venerdì 30 giugno 2017

I peggiori film del mese (Giugno 2017)

Il mese di giugno non è cominciato proprio nei migliori dei modi, ma ormai è passato, il mese è continuato tra alti e bassi, ma ormai è passato, il mese è finito e fortunatamente è passato, perché questo caldo mese di giugno proprio bellissimo non è stato. In ogni caso però il blog non ha subito danni, li ho subiti invece io vedendo questi film che sto per recensire, film non del tutto brutti o inutili ma semplicemente evitabili e deludenti, che mi hanno solo fatto perdere tempo, ma se non l'avessi fatto come sarebbe stato possibile fare questo post? Ecco appunto, almeno quindi a qualcosa è servito. Perciò eccoli..

RETREAT: NESSUNA VIA DI FUGA (Thriller, Gran Bretagna, 2011): La relazione tra Kate (Thandie Newton) e Martin (Cillian Murphy) è a un punto morto e i due per salvare il sentimento che li lega decidono di prendersi una pausa dal trambusto quotidiano e trascorrere qualche tempo su un'isola remota, lontano da tutto e tutti. La situazione tra di loro migliora di giorno in giorno fino a quando, senza aspettarselo, incontrano un militare (Jamie Bell) che li informa che un potente virus mortale sta uccidendo milioni di persone nel resto del Paese, costringendoli a prendere la decisione giusta sul da farsi attraverso un sottile gioco psicologico al massacro. Retreat si propone come scopo principale di insinuare nello spettatore lo stesso dubbio di cui sono partecipi i protagonisti, ma come spesso avviene in questi casi e senza voler spoilerare nulla, la verità sta nel mezzo, per quanto assurde e poco chiarite siano la circostanze che portano la presenza di Jack sull'isola. Non c'è bisogno di essere spettatori smaliziati però per notare che l'insistenza con cui vengono proposte situazioni di presunto assedio senza che si veda mai anima viva rappresenti un clamoroso autogol. E una volta capito che si tratta di tutto fumo e niente arrosto, anche quel minimo di tensione si era venuta a creare va a farsi benedire. Dopo un inizio discreto infatti, il film gira poi a vuoto, per darci il colpo di scena verso la chiusura, se ha la fortuna di trovarci ancora svegli. Non resta quindi che godersi solamente la buona prova del ristretto cast, con qualche riserva sulla legnosa Newton. Bravo Jamie Bell, ambiguo e minaccioso al punto giusto, che se si fosse lasciato andare alla caricatura dello psicopatico avrebbe definitivamente affossato il film. Cillian Murphy va bene se preso singolarmente ma sullo schermo l'alchimia con la Newton è zero. Tirando le somme, il primo lungometraggio di Carl Tibbetts è senza mordente, senza sussulti, nonostante un cast per 2/3 efficace. Voto: 4

THE SCANDALOUS LADY W (Drammatico,  Gran Bretagna, 2015): Il primo film (ma per la tv) da protagonista della bella Natalie Dormer (l'unico davvero motivo di interesse), è basato su una storia vera ambientata in Inghilterra a fine 1700, e racconta la storia di Seymour Fleming e della sua battaglia di emancipazione dal marito che la considerava una sua proprietà, anche se questo non è solo un film sul femminismo e sull'emancipazione femminile, ma anche sul percorso concreto che attendeva le donne che passava attraverso disillusioni e relativizzazioni rispetto gli ideali. Un film perciò leggermente erotico, certamente diverso nei temi ma uguale negli ideali, dove non può mancare Aneurin Barnard, ormai attore fisso in produzioni settecentesche e ottocentesche. La storia è controversa ma interessante, anche se la sceneggiatura non è delle più originali, visto che passa nella sua quasi interezza attraverso un processo, ma è comunque animata da una serie di flash back che rivela a poco a poco le evidenze della storia e la loro differente valenza a seconda della loro diversa angolatura. Ma nonostante un reparto costumi e scenografico buono, il film, che è un drama interamente british con una buona dose di colpi di scena, è privo però di quel pathos che avrebbe potuto regalare al film (sconosciuto a molti) buona visibilità, che comunque non ha avuto. Giacché, se non fosse per l'attrice, che regala allo spettatore la sua "fisicità", nessuno l'avrebbe visto a parte i fan del genere e chi ha Infinity. Voto: 5,5

