una società che ha scelto come valore l'uniformità. Immemori di sé e della loro storia, uomini, donne e bambini vivono una realtà senza colori, senza sogni, senza emozioni, senza intenzioni. Per loro decide un consiglio di anziani, riunito periodicamente a sancire i passaggi evolutivi dei membri della comunità. Durante la Cerimonia dei 12, che accompagna solennemente gli adolescenti verso la vita adulta affidando loro il mestiere che meglio ne identifica le inclinazioni, Jonas viene destinato ad 'accogliere le memorie' di una storia che non ha mai conosciuto. Figlio di madri biologiche preposte allo scopo e assegnato successivamente all'unità famigliare che ne ha fatto richiesta, Jonas è un adolescente eccezionale con un dono speciale, quello di sentire. Preposto al ruolo di accoglitore di Memorie, Jonas è affidato a un donatore, un uomo anziano e solo che porta dentro di sé tutta la bellezza e la tragedia dell'umanità. Tutte quelle emozioni negate alla sua gente perché il mondo resti un luogo di pace e torpore. Intuita la sensibilità del ragazzo, il donatore lo condurrà per mano dentro la vita, spalancandogli la strada che conduce al libero arbitrio. The Giver è un racconto di formazione ambientato in un futuro non troppo lontano e in una società 'evoluta' che ha sconfitto passioni e violenza (almeno in apparenza, perché non capiscono cosa stanno facendo in verità) votandosi alla conformità e all'apatia. (Auto)disciplinata da regole e iniezioni mattutine, che inibiscono qualsiasi emozione, la normalizzata comunità trova in Jonas la differenza, perché ha nostalgia di tutte le cose, anche di quelle che non ha mai avuto e che adesso, nel nuovo ruolo di accoglitore, vede e vive nell'abbraccio del donatore (Jeff Bridges). Dentro un mondo  piatto, controllato, (ri)pulito, che ha perso i suoi colori e quelli delle persone che lo abitano, Jonas è iniziato alle emozioni e a un processo di crescita, che finisce per cortocircuitarlo e disapprovare la realtà esterna.

lunedì 14 settembre 2015

Italian weekend (Un Natale stupefacente, Perez, Studio illegale)

Alla vigilia di Natale, il piccolo Matteo di otto anni viene affidato agli zii Remo e Oscar quando i genitori (coltivatori) vengono arrestati (per un equivoco abbastanza singolare) con l'accusa di detenzione e spaccio di marijuana. Si crea così un Natale in campagna con una strana famiglia allargata. I due tutori, completamente diversi l'uno dall'altro per attitudine e carattere, si riveleranno però inadeguati al compito affidato loro. Greg è single, rockettaro e sciupafemmine, che cercherà l'aiuto di Genny (Ambra Angiolini, l'ultima fiamma). Lillo invece è stato appena lasciato dalla moglie ed è geloso del nuovo compagno di lei, un coatto tatuatore, ma cercherà di approfittare della situazione per riconquistarla. A complicare le cose, le visite a sorpresa di due zelanti ma bizzarri assistenti sociali, per verificarne l'idoneità alla "strana famiglia". Dopo anni di prove e sperimentazioni il film di Natale prodotto da Aurelio De Laurentiis è definitivamente passato dal genere comico alla commedia, passando da modelli esagerati e carnevaleschi a commedia ripulita. A non cambiare è invece la realizzazione rapida e poco curata e la continua ricerca alle situazioni banali. Le medesime componenti che rendevano quei film comici poco divertenti, sono infatti le stesse che rendono questa commedia poco sofisticata. Prendendo in prestito volti e nomi dai film più anonimi ma di successo degli ultimi anni e mettendo Lillo e Greg a tirare il gruppo, Un Natale stupefacente non vuole proporre nulla di diverso, anzi vuole essere molto simile alla concorrenza che vediamo tutto l'anno. La commedia vive di piccoli momenti e intuizioni degli attori anche se l'impressione è che niente sia cambiato negli ultimi trent'anni.

