giovedì 7 maggio 2020

Vade Retro Virus: L'esercito delle 12 scimmie (1995)

Per fare definitivamente pace (visto i suoi recenti modesti lavori cinematografici moderni, menzionarli non serve) con Terry Gilliam, anche se già la visione di Brazil l'anno scorso aveva aiutato parecchio a rasserenare quel rapporto burrascoso che con egli avevo, ho deciso in occasione della rassegna cinefila organizzata con gli amici blogger "Vade Retro Virus", rassegna atta ad esorcizzare la pandemia in corso, di vedere uno dei suoi migliori film, se non il migliore in assoluto, L'esercito delle 12 scimmie (12 Monkeys), attuale e sorprendente, oltre che parecchio d'impatto per le soluzioni della articolata sceneggiatura. Un film che ha certamente un debito di riconoscenza con Chris Marker e il suo cortometraggio La jetée del 1962, il regista non a caso affascinato dalla storia decise di ispirarsi a ciò per immaginare questo film (nel 1995 prodotto da Charles Roven). Per farlo Gilliam si affidò naturalmente all'autore della storia originale, Chris Marker, che curò la sceneggiatura del film in collaborazione con David Webb e Janet Peoples. Ne uscì un film apocalittico e visionario che si riaggancia alle atmosfere surreali e oniriche di Brazil per filtrarle attraverso la filigrana della distopia. Nel 2035 la razza umana è rintanata nel sottosuolo dopo che un virus ne ha spazzato via il 99%. La nuova società formatasi nei rifugi sotterranei è retta da scienziati che studiano il modo di debellare il virus per poter risalire in superficie. Per farlo inviano i detenuti a raccogliere campioni protetti da tute anti contagio. Uno di questi detenuti viene inviato nel passato per risalire alla causa che ha dato origine a tanta devastazione. James Cole viene così rispedito nel 1990 con un unico indizio, trovare chi o cosa rappresenti l'Esercito delle 12 scimmie, organizzazione che sembra collegata alla diffusione del virus letale. Cole inizierà ad indagare frastornato dal salto temporale e dal cambiamento ambientale che il suo corpo deve subire. Troverà in una psicologa un alleato per risalire ai responsabili mentre la sua indagine lo condurrà in un istituto psichiatrico.
Film assolutamente affascinante nelle ricostruzioni di un mondo devastato da inquinamento e tensioni sociali. Ci sono molti elementi che fanno di quest'opera un superbo affresco della fantascienza moderna: il tema della distopia, quello dei viaggi nel tempo, poi sicuramente l'aspetto mystery con il puzzle della paternità del virus da ricomporre, la scansione psicologica del protagonista che vede il suo passato tornare in una sorta di flusso di coscienza onirico. Una narrazione fervida e rigogliosa nata dal seme lanciato da Chris Marker e fatto germogliare dal talento visionario di Terry Gilliam. Scienza e follia si rincorrono e si scambiano in maniera irreparabile qui infatti. L'occhio del regista si mette in mostra nella messa in scena di un futuro post-apocalittico in cui i volti degli scienziati vagano fra sfondi deperiti e inceneriti e si presentano sugli schermi piccoli e frammentati di un più grande occhio, quello che osserva Bruce Willis e il suo disturbante compito di viaggiare nel tempo per scoprire l'origine del virus che ha annientato l'intera umanità. Ma la famosa ironia Gilliamiana sopravvive: tutta la storia, nel suo svolgersi e dispiegarsi, è una sorta di assurdità che rivela la sua natura paradossale a partire dalle proprie cause scatenanti. Lo stesso Willis dà infatti (ironicamente) l'idea della distruzione dell'umanità all'esecutore della stessa, un antagonista di cui non si rivelerà l'identità ma che, è evidente, è pazzo ma è anche figlio di uno scienziato. Se la follia è qui figlia della scienza, il discorso vale anche al contrario, perché è proprio il figlio pazzo ad utilizzare la scienza per elaborare in maniera estesa (e sistematica, assurdamente sistematica) le proprie follie: la distruzione di un'umanità fin troppo imbalsamata nelle proprie convenzioni, che meriterebbe di essere "spazzata via". Le responsabilità della scienza ci sono chiare ed è proprio su quelle che Gilliam riflette, con la sua disinvolta spavalderia registica. Ne L'esercito delle 12 scimmie, pertanto, egli continua a proiettare le sue paure e i suoi dubbi (la corruttibilità dell'animo umano, l'alienazione, l'oscurantismo culturale, la manipolazione delle masse, la distruzione del pensiero critico), regalandoci scene di arguta creatività e colte citazioni soprattutto hitchcockiane.
E' una fantascienza visionaria, cupa e violenta quella che perversa in questo film di Gilliam. Siamo lontani dal clima grottesco di Brazil, dal quale il regista americano sottrae e ri-contestualizza un substrato ambientale socialmente malato, classista e oppressivo. I corpi sudici, continuamente inflitti e sanguinanti alimentano l'angosciante impossibilità di sottrarsi ad un sistema che manovra le pedine imponendo la sua volontà. E' un futuro caratterizzato da regimi, da clandestini movimenti sabotatori, da apocalittici contagi virali e da eroi involontari. Sia Bruce Willis (che l'Oscar l'avrebbe meritato), perennemente sofferente e in conflitto con la sua identità, sia Brad Pitt (indimenticabili i suoi folli tic e il suo sguardo assente), forniscono una tra le loro interpretazioni più convincenti. Soprattutto quest'ultimo a mio parere tocca il suo apice, apice che difficilmente ha più toccato nella sua carriera. Bravi comunque tutti gli attori coinvolti (che sono veramente dentro al film e ai loro personaggi), la bella Madeleine Stowe e il bravo Christopher Plummer, inoltre la scenografia è bella e la fotografia cupa, funzionale quindi alla storia presentata. Azzeccatissima la colonna sonora con dei passaggi immediatamente orecchiabili e riconoscibili. Grotteschi e divertenti gli effetti speciali, bene anche il montaggio. Eccellente anche la regia, di Terry Gilliam ovviamente, che riesce a fare andare il film ottimamente in crescendo fino all'epilogo, uno dei più sconvolgenti ed angoscianti che possano esserci, tra l'altro dotato di autenticità e di una grossa amarezza. A tal proposito, quale interpretazione definitiva dare a questo film? Diciamo che bisogna certamente vederlo, poi ognuno può dire la sua e dare una sua versione sulla vicenda. Una vicenda, un film, geniale, bizzarro, suggestivo, avvincente e coinvolgente. Ci sono momenti di confusione nello sviluppo della trama, ed i continui flashback di Cole bambino, la visione del futuro e di tre diversi momenti del passato non aiutano, ma intrigano, e le interpretazioni del cast, con colpi di scena, momenti di azione e di introspezione dei personaggi lo rendono decisamente valido. Mancano sequenze "definitive" per poterlo collocare tra i migliori film del genere di sempre, ma il monito sulla natura autodistruttiva del genere umano è davvero macabramente efficace. Gran film. Voto: 7,5

