venerdì 22 novembre 2019

Your Name. (2016)

Tema e genere: Pensate che la vostra vita sia troppo monotona e vorreste trovarvi al posto di qualcun altro che pensate si trovi in una situazione migliore della vostra? Un modo esiste ed è Your Name., film d'animazione giapponese del 2016 scritto e diretto da Makoto Shinkai, tratto dal medesimo romanzo scritto dallo stesso regista del film.
Trama: Taki, liceale di Tokyo, e Mitsuha, la figlia di un sindaco di un paesino di montagna, un giorno scoprono che nel sonno sono finiti misteriosamente e miracolosamente l'uno nel corpo dell'altra e iniziano a comunicare tramite dei promemoria. Mentre goffamente superano le sfide che derivano da questa nuova e inedita situazione, tra i due nasce un legame d'amicizia che ben presto si trasforma in qualcosa di più romantico.
Recensione: Ecco un altro film di un regista giapponese ancora personalmente sconosciuto, come successo con The Boy and the Beast, e come in quel caso (di cui alla regia c'era Mamoru Hosoda) è sicuro che prossimamente recuperi i suoi precedenti lungometraggi d'animazione, ovvero 5 cm al secondo, Il giardino delle parole (quest'ultimo già in lista) e Viaggio verso Agartha (anche se su questo ho un dubbio se l'ho visto o meno), diretti tutti da Makoto Shinkai, ultimamente già nuovamente al cinema con Weathering with You (che ovviamente non mi perderò). E come in quell'occasione mi sono ritrovato a vedere un bel film d'animazione, anzi, di più, perché è una meraviglia per gli occhi e per il cuore l'opera di Shinkai. Un viaggio bellissimo, una ricerca continua dell'altro e contemporaneamente di sé, illuminata da immagini e disegni stupendi, scenografie mozzafiato degne dei migliori direttori della fotografia dei film su pellicola. E dire che, volendo essere gentili, il punto di partenza di Your Name. è quanto di più banale si possa trovare rovistando negli archetipi di anime e manga: il filo rosso del destino e lo scambio di corpi sono temi usati e abusati, per quanto questo film sia la dimostrazione che non ci stanchiamo mai delle vecchie storie, soprattutto se raccontate con garbo ed emozione. Ed è così anche qui, qui dove c'è più della storia d'amore tra adolescenti, c'è la ricerca della consapevolezza di sé stessi specchiandosi negli occhi e nella vita dell'altro e la rappresentazione di una forza unica che trascende ogni difficoltà e ogni dimensione spazio-temporale. L'aggiunta di una vena fantascientifica dona al film un'ulteriore dose di magia ma, e questo è l'unico difetto, lo rende a volte difficile da seguire e un po' troppo ingarbugliato. In ogni caso la scena finale è memorabile ed iconica e potrebbe rimanere impressa in mente per un bel po' di tempo (anche se una simile è rimasta già impressa da tempo, il primo emozionante incontro tra Johnny e Sabrina, se non sapete chi sono, vi tolgo il saluto). Ma andiamo con ordine.
Una sera è previsto il passaggio di una cometa e due ragazzi, divisi da chilometri di distanza, assistono allo stesso meraviglioso spettacolo guardando il cielo con occhi sognanti ed emozionati. È tradizione esprimere un desiderio se si vede una cometa attraversare il cielo, perché si pensa che questo evento magico lo esaudirà. In questo caso, accade davvero qualcosa di sorprendente: i due ragazzi si risvegliano piangendo, con l'inspiegabile sensazione di aver perduto qualcosa o qualcuno. Successivamente, la leggenda delle comete si fa realtà e il sogno della ragazza di poter diventare un bel ragazzo di città si avvera: Mitsuha si risveglia a Tokyo nel corpo di Taki e contemporaneamente, a Itomori, Taki si risveglia nel corpo di Mitsuha. Comincia così la storia del loro misterioso legame che va oltre le leggi della fisica. Prendono coscienza del fenomeno (che accade in modo assolutamente casuale tramite i loro sogni), si conoscono, interagiscono tramite messaggi e disegni, si abituano alle diverse quotidianità e si aiutano nonostante la lontananza fisica, si migliorano. Con il passare del tempo va a crearsi un equilibrio e un rapporto così belli e naturali che sembra sfocino in un'infatuazione. Ma ovviamente, sarebbe troppo scontato dire subito "si incontrano, si sposano e vivono tutti felici e contenti": la storia subisce un brusco turning point e ci sbalza da una parte all'altra dello spazio-tempo, in una dimensione