venerdì 11 settembre 2015

11/09/2001

Sono passati già 14 anni dal quel tragico giorno in America, dove quasi 3000 persone sono morte senza una vera ragione, senza un senso, senza spiegazioni. La ragione, un senso o spiegazione c'è, però non voglio aprire una discussione sul fondamentalismo islamico e i terroristi, un'altra religione e cultura, ma nell'essere umano una cosa del genere non dovrebbe mai accadere. Persone innocenti, i pompieri e tutti quelli che hanno cercato di aiutare quella povera gente, non oso immaginare cosa hanno pensato o passato in quei momenti. Io ricordo che stavo vedendo la tv quando parte uno speciale ma non capivo perché, e non riuscivo a crederci che una cosa del genere potesse di nuovo accadere, che il genere umano sprofondasse nell'oblio, questa per colpa di persone che credono ancora di andare in paradiso con i loro gesti insensati. Si parlava di complotto, che tutto dovesse succedere e che molti sapevano ma io non ci voglio credere e mai ci crederò perché se fosse vero, questo mondo merita di estinguersi. Questo fatto ha cambiato il mondo, il modo di pensare e di vivere ma più andiamo avanti e mi sembra che niente sia cambiato, anzi è molto peggio. E' stata l'occasione giusta però a hollywood per confezionare film e documentari. Tra i documentari, 11 settembre 2011, I 102 minuti che sconvolsero il mondo e Inside the twin towers, il più discusso è stato quello di Michael Moore, Fahrenheit 9/11, che ha incolpato l'amministrazione Bush. Di più sono stati invece i film, uno sull'aereo che non si schiantò ma che cadde in un bosco grazie a veri e propri eroi (United 93), uno per i pompieri eroi di NY (World Trade Center), tanti sulle persone e le storie dei sopravvissuti e non, tra cui Reign over me, Un anno dopo, Remember me e secondo me il più bello, Molto forte, incredibilmente vicino. Altri secondo il punto di vista e i problemi dei musulmani, Il mio nome è Khan e Il fondamentalista riluttante. Infine uno sull'individuazione e uccisione di Osama Bin Laden (il nemico pubblico numero uno in assoluto), Zero Dark Thirty. Tutti film che fanno pensare, discutere e movimentare l'opinione pubblica, inorriditi dall'idea che l'uomo invece di evolversi stia ritornando all'età della pietra. Ci vuole un cambiamento, qualcosa che ci riporti ai fasti di un tempo che non c'è mai stato e mai ci sarà purtroppo, la pace mondiale. Una nuova minaccia dalla Libia vuole ritornare a quel giorno, ma gli umani sanno che non deve più accadere e stanno cercando di non farlo più avvenire, ma tutto ogni giorno è in continuo movimento. cosa ci riserverà il futuro non lo sappiamo, possiamo solo sperarlo. E' difficile da dimenticare, ecco perché bisogna ricordare e fare in modo che non succeda più, mai più.

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giovedì 10 settembre 2015

Final destination 5

Pochi giorni fa ho visto e finito di vedere l'ultima e quinta pellicola della serie di film horror, Final DestinationFinal Destination 5 è un film del 2011. Alla fine scopriamo però che quest'ultimo film è il prequel del film originale (i fatti di questo film infatti avvengono proprio nell'anno 2000, come il primo). I primi tre film sono stati prodotti dalla New Line Cinema, mentre il quarto e il quinto sono stati prodotti dalla Warner Bros, questo quinto però è stato girato in 3D. Un gruppo di dipendenti di una grande azienda, la Presage (nome azzeccatissimo), si imbarca su un pullman diretto a un convegno di due giorni. Sam Lawton, uno del gruppo, ha dei dubbi sul suo futuro ed è appena stato scaricato dalla fidanzata-collega Molly, anche lei sul pullman. I loro compagni sono un classico campionario di varia umanità, ciascuno con le proprie aspirazioni e i propri problemi. Il pullman deve passare per un ponte ancora parzialmente in costruzione, con un piccolo cantiere attivo. Mentre percorre lentamente il trafficatissimo ponte, Sam ha una visione a occhi aperti su una gigantesca catastrofe che porta tutti alla morte. Si riscuote: capisce che qualcosa non va e, approfittando di una breve sosta, scende frettolosamente dal pullman consigliando a tutti di fare altrettanto se non vogliono morire. C'è chi gli dà retta e chi lo segue per farlo ragionare: quelli che per qualunque motivo scendono dal pullman sono i soli a salvarsi dal crollo del ponte. Ma la morte non vuole che il suo disegno imperscrutabile venga alterato e si mette al lavoro. La struttura è quella ormai ferrea della serie, con il grande disastro iniziale a segnare il destino di quelli che pensano d'essere scampati alla morte. Come in uno slasher, la differenza non è data dalla vicenda in sé, ma dalla fantasia con cui gli elementi che la compongono vengono ideati, oltre che dal ritmo narrativo che, se sufficientemente sostenuto, può produrre suspense anche in presenza di un'inevitabile prevedibilità di fondo. Quello che conta, in sostanza, sono le modalità con cui le morti avvengono.

mercoledì 9 settembre 2015

Le canzoni della mia vita


Ho preso spunto dal mio 'amico' blogger Moz, una lista delle mie canzoni preferite. Non tutte hanno una valenza artistica o poetica, solo quelle che mi hanno lasciato dei ricordi soprattutto da piccolo.

