venerdì 29 maggio 2026

I film del mese (Maggio 2026)

Ecco la lista dei film visti questo mese. Scelte o meno, pellicole visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Mediaset Infinity (compreso Plus), Paramount Plus e RaiPlay, a infine Disney Plus, TimVision e occasionalmente YouTube. Sporadicamente anche da Apple Tv Plus, Pluto TV e siti vari (anche non legali). Lo speciale cinematografico del mese è incentrato sull'animazione giapponese, con la seconda parte della rassegna "Anime Japan".

Buen camino (Commedia 2025) - L'ultimo film di Luca Medici a distanza di anni da Tolo Tolo resta pienamente dentro il genere‑Zalone: un protagonista volutamente sgradevole, costruito su ignoranza, cafoneria ed egoismi nazional‑popolari, inserito in una storia leggera che punta dritta al sorriso. Il Cammino di Santiago offre una cornice visiva sorprendentemente curata, quasi in contrasto con la semplicità della trama, mentre l'umorismo alterna cliché familiari, battute politicamente scorrette e momenti di irriverenza che ricordano i suoi film più riusciti. Il rapporto padre‑figlia dà un minimo di struttura emotiva, anche se resta superficiale e subordinato al solito egocentrismo del personaggio. Si ride meno rispetto ai picchi del passato, ma alcune trovate funzionano ancora e la canzone finale è probabilmente il vero colpo di genio. Non il miglior Zalone, ma un intrattenimento solido, pensato per chi vuole novanta minuti di leggerezza e conferma che il suo modello comico continua a reggere. Voto: 6+

The Beautiful Game (Dramma/Sport 2024) - Un film sincero ma irrisolto: racconta con calore la Homeless World Cup e il valore delle seconde possibilità, sostenuto da un Bill Nighy credibile e misurato. Il messaggio sociale funziona e alcuni spunti (come le dinamiche di emarginazione "al contrario") aggiungono un tocco di originalità. Tuttavia la sceneggiatura resta prevedibile, lenta e spesso troppo indulgente, con dialoghi poco incisivi e sequenze calcistiche poco ispirate. Il buonismo affiora più volte, smorzando l'impatto emotivo, e l'auto‑doppiaggio della Golino risulta straniante. Anche il ritmo, soprattutto nella seconda metà, fatica a mantenere l'attenzione. È una visione positiva e accessibile, capace di emozionare a tratti, ma priva della profondità e dell'energia necessarie per distinguersi davvero nel genere. Voto: 6

The Electric State (Sci-fi/Commedia 2025) - Un blockbuster fantascientifico visivamente curato ma povero di personalità. L'estetica rétro anni '80‑'90 funziona, gli effetti speciali sono solidi e l'avventura scorre, ma la sceneggiatura procede per situazioni prevedibili e già viste. I villain risultano deboli, i personaggi poco incisivi e il tono, pensato per un pubblico molto giovane, smorza qualsiasi potenziale inquietudine del materiale originale di Simon Stålenhag. Il cast fa il possibile, ma Stanley Tucci e Giancarlo Esposito sono sprecati e Millie Bobby Brown non lascia il segno. Ne nasce un film che intrattiene a tratti, senza però trovare una vera identità. Voto: 5,5

Chupa (Avventura/Sci-fi 2023) - Un family movie dolce ma molto derivativo, che guarda apertamente a classici come E.T. senza riuscire a replicarne davvero (o minimamente) la magia. La trama procede su binari prevedibili e i rapporti familiari, pur potenzialmente interessanti, restano solo accennati. La CGI del cucciolo è modesta e toglie un po' di fascino alla creatura. Il villain è innocuo e non crea mai una vera minaccia. A funzionare davvero sono i momenti più teneri e l'ottima prova di Demián Bichir, che dà calore a un racconto altrimenti semplicissimo. Il messaggio sull'accettazione di sé e delle proprie origini è sincero e arriva con chiarezza. Il target è chiaramente molto giovane, e questo limita la profondità emotiva. Nel complesso: carino per bambini, ma trascurabile per chi cerca qualcosa di più solido o originale. Voto: 5

