Arriva l'estate e al cinema o alla tv ecco che fanno capolino gli horror, ma nella blogosfera (stesso periodo, stesso genere) ecco che finalmente torna anche la Notte Horror, con la sua quinta edizione, la terza a cui partecipo, dopo The Faculty nel 2016 e Stigmate nel 2017, un'edizione in cui ho deciso di vedere un film che mi duole (e colpevolmente) ammettere non avevo mai visto, e il motivo è abbastanza semplice, ovvero che non solo in tv non è passato spesso e in orari non propriamente consoni, ma perché all'epoca e poi dopo, complicato era vedere questi generi di film, solo successivamente le possibilità, con l'avvento di internet (anche perché cd o dvd di film non ho mai comprato), sono aumentate sensibilmente, non a caso ultimamente la fase di recupero è all'inizio e questo film l'ho scaricato. E non sto parlando di un film qualsiasi, ma di un cult inossidabile, di un film ottimo che travalica il genere, perché ha tante cose da dire e tante critiche da fare, una mente intelligente alla sceneggiatura e un occhio stupendo che sa girare un'oretta e mezza praticamente perfetta, senza una sbavatura, tutto è perfettamente dove e quando deve esserci. Né più né meno. Anzi il di più c'è eccome: effetti speciali che sono tanto più inquietanti oggi, e a distanza di trent'anni, della CGI fasulla e anti-realistica che certe produzioni ci propinano oggi a dosi industriali. Un film che semplicemente oggi sarebbe impossibile realizzare, che si prende i suoi tempi, che cresce di tensione piano piano, scritto con la testa e recitato bene, senza strizzatine d'occhio varie né "gigionerie" fastidiose, cupo pessimista e cattivo, disturbante dall'inizio alla fine. Parlo ovviamente del bellissimo La mosca (The Fly), film del 1986 diretto da David Cronenberg, una perla del cinema e soprattutto del genere horror per davvero. Una perla così incredibile che dopo averla scoperta, andrò dritto (quando potrò) a recuperarmi tutti i film di questo straordinario regista, che conosco poco, soprattutto mi manca completamente il vecchio Cronenberg (quello giovane invece lo conosco abbastanza giacché ho visto tutti i suoi ultimi 4 lavori). E, diamine, ne vale la pena se siamo su questo livello.
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martedì 21 agosto 2018
venerdì 17 febbraio 2017
The Exorcist (1a stagione)
Dopo la mediocre e neanche tanto eccezionale prova di Outcast, la Fox è tornata sul tema demoniaco e l'ha fatto rispolverando un classico della cinematografia, The Exorcist di William Friedkin. Un ritorno in grande stile dato che la lotta contro il famigerato demone sumero Pazuzu, che è proseguito senza esclusione di colpi in questa serie, è stata così intensa che secondo me ha fatto personalmente diventare, la serie, uno degli show targati Fox più ipnotici, sorprendenti e, perché no, divertenti degli ultimi anni. Perché The Exorcist, serie televisiva americana del 2016, ideata da Jeremy Slater e trasmessa dal 23 settembre 2016 dall'emittente Fox, rivela fin dal pilot un'ottima direzione tecnica che vede svilupparsi principalmente una scenografie e fotografia da Oscar, le atmosfere fumose e dark e l'utilizzo di una luce fredda quasi asettica danno alla serie la giusta atmosfera da brividi. Anche se quello che manca ed è mancata per buona parte è ed è stata soprattutto una giusta dose di 'terrore', quello vero, poiché nonostante la serie è stata indubbiamente capace di creare tensione, merito principalmente di una regia capace e di una storyline costruita ad hoc, è stata ben lontana dall'essere lo sconvolgente show figlio di uno dei film più spaventosi di tutti i tempi. Colpa probabilmente e ovviamente di una sceneggiatura non originale, anche se l'autore (in una famosa intervista di qualche tempo fa) si dichiarava intenzionato a creare qualcosa di nuovo, di inedito e alternativo, limitarsi a ricalcare la formula del film originario non gli interessava, il suo The Exorcist non avrebbe rappresentato un reboot né un remake, e non avrebbe esaurito le sue potenzialità in seguito a qualche 'classica' scena dedicata a un paio di preti intenti a spruzzare un po' d'acqua santa sulla faccia di una povera ragazzina con le guance sporche di muco. Il rispetto per la pellicola diretta da William Friedkin avrebbe rappresentato una componente importante, certo, eppure la necessità di raccontare una storia completamente nuova, fresca, solida e convincente avrebbe dovuto avere la priorità su tutto. Ed è quello che è successo, perché nonostante non nutrivo grandi aspettative, a proposito di questo particolare progetto, un po' perché il film è uno dei miei classici horror preferiti di sempre, un po' perché la Fox ci ha dimostrato, nell'arco delle ultime cinque o sei stagioni televisive, di riuscire ormai a partorire solo idee trite, concentrati di banalità e sceneggiati iper-commerciali, volgarotti o semplicemente stantii, e anche se in tutta onestà io non posso considerarmi un esperto della saga originale, a tal punto non vorrei mai lanciarmi in chissà quale paragone dettagliatissimo, dico che il risultato è più che soddisfacente.
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