Battito Animale: Raf
Il mio primo cd comprato, in un periodo difficile mi ha aiutato il suo ritmo, come altre sue canzoni presenti nel cd come Gente di Mare.

Come Mai: 883
Nel periodo dell'adolescenza, nei momenti di solitudine. Rimane tutt'oggi il mio gruppo preferito da sempre, e tante altre canzoni hanno allietato le mie giornate come Hanno ucciso l'uomo ragno e Nord Sud Ovest Est.

Piccola Ketty: Pooh
Mia nonna aveva un giradischi, il 45 giri di questa canzone l'ho ascoltato tante volte, peccato che il giradischi si ruppe poco dopo.

Show must go on: Queen
La canzone principe della mia vita, come uno spettacolo, la vita nonostante tante difficoltà deve andare avanti e tutto deve continuare.

Saturday Night: Whigfield
Una delle canzoni disco più belle, quando andavo al carnevale (di Putignano) questa hit era sempre presente.

lunedì 7 settembre 2015

Le serie TV di FOX

Uno dei canali più amati dagli amanti delle serie tv è sicuramente FOX, la casa delle prime. Da gennaio ne ho seguito tante (molte buone, altre così così) da questa emittente (di Sky), tra novità assolute in prima visione e stagioni nuove. C'era una volta è un telefilm che si ispira liberamente alle fiabe della tradizione e ai grandi classici del genere fantasy, ma stravolgendoli e riproponendoli ai giorni nostri. Arrivati alla quarta stagione, finita con Emma che a seguito della morte del signore oscuro ne assorbe i poteri, diventando così malvagia. Nella prossima sapremo cosa questo comporterà (verso Natale), nuovi personaggi faranno il loro ingresso. Arriverà su Fox (dal 21 settembre) la seconda stagione di Salem, supernatural-drama a tinte horror che ci trasporterà di nuovo nell'America del 17° secolo. Alla fine della prima stagione il Grande Rito era stato portato a termine e un'ondata di devastazione e malattia aveva sovrastato la cittadina di Salem. Mary Sibley si troverà adesso a fronteggiare non solo gli abitanti di Salem impegnati in una tremenda lotta alle streghe, ma anche coloro che tentanto di sottrarle il potere conquistato. E' finita invece con la quinta e ultima stagione The Listener, l'oramai ex paramedico canadese Toby Logan, che con il dono della telepatia, aiuta la detective Charlie Marks (di Toronto) a risolvere casi d'omicidio. Siamo arrivati alla seconda di Sleepy Hollow, una terza ci sarà ma non si sa quanto, le avventure dei due testimoni Ichabod Crane (che si ritrova catapultato nella Sleepy Hollow del presente) e la giovane detective Abbie Mills, per fermare l'apocalisse, temporaneamente scampata alla fine della prima stagione con la morte di Moloch. In questa seconda Katrina cerca un modo di separare il Cavaliere senza Testa dal corpo umano di Abraham, ma nel frattempo Ichabod e Abbie si imbattono nell’angelo Orion, vecchio nemico del Cavaliere Senza Testa che si scoprirà essere una presenza fissa nelle più grandi catastrofi della storia dell’umanità. Agents of S.H.I.E.L.D. (2a), basata sull'agenzia di spionaggio S.H.I.E.L.D. dei fumetti Marvel Comics, un'organizzazione dedita al mantenimento della pace in un mondo popolato da supereroi e altri creature sovrannaturali. La serie è ambientata all'interno del Marvel Cinematic Universe (MCU), in continuità con i film e le altre serie televisive del franchise. Continua la lotta all'HYDRA ma una nuova specie di esseri dotati di super poteri, gli Inumani, stravolgerà gli equilibri del mondo. Nella terza (ad ottobre più o meno) ne vedremo delle belle. Continua imperterrito invece The Walking Dead, il survival zombie più amato al mondo arrivata alla quinta, succederà qualcosa di nuovo? Lo sapremo nella sesta dal 12 ottobre in contemporanea con gli USA. Continua a spaventare invece American horror story: freak show con la sua 4a stagione, stavolta alla prese con questa atipica compagnia circense, i freaks. In Florida (1952)  una immigrata tedesca possiede uno degli ultimi freak show degli Stati Uniti. Il gruppo di stravaganti fenomeni da baraccone farà qualsiasi cosa pur di mantenere viva la propria attività mentre un'entità oscura minaccia la vita dei paesani e squilibrati senza differenze. Tornerà presto con una nuova stagione e un cast sempre stellare. Una delle migliori nuove produzioni è stata The Strain, novità assoluta, che racconta la storia di un mondo minacciato e di un gruppo di uomini e donne che si ritrovano senza volerlo a diventare gli unici in grado di salvare la razza umana da una misteriosa epidemia virale tanto antica quanto letale: il vampirismo. Ci sarà una seconda e molto probabilmente una terza, da non perdere.

