mercoledì 8 luglio 2020

Ghibli Collection - Parte 2 (I miei vicini Yamada, La collina dei papaveri, Si alza il vento, Pioggia di ricordi, Si sente il mare)

Ci son voluti due anni e due listoni (qui trovate la prima parte), ma alla fine il Progetto Ghibli/Miyazaki è stato portato a termine. L'avevo detto e così ho fatto, certo, il suddetto Progetto menzionava anche di recuperare anche altri film d'animazione, e penso che una buona parte dovrei vedere entro l'anno, ma il grosso dell'operazione è stato fatto. Infatti con questi cinque film (che comunque non ho visto grazie a Netflix) posso dire finalmente d'aver visto tutti i film di Hayao Miyazaki e della filmografia completa (sia i lavori prodotti che in collaborazione) dello Studio Ghibli. In tal senso, essendo gli ultimi, speravo di finire col botto, e invece nessuno è riuscito a colpirmi in maniera tale da raggiungere la Top 5 o la barriera dell'ottimo, ma comunque bello è stato questo viaggio (con film carini, diversi dal solito però sempre deliziosi), e poi impossibile è in ogni caso rimpiangere la visione di un film dello Studio, capace sempre di regalare emozioni. Avendo completato quindi, potrei anche stilare una classifica, in larga parte riscontrabile al post, ma per ora non ci penso, penso solo a farvi sapere cosa ne penso dei film in questione, invitandovi a leggere le mie recensioni, buona lettura.

I miei vicini Yamada (Commedia 1999) - Film minore dello Studio Ghibli, anche perché visivamente il lavoro meno interessante, seppur sopperisce alla grafica elementare con una serie di gag ben realizzata che si dimostra vincente, I miei vicini Yamada, arrivato in Italia solo pochi anni fa, era il 2016, e in via home video, parte un po' in sordina ma in corso d'opera le battute si fanno sempre più spiritose e divertenti. A cavallo tra la le tematiche dei Simpsons e la leggerezza degli immensi Peanuts, Isao Takahata adatta la striscia di Hisaichi Ishii sfornando probabilmente la sua opera più sperimentale, il primo film in CGI dello Studio Ghibli che preceduto da opere di ampio respiro quali La tomba delle lucciole e Pioggia di ricordi potrebbe apparire come un puro divertissment (e in effetti lo è) in attesa dell'epitaffio La storia della principessa splendente (grandissimo film), ma scavando a fondo ci si accorge come la mano autoriale del regista, il suo stile minimalista e le sue consuete tematiche riescono a conferire lirismo a quest'unione dei tanti "slice of life", alcuni divertentissimi, alcuni dannatamente commoventi, altri ancora un po' più fiacchi (da qui non il massimo) pur se dannatamente efficaci nel ritrarre un perfetto ritratto familiare giapponese medio-borghese degli anni '90. I dialoghi dei due matrimoni sublimati dalle sequenze oniriche più estreme presenti ai due poli estremi del film costituiscono una sorta di botta e risposta e offrono la giusta chiave di lettura per interpretare la polpa del film in un'ottica universale e disincantata, in piena linea con la poetica del regista. La vetta dei capolavori dello Studio non viene però raggiunta e nemmeno sfiorata, tuttavia I miei vicini Yamada, rendendo pieno onore alla fama del suddetto, con la sua poesia, la sua ironia e la sua profondità, spesso nascosta, come da tradizione Ghibli, nei dettagli, non dispiace affatto. Voto: 6,5