quasi metafisica. La trama, infatti, con il passare dei minuti si fa fitta di dettagli e di situazioni inaspettate che non svelerò, perché è qui che è racchiuso il grande potere della meravigliosa opera di Makoto Shinkai (e la magia del cinema stesso). La storia ci viene narrata in modo assolutamente non lineare creando suspense, aspettative e anche un briciolo di confusione: la vicenda è un rebus spazio-temporale, dove ogni elemento è saggiamente collegato all'altro, in cui è impossibile perdersi grazie a un filo rosso (il nastro per capelli di Mitsuha). Your Name. è così una splendida rilettura del mito del filo di Arianna in chiave giapponese, ma anche una nuova e avvincente declinazione del ruolo del nome, che diventa la chiave di un legame magico tra due personaggi come in una sorta di Città Incantata (del genio Hayao Miyazaki, 2001), ma senza demoni, spiriti e draghi. Makoto Shinkai perciò, riesce a donarci un'esperienza unica grazie alla sua straordinaria padronanza delle arti visive e grafiche. Il profilo tecnico dell'opera è infatti notevole, tratto pulito ed elegante, fondali molto realistici, paesaggi intriganti, la campagna giapponese che ricorda lo stile di Miyazaki, le musiche perfettamente in tema e amalgamate con le scene. Insomma, un lavoro notevole, peccato per qualche difetto narrativo, che tuttavia ne esce a testa alta con un 7,5 più che meritato. Si perché Your Name. è un'opera emozionante e commovente, dove il passato incontra il presente, la metropoli tende le braccia verso le antiche tradizioni e i cuori si sfiorano appena, ma lottano fino alla fine contro lo spazio e il tempo per ricongiungersi e finalmente amarsi. Per concludere, Your Name. è un film assolutamente da non perdere, che seppur non arrivi mai nemmeno a sfiorare il capolavoro, come invece taluni parrebbero sostenere, è imprescindibile vedere.
Regia/Sceneggiatura/Aspetto tecnico/Cast: Se, come accennato, sul versante dell'animazione è assolutamente eccezionale, stupefacente, ammaliante, sul versante della narrazione, invece, non convince appieno. Trama non molto originale nelle premesse, intricata negli sviluppi (anche se rimane sempre comprensibile) e che fatica un po' ad ingranare. In soccorso arriva fortunatamente la bravura del regista, che fa finta di accompagnarci in una direzione, per poi prendere tutto quello che si è pensato fino a quel momento e buttarlo via in maniera sorprendente, capace altresì di passare da un genere all'altro con incredibile naturalezza. La grandezza del film (che culmina in un finale a metà fra il lieto fine e la malinconia) è infatti qui, in questa capacità di sembrare scontato, ma non esserlo, di farti capire per poi ingannarti, di riuscire ad essere sinceramente emozionante (intrattenendo spensieratamente per un'ora e mezza). Una nota di merito va infine, non solo al cast vocale, formato da Ryunosuke Kamiki (Taki Tachibana) e Mone Kamishiraishi (Mitsuha Miyamizu), ma anche e soprattutto alla colonna sonora, che per esplicita richiesta del regista prevede dei momenti in cui la musica si sostituisce ai dialoghi dei personaggi, così che la storia prosegua su due binari: quello musicale e quello visivo, che si intrecciano alla perfezione.
Commento Finale: Inutile dire che le aspettative per questo film erano alle stelle, vuoi per il successo in Giappone, vuoi per l'unanime opinione di critica specializzata e pubblico. Aspettative di certo non tradite, anche se non si tratta di un capolavoro. Your Name. è un ottimo film, possiede una colonna sonora adatta ad enfatizzare le scene più importanti, delle splendide animazioni, disegni da favola, un ottimo ritmo, un doppiaggio senza sbavature e fedele al materiale originale. Il problema risiede nella storia: di certo non originale (di storie simili ne abbiamo già viste molte nel panorama degli anime giapponesi) e con una parte centrale leggermente confusa, ridondante e con qualche piccolo buco di sceneggiatura. Ma alla fine (quasi) tutti i nodi tornano al pettine ed il film diverte, emoziona e commuove lo spettatore.
Consigliato: La visione è consigliata a un pubblico di adolescenti, che riuscirà sicuramente ad apprezzare una storia così coinvolgente come quella di raccontata in Your Name., anche se comunque è un film che consiglio assolutamente, a fan e non, ed anche a tutti.
Voto: 7,5