Tutti gli altri partecipanti alla rassegna li trovate sotto al Banner della suddetta


40 commenti:

  1. Prima o poi dovrò dare una chance a questo film. Finora mi ha sempre trattenuto la presenza di Bruce Willis che, tanto bravo per carità, ma non riesco proprio a immaginarlo in un film di "fantascienza visionaria"

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    1. Non ha frenato me, anche se in un film di "fantascienza visionaria" visto pochissime volte Bruce, comunque leggi Terry Gilliam a dagli un'occasione ;)

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    2. Quindi non hai visto neanche Il sesto senso?! ;)

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    3. Ti riferisci ad Obsidian? Beh spero per lui che l'abbia visto..

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    4. Bene, sperando che ti sia pure piaciuto, perché è un bel film ;)

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  2. Questo per me non è solo il primo film a cui ho pensato in questo strani corona-giorni, ma è anche uno dei miei preferiti in assoluto di un regista che adoro. Una delle migliori prove di Bruce e Brad Pitt, per altro un modo incredibile di trasformare completamente in un lungometraggio, un corto (già geniale) come "La jetée", solo un geniaccio come Terry Gilliam poteva riuscirci ;-) Cheers!

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    1. Il mio primo è stato invece Contagion, ma troppe volte menzionato e scritto, ho preferito questo che non vedevo da un po' ;)
      Sapevo ti sarebbe piaciuto, ora sì che ho fatto pace con Terry, di cui ancora qualcosa c'è da vedere :)

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  3. Visto nel mio periodo Gilliam ed apprezzato il giusto, meno comunque rispetto ad altri film del regista.

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    1. Io invece più rispetto ad altri film del regista, alcuni rimasti sul groppone.

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  4. A me ha affascinato sopratutto il finale che, non spoilero a chi non ha visto il film, che getta luce sul passato del protagonista e sui motivi per i quali il personaggio interpretato da Willis è diventato quello che è diventato.

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    1. Neanch'io l'ho fatto, bisogna viverlo, anche se tanto amaro.

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  5. Oh, che mi hai ricordato!! Ho visto questo film due volte bel giro di poco tempo, ma ti parlo di parecchi anni fa. In prima battuta già mi piacque, ma come tu hai sottolineato nel post alcuni momenti di confusione eccessiva per i vari flashback mi avevano lasciato non completamente soddisfatta. Così lo rividi dopo poco e lo apprezzai di più, capendo meglio gli intrecci.
    Ora purtroppo dopo anni ricordo solo la trama in generale... dovrei proprio rivederlo 🤗 e ci starebbe in effetti proprio bene per esorcizzare la pandemia!