KILL YOUR FRIENDS (Commedia, Gran Bretagna, 2015): Diretto dal regista Owen Harris, la pellicola è una commedia noir basata sulla vita di un manager musicale durante l'era Britpop, che non si fermerà davanti a nulla per fare carriera. Il film infatti, tratto dal romanzo dello scrittore scozzese John Niven, è ambientato nel 1997 e racconta il mondo della scena musicale inglese con occhio critico e satirico. Il film perciò ci va giù duro (forse troppo), di certo non ha problemi a mostrare la dissolutezza e il gore però sempre in senso ironico, quasi da intrattenimento, ma purtroppo a volte va sul disturbante, si mantiene su livelli non propriamente morbidi di violenza ed ha un ironia certamente pungente ma poco coinvolgente. Dopo un inizio difatti niente male, la pellicola arranca un po' nella prima parte fino alla fase centrale per poi non riprendersi del tutto nella seconda parte, quando a far da padrone è droga, alcool, sesso e smembramenti insensati e ingiustificati, poiché nonostante questa sia una black comedy, di divertente non c'è niente. In ogni caso il comparto tecnico è buono e la colonna sonora è quanto mai calzante dato l'argomento. Ma nonostante anche un bravissimo Nicholas Hoult (quanto mai perfetto nel ruolo), questo film che cerca di descrivere il mondo della musica per vie traverse e grottesche, non arriva e non prende, o almeno personalmente non l'ha fatto. Comunque se vorrete vederlo cercate di non aspettarvi troppo, potreste rimaner delusi. Voto: 5+

BRIDGET JONES'S BABY (Commedia, Gran Bretagna, 2016): Ho visto questo film perché i primi due capitoli (soprattutto il primo) all'epoca non erano male, sono stati addirittura uno dei pochi film che mia mamma ha visto interamente, ma questo ritorno a più di un decennio dall'ultimo, proprio non mi ha convinto. Difatti è praticamente la stessa storia (copione quasi identico), solo che di mezzo ci sta una "inaspettata" gravidanza (a tal proposito imbarazzante è la scena del trasporto ed "entrata" in ospedale) e tante altre complicazioni sentimentali e non, già viste ed esplorate. La vicenda certamente vuole essere attuale nel rappresentare le incertezze sentimentali di una donna come tante, come tante trovatasi ad avere un bambino ad una età ormai avanzata, senza certezze sentimentali alle spalle, ma tra scenette più o meno divertenti, i (soliti) dubbi di Bridget etc., la storia perde slancio e credibilità di minuto in minuto, fino ad afflosciarsi del tutto. Comunque ancora discreta sia l'interpretazione di Colin Firth sia quella di Renée Zellwegger, anche se visibilmente sciupata, ma ancora abbastanza sexy e brava per reggere la parte. Abbastanza maluccio invece tutti gli altri, compreso Patrick Dempsey. Unica nota lieta di una pellicola comunque meno peggio di quanto ci si potesse aspettare, in ogni caso personalmente non abbastanza interessante per appassionare, è la ginecologa interpretata da Emma Thompson, che da una ventata di freschezza e nuove risate, comunque non tantissime da raggiungere la sufficienza. Voto: 5,5

JAYNE MANSFIELD'S CAR (Drammatico, USA, Russia, 2012): La morte improvvisa di una donna statunitense (che da il titolo "presunto" al film) trasferita in Inghilterra unisce due famiglie molto diverse tra loro. Da una parte ci sono i Caldwell, classici americani della provincia meridionale, dall'altra i Bedford, inglesi purosangue. L'azione si svolge alla fine degli anni '60. Le due famiglie si studiano, si osservano e scoprono in maniera graduale di non essere così diversi come pensavano in un primo momento, e che il conflitto generazionale è una questione universale. I vissuti sono simili, le aspirazioni dei più giovani sono quasi uguali e persino le "abitudini ricreative" non sono così diverse. Il cast è di tutto rispetto, ritroviamo un Robert Duvall in gran forma e rivediamo il compianto John Hurt, che fa il suo lavoro di perfetto inglese alla perfezione, mentre la pellicola invece arranca. Il regista Billy Bob Thornton ritaglia su di sé un personaggio tormentato che cerca di recuperare una fiducia in sé quanto mai lontana. Peccato che l'ironia non arrivi e il coinvolgimento neanche. Pur essendo in effetti presenti i toni da commedia, comunque minoritari rispetto al tono generale della pellicola, che è sostanzialmente drammatico nelle premesse e nelle conclusioni, quasi niente funziona davvero. Anche lo stesso conflitto generazionale, che sembra in ultima analisi insanabile e pronto a riprodursi di generazione in generazione, non prende. A fronte insomma di un cast così importante, il film che ha delle ambizioni molto alte, non riesce a soddisfarle in pieno. Il tema del dramma familiare qui esposto è difatti più adatto a un romanzo dell'ottocento, e un eventuale fascino per il pubblico del giorno d'oggi è quanto meno discutibile. Anche l'epoca in cui la pellicola è ambientata sembra una patina abbastanza superficiale dal punto di vista delle scenografie. A volte si ha infatti la sensazione di assistere a un lavoro pensato per il teatro e adattato con più o meno fantasia per lo schermo. Per questo è un film non brutto ma nemmeno bello, dove a salvarsi è solo il cast, tranne un Kevin Bacon capellone. In ogni caso un film da non rivedere. Voto: 5