La collina dei papaveri (Dramma 2011) - Il ritorno di Goro Miyazaki alla regia di un nuovo film d'animazione lascia non del tutto soddisfatti. Suo fu l'esordio con I racconti di Terramare, favola fantasy che però non convinse la critica e pure il pubblico, questa volta ci prova con un racconto di formazione più vicino alle corde del padre e maestro Hayao Miyazaki, che ne firma la sceneggiatura (quest'ultima ispirata ad un manga), ma il risultato è il medesimo, ovvero poco convincente. Nonostante abbia infatti una trama abbastanza originale e pochino interessante (quanto purtroppo prevedibile), nel Giappone degli anni Sessanta i giovanissimi Umi e Shun, che condividono il sogno di cambiare il mondo, si innamorano, ma un segreto potrebbe dividerli, il film risulta lento e a tratti noioso a causa delle troppe scene ripetitive e a causa di interminabili sequenze utili solo per arrivare ai 90 minuti di durata. La regia di Goro Miyazaki quindi non brilla assolutamente risultando in alcuni punti prolissa e faticosa. Senza dubbio le sue abilità si sono affinate rispetto al suo primo film diretto, ma la strada che ha da percorrere è ancora lunga, però continuando nella giusta direzione egli può crearsi un suo stile e deliziarci con ottime pellicole. Cosa che ovviamente non è questa di pellicola, che dal punto di vista semantico è vuota, i personaggi di Umi e Shun avrebbero potuto essere sviluppati meglio, così come le loro vicende familiari, tanto che alla fine risulta molto più interessante la storia del palazzo da risistemare che quella dei protagonisti. La conclusione della vicenda, inoltre, mi è sembrata banale e sbrigativa (e delle canzoni avrei fatto anche a meno). Con questo non voglio dire però che La collina dei papaveri sia un brutto film, anzi, dopotutto esteticamente è molto ben fatto, bello anche il messaggio proposto (ovvero l'importanza di avanzare e di rinnovare senza radere al suolo il passato e la memoria di chi non c'è più), ma sicuramente poteva essere realizzato molto meglio. Perché nel complesso è sì un buon prodotto (ed in ogni caso meritano di essere menzionati tra i doppiatori originali Nao Ōmori, l'Ichi di Takashi Miike, e Keiko Takeshita, già in Arrietty), ma niente di più. Voto: 6+
Si alza il vento (Biografico/Dramma 2013) - Un film storico e biografico basato su una storia vera, che ripercorre i momenti salienti dei primi trent'anni di vita del noto ingegnere aeronautico giapponese Jirō Horikoshi (progettista e inventore del Mitsubishi A6M Zero, aereo da caccia usato dalla Marina imperiale giapponese durante la seconda guerra mondiale). Fin da subito, appare così chiaramente che Si alza il vento è abbastanza diverso dalla maggior parte degli altri film Ghibli, che solitamente strizzano l'occhiolino ad un pubblico vasto e di ogni età. Infatti questa volta il target più cercato e voluto è sicuramente quello adulto, date la costante serietà e drammaticità delle vicende proposte. I personaggi sono pochi ma ben fatti, i loro caratteri sono quelli tipici dei classici film Ghibli: il protagonista dall'animo gentile, caparbio, ostinato, sognatore e stoico, gli altri personaggi maschili principali sono spesso intelligenti, professionali, saggi e lungimiranti, mentre le figure femminili hanno un carattere forte, deciso, puro, umile e fedele. Talvolta abbiamo l'opportunità di osservare come gli sguardi e i visi espressivi dei personaggi valgano più di tante parole. Il lato tecnico è indiscutibilmente di alto livello. Alla regia ecco Hayao Miyazaki, che non delude e ci delizia (l'omaggio all'Italia, le scene aeree che ricordano direttamente Porco rosso e la grandiosa rappresentazione grafica del grande terremoto del Kantou), doveva essere il suo ultimo come regista, per fortuna non lo sarà. Diversamente dagli altri film Ghibli però, questo cerca di rimanere fedele a una storia vera, con i suoi pro e i suoi contro: partendo da una storia vera si ha già un buon punto di inizio per l'opera, tuttavia ci sono anche parecchie limitazioni, e se si vuole mantenere la storia come realistica, vi è il rischio di produrre un lavoro non perfetto, le parti oniriche da sole potrebbero non bastare. Se da un lato abbiamo la drammaticità delle vicende storiche realmente accadute, dall'altra risulta esserci un "ammorbidimento" generale delle scene e dei momenti critici, e l'inserimento di elementi onirici talvolta utopici. Durante la visione dell'anime si ha come la sensazione che manchi qualcosa, non sono presenti alcune informazioni utili per far comprendere meglio la storia, inoltre ci sono diversi salti temporali di anni in cui non viene mai detto quanto tempo sia passato, né l'età dei personaggi. Non che questo fosse fondamentale, ma avrebbe dato maggior comprensibilità all'opera. I vari passaggi con gli anni che passano di volta in volta sono un po' caotici, come quasi a voler dire che sarebbe stato consigliabile leggere il manga prima di vedere il film (un film in cui da menzionare tra i doppiatori originali ecco Hideaki Anno, regista di Shin Godzilla, Masahiko Nishimura, già in Princess Mononoke, Jun Kunimura, attore nei due Kill Bill, e Mirai Shida, in Arrietty insieme con Keiko Takeshita, quest'ultima al terzo giro con Ghibli dopo La collina dei papaveri). Nonostante qualche perplessità, nel complesso è un bell'anime, godibile e interessante: è una ricostruzione biografica ben fatta e ricca di spunti anche filosofici (un anime non per caso candidato all'Oscar nel 2014). Voto: 7

