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martedì 27 giugno 2017

Salem (3a stagione)

Lo scorso lunedì 8 maggio è andato in onda su Fox il decimo e ultimo episodio della terza e ultima stagione di Salem (una delle più intriganti e belle serie horror degli ultimi anni), io come sempre in ritardo, ma ciò non mi ha impedito di assistere a un evento raro, ovvero la degna chiusura di una serie, cosa che non capita proprio tutti i giorni. La serie infatti (trasmessa e prodotta dal network americano WNG), come le migliori saghe e come le migliori serie dovrebbero sempre fare, si conclude col terzo capitolo e lo fa tirando le somme di tutti i cicli narrativi iniziati, senza tralasciare nessun personaggio. Una vera fine dunque, che però grazie agli autori B. Braga e A. Simon (che probabilmente sapevano già della sua cancellazione ma volevano comunque concludere il tutto nel modo giusto) non ha deluso le aspettative, giacché la qualità del prodotto non è mai venuta meno e si è conservata intatta fino all'ultimo fotogramma, tanto da poter affermare che, imposta o no, questa conclusione lunga dieci puntate è stata capace di onorare la storia e l'affetto dei fan. Perché fin dalla prima stagione Salem, che si è dimostrata sempre e in ogni caso una serie capace di sorprendere, soprattutto dalla sua metà stagione in poi (dedicandosi giustamente a delle prime puntate che servissero più da semina per il resto della stagione), ha sempre offerto un più che discreto spettacolo orrorifico. A tal proposito la terza stagione si apre con i soliti alti presupposti, con una delle migliori season premiere di questa stagione probabilmente, dove a dominare sono le atmosfere cupe e le affascinanti suggestioni (che fanno di Salem una delle migliori del genere ultimamente, superando di gran lunga serie quali Costantine, AHS, TWDThe Strain e Outcast, soprattutto nella qualità visiva di sangue, mostri e disgustose creature, non tanto nella qualità di scrittura, narrativa o paura, giacché The Exorcist o Ash vs Evil Dead è ben altra cosa di meglio). In ogni caso, anche in questa conclusiva stagione, tutto è sempre più curato nei dettagli, dai costumi alle scenografie, passando per le colonne sonore e la fotografia scurissima.

venerdì 3 febbraio 2017

American Horror Story: Roanoke (6a stagione)

Partendo dal presupposto che la sesta stagione di American Horror Story mi sia moderatamente piaciuta devo subito dire due parole in negativo, ma che casino è questo? Perché se da un lato l'idea è originale e anche azzeccata, dall'altra, ancora una volta la serie perde il suo mordente, la sua parte più horror, poiché a parte La Macellaia ed alcuni rari sussulti, la serie, intitolata Roanoke, non mi ha per niente impressionato, impaurito o spiazzato più di tanto, anzi, se non fosse per l'idea seppur geniale di dividere la serie in tre parti cambiando totalmente registro, non avrei neanche resistito a vedere la puntata numero due e tutte le altre, e invece ho continuato e ho visto, ho visto soprattutto come da un idea geniale non è sempre certo che esca qualcosa di buono, anche se funzionale. Difatti la sesta stagione di American Horror Story si è fortemente distinta dalle altre stagioni della serie antologica creata da Ryan Murphy con Brad Falchuk, ma purtroppo non proprio in positivo, ovviamente personalmente parlando, poiché non tutto ha funzionato secondo me, anche se resta il fatto che la serie ha dalla sua, la sua lampante unicità, mai nessuno aveva pensato ad una cosa del genere eppure quel geniaccio di Murphy l'ha fatto, ed ha comunque realizzato una discreta stagione ma sotto molti aspetti deludente. Prima di tutto regna una confusione allucinante, all'inizio è un po' strano e difficile da capire, poi quando qualcosa riesci a capire ecco che la sesta puntata rimescola le carte e definitivamente ti perdi, fino ad arrivare alle ultime incredibili puntate, come quando sembra di assistere al processo contro O.J. Simpsons, dello stesso regista come è risaputo, oppure ad programma su Dmax. Insomma qualcosa di straniante e strambo, pure modestamente noioso, anche se nuovo, innovativo, unico e geniale. E' questo il problema che ho riscontrato e che mi lascia più di un dubbio, perché è mezzo capolavoro mezzo disastro, praticamente agli antipodi, e come ho letto tempo fa in un blog (quello della Bionic Girl), viaggia costantemente tra disgusto e genialità, che decidere da che parte tendere diventa un'impresa. E quindi, è stata per me (e/o per tutti) una lieve delusione, o un mezzo successo? Per scoprirlo continuate a leggere.

lunedì 14 dicembre 2015

Salem (2a stagione)

E' tornata, ma è già finita, la seconda stagione di Salem, conclusasi poco tempo fa. Il supernatural drama di Fox, che trae ispirazione dal noto processo alle streghe di Salem, è stata rinnovata anche per un terza stagione, che si prospetta molto allettante se conoscete il finale. Nella prima stagione di questa serie horror abbiamo visto cosa e come queste spaventose (ma bellissime) streghe sono disposte a fare per avere quello che vogliono. Per chi ha visto già la prima stagione sicuramente ricorderà i personaggi e le vicende accadute e quindi sarà più facile capirmi, per quelli che invece devono ancora vederla e non sanno di cosa parlo e di quello che è successo, un piccolo riassunto. Dal prologo sappiamo che nel XVII secolo, a Salem, nel Massachusetts coloniale, John Alden, capitano reduce dalla guerra espansionistica contro i nativi americani, fa ritorno dopo diversi anni nella sua città natale per ritornare dalla sua amata Mary. Quest'ultima è ormai una donna molto diversa da quella dei ricordi di John, è infatti una potente strega che ha sposato il ricco leader cittadino che alle streghe era solito dare la caccia. In una Salem centro di una vera guerra tra puritani e streghe, John decide di rimanervi per cercare di contenere il panico e la condanna a morte preventiva di persone innocenti, vittime tra le quali, a causa di una manipolazione di Mary, figura anche un suo vecchio amico. Questa serie narra quindi le vicende (irreali ed ovviamente inventate, ma rielaborate) di questa cittadina entrata nella storia per i famosi processi. La battaglia tra bene e male nella prima stagione è stata dura, con tanti colpi di scena anche inaspettati, la missione principale di Mary (e di tutte le streghe) consisteva nel compiere un rito malvagio (tramite l'uccisione di anime innocenti), per far scendere sulla terra il loro padrone (ma questo sarà il secondo step), e nonostante molte vicissitudini alla fine della prima stagione il sommo rito è stato compiuto. All'inizio della seconda stagione vediamo che il rito ha determinato l'espansione di una nuova epidemia di peste. Mary scopre che suo figlio, che poi deciderà di chiamare John, è vivo e che Tituba (la sua serva-alleata), insieme agli Anziani, lo ha tenuto nascosto per tantissimo tempo. Mercy (una strega novizia, già vista) vuole diventare il nuovo capo delle streghe, ma venendo rifiutata dagli Anziani, non si fa scrupoli a ucciderli tutti, dichiarando guerra a Tituba e Mary. John viene aiutato dai suoi amici indiani e decide di compiere un rito che lo farà diventare più forte, in modo che tutte le streghe di Salem muoiano. Anna Hale è consapevole di essere una strega, per giunta una delle più forti, visto che i suoi genitori erano degli stregoni dalla nascita.