SUNLIGHT JR. (Drammatico, USA, 2013): Mi aspettavo un film poetico e alquanto suggestivo e invece è un film indipendente americano abbastanza anomalo e abbastanza noioso, nonostante la storia così brutta proprio non è, anzi, la classica storia americana di persone che arrancano molte volte si presenta interessante allo spettatore, qui al contrario di davvero interessante c'è poco. Sunlight Jr. infatti (titolo del film e nome del minimarket dove lavora la protagonista) che racconta di una laboriosa impiegata di un minimarket, Melissa (Naomi Watts) e del suo ragazzo disabile, Richie (Matt Dillon), intrappolati in un ciclo generazionale di povertà, non coinvolge. In ogni caso la loro difficile vita nelle squallide periferie della Florida viene rallegrata dalla notizia della gravidanza di lei, ma quando tutto sembra andare finalmente per il verso giusto, ricompare un fantasma dal passato, l'ex fidanzato di Melissa, Justin (Norman Reedus). Ma non basta perché dopo aver perso il lavoro, la coppia è anche costretta a lasciare il motel in cui vivono, trovandosi così ad affrontare difficili scelte di vita e a rivedere il loro rapporto, fino al finale, forzatamente drammatico. Difatti il film, che apre comunque uno spaccato di vita inusuale, in una Florida molto meno "glitter" del solito, tra persone che a stento riescono a sbarcare il lunario (forse l'aspetto più bello della pellicola), elabora situazioni e personaggi poco credibili. Non tanto Melissa, bene interpretata dalla Watts, ma sia il marito che l'ex appaiono un po' stereotipati e poco credibili. Infine inutili sono alcuni dialoghi e soprattutto una scena di sesso che non aggiunge nulla al racconto già di per sé inutile, dove non basta una salvabile colonna sonora a dare lustro ad un film illusorio e deludente. Voto: 5

EQUITY (Drammatico, USA, 2016): Thriller sul mondo della finanza tinta di rosa che racconta e denuncia, non raro ad Hollywood, le ombre di Wall Street. Ciò che è raro è che questo film utilizzi solo come pretesto quel mondo fatto di frodi, denaro come se piovesse e pugnalate alle spalle, per raccontare la realtà piena di insidie di una donna in carriera. Certo, tema importante, attualissimo e necessario, ma gestito malamente. Le modalità infatti hanno lo stesso peso fondamentale del contenuto, ma proprio come in questo caso non basta un tema importante per portare avanti e terminare un percorso narrativo. E non basta una confezione intrigante, un aspetto da thriller finanziario all'ultima moda e la colonna sonora "da intrigo" per centrare l'obiettivo. Per fornire allo spettatore (assetato di novità e qualità) un thriller interessante infatti, sono necessari i tempi giusti, l'atmosfera adatta e, perché no, dei personaggi affascinanti. Equity non ha niente di tutto ciò. A tal proposito punto a sfavore è la presenza di Anna Gunn (Skyler di Breaking Bad), non tanto per l'attrice (non tanto amata dai fan della serie a quanto so) e l'interpretazione mediocre, ma poiché nell'intero cast, trovare un elemento apprezzabile (compreso James Purefoy), è impossibile, diventa davvero difficile (anche sforzandosi) apprezzare il tutto. Dispiace insomma bocciare un film come Equity, che si pone in fondo l'obiettivo di affrontare una tematica fondamentale come la parità dei sessi (nel bene e nel male), ma per lo stesso motivo, non è giusto accettarlo nonostante i difetti. La parità è anche questo. Perché Equity ha scelto la protagonista sbagliata, con dei tempi lenti e faticosi e una narrazione piatta, senza svolta, eccessivamente lineare. Insomma, è noioso. Voto: 4