La vita va così (Biografico/Commedia 2025) - Il film parte da una storia vera potente, ma la trasforma in una commedia grottesca che finisce per diluire proprio ciò che avrebbe potuto renderla memorabile. Il messaggio c'è ed è chiaro, ma la sceneggiatura si perde tra toni surreali, personaggi ridotti a macchiette e una seconda parte meno incisiva. Riccardo Milani valorizza paesaggi e atmosfere, il cast funziona (con prove sorprendenti anche da attori solitamente comici, Virginia Raffaele su tutti) e il film scorre senza annoiare, ma resta l'impressione di un'occasione solo in parte sfruttata. Una commedia agrodolce piacevole, sincera, ma lontana dall'essere davvero incisiva. Voto: 6

Oi vita mia (Commedia 2025) - Film che segna (dopo il mediocre Come può uno scoglio) un passo avanti per Pio e Amedeo, qui al debutto alla regia, che scelgono di smussare la loro comicità più sguaiata per raccontare una storia di buoni sentimenti, convivenza forzata e fragilità umane. L'ambientazione nel Gargano dona respiro e calore, mentre la presenza di Lino Banfi (tenero, crepuscolare, sorprendentemente incisivo) aggiunge spessore emotivo al racconto. La commedia alterna leggerezza e malinconia con una maturità inedita per il duo, sostenuta da una regia semplice ma efficace e da una sceneggiatura che scorre bene, pur con qualche pausa e qualche battuta facile. Non è un film eclatante, ma intrattiene, diverte e, soprattutto nella seconda parte, trova una sensibilità sincera che lo distingue dalle loro prove precedenti. Voto: 6

War Machine (Azione/Sci-fi 2026) - Un fanta‑action che parte come war‑movie, attraversa un addestramento alla Full Metal Jacket e poi deraglia in un survival fantascientifico alla Predator. La storia è piena di cliché militari e personaggi poco sviluppati, ma il ritmo è solido e non lascia spazio alla noia. Le sequenze con il robottone sono ben realizzate e Hughes dirige con energia, sfruttando location suggestive e un'estetica anni '80 piacevole. Ritchson regge bene il ruolo, anche se attorno a lui c'è poco da ricordare. Derivativo e prevedibile, ma come intrattenimento muscolare funziona più del previsto. Un prodotto Netflix che non sorprende, ma che fa il suo dovere. Voto: 6

giovedì 28 maggio 2026

Le serie tv del mese (Maggio 2026)

Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da RaiPlay, Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

One Piece (2a stagione) - La seconda stagione di One Piece su Netflix conferma la solidità del progetto senza superare davvero l'impatto della prima. Ritrova lo stesso equilibrio tra fedeltà, ritmo e spirito d'avventura, ampliando il mondo narrativo con nuove isole, nuovi personaggi e una ciurma sempre più affiatata. Le dinamiche interne funzionano bene, le new entry sono convincenti e l'atmosfera resta quella di un viaggio genuino e divertente. Allo stesso tempo emergono limiti più evidenti: gli effetti speciali sono altalenanti, alcuni combattimenti risultano meno incisivi e certe scelte estetiche o di montaggio appaiono discutibili. L'abbondanza di cameo e anticipazioni, pensata per i fan, rischia di spezzare la coerenza e di rendere la stagione meno autonoma. Anche la compressione narrativa sacrifica alcuni personaggi e rende il racconto meno compatto rispetto alla prima stagione. Pur senza un vero salto di qualità, la serie mantiene intatto il suo fascino e prepara con cura la strada verso Alabasta. È un capitolo solido, piacevole e rispettoso dell’opera originale, che conferma la tenuta del live‑action senza replicare del tutto l'effetto sorpresa dell'esordio. Voto: 7,5