domenica 6 settembre 2015

The Equalizer - Il vendicatore

Secondo me uno dei migliori film action degli ultimi anni, era dai tempi di Rambo e di The Punisher che non vedevo un personaggio così spietato ma giusto, senza giri di parole, non fumatore e soprattutto non alcolizzato, e l'attore è perfetto in questo ruolo.  The Equalizer - Il vendicatore (The Equalizer) è un film del 2014 diretto da Antoine Fuqua, con protagonista Denzel Washington. La pellicola è l'adattamento cinematografico della celebre serie televisiva degli anni ottanta Un giustiziere a New YorkDenzel Washington è Robert McCall, ex agente segreto che, dopo aver finto la sua morte, trascorre una vita tranquilla e monastica, lavora come impiegato presso un supermercato del fai da te e ogni sera cena da solo al diner sotto casa. È lì che incontra Alina (la bellissima Chloë Grace Moretz), una prostituta russa adolescente tiranneggiata dal suo magnaccia Slavi. Quando Alina finisce in ospedale per via delle botte di Slavi, Robert rispolvera il suo istinto omicida: partendo da Slavi e la sua gang risale la scala gerarchica del crimine russo. Una volta ottenuto le informazioni e il 'permesso' da un'amica della CIA, si imbatte nello psicopatico killer Teddy che tenta di eliminarlo attraverso agenti corrotti della polizia di Boston e nel suo capo Vladimir Pushkin.

sabato 5 settembre 2015

Le serie TV di Sky Atlantic, AXN, Dmax e Sci-fi

Il nuovo canale di Sky (credo da due anni) denominato Atlantic sta invadendo il mondo delle serie tv con nuove e grandi produzioni, non ultima la seconda stagione di True Detective, c'è un mio post al suo riguardo. Dopo una sola stagione si è conclusa Gang Related, la serie racconta la storia della Gang Task Force, guidata da Sam Chapel (Terry O'Quinn), che si occupa di tenere sotto controllo le tre gang più pericolose di San Francisco. Un giorno al team si aggiunge Ryan Lopez (Ramon Rodriguez) il membro di una banda che viene infiltrato nella polizia di San Francisco per contrastare i gruppi rivali e tutelare il proprio. Ryan dovrà mediare tra gli obblighi verso la sua famiglia criminale e la lealtà che inizia ad avere nei confronti della sua nuova famiglia, quella del SFPD. Lo show ha suscitato molte critiche tra cui quelle della comunità latinoamericana per la sua rappresentazione nella serie, tutto sommato però non è stata male, peccato. E' stata accolta positivamente da critica e pubblico la miniserie tv da otto puntate, The Honourable Woman, con una bravissima Maggie Gyllenhaal, è un thriller che incrocia un dramma politico (la questione israelo-palestinese) e una saga familiare. Nessa Stein, filantropa israeliana, tenta di espiare i peccati del padre industriale delle armi, usando i soldi di famiglia per creare una rete in fibra ottica in Cisgiordania. Il suo vero scopo è promuovere la pace fra israeliani e palestinesi. Un'iniziativa la sua che attrae potenti nemici su tutti i fronti, tradimenti inaspettati, e lo zampino dei servizi segreti (su entrambe le sponde dell'Atlantico). Si è conclusa dopo ben cinque stagioni una delle serie più amate, vincitrice di moltissimi premi, Boardwalk Empire, l'America ma soprattutto Atlantic City ai tempi del proibizionismo, l'impero del crimine del boss mafioso 'Nucky' Thompson, uno straordinario Steve Buscemi, tra fatti storici realmente accaduti e finzione. Una fantastica serie da vedere e rivedere. Continuerà invece con una quarta stagione una serie anch'essa acclamata tra critica e pubblico e vincitrice di tanti premi, House of Cards, gli intrighi del potere a Washington DC, ora che Frank Underwood (Kevin Spacey) è il presidente, il mondo è in bilico, sua moglie vuole lasciarlo..si salvi chi può. Ci sarà una seconda stagione di Fortitude, la cittadina più sicura al mondo, dove tutto non è come sembra, un'ambientazione artica perfetta per le atmosfere del thriller psicologico che unisce sapientemente crime e horror, tra omicidi e uno strano virus, ha deluso un po nell'ultima parte della stagione ma ne valeva la pena.