UN BACIO (Drammatico,  Italia, 2016): E' utile prima di tutto specificare che il film poiché parla di omosessualità, bullismo ed emarginazione, non lo si può rimproverare per i temi, importanti e validi, ma purtroppo la sceneggiatura evidenzia alcuni limiti. Certamente la storia di Lorenzo, Blu e Antonio, che frequentano la stessa classe nello stesso liceo in una piccola città del nord est, e che per motivi differenti, finiscono col venire isolati dagli altri coetanei, è un buon incipit da cui partire. Peccato che dopo una buona partenza le situazioni che si vengono a creare sembrano dannatamente forzate per rendere più drammatico il finale. Infatti nonostante l'aggiramento dell'happy end all'italiana (in parte rientrato dalla finestra di un'ultimissima inquadratura che rielabora la bellezza del sogno e del come sarebbe andata se…) l'exit drammaturgico appare eccessivo e pomposo, quasi a ridefinire i ruoli e le specificità dei singoli. Troppo schematico per fare breccia. Non aiuta in tal senso la scrittura e la sceneggiatura, nonché alcuni intermezzi "strani", gli unici comunque divertenti, seppur sciocchi. Certo, il romanzo (omonimo del regista Ivan Cotroneo) di formazione per adolescenti non può naturalmente essere un fiorire di metafore kafkiane, ma le battute germogliano male, sempre "appoggiate", perennemente declamate, piccole, dolci sentenze che aspirano ai memorabilia e si rintanano presto nell'angolo oscuro del dimenticabile. Colpa, forse ed anche, di un parco attoriale non propriamente all'altezza, bravo nel rendere gli spaesamenti dell'età acerba, molto meno nel creare compartecipazione effettiva ed affettiva. In ultimo alcune "apparizioni" e certi dialoghi proprio non convincono. In ogni caso consigliato solo ai fan del genere. Voto: 5,5

Invasion Roswell Film di fantascienza di serie B assurdo e inutile
Troppo Napoletano Commedia anonima e inedita personalmente non interessante
Innamorarsi a Valentine Film drammatico per la tv poco affascinante
Beyond the Lights Film musicale per niente intrigante
Miami Beach Ennesima commedia Vanziniana perdibile
Now Is Good Dramma con Dakota Fanning non allettante
Pure Country: il dono Musical drama di serie B davvero anonimo
Matrimonio rosso sangue Thriller per la tv certamente dimenticabile
Con il sole negli occhi Tra me e Pupi Avati non corre buon sangue
The congress Film di fantascienza interessante ma poco intrigante
Last Days On Mars Altro film di fantascienza affascinante ma certamente poco efficace
Un cappotto di mille colori Il film biografico su Dolly Parton non è nelle mie corde
Poveri ma ricchi Nonostante Fausto Brizzi di vedere un film con Christian De Sica proprio non mi va
Mother's Day Di vedere la versione, anche se certamente migliore di Mothers and Daughters, non m'interessa
The Face of an Angel La versione americana di un noto (o quello che ne deriva) omicidio nonostante Cara Delevingne proprio non piacerebbe vedere
Philadelphia Experiment Remake inutile di un piccolo cult della fantascienza
Il ministro Black comedy italiana poco interessante
Billy il koala Avventura d'animazione troppo fanciullesca e similmente già vista
Domani Documentario generazionale importante ma personalmente poco interessante
Camp X Ray Film di denuncia su Guantanamo con Kristen Stewart certamente importante e forte ma secondo me non necessario
Navy Seals: Attacco A New Orleans Action horror di serie B francamente evitabile
Oasis: Supersonic Mai amati, per cui vedere il loro documentario non mi va
The Wedding Chapel: La chiesa del cuore Film romantico e sentimentale per la tv poco intrigante
Milionari L'ascesa e la caduta di un clan criminale napoletano nonostante l'eccezionale Valentina Lodovini proprio non m'interessa
Mistress America Commedia troppo anonima per piacermi
Gli invisibili Dramma con Richard Gere poco allettante o interessante
Ora puoi uccidere la sposa Thriller drammatico inedito ed anonimo francamente evitabile
In nome di mio figlio Dramma per la tv con Tobias Moretti similmente già visto
Leoni Nonostante io non disdegna Neri Marcorè, è una commedia abbastanza mediocre per meritare una visione

20 commenti:

  1. Ciao! Anche se a me "Bridget Jones's baby" tutto sommato è piaciuto, non posso che essere d'accordo con le tue osservazioni...purtroppo, quando si fa un "revival" 10/15 anni dopo, si rischia di ricadere in questo genere di errori!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' un errore comune di tante produzioni purtroppo, aspettare troppo non fa bene..
      Ciao e buona giornata ;)

      Elimina
  2. Di tutti quelli che hai nominato non ne ho visto nemmeno mezzo. Mi reputo fortunata, a questo punto xD

    RispondiElimina
  3. Non ho visto NIENTE di quelli che proponi! Wao, mi sono salvato :)
    Però ho visto Poveri ma ricchi, e non è malaccio^^

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Già, però non ci credo che l'hai visto davvero e che poi non sia malaccio, ma ok, anche se non lo recupero di certo ;)

      Elimina
  4. Del listone ho visto solo Kill Your Friends, che mi è piaciuto molto per le atmosfere alla American Psycho (ma purtroppo questo genere di film deve piacere, altrimenti capisco possa risultare odioso) e per l'interpretazione di Hoult, e The Congress, affascinante ma un po' troppo complicato per la mia testolina ormai anziana.

    Spero che a luglio vada un po' meglio sia la vita che il cinema! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Comunque le atmosfere e la musica non mi sono dispiaciute, però le morti ingiustificate e il finale proprio no...l'altro invece non m'ispirava niente :)
      In ogni caso grazie, speriamo davvero ;)

      Elimina
  5. Di questi ho visto solo "Bridget Jones Baby" che, devo ammettere, ho apprezzato in qualche modo: spensierato, simpatico anche se, sì, decisamente fuori tempo massimo. "Kill your friends" mi incuriosisce da un po' di tempo, ora non so se dargli una possibilità ahah :D

    Fede.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao, molto fuori tempo massimo direi in effetti...mentre l'altro film una visione leggera la merita, ma non so se la visione vale la candela, è un rischio che devi decidere tu ;)

      Elimina
  6. Su bridget jones baby ti dò pienamente ragione, mi era capitato di vederlo quando lo passarono in tv (qualche mese fà, ora non ricordo quando di preciso) e non mi piacque, infatti non ho neanche visto la fine, cambiai a metà! Va bene la commedia, ma quando poi si cade nel ridicolo... mi scoccia un pò. In realtà già il secondo per me aveva perso, il primo resta il migliore. Gli altri non li conosco. Però su "troppo napoletano" mi sento di spezzare una lancia a favore, a me è piaciuto tantissimo, ora che l'avevano dato in rai, me lo sono visto sull'app altre due o tre volte, ma posso capire se non piace a tutti, anche se io la trovo una commedia fresca e pulita.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti, alcune situazioni poi sono davvero imbarazzanti e altre addirittura "riciclate", una mezza minestra riscaldata insomma :)
      Forse tre o quattro anni fa l'avrei visto, ma ora do la priorità a film più nelle mie corde, ma bello in ogni caso che tu ti sia prodigata a "difendere" quella commedia ;)

      Elimina
  7. pensavo dedicassi spazio a quella inguardabile ciofeca di Conspiracy, con Pacino ed Hopkins... veramente il più brutto thriller del mondo... ahahah

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se l'avessi visto potrei darti ragione, ma come sai io non seguo sempre la programmazione Sky :D

      Elimina
  8. Non ne ho visto nemmeno uno e non avevo nemmeno in programma di farlo con nessuno di questi.

    Tu comunque hai un premio da ritirare!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E hai fatto bene ;)
      Ah sì? ma grazie anche a te, è già il quarto :D

      Elimina
  9. Sono felice di non averne mai visto NESSUNO! L'unico tra quelli di cui hai parlato ad essere presente nella mia lista dei film da vedere è Last Days on Mars...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buon per te :D
      Avevo intenzione di vederlo, ma leggendo in giro non se ne parlava benissimo e poiché adesso sto cercando di "stringere" sempre più il cerchio dei film da vedere ho preferito "eliminarlo", comunque aspetto di sapere com'è ;)

      Elimina
  10. Ho visto "Bridget Jones's baby" già sapendo che sarebbe stato un duro colpo perché avevo letto il libro e mi era piaciuto tantissimo, quello che avevo preferito dei tre, forse anche perché appassionarsi a Bridget da donna è più facile che farlo da adolescente. La storia del romanzo è completamente diversa. Completamente. Ho trovato il film carino ma come spesso succede, il libro lo supera. ;)

    RispondiElimina