Glaskupan: La cupola di vetro (Miniserie) - Firmata da Camilla Läckberg, parte da un'idea forte e da un passato traumatico che dovrebbe dare profondità alla protagonista. L'autrice inserisce anche temi femministi e razziali, smontando l'immagine di una Svezia placida e impeccabile. Ma l'esecuzione non regge il peso delle ambizioni. Il racconto procede con personaggi poco definiti, interpretazioni corrette ma raramente memorabili e un'indagine costellata di ingenuità narrative. La tensione è intermittente, i depistaggi si riconoscono subito, il movente del rapitore convince poco e persino l'ambientazione nordica (solitamente un punto di forza) qui aggiunge meno atmosfera del previsto. Qualche merito c'è: l'impronta noir funziona, la protagonista Lejla è ben diretta e l'indagine psicologica sui traumi ha un suo spessore. Ma la trama resta prevedibile, priva di veri colpi di scena, e la protagonista finisce per apparire più ingenua che brillante, incrinando la credibilità dell'intero impianto. Chi ama il nordic noir potrebbe trovarvi qualche suggestione, ma chi si aspettava un thriller all'altezza del nome della Läckberg rischia di restare freddo quanto il paesaggio che lo circonda. Voto: 5

Big Sky (2a stagione) - La seconda stagione della serie televisiva thriller poliziesca statunitense creata da David E. Kelley resta nei binari della sufficienza, ma perde quel minimo di tensione che rendeva la prima stagione (pur banale) sorprendentemente appassionante. Qui la banalità rimane, mentre l'appassionante svanisce. La serie prova ad allargare il mondo narrativo con un intrigo più corale, un incidente sospetto e un carico di droga, ma finisce per disperdere il focus in troppe sottotrame e personaggi. Il ritmo c'è, i twist non mancano, e il cast fa il possibile per dare peso a una scrittura che spesso si rifugia nei cliché. Ma la gestione della lunga serialità mostra tutti i limiti della tv generalista: il ritorno forzato di volti noti, la formula semi‑antologica, la necessità di rilanciare continuamente senza una vera direzione. Si guarda senza fatica, certo, ma anche senza particolare coinvolgimento. Un thriller che intrattiene, non entusiasma, e che conferma come Big Sky sappia funzionare solo a metà. Voto: 6

mercoledì 27 maggio 2026

Videogiochi del mese di Maggio 2026: Trepang2 & Machinarium

Ecco la lista dei titoli giocati e terminati questo mese, a scelta tra le numerose librerie videoludiche digitali in mio possesso. Da Steam all'Epic Games Store, da GOG Galaxy a Ubisoft Connect, da Amazon Games e Luna all'App EA, fino a Microsoft e Legacy Games. In casi eccezionali tuttavia, a scelta tra titoli preventivamente scaricati da siti esterni.

Trepang2 - Un FPS furioso, costruito attorno a un gunplay esplosivo che regge da solo l'intera esperienza. Le sparatorie sono rapide, brutali, sostenute da poteri come invisibilità e bullet time che trasformano ogni stanza in un massacro coreografato. Il feeling delle armi è sorprendente, fluido e potente, soprattutto considerando la natura indie del progetto. Il resto, però, non tiene il passo: la campagna è breve, le missioni si assomigliano tutte e il level design è povero di idee e varietà. La storia è minimale, quasi un pretesto per passare da uno scontro all'altro, e le mappe riciclano spesso gli stessi ambienti. Tecnicamente solido, ben ottimizzato e privo di grossi problemi, Trepang2 funziona quando si limita a ciò che sa fare: sparare, distruggere, travolgere. È un divertimento immediato, intenso, ma anche effimero. Un titolo che vive di adrenalina pura e poco altro, perfetto per chi vuole un'esperienza old‑school senza fronzoli. Voto: 6

Machinarium - Un punta‑e‑clicca dal fascino raro, un piccolo mondo steampunk disegnato interamente a mano che vive di silenzi, gesti e malinconia. Seguire Josef, robot fragile ma determinato, significa attraversare una città arrugginita piena di enigmi intelligenti, personaggi bizzarri e piccole storie raccontate senza una sola parola. Gli enigmi sono vari, ben costruiti e spesso impegnativi, sostenuti da un sistema di interazione che limita le azioni allo spazio attorno al protagonista, rendendo ogni soluzione più ragionata e meno casuale. A volte la logica è criptica, ma gli indizi e il sistema di aiuti evitano la frustrazione senza snaturare l'esperienza. La trama è semplice, quasi un pretesto, ma l'atmosfera è così curata da diventare il vero cuore del gioco: fondali dipinti a mano, animazioni delicate, una palette rugginosa coerente e una colonna sonora morbida che accompagna ogni passo. È un'avventura breve, lenta, contemplativa, che punta più sull'incanto visivo e sulla creatività degli enigmi che sul racconto. Un'esperienza piccola ma preziosa, perfetta per chi cerca un gioco che stimoli la mente e accarezzi l'immaginazione. Voto: 7+

