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venerdì 22 settembre 2023

Le serie tv del mese (Settembre 2023)

Il tempo dei "pacchetti completi" (di serie), finisce qui, per quest'anno almeno. Riprenderò infatti il prossimo, nel recupero di serie complete, in molti casi già chiusi e/o finiti, ma eccezioni non mancheranno. In ogni caso per questi ultimi tre mesi mi dedicherò a singole stagioni (quindi insomma 9 serie mensili) di serie recenti e recentissime. Tuttavia per dicembre la volontà è quella di recuperare alcune serie natalizie, e penso di farcela, allegando a questi comunque gli ultimi grandi botti, mi riferisco soprattutto a One Piece, che non mancherò di vedere entro quest'anno. Perché insomma c'è tanta roba, ma selezione è necessario fare. Giacché la lista è sempre più corposa, la scelta sempre più ampia, bisogna scegliere in base alle esigenze, anche se il rischio di perdersi qualcosa c'è, ma non importa, ed intanto ecco...

American Gods (Serie Completa) - Dopo essermi già perso tra gli intrighi ed i misteri di Sandman e dopo aver viaggiato al fianco di Crowley e Aziraphale in Good Omens (di cui seconda stagione a breve vedrò), mi sono trovato davanti American Gods, in modo del tutto inaspettato, ed inaspettatamente mi sono ritrovato a vedere un prodotto che parte a razzo e finisce a "si capisce". Dal romanzo di Neil Gaiman una serie dal concept grandioso, realizzata con eccezionale immaginazione visionaria e con gli interpreti giusti (si distingue Ian McShane). Un affresco affascinante delle imprese che oppongono le divinità storiche a quelle inquietanti dei nostri tempi e una trama giustamente complessa ed avvincente. Purtroppo, le belle parole di cui sopra valgono per la prima stagione, non certo per una seconda piuttosto moscia e inconcludente, che si stiracchia in modo ripetitivo e con pochi sussulti (solo qualche isolato momento, qualche scena). Se con il cambio di showrunner si sperava in qualche modo di invertire la rotta, vedendo esaudite le promesse di un American Gods che tornava alle origini, ciò non è successo. Nonostante un piccolo miglioramento rispetto al caos della seconda stagione, la terza non riesce ad invertire il trend negativo, anche per la defezione di parte del cast. Accolta con rassegnazione e scarso interesse, American Gods 3 ha segnato il fato di una serie che poteva e doveva dare di più. Di una serie stilisticamente e concettualmente ineccepibile, ma narrativamente e spiritualmente discutibile. Davvero un gran peccato. Voto complessivo: 6

lunedì 16 aprile 2018

John Wick - Capitolo 2 (2017)

Nel 2014 (anche se io l'ho visto due anni dopo), Chad Stahelski e David Leitch, collaboratori di vecchia data con lunghi trascorsi da stuntman, hanno esordito alla regia col primo John Wick e, insieme allo sceneggiatore Derek Kolstad, sono riusciti a creare un franchise action di grande successo praticamente dal nulla. Sono partiti da un budget risicato, hanno costruito un eroe-antieroe duro e puro, dai connotati essenziali, addosso ad un Keanu Reeves che sembrava alla frutta, hanno ideato con pochi mezzi la mitologia e le regole di un network di assassini su commissione, hanno dato nuova linfa a tutti i migliori elementi del b-movie e, soprattutto, hanno venato la narrazione di un'ironia sottilissima, punto di forza sul quale molti franchise falliscono scivolando su una serietà eccessiva o su una comicità di grana troppo grossa. La stessa genuina artigianalità si evince nel sequel, intitolato semplicemente John Wick - Capitolo 2 (John Wick: Chapter 2), con la medesima squadra produttiva (e un Leitch più defilato che si è occupato di Atomica Bionda, John Wick al femminile con Charlize Theron, che non vedo l'ora di recuperare prossimamente, e ha diretto Deadpool 2, prossimamente al cinema) e un budget raddoppiato. La trama com'è ovvio, e se si è visto il primo capitolo e si sa già cosa aspettarsi tanto meglio, è un puro pretesto per mettere John contro tutti gli altri sicari, memorabile, in tal senso, il montaggio incrociato che mescola svariate ed elaborate coreografie di combattimento con un moderato splatter digitale. Tuttavia di "moderno" c'è ben poco (a parte un aspetto che è rimasto invariato e di cui fortunatamente questo sequel non fa a meno). Questo film del 2017 infatti, è un action vecchio stile, cosa che si evince anche dalla quasi totale assenza di tecnologia e di elementi che lo collochino ai tempi nostri. Questo elemento incredibilmente vintage, tuttavia, rafforza la fascinazione verso il personaggio, mettendone in mostra l'eleganza e la maniacalità, ma anche la dedizione e la freddezza.