Pioggia di ricordi (Dramma 1991) - Uno dei più misconosciuti film dello Studio Ghibli, in gran parte a causa della scarsa (quasi nulla) distribuzione al di fuori del Giappone (come parecchi altri arrivato in Italia più tardi, in questo caso nel 2015), il terzo di Isao Takahata, Pioggia di ricordi, tratto dall'omonimo manga di Hotaru Okamoto e Yūko Tune, è un film d'animazione totalmente fuori dalla norma (soprattutto per l'originalità della tematica proposta, dal momento che la vita sentimentale di una "office lady" di trent'anni era all'epoca un soggetto piuttosto insolito per un film di animazione), un racconto realistico, nostalgico e romantico pensato per gli adulti e indirizzato soprattutto alle donne (all'epoca pensavano che una storia così non si poteva adattare all'animazione, e invece sì, pure con buoni risultati, anche se per una sensibilità maschile la difficoltà di entrare in sintonia c'è, e c'è stata nel mio caso, dato che non è riuscito a coinvolgermi come avrebbe dovuto). E' un'opera semplice, toccante, a tratti divertente, delicata e pacata, che procede a passo lento fra continui flashback e lunghi intervalli riflessivi (una lunga nuotata nel mare dei ricordi questo è). Un'acuta analisi della condizione della donna nella società giapponese di ieri e di oggi, offre diversi spunti interessanti, anche se il suo ritmo lento e tradizionale, soprattutto in questo caso può annoiare. E infatti, nonostante le tematiche toccate siano le più varie, passaggio dall'età fanciullesca a quella adulta, sensibilizzazione verso la natura e tutti i problemi che una ragazzina di dieci anni possa avere fra scuola, amici, famiglia e le prime cotte, non sono riuscito minimamente a emozionarmi o ad essere coinvolto se non nelle ultime scene. Merita, comunque, almeno una visione, in quanto le qualità di altre produzioni Ghibli vi sono tutte, a cominciare dall'animazione (seppur, in questo caso, a tratti semplificata, paesaggi però stupendi) per finire su una bella colonna sonora. In conclusione un buon film per quanto riguarda tematiche e aspetto tecnico, forse poco accattivante per come congegnato, sicuramente statico in alcuni momenti, ma un bel anime introspettivo e delicato da scoprire e riscoprire. Voto: 6,5