venerdì 4 settembre 2015

Gli altri film visti ad agosto: Parte 3 - Thriller e Drama

Nella categoria Thriller ci sono 4 film (alcuni con una parte d'azione, d'avventura e romanticismo) più altri 2 che hanno una velleità più drammatica nella storia.

Ossessione omicida (USA, 2014), A Colin Evans (Idris Elba), un pericoloso assassino, viene rifiutata la libertà condizionata nonostante abbia fatto ammenda dei suoi comportamenti passati. Nel viaggio di ritorno verso il carcere, Colin evade uccidendo i secondini che lo scortavano. Di nuovo libero, ne approfitta per uccidere la sua ex fidanzata, da cui si è sentito tradito. Nel frattempo, Terri Granger (Taraji P. Henson), casalinga con due figlioletti, vive una situazione di relativa tensione con il marito Jeffrey, che deve andare fuori città per il compleanno del padre. Rimasta da sola con i figli piccoli, Terri riceve di sera l'inaspettata visita di Colin, che, mentre fuori infuria la tempesta, le chiede di usare il telefono per chiamare il carro attrezzi: ha infatti avuto un incidente con la sua auto. Lei, sia pure con un po' di riluttanza, lo fa entrare in attesa del carro attrezzi. Poco dopo arriva la sua amica Meg, che trova Colin simpatico e comincia a familiarizzare. Ma è solo l'inizio di una notte di terrore. Una volta messa in piedi la situazione, il film punta a creare suspense attraverso meccanismi collaudatissimi, per non dire consunti, la cui efficacia è strettamente dipendente dall'empatia che riescono a suscitare i personaggi in pericolo. Un paio di brillanti svolte narrative danno vivacità alla parte finale evitando solo in parte l'eccesso di prevedibilità derivato da un'applicazione sin troppo schematica della formula narrativa degli psycho-thriller. Alla fine lo spettacolo può soddisfare, grazie alla buona prova del cast e alla regia serrata e funzionale di Sam Miller.

Fatal Instict (USA, 2014), I detective della polizia Decker e Gates seguono una scia di tracce nel dare la caccia a un serial killer che sta terrorizzando Los Angeles. L'indagine, però, si rivela molto personale e prende una brutta piega quando le evidenze conducono al fratello truffatore di Gates, che Decker ha contribuito a far arrestare anni prima. Il finale lascia un po a desiderare perché il vero colpevole non verrà preso e soprattutto in questo caso 'l'abito non fa il monaco'. Deludente.
In the blood (USA, 2014), andato in onda poco tempo fa in prima serata su Rete4, è un thriller d'azione, una coppia di amanti è in vacanza ai Caraibi. Ma la serenità del viaggio viene presto interrotta dalla misteriosa scomparsa dell'uomo. La compagna, determinata a trovarlo, parte per uno sfrenato inseguimento agli uomini che ritiene siano i fautori della sparizione. La campionessa di arti marziali Gina Carano non si lascia intimorire e arricchisce la sua carriera da attrice con un altro film d'azione. In the Blood è un thriller movimentato che potrebbe ricordare la story-line di Io vi troverò. La rivincita delle donne che sanno essere anche spietate. Adrenalinico.

