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giovedì 22 giugno 2017

Pelé (2016)

Del film Pelè (Pelé: Birth of a Legend), film biografico del 2016 scritto e diretto dai fratelli Jeff e Michael Zimbalist, incentrato sulla vita dell'ex calciatore brasiliano Pelé, ne avevo già parlato in occasione della sua uscita nei cinema più o meno un anno fa (qui), in cui avevo anche espresso il mio pensiero su di lui, la vita e la carriera di quello che ho sempre ritenuto essere il più forte e il migliore calciatore di tutti i tempi, sia calcisticamente che umanamente parlando, che fu addirittura personalmente tema di studio negli esami di terza superiore, perché lui, conosciuto in tutto il mondo per i tanti successi e i tanti record, era ed è soprattutto un grande uomo, un grande brasiliano. E il film, anche se con qualche pecca, riesce nell'intento di renderlo, anche a distanza di anni, un personaggio iconico e leggendario, ancor più se si pensa che proprio lui rivitalizzò un paese intero, caduto in una perenne tristezza da quando nel 1950 il Brasile perse la finale della Coppa del Mondo a discapito dell'Uruguay, perché solo 8 anni dopo, in seguito ad una promessa fatta a suo padre, riuscì nell'impresa di portare a casa il trofeo, una vittoria clamorosa che cambiò radicalmente il calcio e il modo di vedere dei brasiliani e non solo. Il film infatti, che narra la storia romanzata (dall'infanzia difficile nelle favelas di San Paolo a il rapporto con il padre Dondinho, fino alla vittoria del suo primo mondiale nel 1958 con la nazionale brasiliana a soli 17 anni) del calciatore Edson Arantes do Nascimento, divenuto celebre in tutto il mondo come Pelé, ripercorre tutti i momenti più importanti della sua miracolosa ascesa, che culminò (e cominciò) appunto nella vittoria del Mondiale. Lui che con alle spalle una vita di sacrifici e un'infanzia di povertà e con il suo stile di gioco poco classico ma autentico e il suo spirito imbattibile per superare tutte le avversità, trovò la via della grandezza e ispirò un intero Paese cambiandolo per sempre.

lunedì 23 maggio 2016

Pelè: il film e altro

Il 26 maggio (giovedì di questa settimana) esce anche in Italia uno dei film calcisticamente parlando più attesi dell'anno, esce infatti il primo film (un omaggio) biografico sulla vita del più forte giocatore di tutti i tempi, un mito assoluto (anche personalmente) del calcio mondiale, Pelè (Pelé: Birth of a Legend). Il trailer, qui. Il film, scritto e diretto dai fratelli Jeff e Michael Zimbalist, racconta la storia del calciatore Edson Arantes do Nascimento, in arte, e divenuto celebre in tutto il mondo col nome di Pelè, dall'infanzia difficile nelle favelas di San Paolo, il rapporto con il padre Dondinho, fino alla vittoria del suo primo mondiale nel 1958 con la nazionale brasiliana a soli 17 anni. L'incredibile storia vera quindi di questo leggendario giocatore di calcio che da semplice ragazzo di strada raggiunse la gloria. Nato in povertà, affrontando un'infanzia difficile, Pelé ha usato il suo stile di gioco poco ortodosso e il suo spirito indomabile per superare ogni tipo di ostacolo e raggiungere la grandezza che ha ispirato un intero Paese, cambiandolo per sempre. Questo eccezionale giocatore è considerato, giustamente secondo me, da tutti il miglior giocatore di tutti i tempi, questo perché al contrario di altri, ha segnato, ha giocato, ha vinto, più di ogni altro. In più come uomo è sempre stato un grande, mai una parola fuori posto, sempre umile, gentile e riconoscente ad un paese che non ha mai abbandonato o lasciato solo. Insomma una leggenda in tutto e per tutto. Calciatore del secolo nonché Pallone d'oro FIFA del secolo. Successivamente ha ricevuto, unico calciatore al mondo, il Pallone d'oro FIFA onorario. L'unico anche calciatore al mondo ad aver vinto tre edizioni del Campionato mondiale di calcio. È stato dichiarato "Tesoro nazionale" dal presidente del Brasile, e nel luglio 2011, "Patrimonio storico-sportivo dell'umanità". È anche conosciuto come O Rei (in italiano Il Re), O Rei do Futebol (Il Re del Calcio) o anche Perla Nera (in portoghese Pérola Negra). Molti sono i detrattori che non credono che costui sia veramente il più forte, per me lo è sicuramente, tanto che agli esami finali di terza superiore ho raccontato la sua storia al tema di italiano, tra lo stupore della prof che però non ha disdegnato la mia scelta, anzi ne è rimasta contenta. Molti dicono che ha segnato così tanto (superando quota 1000) perché gli avversari erano scarsi, invece non è così, poiché i suoi 1281 gol li ha segnati in 1363 partite, in ben 25 anni di carriera, conclusa nel '77.