Si sente il mare (Romantico 1993) - Un pregio e un difetto per Si sente il mare, commedia sentimentale che ruota attorno alla bella ma "capricciosa" Rikako, nuova studentessa giunta da Tokyo, e alla sua relazione con i coetanei, e amici, Taku e Matsuno, realistico e precipitoso. Realistico per via di un tratto grafico oserei dire "fotografico" tanto è la sua aderenza ad realtà palpabile, pacata e quotidiana. Precipitoso perché in un'oretta o poco più condensa una trama che si dipana su più piani temporali e spaziali, eppure non riesce ugualmente a dare una chiara visione della narrazione, lasciando non pochi snodi irrisolti. Il film (la cui importanza è limitata dall'essere stato ideato e pensato per la visione televisiva) è il primo prodotto dello Studio Ghibli a non coinvolgere direttamente Takahata o Miyazaki nello sviluppo: la regia è a cura di Tomomi Mochizuki, giovane regista che negli anni '90 ci aveva già deliziati con gli OAV di Orange Road (il soggetto originale però della scrittrice Saeko Himuro), a cui veniva nel lontano 1993 affidato appunto questo film, che probabilmente in pochi conoscono, anche io l'avevo sentito solo per nome ma ne sapevo veramente poco. Ne viene fuori un prodotto cinematografico incapace di espletare una definita funzione narrativa, incapace di realizzare una lista di priorità (è più importante l'amicizia o l'amore?), che trova conclusione in una banalissima idealizzazione del rapporto sentimentale, che presupporrebbe una solida spiegazione alla spalle, che non si ravvisa in alcun aspetto della pellicola (il film si interrompe quando, forse, si poteva iniziare a raccontare qualcosa di interessante). Una pellicola a cui manca il coraggio, che fatica a scrollarsi di dosso alcuni stereotipi del sentimento malinconico, cavalleresco, e che non lascia nessun senso di appagamento. Se non tracolla del tutto è solo grazie a una comunque buona professionalità del suo lato tecnico, dove non si eccelle di certo, ma si mantiene una generale gradevolezza, soprattutto nei disegni degli sfondi. In conclusione, sufficienza a questa piccolissima opera dello studio dei sogni, che qui fa sognare ben poco se non per alcune immagini dai colori e dalle sensazioni sempre gradite. Voto: 6

12 commenti:

  1. Complimenti per il tuo lavoro, anche se sono sempre piacevoli da vedere non deve essere stato semplice recuperarli e vederli tutti. Alcuni poi hanno un certo carico emotivo... Bravissimo! Io sono molto indietro, devo vedermi tutti quelli nuovi! Ma ho perso moltissime (issime) ora con il videogioco Ni No Kuni, vale lo stesso? ;P

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    1. Non conoscevo questo videogioco, vedendo su Google scopro che una certa similitudine c'è, penso comunque siano cose diverse, ma anche che entrambi meritano ;)

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    2. Ni No Kuni, oltre a essere molto bello come videogioco, ha anche una bella trama raccontata in molti filmati, tutti ben fatti e in puro stile Ghibli, quindi direi che per gli appassionati merita davvero. Il film che ne hanno tratto, invece (come ho scritto da me) non è un gran che...

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    3. Ora che me l'hai fatto scoprire, potrei, essendo un videogiocatore, dargli una chance...del film non so nulla, almeno non ancora..

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  2. Non l'ho visto, ma ho letto qualche recensione in giro e, secondo me, sei stato un po' troppo severo con "Si sente il mare".

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    1. Ho visto e letto qualcosa anch'io, ma secondo me così stanno le cose.

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  3. Non ne ho visto nessuno.. troppo lontano dalle mie corde.. ma hai fatto un gran bel lavoro...

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    1. Sì lo so, l'animazione poi è un genere poco criticabile e sempre bello da vedere ;)

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  4. Diciamo che questi ultimi, sono legati alla realtà e alla drammaticità (Yamada a parte). Onestamente io preferisco i film Ghibli che contengono l'elemento fantastico e un tantino di spensieratezza! ^^

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    1. Preferisco anch'io sì, e penso che ciò si noti (dai voti per esempio), ma se no, lo dico adesso ;)

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  5. La recensione di queste storie di manga ha attirato anche il mio desiderio di guardarle.
    Grazie per la tua raccomandazione.
    Saluti dall'Indonesia.

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