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    1. Sì beh, quando si tratta di viaggi nel tempo i dettagli sono importanti ed a volte sfuggono ;)
      Per l'appunto ho scelto questo film e deciso di fare questa rassegna, per spingere lo spettatore a vederlo e proprio adesso.

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  6. Grande film, è uno dei miei preferiti del grande terry xD

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    1. Anche uno dei miei, forse perché paradossalmente meno "criptico", seppur esattamente non lo sia ;)

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  7. Ciao visto al cinema ma non mi è piaciuto.
    Non ricordo praticamente niente.
    Mi spiace ..dovrei dargli un altra chance e riguardarlo.

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  8. Mi pare di aver visto questo film, sebbene siano passati molti anni e non sia il mio genere.
    Come sai, però, non ho memoria per libri e film, ma leggendo la tua recensione deduco che possa piacermi.

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    1. Peccato che non sia passato in tv, spero che passi presto, merita d'essere visto e rivisto ;)

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  9. Film che adoro alla follia, un vero e proprio cult nel suo genere.

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    1. Follia, una parola che in questo film calza perfettamente ;)

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  10. Amo tantissimo questo film. Condivido ogni tua parola, semplicemente e dolorosamente attuale.

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    1. Felice di saperlo, anche se appunto è un film amaro.

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  11. Grande cast, grande film. Non sono fan di storie così, né virologiche né soprattutto fantascientifiche, ma questo è un cultissimo^^

    Moz-

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    1. Beh sì, al di là del genere è un film memorabile ;)

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  12. Gran bel fimone! La ggente si lamenta di stare chiusa in casa con Netflix e giochi affini,immagina se dovevamo vivere peggio delle Tartarughe ninja? XD

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    1. Beh insomma, pizza tutte le sere non è male, e poi in quei vagoni del treno (quelli del film) ci vivrei :D
      A parte gli scherzi, niente da lamentarsi, vedere anche questo film si può, e tantissimi altri ;)

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  13. Miglior interpretazione di Brad Pitt? Miglior interpretazione di Brad Pitt. Comunque filmone. Anche se per me Brazil gli è superiore. Io recentemente dopo The Zero Theorem avevo "litigato" con Gilliam, ma ci ho in parte fatto pace con L'uomo che uccise Don Chisciotte.

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    1. Purtroppo a me entrambi non mi hanno convinto, soprattutto il secondo....mentre per quanto riguarda Brazil, difficile decidere quale sia meglio, però sono sullo stesso gran livello ;)

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  14. Lo devo rivedere perché l'avrò visto quindici anni fa e non ci avevo capito granché. Non mi ricordavo che fosse del grande Gilliam!

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    1. Era passato anche per me parecchio tempo, è invecchiato, ma sempre fresco ;)

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  15. Scene "definitive" o meno, per me non è solo uno dei migliori film del genere, ma proprio uno dei film a cui sono affezionato di più in assoluto.
    In questo periodo però non sono riuscito a vederlo. Troppo attuale.

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    1. Sì ti capisco, è un po' banale pure, comunque "definitive" o meno è indubbiamente un grandissimo film ;)

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  16. Purtroppo non ho potuto partecipare per testa vuota e mancanza di tempo ma grazie per aver parlato di uno dei miei film preferiti, rivisto mille volte *__*

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  17. Ho visto questo film parecchio tempo fa, qualche anno dopo l'uscita nei cinema, nel mio paese di origine, con i sottotitoli e le voci originali degli attori e vorrei dire che in questo film Brad Pitt è stato PAZZESCO! Non sono una sua fan, ma ricordo che dopo aver visto questo film, pensai a lungo che si sarebbe meritato un Oscar. Non ricordo chi lo avesse vinto in quell'anno ma ricordo che ne fui delusa a sapere che non lo aveva vinto. Mi aveva consolato in parte l'assegnazione del Golden Globe. Il fatto strano è che non ricordavo che ci fosse anche Madeleine Stowe, non so per quale motivo ho cancellato del tutto il suo viso, avevo l'impressione che al suo posto ci fosse stata un'altra attrice.
    Comunque mi piacerebbe moltissimo rivedere questo film.

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    1. All'epoca non pensavo ai premi o ad i meriti, riscopro adesso che alcuni film e ad alcuni attori meritavano di più, ma comunque non sono troppo importanti, l'importante è il film in sé, e se è bello rimane tale ;)

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  18. Lo passano abbastanza spesso nei canali minori di Mediaset. L'avevo rivisto giusto l'anno scorso su Iris.
    Comunque quel 7,5 è un voto troppo basso.

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    1. Me lo sono perso spesso, ma quest'anno dovevo vederlo. Per i miei standard no, ma se obbiettivamente forse, soggettivamente no, perché personalmente non è al livello emozionale e nostalgico di altri.

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