giovedì 3 settembre 2015

Addio a Dean Jones

Oggi avevo un post già pronto ma appena ho saputo, non potevo non rendergli omaggio. Un pezzo della mia infanzia se n'è andato, è morto Dean Jones, protagonista della serie "un maggiolino tutto matto". Aveva 84 anni ed era malato di Parkinson. Per lui una lunga carriera con la Disney. Aveva interpretato una trentina di film, ma il pubblico l'ha sempre identificato con Jim Douglas, il pilota del "Maggiolino" Volkswagen, chiamato "Herbie". portato sul grande schermo dalla Disney nell'omonima serie cinematografica. Dean Jones è stato protagonista di diversi film incentrati sulla piccola vettura dotata di "vita propria", tra cui il già citato Un Maggiolino tutto matto e Herbie  al rally di Montecarlo. Dean Carroll Jones era nato il 25 gennaio 1931 a Los Angeles. Dopo l'esperienza nella Marina Militare statunitense nella Seconda Guerra Mondiale e nella Guerra di Corea, a fine servizio iniziò a lavorare al Bird Cage Theater di Knott's Berry Farm, in California. La sua carriera cinematografica prese il volo con il ruolo dell'agente dell'F.B.I. Zeke Kelso in F.B.I. - Operazione gatto (1965). L'attore, però, aveva già recitato a fianco di Elvis Presley e Jane Fonda. Tra i suoi film di successo anche Il fantasma del pirata Barbanera, Un papero da un milione di dollari, Pistaaa....arriva il gatto delle nevi e Quattro bassotti per un danese, tutti targati Disney e girati tra la metà degli anni Sessanta e l'inizio dei Settanta. Negli ultimi anni Dean Jones aveva  partecipato a numerosi altri film interpretando anche ruoli insoliti come il cattivo veterinario Herman Varnick nel film Beethoven (1992). Tra i suoi ultimi lavori anche un'esperienza in Italia, nel 1996, nel film comico di Carlo Vanzina A spasso nel tempo, al fianco di Massimo Boldi e Cristian De Sica. Nel 1997 partecipa, in un ruolo di contorno al remake demenziale di F.B.I - Operazione gatto firmato da Bob Spiers. Per i ragazzi del secolo scorso il volto del caratterista americano Dean Jones, era molto caro e popolare. Jones era infatti uno degli attori preferiti della Disney per i suoi divertenti film live action. Oltre ai 46 film da lui interpretati, era apparso spesso in tv e si era esibito sui palcoscenici di Broadway, dove aveva debuttato nel 1960 con Jane Fonda. Jones era stato immesso nella Disney Legends Hall of Fame nel 1995.

mercoledì 2 settembre 2015

Gli altri film visti ad agosto: Parte 2 - Horror e Azione

Nella categoria Horror sono presenti solo 3 film, altri 3 in quella azione più altri 3 della stessa casa di produzione di bassissimo livello..

1303: la paura ha inizio (Canada, 2012), il film è il remake di un film giapponese del 2007 Apartment 1303. Janet stanca della madre alcolizzata si trasferisce a vivere da sola. Durante la prima notte nella sua nuova casa qualcosa di soprannaturale sembra impadronirsi dell'appartamento. Lei sarà vittima dalla casa, ma sua sorella (Mischa Barton) proverà a capire cosa sia realmente successo. La presenza spettrale non ha nulla del fascino inquieto e malato degli spettri giapponesi. Figurativamente, il film è piatto e non trova mai le giuste suggestioni visuali. La soluzione finale è fiacca, come tutto il resto. Solo per onnivori dell'orrore.

