mercoledì 15 gennaio 2020

1994 (Miniserie)

Tema e genere1994 è l'ultima stagione della trilogia 1992, 1993. La trilogia di stampo storico drammatico prodotta da Sky e nata da un'idea di Stefano Accorsi.
Trama: Attraverso 8 episodi, nei quali vediamo le storie e i punti vista di persone comuni, scopriamo come il terremoto di mani pulite e l'ingresso in campo di Berlusconi abbiano profondamente segnato il recente passato del nostro Paese.
Recensione: I tre anni che hanno portato alla fine della Prima Repubblica, allo scandalo Mani Pulite e all'ascesa in campo di Silvio Berlusconi, uomo nuovo della politica italiana sono giunti al termine con quest'ultima stagione che non ha sicuramente deluso le attese e non è stata certamente da meno alle due stagioni precedenti (soprattutto rispetto alla seconda, qui la recensione, anche se di poco migliore a questa, mentre rispetto alla prima il salto di qualità è evidente). Dei vari fatti reali che si susseguono ed intrecciano con le storie romanzate dei personaggi principali della serie (che sono tre) non sto a raccontarvi, dico solo che continua il loro triangolo infuocato, diviso tra potere, sesso, denaro e sentimenti, sullo sfondo dei cambiamenti cruciali che segnarono l'Italia degli anni '90 e dei protagonisti di tali rivoluzioni. Quello che invece va menzionato è sicuramente il discreto lavoro di regia e sceneggiatura (senza dimenticare tanti altri tecnicismi, in primis le musiche e la valida mini sigla) che iniziato con le prime due stagioni si è degnamente concluso con 1994. La prima (otto puntate dirette da Giuseppe Gagliardi e Claudio Noce) è brava (anche perché non c'è qui rispetto alle stagioni precedenti una visione "giustizialista" del bene e del male) a ricordarci che i fatti prendono spunto da avvenimenti e che come cronaca non ci sono dei reati, pertanto i personaggi sono tutti colpevoli e nello stesso tempo anche innocenti, vittime e carnefici, sia verso sé stessi che verso gli altri, la seconda, che elimina alcuni personaggi secondari e sviluppa l'attenzione sui cinque principali (ci sono anche altri personaggi altrettanto rilevanti ma lo snodo tematico si sviluppa attraverso questi qui), ovvero Leonardo Notte (Stefano Accorsi), ex pubblicitario e anima oscura di Forza Italia, Veronica Castello (Miriam "sempre gnocca" Leone), ex soubrette ormai diventata parlamentare, Pietro Bosco (Guido Caprino), ex militare e ora deputato Leghista, Silvio Berlusconi (Paolo Pierobon), e Antonio Di Pietro (Antonio Gerardi), è brava a creare il giusto mix di realismo e romanzo.

La forza di 1994 è infatti quella di unire finzione e cronaca, lasciando allo spettatore la libera scelta di appassionarsi di uno o di un altro. La serie racconta un passato recente con dovizia di particolari e si addentra in curiosi aneddoti senza però perdere l'intenzione principale che è quella d'intrattenere. In questa stagione conclusiva vi è anche una critica velata all'uso strumentalizzato dei media, dei quotidiani e soprattutto della televisione, che diventano l'ossatura di una nuova politica e sono capaci di determinarne le sorti. 1994 è anche una serie che si discosta dal linguaggio prettamente televisivo per abbracciare quello cinematografico, meno primi piani e meno discorsi ridondanti per spiegare la vicenda, più immagini "parlanti" e più azione, un'esempio lampante di ciò è il richiamo a "Viale del tramonto" presente nel quinto episodio. Nel 1994 l'Italia cambia per sempre: è l'anno della restaurazione (dopo la rivoluzione, mancata, e il terrore, dissipato), i protagonisti lo sanno, e ne approfittano (o almeno ci provano), ognuno a modo loro (in tal senso un tema che colpisce durante la visione della serie è la completa assenza del concetto di colpa). Quell'anno, cruciale e spartiacque per due mondi, è un pezzo di storia italiana, con cui lo show di Sky gioca insieme ai suoi trionfi e alle sue sconfitte, come fosse una finale di Coppa dei Campioni, ma, soprattutto, ne analizza il contesto, nonché la sua sommossa culturale che, dietro la narrazione storica ed inventata, offre una marcata osservazione dell'inarrestabile presente. Non è tutto oro che luccica, nella serie e in questa stagione ovviamente intendo, la puntata finale (e quindi la chiusura) mi è sembrata infatti quasi fuori testo seppur coerente, certamente non esaltante come speravo e credevo, ed alcuni dei difetti giustamente eliminati nella precedente "gestione" qui ritornano, non tutte le sotto-trame riscuotono interesse (e si concludono in modo del tutto apprezzabile), ma nel complesso ci si può ritener più che soddisfatti.
Giudizio in sintesi1994 rispetto alle stagioni precedenti cambia svolta, si conferma sicuramente grande affresco, non convince sempre, ma raggiunge la validità.
Consigliato: Sì, soprattutto a chi ha seguito le scorse stagioni.
Voto: 7

6 commenti:

  1. la cosa assurda è che nella realtà la maggior parte degli eventi storici e dei personaggi sono stati completamente rimossi dalla maggior parte delle persone, eppure è da lì che sono venute molte di quelle cose che ancora stiamo vivendo.

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    1. Alcuni rimossi ed alcuni che ancora ci sono, e che continuano ad affossare il paese..

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  2. Una serie interessante e sicuramente utile per chi, come diceva Nick, ha rimosso passaggi importanti della storia politica recente del Paese.

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    1. Già, una serie per conoscere da vicino un momento storico saliente.

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  3. A me è parsa molto superficiale nel ricostruzione storica.Meno interessante degli altri capitoli, in cui ho notato più verosimiglianza con i fatti realmente accaduti all'epoca.Ti suggerisco, per farti un'idea completa della "caduta degli dei", di guardare i due capitoli che Sorrentino ha loro dedicato: Loro1 e Loro2.
    Buona serata.

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    1. Ma dopotutto i fatti non si possono sapere con accurata certezza, però nel ricreare l'atmosfera e il periodo hanno fatto (sempre) un buon lavoro. E su i film di Sorrentino, mi mancano entrambi.

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