12 commenti:

  1. Mamma mia, è un film di una poesia inaspettata...non l'ho visto, tuttavia tra la tua recensione e la trama letta, posso dirlo con certezza. Poi chiaro che la realizzazione può essere stata efficace o no, ma davvero..
    C'è un sapore triste, malinconico e allo stesso tempo speranzoso per tutta la vicenda.
    Non amo molto gli ingarbugli temporali, ma ammetto l'originalità di questo spunto, all'interno del fantasioso, ma abbastanza comune, espediente dello scambio dei corpi.
    Poi il titolo ha un forte potere evocativo connesso al finale.

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    1. Poesia inaspettata sì, però comunque non a livelli eccelsi, ma in grado di coinvolgere parecchio, proprio per quegli elementi di cui hai avuto quasi una "premonizione", infatti sono quelli a dargli valore ;)
      Il finale è molto bello sì, e lo spunto seppur non nuovo ha un non so che di originale :)

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  2. So che si tratta di un'opera molto molto bella...
    Fino a poco tempo fa ne ignoravo addirittura il risvolto metafisico/fantastico. Forse potrebbe essere un elemento che mi allontana, ma devo provare.

    Moz-

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    1. Sì lo è, e nonostante i risvolti dovresti effettivamente provare ;)

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  3. Oh ecco che l'hai visto anche tu! Un po' di confusione e pesantezza nel mezzo c'è, ma poi ci si riprende alla grande e le lacrime finali sono innegabili. Gran bel film!

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    1. L'avevo detto, mantengo sempre le promesse, e sì, sul finale una lacrima è caduta e nel complesso davvero bello ;)

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  4. Se ci pensi accade spesso che la vita degli altri ci appaia migliore della nostra.
    Ed è triste. Dovremmo imparare ad apprezzare di più quel che abbiamo.
    Comunque questo cartone è troppo imgarbugliato per me, ma ne apprezzo la morale.

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    1. Ingarbugliato sì ma non così tanto, cioè alla fine è anche semplice, in ogni caso hai ragione ;)

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  5. Ma davvero se dico che non conosco Johnny e Sabrina mi togli il saluto?
    Posso avere la scusante dell'età, per cui i cartoni animati fanno parte del passato?
    In ogni caso questo film che ci hai raccontato in maniera ammirabile deve essere bello, quando passerà in tele, lo vedrò.

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    1. Dai, questa volta sì, però è strano che tu non abbia mai sentito di È quasi magia Johnny..
      Ho sempre il dubbio che questo come altri non passerà mai in televisione...ed è un peccato...

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    2. Mai visto e mai sentito. Ma ci sta, vista la differenza di età ;)
      Forse sulle reti televisive no, ma faccio affidamento sui canali a pagamento.

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    3. Sì lì è possibile, ma dipende sempre dai diritti e dal tipo/genere di film ;)
      E sulla serie d'animazione è infatti comprensibile la differenza, tranquilla non ti toglierò il saluto :)

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