martedì 26 maggio 2026

Le mie canzoni preferite (Maggio 2026) - Speciale Eurovision Song Contest

Nuova edizione del Festival musicale Europeo, e a vincere stavolta è un tormentone bulgaro. Decisione discutibile (seppur la canzone vincitrice senza quel fastidioso "Bangaranga" male non è affatto), ma anche se avesse vinto l'Italia lo sarebbe stata. La verità è che così variegato è il "minestrone" di stili e influenze (trovate in ogni caso QUI la lista video di tutte le 35 partecipanti al Contest di quest'anno) che distinguere il bello dal brutto è ardua impresa, ma una specie di classifica di preferenza personale ho potuto comunque stilare, ed eccola qui, che piaccia o meno.

Categoria "MEH" (Povere orecchie), dalla 35a alla 29a posizione: Grecia – Akylas, "Ferto"; Moldavia – Satoshi, "Viva, Moldova!"; Cipro – Antigoni, "JALLA"; Armenia – SIMÓN, "Paloma Rumba"; Albania – Alis, "Nân"; Serbia – LAVINA, "Kraj Mene"; Georgia – Bzikebi, "On Replay".

Categoria "BOH" (Amore e odio), dalla 28a alla 19a posizione: Montenegro – Tamara Živkovic, "Nova Zora"; Croazia – LELEK, "Andromeda"; Austria – COSMÓ, "Tanzschein"; Malta – AIDAN, "Bella"; Regno Unito – LOOK MUM NO COMPUTER, "Eins, Zwei, Drei"; Danimarca – Søren Torpegaard Lund, "Før Vi Går Hjem"; Portogallo – Bandidos do Cante, "Rosa"; Romania – Alexandra Capitanescu, "Choke Me"; Bulgaria – DARA, "Bangaranga"; Repubblica Ceca – Daniel Zizka, "CROSSROADS".

Categoria "MMH" (Che piacere), dalla 18a alla 7a posizione: Norvegia – JONAS LOVV, "YA YA YA"; Finlandia – Linda Lampenius x Pete Parkkonen, "Liekinheitin"; Lituania – Lion Ceccah, "Sólo Quiero Más"; Lettonia – Atvara, "Ena"; Svezia – FELICIA, "My System"; Polonia – ALICJA, "Pray"; Belgio – ESSYLA, "Dancing on the Ice"; San Marino – SENHIT, "Superstar"; Francia – Monroe, "Regarde!"; Germania – Sarah Engels, "Fire"; Italia – Sal Da Vinci, "Per Sempre Sì"; Svizzera – Veronica Fusaro, "Alice".

Categoria "WOW" (Che meraviglia), dalla 6a alla 1a posizione: 
JIVA, "Just Go": Dall'Azerbaijan una ballata che racconta di temi legati alla fine di una relazione, opera della vincitrice della terza edizione di The Voice of Azerbaijan.
LELÉKA, "Ridnym": Dall'Ucraina un brano che vuole essere sia lettera alla famiglia, che una preghiera laica sulla resilienza, opera di un gruppo musicale ucraino-tedesco.
Eva Marija, "Mother Nature": Dal Lussemburgo un brano che racconta il profondo legame tra l'essere umano e la natura, opera di una cantautrice e violinista lussemburghese di origini slovene.
Noam Bettan, "Michelle": Da Israele un cantautore israeliano multilingue, con una canzone che parla della necessità di liberarsi dalle ossessioni amorose.
Delta Goodrem, "Eclipse": Dall'Australia un brano che racconta l'amore raro e irripetibile come una eclissi, cantato da una delle più famose popstar australiane.
Vanilla Ninja, "Too Epic To Be True": Dall'Estonia una canzone che celebra l'intensità delle emozioni e la grandiosità dei momenti vissuti, suggerendo un'esperienza così straordinaria da sembrare quasi irreale o cinematografica, opera di una band rock estone tutta al femminile.