Il quarto tipo (USA, 2009), è andato in onda in prima serata su Italia2 qualche tempo fa. E' un mockumentary che narra i misteriosi eventi che si verificano da oltre quarant'anni nella cittadina di Nome, in Alaska, legati ai rapimenti alieni. Il titolo del film si riferisce alla classificazione utilizzata dagli ufologi riguardo agli incontri ravvicinati con gli alieni, in cui il quarto tipo denota un rapimento alieno. All'inizio, Milla Jovovich (che si sforza di farsi prendere sul serio come attrice: qualcuno deve averle detto di recitare per sottrazione, ma il risultato è la monotonia espressiva) ci spiega che lei è un'attrice e nel film interpreta la dottoressa Abigail Tyler, in una ricostruzione drammatica di fatti avvenuti nei primi giorni dell'ottobre del 2000 nella città di Nome in Alaska. Per proteggere la privacy delle persone coinvolte, i nomi sono stati cambiati e ci viene detto che qua e là il regista ha inserito del reale materiale d'archivio, girato dalla stessa Abbey. Ed è proprio la "vera" Abbey a comparire nella prima intervista, con il volto contratto e scavato, per cominciare a raccontare l'accaduto. Poi l'immagine di Milla Jovovich le si sovrappone interpretandone la parte. Will, il marito di Abbey, è stato misteriosamente ucciso una notte mentre dormiva accanto a lei, per capire qualcosa della sua morte, Abbey prosegue gli studi di Will e si reca a Nome, i cui abitanti soffrono di persistenti disturbi del sonno. Si svegliano di soprassalto e ricordano d'aver visto uno strano gufo alla finestra. Abbey ipnotizza Tommy, uno di loro, per scoprirne i ricordi inconsci. Quei ricordi sono però così terribili che l'uomo si rifiuta di parlarne. Tornato a casa, tiene in ostaggio moglie e figli minacciando di ucciderli, vorrebbe che Abbey gli sveli il significato di alcune parole in una strana lingua, ma quando Abbey non ci riesce, Tommy stermina la famiglia e si suicida. Grazie allo specialista dottor Odusami, Abbey scopre che quelle parole sono in lingua sumera e con l'aiuto del collega dottor Campos cerca di squarciare il velo del mistero. Il film tenta di creare suspense e mistero attraverso l'iterazione di momenti ripetitivi (le varie ipnosi, per esempio) ma non riesce ad arrivare al dunque, resta in superficie, accumula fatti senza uno sviluppo narrativo che superi la prevedibilità. Carente.

martedì 1 settembre 2015

Gli altri film visti ad agosto: Parte 1 - Commedia

Non tutti i film meritano una recensione completa, soprattutto se il film in questione non ha raggiunto un buon livello di gradimento o di aspettative, alcuni riescono a meritarsi un 6 politico, altri no, sono da evitare o al massimo da sconsigliare senza però vietare nessuno la visione. Ci sono 8 film che ho visto che rientrano nel genere Commedia, piccole recensioni.


Provetta d'amore (USA, 2012), Una coppia sta facendo di tutto per avere un figlio ma senza esito. Un medico diagnostica una lentezza degli spermatozoi. Lui però in passato (e in gran segreto) è stato donatore di sperma e quindi tutto era regolare. Se nella banca del seme fosse ancora conservato un campione da lui prodotto e lo si potesse recuperare tutto si sistemerebbe, e infatti grazie ai suoi strani amici e a un pseudo-mafioso indiano (l’unico personaggio che riesce a non stancare dopo soli cinque minuti) riuscirà nell'impresa, ma non mancheranno gli imprevisti. Poca originalità nei contenuti, scarsa sceneggiatura. Da sottolineare la presenza della bellissima Olivia Munn. Quasi sufficiente.

Bastardi in divisa (USA, 2014), Per Ryan e Justin e' un momento di svolta nella vita: e' giunto il momento di decidere se rimanere a Los Angeles nella speranza di sfondare o tornare in Ohio e ammettere la propria sconfitta personale. L'ennesima umiliazione durante una rimpatriata con gli ex-compagni di college si trasforma per la coppia in un'idea di riscatto: fingere di essere agenti di polizia per guadagnare il rispetto e la popolarità fin qui mai raggiunta. Un gioco che Ryan comincia a prendere maledettamente sul serio, fino a entrare in collisione con il racket di un criminale efferato, lo psicopatico Mossi. Risate spensierate garantite da uno Wayans jr. in forma, specie nella fisicità di alcune sequenze (il travestimento da killer e i tragicomici tentativi di arresto, oltre al consueto repertorio sul suo lato più femminile con corredo di gag sugli stereotipi gay). La coppia, prelevata di peso dalla serie Tv New Girl, si avvale di una chimica collaudata, che riesce a rimediare qualche sorriso anche quando si aprono voragini nella brillantezza dello script. Il film propina la stessa filosofia di un videogame (del resto, uno dei protagonisti è proprio un creatore di videogame); tutto è possibile, in un mondo dove leggi e morale non esistono e l’obiettivo è solleticare il divertimento assoluto. Justin e l’amico di sempre Ryan scoprono che fingersi sbirri è una strada apparentemente efficace per (moderati) successi: le donne hanno un debole per l’uniforme, gli uomini obbediscono, loro malgrado, a qualsiasi ordine impartito con autorità, per quanto assurdo, se accompagnato da distintivo e pistola. Si esagera, ma è un film che in compagnia farà divertire tanti. Esilarante.